SLANG MUSIC
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ALBERT HERA, una delle voci più belle e versatili della scena sperimentale italiana, notissimo in Europa per il suo particolarissimo modo di cantare, utilizza infatti il canto difonico, una delle tecniche più difficili usata dai monaci tibetani, portata al successo dal grande Demetrio Stratos e Bobby Mc Ferrin, che consente di cantare fino a tre note contemporaneamente. Albert Hera, stupisce nelle sue performance per la qualità e la ricchezza della sua anima. È il realizzatore del portale Voiceart, un portale dedicato alla voce, pieno di grandi risorse. www.alberthera.com
L’anno scorso, la rivista “Blues Revue” classificando il cd di Andy J.Forest “Letter from Hell”, lo ha definito come uno dei 15 cd che in 15 anni hanno dimostrato che il blues è vivo e si sta evolvendo. Poliedrico artista, armonici-sta, cantante, chitarrista, ma anche attore, testimonial pubblicitario, songwriter, scrittore e anche pittore, vanta delle credenziali note-voli nel suo curriculum. Apprende le prime lezioni di armonica ascoltando dal vivo Sonny Terry, Walter Horton, Charlie Musselwhite e Rod Piazza quando era ancora un teenager. Inizia però realmente a suonare a New Orleans nei primi anni ‘70, esibendosi con James Booker, Earl King, John Mooney, Antonie Domino, Billy Gregory e altri musicisti locali con i quali da vita ai “Radiators and the Subdudes”. Inizia quindi la sua carriera professionale all’età di 22 anni dimostrando un stile unico fin dagli inizi. Le sue esibizioni dal vivo, molte delle quali in importanti festival, gli hanno dato l’oppurtinità di aprire i concerti per B.B. King (7 volte), Albert King, Albert Collins, Canned Heat, Magic Slim, Robert Cray, Stevie Ray Vaughan, Buddy Guy & Jr. Wells, Clarence “Gatemouth” Brown, J. Geils & Magic Dick, Terrance Simieon, Otis Grand, The Blind Boys of Alabama, Johnny Copeland, Roy Rogers, John Hammond, Melvin Taylor, Duke Robillard e Johnny Winter. Nel 1989, al Montreaux Jazz Festival, B.B. King chiede la sua presenza durante una jam session con Bobby “Blue” Bland, Joan Baez (!) e Luther Allison; la stessa estate lo inviterà per una jam con Jeff Healy al Pistoia Blues Festival, in Italia. Andy ha l’opportunità di suonare anche con Champion Jack Dupreee per un intero set e, con Otis Rush Band, mentre vengono ripresi dalla televisione nazionale italiana (RAI). Altri illustri musicisi hanno avuto Andy sul palco con loro inclusi: Taj Mahal, Screamin’ Jay Hawkins, Matt Murphy, James Cotton, Walter “Wolfman” Washington, Jimmy Johnson, Sugar Blue, Willy DeVille, Louis Meyers, Johnny Heartsman, Bernard Allison, The Memphis Horns, Johnny Shines and John “Juke” Logan e anche molti festival hanno contato la sua presenza. Si è infatti esibito al New Orleans Jazz and Heritage Festival una dozzina di volte dal 1983, al King Biscuit Festival, Trois Rivieres, Ottawa Blues Festival, Al Montreux Jazz Festival nel 1989, Cognac Blues Passions, Antwerpe Parkblues Festival, Amsterdam Blues Festival, Tamines, Beermem Blues Festival, More Blues Festival, Gulf Shores Shrimp Festival, Lokerse Feesten, Pistoia, San Remo, Nantes-Rendezvous dans l’Erdre, Lugano Blues to Bop ‘94, ‘96 & 2000, Sherbrooke Blues Festival, Windsor International Festival, Montremblant and molti altri in Francia, Italia e Canada. Andy diventa anche molto conosciuto attraverso la rete televisiva mondiale, che trasmette parte dei suoi concerti, e delle sue interviste, in occasioni importanti. Due suoi concerti per il “Lugano Blues to Bop Festival” vengono ripresi dalla televisione nazionale svizzera nel 1994 e nel 1996; una famosa televisione canadese fa apparire Andy J Forest Band sulle sue reti e anche la BBC trasmette Andy per il “Jazz me Blue” e, per ultimo, la rete televisiva italiana trasmette dei suoi pezzi in programmi quali “D.O.C.”, Jeans, Roxy Bar, MTV, Pickwick, San Remo Blues Festival e Ravenna Blues festival con B.B. King, Charles Brown e Tribute to Muddy Waters. Non è solo un virtuoso dell’armonica ma anche un fertile scrittore e un bluesman autentico, ha scritto oltre 100 canzoni, la maggior parte di blues e definite da un New Orleans Style, e ha disseminato nell’arco di venticinque anni numerosi dischi. Una discografia che testimonia bene la crescita di questo musicista che alla formidabile tecnica strumentale unisce grandi capacità espressive, ironia, forza comunicativa e un carattere esplosivo: doti che sul palco rendono ogni suo concerto un evento da ricordare. Dopo essere stato nominato in 2 categorie per una breve storia e un poema al William Faulkner Society Awards, Andy ha scritto una novella “Letter from Hell”, la storia di una blues band di New Orleans che finisce all’Inferno, pubblicata nel febbraio del1999 in inglese, in italiano dalla Pedragon e in francese dalla prestigiosa Gallimard Editions, e accompagnata da un cd che ne è la colonna sorona. La rivista Off Beat ha classificato 2 cd di Andy come i “migliori” delle produzioni della Louisiana nel 1999. Dopo il popolare successo di “Sunday Rhumba”, Andy chiede un’altra volta a Anders Osborne di produrre il suo nuovo cd “Deep Down Under (in the Bywater)” registrato per Appaloosa Records, nel quale ritroviamo delle canzoni scritte da lui. Questo è un prodotto che si può definire “realizzato con le sue mani”, ha fatto dei cori in alcune canzoni, ha suonato la chitarra e il basso in un altro paio e anche la batteria. Questo “live” registrato in studio, ci riporta a i vecchi sound ma l’inclinazione delle canzoni, sofisticamente e liricamente, si estendono ad un territorio più fresco. “...le voci dominanti sono quelle delle varie harmoniche di Andy con le quali si schiera nella più alta destrezza” dice Keith Spera, scrittore musicale per il The Time Picayune. Nel prossimo tour estivo presenterà il suo nuovo album “Real Stories”, realizzato interamente in America con il trio italiano e prodotto da Anders Osborne. Questo trio composto da Heggy Vezzano, Luca Tonani e Pablo Leoni è la band migliore che Andy abbia mai trovato in Europa, ormai sono “on the road” da diversi anni, affiatatissimi, grintosi e precisi tanto da potersi esibire in qualsiasi contesto. Sicuramente riusciranno a coinvolgere anche il pubblico più difficile ed esigente, ogni concerto è una riprova della loro bravura. www.myspace.com/andyjforestband
Angelo Leadbelly “Rossi” (I) The original One Man Band E' una grande responsabilità per un musicista portare il soprannome che fa riferimento ad un bluesman del passato e Angelo “Leadbelly” Rossi ha scelto di ispirarsi proprio a lui. La scelta non è casuale, Angelo nel suo essere musicista di blues, ha stati d'animo molto vicini al suo mentore. Con la stessa enfasi assume sembianze di songster. Proponendo una musicalità versatile che pesca anche nella tradizione acustica bianca, unita a doti di intrattenitore, divertente ed ironico; sa concentrarsi sul drammatico ed evocatico blues del delta, sa esternare l'emozionante espressività sacra del gospel. Il tutto è messo in atto da un canto che gli permette di passare da toni aspri e lamentosi, a quelli più dolci, accompagnandosi con le sue chitarre, armonica e kazzo, suonati con la stessa istintività e purezza del canto.
www.myspace.com/leadbellyrossi
il bassista Gerry McAvoy, il batterista Ted McKenna ed il chitarrista Marcel Scherpenzeel. Tutti musicisti che hanno condiviso il palco con il grande chitarrista irlandese scomparso prematuramente.
Sarà un set particolarmente sentito dedicato ad un artista che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia rock e del blues.
http://www.bandoffriends.eu http://www.facebook.com/Gerry.McAvoys.BoF
Vincitore di numerosi Grammy & WC Handy Award, Joe Louis Walker è uno dei più prestigiosi artisti del panorama blues mondiale dei nostri tempi. Ha registrato con nomi come BB King, , James Cotton, Bonnie Raitt, Taj Mahal, Huey Lewis, Branford Marsalis, Steve Cropper, Shemekia Copeland ed Ike Turner, vantando di una discografia che conta 19 album come solista, 2 Dvd live ed incalcolabili compilations e apparizioni come special guest. Joe Louis Walzer continua ad oggi ad incidere e fare tournee in tutto il mondo ed è riconosciuto nel panorama del blues come una autentica leggenda vivente. E come direbbe Mr. Joe Louis Walker stesso: “Il bello deve ancora venire!”. www.myspace.com/joelouiswalker
KAY FOSTER JACKSON la voce dell'anima KAY FOSTER JACKSON è cantante di colore proveniente da Atlanta(Usa), già voce solista del gruppo “Burning Bush”, ensemble gospel originario dello stato della Georgia, con il quale ha effettuato un tour in Italia nell'estate 1997. Ancora bambina Constance, questo il suo vero nome, entra nella corale giovanile di Campbelton, palestra ideale per la formazione di giovani cantori, i migliori dei quali diventano componenti del coro della parrocchia, del quale lei è attualmente voce solista. Tra le sue partecipazioni piu' significative in Europa sono il Piazza Blues(Svizzera), Narcao Blues in Sardegna, Soul & Blues Festival (Bologna), Soul i colori dell'anima (Foggia), Universiadi'97 (Sicilia), Bergamo Blues & Gospel Festival ed altre rassegne di blues e jazz, oltre al più recente festival Gospel:Ritmo Divino, nella provincia di Bergamo, che l'ha vista letteralmente trionfare ad ogni concerto. Kay Foster Jackson è disponibile anche con il Coro Anghelion e la sua band, in diverse situazioni che la vedono interprete di gospel, spirituals o blues e standard di jazz. La sua discografia non è copiosa come probabilmente meriterebbe. L'ultimo suo lavoro discografico è il Cd “Hold On”, prodotto da Music On, testimonianza probabilmente ormai poco attendibile, in quanto Kay Foster Jackson ha, nel frattempo, affinato le sue doti canore e raggiunto una maggiore maturità artistica. In esso è accompagnata dal pianista Giovanni Guerretti ed ospita il Coro Anghelion e la Four Friends Band. KAY FOSTER JACKSON-voce GIOVANNI GUERRETTI-pianoforte www.kayfosterjackson.com
PASOLINI SCRIVE di LINDA
La potente e inconfondibile voce black di Linda, giovane artista marchigiana, terza classificata alla 54ª edizione del FESTIVAL DI SANREMO, torna a farsi sentire più grintosa che mai con il nuovo singolo: PASOLINI SCRIVE.
Il suo nuovo lavoro, ricco di spunti di riflessione, si pone a giusto coronamento di un impegnativo percorso privato ed artistico che viene da lontano e vuole arrivare lontano.Nota al grande pubblico grazie alla canzone Aria, sole, terra e mare presentata in occasione della kermesse sanremese, Linda, attraverso la sua musica, si è fatta portavoce di un necessario ritorno all'essenza delle cose, cantando il bisogno di tornare ad una dimensione più vera, autentica della vita.Da allora Linda, sempre coerente con il progetto intrapreso e forte dei suoi valori, è cresciuta regalando emozioni indelebili all'insegna di un costante impegno sociale anche nel privato. Ricordiamo l'interpretazione del tema centrale di Chicken little, film d'animazione Disney: un invito a credere fermamente che domani sarà un giorno migliore e ad avere sempre fiducia in se stessi.
Ricordiamo anche le esibizioni davanti al Santo Padre, Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI poi, e le partecipazioni alla Giornata Mondiale della Gioventù a Bari, Loreto e Colonia.Ed è proprio ai giovani che, oggi, Linda intende rivolgersi con il suo nuovo singolo Pasolini Scrive, brano che fa parte di una nuova opera, consapevole e dalle tematiche fortemente sociali in uscita nei prossimi mesi.
Da sempre lontana dal mondo dei figuranti dalla bellezza stereotipata e spesso senza personalità, l'artista ha ora deciso di mettere il suo talento al servizio di una profonda riflessione sulla società contemporanea; intende rivolgere un appello alla sua generazione, cantando a piena voce il disagio, il vuoto esistenziale, la paura.Con questo brano Linda chiama in causa l'intellettuale scomodo, il poeta più discusso e controverso del secondo dopoguerra, lo scrittore corsaro, il poeta visionario capace di scardinare ogni convinzione gettando un raggio di verità sul mondo.
Il canto di Linda però non vuole limitarsi a provocare: vuole lanciare un messaggio di forza, di speranza. La sua “generazione sfortunata” può davvero cambiare nome, “cercando dentro di sé il coraggio di riempire il vuoto esistenziale e rompere il silenzio che ci assale”.
Il nuovo singolo di Linda è un brano intenso, graffiante come la sua voce. Vola verso l'alto Linda, come cantava in Aria, sole, terra e mare.
www.myspace.com/lindavalori
Texano di San Antonio ha registrato sei dischi (tutti per la DixieFrog), questo dovrebbe essere il settimo: i primi due (a inizio anni '90) furono trattati particolarmente bene da Rolling Stone con resoconti da 4 stellette e la sua candidatura alla poltrona lasciata vacante da Stevie Ray Vaughan, come tanti prima, durante e dopo. La sua musica è un misto di Texas Blues-rock, atmosfere vagamente roots e intrise di swamp rock e voodoo, la voce roca e vissuta, sempre più segnata dalle intemperie della vita e una notevole abilità alla chitarre, acustiche, elettriche e resonator oltre che che a SRV lo avvicina al compianto John Campbell (un musicista poco noto al grande pubblico ma assai considerato dai colleghi musicisti e da noi appassionati). http://www.nealblack.net/
Nata a Catania, vicentina d'adozione, Patrizia Laquidara è considerata dalla critica una delle voci più belle del panorama italiano. Un talento eccentrico ed eclettico che per Musikè presenterà una selezione di brani tratti dai suoi ultimi album: Indirizzo portoghese, Funambola, Il canto dell'anguana. Proprio con Il canto dell'anguana Patrizia Laquidara si è aggiudicata la Targa Tenco 2011 per il miglior album in dialetto: un disco, infatti, cantato interamente in dialetto vicentino. Questo originalissimo progetto discografico è nato dal desiderio di dar voce a una figura mitologica della tradizione popolare veneta: l'anguana, creatura legata all'acqua, a volte rappresentata come una giovane donna seducente, altre volte come un essere per metà donna e per metà rettile o pesce (il dialetto veneto conserva il detto Sigàr come n'anguana, “gridare come un'anguana”), altre volte ancora come una figura notturna e spettrale, che si dilegua prima che la si possa riconoscere in viso. «Un viaggio musicale che non lascia spazio alla nostalgia, ma anzi – spiega la cantautrice – vuole risuonare con esperienze musicali e vocali che abbracciano le culture popolari del Mediterraneo, incrociando le rotte erranti di Ulisse».
Patrizia Laquidara si è aggiudicata il premio della critica al Festival di Sanremo del 2003, dopo aver vinto il premio alla miglior voce e alla miglior composizione e il premio della critica al Festival di Recanati del 2002. Vanta collaborazioni prestigiose, tra cui la colonna sonora per il film Manuale d'amore, scritta con Paolo Buonvino e nominata al David di Donatello nel 2005. Insieme allo storico Emilio Franzina ha affrontato il repertorio dei canti dell'emigrazione italiana, portando in Italia e all'estero spettacoli come Veneto Transformer ed Esuli profughi rifugiati, in una parola: Migranti.
La voce di Patrizia Laquidara sarà accompagnata dal pianista Alfonso Santimone, musicista e compositore dal tocco visionario che vanta innumerevoli collaborazioni, tra cui spiccano quelle con Paolo Fresu, Tony Scott, Gianluca Petrella, Robert Wyatt, Marc Ribot, Harold Land, John Clark, Ares Tavolazzi, Enzo Favata, Jessica Lurie, Chris Speed. Santimone fa parte del collettivo di musicisti “El Gallo Rojo”, etichetta discografica indipendente che sempre più si sta affermando sulla scena nazionale e internazionale.
www.patrizialaquidara.it - www.myspace.com/patrizialaquidara - www.myspace.com/anguana
Tra New Orleans e le strade tracciate dagli Allman Brothers uscirà a maggio il primo lavoro discografico dei Royal Southern Brotherhood. Una superband in bilico tra rock-blues, R&B, soul e atmosfere del sud degli USA, che mette in campo un ensemble di stelle diverse tra loro ma accomunate come spesso è accaduto dall'attrazione verso i colori di New Orleans.
Cyril Neville vincitore del Grammy con i Neville Brothers, cantante, perrcussionista, poeta fa da collante tra le chitarre infuocate di Devon Allman (si il figlio di Greg e il nipote di Duane Allman) e di Mike Zito in lizza proprio quest'anno ai Blues Music Awards con il suo ultimo album solista.
Basterebbero i nomi dei tre leader ad alimentare l'attesa di questa uscita discografica ma si è voluto esagerare e la sezione ritmica è formata dall'eccezionale bassista Charlie Wooten e dal batterista Yonrico Scott, uno che negli ultimi anni ha picchiato i tamburi per Derek Trucks e Greg Allman.
www.royalsouthernbrotherhood.com