CYC PROMOTIONS
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Paolo Benvegnù non è più uno solo ormai. In seguito allo sbarco sulla Terra di “Hermann”, le personalità nelle quali si era sdoppiato già dal suo esordio solista sono finalmente uscite allo scoperto, permettendo il passaggio dal singolare al plurale, e quindi la nascita di una vera e propria band. Componenti la cui caratteristica è anche quella di non avere a che fare solo con lui, ma anche con altri musicisti, da Marco Parente ad Andrea Chimenti. È il caso del polistrumentista, e in particolare batterista, Andrea Franchi.
Se L'invasore, brano di chiusura del lavoro sopracitato, è stata la giusta occasione per permettere a un talento come questo di rivelarsi anche dal lato vocale, oltre ad esporre il punto di vista del nuovo arrivato direttamente dalla sua bocca, la possibilità di estendere il tutto a un vero e proprio full-length non era affatto da escludere. Ora, con il rilascio di “Lei o contro di lei” è tempo di buttare giù le carte e di vedere tale ipotesi concretizzarsi definitivamente, non a caso sotto la stessa etichetta attuale dell'amico Paolo.
“Masticare chili di polline, ma le polverine ci aiuteranno, oggi cosa costruiranno? Lo sapremo a fine anno… “.
In una decina di canzoni quello che emerge è un lavoro che si lascia quasi totalmente alle spalle l'inquietudine e l'introspezione della musica di Benvegnù, pur presentendo tra i musicisti, oltre al Collettivo Pupazi, facente da base, il collega Guglielmo Ridolfo Gagliano, che contribuisce alla creazione di una specie di cordone ombelicale che lega l'album a “Hermann”. Ma questo non impedisce la messa a fuoco in primis sulla solarità e sul brio che predominano l'animo di Franchi. Le voci dei più piccoli che fanno capolino qua e là nella trascinante La distrazione e nel vibrante andamento di chitarra de Il bene componibile, l'ottimismo e i buoni propositi che si diffondono negli “Appartamenti“, il sassofono rockeggiante che dà una maggiore suspense alla storia di “Cheng Wei” e quella in più parti di “Due rivali”, l'euforia in quel dei “Confini immaginari“, la magia dei “Superstiti”, le reazioni più fantasiose che scaturiscono davanti alle “Previsioni meteo”, la marcia trionfale di “Uno come te”, oltre allo stesso “Invasore“. Queste sono le cose che si susseguono nella testa del musicista, connesse da un unico filo conduttore ed ampiamente condivise dalle orecchie di chi è vicino.
“Avviciniamoci alla musica, allontaniamo l'estetica“.
I dati ampiamente enunciati a proposito dello stesso Andrea Franchi, oltre che le partecipazioni aggiuntive presenti nell'opera (oltre a Ridolfo Gagliano anche Riccardo Onori e Alessandro “Asso” Stefana, per la chitarra quello che è Enrico Gabrielli per i fiati), paiono confermare la tesi secondo cui “Lei o contro di lei”, già leggendo il titolo da un'altra ottica, potrebbe essere visto come la continuazione di “Hermann” da parte di chi, cantando, ha fatto da fanalino di coda. Ma, Benvegnù o non Benvegnù, quello che conta maggiormente è che sia un bel disco. Una bella conferma per una bella sorpresa.
“ …e che la paura non sia la cura“.
Infatti, la felicità è più adatta allo scopo. www.andreafranchi.it
Dopo un anno passato sui palchi di tutta Italia per promuovere il loro secondo lavoro “Ritornano quelli di...” i Calibro 35 decidono di dare alle stampe “Rare”. L'album è una raccolta di brani composti per colonne sonore, bside, rarità e alcuni episodi totalmente inediti. La compilation contiene tutti i brani scritti dalla formazione (che si ispira al sound dei film polizieschi anni Settanta) per colonne sonore originali, tra i quali spicca l'inedito “Appuntamento al Contessa”, composto per il nuovo film di Michele Placido dedicato a Renato Vallanzasca (“Gli angeli del male”, ai cui protagonisti la band milanese si è affiancata per suonare il brano in una scena del film, interpretando il complesso di una balera dell'epoca). Ecco poi quelli per il documentario “Eurocrime” (di Mike Malloy) e per il film “La Banda del brasiliano” (di John Snellinberg). A questi cinque brani tratti da vere e proprie colonne sonore si affianca un altro pezzo di ispirazione cinematografica, “Come un romanzo”, contenuto nella compilation dedicata alla serie tv “Romanzo criminale”. Insieme a questi in “Rare” ha spazio vario materiale proveniente da registrazioni effettuate in diverse fasi della carriera della band, tra cui “L'uomo dagli occhi di ghiaccio”, stampato sulla compilation “Il Paese è reale”, e la cover strumentale di “I milanesi ammazzano il sabato” degli Afterhours, formazione nella quale ha militato Enrico Gabrielli, uno dei membri portanti dei Calibro.
. www.calibro35.com/ www.myspace.com/calibro35
E' uscito per Ghost Records con distribuzione Venus il nuovo album di Dente. Registrato tra Giugno e Luglio 2011 al SAM studio di Lari (Pisa) e al Che Studio di Milano con la produzione di Tommaso Colliva, "Io Tra Di Noi" sarà composto da 12 nuove tracce tutte composte da Dente.
Insieme al cantautore fidentino hanno suonato nel disco Sig.Solo (pianoforte e organi), Gianluca Gambini (batteria), Nicola Faimali (basso e contrabbasso), Enrico Gabrielli (sax e flauto), Rodrigo D'Erasmo (violino), Daniela Saloldi (violoncello), Raffaele Kohler (tromba), Luciano Macchia (trombone), Domenico Mamone (sax baritono), Daniel Plentz (percussioni). Arrangiamenti archi a cura di Massimo Martellotta, arrangiamenti fiati a cura di Enrico Gabrielli.
www.myspace.com/amodente www.amodente.it
Nel mese di dicembre 2010 tre ragazzi del luinese, Marco Ulcigrai (chitarra e voce), Thomas Paganini (basso e cori) e Mauro Campoleoni (batteria), danno vita ad un nuovo progetto musicale: Il Triangolo.
Il Triangolo nascono dalle ceneri delle precedenti esperienze musicali del trio (Ulcigrai e Campoleoni erano membri di una band pop punk, i Mescalina; Ulcigrai e Paganini erano membri di una band screamo The Good Mourning) cambiano nome, cambiano genere, hanno nuove idee e nuova energia.
Spiegano i tre: «Siamo amici da sempre, ma arriviamo da esperienze musicali diverse.
Alla fine del 2010, quando abbiamo deciso di iniziare questo progetto, abbiamo da subito percepito nuove energie e nuove idee. Ascoltiamo Celentano e i Pulp, De Andrè e i Ramones, crediamo nella giovinezza e parliamo dell'amore».
Il Triangolo è una band della tradizione italiana (il Beat anni '60, come una certa canzone d'autore degli anni '70), che riesce però ad essere perfettamente al passo coi tempi. Una band moderna ma non alla moda, modernista ma non retro, pulita ma non noiosa.
Il Triangolo ha vinto l'edizione 2011 di "VA sul palco", concorso musicale per artisti emergenti all'interno del progetto Notturno Giovani, realizzato dal Comune di Varese – Servizio Informagiovani e Politiche Giovanili – in collaborazione con la Coop. Soc. Naturart, le etichette discografiche Tube Records e Ghost Records.
L'album d'esordio de Il Triangolo "Tutte le Canzoni", registrato e missato presso la Sauna Recording Studio di Varano Borghi da Andrea Cajelli e da Sergio Maggioni e prodotto da Sergio Maggioni (produttore dell'ultimo album di Syria ed ex bassista degli Hot Gossip), è uscito su Ghost Records il 6 aprile 2012.
www.facebook.com/iltriangolorock
Nuovo singolo e video "Sleepwalker" disponibili per il download digitale
Il nostro nuovo singolo Sleepwalker è disponibile per il download digitale. Prodotto dalla band stessa, registrato e mixato da Andrea Rovacchi al Bunker Studio di Rubiera (Re), Sleepwalker anticipa di qualche mese la pubblicazione del nostro nuovo album, attualmente in fase di ultimazione.
Il singolo è accompagnato da un video per la regia di Luca Lumaca. Il video è il frutto di un esperimento realizzato grazie alla collaborazione di tanti amici e fan che hanno messo a disposizione i loro MacBook in una assolata domenica di marzo. Il video è stato filmato esclusivamente con webcam integrate Apple da 12 laptop disposti attorno al gruppo.
Potete scaricare singolo e video liberamente da qui:
http://www.julieshaircut.com/sleepwalker/ www.julieshaircut.com www.myspace.com/julieshaircut
Lo stato sociale
L'atteso esordio sulla lunga distanza de Lo Stato Sociale si intitola Turisti della democrazia. Forse perché alcune forme di buon governo (come lo Stato sociale, appunto) se ne stanno andando per sempre, perse "nei fumi del barismo cordiale”, nell'estetica di una società deontologicamente in declino, troppo “vestite” per badare alle cose che contano davvero. Non è banale l'operazione stilistica del collettivo bolognese: dar voce a questo declino, rivalutando il pop d'autore e macchiandolo di un'elettronica non scontata, magari tamarra al punto giusto (Ladro di cuori col bruco, Quello che le donne dicono).
E così, attraverso tappeti e riff di synth formato ti-entro-in-testa-e-non-esco-più, i Sociali escogitano un modus operandi vincente: fondono le truzzate di un qualsiasi Alter Ego (versione Ibiza 2003), la grazia scanzonata del miglior Max Pezzali, la solennità made in Emilia degli Offlaga Disco Pax e tengono tutto e tutti a portata di ghigliottina. Non risparmiano nessuno: etichette discografiche, aperitivi troppo costosi, fantomatiche crisi, partiti fantasmi, governi ombra. Non a caso, se diamo un'occhiata alla tracklist compaiono titoli come Mi sono rotto il cazzo o Sono così indie, degni esponenti di quell'onda lunga che collega l'hip hop nostrano alla canzone d'autore. “Il lavoro debilita l'uomo”(Cromosomi), “Ti donerei il mio cuore, ma non si butta mai via niente del maiale” (Maiale) e altre su questa scia sono le massime pret-à-porter, che, con amabile cazzonaggine (ove alcuni leggeranno invece snobismo) i Sociali ci servono sul piatto color sterco di questa società.
C'è forse da stupirsi? Turisti della democrazia (che ripropone, tra gli altri, anche brani dei due precedenti Ep) è l'ennesima riprova di quanto dietro al cinismo, all'ironia, al nichilismo, agli attacchi da pseudo outsider, all'invettiva, si celi uno stato di cose: il disagio generazionale. Da I Cani (o forse anche da Bugo) in su, un certo filone musicale non ha potuto che seguire la via che gli veniva meglio (e forse anche la più facile): parlare del proprio contesto, delle cose di cui si nutre, con cui ha veramente a che fare. In questo senso l'operazione di Turisti della democrazia risulta totalmente comprensibile e per nulla biasimabile.
Turisti della democrazia www.myspace.com/lostatosociale
“Carne con gli occhi“. L'album è prodotto da Tommaso Colliva, mente dei Calibro 35 nonché sound engineer dei Muse e produttore degli Afterhours.
I Marta sui Tubi, ovvero Giovanni Gulino (voce), Carmelo Pipitone (chitarra e voce), Ivan Paolini (batteria), insieme a Paolo Pischedda (tastiere) e Mattia Boschi (violoncello), stanno ultimando in questi giorni le registrazioni presso l'Esagono di Rubiera (RE), storico studio emiliano che chiuderà i battenti subito dopo le sessioni del disco.
La band sicula non ha bisogno di dimostrare la sua crescita artistica dopo i successi ottenuti negli anni. Il loro ingresso nell'olimpo della musica viene sancito con il loro primo album nel 2003, “Muscoli e Dei“, e il loro successo continua a vele con “C'è gente che deve dormire” nel 2005 e nel 2008 con “Sushi & Coca“, il più recente album dei MST, a cui ha seguito un tour che li ha portati in giro per quasi 3 anni. Sono diversi i riconoscimenti ottenuti dal gruppo, da quello per il miglior video al MEI 2008 per “Cinestetica” al premio INSOUND a Carmelo Pipitone (chitarra e voce della band) e soprattutto un pubblico sempre in aumento. www/martasuitubi.it/ www.myspace.com/martasuitubi
Quasi sette anni fa ero seduta sul seggiolino della batteria di un batterista che non c'era.
La band provava i pezzi per la prima volta, erano tentativi perlopiù casuali i loro; si cercava di musicare dei racconti letti con un tono metallico standard dal chiaro accento reggiano. Quegli stessi racconti noi li ricevevamo via mail, erano per pochi intimi; momenti di evasione in cui, per qualche minuto, si rivivevano amori adolescenziali o storie dal chiaro sapore comunista.
Io, che di comunismo sapevo poco ed ero troppo giovane per capire le mille sapienti citazioni nascoste tra quelle righe, ho sempre pensato che fossero delle gran belle storie e basta.
E' così per tutti all'inizio: suoni e non sai dove arriverai.
Non lo sapevo io che li ascoltavo e certamente non lo sapevano loro.
Ora sono al 3° disco e sono una delle band più famose d'Italia.
Dopo “Socialismo tascabile” e “Bachelite“, gli OFFLAGA DISCO PAX tornano in studio (al Bunker di Rubiera) e (con Andrea Rovacchi al mixer) registrano i pezzi che finiranno sul loro terzo disco dal titolo non pervenuto.
Sono andata a trovarli con la scusa di scrivere questo breve articolo ma con il chiarissimo intento di ascoltare le nuove tracce guidata dalla stessa curiosità provata da Alice che insegue il Bianconiglio e, bevendo dell'ottimo amaro San Simone dono di un amico torinese (amaro usato da Collini come sciroppo per la tosse tra una take e l'altra), ho ascoltato due canzoni in anteprima.
La band ha le idee veramente chiare e tra un goal del Napoli e un un bicchierino di amaro la serata è giunta al termine con due tracce di voce registrate su delle basi dal forte e distinguibile sapore offlaghiano.
Il disco è finito e attualmente in mix.
E qui termino perché ho giurato di non svelare più di questo. Vi lascio a bocca asciutta perchè l'amaro è finito.
A volte è più bello così: essere colti alla sprovvista da un cd che ti colpisce alla nuca come un frisbee caduto dal cielo e ti riempie le giornate per i mesi successivi e che ti fa credere che in mezzo a tanta musica inflazionata e scadente ci sia ancora del buon “reggiano doc”.
Musica che merita veramente di essere imparata “par coeur” come dicono poeticamente i francesi.
L'uscita è prevista a primavera 2012, chissà se anche questa volta vinceranno lo scudetto.
www.offlagadiscopax.it www.offlagadiscopax.splinder.com www.myspace.com/odp130
Lo scorso anno il live “Dissolution” chiudeva un ciclo, quello introspettivo, di Paolo Benvegnù. La volontà di guardare davanti a sé e di aprirsi al mondo (per usare le sue parole) lo ha portato a partire da lontano, per un nuovo, magnifico viaggio nella sua musica e nelle sue parole, nella sua poesia.
Lo scorso febbraio è uscito il suo nuovo disco, dal titolo “Hermann”. Il lavoro è composto da tredici brani inediti, e si snoda sul tema dell'uomo - della sua storia, la sua evoluzione (o involuzione?) – intorno a cui si muove un mondo fatto di immagini, di intuizioni letterarie, di fantasia concreta come nessuna realtà. Come un film, mai girato. Scritto, diretto ed interpretato da Paolo Benvegnù, Andrea Franchi, Guglielmo Ridolfo Gagliano, Luca Baldini, Simon Chiappelli, Filippo Brilli. Ottime, per non dire entusiastiche, le recensioni che hanno accompagnato la pubblicazione di “Hermann”, che i nostri dicono ispirato ad “un omonimo manoscritto autografo di Fulgenzio Innocenzi, ingegnere meccanico di Lucignano (Siena), noto per i suoi studi sulla scrittura ottica e sulla meccanica di precisione... Opera densa di significati visionari ed apocalittici, riassume la storia dell'uomo sulla terra attraverso l'esplorazione del mito e del carattere di personaggi chiave del pensiero occidentale.... Così, i brani dei Paolo Benvegnù parlano di classici come ad esempio i miti di Narciso, Perseo ed Andromeda, Ulisse. Affrontano il mondo antico e moderno attraverso i conquistatori, i mistici, gli economi, gli scrittori (Henry Miller, Jean Paul Sartre, Francesco Datini, Hermann Melville ) articolando un affresco di suggestioni ora ironiche ora commoventi”.
www.paolobenvegnu.com www.myspace.com/benvegnupaolo
ROBERTO ANGELINI
“La vista concessa”
«Il mio terzo album “La vista concessa” è un disco fortemente autobiografico. È ispirato alla mia odissea in una realtà basata sulla necessità di apparire, amicizie virtuali e momenti di vita consumati troppo velocemente. Ho sentito l'esigenza di staccarmi da tutto ciò e assecondare le sensazioni personali per esprimere le mie considerazioni esistenziali su questo mondo».
Dopo la parentesi di “Gattomatto” del 2003, Roberto Angelini ha riscoperto la vena intimista e cantautorale degli esordi, quando si aggiudicò il Premio della Critica al Festival di Sanremo del 2001 con il brano “Il Sig. Domani”. Figlioccio adottivo del grande Chet Baker, che suonava con il suo patrigno e frequentando spesso la sua casa gli ha trasmesso la passione per il jazz, il cantautore romano ha impiegato cinque anni a realizzare il nuovo album “La vista concessa” (Carosello Records), in uscita il 30 gennaio 2009, per consentire alla propria ispirazione di manifestarsi libera da qualunque genere di pressione esterna.
«Questo terzo disco è il degno successore del cd “Sig. Domani”, che nel 2001 mi ha dato notevoli gratificazioni sul piano artistico. Allo stesso tempo, però, considero “La vista concessa” come una nuova opera prima, perché ho riacceso quelle micce della creatività che inevitabilmente si spengono quando si pensa troppo alle varie classifiche. Il musicista è una spugna che assorbe le sensazioni che lo circondano con una sensibilità particolare nel comprendere le storie proprie e di altri individui. L'ispirazione, però, ha bisogno di tempo e libertà espressiva. Le mie canzoni nascono sempre dalla ricerca di accordi di chitarra che hanno già dentro le parole: un percorso creativo che può durare una sola notte come nel caso del brano “Fiorirari”; ma possono passare anche anni prima di avere l'illuminazione che ti fa comprendere il senso di un giro di chitarra».
Il primo singolo “Dicembre” ha una doppia chiave di lettura. «La principale è la sensazione di solitudine nella moltitudine. Sentirsi inadeguato anche se sei amato e benvoluto». Dicembre è anche il mese in cui è arrivato il suo primogenito Gabriele, nato il 26 dicembre 2006 dall'unione con l'attrice Claudia Pandolfi, protagonista delle doppie voci presenti in questo disco. «Non sono stato io a dedicare una canzone a mio figlio, bensì è Gabriele che nascendo proprio in quel mese ha fatto fiorire il significato di questo brano».
Il singolo “Dicembre” è da anni un fenomeno di culto su internet grazie al video realizzato con la tecnica “a passo uno” con sculture in plastilina realizzate da Stefano Argentero e dallo stesso Angelini, che è un modellatore esperto di plastilina e ha usato questo materiale per il sito www.robertoangelini.it. Inserito nel 2006 nel suo Space (www.myspace.com/robertoangelini) il filmato di “Dicembre” è stato premiato come miglior video d'animazione al M.E.I. 2007 ed è rimasto a lungo nella homepage di YouTube con oltre 60mila contatti.
«Modellare pongo e plastilina è una mia vecchia passione, così ho collaborato con Argentero nel video di “Dicembre” e ho fatto realizzare a un altro genio come Gianluca Maruotti, che firma anche il clip del brano “Fiorirari”, la raffigurazione con la plastilina del “falconiere bendato” che compare sulla copertina dell'album “La vista concessa”. Da tre anni frequento l'Associazione B5 di Trastevere, un gruppo romano di eccezionali animatori e illustratori ai quali ho affidato la realizzazione dei video di alcune canzoni del disco».
La figura del “falconiere bendato” è perfetta per raffigurare il senso dell'album “La vista concessa” riassunto nella titletrack che chiude l'ascolto del cd.
«Quando ti viene concesso di guardare la realtà dei fatti puoi scegliere se mantenere la benda sugli occhi restando in un ipocrita quieto vivere oppure affrontare un mondo certamente più complicato ma finalmente reale. Non bisogna mai darsi per vinti: è vitale credere sempre nei propri sogni e inseguirli fino alla follia. È più difficile, ma più entusiasmante. Io mi ritengo una persona fortunata, perché a 33 anni credo ancora nei miei sogni: vivo felice nonostante le immancabili difficoltà».
Per inseguire le sue aspirazioni Roberto Angelini ha esplorato diversi percorsi artistici. In questi cinque anni non si è dedicato esclusivamente al cd “La vista concessa”, ma sta proponendo forme d'espressione parallele. Oltre a modellare plastilina, è impegnato nel progetto romano del Collettivo Angelo Mai e ha aperto la sua etichetta discografica Fiorirari con la quale nel 2005 ha prodotto il disco “Pong Moon. Sognando Nick Drake”, un omaggio a un genio del folk-rock Anni 70 scomparso prematuramente. Recentemente si è cimentato come autore della colonna sonora del film “Sleepless”, che lo vede anche nei panni di attore in un cameo, nella quale ha inserito la canzone “Fino a qui tutto bene”, alcuni brani di artisti emergenti della sua etichetta e musiche originali composte per la pellicola.
L'album “La vista concessa” è prodotto da Sergio Della Monica dei Planet Funk”. «Si è confermato un grande artista e ha fatto quello che io mi aspetto da un produttore in sala d'incisione: mantenere l'identità di ciascun musicista e valorizzare il talento di ognuno senza snaturarlo pur di lasciare la propria impronta produttiva. Le intuizioni geniali di Sergio si notano maggiormente nell'incessante cambio armonico di “Dove sorge il suono” e nell'arrangiamento in cinque quarti del brano “Venere” sull'attrazione e le insidie della bellezza».
Dal suo patrigno, grande chitarrista jazz, e dall'amico di famiglia Chet Baker, il cantautore romano ha ereditato il piacere per la musica colta e l'abilità nel comporre canzoni come “La vista concessa”, “Ora”, “Quando crollano le stelle” e “Tramonto” con strutture sonore insolite perché libere da vincoli stilistici. Fra le quattordici tracce del cd “La vista concessa” troviamo il viscerale giro di chitarra di “Fino a qui tutto bene” («La vita va affrontata con ottimismo, perché i momenti brutti passano. Sempre»), la psichedelia stile Pink Floyd di “Fragile fragilissima felicità” («Siamo sempre alla ricerca di ciò che non abbiamo, così è bello solo il ricordo di quello che abbiamo avuto»), la chitarra slide di “Sulla sponda del fiume” («Una storia d'amore con i canoni narrativi di un film di Quentin Tarantino»), il rock roccioso di “Benicio Del Toro” («Una canzone giocosa ispirata alle espressioni di questo meraviglioso attore in “Traffic” e “I soliti sospetti”») fino a “Beatochinonsa” («È pericoloso entrare nella “stanza dei bottoni” dove vengono manovrati gli ingranaggi che regolano le nostre vite») nel quale si ritrovano impronte del suo viaggio nell'universo musicale di Nick Drake.
Oltre alla sua compagna Claudia Pandolfi ai cori e alle doppie voci, Roberto Angelini in questo disco ha radunato un gruppo di persone che sono allo stesso tempo grandi amici e musicisti di talento: Massimo Giangrande alla chitarra elettrica, Andrea Pesce e Mr Koffee (Tiromancino) al pianoforte e alle tastiere, Rodrigo D'Erasmo (Afterhours,Cesare Basile) al violino, Gabriele Lazzarotti (Daniele Silvestri) al basso e Fabio Rondanini (Calibro 35) alla batteria. Lo stesso Angelini ha suonato parecchi strumenti: in particolare il pianoforte e le chitarre acustiche ed elettriche.
“La vista concessa” è un'antologia di canzoni raffinate e profonde riflessioni sulla vita, l'amore e la felicità per affermare l'importanza della passione in ogni nostra azione. Roberto lo canta chiaramente in “Fiorirari”, uno dei brani più esistenziali e personali. «Non voglio rischiare di comportarmi come una madre, che porta addosso i lividi delle proprie scelte. Nel testo mi domando se siamo “fiori rari nel deserto o nani da giardino”, perché non voglio sprecare la mia vita con un sorriso finto perennemente stampato in faccia. Il finale è propositivo, “…e dove non si va, andremo”, perché anche nelle mie considerazioni più amare prevale sempre un atteggiamento positivo proiettato al futuro».
www.robertoangelini.it www.myspace.com/robertoangelini