AUSGANG
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I CHK CHK CHK sono la realtà punk-funk-dance più originale e interessante degli ultimi 10 anni. Guidati da Nic Offer, gli eccentrici newyorkesi arrivano in Italia per due date a Bologna e a Roma per suonare l'ultimo album "Strange weather, isn't it? uscito su etichetta WARP, oltre agli amati album precedenti Myth Takes e Louden Up Now che hanno fatto ballare migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo, e soprattutto per testare i nuovissimi brani che comporranno il prossimo lavoro in uscita, pare, nei prossimi mesi!
Dopo numerosi cambi di formazione e la tragica scomparsa del batterista Jerry Fuchs, i newyorkesi Nic Offer, Mario Andreoni, Daniel Gorman e Allan Wilson tornano con un nuovo album, registrato tra Berlino e NY e ispirato a grandi artisti come Brian Eno, David Bowie, Iggy Pop e Depeche Mode e profondamente impregnato di atmosfere berlinese.
Miscela esplosiva di punk, funk, disco e psichedelia i !!! riescono a fondere perfettamente le caratteristiche del rock con quelle della dance dando vita nei loro live a indimenticabili party infuocati. Non è esagerato affermare che non esiste al momento nessun gruppo avvicinabile ai !!!
Il risultato musicale delle loro numerose e variegate influenze infatti è completamente originale e inedito.
Con due album incredibili all'attivo per la celebre etichetta Warp, i !!! (Chk Chk Chk) si sono imposti all'attenzione del pubblico e della critica soprattutto grazie ai loro show dal vivo, un vero concentrato di energia che fonde impulsi dance e funk con una attitudine decisamente punk.
I !!! debuttano nel 2000 con un album intitolato semplicemente !!! per l'etichetta Gold Standard Laboratories. A questo sorprendente debutto fa seguito nel 2004 Il secondo album Louden Up Now, prodotto negli USA dalla Touch and Go e in Europa dalla Warp Records che ottiene un grandissimo successo tanto da portare la band ad aprire i live dei Red Hot Chili Peppers in US. Nel 2007 è poi la volta del bellissimo Myth Takes che consacra definitivamente la band in tutto il mondo.
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È bastato poco per dar vita alle canzoni di Call it blazing, album di debutto degli A Classic Education, quintetto italo-canadese con base a Bologna. Come affermato dallo stesso cantante, il canadese Jonathan Clancy (ex Settlefish, ndr), gli è bastato avere tra le mani il libro The Bikeriders del fotografo Danny Lyon, affinché, le sensazioni e le emozioni generate da quelle immagini prendessero forma nella sua mente, e di conseguenza si tramutassero in canzoni.
Conosciuti anche oltre oceano per la loro partecipazione al South By South West di Austin in Texas e considerati dalla prestigiosa rivista Spin band rivelazione dello stesso Festival, la band, per quattro quinti italiana, cerca la conferma in Italia e all'estero dell'ottimo interesse suscitato dai precedenti Ep nella critica specializzata.
Call it blazing nasce da una folgorazione visiva, la visione d'immagini passate di motociclisti americani degli anni cinquanta, che combinate alle medievali atmosfere bolognesi hanno generato alienanti e sognanti istantanee sonore, un incantevole scenario musicale fatto ad arte dagli A Classic Education, con la voce di Jonathan Clancy a guidarti attraverso i sentieri melodici di un delicato e sopraffino indie-rock contaminato da reminescenze d'altri tempi. Un suono forgiato con metodo classico: registrazioni in analogico presso gli studi Rear House (Brooklyn, NY) da Jarvis Taveniere. Dodici tracce intense e suggestive, canzoni sulla disillusione, il senso di abbandono e la voglia di fuggire da qualcuno o qualcosa di certi ragazzi pervasi dal desiderio di non piegarsi alle regole.
Un variopinto ritratto post-moderno musicalmente dispiegato tra graziosi accenni acustici (Work it out), sferzate rock and roll (Baby, it' fine), ballate sixties (Place a bet on you), richiami post-punk (Gone to sea) e sprazzi di psichedelia alienante (Grave bird e Forever boy). Composizioni raffinate che trovano la loro espressione migliore nei brani Terrible day e Night owl.
Call it blazing è il biglietto da visita degli A Classic Education, un bel disco per una band tutta da scoprire.
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BRUNORI SENZA BAFFI è il nome del nuovo tour acustico (formazione inedita in trio) che accompagnerà l'uscita della colonna sonora che il nostro ha composto per il film "E' nata una star?", film tratto dal romanzo di Nick Hornby con la regia di Lucio Pellegrini ("E allora mambo", "Figli delle stelle") e con protagonisti Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo. http://www.brunorisas.it/
E' “Cerco il tuo Soffio” il nuovo video dei Bud Spencer Blues Explosion.
Dopo “Rottami”, “Cerco il tuo Soffio” è il secondo clip estratto da 'DO IT': il video è stato realizzato con la regia di Dandaddy durante alcune date del tour: Milano, Torino, Reggio Emilia, Marostica. Le immagini del video sono il risultato della combinazione di scorci del tour e alcuni playback ideati di volta in volta nella città in cui si svolgeva il live.
Il risultato sono delle immagini che raccontano lo spirito e il mondo BSBE così com'è.
Puro e travolgente.
www.bsbemusic.com
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Dopo un anno passato sui palchi di tutta Italia per promuovere il loro secondo lavoro “Ritornano quelli di...” i Calibro 35 decidono di dare alle stampe “Rare”. L'album è una raccolta di brani composti per colonne sonore, bside, rarità e alcuni episodi totalmente inediti. La compilation contiene tutti i brani scritti dalla formazione (che si ispira al sound dei film polizieschi anni Settanta) per colonne sonore originali, tra i quali spicca l'inedito “Appuntamento al Contessa”, composto per il nuovo film di Michele Placido dedicato a Renato Vallanzasca (“Gli angeli del male”, ai cui protagonisti la band milanese si è affiancata per suonare il brano in una scena del film, interpretando il complesso di una balera dell'epoca). Ecco poi quelli per il documentario “Eurocrime” (di Mike Malloy) e per il film “La Banda del brasiliano” (di John Snellinberg). A questi cinque brani tratti da vere e proprie colonne sonore si affianca un altro pezzo di ispirazione cinematografica, “Come un romanzo”, contenuto nella compilation dedicata alla serie tv “Romanzo criminale”. Insieme a questi in “Rare” ha spazio vario materiale proveniente da registrazioni effettuate in diverse fasi della carriera della band, tra cui “L'uomo dagli occhi di ghiaccio”, stampato sulla compilation “Il Paese è reale”, e la cover strumentale di “I milanesi ammazzano il sabato” degli Afterhours, formazione nella quale ha militato Enrico Gabrielli, uno dei membri portanti dei Calibro.
. www.calibro35.com/ www.myspace.com/calibro35
No wave, garage, power duo, rock alla maniera Holy fuck che fanno cover degli Hüsker Du, portano il sanguigno garage a livelli cerebrali. www.myspace.com/civilcivic
Arrivati al terzo lavoro i COSMETIC non sono più una novità. La novità semmai è che "Conquiste" suoni come il più intenso e sincero fra tutti i dischi che il gruppo ha prodotto fino ad oggi. Non è che i due precedenti lavori (“Sursum Corda”, 2007, e “Non siamo di qui”, 2009) difettassero di onestà, anzi. Ma qui, più che mai, ad essere onesto è il suono: vicinissimo alla dimensione live della band grazie al lavoro di Paolo Rossi al Waves Studio di Pesaro e dunque portatore di quella speciale carica emotiva che i Cosmetic sanno avere sul palco.
Il resto invece conferma la formula che li ha resi una delle più credibili espressioni italiane dello shoegaze virato in rotondità pop. Quella mistura di indie rock ficcante, noise scabro, emo e psichedelia difficilissima da trovare nel nostro paese, che abbinata alla scrittura del gruppo rende episodi come "Lenta conquista", "La fine del giorno" o "Colonne d'errore" intense confessioni di un punto di vista sulla vita che è prima di tutto emozionale.
I Cosmetic sono una band nata 10 anni fa sulle colline romagnole. In questi anni sono successe tante cose e la band (ad oggi Bart, Pain, Mone ed Emily) ha suonato con costanza evolvendosi fino a trovare la forma espressiva più congeniale in una sorta di pop sonico noise e shoegaze in italiano. Nel 2009 il secondo disco "Non siamo di qui" li ha visti approdare su La Tempesta Dischi, e nel 2011 hanno pubblicato il bellissimo Ep digitale in free download "In ogni momento".
I Cosmetic sono una delle più interessanti e originali band della penisola, figliocci grunge del miglior alternative rock italiano, sulle orme di Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti e Verdena. I COSMETIC tornano in tour per presentare il nuovo album "Conquiste", in uscita per La Tempesta Dischi il 13 Aprile 2012. "Conquiste" è sicuramente il miglior album pubblicato dai Cosmetic, un passo in avanti verso la perfezione del loro pop sonico noise. www.cosmeticmusic.com www.myspace.com/cosmeticmusic
E' uscito per Ghost Records con distribuzione Venus il nuovo album di Dente. Registrato tra Giugno e Luglio 2011 al SAM studio di Lari (Pisa) e al Che Studio di Milano con la produzione di Tommaso Colliva, "Io Tra Di Noi" sarà composto da 12 nuove tracce tutte composte da Dente.
Insieme al cantautore fidentino hanno suonato nel disco Sig.Solo (pianoforte e organi), Gianluca Gambini (batteria), Nicola Faimali (basso e contrabbasso), Enrico Gabrielli (sax e flauto), Rodrigo D'Erasmo (violino), Daniela Saloldi (violoncello), Raffaele Kohler (tromba), Luciano Macchia (trombone), Domenico Mamone (sax baritono), Daniel Plentz (percussioni). Arrangiamenti archi a cura di Massimo Martellotta, arrangiamenti fiati a cura di Enrico Gabrielli.
www.myspace.com/amodente www.amodente.it
i sudafricani Die Antwoord, formati dal rapper Ninja, dalla vocalist Yo-Landi Vi$$er e da DJ Hi-Tek, sono davvero come nessun altro, un'autentica scheggia impazzita nel pop contemporaneo. La loro popolarità nasce da un album autoprodotto messo in circolazione gratuitamente nel solo formato digitale (“$O$”, 2009, poi rieditato l'anno dopo anche in formato fisico) e da una serie di video – primo fra tutti “Enter The Ninja”, ampiamente sopra i dieci milioni di visualizzazioni su You Tube – assolutamente folgoranti. L'immaginario che caratterizza la band (o la “rap-rave crew”, come loro amano definirsi) infatti di sicuro non lascia indifferenti: tensione, adrenalina, cattivo gusto, pacchianerie e una strana forma di morbosità stemperata da una sottile (e tagliente) auto-ironia, il tutto racchiuso in una confezione estetica di primo livello (anche il regista di culto Harmony Korine ha voluto lavorare con loro, nel mediometraggio “Umshini Wam” presentato in anteprima al SXSW di Austin e facilmente reperibile in rete).
Una esasperazione degli stilemi più volgari dell'hip hop immersa però in una specificità distante anni luce dai luoghi comuni del rap americano, se non per certi richiami al “white trash” di eminemiana memoria. Di sicuro, uno dei prodotti più originali di sempre figliati dall'incrocio tra rap ed elettronica, nonché una critica dall'interno dei meccanismi artistici e sociali del pop mainstream: alle prime ingerenze della Interscope, la label che li aveva messi sotto contratto dopo l'esplosione di popolarità e che chiedeva un nuovo album sufficientemente “commerciale” e meno sguaiato ed inquietante, i Die Antwoord hanno infatti risposto andandosene sbattendo la porta: “Ten$ion” (2012) esce quindi per la loro etichetta personale, la Zef Records. Una chiara dichiarazione d'intenti sulla consapevolezza della propria missione artistica.
Non è comunque solo questione di buone idee, di video ben fatti, di immaginari accattivanti o intelligenti: Ninja è in realtà un veterano della scena hip hop sudafricana, da anni uno dei suoi membri più rispettati, e lo si vede bene dal vivo, dove la sua capacità di tenere il palco è davvero impressionante sia per padronanza tecnica che per quella scenica. L'interplay con Yo-Landi è tanto atipico quanto calibrato e l'impatto ritmico è una costante continua. http://dieantwoord.com/
http://www.facebook.com/DieAntwoord
ROJO
Presentato da Giorgio Canali
"Eccolo, dopo una bella dose di panico da pagina bianca, il mio cervello ha ricominciato a funzionare... come era già successo per “tutti contro tutti”, rossofuoco aveva già fatto tutto ciò che c'era da fare per regalarmi il materiale musicale su cui stendere i miei deliri verbali che, da mesi, erano fermi solo a qualche bestemmia in qua e in là; la frase ricorrente per giustificare la mia incapacità di scrivere di nuovo testi all'altezza dei precedenti era: "che posso farci se mi guardo intorno e l'unica cosa che mi viene da scrivere è “porcodìo”? "
Lo so di essere stato in buona compagnia... di questi tempi c'è un bel po' di gente che ha questa stessa reazione di resa.
Poi una mattina mi sono svegliato con la carmagnole in testa, il canto dei sanculotti incazzati che si preparavano ad appendere la classe dirigente dell'epoca ai lampioni di Paris: “dansons la carmagnole et vive le son du canon”... folgorato sulla via di Versailles... ho cominciato ad ascoltare “ça ira” e altri canti, di tutte le rivolte popolari, confusi in un unico calderone mentale senza geografia che ha cominciato a bollire con una parola chiave “rivoluzione”.
Ecco, poi è venuto il resto, parole che parlavano anche di me...
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GIUDA Punk / Rock: Tenda - Vocals Lorenzo - Guitar Antonio - Bass Francesco - Drum www.myspace.com/taxiroma
Dopo anni di attesa, i due video di "Cento Lame" e "Camilla" che hanno aperto la via, arriva finalmente "La Gente Muore di Fame", l'album di esordio de I MOSTRI, che conterrà nove brani che dipingono la Roma e l'Italia di oggi, sospesa tra un mondo reale, fatto di chi suda, lavora e fatica, e di chi invece se la gode, sogna e sperpera.
I Mostri sono quattro ragazzi di Roma, provenienti da quattro diversi percorsi di vita, che ad un certo punto hanno imbracciato chitarre, basso e batteria, per mettere in musica il suono duro della propria città.
I Mostri sono le persone comuni, con i loro vizi, e le loro virtù, come immortalati nel capolavoro cinematografico di Dino Risi.
I Mostri siamo noi, che non facciamo niente, sempre pronti a farci belli con parole tanto pompose quanto vuote, mentre il mondo ci cambia attorno ad nuova moda che nasce.
I Mostri sono La Gente Che Muore di Fame.
I Mostri raccontano che Italia è negli anni 201X.
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"L'ammazzasette" (2012, Il Muro del canto/Goodfellas) è il primo album ufficiale che segue il percorso iniziato nel 2010 con il singolo "Luce mia" e poi con l'EP di sei tracce "il Muro del Canto". Un disco che mostra un universo culturale che ha le radici piantate nei marciapiedi della capitale. 16 tracce che proiettano l'ascoltatore in un viaggio senza ritorno tra le storie e i personaggi di una grande e decadente giostra. Nell'Ammazzasette ci sono canzoni d'amore non corrisposto “Serpe 'n seno” e “La spina”, le affascinanti storie narrate da Alessandro Pieravanti “500” e “So' morto pe' sbajo” e brani più veloci e ritmati dalle sonorità western e tribali. C'è spazio anche per
un'intensa ballata di carattere storico “San Lorenzo” nella quale, pianoforte e voce ci raccontano il drammatico bombardamento del 1943 sulla città di Roma. Un disco completo che conferma pienamente le attenzioni e le aspettative e che il pubblico ripone in questa band. Il Muro del canto si propone così sul panorama musicale nazionale rievocando da lontano percorsi cantautoriali e rivisitando l'immaginario della Roma di Pasolini. www.myspace.com/ilmurodelcanto
Piombo, polvere e carbone, il secondo atteso album de Il Pan del Diavolo (che è Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo). Undici tracce per quaranta minuti di musica. Un viaggio potentissimo imbevuto di onirismo e maledizioni, psichedelia e rhythm and blues.
Prodotto da Il Pan del Diavolo e Fabio Rizzo, mixato da JD Foster (nel suo curriculum tra gli altri spicca la collaborazione con Calexico), assistito da Andrea Scardovi. Ai suoni del disco ha inoltre contribuito Igor Cardeti.
Piombo, polvere e carbone sarà pubblicato da La Tempesta Dischi e distribuito da Venus.
Per realizzare questo disco Il Pan del Diavolo ha inoltre lavorato con due grandissimi musicisti italiani (Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli (Sacricuori, Hugo Race). www.ilpandeldiavolo.it
www.myspace.com/pandeldiavolo
Il terzo disco de Il Teatro degli Orrori, IL MONDO NUOVO, è un concept album costituito da 16 istantanee che sono tutte piccole biografie: storie di emigrazione e di migranti, narrate nella loro intimità, che le rende così simili alla vita di chi non emigra, di chi resta, ma comunque combatte la battaglia della vita, della propria esistenza”. Tra gli ospiti: Caparezza, , Rodrigo D'Erasmo (Afterhours), Andrea Appino (Zen Circus), Aucan, Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti) con il coro Anni Dieci, Egle Sommacal e molti altri ancora.
. www.ilteatrodegliorrori.com www.myspace.com/ilteatrodegliorrori
Double Soul è affascinante.
Sono ormai "in loop" da giorni grazie alle 6 tracce che è possibile ascoltare in anteprima, poichè la pubblicazione dell'album è oggi 13 marzo, giorno in cui avrà inizio il tour dei Iori's Eyes con prima tappa al Rocket Club di Milano. Da non perdere!
Parliamo adesso delle prime sei tracce e del lavoro della band.
Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri e masterizzato da Jo Ferliga degli Aucan, con cui hanno collaborato per il brano "In Love With Your Worst Side", Double Soul è l'intimo sviluppo dalla band formata da Clod, Sofia e Giacomo. Sperimentazione e ricerca sono rintracciabili facilmente, soprattutto da coloro che li conoscono dai tempi di "The Boat".
I suoni elettro lo-fi avvolgono testi semplici e romantici, creando un'atmosfera "cloudy" da vivere a luci soffuse. http://www.wehavedoublesoul.com
Kurt Vile arriva in Italia con i suoi Violators dopo anni di attesa per presentare il quarto album della sua carriera Smoke Ring For My Halo, capolavoro che lo ha consacrato come uno dei più grandi e originali cantautori della sua generazione, e il nuovo ep SO OUTTA REACH uscito a fine 2011 sempre per MATADOR Records.
Già dalle atmosfere evocate da Baby's Arms, brano di apertura dell'ultimo album, è evidente quanto Smoke Ring For My Halo sia familiare e inedito allo stesso tempo. Una dimostrazione di come Kurt possa utilizzare metodi e suoni logori per ottenere però dei risultati che sono emozionalmente e musicalmente tutt'altro che ovvi. Ci troviamo di fronte un album, difficile da catalogare, che contiene evidenti tracce del passato ma che non perde tempo prezioso ad essere riverente verso di esso. Con il precedente Childish Prodigy (2009) Kurt era stato paragonato a Leonard Cohen, Tom Petty, Psychic TV, e Animal Collective, ed oggi forse potremmo trovare dei rimandi ad un mondo sonoro che spazia dai Suicide, Leo Kottke, My Bloody Valentine, Bob Seger sino a Nick Drake. Tuttavia Kurt è in grado di unire tutte queste disparate e varie fonti d'ispirazione in modo talmente naturale e affatto pretenziosoda rendere inutili tutti i paragoni.
Da pochi mesi ha visto la luce So Outta Reach, una collezione di 5 brani registrati durante la session di Smoke Ring For My Halo ma non utilizzati nell'album che contiene anche una versione di 'Downbound Train' di Bruce Springsteen.
Kurt Vile può appartenere ad una lunga stirpe di classici cantautori americani ma la sua musica è unica e originale e non temiamo di essere smentiti nel sostenere che egli sia il più grande della sua generazione.
Pur essendo il quarto album, in un certo senso Smoke Ring For My Halo può essere considerato il suo primo vero lavoro compiuto, in cui ogni singolo elemento viaggia in perfetto equilibrio con gli altri. Tenero ed evocativo, evanescente e allo stesso tempo godibile, duro e potente eppure accattivante, un album perfetto per ogni giorno di qualsiasi stagione, in grado di soddisfare tutti i possibili stati d'animo in qualsiasi immaginabile scenario, che sia la prima cosa che si ascolta al mattino o l'ultima prima di andare a dormire.
Smoke Ring For My Halo è un'unione perfetta e sfaccettata di introspezione notturna e esplorazione vivace del mondo esterno.
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http://www.kurtvile.com/
www.matadorrecords.com/kurt_vile
www.myspace.com/kurtvileofphilly
Luca Sapio presenta “Who Knows” Luca Sapio conosce il soul come pochi, Luca Sapio canta il blues e il soul come pochi.
Già voce dei The Accelerators, The Black Friday e Quintorigo, presenterà dal vivo il primo cd solista Who Knows (Ali Bumaye/Audioglobe)
Nel suo timbro e nella sua espressività vocale si avverte profondamente l'influenza di tonnellate e tonnellate di musica afroamericana con la quale è cresciuto e che lo accompagna tuttora. La sua voce si è evoluta temperandosi attraverso una vita difficile, anni che lo hanno visto vagare, lavorare, studiare e suonare in giro per gli Stati Uniti, passando dalla West Coast al Canada, fino a stabilirsi di nuovo e ripartire dalla sua città, Roma. Così dopo numerose e prestigiose collaborazioni in ambito jazz e rock arriva finalmente “Who Knows”, il suo atteso disco d'esordio.
“Who Knows” è un album di puro “gritty soul” nella sua formula più tagliente e autentica. Un insieme, coinvolgente e diretto, di super groove, armonie gospel, fiati, psichedelia e profezie spirituali. “Who Knows” contiene 9 brani originali per 9 nuovi classici del soul, più due strepitose cover. Un sound che parte dal Pigneto (Roma) e che arriva dritto a Williamsburgh (New York).
Il tutto magicamente supervisionato, prodotto e registrato nei misteriosi studi della Dunham Records su nastri da un pollice dal leggendario Thomas “TNT” Brenneck (Cee-lo Green, Mary J. Blige, D'Angelo, Mark Ronson, K'Naan, John Taylor, Benny Blanco, John Hill, Santogold, Foreigner, St. Vincent, Aloe Blacc, The Like, Sean Lennon, Alex Greenwald, Mike Snow, The Kaiser Chiefs) che per l'occasione ha chiamato alla sua corte le eccellenze della pluripremiata e corteggiatissima family soul di Brooklyn, membri della Menahan Street Band, The Budos, The Extraordinaries. Gli stessi fautori del suono di Amy Winehouse, Sharon Jones e Charles Bradley.
Si avete letto bene: esattamente loro.
Parte integrante di tutta l'operazione e fedeli partners nella registrazione dell'album è inoltre il soul jazz combo “Capiozzo & Mecco” , backed band in pianta stabile del trombettista New Yorkese Jimmy Owens con il quale hanno registrato l'album “peaceful walking” e suonato nei più importanti festival jazz internazionali ospitando diversi artisti tra cui Mario Biondi. Dal loro disco “Whiskey a go-go” è stata scelta“Small club” per la serie americana Sex And The City.
“Who Knows” ha quella forza emotiva e quell'energia che ha pervaso lo stile di Thomas “TNT” Brenneck e dei suoi collaboratori. Una collaborazione, questa, scaturita dalla passione per il soul più autentico e classico, quello per intenderci di maestri quali Bobby Blue Bland, Syl Johnson, Otis Redding, Al Green, Solomon Burke, James Brown.
L'album di Luca Sapio è anche il primo vero incontro tra “nuovi leader della vecchia scuola”. Qualcosa che unisce artisti che conoscono e suonano il soul come pochi. Il nuovo soul italiano e il nuovo soul americano. Qualcosa di cui possiamo essere orgogliosi. Soprattutto in tempi duri e difficili come questi. Del resto Luca Sapio non è certo estraneo ai tempi duri. www.myspace.com/lucasapio
IO – DI MIO – SAREI DI ARIA
Reading acustico sul cadere dell'ultima ora
M.Z. Voce, chitarra, letture, basi musicali
Tratti dagli album pubblicati come solista e dai libri scritti, una serata di suoni e parole, racconti, pensieri e omissioni. Un percorso di resurrezione, svolto a nome collettivo, a partire dai luoghi dell'azzeramento assoluto (Mostar, Birkenau, Berlino), dello sconforto personale, istruzioni per reagire contro i profeti di sventura.
Io, di mio, sarei di aria. Vi chiedo di non svegliarmi.
www.massimozamboni.it www.myspace.com/massimozamboni
Mellow Mood è una giovane reggae band attiva da tre anni nel Nord Est. La loro intensa attivita' live li ha fatti esibire da Roma alla Slovenjia e su palchi importanti come il Rototom Sunsplash, Bornasco Reggae Festival, Festintenda. Ad aprile 2008 vincono le selezioni regionali di Italia Wave. Produzioni: Nel 2006 registrano all'Esat Studio di Ras Antonio (B.R.Stylers, Earthground Combination) "Dem Crazy Jah EP". Contemporaneamente esce "Live @ Esat Studio". Il 28 Gennaio 2009 esce "MOVE!" il loro primo full-lenght album, prodotto da Paolo Baldini (B.R.Stylers, Africa Unite, The Dub Sync). www.myspace.com/themellowmood
Se hai esordito a Sanremo, nel 1969, quindicenne, e a distanza di esattamente quarantadue anni te ne esci con un nuovo disco, i casi sono due: o sei molto libera, o non la sei affatto. Nada Malanima, per noi tutti semplicemente Nada, risponde al primo caso. Se c'è una cosa che la splendida cantautrice livornese non ha mai fatto è presentarsi al pubblico con qualcosa di costretto, non del tutto desiderato, amato.
Vamp, uscito il 28 marzo a distanza di quattro anni dal precedente Luna in Piena, porta con sé tutte le novità e le esigenze del caso. Interamente scritto da Nada, il disco è stato mixato negli storici studi di Abbey road a Londra avvalendosi del prezioso aiuto, in fase produttiva, di Manu "Max Stiner" Fusaroli, famoso per aver messo mano agli album di esordio de Il Teatro degli Orrori e Le luci della centrale elettrica. Il risultato è un lavoro curioso, vario, ricco di stratificazione sonora, dal pop all'elettronica, e capace di guardare ad esempi più nuovi che datati. Lele Battista risuona tra le note di Raccogliti e in generale questo disco pare essere l'evoluzione del ramo cantautorale di alcune produzioni elettropoprock 90s, vedi i Bluvertigo e, ancor di più, il Battiato di Gommalacca (Chiodi). Al disco partecipano Appino e Karim Qqro degli Zen Circus, ai quali Nada aveva prestato la voce per Vuoti a perdere in Andate tutti affanculo, anch'esso prodotto da Manu Fusaroli. Non mancanco altre collaborazioni, come quella riuscitissima con Fabiano Marcucci, Ludovica Valori e Marco Gasbarro degli eccezionali Ardecore.
Vamp è un album di qualità eccellente dovuta non solo a una produzione impeccabile ma alla scrittura di un'autrice ancora ricca di guizzi, idee, intuizioni mai banalizzanti. La varietà del suono è sorprendente, la riuscita dei brani, se non totale, è sicuramente molto ampia. Pezzi come Il comandante perfetto, assai politicizzato, o la splendida Sarebbe una serenata, sono vere perle e Nada non smette di ricordarci che sobrietà e attenzione alla sostanza portano sempre a ottimi risultati. www.nadamalanima.it
Nouvelle Vague, New Wave e Bossa Nova: tre parole che in un certo senso vogliono dire la stessa cosa.
Tre passioni che Marc Collin e Olivier Libaux hanno coltivato fin dal 2004 facendo nascere il progetto Nouvelle Vague che consiste nella reinterpretazione di grandi classici pop rock in chiave più fresca. Il tutto partendo dalla Bossa Nova (quel genere musicale nato in Brasile negli anni 50 e che affonda le sue origini nella samba e si ispira culturalmente alla "rive gauche" francese e alle atmosfere minimaliste di certa musica europea e statunitense dell'epoca)
Le loro versioni di “Guns of Brixton”, “Dance With Me” e “Love Will Tear Us Apart” hanno girato il mondo.
Dopo quasi un milione di dischi venduti e centinaia di concerti sold out tornano oggi con Version Francaise.
Se i 3 album del passato erano legati a stretto giro con la New Wave e il post punk inglesi ora la sperimentazione parte dalla New Wave francese degli anni 70.
Per celebrare questa "new Wave made in France" Marc e Olivier hanno allargato la presenza di ospiti ad artisti della scena francese attuale. La stessa scena che è cresciuta con le canzoni che ora reinterpreta.
http://www.nouvellesvagues.com/
http://www.myspace.com/nouvellevague
Quasi sette anni fa ero seduta sul seggiolino della batteria di un batterista che non c'era.
La band provava i pezzi per la prima volta, erano tentativi perlopiù casuali i loro; si cercava di musicare dei racconti letti con un tono metallico standard dal chiaro accento reggiano. Quegli stessi racconti noi li ricevevamo via mail, erano per pochi intimi; momenti di evasione in cui, per qualche minuto, si rivivevano amori adolescenziali o storie dal chiaro sapore comunista.
Io, che di comunismo sapevo poco ed ero troppo giovane per capire le mille sapienti citazioni nascoste tra quelle righe, ho sempre pensato che fossero delle gran belle storie e basta.
E' così per tutti all'inizio: suoni e non sai dove arriverai.
Non lo sapevo io che li ascoltavo e certamente non lo sapevano loro.
Ora sono al 3° disco e sono una delle band più famose d'Italia.
Dopo “Socialismo tascabile” e “Bachelite“, gli OFFLAGA DISCO PAX tornano in studio (al Bunker di Rubiera) e (con Andrea Rovacchi al mixer) registrano i pezzi che finiranno sul loro terzo disco dal titolo non pervenuto.
Sono andata a trovarli con la scusa di scrivere questo breve articolo ma con il chiarissimo intento di ascoltare le nuove tracce guidata dalla stessa curiosità provata da Alice che insegue il Bianconiglio e, bevendo dell'ottimo amaro San Simone dono di un amico torinese (amaro usato da Collini come sciroppo per la tosse tra una take e l'altra), ho ascoltato due canzoni in anteprima.
La band ha le idee veramente chiare e tra un goal del Napoli e un un bicchierino di amaro la serata è giunta al termine con due tracce di voce registrate su delle basi dal forte e distinguibile sapore offlaghiano.
Il disco è finito e attualmente in mix.
E qui termino perché ho giurato di non svelare più di questo. Vi lascio a bocca asciutta perchè l'amaro è finito.
A volte è più bello così: essere colti alla sprovvista da un cd che ti colpisce alla nuca come un frisbee caduto dal cielo e ti riempie le giornate per i mesi successivi e che ti fa credere che in mezzo a tanta musica inflazionata e scadente ci sia ancora del buon “reggiano doc”.
Musica che merita veramente di essere imparata “par coeur” come dicono poeticamente i francesi.
L'uscita è prevista a primavera 2012, chissà se anche questa volta vinceranno lo scudetto.
www.offlagadiscopax.it www.offlagadiscopax.splinder.com www.myspace.com/odp130
POPPY’S PORTRAIT Il trio nasce a Roma ufficialmente nel 2003 ma vede ognuno dei suoi componenti già attivi nel circuito musicale della Capitale con diversi progetti paralleli. Nel frattempo partecipa a diversi concorsi vincendo: Ypsigrock 2005 con relativa partecipazione live come apertura a Will Holdam (U.S.A.), Basilicando 2005 rappresentandolo al M.e.i. di Faenza, Sonica 2005, inserendo un brano nella compilation del decennale che vede la presenza di gruppi come: Blonde Red Head, Skunk Anansie, Afterhours etc..ed arrivato alle finali di Martelive 2004, continuando con Alatri dal vivo 2004, Arezzo-Wave Lazio 2005 Pofi Rock 2005. Ospiti a Frammenti2005 e al Pollino Music Festival per due edizioni consecutive, nel 2004 aprono il live degli Afterhours e One Dimensional Man. Suonano a Roma in locali quali Circolo degli Artisti, Locanda Atlantide, Il Locale, LinuxClub, 360°, Sonica, Alpheus. A fine 2005 esce dopo lunga gestazione il nuovo cd sempre autoprodotto a-fish che spaziando dal post-rock piu' tradizionale, passando per la new-wave, il folk psichedelico il rock’n’roll e un pop-rock intriso di venature noir rende i Poppy's Portrait difficilmente catalogabili. www.poppysportrait.com www.myspace.com/poppysportrait
La regina del nuovo soul Sharon Jones arriva in Italia con gli straordinari Dap-Kings più baldanzosa che mai: è la voce di una veterana che ha esplorato i più reconditi angoli della musica nera, partendo da una rivisitazione moderna del gospel e attraversando disco e rinascimento soul-jazz.
Numero uno incontrastato della contemporanea scena soul, Sharon Jones, guadagnatasi l'appellativo di “the female James Brown”, e la sua band hanno sviluppato un timbro riconoscibilissmo confermato anche nell'ultima pubblicazione: la raccolta Soul Time! che fa ordine tra le loro numerose b-side e partecipazioni a compilation, attingendo così da un repertorio parallelo non meno prezioso. I dodici brani selezionati personalmente dalla Daptone sono tutti imprescindibili e fanno seguito al bellissimo "I Learned The Hard Way" pubblicato nel 2010 e successore del già fortunato "100 Days,100 Nights".
L'ultimo album poneva in prima linea – sin dal titolo – stralci di vita vissuta, perchè "I Learned The Hard Way" è anche il sunto di un'esistenza, spesa anche nei circoli più conservatori della musica pop, proponendo con insistenza oltre alle proprie credenziali, quell' inconfutabile vena stilistica che affonda nel più atavico blues. E l'industria discografica – almeno quella indipendente – sembra ora piegarsi alla volontà della nostra, un'ugola d'oro che rispetto a tante colleghe bianche slavate non conosce davvero paragoni.
Con 150.000 esemplari venduti del penultimo disco, le storie della Jones sono entrate di prepotenza nelle case di numerose famiglie americane e non solo, dai sobborghi di Brooklyn al resto dei mercati occidentali. "I Learned The Hard Way" è stato un trionfo annunciato, ispirato alla più tradizionale musica nera, caratterizzato da un' autentica patina vintage.
Prodotto da Bosco Mann e registrato su un 8 tracce della Ampex da Gabriel Roth presso gli Hoouse Of Soul studios della stessa Daptone, il disco è completamente immerso nel calore e nella spontaneità delle incisioni dell'età dell'oro della soul music. Un drastico avvicinamento nei confronti di quelle memorabili incisioni che risalgono ai giorni di Muscle Shoals e Stax. I lamenti da consumata vocalist e le sue impennate rhythm'n'blues fanno della Jones una performer straordinaria, la sua capacità di governare il ritmo e di concedere strappi felini ai crescendo melodici la pone sullo stesso piano di immortali interpreti come Tina Turner, Mavis Staples ed Aretha Franklin.
Insomma se c'è da rivisitare un canone soul non potete certo fare a meno dell'ennesima pepita licenziata dal catalogo Daptone. Dalle fanfare informate direttamente dal Philly-Soul di “The Game Gets Old” – uno dei vertici assoluti del disco – allo stile scarno quasi in odor di Sam Cooke della fascinosa “Mama Don't Like My Man”, uno scorrimento sensuale, in cui emerge anche la disciplina degli arrangiamenti, orchestrati dai soliti Dap-Kings, formazione che ha tra le numerose richieste in studio trovato la strada per i vertici assoluti della discografia internazionale, con le strette collaborazioni al fianco di Amy Winehouse e Bob Dylan.
Sharon Jones ha tra gli altri collaborato con: David Byrne, Rufus Wainwright, Denzel Washington (The Great Debaters), Lou Reed, Booker T. & the MGs.
The Dap-Kings hanno registrato con: Al Green, NAS, Amy Winehouse, Wale, Mark Ronson, Daniel Merriweather, Robbie Williams, Bebel Gilberto
www.sharonjonesandthedapkings.com/
“A.I.U.T.O” è l'ultima fatica discografica dei Sick Tamburo, un tempo già Prozac +. Del trio di Pordenone – famoso per aver raggiunto il successo con brani come “Acida” – restano Boom Girl (Elisabetta Imelio), bassista dei Prozac + e voce nella nuova formazione, e il chitarrista Mr Man (Gian Maria Accusani), anche produttore dell'album. Si aggiungono alla batteria Doctor Eye e al basso String Face. Il primo lavoro omonimo del duo aveva attirato le attenzioni degli addetti ai lavori e del pubblico; tornano oggi a incuriosire con un disco più melodico, più rock e un po' meno elettronico rispetto al precedente, che si contraddistingue da cantati minimalisti e ipnotici molto personali. L'album racconta uno dei tanti paradossi dell'essere umano, il suo continuare a ripercorrere gli stessi errori con ossessiva ripetitività, quasi come se traesse piacere dallo sbaglio e dal dolore. Tematiche originali e per nulla scontate. I Sick Tamburo si confermano ancora una volta una delle realtà più interessanti dell'underground italiano. www.myspace.com/sicktamburo
Il duo electro-pop britannico dei Ting Tings, giunto al successo planetario con il precedente We Started Nothing torna in Italia fresco di pubblicazione del nuovo e lungamente atteso album “Sounds From Nowheresville”, uscito 28 febbraio.
Il tratto distintivo che ha ispirato a Katie White e a Jules DeMartino il titolo del nuovo disco è semplice: fare canzoni che suonino diverse dalle precedenti, garantirsi un'assoluta libertà musicale e non porsi nessun limite.
Katie e Jules non sono arrivati rapidamente alla realizzazione di “Sounds From Nowheresville”. Dopo avere riscosso successo a livello mondiale con l'album di debutto “We Started Nothing”, hanno trascorso due anni senza sosta in tournée prima di far finalmente ritorno in studio. Dopo una breve permanenza a Berlino, dove avevano registrato e poi scartato un gruzzolo di canzoni di cui non erano soddisfatti, hanno fatto i bagagli e sono sbarcati nella Spagna meridionale, liberandosi di regole e idee prestabilite per fare musica che li appagasse. “Prima di allora”, spiega Jules, “era stata una lotta e una sofferenza continua. Improvvisamente non lo era più. Ogni volta che Katie entrava in cabina a registrare, otteneva la take perfetta. Finalmente avevamo trovato i testi giusti e ci sentivamo come se ci avessero tolto un gran peso dalle spalle. Stata diventando di nuovo un'esperienza piacevole. Era di nuovo l'energia interiore a dettare la direzione”.
I Ting Tings si sono affacciati alla ribalta mondiale con il loro hardcore-pop “fai da te” nel 2008, guadagnandosi subito grandi lodi ed enorme successo; i loro singoli “That's Not My Name”, “Shut Up And Let Me Go” e “Great DJ” hanno venduto oltre 4 milioni di copie nel mondo (i primi due hanno raggiunto il numero uno delle classifiche). La loro musica ha fatto da colonna sonora non solo alle radio ma anche a innumerevoli programmi tv e pellicole cinematografiche, da “Slumdog Millionaire” a “Gossip Girl”.
Il loro album di debutto ha venduto oltre due milioni di copie. La band ha vinto inoltre il prestigioso Ivor Novello Award per il miglior album del 2009 e ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards nella categoria “migliori artisti emergenti”.
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Periodo importante per la carriera ormai decennale degli Zen Circus. L'ultimo lavoro "Nati Per Subire" è stato il primo della loro carriera a restare per due settimane nella classifica Fimi ed il tour elettrico a seguito dell'album ha registrato numerosi sold-out nei migliori rock-club Italiani. Così dopo 25 date in tre mesi la band pisana si è fermata questo febbraio per riassestare il tutto ed organizzare il "Busking Tour": altri due mesi in giro per l'Italia, da marzo ad aprile in versione stradaiola, elettro-acustica, arrabbiata.
"Ormai lo sapete quasi tutti: siamo nati come band di strada, dove abbiamo imparato a fare scempio degli strumenti acustici per ottenere la stessa intensità e lo stesso casino che si ottiene da quelli elettrici. Il "Busking Tour" si propone di sottolineare la nostra urgenza folk senza sacrificare un briciolo d'energia, anzi. I primi tre mesi di tour elettrico nei grandi club sono stati fantastici e ci hanno regalato molto, ci sembra ora giusto girovagare per due mesi in altri ambiti: dai locali fuori dalle rotte dei grandi tour ai teatri di provincia, dai club piccoli ma storici delle grandi città, alla passione di piccole associazioni che fanno la cultura del nostro territorio. E da maggio si ritorna all'aperto, ai festival, al tour elettrico. Vi aspettiamo." - The Zen Circus www.zencircus.it www.myspace.com/thezencircus
In un mondo parallelo John Dwyer, frontman di Thee Oh Sees, sarebbe figlio di Courtney Love e Richard ‘Handsome Dick’ Manitoba, in seguito sicuramente verrebbe adottato dai Beach Boys a subirsi enormi dosi di “Good Vibrations per poi trovare fissa dimora nel tempio dei Sonics. Iniziò a suonare la chitarra in gruppi prevalentemente noise-rock, fin quando ,illuminato in un raro momento di razionalità, formò Thee Oh Sees, e questa è realtà. La band negli ultimi sei anni ha pubblicato la bellezza di sette album, una sorta di assuefazione verso la musica li accomuna a Anton Newcombe, entrambi, inoltre, si ispirano fortemente al decennio dei sixties, The Oh Sees sono strettamente influenzati da un garage-rock potente e distorto.
Guardando alle uscite precedenti si può dire che dopo un interminabile processo di crescità la band è arrivata al suono finale, quello che andavano inseguendo già da un bel po’: un rock sbilenco, un mix di riff ciondolanti alla Beach Boys che si sparpagliano su enormi tessiture di suono spesso, potente e al limite dell’ostentazione; le percussioni stabiliscono il ritmo quasi con prepotenze e le voci di John e di Brigid Dawson si rincorrono in interminabili duetti.
La band non si dirige in territori sconosciuti, piuttosto riesce a trovare le strade giuste per mixare un collage di suoni dall’aria familiare e riproporli con la giusta dose di personalità, senza mai avventurarsi in artifici gotici, anzi rimanendo incollata all’anima di un insano garage rock. John Dwyer è una capsula fuori di testa, una specie di Einstein in preda alla pazzia che riesce a racchiudere in un’unica formula il meglio del psych-pop di tutti i tempi, ‘’Help’’ sarebbe stato l’album che avrebbe ascoltato un Freud impazzito mentre testava su se stesso la cocaina, convinto di trarne benefici.
Basta prendere il minuto abbondante di “The Turn Around’’, riff sbilenchi, bombe che eplodono, voce metallica, a servire un biglietto da visita estremo e ristretto capace di farti capire subito a cosa ci troviamo davanti. Nella scaletta spiccano brani quali l’apripista “Enemy Destruct’’, o il riff iniziale di “Ruby Go Home’’, sul quale le ginocchia ciondolanti di Elvis non sdegnerebbero prima di essere tranciate da chitarre deliranti e altrettanto pesanti. Oltre ci si trova ad affrontare la sfrenata ‘’I Can’t Get No’’ o la possente ‘’Destroyed Forest Reappers’’, ma tutto il cd rimane comunque ad alti livelli in ogni momento, senza mai deludere, questo disco è indispensabile per coloro che amano il garage-rock; peccato che sia passato un po’ in sordina. www.myspace.com/ohsees
La filosofia di base dei Thegiornalisti è molto distante dalle teen band che per anni hanno ossessionato il mercato nazionale. Non un gesto che volesse essere programmatico non un ruolino di marcia che imponesse l'ossessione dei professionisti maniacali. Mai come in questo caso è l'istinto a parlare, l'idea di un incontro che rispettasse un'organizzazione orizzontale, senza leader. Di conseguenza nessuna adesione a priori a questo o a quel movimento, che in primis siano la musica ed i testi a parlare.
Nasce tutto spontaneamente per la formazione romana dei Thegiornalisti, una grande stima reciproca, un contatto che viene stabilito tra le mura di casa, con la voglia di lasciarsi alle spalle tutti i trascorsi che ne avevano minato la crescita artistica. E' una musica mai urlata, anzi sospesa in un nodo crepuscolare, romantica e beffarda allo stesso tempo. Con testi che sono cronache di tutti i giorni, scampoli di una vita non propriamente ai margini, ma nemmeno trascorsa nei locali à la page. C'è il senso di appartenenza semmai ad una propria scrittura, un proprio codice. Scegliendo la lingua italiana come mezzo, Thegiornalisti affrontano l' impervia scuola del rock indipendente con spirito di sacrifico e dedizione, mettendo in cima a tutto l 'originalità e l'onesta intellettuale. Nei dieci brani che vanno a costituire il loro debutto si parla necessariamente di qualità e di un background ampio, tale da consentire un raggio d'azione invidiabile.
Ci sono raffiche rock'n'roll – che spingono in una danza rituale chi è solito seguirli dal vivo – e momenti più riflessivi che potrebbero rifarsi ad un immaginario '60, il tutto appare estremamente bilanciato e l'alchimia è proprio in questi repentini cambi umorali. Pop che si sporca e si bagna nella psichedelia, in giochi di specchi che rifuggono momentaneamente dal quotidiano, alla ricerca di un'estasi del tutto individuale. 'Autostrade Umane' e 'Siamo Tutti Marziani' possono essere considerati a ragione brani manifesto. Il primo si insinua sottopelle con una melodia agrodolce, mentre il secondo – posto in apertura del disco – trasuda urgenza post-punk, con un basso che colpisce impertinente al centro del petto. E se 'La Mano Sinistra Del Diavolo' sembra davvero uno spaghetti western musicato da Morricone, potete star tranquilli che Thegiornalisti usano elementi doc per orchestrare il tutto, un dono che li accompagna per tutta la durata del disco. www.myspace.com/thegiornalisti www.thegiornalisti.it www.facebook.com/thegiornalisti
Tre allegri ragazzi morti ripropongono lo spettacolo di disegni, musica e parole "Pasolini, l'incontro", un viaggio ispirato alla biografia del poeta friulano. Davide Toffolo, accompagnato da un emozionante ambiente sonoro live e dalle parole pronunciate dalla voce di Pasolini, disegna dal vivo con pennelli e colori, proiettata su schermo, questa sua visione.
La performance si ispira al romanzo a fumetti "Pasolini", pubblicato da Coconino Press in Italia e in Francia da Casterman: "il fumetto è un viaggio nell'Italia di oggi, alla ricerca di un mitomane che pensa di essere Pasolini, e, allo stesso tempo, è un lavoro sul recupero della parola di Pasolini. Lo spettacolo accentua la riflessione sulla biografia del poeta".
La musica nasce dai temi delle canzoni del trio e viene spinta in loop psichedelici mentre le registrazioni audio della vera voce di Pasolini irrompono nel tappeto sonoro.
Questo spettacolo suggestivo è documentato nel film di Pasqualino Suppa intitolato a sua volta "Pasolini, l'incontro" in uscita a marzo in dvd allegato all'edizione speciale del libro "Pasolini" edito da Coconino Press e disponibile solo sul negozio on line de La Tempesta. www.treallegriragazzimorti.it www.myspace.com/treallegriragazzimorti
I Turbolenti è il nome di un quartetto comico-cabarettistico italiano, nato nel 1998 a Milano. Cresciuti a "La Corte dei miracoli" di Milano di Renato Converso, storico cabaret di Milano, hanno poi frequentato i laboratori teatrali di Zelig e Scaldasole. Nel 2002 nasce la collaborazione con la prima edizione di Colorado che continua tuttora. www.turbolenti.com
UOCHI TOKI
Cuore amore errore disintegrazione
Etichetta; La tempesta
ascolta in anteprima alcuni brani del disco su
http://www.myspace.com/uochitoki
E' il settimo questo disco che Rico e Napo sviluppano e creano assieme, il sesto con il vuotissimo nome “Uochi Toki”, il secondo che esce per il collettivo di artisti denominato “La Tempesta Dischi”.In questo album gli Uochi Toki hanno deciso di mettere mano ad una delle tematiche più attraversate dalla musica di tutti i tempi, ovvero l'Amore, componendo un disco di love songs che strabordano di emotività e sentimenti assolutamente non lineari.
www.myspace.com/uochitoki
Vadoinmessico are a 5 piece band from several corners of the Earth residing in London and playing beautiful, nostalgic psychedelic freak-folk. Giorgio (from Italy), Salvador (from Mexico) started the band and were soon joined by banjo player Stefan (from Austria) and Alessandro (also Italian), and their English drummer Joe. www.facebook.com/vadoinmessico www.myspace.com/vadoinmessico
Il quartetto trance rock californiano formato da Omar Ahsanuddin alla batteria, Dusty Jermier al basso, Nash Whalen all'organo e Erik "Ripley" Johnson alla chitarra e voce approda in Italia per presentare il nuovo album WEST miscela di rock'n'roll fortemente influenzato dallo sperimentalismo della psichedelia, dal rock elettrico anni 70 e dallo space rock.
West segna il primo vero album registrato in studio, con l'aiuto di un produttore (Phil Manley). Tutti i lavori precedenti erano stati infatti registrati dalla band in maniera più primitiva nella loro sala prove. Questo nuovo lavoro è stato registrato e mixato in 6 giorni presso i Lucky Cat Studio di San Francisco e masterizzato a New York. Il tema centrale di West, come si evince dal titolo, è il West americano con tutta la mitologia, il romanticismo e l'idealismo che comporta.
Parte del mito del west risiede nella possibilità di reinventarsi, di rinascere, di avere una seconda opportunità e questo tema è anche il tema centrale dell'album.
La musica della band è una costante esplorazione, summa di diverse influenze e tensioni. Un'avventura e un viaggio imprevedibile, letterale e metaforico, verso la vastità. Le voci quasi fantasma vengono oscurate dalle chitarre e dagli altri strumenti, rendendole misteriose e enigmatiche. Miscelando la pschedelia fine '60 e primi '70, con lo space rock di Spacemen 3, e il suono elettrico di Neil Young, i Wooden Shijps creano un suono moderno e originale che li distingue nettamente dalle altre band in circolazione e dalle mode passeggere.
Il debutto omonimo del 2006 ed i singoli che lo precedettero (ma anche quelli che ne seguirono, di cui uno ricercatissimo - e fuori catalogo – per Sub Pop) fecero gridare al miracolo gli appassionati dei suoni seventies e della psichedelia. Nel 2009 è stata poi la volta di Dos, secondo capitolo di questo pellegrinaggio della mente, in cui il quartetto si è spinto ancora oltre le volte psichedeliche del debutto confermando le alte aspettative di pubblico e critica e polverizzando il formato canzone in una performance esteticamente impeccabile, legata sì ad un immaginario antico, ma capace di guardare con turbolenta speranza ai viaggi di domani.
Il suono dei Wooden Shijps fonde in una miscela originale e riuscitissima il garage gelido dei primi Echo and the Bunnymen con il punk solare di Scientist, allusioni krautrock con l'organo ossessivo alla Suicide, echi di Velvet Underground con l'oscuro e misterioso rock lisergico giapponese di band come Les Rallizes.
Un mix visionario è il risultato sonoro di questi quattro corrieri cosmici californiani, capaci di trasportarvi nei luoghi più reconditi della mente e nei panorami sonori più inediti e dirompenti. www.woodenshjips.com www.myspace.com/woodenshjips