EVENTI verona
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L'attività live del gruppo ha toccato ripetutamente ogni angolo della penisola e non solo: i CUT contano infatti tre tour europei e date negli Stati Uniti nel loro carnet. In questo modo i CUT si sono conquistati la loro fama di selvaggia e coinvolgente live band. In questi anni la band ha suonato con: The Make Up, Unwound, Ulan Bator, Uzeda, Royal Trux, International Noise Conspiracy, Eels, Delta '72, Man Or Astroman, Old Time Relijun, The Hives, Heavy Trash, Violent Femmes e molti altri… L'ultimo album dei CUT “A Different Beat”, è stato pubblicato nel 2006 in Italia e in Inghilterra riscontrando un'ottima accoglienza da parte della stampa specializzata. Tre anni dopo, durante l'inverno del 2009 la band è tornata in studio per realizzare il suo nuovo progetto: ANNIHILATION ROAD Per le session del nuovo album “ANNIHILATION ROAD” la band si è trasferita temporaneamente a New York presso lo studio di MATT VERTA-RAY, chitarrista e socio di Jon Spencer negli Heavy Trash. L'idea di una collaborazione tra i CUT e MV-R è nata dopo aver condiviso il palco in occasione di un tour italiano degli Heavy Trash nel 2006. Del resto nel suo studio del Lower East Side Matt ha registrato artisti del calibro di Jon Spencer Blues Explosion, 20 Miles, Kid Congo Powers, Ronnie Spector, Andre Williams, Mick Collins, Mooney Suzuky, Robert Quine: nessuno sembrava più qualificato per catturare il suono dei CUT! Se Matt ha registrato e mixato il disco, il mastering è stato realizzato da Ivan Julian, ex chitarrista delle leggende del punk di New York “Richard Hell and the Voidoids”! Inutile dire che questo costituisce un'ulteriore punto d'orgoglio per la band… Questo album segna inoltre l'inizio della collaborazione tra i CUT e la Go Down Records, etichetta che da anni sta portando avanti la causa del rock and roll più sanguigno e potente, un contesto ideale per i CUT e per questo disco in particolare. Al momento la band è in tour in Italia e in Europa (UK). Contattare locusta: enrico@locusta.net Line up: Carlo Masu – Guitar, vocals Ferruccio Quercetti – Guitar, vocals Francesco Bolognini – Drums ! www.soundofcut.com/home.html www.myspace.com/cuttheband
Live di questa band:
Ven 27 Lug
- Villafranca di verona (VR) -
Italia
CASTELLO SCALIGERO VILLAFRANCA DI VERONA VR
L'attesissimo ritorno dei dEUS! Sono passati tre anni dall'uscita della gemma Vantage Point (2008) e ora la rockband belga più famosa nel mondo è pronta a tornare con un nuovo ed importante album, il primo per PIAS, intitolato Keep You Close che segna per il gruppo di Anversa un ritorno alle origini di un art-rock dinamico, creativo ed epico.
I dEUS hanno realizzato il disco in oltre sei mesi di lavoro nel loro gigantesco e modernissimo studio di Anversa. Keep you Close nasce in compagnia di due grandi produttori come Adam Noble (Paul Mc Cartney, U2, Guillemots) e soprattutto David Bottrill (Tool, Muse, David Sylvian, Placebo), segna un cambio di direzione rispetto al recente passato affidandosi ad un sound dall'approccio più caldo ed intimo anche se comunque forte. Lo stesso leader della band, Tom Barman, descrive Keep You Close come un album “very loud, in your face!”.
A differenza del passato, Keep You Close dopo essere stato scritto è stato testato dal vivo e poi registrato, il motivo è semplice ed è consequenziale alla precedente dichiarazione di Barman. La band ha infatti cercato di “tirare fuori” la potenza dei brani nelle esibizioni live, in modo da farle, parole sempre di Barman, “maturare prima del processo di registrazione”.
Per i tanti fans dei dEUS, Keep You Close sarà la naturale continuazione del processo creativo dei precedenti lavori della band che da sempre ama mescolare le carte e giocare con le sonorità creando un lavoro stratificato, mai ripetitivo e compatto.
I dEUS sono tornati in forma smagliante con uno dei loro migliori lavori dagli esordi di Worst Case Scenario (1994) al capolavoro The Ideal Crash (1999), un disco moderno ed attento al passato così come al futuro, un sollievo per gli amanti del rock fatto di ricerca e soprattutto di grandi canzoni, una conferma per una band che è ai massimi livelli espressivi di sempre
Il nuovo album “Keep You Close” uscirà il 20 settembre su etichetta PIAS, distribuzione SELF.
Un esclusivo video delle registrazioni in studio dei dEUS è disponibile su: http://www.keepyouclose.com/
Sito web: www.deus.bewww.myspace.com/deusbe
Ci sono band che seguono le mode ed altre che le mode le creano. Tra questi ultimi sono da annoverare i Franz Ferdinand, band che, questo le va assolutamente riconosciuto, è stata in grado di risollevare le sorti di un rock inglese che al momento del loro esordio (2004) era decisamente schiacciato da quello made in USA.
I Franz Ferdinand con la loro verve creativa e comunicativa sono riusciti subito a fare centro! L'incredibile successo planetario con il primo album non ha cambiato il modo di porsi della band, sempre disponibile e gentile con i fans ma soprattutto non ha tolto l'energia che sgorga copiosa dai successivi due lavori del gruppo di Glasgow.
Se con l'esordio omonimo Kapranos & Co. avevano tolto la polvere a dance-floor rock con brani simbolo come Take Me Out e Dark Side Of Matinèe, con i successivi dischi You Could Have It So Much Better e Tonight hanno ribadito il concetto di rock inglese pensato per essere ballato, e chi si reca ad un loro concerto difficilmente potrà semplicemente stare fermo ad ascoltare.
La musica dei Franz Ferdinand è fatta per ballare (soprattutto le ragazze, a detta dello stesso Kapranos). Sarà anche per questo motivo che la band a giugno 2009 ha pubblicato un nuovo album chiamato Blood che altro non è che una versione remixata in versione dub/elettronica dell'ultimo album Tonight. Un disco non completamente nuovo ma una sorta di rivisitazione con cui i Franz Ferdinand mostrano nuovamente come il loro rock sia votato all'ispirazione dance.
E' comunque dal vivo che i Franz Ferdinand danno il meglio di sè con esibizioni in cui le loro caratteristiche peculiari emergono prepotentemente: batteria pulsante con ritmi quasi disco, riff di chitarra pungenti, ma soprattutto ritornelli accattivanti che si trasformano nelle arene, come nei club, in veri e propri inni da cantare a squarciagola.
E' previsto il quarto album in studio della band, di cui per ora non sono ancora trapelate informazioni. Un'ottima occasione per vedere live la band scozzese più influente degli ultimi dieci anni!
I Franz Ferdinand sono:
Bob Hardy (basso) Nick McCarthy (chitarra / tastiere / voce)
Alex Kapranos (voce / chitarra) Paul Thomson (batteria).
Sito ufficiale: www.franzferdinand.co.uk
“Tutte le forme di musica pop di oggi ottengono la loro forza dal ritmo. I produttori di rap, hip-hop, metal, pop e rock un giorno vi spiegheranno che i ritmi che creano imitano il battito del cuore umano perchè è lì che risiede l'energia.
Ascoltando una qualsiasi di queste forme la sensazione è sempre suscitata da qualche variazione sull'eccitazione, mentre prima della nascita del blues vi era un'altra forma di canto popolare, in cui il ritmo veniva dal respiro umano ed i sentimenti si basavano molto più sulle emozioni. Queste antiche forme di espressione musicale sono state conosciute come bel canto, chanson, gregoriano o musica folk. Ho sempre amato queste altre forme di sentimento, così intimo, a volte un po' triste, che non tentano di martellarmi la testa. Così ho voluto cantare alcune di queste canzoni, sperando che la mia voce susciti nei miei ascoltatori le stesse emozioni che ho provato io stesso ascoltandole. Molte di queste canzoni sono in francese, probabilmente perché è la cultura francese che ha più ostinatamente resistito agli attacchi mortali della macchina musicale Anglo-Americana”
Iggy Pop
Iggy Pop – un'icona, un ribelle, il padrino del punk, leader di Iggy and The Stooges con 40 anni di carriera alle spalle. Non c'è nessuno come Iggy, e le generazioni di appassionati, musicisti e critici musicali possono testimoniarlo.
Un artista a 360 gradi e multi-dimensionale come dimostra con il suo nuovo album:
„Après“
Questo album dimostra un altro modo di fare musica che non necessariamente va associata a Iggy.
Dopo il successo con il suo inglese/francese "Preliminaires" del 2009 torna con "Après" - un album che contiene la sua personale versione di tutte le canzoni che lo hanno ispirato. Le scelte prese canzone per canzone fanno notare come eclettica, versatile ma particolarmente adatta sia questa selezione.
www.iggyandthestoogesmusic.com
Live di questa band:
Ven 27 Lug
- Villafranca di verona (VR) -
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CASTELLO SCALIGERO VILLAFRANCA DI VERONA VR
Blues Funeral è il nuovo album della Mark Lanegan Band, il primo da Bubblegum uscito nel 2004.Il disco, registrato ad Hollywood California da Alain Johannes presso l'11ad Studio vede la partecipazione di Greg Dulli e Josh Homme dei Queens Of The Stone Age.
Mark Lanegan ha cantato nei mitici Screaming Trees, Queens Of The Stone Age, The Twilight Singers, The Gutter Twins, Soulsavers ed Isobel Campbell. Mark vive a Los Angeles ed ha due cani.
www.marklanegan.com // www.facebook.com/marklanegan // www.4ad.com
Ci sono dei film che prendono spunto da romanzi famosi e ci sono delle musiche che creano delle perfette colonne sonore e che contribuiscono all'immagine stessa di quello che viene ripreso; “Son of the dust” ricalca William Faulkner, è una continuazione musicale della sua ricerca sulla beatitudine trascendentale nel mondo in carne e ossa.
Prendete questo disco come se fosse un racconto, ricco di pathos, lungo dieci tracce, con dei personaggi che camminano tra la polvere di un paese dimenticato da Dio con le loro paure e le loro superstizioni. La musica pesca a piene mani dal blues e dal folk, oscura e polverosa, richiamando alla memoria Nick Cave e Leonard Cohen: c'è l'elettricità, c'è la calma dopo la tempesta e la sensazione di malinconia e di vuoto. Un cambio di rotta, certo, dopo due dischi e svariati Ep che combacia con l'approdo dei Movie Star Junkies nella Outside & Inside Records (etichetta dei Mojomatics), sarà un caso?
In These Woods Have Ears sembra di sentire una ballata all'A Toys Orchestra, In An Autumn Made Of Gold è un brano blues, rumoroso e il coro fa davvero venire i brividi (Nathalie Naigre, Marie Mourier e Federico Zanatta dei Father Murphy sono gli artefici del chorus); non tutti i brani sono perfetti, la title track e A long Goodbye sono le più carenti, ma la conclusiva How It All Began è fatta da un blues tribale che gira su se stesso, ipnotico e ben fatto. L'album è stato registrato in una stalla del cuneese per dare un effetto live, crudo e sporco, ed è stata a mio avviso un ottima idea: bisogna puntare su sonorità sporche, su brani poco legati alla forma canzone per eccellenza e rendere il tutto il più primitivo possibile.
Ci sono degli sciamani in quel del Piemonte e se si giocheranno bene tutte le loro carte, dovremmo stare attenti.
www.myspace.com/moviestarjunkies
Live di questa band:
Ven 27 Lug
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CASTELLO SCALIGERO VILLAFRANCA DI VERONA VR
Quando i Mumford & Sons sono entrati in studio lo scorso Agosto per lavorare al secondo album, non avevano ancora considerato che avrebbero dovuto comporre il seguito di un disco d'esordio che aveva unito e collegato tantissimi fan e amanti del genere di ogni parte del mondo.
Quello che i Mumford and Sons sono diventati è qualcosa che nemmeno i quattro componenti della band riescono a spiegarsi. 'In qualche modo è accaduto!' Marcus Mumford ha spesso dichiarato ai giornalisti.
I primi ricordi delle loro esibizioni sono dentro le mura di una sala prove a Putney, e sul marciapiede di fronte a Locker Bosun (un locale ormai in disuso sulla Kings Road a Londra) per jam session organizzate all'ultimo minuto.
Ben Lovett e Marcus fin dai tempi della scuola erano già al lavoro sulle loro canzoni, ma quelle canzoni non avrebbero mai raggiunto il loro massimo potenziale senza l'arrivo di Winston Marshall (armato di banjo e dobro), e Ted Dwane (contrabbasso) che, dopo aver imparato e vissuto quelle canzoni, le migliorarono arricchendole con nuovi arrangiamenti.
Anche allora erano reticenti nel rendere il loro progetto 'ufficiale'. Il nome Mumford & Sons alla fine fu scelto per rappresentare qualcosa a conduzione familiare. Si adattava alle relazioni nate e cresciute all'interno della band. Si sentivano fratelli e ben presto divennero inseparabili.
E' tipico a Londra che, se si forma una buona band, la notizia tende a girare rapidamente. Nel giro di pochi mesi Mumford & Sons hanno realizzato il loro primo EP con la neonata etichetta indipendente Chess Club Records. I loro live hanno fin da subito registrato sold-out in tutta Londra, obbligandoli a replicare su tutto il territorio del Regno Unito.
I tour ebbero inizio, senza sosta. Nel frattempo hanno registrato un secondo EP, 'Love Your Ground', con il quale la band ha presentato ai fan il capolavoro dal titolo 'Little Lion Man' e la preferita dal vivo 'Feel The Tide'.
E' stato solo il bisogno e il desiderio di registrare l'album di debutto che ha portato Mumford & Sons a Londra per più di un pit-stop. Si stabilirono negli Eastcote Studios con il produttore Markus Dravs (Arcade Fire, The Maccabees) e 'Sigh No More' è stato pubblicato nel Regno Unito nel mese di ottobre 2009 con l'etichetta Gentlemen of the Road e la Island Records. Ha debuttato all'undicesimo posto nella classifica degli album (con un successivo salto al secondo posto).
"Sono stati diciotto mesi pazzeschi, ma molto divertenti." Confessa Ted tornando nel camerino del Glastonbury, qualche attimo dopo che la band aveva attirato una folla immensa di fronte al The Other Stage.
I risultati che Mumford & Sons hanno ottenuto con Sigh No More rappresentano un successo raramente eguagliato negli ultimi anni, in un settore che siamo portati a credere in costante declino.
E' una storia, però, che è stata scritta e tracciata on the road. Dai dieci giorni di avventura in India, alle arene sold-out in America e in Australia, e dai campi dei festival europei, ai parchi del Railroad Revival Tour in America, ogni città che ha accolto la band è stata ricambiata con una prestazione giubilante e opportunamente intima, indipendentemente dalle dimensioni della location.
Appena uscito, Sigh No More è un disco che ha raccolto molti consensi. Con questo album la band ha vinto il Brit Award nel 2010 (Miglior Album), ed è stato nominato per il prestigioso Mercury Prize Award nello stesso anno. Al di fuori della Gran Bretagna, Mumford & Sons hanno conquistato due nomination ai Grammy (Best New Artist, Song Best Rock).
'Sigh No More' ha venduto oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo.
Ora si trovano di nuovo a Londra per registrare questo secondo album, e nonostante tutto il successo questi musicisti sono sempre le stesse persone. Un po' più saggi, molto più esperti, ma desiderosi di uscire da Londra e tornare alla loro casa spirituale, la strada.
www.mumfordandsons.com
IL DUO GARAGE MILANESE TORNA A CALCARE I PALCHI D'ITALIA!
Due dischi alle spalle:
Certosa, che segna il debutto, e Rock Your Moccasins che conferma il successo.
Dopo una breve pausa, Francesco Mandelli e Chicco Buttafuoco,
tornano, questa volta davvero in grande! La novità di questo tour è che sul palco ci saranno altri due musicisti.
Se durante i tour precedenti abbiamo visto ballare solo i loro mocassini, questa volta l'energia sprigionata dal palco si moltiplicherà per un totale di ben otto mocassini!
I concerti che negli ultimi anni hanno fatto viaggiare il duo garage su e giù per l'Italia, hanno evidenziato l'energia unica e travolgente che ha saputo conquistare i tanti fan.
Dallo studio al palco, gli Orange sanno sempre mantenere la loro genuinità che ne conferma le doti musicali.
L'ultimo album, Rock Your Moccasins, è interamente autoprodotto e contiene dieci canzoni di rock pezzotto, come lo definiscono loro stessi, chitarra e batteria che trasudano il divertimento e la passione di una band. Quello che il disco vuole trasmettere è la completa devozione a condividere la musica con una gang-mentality. www.myspace.com/orangeso79
Live di questa band:
Ven 27 Lug
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CASTELLO SCALIGERO VILLAFRANCA DI VERONA VR
Il primo singolo estratto “Ekki Múkk” già disponibile in streaming sul sito ufficiale della band www.sigurros.com
Sarà finalmente in vendita nei negozi tradizionali e in digitale, da martedì 29 maggio, “Valtari” il sesto album dei SIGUR RÓS. Per l'occasione è già stato reso disponibile in streaming il primo singolo estratto “Ekki Múkk” sul loro sito ufficiale www.sigurros.com.
Dopo l'ultimo acclamato lavoro “Með suð í eyrum við spilum endalaust” pubblicato nel 2008, i SIGUR RÓS tornano con“Valtari” (in inglese si traduce come“rullo compressore”) che evidenzia, ancora una volta, l'impronta musicale unica e istintiva tipica del loro processo creativo, minuzioso ma allo stesso tempo magico.
Otto canzoni frutto dell'alchimia tra i quattro membri: Jón Þór Birgisson (voce – chitarra), Georg Holm ( basso), Kjartan Sveinsson ( tastiere – pianoforte), Orri Páll Dýrason (batteria).
Il processo di creazione di “Valtari” è forse meglio descritto dal bassista Georg Holm:
"Io davvero non riesco a ricordare perché abbiamo iniziato quest'album, non so più che cosa stavamo cercando di fare allora. Sessione dopo sessione, nulla prendeva forma, abbiamo perso concentrazione e stavamo quasi per rinunciare ... abbiamo rinunciato per un po '. Ma poi è successo qualcosa e la forma ha iniziato ad emergere, e ora posso dire onestamente che è l'unico album dei Sigur Rós che ho ascoltato con piacere in casa mia dopo averlo finito”.
www.sigur-ros.co.uk