WAY OUT EVENTI
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WAY OUT eventi - Tel. 06/71350403 - Ostiense, 60/D - 00134 Roma info@wayouteventi.it - www.wayouteventi.it www.myspace.com/wayouteventi
BIOS ANTHONY B Il rispetto del legame con líAfrica e con quelli che sono i dettami della tradizione ereditata da Marcus Garvey, vedono in Anthony B, vero nome Keith Blair, uno degli esponenti di punta. Crescendo in un quartiere come quello di ìTrelawnyî di Clarks Town (famoso per essere stato il quartier generale dei ìMaroonsî, guerriglieri che rifiutavano il sottostare al dominio inglese), la voglia di libert‡ e di affermazione delle proprie radici e della propria cultura sono sempre state per Anthony B uno dei principali motivo conduttori della propria esistenza. Sua nonna sin da piccolo lo indirizzÚ al canto entrÚ cosÏ a far parte del coro della chiesa (come altri grandi del reggae quali Bob Marley, Peter Tosh, Twinkle Bros. e tanti altri). Tutto questo per dire che ci si trova di fronte ad un vero fenomeno che pone un energia profonda nella musica e nelle cose in cui crede e che per apprezzare fino in fondo bisogna vederlo in azione su di un palco ed assistere ad uno dei suoi indimenticabili live-show!!. www.anthonyb.com
Ayo - Joyful Tra le eccellenti sorprese di questa fine estate, merita particolare attenzione Joyful, l'album d'esordio della giovane Ayo. Nata in Germania, Ayo entra in contatto con la musica molto presto anche grazie al padre di origine nigeriana che occasionalmente lavorava in alcuni club come DJ. Fin dalla sua infanzia la ragazza dimostra un particolare interesse al violino e al piano, prima di scegliere definitivamente la chitarra. È ormai appurato che per un artista la pubblicazione di un primo album non è per niente semplice. Per Ayo, il cui nome nel dialetto yoruba significa gioia, è stata una vera e propria catastrofe. Costretta a recarsi a New York per dare la luce al suo primo disco, la cantante si rende subito conto di non essere ancora pronta per la realizzazione del suo sogno. Ci vorranno, infatti, alcuni mesi prima che l'artista inizi le registrazioni di Joyful. L'album contiene 12 tracce realizzate al fianco di Dizzy Gillespie, già collaboratore di Norah Jones e di Herbie Hancok. Totalmente prive di effetti sintetici le tracce di Joyful non fanno comunque parte di un concept-album. La cantante ha preferito trasportare semplicemente su supporto audio, l'ambiente tipico dei suoi concerti, un luogo molto intimo dove la sobria formula chitarra-voce diventa molto efficace. Per quanto riguarda un pò più da vicino i brani, la musicista utilizza il suo caldo timbro vocale per parlarci della vita, dell'amore, dei sentimenti o più in generale del tempo che scorre inesorabilmente. www.ayo.com.au www.myspace.com/ayosound
Il nuovo fenomeno reggae 2008 viene dalla Francia e si chiama Dub Incorporation. Due album e più di 150 concerti all'attivo in tutta Europa, protagonisti indiscussi dei più importanti festival reggae europei (Summerjam, Fuzion et Chimsee in Germania, Paleo, Caprices, Creamfield et Sagres in Portogallo, Boul'vart a Casablanca, Couleur Café in Belgio solo per citarne alcuni), i Dub Inc vantano già numerose collaborazioni con stelle del panorama reggae internazionale del calibro di Tiken Jah Fakoly, Steel Pulse, Omar Perry. L'uscita del nuovo album “Afrikya”, prevista a livello europeo per aprile 2008, viene accompagnata da una nuova tournée che farà sbarcare il nuovo fenomeno lionese finalmente anche in Italia. Impedibili. Website: www.myspace.com/dubincorporation
Erikah Badu Erykah Badu (vero nome Erica Wright) è nata a Dallas, Texas, il 26 febbraio 1971. Il suo primo approccio con la musica risale ai tempi in cui, con suo cugino Free, aveva messo su un duo chiamato semplicemente ErykahFree, che saltuariamente suonava nei locali della città, ma è stato nel 1994 che è avvenuto l'incontro che avrebbe cambiato la sua vita. D'Angelo infatti l'aveva notata (lui intanto stava lavorando al suo album di debutto BROWN SUGAR) e presentata al suo manager Kedar Massenburg. Massenburg di lì a poco avrebbe fondato la sua etichetta Kedar entertainment e messo sotto contratto Erykah. Nel frattempo ha anche trovato il tempo di collaborare con i Roots per la canzone premiata con il Grammy Award, “You got me”; con Guru per l'album JAZZMATAZZ: STREET SOUL con la canzone “Plenty”; con gli Outkast nel loro album STANKONIA con la canzone “Humble mumble”; con Common per la colonna sonora del film BAMBOOZLED nel remix di “The Light”, (e offrendo alla stessa soundtrack la sua canzone “Hollywood”) e nel tributo a Bob Marley, CHANT DOWN BABYLON del '99 con “No More Trouble”. E' poi dell'estate '99 la pubblicazione del singolo “Southern gal” (con Rahzel dei Roots), preludio alla pubblicazione del tanto atteso nuovo album; ma Erykah Badu ha rinnegato questo singolo, facendone uscire un altro nell'ottobre 2000, ovvero “Bag lady”, vera anticipazione al nuovo album MAMA'S GUN. www.erykahbadu.com
I Morgan Heritage sono uno dei gruppi piu' importanti della scena new roots jamaicano e sono molto conosciuti ed apprezzati in Italia anche grazie alle loro numerose apparizioni dalle nostre parti: li abbiamo gia' visti varie volte proprio anche al Rototom Sunsplash. La caratteristica della band e' che i loro componenti Una, Peter, Gramps, Luke e Mister Mojo sono cinque fratelli e figli del cantante jamaicano Denroy Morgan (come e' noto altri tre figli di Denroy costituiscono gli L.M.S.) e che formano un vero e proprio gruppo che e' in grado di comporre, arrangiare e produrre il proprio materiale (oltre comunque a fornire servigi ad altri produttori) ed a produrre brani di altri artisti. Nel 2003 esce 'Three into one', un ottimo album con cui i Morgan Heritage cercano una maggior apertura commerciale senza agire a scapito della grande qualita' della loro musica. Lo scorso anno e' uscito 'Full circle', un magnifico album con cui la famiglia reale del reggae dimostra di avere grande potenziale lavorando con i nuovi personaggi della scena giamaicana come per esempio il produttore Don Corleon per cui hanno registrato le notevoli 'Your best friend' e 'Tell me how come', entrambe presenti in 'Full circle'. Dalle ultime voci la prossima mossa di Morgan Heritage potrebbe essere un nuovo CD live registrato durante il tour mondiale 2005. www.morganheritagemusic.com -
Dopo quasi venti anni di attività, le RADICI NEL CEMENTO danno alle stampe il primo disco live: un vero e proprio documento, frutto di varie riprese effettuate durante il tour 2010, a testimoniare tutta la carica di "good vibes" che lo storico gruppo reggae romano è in grado di sprigionare dal vivo!
Nati nel 1993, Le Radici Nel Cemento si muovo tra roots-reggae, venature dub e aperture rocksteady e ska. Il loro nome vuole essere una metafora della memoria storica della società: è necessario ricordare il passato per capire in che modo affrontare il futuro o, detto in altri termini, “più in profondità scavano le radici, più in alto arriveranno i rami dell'albero”.
Proprio in questa ottica, i RADICI NEL CEMENTO raccolgono in “FIESTA!” tutte le loro vecchie hit più l'inedito “L'acqua” e una memorabile rivisitazione di “Fiesta!” dei Pogues: un momento di riflessione, una pausa per raccogliere le idee, fare il punto della situazione e continuare a fare musica con sempre rinnovata energia! www.radicinelcemento.it www.myspace.com/radicinelcementospace
Molta gente si sorprese quando nel marzo 2007 il lungamente atteso album del debutto di Stephen Marley “Mind Control” (Tuff Gong/Ghetto Youths/Universal Republic) finì al primo posto nella classifica degli Album Reggae; dopo tutto, nel corso degli anni Stephen aveva portato la sua eccellenza nel cantare, scrivere e produrre brani ad altri progetti della famiglia Marley, tra cui due album del fratello minore Damian vincitori di un Grammy Award, e ciò praticamente garantiva che "Mind Control" avrebbe rappresentato una prova ragguardevole. Ed è stato davvero così: “Mind Control” , auto-prodotto, è quel raro insieme che raggruppa una serie coerente di stili differenziati, ciascuno rilasciato con uguale professionalità e competenza. Se Stephen è il rivoluzionario roots rocker che denuncia la schiavitù mentale, come si capisce già dal titolo dell'album, un prigioniero indignato che contesta il fatto di essere stato condannato alla prigione per il possesso di marijuana nel blues "Iron Bar", un romantico abbandonato che anela una pausa in "You're Gonna Leave " o di un irresistibile trascinatore della retro-dancehall che sfoggia le sue doti mic in "The Traffic Jam", ogni brano di "Mind Control" conferma la sua squisita bravura come cantante incisivo, versatile autore di testi e strumentista completo, riconosciuto nel contempo produttore geniale.
E non sorprende l'universale plauso della critica che ha accompagnato l'uscita di “Mind Control” : Interview Magazine lo ha chiamato “un vero capolavoro, forse la migliore performance della progenie Marley” , mentre Entertainment Weekly lo ha salutato come “Il miglior album Marley di una generazione. "Mind Control" è stato insignito del Grammy 2008 per il miglior Album Reggae, mentre la versione unplugged "Mind Control-Acoustic" è stata onorata dallo stesso premio nel 2010, portando a sette il numero totale dei Grammy Award di Stephen guadagnati dai diversi ruoli negli assortiti progetti della famiglia Marley, un numero record per un artista giamaicano. Raggiungere tale padronanza non è accaduto in una notte, ma Stephen è gratificato per il tempo che ci è voluto: "Io credo che bisogna lottare per raggiungere la grandezza e ci sono voluti molti sacrifici per ottenere queste cose", spiega. "E' come un esercizio, non si può semplicemente sentirsi in forma, bisogna lavorarci su. E la stessa cosa avviene con la musica: se viene facile, va anche facile, così apprezziamo davvero gli anni, il tempo che ci abbiamo messo, il tempo che abbiamo messo in questa cosa. Ciò che avviene al di fuori di questo, non lo darei per scontato o garantito. "
Secondo figlio di Bob and Rita Marley, Stephen è nato il 20 aprile del 1972; inizia la sua precoce carriera a sei anni, cantando, ballando e suonando alle percussioni con i suoi fratelli nel gruppo The Melody Makers, il cui primo singolo “Children Playing In The Streets” venne prodotto dal padre nel 1979 per la Tuff Gong, l'etichetta fondata da Bob alla fine degli anni '60. Proprio come suo fratello maggiore Ziggy, Stephen fa le sue prime esperienze osservando suo padre. Quando è ancora un adolescente è assistente alla produzione degli album dei The Melody Makers, inclusi i tre album “Conscious Party” (Virgin Records, 1989) “One Bright Day” (Virgin Records, 1990) e “Fallen Is Babylon” (Elektra Entertainment, 1998). vincitori del Best Reggae Album Grammy.
Nel 1993 Ziggy e Stephen fondano la Ghetto Youths International per avere un mezzo di controllo sulla propria musica e per dare una mano a musicisti esordienti. La prima fatica di Stephen come produttore solista per la Youths International comprende l'ultimo album della nonna , Cedella Booker, "My Altar", seguito nel 1995 dal singolo di Ziggy Marley e The Melody Makers "To Do" e quello del fratello minore Damian "10.000 Chariots". Entrambi singoli di successo nelle classifiche giamaicane, che hanno generato un grande entusiasmo attorno alla fruttuosa e crescente esperienza di Stephen come produttore.
Nel 1996 Damian debutta con l'album “Mr. Marley”, per la Ghetto Youths, e la distribuzione negli U.S. Viene curata dalla Tuff Gong/Lightyear. Stephen suona diversi strumenti e scrive la maggior parte dei brani, oltre a produrre “Mr. Marley”. Insegna anche ha suo fratello minore come “cavalcare un riddim” ed ha rappresentato un incomparabile mentore nella trasformazione drammatica di Damian da inesperto adolescente pieno di speranze in un artista fiducioso, promettente, di successo.
Il primo progetto che porta le capacità di Stephen nella produzione all'attenzione mondiale è stato “Chant Down Babylon”, in cui egli audacemente manipola gli inediti originali di suo padre dalla sessione Island Records anni '70, congiungendoli in duetti
con hip-hop e artisti R & B, aggiornando gli one-drop rhythms riccamente strutturati dei Wailers con un assortimento di campioni, loops e overdubs.I risultati spaziano dall'accoramento sincero dell'ultimo Guru in "Johnny Was" ai Busta Rhymes, street version del reverenziale "Rasta Man Chant", al roco hard rock di Aerosmith di Steven Tyler e di Joe Perry in "Roots Rock Reggae". “Chant Down Babylon” raggiunge il suo obiettivo di portare la musica di Bob verso una nuova generazione di fan, guadagnando una Grammy nomination; viene dichiarato Disco d'Oro dalla Recording Industry Association of America e ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo.
L'hip-hop di Stephen ha influenzato i ritmi dancehall rendendo molto più fluido e complesso l'album di Damian “Half Way Tree” (Ghetto Youths/Motown) con una spettacolare crescita messa in pratica da ambedue, produttore ed artista. Stephen ha dimostrato pari destrezza nella creazione di robusti ritmi roots reggae, atti a sostenere il flusso vocale di Damian, ben congegnato e privo di interruzioni, arricchito da testi sostanziali. “Half Way Tree” ha raccolto numerosi successi in Giamaica e in ambiente internazionale , inclusi “More Justice” e “It Was Written” (con Capleton) e ha vinto nel 2002 il Grammy per il Miglior Album Reggae.
Stephen ha prodotto e prestato la sua voce al singolo di Damian “Welcome To Jamrock”, la più grande canzone reggae del 2005. Basato su una effervescente bassline di Robbie Shakespeare, presa da un successo del 1985 di Ini Kamoze, “World A Reggae Music”, “Welcome To Jamrock”, ossessionante, crudo ritratto della Giamaica, divenne presto un inno che attraversa tutta l'sola e va in onda su tutte le radio americane. Stephen aveva quasi terminato “Mind Control” al momento dell'uscita di “Jamrock”, ma per massimizzare l'impatto del successo del singolo sul mercato internazionale, il completamento del terzo album di Damian ebbe la precedenza sul suo programma di produzione. Uscito nel settembre 2005, “Welcome To Jamrock” (Tuff Gong/Ghetto Youths/Universal Republic) entrò nella classifica dei Top 200 album al 7° posto, un vero record per una artista reggae. Venne dichiarato Disco d'Oro e vinse l'edizione 2006 del Best Reggae Album Grammy, mentre il singolo venne premiato per la Best Alternative Hip Hop performance, ancora un primato per un artista giamaicano.
Nel frattempo, il successo di “Welcome To Jamrock” aumentava l'attesa che circondava l'uscita della fatica da solista di Stephen e quando “Mind Control” finalmente arrivò, ebbe una attenzione più grande di ogni altro album di qualsiasi membro della famiglia Marley di recente memoria. Registrato presso il Marley Music studio a Kingston e il Marley Lions Den studio a Miami, l'organica mescolanza di elementi eclettici che sfidano ogni categorizzazione di “Mind Control” sorprese molti ascoltatori che associavano il nome Marley esclusivamente alla musica Reggae. “Mind Control è un album illuminante, edificante per il pensiero e per lo spirito “ dice Stephen, riflettendo sul suo debutto. “Secondo me si tratta di una incisione molto bilanciata, puoi trovarci alcuni messaggi sociali, alcuni messaggi spirituali e alcuni messaggi personali, c'è lì qualcosa per ognuno” .
All'inizio del 2010 Stephen ha prestato la sua voce a due pezzi nell'apprezzato album di Damian Marley e Nas “Distant Relatives” (Ghetto Youths/Universal Republic/Island Def Jam), il duro “Leaders” e il devoto “In His Own Words” e ha prodotto un terzo brano, “Patience”. Damian all'inizio voleva guidare la produzione dell'album, ma Stephen ha giocato quello che ambedue i Marley descrivono come un “ruolo da grande fratello”. “ Bene, ciò significa che io sono il maestro, così in genere se sento qualcosa che non suona tanto bene, devo dire che deve essere cambiata” afferma Stephen riguardo al suo coinvolgimento con “Relatives”. “Il fatto è che sono il suo fratello maggiore e devo guidarlo in qualche modo.”
Mentre Stephen si è fatto una formidabile reputazione navigando tra diversi generi musicali, il suo secondo album, finora ancora senza titolo e che dovrà uscire entro il 2011, segna un ritorno alle radici reggae, perché “questo è proprio il modo in cui le canzoni mi sono venute fuori” spiega. “Dovendo fare dei tour, sono stato là fuori per tre anni, così ho scritto molto materiale nuovo per me e per la gente intorno a me, questo album è davvero forte, con alcuni brani politici molto forti. Non ero così eccitato per “Mind Control” quanto lo sono per questo album” si entusiasma Stephen”. “Non lo abbiamo pianificato, è venuto naturalmente e talvolta le cose escono meglio in questo modo.” www.myspace.com/stephenmarley
La compilation “Best Of Sud Sound System” (distribuita da Universal Music) racchiude i brani più significativi degli ultimi dieci anni di carriera della band salentina, estratti dagli album “Lontano”, “Acqua Pe Sta Terra”, “Dammene Ancora” e “Ultimamente” a cui si aggiungono gli ultimi singoli di successo “Orizzonti” (in collaborazione con il Dj Riva Starr) e “Beddhra Carusa”, (in collaborazione con Ludovico Einaudi).
Arricchiscono la playlist due brani inediti: “Vola Via” e il “Mai Come Ora” featuring Rubens, oltre al remix del brano più popolare dei Sud Sound System “Le Radici Ca Tieni”, rivisitato e reinterpretato insieme al gruppo giamaicano T.O.K., a riconferma dell'amicizia, dei valori di condivisione e rispetto fra differenti culture, rinforzando il ponte tra la Giamaica e il Salento.
È in uscita il primo romanzo scritto da Nando Popu “Salento Fuoco e Fumo” (Edizioni Laterza). La musica, il mare e una banda di fanatici delle due ruote. Una sgangherata famiglia e uno sporco, sporchissimo affare di rifiuti tossici da districare: il Salento raccontato dalla voce storica dei Sud Sound System.
www.sudsoundsystem.eu
Il pioniere del trip-hop ed ex-Massive Attack sarà in Italia a metà Novembre per presentare 'Mixed Race', nuovo lavoro in uscita il 27 Settembre su Domino Records. 'Mixed Race', nona fatica discografica di Adrian Thaws (vero nome di TRICKY), è stato registrato in quel di Parigi (attuale residenza dell'artista inglese) e gode della collaborazione di numerosi ospiti tra cui Bobby Gillespie dei Primal Scream, Blackman, Franky Riley e Marlon Thaws (fratello di Tricky).
www.trickyonline.com/ www.myspace.com/trickola