INTERBANG BOOKING
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INTERBANG BOOKING - via Tucidide 56 MILANO 02/39660569 392/5787284 Andrea Noce 3281180321 press@interbang.it info@interbang.it booking@interbang.it www.interbang.it
?ALOS
Era
Il dramma antropologico condotto dalla signorina ?Alos si arricchisce di questo EP in vinile rosso smagliante. Tre pezzi che introducono un nuovo livello di sensibilità espressiva per la creatura speculare della Pedretti, grazie soprattutto al contributo della multistrumentista californiana Kris Force (tra le altre cose a capo del progetto Amber Asylum), che si presta al violino e al violoncello nell'antimelodramma Cammineremo sui nostri corpi e in quella title track che distilla tremori cinematici come il Morricone più astratto o un Brian Eno apocalittico.
Ha buon gioco la performer vigevanese col suo consueto intarsio sciamanico da serpenta che striscia nel sottobosco ctonio (chitarra tra il distorto e il devastato, percussioni e campanelli, nevrastenie vocali e capelli da Gorgone...). Però, come dicevamo, avverti particelle di lirismo pressoché inedite, una sorta di struggimento basale, voglia di rovesciare le radici e alzare lo sguardo all'orizzonte, come se nella mistura fossero cadute due gocce in più di speranza e pietas. E non è affatto male. Così come non è male la opening Panas, spettro blues e tribalismo terrigno - al violoncello stavolta un palpitante J.K. - attorno agli archetipi di noise e post-rock, finendo poi per beccheggiare non senza sorpresa tra le allucinazioni cosmiche dei primi Floyd. www.signorinaalos.com www.myspace.com/signorinaalos
Gli Arbe Garbe sono una band friulana che da anni si diletta a macinare punk, folk, free jazz e noise in un'originale, irrefrenabile, colorata baraonda musicale. Amanti della sperimentazione e della contaminazione, gli Arbe Garbe si sono confrontati spesso con le esperienze di molti artisti dell'underground internazionale, come il cantautore americano Eugene Chadbourne, il fumettista Davide Toffolo o la poetessa Mariangela Gualtieri.
Rimescolio di generi e ironia tagliente sono dunque le caratteristiche principali di questo gruppo; peculiarità che non vengono meno all'interno del loro nuovo e settimo lavoro, "¡ARBEIT GARBEIT!".
Frenetico e divertente, scritto in più lingue, questo disco attinge all'attualità, deformandola attraverso una lente che le dona una luce surreale. Così accade ad esempio per il singolo El Cura, che s'ispira agli incredibili preti dei poveri operanti in Latinoamerica, o per la figura del cantastorie protagonista del brano Dos Pesos, moderno giornalista disposto a soddisfare la curiosa morbosità dei suoi lettori per due soli soldi.
L'album è stato registrato nel Mushroom studio di Enrico Berto a Pordenone, e mixato nel Morbid Sound Studio di Milano. La produzione artistica è stata curata da Gigi Galmozzi (fonico Tre Allegri Ragazzi Morti) e dagli stessi Arbe Garbe, che in questa occasione si sono giovati della collaborazione del fumettista serbo Aleksandar Zograf, della fotografa argentina Cecilia Ibañez, e di una sezione fiati composta da membri dei friulani Radio Zastava e dei milanesi Figli di madre ignota.
Dovendo tirare le somme, potremmo definire "¡ARBEIT GARBEIT!" un armonico e ben bilanciato marasma multietnico di suoni, parole, emozioni e colori... un lavoro estivo ma profondo, come gli Arbe Garbe hanno dimostrato di saper fare in questi anni. www.arbegarbe.com - www.myspace.com/arbegarbe
Musicista, compositore e produttore australiano con base a Reykjavík, Ben Frost si muove su territori di difficile classificazione. La sua musica è influenzata tanto dal minimalismo classico quanto dal punk rock e dal metal: forme musicali ampie e ostiche in cui le tessiture chitarristiche si fondono in sistemi meccanici che rifuggono quasi sempre le strutture convenzionali.
Nel 2007 il suo album Theory Of Machines lo porta all'attenzione della critica specializzata: la rivista inglese The Wire lo dipinge come Arvo Pärt arrangiato da Trent Reznor (“Il potere emozionale della musica di Frost viene precisamente dal netto contrasto tra il materiale musicale estremamente semplice e i micidiali strumenti virtuali che inventa per performarla”). Ma è il recente By The Throat (2009), album intenso, viscerale e stratificato, a consacrarlo come uno dei compositori più all'avanguardia nel mondo della musica elettronica sperimentale e contemporanea (NME: “un disco profondo, spietato, brutale e bellissimo, pieno di complessi intrichi che non vi lasceranno andare”).
Solaris è l'ultimo lavoro di Frost in collaborazione con Daniel Bjarnason (compositore classico islandese collaboratore dei Sigur Ros) ed è una produzione speciale - commissionata nel 2010 dall'Unsound Festival di Cracovia - che si discosta dalla sua vecchia discografia.
La musica di Frost non è un mero esercizio cerebrale, è musica viscerale fatta per essere sentita, non ascoltata. Le sue composizioni sono create con acuta consapevolezza dell'ascoltatore e di quelle che sono le soglie confortanti dell'ascolto, attraverso l'esplorazione di picchi di pitch e volume. Le sue note apparizioni destabilizzanti nei festival internazionali come quella al MUTEK di Montreal combinano il set elettronico di base con l'impiego dal vivo di furiose schitarrate.
Questa intensa fisicità ha portato la sua musica dentro gli spazi delle gallerie e ispirato alcune produzioni di danza contemporanea, da parte per esempio della Chunky Move, la Compagnia Islandese di Danza Contemporanea, nonché degli acclamati coreografi Erna Ómarsdottír e Wayne McGregor.
D'altro canto quella vena drammatica, remota e isolazionista che lo contraddistingue ha portato Ben Frost a comporre colonne sonore per il cinema e a collaborare con artisti del calibro di Amiina, Ghostdigital – progetto dell'ex-Sugarcube Einar Örn Benediktsson –, Nico Muhly e Björk. E' inoltre uno dei più validi collaboratori del produttore e compositore islandese Valgeir Sigurðsson, fondatore della Bedroom Community. www.myspace.com/theghostofbenfrost http://www.bedroomcommunity.net/artists/ben_frost
http://www.ethermachines.com
suona la chitarra slide rigorosamente non accordata (o accordata a caso), coi piedi batte il tempo su rudimentali percussioni e canta indossando un vecchio casco da motociclista a cui è applicata una cornetta del telefono per filtrare la voce. I testi delle sue canzoni sono tutti incentrati sul binomi sessolcool. www.boblog111.com www.myspace.com/boblog111
Live di questa band:
Lun 04 Giu
- Catania (CT) -
Italia
CATANIA
IL MONDO CHE BALLA sono selezioni musicali delle musiche folk del mondo e delle sue contaminazioni – dall'acustico alle contaminazioni elettroniche per le piste da ballo, agli incroci musicali di diverse culture. Nuovi ritmi terzomondisti emigrano attraversando i continenti da Los Angeles al Danubio invadendo l'Europa. Flower presenta un mix eclettico che unisce la musica tradizionale alle ultime tendenze clubbing. La musica attraversa le frontiere per unire popoli e culture. Il mondo balla senza divieti e passaporti.
“da Bregovic a Cesaria Evora, dai Clash a Fela Kuti e Gotan Project…..suoni carbonari, audaci abbinamenti, viaggi mondiali a KM 0”
www.myspace.com/518659400
Dj/rupture è lo pseudonimo del produttore e dj e turntablist americano Jace Clayton, attivo da fine anni '90 con diverse formazioni di bass music. La sua musica è un caleidoscopio di suoni ed atmosfere provenienti da ogni angolo del pianeta ed è sempre carica di connotazioni politiche. Con 2 soli full-lenght album e una cospicua serie di pubblicazioni e mixes sparsi all'attivo, si è guadagnato una grande attenzione delle critica specializzata: in Italia, ai tempi di Special Gunpowder (2004) la copertina di Blow Up, e di recente, con il suo progetto Nettle, la cover della rivista inglese Wire.
I suoi dj set hanno un'attitudine punk: contaminazione di ritmi latineggianti, cumbia e merengue, con effetti noise, beats e potenti bass lines. Anziché forzare il beat, Rupture vuole colpire l'attenzione del pubblico attraverso tecniche spiazzanti, come l'utilizzo di tre turntables, che aggiunge una dose extra di rischio e imprevedibilità.
Come producer ama sperimentare e infatti le sue collaborazioni musicali vanno in svariate direzioni. Con Andy Moor degli Ex, utilizza il vinile per realizzare un'effettistica noise in tempo reale. Nel progetto acustico-elettronico Nettle, nato a Barcelona e influenzato dalla musica nordafricana, ricopre il ruolo di producer e band leader, realizzando arrangiamenti e mixing. Collabora con poeti, scrittori, cantanti e producers, come Elzabeth Alexander, Norah Jones e Grey Filastine.
Scrive periodicamente per riviste d'arte, di musica e di letteratura. A New York City, città in cui risiede attualmente, conduce una trasmissione radiofonica, (NYC-areaFM, station WFMU, 91.1fm). “La generosità della radio è davvero importante per me: musica interessante e spazi pubblici”; tutte le trasmissioni vengono registrate e caricate nell'archivio online.
Rupture è certamente un artista a tutto campo: oltre ad interessarsi di installazioni interattive e di progetti video (per esempio Solar life raft realizzato con la motion graphic artist newyorkese Sara Taigher,), Jace sta sviluppando il software audio SUFI PLUGINS, sette synths virtuali strettamente connessi al sistema d'intonazione nordafricano con editors trascritti in codice di scrittura Berbero di neo-Tifinagh.
www.negrophonic.com
Suoni contaminati composti da ritmi urbani, echi dub, orhestrazioni lo-fi, hip-hop di periferia e canti provenienti da svariate regioni del mondo. I bassi potenti e i ritmi incalzanti, influenzati dallo studio delle percussioni a Calcutta, Rio de Janeiro e Jajouka, in Marocco, che rispecchiano la visione politica senza barriere di Filastine. Il 2012 vede l'uscita del terzo full-lenght album Loot con una promozione dedicata in Italia. Oltre al solito set-up con percussioni, elettronica e live visual, verrà affiancato dalla cantante e producer indonesiana Nova. www.filastine.com www.myspace.com/filastine www.facebook.com/grey.filastine
Hugo Race è un pezzo di storia del rock. Di quello a tinte scure, profondo e baritonale come la sua voce. Di quello che tra Leonard Cohen e Mark Lanegan ha nel suo Pantheon artisti maledetti come Tom Waits e Nick Cave.
Non a caso proprio coi Birthday Party iniziò la carriera artistica di Hugo, poco prima che si trasformassero in Nick Cave and the Bad Seeds.
Cittadino del mondo per vocazione, arriva in Europa e fonda i True Spirit, in Italia produce “Closet Meraviglia” di Cesare Basile ed “Experiments On The Duration Of Love” dei Micevice, suona in “Dentro Me” e scrive “La Finestra di Casa Mia”, due brani dei La Crus.
Si dà alla sperimentazione con Sepiatone prima, firmato insieme a Marta Collica e pubblicato da Milano 2000, e poi ancora di più con l'irriverente progetto Merola Matrix.
Torna al suo vecchio amore, il blues psichedelico, con Dirt Music, firmato insieme a Thurston Moore dei Sonic Youth.
Adesso arriva un album solista, “Fatalists”, registrato interamente nel nostro paese insieme a :
Vicki Brown (Calexico)
Erik Van Loo (Willard Grant Conspiracy / Steve Wynn)
Diego Sapignoli e Antonio Gramentieri (Sacri Cuori / The Slummers). www.hugorace.com.au www.myspace.com/hugoraceandthetruespirit
Daniel Martin-McCormick aka Ital trita e deforma l'house techni attraverso un mondo sonoro unico e liberatorio. Musica dance Impetuosa e tattile in cui il sentire e la tessitura sono valutate attraverso la fedeltà ultra-quantizzate griglie dei beats...sensuale, epica e amorfa queste tracce sono una Furia. In evoluzione costante, nell'ultimo anno Ital ha già fatto uscire unpaio di 12'' per 100% Silk e Lover's Rock, label di sua proprietà (che comprende un remix assassino di Hieroglyphic Being), e al tempo stesso occupandosi della produzione di LA Vampires. Il suo ep di debutto Hive Mind esce per la Planet Mu con remixes di TriAngle e LA Vampirese/Maria Minerva in via d'arrivo.
Synth drum machines e sequencer , mixer, pedali e effetti dal laptop usati per modellare I suoi suoni campionatt, tastiere euforiche, sbavate, e fluttuanti.
http://www.facebook.com/DMMDMMDMM
MARIA MINERVA
Cabaret Cixous
Not Not Fun
L'universo delle musiche weird aggiunge ogni mese nuove latitudini alla sua caleidoscopica geografia. Stavolta tocca all'Estonia, una tra le più piccole repubbliche baltiche dell'ex URSS, mostrarci i suoi gioielli. Maria Minerva, all'anagrafe Juur, è una piacente 23enne trapiantata a Londra dove comincia a trafficare, complice l'attività di stagista da Wire, con musiche “altre” tanto che tempo qualche mese ce la ritroviamo a pubblicare addirittura con Not Not Fun, l'isola più freak dell'arcipelago weird di questo scorcio di millennio.
Cabaret Cixous non è in realtà l'esordio tout court, perché sempre per NNF la nostra ha rilasciato la tape Tallin At Dawn, mentre l'outfit 100% Silk marchiava un 12” dal titolo Noble Savage. Roba al confine tra disco e weirdness psych con un retrogusto da “famolo strano”, per formati, artwork, immaginario, giustamente trattata nel nostro spazio Gimme Some Inches.
Ora la bella stagista si presenta con questo full-length vinilico e rinnova la tradizione del clash culturale della label con un riuscito mix di cultura pop alta e bassa in nome di disco-music bislacca, psichedelia soffusa e reverie post-hypnagogic. Sì, perché la chiave di lettura delle musiche contenute in Cabaret Cixous è proprio quel senso di torpore e di sfocata percezione che abbiamo avuto modo di notare spesso ultimamente, soltanto applicato qui ad una forma avant-pop, accattivante e ricercata, della disco-music. Ne esce una sensuale mistura di spectral disco, beat sostenuti e fumose ambientazioni, tutto fatto in casa, nella cara cameretta-simulacro dell'under-25 medio. Roba in apparenza sciatta ma che invece riluce come le strobo o la mirrorball del nostro immaginario a furia di raga spacey increspati da dubbose cavernosità (Once Upon), acid-jazz etno-sensuale (Ruff Trade), new-age electro tutta bagliori e oblio (Lovecool), post-chill-out ritmato (I Luv Ctrl), quasi tutti impreziositi dalla voce sensuale e provocante di Maria (vedere/ascoltare il censurato video del numero soft-disco-porno Soo High per la riprova).
Nel mixtape per Fact Mag c'è modo di entrare un po' più nel profondo nel background di una tipa abbastanza agguerrita, che a citare tutto ciò che viene in mente non basterebbe un articolo. Qualcuno ne ha parlato, e non a torto, come se i Throbbing Gristle o Chris & Cosey avessero fatto il loro album r'n'b del XXI secolo. D'altronde, it's the “net generation”, baby. Prendere o lasciare. www.myspace.com/mariaminervamusic
Il bristoliano Matt Elliott, già rappresentante della scena elettronica inglese con i Third Eye Foundation, é oggi sublime maestro del folk mitteleuropeo contemporaneo. Nella sua carriera solista, iniziata con il suo trasferimento da Bristol a Parigi, Elliott si è indirizzato verso atmosfere che, partendo da uno sghembo cantautorato post-rock, si sono fatte sempre più rarefatte, oscure e intimiste. Un percorso culminato nell'opera “Songs” (Ici d'ailleurs, 2009), box che raccoglie la trilogia "Drinking Songs", "Failing Songs" e “Howling Songs”, oltre all'inedita raccolta di outtakes “Failed songs”, tutti album all'insegna di uno spleen quasi rassegnato alla follia del mondo.
Una volta chiusa la trilogia, Elliott ritorna sul progetto Third Eye Foundation con un opera, "The Dark" (Ici d'ailleurs, 2010), ancora una volta di stampo elettronico ma al servizio di una chiara e forte posizione etico-politica, una spietata critica della contemporaneità.
Sul finire del 2011 Elliott ha portato a termine un nuovo capitolo della sua storia discografica dal titolo "The Broken Man". L'album, mixato da Yann Tiersen (il celebre compositore conosciuto per la colonna sonora del film Amelie), fa da ponte tra il periodo più acustico di "Songs" e il lavoro elettronico più etereo di "The Dark".
Nel nuovo album l'epicità si alterna ad atmosfere psichedeliche, la stratificazione strumentale delle chitarre, della voce, dei cori, dei campanelli, delle trombe eteree, sembra un invito a non fermarsi al primo ascolto, bensì ad andare in profondità, fino al punto in cui la tristezza e la frustrazione di un uomo, colto nella sua lenta caduta, si trasvalutino in ascesi alla bellezza.
Il noise rabbioso di Elliott si è tutt'altro che mitigato, ma fa strada a più fragili melodie ispirate dai fantasmi della folk music europea e interpretate dalla sua voce cupa ed espressiva. http://www.myspace.com/mattelliottmusic
http://www.thirdeyefoundation.com/
http://mattelliott.bandcamp.com/
LO ZODIACO DI REMOTTI
Remotti all'alba dei suoi 84 anni ci riprova con un nuovo progetto: un CD contenete dodici tracce, per i 12 segni zodiacali, tracciando un profilo “remottiamo” a ciascun segno, partendo dall'Ariete fino al Sagittario... Personaggio cult, UNDERGROUND, definito un po' Bukowski un po' Beck: poeta-pittore venerato dal Cinema e musicato dalla crema dell'elettronica...
Questa volta l'infaticabile vecchiaccio, appassionato di esoterismo e di “sesso da ospizio” ci propone il quadro astrale segno per segno messo in musica da Mines*, un amico cantautore di Recanati autore, tra gli altri della canzone "Per diventare gay" lanciata due anni fa da Fiorello e Baldini e ripresa da Chiambretti nel suo show.
L'album è insolitamente pop per il repertorio di Remo: il quadro zodiacale infatti è recitato in versi e si rifà alla tradizione astrologica ortodossa. Segno per segno ognuno potrà ritrovarci qualcosa di sè e dei propri amici. La musica è arrangiata nella migliore tradizione del pop italiano con dei gustosissimi coretti cantati da Mines.
Già attore per registi come Moretti, Mazzacurati, Taviani, Soldini, Nichetti, Verdone, Scola, Ustinov, Nanni Loy, e persino Francis Ford Coppola ne “Il padrino parte II”, Remo Remotti è nel cast di “Nero Bifamiliare”, il film che ha segnato l'esordio alla regia di Federico Zampaglione, nel ruolo del Colonnello Piacentini al fianco di Claudia Gerini...
Tra le sue attività ricordiamo il podcast "Con Remotti alla ricerca di Dio" costantemente in vetta alla classifica dei podcast con tematica filosofica (la scorsa settimana ha intervistato un gruppo di monaci tibetani in visita a Roma), ha interpretato un ruolo nella fiction "Carabinieri" e sta per iniziare una trasmissione televisiva su un canale Sky.
www.remoremotti.it www.myspace.com/remoremotti
http://www.myspace.com/remoremotti
Gli Spain sono la band californiana fondata nel 1993 da Josh Haden, figlio del leggendario contrabbassista Charlie Haden. Inizialmente connessa al movimento slowcore degli anni '90, la formazione originale includeva Haden al basso e voce, Ken Boudakian alla chitarra, Merlo Podlewski alla chitarra ritmica, e Evan Hartzell alla batteria.
L'album di debutto, "The Blue Moods Of Spain", fece diventare gli Spain una band di culto e li portò a suonare ovunque negli Stati Uniti, in Europa e Australia (anche di spalla ai Cocteau Twins durante l'ultimo leggendario tour negli States). A metà degli anni '90, molte canzoni di Blue Moods divennero colonna sonora di film e TV Shows. Un poster gigante di Blue Moods appare in un episodio di Beverly Hills 90210. I Red Hot Chili Peppers hanno coverizzato la canzone "Spiritual" in concerto, poi registrato anche da Johnny Cash, Charlie Haden e Pat Metheny per l'album vincitore del Grammy Award “Beyond The Missouri Sky”. Nel 1997 per Wim Wenders scrivono e eseguono la canzone Every Time I Try nel film End Of Violence.
Nel 1999 gli Spain scelgono l'isola svedese di Vaxholm per registrare il loro secondo album, "She Haunts My Dream", che vede la partecipazione del pianista jazz svedese Esbjorn Svensson, il chitarrista dei Soundtrack Of Our Lives Bjorn Olsson e di Joey Waronker, già batterista di Beck e dei R.E.M.
Con Olsson, il nuovo chitarrista/tastierista Shon "Goldenboy" Sullivan (al posto di Kevin Boudakian), il batterista Will Hughes (Evan Hartzell abbandona la band nel 1996), e il chitarrista acustico Podlewski, gli Spain girano a lungo per promuovere l'album, suonando come head liner in importanti locali per tutta l'Europa. Una canzone dell'album, "Our Love Is Gonna Live Forever", appare in un episodio della famosa serie Six Feet Under.
Nel 2000, la band, Olsson escluso, si trova a los Angeles per registrare il terzo album, "I Believe". Poco prima della pubblicazione, Sullivan abbandona il gruppo per concentrarsi sul suo lavoro da solista, e Podlewski accetta l'invito di suonare il basso per la superstar del surf Jack Johnson. Haden anziché metter su immediatamente un'altra formazione, decide di prendersi una pausa e registra un album solista per la Dreamworks Records (successivamente pubblicato per la sua Diamond Soul Recordings).
Nel 2003 esce la compilation "Spirituals:The Best Of Spain". Haden riforma gi Spain nel 2007 con il chitarrista Daniel Brummel (della band Ozma), il chitarrista/tastierista Randy Kirk e il batterista Matt Mayhall e inizia nuovamente ad esibirsi a L.A. Da allora gli Spain hanno condiviso il palco con artisti come Tindersticks e The Clientele e hanno suonato a due importanti festival - Tanned Tin 2007 in Spagna e nel 2011 al Filter Magazine's Culture Collide di Los Angeles.
Nel 2012 esce "The Soul Of Spain", stesse meravigliose atmosfere dream pop vagaente lounge del primo album e gli stessi marchi di fabbrica Spain, la voce fumosa di Haden, gli arrangiamenti bizzarri e il vibe inconfondibile. www.spaintheband.com
Stellar Om Source è il progetto solista della musicista elettronica, producer, DJ e artista
Christelle Gualdi. Christine, parigina di origine italiana, vissuta prevalentemente in Olanda, e
ora di stanza a Antwerp, Belgio, è sempre stata più a suo agio con mixer e sintetizzatori,
piuttosto che con trucchi e vestiti femminili. Il padre, musicista blues e compositore
elettronico, la introduce alla musica, facendole ascoltare Tangerine Dream, Ash ra Tempel e
Jean Michelle Jarre. Appena adolescente intraprende studi classici imparando a suonare il
piano, il violino, il sassofono, il contrabasso e il violoncello, ma mantendendo un approccio alla
musica intuitivo.
Dopo vari self-released nel 2011 pubblica Trilogy Select, compilation che raccoglie appunto le
sue migliori registrazioni su Olde English Spelling Bee. Sempre nel 2011 esce lo split con Nite
Jewel, Miracles 7'' (Big Love Records). Nel nuovo attesissimo disco, che sarà chiuso ormai in
poche settimane, Christelle introduce nel suo set la drum machine e vira la sua new-kosmische
Interbang Ass. Cult. // Sede Legale: Via Guido Dorso 10, 70026 Modugno (Ba), Italia // Sede Operativa: Via Tucidide 56 / int.151,
20134 Milano, Italia // P.IVA 07162970722 // Cod. Fisc. 93394090729 // Tel.-Fax 0239660569 // www.interbang.it
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verso sonorità dance. La scelta di portare la propria musica nei club è correlata alla necessità
di riscoprire una dimensione più calda, umana ed estasiante della fruizione, cosa sempre più
rara proprio come lo sono i sintetizzatori analogici usati da Christelle e preferiti al glaciale
digitale. Fedelissima alle macchine e all'elettronica, Stellar Om Source non ha mai ceduto alle
avances del laptop, troppa libertà e troppi presets, dice.
Il suono della Gualdi oggi è più ispirato a Doris Norton e ai pionieri di Detroit e attinge molto
da Underground Resistance e “Uk acid parties”.
Ha diviso il palco con Nite Jewels, Emeralds, Oneothrix Point Never, Panda Bear, Sonic Boom,
Teengirl Fantasy, suonando prevalentemente in Europa e negli States.
http://stellaromsource.com/ http://www.facebook.com/stellaromsource
Due anni fa, Sasu Ripatti aveva parlato chiaro: basta laptop music in solo. Era stufo di programmare musica e voleva suonare con altra gente. La voglia di farlo, del resto, gli era salita prepotentemente prestando servizio presso il Moritz Von Oswald Trio con il quale aveva prodotto un disco di forte impatto sulla scena elettronica. E suonare in tour con il guru della techno dub aveva portato al concepimento di un progetto su quella falsariga, il Vladislav Delay Quartet, nonché alla realizzazione di Tummaa sotto l'egida Vladislav Delay (anch'esso un trio), due lavori decisi verso un nuovo modo d'intendere l'esperienza sonora. Ora il musicista ricompare su Raster Norton e, già dall'etichetta scelta, appare chiaro che Vantaa farà dietrofront ritornando, in solitaria, al più classico formato elettronico. Il lavoro, infatti, riprende in mano il cuore della faccenda laptop (più contact mic), pasturando la stessa materia ambient-noise di Entain e Anima ma aggiornandone mood e contaminazioni.
Vantaa è un album d'esperienza di un uomo che, nel frattempo, ha messo su famiglia, figli e preso casa in una pacifica isola della natia Finlandia (Hailuoto), ma è anche la prova di un musicista che non ha perso il contatto con il mondo. Il jazz contaminato del recente passato trasfigura in giustapposizioni concrete (scrosci, crepitii, vento) su basi ambient legate a doppia mandata al techno-dub (Kaivue, Henki) e nell'album, tutt'altro che monodimensionale, troviamo groove ambient house (Levite), tubolari casse dritte (Lauma) e dell'elettroacustica old style (Narri).
Come per l'ultimo Luomo, Ripatti ascolta, capta i movimenti più freschi dell'elettronica attuale rielaborandoli sotto una personale visione moniker specific. L'ambient techno dub del Trio, la Tech-house, il revival dell'ambient artica e dei synth analogici, persino della disco, sono alcune delle influenze indirette (subliminari magari) di un album da continuum Mille Plateaux, una prova godibilissima e volutamente di genere.
Il cuore è comunque una tela naturalistica della Finlandia (e del cuore di Sasu), un'ambient organica che accoglie tempeste concrete/ritmiche risolte infine in una calma universale che tutto ricompone. Un sopraffino divertissement prima del prossimo lavoro del Quartet... www.vladislavdelay.com www.myspace.com/vladislavdelaymusic
Zavoloka (Kateryna Zavoloka), giovanissima musicista ucraina, entrata nel giro dell'elettronica sperimentale che conta, a forza di opere ineccepibili. "Plavynia" e "Suspenzia", gli Lp che ha all'attivo, sono due pezzi di ghiaccio frastagliato, pungente e sfaccettato. www.zavoloka.com
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ha nel suo roster anche questi artisti: