DNA CONCERTI
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I CHK CHK CHK sono la realtà punk-funk-dance più originale e interessante degli ultimi 10 anni. Guidati da Nic Offer, gli eccentrici newyorkesi arrivano in Italia per due date a Bologna e a Roma per suonare l'ultimo album "Strange weather, isn't it? uscito su etichetta WARP, oltre agli amati album precedenti Myth Takes e Louden Up Now che hanno fatto ballare migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo, e soprattutto per testare i nuovissimi brani che comporranno il prossimo lavoro in uscita, pare, nei prossimi mesi!
Dopo numerosi cambi di formazione e la tragica scomparsa del batterista Jerry Fuchs, i newyorkesi Nic Offer, Mario Andreoni, Daniel Gorman e Allan Wilson tornano con un nuovo album, registrato tra Berlino e NY e ispirato a grandi artisti come Brian Eno, David Bowie, Iggy Pop e Depeche Mode e profondamente impregnato di atmosfere berlinese.
Miscela esplosiva di punk, funk, disco e psichedelia i !!! riescono a fondere perfettamente le caratteristiche del rock con quelle della dance dando vita nei loro live a indimenticabili party infuocati. Non è esagerato affermare che non esiste al momento nessun gruppo avvicinabile ai !!!
Il risultato musicale delle loro numerose e variegate influenze infatti è completamente originale e inedito.
Con due album incredibili all'attivo per la celebre etichetta Warp, i !!! (Chk Chk Chk) si sono imposti all'attenzione del pubblico e della critica soprattutto grazie ai loro show dal vivo, un vero concentrato di energia che fonde impulsi dance e funk con una attitudine decisamente punk.
I !!! debuttano nel 2000 con un album intitolato semplicemente !!! per l'etichetta Gold Standard Laboratories. A questo sorprendente debutto fa seguito nel 2004 Il secondo album Louden Up Now, prodotto negli USA dalla Touch and Go e in Europa dalla Warp Records che ottiene un grandissimo successo tanto da portare la band ad aprire i live dei Red Hot Chili Peppers in US. Nel 2007 è poi la volta del bellissimo Myth Takes che consacra definitivamente la band in tutto il mondo.
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Sascha Ring, il vero nome dell'artista berlinese, è stato una forza inarrestabile nell'ultimo decennio della musica elettronica. Dopo aver pubblicato tre acclamati album con il nome di Apparat ed essersi esibito in intensi live in migliaia di club e festival di tutto il mondo, Apparat arriva in Italia con la band fresco di pubblicazione del nuovo lavoro, The Devil's Walk, uscito su Mute.
Sascha è una esile e spettinata figura dandy, un programmatore esperto, capace di creare brani ricchi di sfaccettature, elettronica emozionale e sci-fi soul. E' il link mancante tra Steve Reich e i Radiohead, animato dalla volontà di “smuovere le persone, fargli provare qualcosa”.
Per alcuni Sascha è meglio conosciuto come un membro dei Moderat, il super gruppo electro di cui fanno parte lui e i Modeselektor. Dopo aver pubblicato un album davvero acclamato nel 2009, nel marzo di quest'anno i Moderat hanno concluso il loro tumultuoso tour mondiale al Bloc Weekend Festival, adorati da Thom Yorke che li ha voluti come support dei Radiohead.
The Devil's Walk, il cui titolo richiama l'omonimo poema di Shelley del 1812, è il disco della crescita per Sascha ed è il primo ad uscire per la MUTE, dopo aver rilasciato i suoi precedenti lavori per l'etichetta di culto Shitkapult. E se il suo ultimo lavoro, Walls, del 2007, era un tentativo di allontanarsi dal centro del dancefloor, The Devil's Walk, con il suo rilassato e contemplativo dream pop e i richiami alle strutture dei Sigur Ros, rende questo percorso esplicito e completo.
“Sono sempre alla ricerca di suoni interessanti, suoni elettronici,” dichiara Sascha. “ma ad un certo punto, quando tutto è stato computerizzato ed era possibile trovare plug-in per ogni suono, ho sentito come se tutto ciò fosse finito: non c'erano altre nuove possibilità da esplorare. Da quel momento ho iniziato a prestar maggior attenzione alle canzoni vecchia maniera.”
E così Sascha ha iniziato a comporre con un largo set di strumenti tradizionali, e questo spiega l'atmosfera e il calore di The Devil's Walk.
L'album, Influenzato da The Cure, Roxy Music e Cocteau Twins quanto da James Blake e Four Tet, nasce in Messico all'inizio del 2010 con i suoi collaboratori di sempre Joshua Eustis (di Telefon Tel Aviv) e Fredo Nogueira, ma è a Berlino, dopo un momentaneo “blocco creativo”, che trova la sua veste definitiva dopo un ulteriore intenso anno di lavoro che vede la partecipazione di Anja Plashg, meglio nota come Soap&Skin, e l'importante impronta di Patrick “Nackt” Christensen, membro dell'electro-goth band berlinese Warren Suicide, che oltre a divenire co-produttore di Sascha suona anche diversi strumenti in moltissime tracce.
Avendo composto le tracce con chitarre, batterie, tastiere e qualsiasi altro strumento presente in studio, la naturale evoluzione per Sascha è di performare i nuovi lavori di Apparat con una band live. Non più un singolo, ora Apparat è un progetto a quattro. Ed è questo che vedremo in questo imperdibile live! www.apparat.net/
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BON IVER è la creatura artistica del barbuto Justin Vernon, trentenne proveniente dal freddo Wisconsin e dotato di una voce inconfondibile.
Considerato dalla stampa e dal pubblico di tutto il mondo come un assoluto capolavoro, disco dell'anno di pitchfork, e di molte altre prestigiose testate musicali, l'omonimo album di Bon Iver, uscito il 21 giugno 2011 per la prestigiosa etichetta 4AD, è composto da dieci brani in cui la tavolozza sonora dell'artista si espande oltre lo scarno suono acustico dell'album di debutto For Emma, Forever Ago.
Bon Iver è un paesaggio lussureggiante che si stende su delicate chitarre elettriche, intricate tastiere, e sottili suoni di fiati e sezioni d'archi, conservando intatti i cori spettrali e i densi strati vocali per i quali Bon Iver è universalmente riconoscibile.
Scritto negli ultimi tre anni, l'album è stato registrato e mixato all'April Base Studios, un'ex clinica veterinaria in Fall Creek, WI, trasformata in uno studio di registrazione da Vernon e suo fratello. I membri regolari di Bon Iver (oltre a Justin Vernon) Sean Carey, Mike Noyce e Matt McCaughan hanno contribuito alle voci, alla batteria e alla produzione; Rob Moose (Antony and the Johnsons, The National) ha aiutato negli arrangiamenti e agli archi; e Jim Schoenecker e Tom Wincek hanno contribuito alla lavorazione.
All'album hanno collaborato anche Greg Leisz (Lucinda Williams, Bill Frisell) al pedal steel e Colin Stetson (Tom Waits, Arcade Fire), Mike Lewis (Andrew Bird, Happy Apple), e C.J. Camerieri (Rufus Wainwright, Sufjan Stevens) alla sezione fiati.
Dopo la pubblicazione dell'ultimo album, Bon Iver hanno raggiunto una fama e un successo planetari, ed hanno collaborato con artisti come the roots, james blake, flaming lips, the national. La voce di Justin è in due brani del rapper Kanye West, una delle quali è stata usata anche per la colonna sonora di NEW MOON, il secondo capitolo della saga Twilight.
La musica di Bon Iver è presente anche nella colonna sonora dell'ultimo film di GUS VAN SANT, Restless - l'amore che resta, e del nuovo film di di Alexander Payne con George Clooney “Paradiso Amaro” www.boniver.org www.facebook.com/boniverwi
E' “Cerco il tuo Soffio” il nuovo video dei Bud Spencer Blues Explosion.
Dopo “Rottami”, “Cerco il tuo Soffio” è il secondo clip estratto da 'DO IT': il video è stato realizzato con la regia di Dandaddy durante alcune date del tour: Milano, Torino, Reggio Emilia, Marostica. Le immagini del video sono il risultato della combinazione di scorci del tour e alcuni playback ideati di volta in volta nella città in cui si svolgeva il live.
Il risultato sono delle immagini che raccontano lo spirito e il mondo BSBE così com'è.
Puro e travolgente.
www.bsbemusic.com
www.myspace.com/budspencerbluesexplosion
Live di questa band:
Sab 16 Giu
- Saluzzo (CN) -
Italia
C'è Fermento Blues Festival SALUZZO CN
Ven 13 Lug
- Nonantola (MO) -
Italia
Festa Democratica NONANTOLA MO
Un fine 2011 molto importante questo per l'artista novarese, iniziato con la pubblicazione del nuovo cd Nuovi rimedi per la Miopia, la partecipazione sia in qualità di attore che di compositore della colonna sonora al film Missione di Pace e un tour “Qualcosa di più importante , Live 2011 -2012”. Il 2012 non sarà sicuramente da meno per l'inarrestabile Bugo, che non vede l'ora di tornare sul palco perché la dimensione live è quella dove si trova più a suo agio.
Un concerto bellissimo, suonato alla perfezione grazie alla bravura dei musicisti che l'artista ha scelto per il tour, all'energia e all'originalità di Bugo che lo rendono veramente inconfondibile… Perché Bugo è unico, impossibile da imitare !!
È possibile ascoltare alcuni brani live su:http://soundcloud.com/bugoforever , che Bugo ha messo a disposizione dei propri fan e testimoniano la forza del nuovo tour;
e vedere il video del nuovo singolo “La Salita” sul sito: http://nuovirimediperlamiopia.com , un brano incalzante con un grande dinamismo ritmico e cromatico.
www.facebook.com/bugosound www.myspace.com/bugomusic
Lorenzo Urciullo non ama stare con le mani in mano: dopo un disco in inglese a nome Albanopower, un progetto ambizioso come Albanopumpkins (tributo italiano a “Mellon Collie & The Infinite Sadness”, il capolavoro degli Smashing Pumpkins, che ha avuto una discreta rilevanza internazionale, ricevendo anche l'apprezzamento di Billy Corgan) e il duo Santiago che con Alessandro Raina degli Amor Fou ha percorso in lungo e in largo l'Italia durante tutto il 2011, è arrivato il momento di Colapesce.
Anticipato da un EP pubblicato a maggio 2010 solo in digitale e poi ristampato a grandissima richiesta, “Un meraviglioso declino” sta facendo gridare al miracolo la critica e il pubblico. Ovunque si parla della rinascita di un nuovo cantautorato italiano figlio della tradizione ma che non si pone limiti e prova a guardare a quello che succede lontano dai nostri confini. Agli anni '70 riveduti e corretti da Wilco, John Grant e Fleet Foxes, giusto per fare un po' di nomi.
Registrato con strumenti e macchine vintage in diversi studi di registrazione italiani come il Posada Negro di Studios di Roy Paci, Le Officine Meccaniche a Milano, il Vertigo Studio di Siracusa e l'Alpha Dept di Bologna, “Un meraviglioso declino” vede la partecipazione di numerosi ospiti: il sodale Alessandro Raina, Sara Mazo (ex voce degli Scisma), Andrea Suriani dei My Awesome Mixtape, i cori di Lucia Manca e Grazia Negro, i fiati suonati da Mirko Onofri della Brunori Sas e quelli arrangiati e suonati da Roy Paci, autore anche delle orchestrazioni.
Della produzione si è occupato Giacomo Fiorenza, recentemente premiato come miglior produttore artistico del 2011, già dietro la console per Paolo Benvegnù, Offlaga Disco Pax, Moltheni e I Cani (tra gli altri).
Un lavoro ambizioso e collettivo, che proprio dal vivo trova la sua forma più compiuta grazie a una band di cinque elementi che irrobustisce il suono e offre una dimensione diversa rispetto a quella del disco, con scalette che variano di serata in serata, cover e altre sorprese assortite. www.myspace.com/colapesce
Live di questa band:
Gio 17 Mag
- Lamezia terme (CZ) -
Italia
SENSUM LAMEZIA TERME CZ
Sin dalla formazione nel 2004, il duo di Toronto composto da Ethan Kath e Alice Glass ha generato immediatamente un fortissimo interesse grazie ad una serie di singoli (immediatamente sold out). Dal momento del loro album di debutto nel 2008, il duo si è guadagnato migliaia di fans in tutto il mondo grazie alla potentissima formula di electronic dance music, influenzando una nuova generazione di artisti elettronici restii ad accettare i confini dei generi classici. Il primo album Crystal Castles ha anche ottenuto un incredibile successo di critica ed in Gran Bretagna è stato nominato trentanovesimo nella lista dei 50 album migliori della decade stilata da NME. Nel 2008 e 2009 i Crystal hanno affrontato lunghissimi tour intorno al globo, partecipando ai più importanti festival come Coachella, Oxegen Festival , Iceland Airwaves, Glastonbury e Reading e come support del tour estivo dei Nine Inch Nails, facendosi apprezzare per le loro performance incendiarie e sorprendenti. L’atteso secondo album dei Crystal è previsto nella prossima primavera per la Fiction Records, storica label nota come etichetta dei CURE per molti anni. Ultime dichiarazioni hanno rivelato che la produzione è stata affidata a Paul Epworth (Bloc Party, Kate Nash, The Rapture) che ha collaborato con la band per una serie di brani. L’NME che ha avuto modo di ascoltare alcuni brani in anteprima ha affermato che il nuovo sorprendente materiale offre la band al massimo della creatività e sarà capace di mettere d’accordo i pubblici più diversi. www.myspace.com/crystalcastles
Il trio elettronico inglese, composto da James Young, Aiden Whalley e James Buttery, arriva in Italia per tre date per presentare l'acclamato album NORTH, a pochi giorni dall'annuncio della firma con la prestigiosa etichetta WARP.
l suono del nuovo millennio è una stella oscura. Non è per nulla sorprendente che già con uno dei loro primi lavori (il singolo “Aidy's Girl Is A Computer”, 2009) e poi al debutto sulla lunga distanza con l'album “North” (2010) i Darkstar abbiano avuto un' accoglienza strepitosa da pubblico e critica. Ci sono casi in cui il talento è evidente, soprattutto quando – come nel caso di questi ragazzi inglesi – si scopre la strada per rappresentare nel migliore dei modi lo spirito dei tempi, nella sua veste più visionaria e creativa.
La loro musica potrebbe essere addirittura catalogata come pop; ma un pop che si nutre delle cupe sperimentazioni dubstep, delle rarefazioni tipiche della minimal techno, di un battito ritmico che fotografa in qualche modo le vibrazioni di un dancefloor improvvisamente, vertiginosamente collassato. Nei Darkstar melodie perfette invece di annegare in facili e compiaciute soluzioni mainstream scelgono piuttosto di avventurarsi in luoghi scuri, inquietanti, pieni di visionaria tensione.
Ora questo speciale, specialissimo approccio viene trasportato nella dimensione live. A James Young ed Aiden Whalley si aggiunge la voce di James Buttery, l'intreccio di sintetizzatori e laptop trova soluzioni sempre più affilate ed immaginifiche, il battito di un'emotività mutante smette di vivere solo nelle cuffie o negli impianti stereo di noi ascoltatori per mettersi invece a nudo, dal vivo – diventando così ancora più perturbante.
Ci sono pochi, pochissimi nomi in musica che possono contare, oltre a una fama diffusa dal punto di vista meramente quantitativo, anche su un indiscusso ed entusiasta rispetto da parte di diverse scene musicali contemporaneamente: fra queste vere e proprie eccezioni, i De La Soul occupano di sicuro uno dei posti d'onore.
Senza il minimo dubbio uno dei gruppi hip hop più grandi di sempre, caposcuola di quella “daisy age” dei primi anni '90 (A Tribe Called Quest, Jungle Brothers...) che è considerata dagli esperti del genere una vera e propria età dell'oro dal punto di vista artistico, negli anni hanno sempre mantenuto una qualità ed integrità creativa assoluta, capace di andare al di là delle mode del momento. Nel mondo (spesso assai litigioso) dell'hip hop, una delle poche realtà che sempre e da sempre mette tutti d'accordo. Non una cosa da poco, tutt'altro.
La considerazione di cui godono è però appunto a trecentosessanta gradi: merito della pietra miliare “3 Feet High And Rising”, album semplicemente geniale, votato nell'anno della sua uscita tanto per dire come “Disco dell'anno” perfino da un bastione del rock come la rivista inglese NME, o anche di un lavoro come “De La Soul Is Dead”, raffinatissimo, uscito due anni più tardi, nel 1991.
E' difficile comunque trovare un passo falso nella discografia di Dave Trugoy, Maseo, Podsnuos: “Stakes Is High”, “Art Official Intelligence”, “The Grind Date” hanno un appeal magari meno vario ed universale stilisticamente e più concentrato invece sugli stilemi della scena hip hop, ma la loro qualità è cristallina. Non è un caso quindi che anche negli ultimi anni i De La Soul siano sempre stati al centro delle attenzioni anche di pubblici ed artisti apparentemente lontani come background sonoro, valga per tutti l'esempio di Damon Albarn che ha fortemente voluto coinvolgere i tre mc americani nel progetto Gorillaz (ottenendo capolavori come la traccia “Feel Good Inc.”).
Il loro profilo si è mantenuto a livelli eccelsi negli anni anche grazie alle loro esibizioni live: lì dove spesso gli act hip hop si limitano ad una routine mc al microfono + dj ai giradischi senza troppe alzate d'ingegno, i tre De La Soul amano ora come allora costruire show pieni di trovate teatrali, scherzi, sorprese musicali, mash up imprevedibili. L'indiscutibile alta qualità tecnica come rapper si sposa ad un'energia e felicità creativa contagiosa, sorprendente, qualche volta addirittura spiazzante: oggi come allora, davvero un act da non perdere.
www.myspace.com/delasoul
i sudafricani Die Antwoord, formati dal rapper Ninja, dalla vocalist Yo-Landi Vi$$er e da DJ Hi-Tek, sono davvero come nessun altro, un'autentica scheggia impazzita nel pop contemporaneo. La loro popolarità nasce da un album autoprodotto messo in circolazione gratuitamente nel solo formato digitale (“$O$”, 2009, poi rieditato l'anno dopo anche in formato fisico) e da una serie di video – primo fra tutti “Enter The Ninja”, ampiamente sopra i dieci milioni di visualizzazioni su You Tube – assolutamente folgoranti. L'immaginario che caratterizza la band (o la “rap-rave crew”, come loro amano definirsi) infatti di sicuro non lascia indifferenti: tensione, adrenalina, cattivo gusto, pacchianerie e una strana forma di morbosità stemperata da una sottile (e tagliente) auto-ironia, il tutto racchiuso in una confezione estetica di primo livello (anche il regista di culto Harmony Korine ha voluto lavorare con loro, nel mediometraggio “Umshini Wam” presentato in anteprima al SXSW di Austin e facilmente reperibile in rete).
Una esasperazione degli stilemi più volgari dell'hip hop immersa però in una specificità distante anni luce dai luoghi comuni del rap americano, se non per certi richiami al “white trash” di eminemiana memoria. Di sicuro, uno dei prodotti più originali di sempre figliati dall'incrocio tra rap ed elettronica, nonché una critica dall'interno dei meccanismi artistici e sociali del pop mainstream: alle prime ingerenze della Interscope, la label che li aveva messi sotto contratto dopo l'esplosione di popolarità e che chiedeva un nuovo album sufficientemente “commerciale” e meno sguaiato ed inquietante, i Die Antwoord hanno infatti risposto andandosene sbattendo la porta: “Ten$ion” (2012) esce quindi per la loro etichetta personale, la Zef Records. Una chiara dichiarazione d'intenti sulla consapevolezza della propria missione artistica.
Non è comunque solo questione di buone idee, di video ben fatti, di immaginari accattivanti o intelligenti: Ninja è in realtà un veterano della scena hip hop sudafricana, da anni uno dei suoi membri più rispettati, e lo si vede bene dal vivo, dove la sua capacità di tenere il palco è davvero impressionante sia per padronanza tecnica che per quella scenica. L'interplay con Yo-Landi è tanto atipico quanto calibrato e l'impatto ritmico è una costante continua. http://dieantwoord.com/
http://www.facebook.com/DieAntwoord
Buone notizie in casa Edible Woman: terminate le registrazioni del nuovo disco (la cui uscita è in programma per l'autunno 2012) dopo avere ottenuto la candidatura con il video del brano inedito “Money For Gold” girato da Lorenzo Casadio al prestigioso “Festival Internacional De Cine Pobre” di Cuba la band è pronta a tornare sulla strada per una manciata di date questa primavera e siamo onorati di potervi annunciare che ad affiancarli sul palco alla chitarra ci sarà Lorenzo Stecconi dei Lento. I live saranno l'occasione per testare per la prima volta dal vivo il nuovo disco nella sua interezza. www.myspace.com/ediblewoman
La Band autrice del celebre “Based On A True Story, l'album neozelandese più venduto di tutti i tempi, arriva dopo anni di attesa in Italia per una data a Milano a fine estate per presentare la sua irresistibile miscela di funk, soul, reggae e dub!
Il vulcanico combo soul Neozelandese Fat Freddys Drop aveva ammaliato mezzo mondo nel 2005 con lo strabiliante esordio Based On A True Story, album neozelandese più venduto di tutti i tempi, 8 volte disco di platino soltanto in Nuova Zelanda, e poi grande successo anche nel resto del mondo.
B.O.A.T.S ha segnato un risultato unico se si pensa che si tratta di un album indipendente che ha goduto di una promozione pressoché nulla.
L'album ha poi raccolto ottimi risultati di vendita e di critica in tutto il mondo ed è stato album dell'anno per l'influente trasmissione di Gilles Peterson alla BBC nel 2005. B.O.A.T.S. è un concentrato di dub, reggae ed elettronica dancefloor i cui ritmi pesanti sono cullati da arrangiamenti jazz, soul, funk impregnati dall'atmosfera pigra dell'isola di Aotearoa.
Dopo questo lavoro la band ha pubblicato nel 2009 il secondo capolavoro Dr Boondigga & The Big BW, che comprende 9 brani di difficile catalogazione nati durante i lunghi viaggi e le lunghe jam live successive all'album d'esordio. Questo lavoro è andato direttamente al #1 in Nuova Zelanda aggiudicandosi il disco di platino in soli 4 giorni. La band, forte di una migliore scrittura e di un processo creativo ormai rodato che ha assorbito elementi di banghra beat, ha parzialmente abbandonato le lunghe jam che caratterizzavano il primo album lasciando questa caratteristica alle esibizioni dal vivo. La piacevolezza e la scorrevolezza dell'ascolto ne guadagnano molto e l'insieme risulta assolutamente irresistibile!
Nel 2010 è la volta dell'album Live at the Roundhouse registrazione di un epico concerto tenuto nella storica sala concerti di Camden nel 2008, la definitiva consacrazione dello leggenda di formidabile live band che circonda i FFD.
Come sanno benissimo i fan della prima ora, il modo migliore per fruire della volubile magia dei Fat Freddy's Drop è “live and direct”. Le performance dal vivo sono il nettare vitale della loro musica che generalmente evolvono in un'esperienza collettiva spontanea ed eclettica. Un live da non perdere!
Fat Freddy's Drop sono: Joe Dukie aka Dallas Tamaira (Voce) Dobie Blaze aka Iain Gordon (tastiere e synth) Tony Chang aka Toby Laing (tromba) Jetlag Johnson aka Tehimana Kerr (chitarra) Hopepa aka Joe Lindsay (trombone) Fitchie aka MU aka Chris Faiumu (MPC) che presentano Chopper Reedz aka Scott Towers (sassofono) www.fatfreddysdrop.com
FOUR TET
Four Tet, uno dei più rispettati ed amati producer digitali dell'ultimo decennio, capace di conquistare con la sua elettronica piena di ricami preziosi e trovate geniali sia le platee più abituate a sonorità indie rock che quelle più devote alla club culture – questo senza dimenticare i suoi molti riferimenti al jazz e all'improvvisazione.
There is love in you è il quinto album del geniale artista inglese ed è il primo lp dopo oltre 5 anni di distanza dal precedente Everything Ecstatic.
Una rivoluzione gentile. Per certi versi si potrebbe riassumere così la parabola di Four Tet (all'anagrafe, Kieran Hebden). Pochi altri artisti hanno infatti lasciato un segno così potente nell'ultimo decennio: anni in cui la bedroom music (ovvero musica che è possibile fare nella propria camera con l'ausilio del proprio laptop e nient'altro: un'attitudine, più ancora che uno stile) è diventata regola diffusa, trovando in Four Tet il più geniale degli innovatori e quello che ha raggiunto i più alti risultati artistici. Il tutto senza mai perdere una innata timidezza, una grande gentilezza di modi. Atteggiamento davvero raro, se pensiamo che ormai da anni Four Tet è uno degli artisti di punta della Domino (l'etichetta che ha lanciato dal nulla Franz Ferdinand ed Arctic Monkeys) così come è adorato da Thom Yorke e dai Radiohead tutti, che più volte lo hanno chiamato come remixer e come compagno di tour, considerandolo un caposcuola assoluto e una grande fonte di ispirazione.
Dopo un primo album uscito nel 1999 (“Dialogue”) già interessante ma ancora acerbo, è nel 2001 con “Pause” che Kieran si mette improvvisamente al centro dell'attenzione. Merito di una sorprendente capacità di mescolare schegge di hip hop, jazz, folk, indie rock, lavorando col proprio laptop come se fosse un'arma dalle infinite possibilità. Nella sua musica, pop e sperimentazione estrema convivono in equilibri affascinanti ed imprevedibili.
Gli album successivi (“Rounds” nel 2003, “Everything Ecstatic” nel 2005, “Ringer” e il nuovo “There is Love In You”) trovano unanimi riscontri di critica e pubblico, vista la capacità di Hebden di non deludere mai e rinnovarsi ogni volta, pur mantenendo il proprio inconfondibile marchio decostruttivista.
Ci sono poi svariati remix (andando da materiale di Steve Reich a quello dei Kings Of Convenience, passando per Badly Drawn Boy e The Notwist) e una fortunata collaborazione con un maestro della batteria jazz, Steve Reid. Segno che la bedroom music di Four Tet ha davvero la statura per dialogare con le più alte forme sonore contemporanee. www.fourtet.ne www.myspace.com/fourtetkieranhebden
Il duo inglese, formato da Andrew Hung e Benjamin John Power, è prossimo alla pubblicazione del nuovo album che uscirà in autunno per l'etichetta ATP Recordings, e sbarca ad Ypsigrock Festival dopo il grande successo ottenuto con i primi due album, “Street Horrrsing” e soprattutto “Tarot Sport” giudicato dalla critica internazionale come uno tra i migliori album del 2009.
www.fuckbuttons.co.uk/
www.myspace.com/fuckbuttons
"Good Luck", quinto album sulla lunga distanza del gruppo emiliano.
Registrato a San Prospero di Correggio, non lontano da dove i CCCP registrarono "Epica Etica Etnica Pathos", il disco ha il sapore di questa terra, delle sue collocazioni, degli spazi vuoti, delle linee rette, dei parallelismi voluti e involontari, tra un casolare, una latteria, una porcilaia.
Per la prima volta, forse, senza che influenze o ascolti musicali esterni ne abbiano accompagnato la scrittura e la realizzazione, il disco si è sviluppato in fasi diverse e non omogenee tra loro dopo l'esperienza de “Il Fuoco”, progetto che rifuggiva la canzone e l'idea stessa di disco come raccolta di canzoni.
Un album nato da poche sessioni di prova molto distanti tra loro, in mezzo alle quali il gruppo ha suonato pochissimo in Italia e di più in Germania, come ad estraniarsi dal corso attuale delle vicende musicali del nostro paese ed andare all'estero per ritrovare il suo suono. Per ricostruirlo su quei palchi, continuando a vivere il sogno di gruppo musicale europeo.
“Good Luck” è anche un disco che ha visto chiudersi una fase ed aprirsene un'altra con l'avvicendamento alla batteria tra Francesco Donadello, che lascia il natio suolo per trasferirsi a lavorare in quel di Berlino, ed Andrea Mancin, altro veneto picchia pelli.
L'album è stato prodotto da Francesco Donadello, Andrea Sologni e dagli stessi Giardini di Mirò, mentre il missaggio è stato effettuato da Andrea Sologni con il prezioso aiuto di Andrea Suriani che ha curato anche il mastering presso gli studi Alpha Dept. di Bologna.
Fra gli ospiti si segnalano Sara Lov (Devics) che canta il brano 'There Is A Place', Stefano Pilia che è ospite alla chitarra su 'Spurious Love' ed Angela Baraldi, ospite alla voce in 'Spurious Love' e 'Rome'.
www.giardinidimiro.com www.facebook.com/giardinidimiro
Meglio noto come il frontman dei FRAMES e come metà maschile del duo Swell Season, Glen Hansard ha appena concluso il suo primo album solista che vedrà la luce a giugno 2012. Si tratterà del suo primo album dalla pubblicazione di STRICT JOY del 2009 con gli Swell Season.
Nella formazione Swell Season, insieme alla giovane musicista ceca Marketa Irglova, Glen aveva recitato nel film indipendente Once, con cui la coppia aveva vinto l'Oscar per la Migliore Canzone Originale nel 2008.
Nato a Dublino nel 1970 Hansard è giunto all'attenzione internazionale grazie alla partecipazione al film di Alan Parker “The Commitments”, in cui interpreta la parte del chitarrista Outspan Foster. Ha successivamente fondato la band di culto Frames nel 1990 divenendo uno dei musicisti irlandesi più apprezzati e acclamati a livello internazionale. Nel 2003 è stato il volto del programma televisivo Other Voices: Songs from a Room dedicato alla scoperta di giovani talenti irlandesi. Nel 2006 insieme alla giovanissima Marketa Irglova, Glen forma gli SWELL SEASON, ed insieme i due musicisti sono i protagonisti del bel film indipendente ONCE, grazie a cui si aggiudicano l'OSCAR per la miglior canzone originale con Falling Slowly. Glen e Marketa hanno inoltre registrato una versione di You Ain't Goin' Nowhere di Bob Dylan per il film di Todd Haynes I'm Not There del 2007.
READ MORE:
http://www.theframes.ie/
I Pariolini di diciott'anni e Wes Anderson: l'avventura de I Cani è cominciata così, con due canzoni pubblicate su Internet e nessuna informazione per il pubblico. L'attenzione è stata tanta fin da subito, ma è dal 18 aprile 2011, con la comparsa sul web di Velleità e l'annuncio di un album in uscita per 42 Records, che la giostra ha cominciato a girare e non si è più fermata.
Dieci mesi trascorsi tra voci incontrollate, conferme, smentite e un incredibile risposta da parte di pubblico e critica.
Non ha più senso ormai parlare di “gruppo rivelazione”, “il caso discografico dell'anno”: I Cani sono I Cani. Una cosa che c'è ed è viva, presente, reale.
Il loro “sorprendente album d'esordio” ha raggiunto risultati fuori dal comune, a cominciare dall'exploit nella top ten di iTunes che li ha visti rivaleggiare con nomi del panorama mainstream come Lady Gaga, Adele o Jovanotti, fino ad arrivare all'incredibile serie di sold out che ha contrassegnato il loro tour del 2011, con biglietti introvabili già settimane prima dei concerti e date raddoppiate in alcune delle più grandi città italiane. I quotidiani ne parlano, le grandi radio li inseguono, ovunque sembra essere scoppiata la Cani-mania. Era da tanto che in Italia non accadeva una cosa del genere, e forse non era mai accaduta in questi termini.
www.facebook.com/icaniband
A soli 22 anni, James Blake è uno dei musicisti che stanno cambiando la faccia del suono elettronico, e forse anche delle classifiche: dopo aver conquistato i Top 40 britannici con il la splendida cover del brano di Feist 'Limit To Your Love', il suo album di debutto è immediatamente entrato fra i dieci più venduti in UK.
Preceduto da una serie di EP visionari -come 'Air & Lack Thereof' e 'CMYK', capaci di rimodellare l'estetica dubstep su coordinate ancora più astratte e innovative, il suo primo album (intitolato semplicemente 'James Blake') è una nuova sorpresa, letteralmente in grado di inventare un linguaggio sottilmente rivoluzionario, che applica soluzioni sonore sperimentali a canzoni "da camera", raccolte e minimali nel loro disegno, interpretare con uno stile vocale quasi gospel, dichiaratamente influenzato da artisti come Joni Mitchell e Bon Iver.
La critica inglese è letteralmente impazzita per questo giovane talento al punto che il suo album omonimo è entrato al #2 nelle nomination per il “BBC Sound Poll” tra i più importanti riconoscimenti britannici.
James ha ricevuto inoltre una nomination da iTunes USA come “best electronic artist”
www.facebook.com/jamesblakemusic
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Kevin Saunderson é l'artefice, insieme ai colleghi DerrickMay e Juan Atkins, della rivoluzione chiamata Detroit Techno, fenomeno musicale in grado di ampliare i confini della dance music nel mondo. Tra i numerosi pseudonimi utilizzati durante la sua brillante carriera artistica, “The Reese Project”, “Kaos”, “Tronic House”, “E-Dancer”, clamoroso é il successo conseguito dal progetto “Inner City”, nato dal sodalizio con la vocalist Paris Grey. Considerato come una delle pietre miliari dell’elettronica contemporanea, l’Inner City sound dimostra oggi, dopo 30 anni di vita, di essere uno dei grandi sopravvissuti della dance music, forte di una produzione di brani di altissimo livello tra cui "Big Fun", "Good Life", "Pennies From Heaven", "Do Ya" e "Your Love". Il Kevin Saunderson Elevator Tour celebra 20 anni di carriera dell’artista attraverso un inedito live act seguito da un appassionante dj set che spazia dalla house music alla techno, attraversando la carriera di uno dei leader mondiali della musica ellettronica. www.myspace.com/kevinsaunderson
Kurt Vile arriva in Italia con i suoi Violators dopo anni di attesa per presentare il quarto album della sua carriera Smoke Ring For My Halo, capolavoro che lo ha consacrato come uno dei più grandi e originali cantautori della sua generazione, e il nuovo ep SO OUTTA REACH uscito a fine 2011 sempre per MATADOR Records.
Già dalle atmosfere evocate da Baby's Arms, brano di apertura dell'ultimo album, è evidente quanto Smoke Ring For My Halo sia familiare e inedito allo stesso tempo. Una dimostrazione di come Kurt possa utilizzare metodi e suoni logori per ottenere però dei risultati che sono emozionalmente e musicalmente tutt'altro che ovvi. Ci troviamo di fronte un album, difficile da catalogare, che contiene evidenti tracce del passato ma che non perde tempo prezioso ad essere riverente verso di esso. Con il precedente Childish Prodigy (2009) Kurt era stato paragonato a Leonard Cohen, Tom Petty, Psychic TV, e Animal Collective, ed oggi forse potremmo trovare dei rimandi ad un mondo sonoro che spazia dai Suicide, Leo Kottke, My Bloody Valentine, Bob Seger sino a Nick Drake. Tuttavia Kurt è in grado di unire tutte queste disparate e varie fonti d'ispirazione in modo talmente naturale e affatto pretenziosoda rendere inutili tutti i paragoni.
Da pochi mesi ha visto la luce So Outta Reach, una collezione di 5 brani registrati durante la session di Smoke Ring For My Halo ma non utilizzati nell'album che contiene anche una versione di 'Downbound Train' di Bruce Springsteen.
Kurt Vile può appartenere ad una lunga stirpe di classici cantautori americani ma la sua musica è unica e originale e non temiamo di essere smentiti nel sostenere che egli sia il più grande della sua generazione.
Pur essendo il quarto album, in un certo senso Smoke Ring For My Halo può essere considerato il suo primo vero lavoro compiuto, in cui ogni singolo elemento viaggia in perfetto equilibrio con gli altri. Tenero ed evocativo, evanescente e allo stesso tempo godibile, duro e potente eppure accattivante, un album perfetto per ogni giorno di qualsiasi stagione, in grado di soddisfare tutti i possibili stati d'animo in qualsiasi immaginabile scenario, che sia la prima cosa che si ascolta al mattino o l'ultima prima di andare a dormire.
Smoke Ring For My Halo è un'unione perfetta e sfaccettata di introspezione notturna e esplorazione vivace del mondo esterno.
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http://www.kurtvile.com/
www.matadorrecords.com/kurt_vile
www.myspace.com/kurtvileofphilly
Il capolavoro dei Lemonheads "It's A Shame About Ray" compie 20 anni e per celebrare quest' anniversario il frontman Evan Dando ha deciso di riunire i suoi Lemonheads.
Evan Dando, Juliana Hatfield e David Ryan suoneranno quindi dall'inizio alla fine l'album del 1992, perfetta miscela di punk e pop, in un'unica imperdibile data a Milano il 18 maggio.
Questa sarà dunque la sola occasione per ascoltare dal vivo nel loro originario splendore classici come "Confetti," "My Drug Buddy," "Alison's Starting to Happen" "Bit Part “ oltre ai brani migliori della carriera della band di Boston.
Le prime prove discografiche dei Lemonheads, creatura di Dando nata nel 1986 a Boston sono all'insegna di un hardcore punk che deve molto ad Hüsker Dü e The Replacements. Di questa prima fase, si segnalano i dischi Hate Your Friends (1987), Creator (1988), Lick (1989).
Non sono però questi i lavori che meglio rappresentano la sensibilità artistica di Dando, che sterza in maniera decisa verso il pop all'inizio degli anni '90 dando alla luce un disco come It's a Shame About Ray (1992). L'opera viene acclamata nell'ambiente underground come un capolavoro e si comincia a parlare del leader dei Lemonheads come di un idolo generazionale (seppur indipendente e relegato ad una scena minore della musica rock americana). Nel disco è, tra l'altro, inclusa la cover di Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel che diventerà uno dei brani più amati e conosciuti del gruppo.
La stessa ispirazione, macchiata da elementi country dovuti alla scoperta di Gram Parsons, è alla base di Come on Feel (1993); il secondo disco che definisce la personalità del gruppo e la sua influenza sulle future generazioni di musicisti.
Tre anni dopo arriva Car Button Cloth (1996), ultimo respiro discografico prima di una pausa di una decina d'anni.
E' solo nel 2006 che vede la luce il nuovo album della band, intitolato semplicemente The Lemonheads, co-prodotto da Dando e Stevenson, che vede la partecipazioni di ospiti importanti come J. Mascis (DINOSAUR JR.) e Garth Hudson (THE BAND) e che Evan Dando ha definito come un album che“ Suona come un vero disco dei LEMONHEADS, forse un pò meglio. Più veloce, più duro, più vicino al punk di gruppi come i Buzzcocks e molto meno introspettivo rispetto ad altri nostri album ”.
L'ultimo lavoro, uscito nella scorsa estate si intitola Varshons, termine che si spiega come storpiatura di “Versioni” ed è un magnifico album di cover che segna il sodalizio dei Lemonheads con l'etichetta Cooking Vinyl.
Da Gram Parsons a Leonard Cohen passando per Townes Van Zandt, i Wire e Linda Perry, Dando si impadronisce con maestria di tutti i brani interpretandoli con il suo personale stile, grazie anche alla collaborazione di Gibb Haynes dei Butthole Surfers, produttore del disco, e alla partecipazione di Liv Tyler e Kate Moss.
Insieme ai Dinosaur Jr., i Buffalo Tom e ovviamente i Nirvana, Evan Dando è stato tra i più rappresentativi esponenti dell'underground made in U.S.A. degli anni '90. Una scena che è riuscita a coniugare melodia pop e rabbia hardcore segnando in profondità un'epoca e una generazione.
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http://www.thelemonheads.net
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Nootropics, questo lavoro inaugura un nuovo capitolo artistico nella carriera della band nata nel 2009 dalla volontà creativa della texana Jana Hunter, già collaboratrice di Devendra Banhart.
Un assaggio del nuovo stile è riscontrabile nel singolo 'Brains' di cui è possibile vedere il video qui http://lowerdens.com/. Centrato sulla cantante Jana e realizzato da Tristan Patterson questo brano rivela i temi centrali di Nootropics: una sorta di minimalismo monumentale, in cui i suoni che potrebbero sembrare a mala pena percettibili a un primo ascolto si rivelano invece centrali e fondamentali nell'architettura dell'album.
I Lower Dens oggi sono Jana, Geoff Graham, Will Adams, Nate Nelson e Carter Tanton.
Nootropics è stato registrato presso il Key Club Recording di Benton Harbor in Michigan con l'aiuto del produttore Drew Brown, già collaboratore di Radiohead, Beck e Blonde Redhead ed è stato poi concluso a Baltimora.
Nel 2010 I lower dens avevano pubblicato l'acclamato esordio Twin-Hand Movement ottenendo l'unanime consenso della critica specializzata. www.lowerdens.com
Luca Sapio presenta “Who Knows” Luca Sapio conosce il soul come pochi, Luca Sapio canta il blues e il soul come pochi.
Già voce dei The Accelerators, The Black Friday e Quintorigo, presenterà dal vivo il primo cd solista Who Knows (Ali Bumaye/Audioglobe)
Nel suo timbro e nella sua espressività vocale si avverte profondamente l'influenza di tonnellate e tonnellate di musica afroamericana con la quale è cresciuto e che lo accompagna tuttora. La sua voce si è evoluta temperandosi attraverso una vita difficile, anni che lo hanno visto vagare, lavorare, studiare e suonare in giro per gli Stati Uniti, passando dalla West Coast al Canada, fino a stabilirsi di nuovo e ripartire dalla sua città, Roma. Così dopo numerose e prestigiose collaborazioni in ambito jazz e rock arriva finalmente “Who Knows”, il suo atteso disco d'esordio.
“Who Knows” è un album di puro “gritty soul” nella sua formula più tagliente e autentica. Un insieme, coinvolgente e diretto, di super groove, armonie gospel, fiati, psichedelia e profezie spirituali. “Who Knows” contiene 9 brani originali per 9 nuovi classici del soul, più due strepitose cover. Un sound che parte dal Pigneto (Roma) e che arriva dritto a Williamsburgh (New York).
Il tutto magicamente supervisionato, prodotto e registrato nei misteriosi studi della Dunham Records su nastri da un pollice dal leggendario Thomas “TNT” Brenneck (Cee-lo Green, Mary J. Blige, D'Angelo, Mark Ronson, K'Naan, John Taylor, Benny Blanco, John Hill, Santogold, Foreigner, St. Vincent, Aloe Blacc, The Like, Sean Lennon, Alex Greenwald, Mike Snow, The Kaiser Chiefs) che per l'occasione ha chiamato alla sua corte le eccellenze della pluripremiata e corteggiatissima family soul di Brooklyn, membri della Menahan Street Band, The Budos, The Extraordinaries. Gli stessi fautori del suono di Amy Winehouse, Sharon Jones e Charles Bradley.
Si avete letto bene: esattamente loro.
Parte integrante di tutta l'operazione e fedeli partners nella registrazione dell'album è inoltre il soul jazz combo “Capiozzo & Mecco” , backed band in pianta stabile del trombettista New Yorkese Jimmy Owens con il quale hanno registrato l'album “peaceful walking” e suonato nei più importanti festival jazz internazionali ospitando diversi artisti tra cui Mario Biondi. Dal loro disco “Whiskey a go-go” è stata scelta“Small club” per la serie americana Sex And The City.
“Who Knows” ha quella forza emotiva e quell'energia che ha pervaso lo stile di Thomas “TNT” Brenneck e dei suoi collaboratori. Una collaborazione, questa, scaturita dalla passione per il soul più autentico e classico, quello per intenderci di maestri quali Bobby Blue Bland, Syl Johnson, Otis Redding, Al Green, Solomon Burke, James Brown.
L'album di Luca Sapio è anche il primo vero incontro tra “nuovi leader della vecchia scuola”. Qualcosa che unisce artisti che conoscono e suonano il soul come pochi. Il nuovo soul italiano e il nuovo soul americano. Qualcosa di cui possiamo essere orgogliosi. Soprattutto in tempi duri e difficili come questi. Del resto Luca Sapio non è certo estraneo ai tempi duri. www.myspace.com/lucasapio
Munk (dj set. Germania) Gomma Records New MUNK album!
The new MUNK album CLOUDBUSTER is out now!
YEAH!!!
And it seems everybody loves it! The album has been selected as one of the "best album of the month" in Germanys magazines GROOVE, MUSIKEXPRESS and SPEX and TSUGI and MODZIK magazines in France.
The Sound? Londons i - D Magazine described it as "superb Futuristic Disco and psychedelic soul"...
It includes the single LIFE FAST DIE OLD
featuring ASIA ARGENTO.
Remixes by JUAN MACLEAN (DFA), HEADMAN out NOW!ED BANGER All Stars and WHOMADEWHO - Out in July!
http://www.gomma.de
Due anni dopo essersi fatta conoscere grazie all’acclamato debutto Bring Me the Workhorse, Shara Worden -aka My Brightest Diamond- si conferma come una delle voci più originali, vibranti e creative della musica indipendente americana. Il suo nuovo lavoro mozzafiato A Thousand Shark’s Teeth (in uscita a giugno su Asthmatic Kitty) ci ripropone fin dal primo ascolto l’innegabile grandezza di questa cantautrice.Affascinante, giocoso, audace, premonitore, aggraziato, eclettico, eccitante, viscerale: sono questi i primi aggettivi che vengono in mente dopo aver ascoltato A Thousand Shark’s Teeth. Evocativo e complesso, il disco è pieno di quelle melodie e arrangiamenti che ti restano attaccati addosso anche dopo che hai smesso di ascoltarlo.
Composto da canzoni scritte sia prima che dopo l’uscita dell’album precedente e prodotto e arrangiato dalla stessa Shara, questo nuovo lavoro riflette momenti, sensazioni, generi musicali e sfaccettature diversi di una stessa personalità e tutti questi elementi sono abilmente tenuti insieme dal filo conduttore costituito dalla voce potente e dinamica di Shara.
Il disco, in origine voluto come un affair più classico in stile quartetto d’archi, si è poi evoluto e affinato durante un periodo lungo sei anni. Mixato da Husy Hoskulds (Tom Waits, Elvis Costello) e registrato tra Berlino, Los Angeles e New York A Thousand Shark’s Teeth vede la partecipazione di venti musicisti. Dopo aver suonato nella band di Sufjan Stevens, My Brightest Diamond ha poi esordito come solista nel 2006 con il suo Bring Me the Workhorse. Da lì sono iniziati mesi di tour che l’hanno portata a dividere il palco con artisti come The Decemberists, The National, St.Vincent, Devotchka, Sufjan Stevens e molti altri. www.mybrightestdiamond.com www.myspace.com/mybrightestdiamond
Indiscussi leader della musica elettronica britannica, gli ORBITAL rientrano nel giro in questo 2012 grazie al nuovo lavoro “Wonky”(audioglobe), primo album dopo ben otto anni di silenzio. Riunitisi recentemente dopo una lunga pausa, Paul e Phil Hartnoll sono tornati in forma splendida e sono pronti per riprendersi il meritatissimo titolo di signori delle arene dance. Senza tempo e contemporaneo, confortante e divertente, “Wonky” dà una moderna e vivace interpretazione al marchio di fabbrica del duo, da sempre caratterizzato da melodie ed emozionanti tessiture elettroniche. Familiare sin dal primo ascolto, eccitante ed eclettico, “Wonky” suona già come una dei migliori lavori mai realizzati da Paul e Phil. www.orbitalofficial.com
www.facebook.com/orbitalband
www.twitter.com/orbitalband
PEACHES / Impeach My Bush Torna la electro punk rocker più cool e trasgressiva. L'album è stato prodotto da Peaches stessa a Laurel Canyon e si avvale della collaborazione di Joan Jett, Josh Hommes, Samantha Maloney (Hole, Motley Crue) e Feist. "Impeach My Bush" segna la svolta per quanto riguarda i suoi spettacoli dal vivo. Adesso infatti avrà una vera band ad accompagnarla nei prossimi tour con Nine Inch Nails e Bauhaus. I musicisti sono Samantha Maloney alla batteria, Radio Sloan (chitarrista di Courtney Love) e JD Samson (Le Tigre)… www.peachesrocks.com
Ispirato dalla scena soul underground di fine anni '70, con una particolare predilezione per la musica Dance di quell'epoca, Pete Tong è da sempre un acuto osservatore della scena musicale internazionale, precursore di tendenze, scopritore di nuovi generi musicali. Da vent'anni DJ Dance di fama internazionale non limita la sua ricerca ad un solo genere musicale. La selezione di Pete Tong spazia tra più generi: prevalentemente Tech House con variazioni Deep House e Progressive House. Generi diversi con un solo comun denominatore: musica per ballare. www.petetong.com www.myspace.com/petetong
PLAID “Spokes” (Warp) - Malinconia autunnale, particolarmente identificato dal duo inglese e preceduto dal doppio allbum di remix uscito quest'estate ora giungono al loro quinto album. Si parte con Even Spring un po come avevano già fatto in Double Figure arrivando a Cedar City che alterna ritmiche veloci quasi a rammentare un drum'n'bass malato contornato da suoni ambientali ed elettronici, mentre esattamento l'opposto in B Born Droid si comunica quel senso di romanticismo personalmente evidente e sempre sentito che sfocia successivamente nella scaletta con brani un po più accelerati e quasi funky house, comunque con un modo sempre caratteristico di catturare l'attenzione dell'ascoltatore. - www.plaid.co.uk.
Visionari, autori di suoni avvolgenti, innovativi e di atmosfere elettroniche magmatiche i port-royal sono un collettivo genovese che rappresenta uno dei migliori esempi di IDM degli ultimi anni.
Giunti alla pubblicazione, a febbraio 2011, del doppio disco per celebrare i dieci anni di attività, 2000-2011: The Golden Age Of Consumerism (N5MD) contiene inediti da un lato e remixes realizzati per importanti band del panorama mondiale dall'altro.
I port-royal sono attualmente formati da Attilio Bruzzone, Emilio Pozzolini, Ettore Di Roberto e Sieva Diamantakos (visuals), con la collaborazione dell'austriaco Alexander Vatagin che segue Attilio Bruzzone e Sieva nei live.
Dopo l'esordio con Flares, primo full lenght della band del 2006, attraverso l'etichetta inglese Resonant i port-royal cominciano così a farsi spazio nel panorama post-rock e shoegaze, dando inizio anche ad una serie di collaborazioni con altre etichette che permette loro di pubblicare EP e di collaborare con altri musicisti.
Esce così nel 2006 Honvéd, Ep pubblicato dall'etichetta canadese Chat Blanc. Ma è nel 2007, con la pubblicazione di Afraid To Dance, secondo disco, (Resonant) che la band comincia a farsi notare anche in Italia. I suoni dilatati, le magiche atmosfere e quello strano senso di nostalgia che accompagnano questo apprezzato lavoro impegnano la band in alcuni tour in Europa ed in Russia, oltre ad avviare importanti collaborazioni e remix per band come Ladytron e Felix Da Housecat.
Nel 2008 la band pubblica Flared Up (Resonant), un remix di Flares a cui collaborano artisti internazionali come Ulrich Schnauss, Manual, F.S. Blumm, Fizzarum, Minamo, Dialect, Stafraenn Hako.
Nel 2009 esce in tutto il mondo Dying In Time, terzo album che rappresenta la continua voglia di evoluzione della band genovese.
Live i port-royal si presentano in una veste che li vede protagonisti di uno show audiovisuale tra i più interessanti nel panorama nostrano: oltre ai musicisti sul palco (Attilio Bruzzone ed Alexander Vatagin) c'è anche la presenza del visual artist Sieva Diamantakos, di origine greca, in grado di aumentare l'impatto delle performace sonore della band.
Nella musica dei port-royal risiede la voglia di sperimentare, attraverso l'elettronica che entra in contatto con il post-rock, l'ambient e la dance, creando una magmatica onda sonora dal respiro internazionale.
. www.port-royal.it www.myspace.com/uptheroyals
I Primal Scream festeggeranno i 20 anni dell'uscita del loro capolavoro Screamadelica, un album leggendario e seminale per la storia della musica che ha segnato una delle tappe fondamentali nel percorso di contaminazione tra rock indipendente, psichedelia, dance ed elettronica.
La band scozzese guidata da Bobbie Gillespie riesce a fondere questi mondi diversi sino ad allora distanti, anche grazie all'apporto fondamentale di Andrew Weatherall alla produzione, che introduce nelle trame melodiche dei brani “tradizionali” campionamenti ed elementi ritmici innovativi.
Un ponte tra passato e futuro che finirà per avere un impatto decisivo su band, in particolare di area indie, e producer di musica elettronica.
L'unica data italiana di Primal Scream perform Screamadelica rappresenta il miglior inizio possibile per MIT – Meet in Town che, dopo il successo sorprendente della scorsa edizione, quest'anno raddoppia i giorni e gli spazi: il 22 e 23 luglio il grande festival dei nuovi suoni, che è già diventato un punto di riferimento per gli appassionati di musica a livello nazionale, ospiterà decine e decine di artisti, tra i più interessanti e importanti della scena internazionale, con partenza il venerdì e conclusione il sabato notte.
Ma sarà soprattutto l'ulteriore ampliarsi degli spazi a contraddistinguere un evento che, pur conservando alcune peculiarità uniche, ha raggiunto la dimensione di alcuni grandi festival estivi europei. www.primalscream.net
I Rise Against sono una Punk Rock/Melodic Hardcore band proveniente da Chicago, Illinois, USA. Nel 1999, Joe Principe e Mr. Precision dopo lo scioglimento del loro ex-gruppo 88 Fingers Louie decidono di formare i Rise Against. Nasce così il quartetto che affonda le radici nel suono e nella visione (anche sociale) tipica dell'hard-core punk di matrice statunitense.
Dopo 2 album con la Fat Wreck Chords e una partecipazione al Warped Tour, vengono messi sotto contratto dalla Geffen Records, che nel 2004 cura l'uscita di Siren Song Of The Counter Culture, seguito due anni dopo (2006) da The Sufferer & The Witness.
Entrambi gli album hanno venduto assieme oltre 1.300.000 copie in tutto il mondo (entrambi dischi di platino in Canada con 130.000 copie vendute x ciascun album). Anche nel penultimo lavoro Appeal To Reason non mancano i messaggi politici e sociali ad effetto e la collaudata produzione, affidata allo stesso team di lavoro usato per il precedente The Sufferer & The Witness, formato da Bill Stevenson (NOFX, Evan Dando, Comeback Kid) e da Jason Livermore, mentre il missaggio è stato curato da Chris Lord Alge (Green Day, My Chemical Romance, AFI).
L'ultimo album ENDGAME è stato registrato a Fort Collins, in Colorado nello stesso studio in cui sono stati registrati tutti i loro album, ad eccezione di The Unraveling e Siren Song of the Counter Culture. I Rise Against hanno terminato le registrazioni nel gennaio 2011. L'album come di consueto di occupa di problemi reali, e narra eventi recenti che hanno lasciato una ferita profonda nel popolo americano, come l'Uragano Katrina o il disastro ambientale della piattaforma petrolifera "Deepwater Horizon".
Secondo Tim McIlrath, cantante della band, anche se i testi delle canzoni di questo album trattano argomenti tragici, l'approccio è stato sempre positivo.
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SAKEE SED
In anteprima la copertina e la tracklist di "A Piedi Nubi"
in uscita a Maggio per Appropolipo Records
Tracklist di "A Piedi Nubi":
01 - A Piedi Nubi
02 - A.S.M.A. Los Angeles
03 - Molecola
04 - Sta Piovendo
05 - Colpo Al Materasso
06 - Tritolo
07 - !Diavolo!
08 - L'Unico Ricordo Di Siel
09 - Megattera
10 - Presto Parto
Il terzo lavoro dei Sakee Sed è una storia di strumenti che si danno il cambio, nuovi studi ti registrazione tutti fatti di legno ed etichette che nascono per l'occasione.
Howard, il piano che caratterizzò il suono del primo disco “Alle basi della Roncola”, si sentiva stanco e invecchiato di qualche decimo di tono e ha lasciato il posto a Rhodes, suo diretto successore elettrico. Le chitarre acustiche sono state battute a braccio di ferro dalle elettriche, mentre le spazzolate di batteria si sono trasformate in tronchi di legno sui fusti.
Tutti questi nuovi strumenti si sono poi dati appuntamento al TunnelWoodStudio, lo studio di registrazione interamente di legno che Marco e Gianluca hanno costruito nelle poche pause fra una data e l'altra del lunghissimo tour di “Bacco ep”.
E per un nuovo disco con nuovi strumenti non poteva che esserci anche una nuova etichetta nata appositamente: la Appropolipo Records, fondata dai due Sakee come sigillo per la ripartenza di un percorso che dal 2010 ad oggi ha vissuto una lunga e appagante trance creativa.
Così “A piedi nubi” ci fa ritrovare il duo bergamasco alle prese con dieci canzoni che sono un concentrato di rock-soul con improvvise deviazioni psych-pop e incursioni strumentali dai colori cangianti. La formazione ha portato avanti un lavoro di ridefinizione dei suoni che l'ha catapultata da un piccolo saloon del deserto del Kentucky di “Alle basi della Roncola” ad un inedito ed enorme saloon nel deserto italiano, dove miraggi e sogni si confondono nella fantasia degli uomini e della natura.
Un bel passo in avanti rispetto agli esordi, con il duo a dare una forma più complessa eppure più comunicativa ai brani, che dal vivo sapranno farsi valere grazie anche alla nuova formazione live, di cui attualmente fanno parte Marco Carrata, Guido Leidi e Jonathan Locatelli. Le persone giuste per accompagnare due pazzi come i Sakee Sed in nuove scorribande sonore su e giù per lo Stivale.
Sakee Sed sul web:
http://www.myspace.com/sakeesedfamily
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001684788738
Uscirà il 27 febbraio il terzo album di Paul Rose fondatore dell'etichetta Hotflush Recordings e meglio conosciuto come Scuba! dopo il successo di Triangulation che gli ha garantito ancora più fama nel 2010 e le ottime produzioni e mix del 2011 tra cui il Dj Kicks, inizia il 2012 con 11 nuovi brani racchiusi nell'album dal titolo Personality.
Il primo singolo The Hope uscirà il 6 febbraio con un b-side che non sarà presente nell'album, intitolato Flash Addict!
La regina del nuovo soul Sharon Jones arriva in Italia con gli straordinari Dap-Kings più baldanzosa che mai: è la voce di una veterana che ha esplorato i più reconditi angoli della musica nera, partendo da una rivisitazione moderna del gospel e attraversando disco e rinascimento soul-jazz.
Numero uno incontrastato della contemporanea scena soul, Sharon Jones, guadagnatasi l'appellativo di “the female James Brown”, e la sua band hanno sviluppato un timbro riconoscibilissmo confermato anche nell'ultima pubblicazione: la raccolta Soul Time! che fa ordine tra le loro numerose b-side e partecipazioni a compilation, attingendo così da un repertorio parallelo non meno prezioso. I dodici brani selezionati personalmente dalla Daptone sono tutti imprescindibili e fanno seguito al bellissimo "I Learned The Hard Way" pubblicato nel 2010 e successore del già fortunato "100 Days,100 Nights".
L'ultimo album poneva in prima linea – sin dal titolo – stralci di vita vissuta, perchè "I Learned The Hard Way" è anche il sunto di un'esistenza, spesa anche nei circoli più conservatori della musica pop, proponendo con insistenza oltre alle proprie credenziali, quell' inconfutabile vena stilistica che affonda nel più atavico blues. E l'industria discografica – almeno quella indipendente – sembra ora piegarsi alla volontà della nostra, un'ugola d'oro che rispetto a tante colleghe bianche slavate non conosce davvero paragoni.
Con 150.000 esemplari venduti del penultimo disco, le storie della Jones sono entrate di prepotenza nelle case di numerose famiglie americane e non solo, dai sobborghi di Brooklyn al resto dei mercati occidentali. "I Learned The Hard Way" è stato un trionfo annunciato, ispirato alla più tradizionale musica nera, caratterizzato da un' autentica patina vintage.
Prodotto da Bosco Mann e registrato su un 8 tracce della Ampex da Gabriel Roth presso gli Hoouse Of Soul studios della stessa Daptone, il disco è completamente immerso nel calore e nella spontaneità delle incisioni dell'età dell'oro della soul music. Un drastico avvicinamento nei confronti di quelle memorabili incisioni che risalgono ai giorni di Muscle Shoals e Stax. I lamenti da consumata vocalist e le sue impennate rhythm'n'blues fanno della Jones una performer straordinaria, la sua capacità di governare il ritmo e di concedere strappi felini ai crescendo melodici la pone sullo stesso piano di immortali interpreti come Tina Turner, Mavis Staples ed Aretha Franklin.
Insomma se c'è da rivisitare un canone soul non potete certo fare a meno dell'ennesima pepita licenziata dal catalogo Daptone. Dalle fanfare informate direttamente dal Philly-Soul di “The Game Gets Old” – uno dei vertici assoluti del disco – allo stile scarno quasi in odor di Sam Cooke della fascinosa “Mama Don't Like My Man”, uno scorrimento sensuale, in cui emerge anche la disciplina degli arrangiamenti, orchestrati dai soliti Dap-Kings, formazione che ha tra le numerose richieste in studio trovato la strada per i vertici assoluti della discografia internazionale, con le strette collaborazioni al fianco di Amy Winehouse e Bob Dylan.
Sharon Jones ha tra gli altri collaborato con: David Byrne, Rufus Wainwright, Denzel Washington (The Great Debaters), Lou Reed, Booker T. & the MGs.
The Dap-Kings hanno registrato con: Al Green, NAS, Amy Winehouse, Wale, Mark Ronson, Daniel Merriweather, Robbie Williams, Bebel Gilberto
www.sharonjonesandthedapkings.com/
La giovanissima compositrice austriaca, al secolo Anja Plaschg, che ha esordito nel 2009 con l'acclamato Lovetune for Vacuum, unanimemente considerato capolavoro assoluto dalla critica internazionale e italiana, arriva finalmente in Italia per presentare il nuovo minialbum Narrow contenente otto brani intensi e struggenti, sempre in bilico tra elettronica, cantautorato barocco ed atmosfere dark.
Poche rivelazioni musicali negli anni recenti sono state sbalorditive come quella di Soap&Skin, al secolo Anja Plaschg.
La forza pura e violenta che questa artista austriaca appena ventunenne inietta nelle sue composizioni è disarmante. Nei suoi brani Anja consuma e dona se stessa sino all'ultima goccia. Le canzoni che compongono il nuovo Narrow, miscela di elettronica e voce inimitabile, sono segnate da una profonda malinconia e oscillano miracolosamente tra il sussurro e l'urlo, pregne di una bellezza e potenza rare.
Dagli esordi ad oggi Anja ha percorso una lunga strada: è stata invitata da John Cale a partecipare al tributo a Nico, ha collaborato con Apparat cantando la canzone Goodbye nell'ultimo album The Devil's Walk, ha affrontato decine di concerti e affinato il suo enorme telento.
Con Narrow Anja consolida i punti di forza del debutto, sia nelle composizioni per piano e voce sia nella contaminazione tra questa dimensione più intima ed una più electro-industrial. Un'artista, che nonostante i suoi 21 anni, possiede una profondità creativa ed una potenza espressiva uniche nel suo genere, che senza dubbio le hanno fatto meritare la definizione di astro nascente della scena dark-alternative. http://soapandskin.com/
http://www.facebook.com/soapandskinofficial
Scostante ed irregolare, imprevedibile e beffardo: fin dalla sua apparizione musicale, ormai più di un decennio fa, Tom Jenkinson in arte Squarepusher è stato subito riconosciuto come una delle figure più geniali e folgoranti apparse sulle rotte della scena musicale contemporanea. Famoso per aver portato la drum’n’bass a livelli mai immaginati prima, fondendola col jazz e con la follia colta alla Aphex Twin (con quest’ultimo divide anche l’etichetta di riferimento, la leggendaria Warp), Jenkinson non è solo un mago del campionatore ma anche uno dei più rispettati bassisti d’Europa,( Flea dei Red Hot Chili Peppers lo ha definito il migliore della terra) dotato di una tecnica esecutiva assolutamente fenomenale. Assai prolifico, fra i suoi album sono da ricordare tra gli altri l’esordio “Feed Me Weird Things” (1996), il leggendario “Hard Normal Daddy” (1997), “Go Plastic” (2001), “Ultravisitor” (2004) e l’ultimo “Just A Souvenir” (2008) uscito in Italia per Warp/Spingo. Lodato da Thom Yorke per la sua costante innovazione e per la capacità di esplorare sempre nuovi territori musicali, amato da Sofia Coppola che ha inserito ripetutamente sue composizioni nei suoi film, e scelto da Mike Patton come headline per l’ATP da lui curato, Squarepusher è senza dubbio uno dei compositori contemporanei più interessanti e talentuosi del suo tempo. Assai schivo nei rapporti coi media (senza che questo abbia in alcun modo penalizzato la fama e il culto di cui gode), Tom seleziona molto rigidamente le sue apparizioni live. Vederlo dal vivo è quindi un autentico evento, un modo per essere catapultati in universo sonoro in cui si dilatano i confini della percezione: architetture ritmiche e armoniche che sembrano davvero provenire da un altro pianeta. www.myspace.com/doyouknowsquarepusher
La band irlandese che ha girato il mondo per 2 anni come support degli AC/DC, conquistando centinaia di migliaia di fans oltre all'elogio di mostri sacri del rock come Jimmy Page e Joe Elliott, arriva in Italia per 3 concerti per presentare il nuovo terzo album Revival, piccolo gioiello di puro hard blues che li conferma come una delle band rock migliori degli ultimi anni.
I The Answer sono un gruppo Hard Rock/Rock Blues formatosi nel 2000 nell'Irlanda del Nord. Hanno raggiunto il successo con il loro album di debutto Rise con oltre 100 000 copie vendute in tutto il mondo. Il gruppo fu fondato dal chitarrista Paul Mahon e da Cormac Neeson coinvolgendo il bassista Micky Waters, un vecchio compagno di scuola che aveva già fatto parte di numerose cover band intorno a Belfast, e James Heatley, che aveva suonato in un live degli Ash.
Nel 2005 la rivista "Classic rock" li elegge come "La migliore nuova Band del 2005” nomina che gli fece guadagnare una notevole visibilità. Nel novembre del 2005 uscì la loro seconda release ufficiale, il singolo Never Too Late e il gruppo viene scelto come band di supporto dei Deep Purple in uno show al London Astoria il 17 gennaio 2006. Poi venne Into The Gutter pubblicato il 29 maggio 2006 solo attraverso un disco in vinile e scaricabile via internet; seguì l'album di debutto Rise, pubblicato il 26 giugno 2006. L'album ha ricevuto ottime recensioni e gli Answer sono stati nominati "Miglior band esordiente britannica" ai premi Kerrang! nel 2006 dalla rivista Classic Rock.
L'estate del 2007 ha visto la band esibirsi come supporto dei Rolling Stones al grande concerto all'aperto a Belgrado. Dusseldorf ed a Dublino con The Who.
Nel giugno 2008 sono partiti per Los Angeles per registrare il loro secondo album con John Trevis. Il risultato è Everyday Demons, uscito nel 2009, che vede il contributo di Tim Palmer e Mike Fraser.
Nel 2008 e 2009 Gli Answer sono stati la band di apertura del tour mondiale Black Ice World Tour degli AC/DC. Da questa esperienza nasce il divertente e rockeggiante DVD
“ 412 Days of Rock'n'Roll”, film documentario su quest'incredibile viaggio.
Il leader dei Def Leppard Joe Elliott ha dichiarato apertamente di essere un loro fan e Jimmy Page ha addirittura affermato "Se volete vedere come eravamo noi Zeppelin negli anni'70 ascoltatevi The Answer".
La canzone "Never Too Late" è stata inserita nel gioco Guitar Hero World Tour, mentre il pezzo "Into the Gutter" è stata inserita nel soundtrack del gioco "Pure. www.theanswer.ie www.facebook.com/theanswerrock
I i giovani Flaming Lips iniziano la loro carriera suonando un garage rock schizoide fatto di dolci arpeggi acustici incendiati da distorsioni repentine, voce roca e spesso aggressiva, qualche spruzzata di folk, hard-rock e post-punk e tanta, tantissima demenzialità (testi assurdi, campionamenti buffi...). Il primo Ep, The Flaming Lips e i primi tre Lp Hear it is (1986)- Oh My Gawd!!! (1987) e Telepathic Surgery (1989) summa e monumento della psichedelia anni 80 , non fanno che perfezionare questa formula, raffinandola e arricchendola di volta in volta. Nel 1990 si apre il secondo periodo dei Flaming Lips con la pubblicazione di In A Priest Driven Ambulance quello meno sgangherato e più ordinato e melodico. Smaltiti gli eccessi dei primi tre Lp, la band razionalizza il suo suono e scrive canzoni all'insegna di un indie-rock agrodolce, rumoroso ma mai esagerato. In questa periodo, che si chiude nel 1999, Dave Friedmann sarà decisivo in sala di regia, tanto che la carriera dei Flaming Lips può dirsi parallela a quella dei suoi Mercury Rev. Hit To Death In The Future Head del '92 segna l'approdo dei Flaming Lips alla corte della Warner Bros e inaugura un invidiabile e fortunato sodalizio artistico. È l'ultimo album che vede una (pur saltuaria) partecipazione congiunta dei due Mercury Rev, Jonathan Donahue e Dave Fridmann: se quest'ultimo tornerà a lavorare con Coyne e soci, Donahue abbandonerà per dedicarsi a tempo pieno al progetto del gruppo menzionato.
Transmissions From The Satellite Heart è pubblicato nel '93 e rappresenta un passo irreversibile nella discografia dei Flaming Lips. È il primo lavoro pop “a tutto tondo”, frutto di un progressivo e meticoloso affinamento in studio. Clouds Taste Metallic arriva nel tardo '95. Nel 1997 la band è a un punto critico: il chitarrista Ronald Jones lascia il gruppo per via delle sue divergenze con Steven Drozd, che ha sempre più problemi legati alla droga, Michael Ivins subisce un incidente stradale e il gruppo è in uno stato di forte tensione. Come se non bastasse, la casa discografica li pone in una situazione critica e il padre di Coyne muore di cancro. Da questa situazione esce, a sorpresa, l'album più fantasioso e controverso del gruppo, un quadruplo che necessita di quattro impianti stereo sincronizzati per essere suonato correttamente: Zaireeka.
Dalle sessioni di questo disco nascerà anche il successivo album, l'acclamato The Soft Bulletin, uscito nel 1999, in cui Coyne e soci provano a inscatolare la loro follia melodica in canzoni pop. È un album ambiziosissimo, in cui la band veste i panni di sofisticati autori pop, intenti a gestire una mole notevole di arrangiamenti per orchestra, piano, molteplici linee di chitarra (non più distorta!), cori celestiali quando non sprazzi di elettronica. Con questo album si apre una nuova fase artistica non si limita a un nuovo suono e a un songwriting più barocco: i Flaming Lips cominciano a portare in tour uno spettacolo multimediale che ha dell'incredibile, rendendo ogni concerto un'orgia di colori, luci, divertimenti e pupazzi. I quattro sono riusciti a portare il concerto rock nella dimensione dei giochi dell'infanzia. Il nuovo corso della band prosegue nel 2002 con Yoshimi Battles The Pink Robots, in cui il gruppo continua la sua epopea progressive-pop. At War With The Mystics esce nel 2006 e respinge i timori di stilizzazione bloccata della band e si rivela essere il suo, ennesimo, passo a lato. Presentato come il disco politico dei Flaming Lips, riporta in primo piano le chitarre: le citazioni affondano negli anni 70 e il formato scelto diviene un pop-rock psichedelico, con rimandi al rock, al funk (o disco-funk) e al soul, alternando morbidezza e spasmo, senza rinnegare tutto ciò che è stato fatto, ma riplasmandolo e aggiungendo/sottraendo qualcosa. Nel 2009 i Flaming Lips tornano con Embryonic, album doppio, lungo ben 70 minuti e contenente 18 nuove composizioni: quasi una summa delle più evidenti inclinazioni palesate dalla band durante il proprio percorso artistico. Nello stesso anno i Flaming Lips si lanciano anche in un'altra operazione, ancor più temeraria. Una rilettura di “The Dark Side Of The Moon ”, il lavoro più amato, criticato, osannato e scimmiottato dei Pink Floyd. Nel 2011 è la volta di Strobo Trip un'altra folle e geniale operazione musicale. http://www.flaminglips.com/
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Il duo electro-pop britannico dei Ting Tings, giunto al successo planetario con il precedente We Started Nothing torna in Italia fresco di pubblicazione del nuovo e lungamente atteso album “Sounds From Nowheresville”, uscito 28 febbraio.
Il tratto distintivo che ha ispirato a Katie White e a Jules DeMartino il titolo del nuovo disco è semplice: fare canzoni che suonino diverse dalle precedenti, garantirsi un'assoluta libertà musicale e non porsi nessun limite.
Katie e Jules non sono arrivati rapidamente alla realizzazione di “Sounds From Nowheresville”. Dopo avere riscosso successo a livello mondiale con l'album di debutto “We Started Nothing”, hanno trascorso due anni senza sosta in tournée prima di far finalmente ritorno in studio. Dopo una breve permanenza a Berlino, dove avevano registrato e poi scartato un gruzzolo di canzoni di cui non erano soddisfatti, hanno fatto i bagagli e sono sbarcati nella Spagna meridionale, liberandosi di regole e idee prestabilite per fare musica che li appagasse. “Prima di allora”, spiega Jules, “era stata una lotta e una sofferenza continua. Improvvisamente non lo era più. Ogni volta che Katie entrava in cabina a registrare, otteneva la take perfetta. Finalmente avevamo trovato i testi giusti e ci sentivamo come se ci avessero tolto un gran peso dalle spalle. Stata diventando di nuovo un'esperienza piacevole. Era di nuovo l'energia interiore a dettare la direzione”.
I Ting Tings si sono affacciati alla ribalta mondiale con il loro hardcore-pop “fai da te” nel 2008, guadagnandosi subito grandi lodi ed enorme successo; i loro singoli “That's Not My Name”, “Shut Up And Let Me Go” e “Great DJ” hanno venduto oltre 4 milioni di copie nel mondo (i primi due hanno raggiunto il numero uno delle classifiche). La loro musica ha fatto da colonna sonora non solo alle radio ma anche a innumerevoli programmi tv e pellicole cinematografiche, da “Slumdog Millionaire” a “Gossip Girl”.
Il loro album di debutto ha venduto oltre due milioni di copie. La band ha vinto inoltre il prestigioso Ivor Novello Award per il miglior album del 2009 e ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards nella categoria “migliori artisti emergenti”.
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Nel 2010 il trio è stato scelto da Matt Groening per esibirsi al festival All Tomorrow's Parties che si è svolto a Butlins Minehead.
Oltre a questo, The xx si sono esibiti in alcuni dei più importanti festival rock statunitensi: Coachella, Sasquatch, Bonnaroo, Lollapalooza e Austin City Limits.
The xx sono ora in studio per ultimare il secondo album, in uscita quest'anno, che Jamie Smith ha dichiarato essere "influenzato dalla musica da club”.
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Arrangiatore, compositore, e cantautore, Van Dyke Parks, figura fondamentale nella musica degli ultimi 50 anni, arriva in Italia per due date da non perdere a Milano e Roma.
Nato a Hattiesburg, Mississipi il 3 gennaio del 1941, Van Dyke Parks è universalmente noto sopratutto per aver contribuito tra il 1966 e il 1967 alla scrittura di SMILE, lo strepitoso concept album dei Beach Boys, che avrebbe dovuto succedere al capolavoro Pet Sounds, in realtà rimasto a lungo inedito e pubblicato da Brian Wilson in una nuova versione soltanto nel 2004.
Nella sua lunga carriera Parks ha lavorato con artisti come Delaney Bramlett, The Byrds, Loudon Wainwright, Harry Nilsson, Silverchair, Ry Cooder, Joanna Newsom, Inara George, Keith Moon e Ringo Starr.
Dopo aver studiato clarinetto ed aver contemporaneamente lavorato come attore a Hollywood, il giovane artista decide di dedicarsi interamente alla musica. Cantautore, compositore di colonne sonore, session-man per gli studi di registrazione (suona il piano su Eight Miles High dei Byrds), Van Dyke divenne presto un produttore di successo. Nel 1967 infatti produsse due hit di bubblegum, e ottenne così la credibilità che aveva sempre cercato. A questo periodo risalgono le collaborazioni con Brian Wilson per SMILE, e quelle con Tim Buckley, Ry Cooder, Frank Zappa e tanti altri. Parks conquista così una meritata fama come arrangiatore orchestrale, capace di stravolgere il significato di "orchestra" in un modo che non va considerato meno rivoluzionario della psichedelia di quegli anni.
Van Dyke non diede alle stampa molti album ma ogni suo lavoro è stato un evento musicale sorprendente e controcorrente.
Nel 1968 pubblica il suo primo album, Song Cycle (Warner, 1968), frutto di quattro lunghi anni di lavoro e dimostrazione perfetta delle sue rivoluzionarie idee in fatto di arrangiamento. Qui forse per la prima volta la canzone di musica leggera acquisiva la statura di un pezzo di musica da camera. Il "ciclo" di vignette impressionistiche sulla vita quotidiana di Los Angeles impiega un catalogo impressionante di trivia sonori: orchestre, distorsioni vocali, atonalità, fanfare da banda marciante, rumori, cori, marcette da music-hall, effetti psichedelici, fantasie melodiche da colonna sonora. Parks rivisita l'intera storia della canzone per comporre un affresco apocalittico della moderna civiltà. Song Cycle vede la partecipazione di ben 78 musicisti! Questo album e la sua attività di produttore e arrangiatore l'avevano oramai reso famoso e per qualche anno fu troppo impegnato per dedicarsi alla sua musica.
Soltanto nel 1972 uscì il suo secondo album intitolato Discover America in cui Van Dyke rimise tutto in discussione. Il disco era uno scherzo clamoroso: un omaggio al calypso. In realtà dietro lo stile si nasconde un altro esercizio di impressionismo populista, una riproduzione fotostatica degli anni '30. Ad aumentare le somiglianze con Frank Zappa, le canzoni sono satire esilaranti dell'Establishment. 3 Anni dopo è la volta di The Clang Of The Yankee Reaper (Warner, 1975) che proponeva però un "pop" molto piu` convenzionale (e molte cover). Dopo questa pubblicazione il compositore rimase in silenzio per un decennio.
Nel 1984 esce Jump (Warner, 1984), basato su novelle del folklore sudista, e rivive il suo genio capace di spaziare dal musical a Frank Zappa, dal ragtime ai cartoon di Walt Disney, dalla musica da circo all'operetta viennese sino alle bande marcianti. Nel 1989 esce Tokyo Rose, un concept album sulla storia delle relazioni USA-Giappone dal 1800 agli anni ottanta. Nel 1995 Van Dyke stupisce tutti tornando a collaborare con Brian Wilson per la realizzazione di Orange Crate Art, tributo alla California dei primi del '900, per cui scrive quasi tutti i brani, poi cantati da Wilson. Nel 1998 è la volta di Moonlighting: Live at the Ash Grove.
Dopo più di 10 anni senza pubblicazioni ufficiali soliste, ma in cui il geniale compositore lavora come arrangiatore e produttore per moltissimi artisti tra cui Inara George, Joanna Newsom, Ringo Starr, Rufus Wainwright, Van Dyke decide di dare alle stampa una serie di 7 pollici la cui grafica è affidata ognuno ad un'importante artista americano.
Le due date di Roma e Milano saranno tra le pochissime occasioni in Europa per ascoltare la musica di questo seminale artista.
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vandykeparks.com
Live di questa band:
Mer 20 Giu
- Roma (RM) -
Italia
Chiesa di San Paolo entro le Mura Via Nazionale 16 A Roma
WOW". Stropicciate le vostre ciglia rock, questo doppio album è un capolavoro assoluto.
Alberto che scrive (e suona) al piano, più che alla chitarra. Luca che partecipa in maniera più profonda alla scrittura. Roberta che si trasforma anche in manager. Una cascata di synth. La voce dentro rispetto agli altri strumenti, la batteria forte. Take tenute buone nonostante la sporcizia (voci rubate, rumori d'ambiente, piccole imprecisioni), anzi forse buone anche per questo. Cori che partono dalla lezione dei Beach Boys per rimodularsi dentro un magma psichedelico che può esorcizzarsi in una chitarra acustica o in uno schiaffo stoner. L'esempio dei Flaming Lips come Alice nel paese delle meraviglie. L'idea radicata che la musica sia l'esatto opposto del machismo e della sporcizia sociale che sta alla base del lusso. Il grunge. Kurt Cobain e i Nirvana. L'overture dolcissima di "Scegli me" e la chiusura malinconica di "Lei disse", che sono come titoli d'apertura e chiusura. Un brano che si chiama "Loniterp" perchè assomiglia agli Interpol e contiene citazioni al "White Album" dei Beatles e "Sympathy For The Devil" dei Rolling Stones. Il mondo misterioso e affascinante del silenzioso Luca in "12,5", le medicine, e "Le scarpe volanti". Le cicche. Le birre. I giunti. I testi che sono una cascata di immagini che sono esse stesse suono. Cristi che sanguinano appesi alle pareti da sconosciuti. Le fiamme dell'inferno. I mostri del passato.
www.verdena.com - www.myspace.com/verdena
La rock band di Chicago è uscita con l'ottavo album - The Whole Love – il 27 settembre su etichetta dBpm Records di proprietà degli stessi Wilco. L'album precedente Wilco (The Album) risale al 2009 ed era stato nominato ai prestigiosi Grammy Awards. “The Whole Love” è stato registrato al The Loft, lo studio della band a Chicago, ed è composto da 12 canzoni inedite prodotte da Jeff Tweedy insieme a Patrick Sansone e Tom Shick.
“The Whole Love” è una vera e propria esperienza sonica, la dimostrazione della grande abilità musicale della band che qui si cimenta con chitarre, tastiere, sintetizzatori, Mellotron, percussioni e tanto altro ancora Il tutto accompagnato dai testi provocatori e perspicaci tipici di Jeff Tweedy.
“The Whole Love” si apre con “Art Of Almost”, un pezzo di 7 minuti, e si conclude con “One One Sunday Morning (Song For Jane Smiley's Boyfriend)”. Nel mezzo 10 canzoni avventurose (tutte intorno ai 4 minuti) incluso l'attuale singolo “I Might” presentato al Solid Sound festival.
I Wilco sono Jeff Tweedy, John Stirratt, Glenn Kotche, Nels Cline, Patrick Sansone, Mikael Jorgensen.
www.wilcoworld.net/ www.myspace.com/wilco
Il quartetto trance rock californiano formato da Omar Ahsanuddin alla batteria, Dusty Jermier al basso, Nash Whalen all'organo e Erik "Ripley" Johnson alla chitarra e voce approda in Italia per presentare il nuovo album WEST miscela di rock'n'roll fortemente influenzato dallo sperimentalismo della psichedelia, dal rock elettrico anni 70 e dallo space rock.
West segna il primo vero album registrato in studio, con l'aiuto di un produttore (Phil Manley). Tutti i lavori precedenti erano stati infatti registrati dalla band in maniera più primitiva nella loro sala prove. Questo nuovo lavoro è stato registrato e mixato in 6 giorni presso i Lucky Cat Studio di San Francisco e masterizzato a New York. Il tema centrale di West, come si evince dal titolo, è il West americano con tutta la mitologia, il romanticismo e l'idealismo che comporta.
Parte del mito del west risiede nella possibilità di reinventarsi, di rinascere, di avere una seconda opportunità e questo tema è anche il tema centrale dell'album.
La musica della band è una costante esplorazione, summa di diverse influenze e tensioni. Un'avventura e un viaggio imprevedibile, letterale e metaforico, verso la vastità. Le voci quasi fantasma vengono oscurate dalle chitarre e dagli altri strumenti, rendendole misteriose e enigmatiche. Miscelando la pschedelia fine '60 e primi '70, con lo space rock di Spacemen 3, e il suono elettrico di Neil Young, i Wooden Shijps creano un suono moderno e originale che li distingue nettamente dalle altre band in circolazione e dalle mode passeggere.
Il debutto omonimo del 2006 ed i singoli che lo precedettero (ma anche quelli che ne seguirono, di cui uno ricercatissimo - e fuori catalogo – per Sub Pop) fecero gridare al miracolo gli appassionati dei suoni seventies e della psichedelia. Nel 2009 è stata poi la volta di Dos, secondo capitolo di questo pellegrinaggio della mente, in cui il quartetto si è spinto ancora oltre le volte psichedeliche del debutto confermando le alte aspettative di pubblico e critica e polverizzando il formato canzone in una performance esteticamente impeccabile, legata sì ad un immaginario antico, ma capace di guardare con turbolenta speranza ai viaggi di domani.
Il suono dei Wooden Shijps fonde in una miscela originale e riuscitissima il garage gelido dei primi Echo and the Bunnymen con il punk solare di Scientist, allusioni krautrock con l'organo ossessivo alla Suicide, echi di Velvet Underground con l'oscuro e misterioso rock lisergico giapponese di band come Les Rallizes.
Un mix visionario è il risultato sonoro di questi quattro corrieri cosmici californiani, capaci di trasportarvi nei luoghi più reconditi della mente e nei panorami sonori più inediti e dirompenti. www.woodenshjips.com www.myspace.com/woodenshjips
DNA CONCERTI
ha nel suo roster anche questi artisti: