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14/12/2005 13:23 - DIRTY DOZEN BRASS BAND (USA)
La Dirty Dozen Brass Band mixa ...
DIRTY DOZEN BRASS BAND (USA) La Dirty Dozen Brass Band mixa con maestria il R&B con la strumentazione classica di una brass band di New Orleans. Il gruppo è stato in grado di rivitalizzare il repertorio tradizionale delle brass band ispirando così numerosi gruppi giovanili ad imitare la loro audacia. Generalmente il gruppo è composto da 5 fiati (due trombe, un trombone e due sax), oltre che un sousaphone, uno snare drum e un bass drum. Artisti del calibro di Dr John, Dizzy Gillespie, e Danny Barkel hanno spesso collaborato con la band.
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14/12/2005 13:23 - DIRTY DOZEN BRASS BAND Medicated magic
Da 25 anni la ...
DIRTY DOZEN BRASS BAND Medicated magic Da 25 anni la Dirty Dozen Brass Band gira il mondo con il suo "Medicina Show" offrendo elisir di lunga vita musicale: "ricette audio" le chiamano qui, festeggiando l'anniversario. La formula di queste pozioni non cambia mai di molto: è soul funk, New Orleans, un jazz pop di grande vitalità e passione che preferisce il riso largo e i colori forti al sentimento, alle più delicate meditazioni. Forse con gli anni la Band ha perso i suoi tratti più ruvidi, il suo gusto più aspro, ed è un rimprovero che si può muovere a quesf album: un bel New Orleans rotondo ed esplosivo ma troppo pulito, prevedibile, senza i geniali sbavi di certe opere giovanili e l'insolenza dei timbri, il solletico tellurico del baritono, la tuba che suonava secco & stretto come uno slap bass. Anche il repertorio è iper-classico, e in carriera la Dirty Dozen ha dato il meglio di sé quando usciva dal seminato. Qui comunque è festa, e va bene così: canzoni come Junko partner, Walk on gilded spilnters, Big chief e ospiti come Norah Jones, DJ Logic, Olu Dara e, poteva mancare?, il Cappellaio Dr. John.
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14/12/2005 13:23 - Dirty Dozen Brass Band - Funeral For A Friend (***) ...
Dirty Dozen Brass Band - Funeral For A Friend (***) Quest'album fa pendant con la colonna sonora di The Ladykillers: sempre ambientato nel profondo Sud americano, per quanto non in campagna ma nella metropolitana New Orleans, sempre invasato dal sacro spirito del gospel pur in un quadro diverso, più strumentale che vocale, con i timbri grossi e tellurici dei fiati e degli ottoni di una moderna marchin' band. Questa «sporca dozzina» esiste da un ventennio e, specie negli anni giovani, è stata una bellissima realtà nel campo della tradizione rivisitata, del blues più jazz con patina selvatica, via dal bucato sempre più bianco della nostra epoca igienizzata anche in musica. Negli ultimi tempi il gruppo si era un po' seduto e normalizzato, almeno così pareva. Qui per fortuna una scossa, con i brani che seguono un percorso classico (Jesus On The Mainline, John The Revelator, Amazing Grace e quegli inni lì) ma sono immersi in una bollente temperatura che dà febbre e smania, ubriacati di passione fino a dare in escandescenze e avere le visioni







































































































































