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ANDY IRVINE
// CELTICA - IRLANDA
Andy Irvine è uno dei più grandi cantanti irlandesi, e la sua voce rientra in quella manciata di grandi personaggi che sanno arrivare alla vera anima dell'Irlanda. È stato definito "esso stesso una tradizione". Musicista, cantante e autore, Andy ha mantenuto elevate le proprie qualità lungo una carriera che ha ormai superato i quarantacinque anni. Dagli Sweeney's Men della metà dei Sessanta, all'enorme successo dei Planxty nei Settanta, dai Patrick Street ai Mozaik, Andy è stato un pioniere della world music e un'icona per la musica tradizionale e i musicisti.
Come solista, Andy riveste il ruolo del trovatore archetipico, con uno stile, tanto sul palco e in tour quanto nella vita di vita di tutti i giorni che riflette le influenze del suo riferimento di tutta una vita: Woody Guthrie.
Come dice l'Irish Times "Spesso copiato, mai uguagliato", il suo repertorio è fatto di canzoni tradizionali irlandesi, danze balcaniche e creazioni proprie. http://www.andyirvine.com/
La musica di Galizia sta vivendo un rinascimento e Berroguetto è uno dei protagonisti di quest’operazione, la band si distingue per assoluta originalità. Berroguetto è un gruppo del quale fanno parte musicisti di grande esperienza già componenti di altre significative band della scena gallega come Matto Congrio, Fia Na Roca o Dhais, solo per citarne qualcuno. Il progetto musicale dei Berroguetto parte nella primavera del 1995 con sei musicisti conosciuti per le loro precedenti esperienze. Insieme costituiscono una delle formazioni piu’ equilibrate e ad alto livello nell’attuale panorama della musica gallega. Tutti eccellenti strumentisti con una vasta cultura musicale che permette loro di spaziare attraverso esperimenti e fusioni musicali diverse, legando in modo estremamente naturale l’estetica di fine secolo, con la millenaria tradizione musicale del popolo gallego. Dopo un anno d’intenso lavoro creativo, l’annuncio nel 1996 dell’imminente pubblicazione del primo album “Navicularia” creò grandi aspettative, che vennero ampiamente soddisfatte attraverso gli undici paesaggi sonori contenuti nell’album, che ne fanno un lavoro magistrale, in perfetto equilibrio tra tradizione ed attualità. Alla base della continua attività del gruppo è la ricerca di un’identità contemporanea nella musica tradizionale galiziana, ovvero gallega, senza perderne la sua essenza. Ricerca premiata dai grandi risultati che hanno valso loro riconoscimenti, soprattutto nel 1999, anno in cui sono stati dichiarati gruppo piu’ acclamato in Galizia degli ultimi tempi. A seguito dei vari tours in Germania è stato assegnato loro il prestigioso premio “Preis Der Deutschen Schalplattenkritik”, concesso dalla critica tedesca ai migliori lavori discografici dell’anno, che hanno diviso nientemeno che con Ry Cooder. In Galizia il pubblico e la critica hanno assegnato a Berroguetto il “Premio al Grupo Revelación” già nel 1997. Nel novembre del 1998 sempre in Germania, è stato riconosciuto miglior gruppo folk europeo ed ha ricevuto l’ “Eiserner Eversteiner”, nella stessa occasione anche l’etichetta tedesca di world music Profolk ha condiviso il prestigioso traguardo. La musica dei Berroguetto è presente in numerose compilazioni e molto in TV con i brani registrati per la serie “Renovart” , ricerca sonora che ha valso loro collaborazioni prestigiose con altri artisti dell’emisfero galiziano e dintorni. Il secondo ed attuale ultimo album, “Viaxe por Urticaria”, i Berroguetto ampliano i loro orizzonti sonori e affrontano territori che vedono la commistione tra un sound puramente tradizionale e la fusione con la musica orientale e le risonanze timbriche africane, balcaniche e jazzistiche. Questo viaggio per le ataviche terre di “Urticaria” si addentra in tutte le geografie che compongono i paesi celtici, Bretagna, Irlanda, Scozia e Galizia, raccogliendo gli elementi più rappresentativi di ciascuna di loro. Il tema conduttore si ispira all’opera “Viaggio a Icaria” scritta dal francese Etienne Cabet (Dijpn,1788 – St. Louis USA, 1856), politico e storico, libro filosofico-teorico che è una poetica narrazione degli ideali utopici del suo autore, che lo condussero a vivere una vita piena avventurosa. L’album è la definitiva conferma della loro bravura e la consacrazione ad un ruolo primario nella scena celtica europea; si distingue per originalità e freschezza del suono e di tutto il progetto. Dal vivo Berroguetto danno il meglio di se stessi, inscenando uno spettacolo vibrante e spettacolare. Il loro è un invito ad un nuovo viaggio per l’immaginario dei suoi protagonisti, musicisti assai creativi, Arpa, bouzouki, violino, zanfona, gaitas, flauti, sassofoni, percussioni e fisarmonica costituiscono una completa offerta timbrica che Berroguetto combina nel suo repertorio con sicuro gusto musicale. Un repertorio che include tutti i brani del loro ultimo “Viaxe por Urticaria” ma anche composizioni del primo famoso “Navicularia” che completano uno spettacolo ricco, vario, energico tra i più singolari di quanti si presentano oggi sulle scene spagnole. www.berroguetto.com www.myspace.com/berroguetto
Ritornato in studio dopo aver licenziato il bellissimo Live in Paris, questo è l'ennesimo capitolo della sua fortunata e copiosa carriera che lo vede ancora una volta a fianco del prezioso Olivier Durand e dei Normandy All Stars (Laurent Pardo e Alan Fatras); con loro, in questa produzione affidata al figlio Gaspard, una schiera di amici. L'album non si discosta di molto dai recenti felicissimi episodi e ancora una volta esalta la vena compositiva del nostro eroe: 11 indimenticabilio canzoni come Poison 'n Grace e Rock'n Roll 'n Rock 'n Roll . Folk rock di grande qualità, che richiama le atmosfere del piu' noto Springsteen e di quella fitta schiera di cantautori di simile matrice che hanno mosso i primi passi nella grande Mela sul finire dei Sessanta.
Elliott è artista che ancora sa dare il meglio di sè in scena, con prestazioni generosissime. La sua grande fama non si è dissolta nel tempo, ma è cresciuta di concerto in concerto. Tra le ultimi episodi di grande rilievo, la grande performance a Musicultura a Macerata lo scorso giugno e le varie apparizioni, tra le quali quella, prestigiosa, a fianco dell'amico Springsteen nel suo concerto parigino.
Egli sarà Italia per presentare il nuovo album, in aprile, in duo con l'amico Olivier Durand alla chitarra e seconda voce, e poi in estate per partecipare ad alcuni festival. Come sempre, attesissimo. www.elliottmurphy.com
Fabrizio Poggi & Chicken Mambo
Live in Texas Aspettavo questo cd da qualche mese: da quando, tempo, fa Angelina e Fabrizio mi avevano rivelato il progetto di dare alle stampe una testimonianza live di quello che è un concerto di Fabrizio Poggi & Chicken Mambo. Le attese non sono andate deluse, anzi!! Era una vita e forse più che gli chiedevo quando sarebbe arrivato un disco dal vivo.
Sostanzialmente non ci sono sorprese, coloro che hanno assistito ai loro concerti ritroveranno qui le stesse atmosfere, gli stessi umori, gli stessi fluidi corporei annusati nei loro show; poco importa se attorno a loro (e con loro) incrociamo ospiti e musicisti amici che hanno grafitato il loro nome nelle rocce della leggenda della musica Americana: quello che è tangibile è quanto il loro “fare musica” sia cosa viva, pulsante, densa di cuore e fermento, un modo di vivere sentimenti e sogni che travalica latitudini e longitudini.
Dopo gli splendori e i clamori di Mercy e di Spirit & Freedom era lecito non aspettarsi nuovi stupori, semmai conferme (e questo live è una splendida conferma che include altresì una sorprendente & speciale carta vincente di cui parleremo più avanti). Due dischi Mercy e Spirit & Freedom che personalmente considero due side di un unico doppio album dove, aldilà della strepitosa presenza di ospiti notevoli, ravvisiamo una vetta espressiva difficilmente raggiungibile, musica e canzoni in cui scorre lo spirito vitale di un'anima inquieta e senza copertura assicurativa; un'anima che ci rivela un mondo di emozioni e sentimenti, di dolori e gioie, di delusioni e speranze, di brucianti ferite ed entusiasmi che nuotano nell'essenza del blues. Un modo di “intendere il blues” come se fosse sangue che ti rotola realmente dentro ogni angolo della tua entità fisica e spirituale, un rotolante respiro blues & gospel che ti ritrovi pulsare nel petto pronto a risorgere e rifiorire dalle tue radici ogni volta che stacchi la maschera e cerchi nello specchio i riflessi della tua anima.
Consentitemi un breve inciso biografico per rievocare che nel baule di Fabrizio Poggi possiamo scovare oltre una dozzina di dischi tra i quali voglio ricordare un valente Nuther World inciso a suo tempo anche lui in Texas con la partecipazione di gente come Jerry Jeff Walker, Jimmy La Fave, Merel Bregante, Ponty Bone, Mike Blackey e Donnie Price (hey!!! era il 1998 e fino allora non l'aveva fatto ancora nessuno qualcuno c'è arrivato oggi e lo sbandiera come se avesse preso un nobel) e che è l'autore di due bei libri: “Il Soffio Dell'Anima, armoniche e armonicisti blues” scritto per condividere tutto ciò che ha appreso sull'armonica e l'appassionante “Angeli Perduti Del Mississippi - storie e leggende del blues” (se non li possedete già, cercateli sul suo sito).
Ma torniamo a parlare di questo bel cd registrato nel settembre dello scorso anno nel corso di un esaltante tour, un disco appassionante e coinvolgente, intenso e denso di emozioni che traspirano ad ogni nota, trascinante ed elettrizzante; dove possiamo ascoltare canzoni vecchie e nuove inebriate da un blues che è macchiato di gospel e radici di Americana. Oltre alla band, composta da Fabrizio (vocal, armonica e diatonic accordion), Gianfranco “French” Scala (guitars), Roberto Re (bass) e Stefano Bartolotti (drums) troviamo una gran numero di amici che hanno voluto partecipare allo show, forse ne dimenticheremo qualcuno (ma se andate a consultare il booklet allegato al cd troverete l'elenco completo con scrupolose indicazioni dei brani in cui sono coinvolti),
Mojo: atmosfere woodoo bluesy e una lancinante armonica introducono Hey Old Mama, questa canzone nasce da un episodio che per Fabrizio rappresenta ben più di un grammy-haward: qualche anno fa si esibì in Mississippi di fronte a una platea eterogenea di tutte le età, a fine concerto Poggi venne avvicinato da un'anziana signora afroamericana di circa 80anni che, prendendolo per un braccio, gli disse , quel gesto gli comunicò in modo del tutto spontaneo che suonando lui era uno di loro, che parlavano la stessa lingua e che i sacrifici di una vita erano riusciti a toccare il cuore di una persona che forse nella sua vita non era mai uscita dal Mississippi ed era cresciuta ascoltando solo quella musica Hey Old Mama, sangue boogie e un bell'assolo di Floyd Domino (che, come gli altri ospiti, è presente in varie tracks); segue poi Deep Im My Heart con un'armonica vibrante e un bel duetto con Debbi Walton e la fisa di Ponty Bone sullo sfondo. Hole In You Soul è un classico blues con le sue battute ipnotiche, una chitarra in palla e le armoniche tagliano l'aria, Poggi l'ha composta dopo aver letto la scritta sbiadita in un vecchio negozio di dischi nel Mississippi.
La splendida Save Me Jesus è il mio pezzo preferito di questo cd, non perché ci sia dentro la fantastica fisarmonica di Flaco Jimenez che duetta con quella di Ponty Bone, il piano di Floyd Domino, un duetto vocale con Tommy Elskes, il contrabbasso di B.B. Morse, i cori di Cindy Jon Morse e di Annie Acton & Shan Kowert of Shannie, ma perché questa canzone è una preghiera bella, e le preghiere non bisognano di molte parole è una canzone che ti prende, ti trascina e ti coinvolge, un gospel che ti ammalia e ti redime senza che te ne rendi conto.
In King Bisquit Time c'è Marcia Ball (piano & vocals) e la fisa di Ponty srotola colorati ricami. Molto avvincente anche Midnight Train con un eccellente assolo di Floyd Domino, la presenza di Debby Walton e Tommy Elskes, le armoniche imbizzarrite e un pathos; arriva poi la fiammeggiante Mexican Moon, una lucente ballad che attraversa il border, un'accorata storia di sogni e illusioni, di sudori e chimere l'accordion di Flaco Jimenez è cosmico, al basso c'è il fidato pard Donnie Price, possiamo chiedere di più?
Song For Angelina i fans la conoscono tutti, è una presenza fissa in ogni concerto ed è molto più di una song dedicata alla compagna della vita, è un tributo a una piccola luce che nel buio più vischioso ti riporta al calore di casa; I'm On The Road Again: rivoli di fisarmoniche per una piacevolissima ballata che parla della vita on the road di chi fa e vive la musica, infine la gustosa e spumeggiante I Wish To Be In Texas conclude un disco davvero gradevole e ci regala coriandoli di paradiso (che qui fa rima con sorriso), si batte il piedino, ci si unisce al coro e Flaco, Ponty, Floyd, Fabrizio & pards e le luci della stella solitaria che stanno vorticando attorno a noi e viene voglia di ricominciare da capo.
Ma non è tutto qua, infatti allegato al cd c'è un'altra carta vincente che, quando la conoscerete, la scoprirete come sorprendente: si tratta di un bel dvd che non è la solita riproposizione di un concerto, c'è buona parte anche di quello, ma è un film che ha per tema la musica, la strada, gli spazi e le emozioni. E' “IL FILM!”, il racconto non di un tour o di un pellegrinaggio, ma di un viaggio nell'essenza, nello spirito e nell'anima della musica. Intorno ci suono i luoghi, i colori, i suoni, ma dentro c'è un soffio vitale, c'è il calore dell'amicizia, è qualcosa che puoi palpeggiare. E' il cuore del potere aggregante della musica che non conosce frontiere, i sogni e i luoghi sognati dove imbattersi in gente magari diversa da te ma che respira uguale a te, che respira il blues, che ha un cuore che ascolta blues è un film sull'incontro, sull'amicizia, sullo spazio infinito dell'anima e della libertà della musica che non ha pregiudizi, ma che è solo una strada dove trovare accoglienza. Non vi racconterò il film, (che è stato girato dal bravo Francesco Paolo Paladino), ma lascerò che siate voi a tuffarvi dentro, potreste esserne soggiogati e io non voglio questa responsabilità. In ogni caso: amatevi e fatelo vostro, ne vale la pena.
www.chickenmambo.com www.myspace.com/fabriziopoggi www.myspace.com/fabriziopoggichickenmambo
Live di questa band:
Mer 08 Feb
- Voghera (PV) -
Italia
UNITRE PIAZZA DUOMO PAVIA
Nuovo album in studio dei FAIRPORT CONVENTION,la formazione che senza ombra di dubbio ha dato il maggior contributo alla diffusione di un genere musicale che ha caratterizzato almeno 40 anni della scena musicale d'Oltre Manica: il folk rock.
Si chiama FESTIVAL BELL ed è il primo in studio da quel SENSE OF OCCASION del 2007. Contiene 13 nuovi brani e la rivisitazione di Rising for the Moon di Sandy Denny. Brani scritti da Ralph McTell, Richard Shindell, Chris While, Sandy Denny, Red Shoes e Chris Leslie, Dave Pegg e Ric Sanders, che ne fanno un album atto ad accontentare tutti i gusti.son.
I FAIRPORT CONVENTION nati sulla fine dei Sessanta dall'unione del bassista Ashley Hutchings con il chitarrista Simon Nicol e l'apporto di Sir Richard Thompson, hanno condiviso con Pentangle, Albion Band ed altre formazioni simili, uno dei periodi piu' felici di questo genere musicale ed hanno saputo rinnovarsi continuamente mantenendo grande popolarità sino ai nostri giorni. Buona parte dei loro lavori discografici sono da considerarsi pietre miliari e sono oggetto di culto da parte di collezionisti; infinita la loro discografia, a riprova della loro grande creatività artistica. E numerosissimi anche gli artisti che hanno fatto parte del gruppo o collaborato, elevandolo a vera e propria fucina di talenti e tutti di grande prestigio: Sandy Danny, Iain Matthews, Dave Matthews, Dave Swarbrick, Richard Thompson tanto per citarne alcuni. Da qualche anno la formazione si è stabilizzata intorno a un quintetto apprezzatissimo e collaudatissimo, in grado di spaziare anche in ambiti piu' swing. Numerosissime le formazioni che da loro poi si sono generate e le correlazioni con altri prestigiosi gruppi del rock britannico, Jethro Tull in primis.
Formazione:
SIMON NICOL - chitarra e voce
DAVE PEGG - basso e voce
RIC SANDERS - violino
CHRIS LESLIE - voce solista, mandolino, violino e bouzouki
GERRY CONWAY - batteria e percussioni
www.fairportconvention.com
Chitarrista assai apprezzato Giorgio Cordini, veneziano di nascita, si è trasferito alla fine degli anni sessanta a Brescia cominciando a suonare chitarra e organo in vari gruppi locali. Poco dopo conosce Mauro Pagani e inizia a lavorare con lui. Suona anche con diversi artisti blues durante le loro tournée italiane, fino a che, a metà degli anni ottanta, non inizia a fare il chitarrista di professione. Fonda e guida la band rock-blues Wha-Wha band. Ha accompagnato Fabrizio De Andrè in tutti gli anni novanta e lavorato anche con Massimo Bubola, Nada, Irene Fargo, Andrea Braido, Cristiano De Andrè, Mauro Pagani, Lorenzo Riccardi. www.giorgiocordini.it
Negli anni passati in giro per il mondo, Gráinne Hambly non solo ha continuamente incrementato la schiera di devoti dell’arpa che la seguono entusiasticamente, ma è riuscita nell’impresa di catturare l’attenzione di coloro che amano la musica irlandese per il gusto della sua velocità, dei velocissimi reels e jigs di quella tradizione. Ha saputo elevare l’immagine dello strumento, portandolo da dimensioni più intimistiche nel vortice dei violini e delle cornamuse, nel regno della musica da ballo più dinamica. Aggiungeteci le insuperabili qualità espressive che l’arpa sa emettere nelle sue mani nell’interpretazione di vecchie arie e lamenti e saprete cosa vi aspetta a uno dei suoi concerti. http://grainne.harp.net/
Si rinnova il mito di una delle band più importanti della scena folk rock inglese, i PENTANGLE. A perpetuarlo e legittimarne l'uso, la voce solista di quella mitica formazione, JACQUI McSHEE. Con lei ottimi musicisti che in buona parte accompagnavano John MARTYN ed ora condividono la scena anche con Joan ARMATRADING! Un'occasione imperdibile per ascoltare quelle sonorità che hanno reso unici i Pentangle e ricordare nel migliore dei modi unod ei suoi alfieri recentemente scomparso, Bert JANSCH.
JACQUI McSHEE è cresciuta a Londra, nella zona sud della città ed ha iniziato la sua carriera artistica cantando con la sorella Pam nei folk clubs. Mentre si esibiva nei folk club cittadini con Chris Ayliffe incontrò John Renbourn e Bert Jansch e con loro diede vita più tardi ad una delel formazioni che ha rivoluzionato il folk d'oltre Manica: iPentangle. Il suo nome è dunque legato indissolubilmente a questa formazione che annoverava anche il bassista Danny Thompson ed il batterista Terry Cox. La band acquisì ben presto una fama internazionale e conseguì grandi successi in quel fine anni '60 primi '70 e quando conobbe una prima scissione Jacqui continuò a lavorare con John, in duo o con l'amico di sempre Tony Roberts e Kresh Sathe nel famoso John Renbourn Group, con il quale registrò due album, “A Maid in Bedlam” e “The Enchanted Garden”. Nel 1983 riformò i Pentangle con Gerry Conway, attuale suo compagno anche nella vita, Nigel Portman-Smith e Rod Clemens, alternando le esibizioni con John Renbourn e Bert Jansch. Nel 1988 ha registrato una serie di canzoni folk per bambini, provenienti da Inghilterra, America, Francia e Germania e poco più tardi ha registrato una serie di brani vocali per dei documentari di carattere etnico e dei lavori televisivi per la Granada Television. Ha partecipato anche al grande evento commemorativo “Derrol Adams 65th Birtday” in Belgio, con i vecchi amici Pentangle, John, Bert e Danny Thompson. I tempi piu' recenti l'hanno vista alla guida di un'ennesima versione dei mitici Pentangle, Jacqui McShee's Pentangle, formazione votata verso un sound più moderno e attuale, intriso di sonorità etniche, talvolta indiane o mediorientali. Un nuovo corso che ha dato nuova linfa alla sua vena interpretativa ed esalta assolutamente la sua bellissima voce, ancor più matura e convincente di prima. Il lavoro continuo con gli attuali compagni ha prodotto ottimiabum: “About Thyme”, la cui paternità ha condiviso con Gerry Conway e Spencer Cozens, “Passe-Avant”, il live “At the Little Theatre", "Feoffees's Lands" (del 2005, ospite speciale il chitarrista dei Jethro Tull, Martin Barre) che vede in scaletta canzoni folk tradizionali riarrangiate, standard jazz e nuove composizioni, e il recentissimo "In Concert - Live 1997-2011", ottimamente accolto da critica e pubblico, che restituisce l'atmosfera dei loro concerti. La band che sostiene la sempre piu' meravigliosa di Jacqui McShee è quella di sempre, con il forzato avvicendamento di Gary Foote ai fiati; in buona parte la stessa che accompagnava il mitico John Martyn e attualmente divide la scena con Joan Armatrading!
Formazione:
JACQUI McSHEE – voce
GERRY CONWAY – batteria
SPENCER COZENS – tastiere
ALAN THOMSON – basso
GARY FOOTE – sax, flauto e clarinetto www.jacquimcshee.co.uk
kepa junkera ai confini dell'organetto - suoni e ritmi dai Paesi Baschi Kepa Junkera è uno degli artisti piu' prestigiosi della scena world music europea. Organettista, basco di Bilbao, ha iniziato suonando musiche tradizionali nelle file di Oskorri, il gruppo locale piu' accreditato per poi proseguire una sua ricerca e dar vita ad un sound che è mirabile sintesi di diversi elementi tipici del jazz e del folk rock. "La musica è come la pittura, una miscela di colori" dice spesso Kepa Junkera con passione. Nella sua opera creativa, la sua produzione è stata un esempio sul come usare tutte le possibilità offerte dalla tavolozza. Il suo è un perenne viaggio alla ricerca di stimoli e emozioni che esaltano al sua creatività e che lo porta a collaborare con nomi di grande prestigio del mondo folk: La Bottine Souriante, Phil Cunningham, Béla Fleck, Hednigarna, Mairtin O'Connor, Liam O'Flynn, Carlos Nunez, Hevia, Justin Vali, le Voci Bulgare, John Kirkpatrick, Riccardo Tesi, Enzo Avitabile e tanti altri. Tournée intorno al mondo, due dischi d’oro e un Latin Grammy Awards sono solo una parte dei riconoscimenti mietuti da questo musicista in virtù del suo lavoro. Un tranquillo e costante sforzo che ci fa ricordare come si sia scritto un proprio metodo di suonare la triki (così è chiamata la fisarmonica basca), mentre si specializzava (da sé) allo strumento. E il viaggio continua...E’ stato capace di imparare dagli altri ed è sempre disposto a dare. La lista delle sue collaborazioni nelle registrazioni di artisti nazionali e internazionali è infinita: Andreas Vollenwaider, Hevia, Dulce Pontes, Caetano Veloso, Trilok Gurtu, Bela Fleck, Pat Metheny. La sua audacia con la fisarmonica conosce pochi limiti. "Hiri" è il suo ultimo sforzo compositivo, un album dedicato alle città di Reno e Buenos Aires cui hanno partecipato numerosi artisti internazionali. "Hiri" nasce su temi "aperti" che i vari ospiti hanno riempito dei propri contenuti nel modo piu' libero. Registrato in vari punti del pianeta con un tocco minimalista è - come ha detto lo stesso Kepa - "un collage" fatto di contrasti che, partendo dalla tradizione cercano di scoprire nuove sonorità. Formazione: KEPA JUNKERA - trikitixa IGOR OTXOA - txalaparta HARKAITZ MARTINEZ - txalaparta KEPA CALVO - batteria DANI TOMAS - chitarra KIKE MORA - basso INAKI PLAZA - percussioni. www.kepajunkera.com
Houston-based singer/guitarist Mary Cutrufello was raised in Connecticut, where she grew up idolizing Bruce Springsteen; after graduating with a degree in American history from Yale, she relocated to Texas, where in the years to follow she built a fervent fan following on the local club circuit. Featured on Jimmie Dale Gilmore's 1996 LP Braver Newer World and its subsequent tour, that same year Cutrufello... www.marycutrufello.com www.myspace.com/marycutrufello www.facebook.com/marycutrufello
Live di questa band:
Ven 02 Mar
- Bergamo (BG) -
Italia
BERGAMO
Polistrumentista di Arezzo, Massimo Giuntini è attivo musicalmente da parecchi anni. All'inizio dei '90, grazie ad alcuni viaggi in Irlanda, il musicista rimane profondamente suggestionato dalla ricchezza espressiva della uilleann pipe, la tipica cornamusa irlandese a mantice, che da quell'istante in poi inizia a studiare con pazienza certosina e crescente passione. Rivelerà un talento inatteso per lo strumento – che non è fra i più facili da suonare. Questa particolare cornamusa non rientra in uno stereotipo sonoro, non può essere cioè riprodotta in serie e viene costruita dietro precise indicazioni fornite dal musicista stesso. È infatti indispensabile che lo strumento sia «su misura», e modifichi le caratteristiche di base per assecondare le esigenze tecniche del cornamusista. Per le proprie uilleann pipes Giuntini si è rivolto fin dall'inizio a Charles Roberts, un costruttore di Sligo. In qualità di solista, Giuntini ha composto, arrangiato e suonato le musiche dei suoi tre CD all'attivo: “Celticaravan” (2001), “Indo-European” (2003) e “Ancestral Breath” (2005), album usciti per le edizioni musicali Edizioni 3ntini&C. e prodotti dall'editrice Trentini srl. I dischi sono stati presentati ufficialmente a Trigallia, un grande festival biennale che in ogni edizione diventa l'occasione per suonare in anteprima il nuovo album. A Trigallia 2005, la prémiere di “Ancestral Breath” è stata affiancata dalla prima uscita ufficiale della nuova band che ora affianca Massimo Giuntini nelle sue esibizioni dal vivo in qualità di solita. Nella lineup troviamo Stefano Santoni (chitarra acustica), Gianluca “Rizzo” Rizzoni (basso), Gerard (batteria) e Mauro Pambianchi (percussioni). www.massimogiuntini.com www.myspace.com/massimogiuntini
A sei anni di distanza dal precedente Lune, Banditaliana torna a presentare un nuovo lavoro: Madreperla.
Questi sei anni non sono trascorsi invano, perché il gruppo ha contribuito in modo decisivo alla realizzazione di progetti in formazioni più ampie, che hanno dato vita a lavori come Crinali, Presente Remoto e Sopra i tetti di Firenze (fresco vincitore del Premio Italiano di Musica Popolare Indipendente per la “Miglior produzione etno/folk revival”), e alla realizzazione di opere a nome dei suoi membri, come Presente Remoto e Solo Organetto di Riccardo Tesi, Secondo a nessuno di Claudio Carboni e Ancora un ballo di Maurizio Geri.
Il raffinato quartetto è appena diventato maggiorenne, essendo nato nel 1992, e regala a se stesso e agli appassionati il suo quarto disco, festeggiando con esso anche l'avvio della collaborazione con Gigi Biolcati, che dall'inizio del 2010 è il nuovo percussionista della formazione, affiancandosi all'organetto di Riccardo Tesi, ai sassofoni di Claudio Carboni e alla chitarra di Maurizio Geri.
Banditaliana da sempre fonde tradizione toscana, profumi medi terranei, improvvisazioni jazz e canzone d'autore in composizioni originali ed eleganti arrangiamenti; Biolcati vi aggiunge la propria ricerca sui ritmi africani e l'esperienza d'improvvisazione maturata nel trio Alboran, ed è perciò il musicista ideale per arricchire di altri colori la world music del gruppo.
Madreperla è una nuova tappa del viaggio che Banditaliana ha iniziato 18 anni fa in quella sorta di Mediterraneo immaginario che si estende idealmente da Costantinopoli a Rio De Janeiro e contiene un mix di canzoni e brani strumentali nei quali è stata approfondita la collaborazione anche a livello compositivo attraverso una scrittura collettiva che mette ancor meglio a frutto la ricchezza di ispirazioni e riferimenti di tutti i suoi componenti.
L'uscita del CD è prevista per il mese di marzo, subito prima della partenza del gruppo per una tournée internazionale che toccherà anche l'Australia.
www.riccardotesi.com
www.myspace.com/riccardotesi
Live di questa band:
Dom 19 Feb
- Quarrata (PT) -
Italia
Villa Medicea QUARRATA PT
I Rusties, la rock band capitanata dal cantautore/chitarrista e scrittore di rock Marco Grompi e dal “cantattore” e chitarrista Osvaldo Ardenghi, si apprestano a portare in tour nei club lo show di presentazione del loro ultimo, acclamatissimo, album “Wild Dogs” (Tube Jam/distr. Glitterhouse). www.rusties.it www.myspace.com/rustiesband
Live di questa band:
Ven 24 Feb
- Onore (BG) -
Italia
Rewind Zona Artigianale ONORE BG
Tra i gruppi storici del primo (e più ‘famoso’) folk-rock inglese, la band ha visto passare attraverso le proprie fila un gran numero di ottimi musicisti tra cui Sandy Denny e Rick Wakeman, poi tastierista negli Yes. Nel corso di una carriera quarantennale, gli Strawbs si sono di volta in volta indirizzati verso molteplici strade: dai primi suoni acustici, al rock da grandi stadi e agli affollatissimi concerti americani della metà degli anni Settanta, fino al ritorno alla dimensione acustica in questo trio che vede insieme musicisti di prima qualità, capaci di impasti vocali che riportano alla luce antichi cavalli di battaglia che hanno dato vita a veri e propri capolavori come “Dragonfly”, “From the Wichwood” e “Grave New World”. www.strawbsweb.co.uk
Veronica, che ha iniziato giovanissima la sua carriera di cantante, ha percorso diverse strade musicali spaziando dal folk (durante l'esperienza con il gruppo F.B.A) al soul (The Persuaders), passando dal rythm'n blues ( Blues girls) e il jazz fino alle radici del blues più classico. Innumerevoli le esibizioni live in tutta Italia legate a nomi di prestigio del panorama internazionale (Pistoia Blues Festival, Porretta soul Festival, Capodanno Celtico di Milano per citare i più importanti) e una lista sempre piu' numerosa di esibizioni live all'estero (XXXII Fylde Folk Festival di Fleetwood, LIII Sidmouth Folk Week in Inghilterra, Roe Valley International Folk Festival di Limavady in Ulster, 1° Paris Ukulele Festival, Belgium Ukulele Festival, Ukulele Festival in Gotheborg, Blues to Bop Festival di Lugano per citarne alcuni). Veronica ha un album al suo attivo dal titolo "Ain't nothing in ramblin'", nato dalla collaborazione con il noto musicista blues milanese Max De Bernardi, grande conoscitore del genere Country Blues, Piedmont e ragtime (maggiori esponenti: Blind Blake, Leadbelly, Rev, Gary Davis, Sam Chatom, Son House, Mississippi John Hurt, ecc...). Entro pochi giorni sara' pronto il secondo cd, che uscira' semplicemente sotto il nome di VERONICA & THE RED WINE SERENADERS: "I menestrelli del vino rosso", così potremmo tradurre il nome della band, e' un progetto musicale nato all'incirca tre anni fa. In esso trovano ideale collocazione musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni '20 e '30. Veronica Sbergia e Max De Bernardi, gli originatori del progetto, girano il mondo in lungo e in largo, cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l'intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Nessuna pretesa, ne intenzione filologica quindi. L'uso di strumenti rigorosamente acustici e non convenzionali (ukulele, washboard, kazoo, washtub bass per citarne alcuni) e la scelta di guardare all'essenza hanno trovato piena espressione nel primo disco della band "Veronica & The Red Wine Serenaders", che vede inoltre la partecipazione di prestigiosi musicisti, amici per affinita' d'intenti. Red Wine Serenaders non e' solo un progetto, e' uno stile di vita, come il buon vino: onesto, divertente, aggregante... www.myspace.com/veronicasbergia
Live di questa band:
Mer 15 Feb
- Bolzano (BZ) -
Italia
VILLA BASSA BOLZANO
Sab 03 Mar
- Genova (GE) -
Italia
IL CANCELLO DEL CINABRO GENOVA
GEOMUSIC
ha nel suo roster anche questi artisti: