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14/12/2005 13:23 - BRUNO ERMINERO
Dopo le prime esperienze locali, la formazione musicale di ...
BRUNO ERMINERO Dopo le prime esperienze locali, la formazione musicale di Bruno Erminero si consolida con la partecipazione ai corsi della Jazz University (1988) con R. Marcotulli scoprendo la passione per la musica jazz Successivamente partecipa ai tour di Sabina Stilo e Gianluca Guidi che lo portano nelle maggiori città italiane. Si diploma in pianoforte presso il Conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia e contemporaneamente fonda un quartetto denominato "Fragile”, recensito sulla rivista specializzata "Fare Musica", con il quale incide il suo primo Lp, per la Fonit Cetra intitolato "Fragile”. Nel 1993 alcuni brani vengono selezionati dalla RAI per aprire e chiudere trasmissioni radiofoniche di grande successo: "RadioU no Weekend” e "Radiodue presenta". Partecipa alle Berklee Summer Clinics ad Umbria Jazz (1994-95). Sempre nel '94 suona al SIM di Pesaro presso lo stand FBT. (1995) Partecipa ad Umbria Jazz Winter #3 come pianista del Berklee Summer Prize Group, aprendo il concerto del Giovanni Tommaso Quintet. (1996) Si diploma alla scuola di Jazz presso il Conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia sotto la guida di G. Tommaso e M. Tamburini. Nello stesso periodo comincia lo studio dell'organo Hammond che lo porta a formare (1997) un trio con il quale incide, come leader, il suo primo Cd intitolato "Listen To My Soul". In qualità di organista riceve preziosi consigli da due grandi maestri: Jimmy McGriff e Lonnie Smith. (1997) Sempre con il trio apre i concerti "Round Midnight" di Umbria Jazz, e comincia una serie felicissima di concerti nei clubs di tutta Italia, raccogliendo grande favore da parte del pubblico. (1998) Partecipa alle manifestazioni collaterali per il Gospel and Soul Easter Festival e viene recensito sulla rivista specializzata "Prove Aperte" rubrica "Professione Arrangiatore" grazie ad un arrangiamento in chiave jazzistica del brano "Terra Mia" (P. Daniele). Con il trio partecipa ad una puntata di "Rai Radiotre Suite" a Lui completamente dedicata, suonando sei brani in diretta nazionale. Attualmente oltre al trio a cui dedica la maggior parte del suo tempo, svolge diverse attività sempre nel campo della musica: insegnamento, concerti con altre formazioni, incisioni, turni in studio, arrangiamenti per Big Band Jazz e per gruppi di diverso genere musicale.
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14/12/2005 13:23 - BRUNO GENERO PERCUSSIONI ENSEMBLE
Forse mai un percussionista europeo ha realizzato ...
BRUNO GENERO PERCUSSIONI ENSEMBLE Forse mai un percussionista europeo ha realizzato con tale armonia la fusione musicale tra le proprie radici naturali e la cultura d'adozione africana. Denominato in Guinea "il bianco dalla pelle scura", Genero è straordinario musicista d'uno strumento leggendario sopravvissuto a secoli di storia: il djembé. Considerato uno dei più grandi Djembefolà non africano, ha collaborato con N'diaye Rose, Keita e Konate, tre tra i più grandi maestri della percussione africana. L'artista, attraverso il linguaggio del Djembe, solca una via nel cuore dell'antica cultura orale malinke, dove la musica dei tamburi nasce dalle sonorità delle lingue parlate.
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14/12/2005 13:23 - DUO AMANECER Cancionero del son
Cancionero del son propone una carrellata ...
DUO AMANECER Cancionero del son Cancionero del son propone una carrellata di classici, da Chan chan a Guantanamera, provenienti dalla straordinaria tradizione cubana. A proporli il duo di chitarristi e percussionisti cubani José R.Cepeda e Roberto A. Gascon, da tempo in bilico fra Bologna e Cuba - tra l'altro a questo incontro è dedicato il brano De Santa Clara a Bologna - con il progetto di mantenere un legame sempre più stretto frai due mondi latini. Il progetto va ricordato anche perché inaugura la nuova etichetta discografica Son Del Caribe fondata proprio con l'intento di offrire spazio ai nuovi artisti del sound afrolatino idea forse prevedibile dopo il crescente consumo in Italia della musica latino-americana.
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14/12/2005 13:23 - JAZZTO NERO
Si tratta di una formazione veramente particolare nel suo ...
JAZZTO NERO Si tratta di una formazione veramente particolare nel suo genere che si impone per il grande groove ritmico proposto nonché l'elaborazione delle idee musicali effettuate in modo sempre imprevedibile ed alquanto moderno. Le escursioni solistiche di Garofoli e Lamaida sono sempre sottolineate ed evidenziate dalla raffinata capacità armonica e ritmica nonché coloristica di Gianni Sesterzi e supportate dal bit incessante ed ossessivo quanto efficace di Giorgio Bartoloni e Roberto Gazzani che riescono insieme sempre a proporre una ritmica raffinata ed imprevedibile. I brani proposti spaziano dalla tradizione funk al soul e jazz e vengono debitamente "rivisti" secondo l'ottica di JAZZTO NERO che si pone come unico limite il gusto del creare qualcosa di musicalmente vero e non legato a suffissi musicali prestabiliti. Era ora che nascesse una formazione così, con tanta voglia di creare musica senza chiedersi sempre di che stile si tratta ma semplicemente cercando il gusto, il divertimento e la profondità dell'ascolto che tutti gli amanti della buona musica da sempre cercano. Componenti: Gianni Sesterzi (piano, synth); Simone Lamaida (sax); Samuele Garofoli (tromba); Roberto Gazzani (basso elettrico); Giorgio Bartoloni (batteria).
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14/12/2005 13:23 - JAZZTO NERO
Nota formazione famosa per la grande carica ritmica ed ...
JAZZTO NERO Nota formazione famosa per la grande carica ritmica ed il gusto musicale proposto. Due solisti "cattivi" su di una ritmica mozzafiato e soluzioni armoniche e sonore mai scontate, questo in sintesi é il concetto espresso da questa band che dal vivo dà veramente il meglio di sè puntando su un risultato sonoro travolgente che lascia senza fiato. Si tratta di un gruppo molto conosciuto ed apprezzato particolarmente per l'originalità nell'esporre delle idee musicali che appartengono solo a Jazzto Nero nel nostro panorama musicale. Il repertorio proposto si basa su brani immortali di James Brown, Maceo Parker, J. Ellis, David Sanborn e partendo dall'idea base funk-soul trasforma l'essenza di questo genere passando per l'improvvisazione jazz della tromba di S. Garofoli o della chitarra di M. Di Meo e arrivando ad episodi di sperimentazione-acid. Al basso c'è Roberto Gazzani, bassista anconetano di particolare originalità che ben s'intende con Giorgio Bartoloni alla batteria e Gianni Sesterzi alle tastiere. La formazione si avvale della presenza di ottimi musicisti e il risultato sul palco è di particolare effetto. Ottima band per un pubblico incontentabile che si pone in evidenza anche per ascoltare dell‚ottimo funkjazz hip hop. Info: Gianni Sesterzi - 0347 8634801 - E.mail: johnnyblue@libero.it - homepage: www.expage.com/johnnyblue
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14/12/2005 13:23 - JAZZTO NERO TRIO
Formazione ridotta del noto gruppo JAZZTO NERO. Questo ...
JAZZTO NERO TRIO Formazione ridotta del noto gruppo JAZZTO NERO. Questo trio propone un repertorio rivisto di brani tipici della tradizione soul-funk-jazz creando e ricercando atmosfere che spaziano dalla melodia più semplice agli episodi di sperimentazione pura e rumoristica. Il sax di Lamaida é sempre carico di potenza e geniale ricerca mentre Gianni Sesterzi non smette mai di trovare nuove idee per far sì che la musica fluisca sempre più in modo naturale e per questo si avvale anche della presenza di Giorgio Bartoloni, che offrendo il proprio contributo "open mind" riesce a spaziare anche al di fuori del proprio strumento creando con gli altri situazioni musicali estremamente interessanti. Concerto da non perdere. Componenti: Gianni Sesterzi (piano, synth, synthbass); Simone Lamaida (sax); Giorgio Bartoloni (batteria).
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14/12/2005 13:23 - JAZZTO NERO
Simone La Maida: sax, effetti; Samuele Garofoli: tromba; Gianni ...
JAZZTO NERO Simone La Maida: sax, effetti; Samuele Garofoli: tromba; Gianni Sesterzi: pianoforte, synth; Onorino Tiburzi: basso elettrico; Andrea Morandi: batteria; Genere Jazz-rock. Nota formazione famosa per la grande carica ritmica ed il gusto musicale proposto. Due fiati "cattivi" da di una carica ritmica mozzafiato e soluzioni armoniche e sonore mai scontate, questo in sintesi è il concetto espresso da questa formazione che dal vivo dà veramente il meglio di sé puntando su un risulatato sonoro travolgente che lascia senza fiato. Da non perdere per ascoltare dell'ottimo funk hip hop.
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14/12/2005 13:23 - I due spettacoli in questione sono l'affair Sex Pistols ed ...
I due spettacoli in questione sono l'affair Sex Pistols ed il film "La febbre del sabato sera", esemplari nel loro efficace tratteggio, dall'elevato tasso di identificabilità e soprattutto dalla grossa portata simbolica, tali cioè da porsi come stimolo propulsore per adeguamenti, contrapposizioni, recuperi, aggiustamenti, adorazioni.... Riuscendo a contenere in sé aspetti molteplici e soprattutto mostrandosi nella loro profonda ambiguità (chi incarna meglio l'immagine del ribelle, Johnny Rotten o Tony Manero?), messi l'uno accanto all'altro, appaiono due fenomeni apparentemente inconciliabili: l'uno nichilista, furbetto, attaccato ai "soldi per i soldi", confusionario, contraddittorio; l'altro pieno d'amore per la vita, sfigato, portatore della "trama" per eccellenza (lui ama lei, lei ama lui, lui ci riuscirà, eccome se ci riuscirà, anche se nessuno lo capisce, e dove ha preso quel vestito bianco??), il vero figlio amabile. Noia vs forza di volontà. Distruttività vs tenacia. Smorfia vs bontà d'animo. Ognuno poteva e può scegliere quello che preferisce: o meglio doveva e deve. Etienne aveva ancora una volta anticipato i tempi e noi, gioiosamente, ci siamo goduti, in contemporanea ed audioscope, due delle più grandi manifestazioni della spettacolarizzazione occidentale: da allora frotte di umani, occasionalmente dette "persone", misurano il loro esistere sull'emergere di questi due due iceberg (ben più di quanto apparentemente si creda: "stragi del sabato sera", che finezza eh?,
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14/12/2005 13:23 - LOS LOBOS El Cancionero Mas Y Mas
"Ladies and gentleman, questa ...
LOS LOBOS El Cancionero Mas Y Mas "Ladies and gentleman, questa sera alla chitarra vi presento Jimi Hendrix". Quando i Lobos, l'anno passato, si presentarono in Italia per promuovere This time, perfino l'accomodante Cesar Rosas capì che non c'era più nulla da fare. Allora la prese sul ridere. Cesar, il tradizionalista, ghignava mentre David Hidalgo, il genio schivo, martoriava La Bamba (o meglio, ciò che ne restava) con schitarrate taglienti e feedback assassini. Qualche fan era visibilmente disorientato. Qualcuno se ne era già andato da un po', altri applaudivano. Ma il messaggio era chiaro per tutti. Ci sono gruppi che su un solo "numero uno" nella hit parade hanno tenuto in piedi una carriera. Non i Lupi che, dopo dieci e passa anni, ripropongono La Bamba solo per destrutturarla, sporcarla, seviziarla. E ricrearla ogni volta. Quell'unico guizzo da classifica, quantomeno nella sua identità originale, è in archivio. E non solo perché con gli acciacchi della mezza età sul groppone, svariati chili di troppo e i visi segnati dal tempo, sarebbe patetco vivacchiare su riflessi di un'antica età dell'oro. Il passato è passato soprattutto perché, nel frattempo, i Lupi hanno continuato ad andare avanti. Adesso i Lobos sono cinque chicanos sulla cinquantina che non hanno perso la voglia di stupire. Un gruppo di ispanici che, per completare una panoramica su quasi 30 anni di attività, sceglie di rispolverare soul d'annata (What's going on di Marvin Gaye) insieme ad un'avvenente cowgirl (Sheryl Crow). Un gustoso spot, lungo lo spazio di una canzone, sugli effetti (benefici) dell'osmosi culturale e dell'integrazione. Quasi un manifesto, per chiudere il monumentale El Cancionero Mas Y Mas, retrospettiva sulla carriera dei Lobos pubblicata nelle settimane scorse dalla Rhino. Ottantasei canzoni, quattro dischi. Troppi per attendersi riconoscimenti dalle charts, il minimo indispensabile per rendere la varietà di un'avventura lunga e variegata. Quattro dischi che mettono in fila estratti della produzione ufficiale con outtakes, versioni alternative, demo registrazioni dal vivo, rarità, brani apparsi in colonne sonore ed in album tributo. C'è il foJk da ristorante messicano dei primi dischi (la Hollywood ha ristampato recentemente il primo introvabile Los Lobos del Este de Los Angeles con una bonus track), il country rock in bella grafia confezionato insieme a T-Bone Burnett, le canzoni della maturità di The Neighborhood e Kiko, i più recenti esperimenti di rock post-moderno con Mitchell Froom e Tchad Blake (copiloti, fra l'altro, dei Latin Playboys). C'è pure La Bamba, qui in versione ufficiale E ci sono addirittura estratti dai dischi dei side projects (Houndog, Latin Playboys, Los Super Seven), a testimoniare che i Lupi restano nel branco anche quando suonano ognuno per conto proprio. Tutto parte all'inizio dei '70. Quando giocare col folk e osare con gli accostamenti non è ancora una vezzo da inellettuali, David Hidalgo, Conrad Lozano, Louie Perez e Cesar Rosas (Steve Berlin, allora nei Blasters, si aggiungerà poi come "chicano onorario") crescono nella realtà meticcia di East L.A. Una cultura ibrida che, tradotta in musica, significa nostalgia messicana e orecchie aperte verso l'America. Suoni di serenate norteñe ma anche di rock blues, rhytm'n'blues, country Hendrix e rockabilly. Così, prima di riscoprire la filologia dei padri, i ragazzi della Garfield High School incontrano i timbri elettici del rock americano e gli echi psichedelici della Summer of Love. Solo più tardi, grazie alla cocciutaggine dell'amico Fernando Moqueda, decidono d'intraprendere un percorso a ritroso verso le radici. Assimilati rapidamente i codici, i Lupi iniziano ad accostare i suoni di padri, figli e figliocci dell'America delle Culture. Risultato: il ristorante messicano dove guadagnano qualche dollaro li licenzia, ma il mondo guadagna uno dei gruppi più interessanti ed originali dell'ultirno ventennio. Nella musica dei Lobos l'integrazione di suoni e culture è anche un messaggio: rispetto, scambio e pacifica convivenza, in opposizione a tutte l'intolleranze. Una missione sociale attualissima che i Lupi del Barrio hanno sempre vissuto mettendosi in gioco in prima persona. E che è proseguita anche quando il dramma della violenza è esploso proprio sotto i loro occhi. Sandra Rosas, moglie di Cesar, è stata uccisa nell'ottobre del '99. I Lupi, sconvolti, si sono fermati a riflettere. Poi, a neppure un anno di distanza, hanno scelto di tornare sulla strada. Tutti insieme. A fine anno saranno sul palco della House of Blues di Los Angeles mentre in studio torneranno già a primavera. Più forti del dolore, e del silenzio.
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14/12/2005 13:23 - NERO CIRCUS
Human Pigs (Godhead)
Nero Circus è la nuova creatura fondata ...
NERO CIRCUS Human Pigs (Godhead) Nero Circus è la nuova creatura fondata da M. S. Lewty, Scruff per gli intimi, leader degli sfortunati apostoli del crust/death, gli Hellbastard (check out their debut album, "Heading For Internal Darkness", on Peaceville Recs). Effettivamente, testi a parte, non pare essere rimasto alcunché di questi trascorsi vandalici nei Nero Circus. La band produce un (thrash?) metal molto incrociato con le crudezze dell'hardcore, ma senza lasciare da parte influenze marginali che però aggiungono quel tocco di originalità in più, arrivando a concretizzare un album con la "A" maiuscola, che ha l'enorme pregio di poter essere presentato anche a platee differenti di quelle che solitamente scorrono queste righe.
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14/12/2005 13:23 - NERO57 Dell'aria
Del Veneto, più precisamente della provincia di Venezia, sono ...
NERO57 Dell'aria Del Veneto, più precisamente della provincia di Venezia, sono originari anche i Nero57, quintetto che dopo tre anni di vita, alcuni demo tapes ben recensiti, un buon numero di concerti e le finali dei concorsi "On Stage" e "Tendenze" hanno realizzato "Dell'aria", un CD-R con tre canzoni prodotto dall'AUA Records. La classica formazione a quattro è impreziosita da un violino elettrico che rende il sound dei Nero57 originale, in una miscela di hard rock e progressive, ma con accenti grunge anche per merito della voce adulta e ben impostata di Mauro Vanzella. Tra i brani, oltre all'iniziale title-track, spiccano "I.S.A.", con il violino che fa da perfetto collante tra voce e chitarre per un refrain di sicuro impatto, e "Nel velluto", più vicino agli standard del rock italiano (NERO57@yahoo.it).
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14/12/2005 13:23 - PAUL DEL NERO basso
Diplomato con specializzazione in Jazz al New ...
PAUL DEL NERO basso Diplomato con specializzazione in Jazz al New England Conservatory of Music con lode accademico, si diploma inoltre, Summa Cum Laude, al "Berklee College of Music" in composizione Jazz. Dal 1993 insegna al "Berklee College of Music" educazione all'ascolto, musica d'insieme, basso acustico ed elettrico. Dal '94 al '95 insegna basso acustico e improvvisazione jazz presso la "Brown University" di Providence, dal '91 al '94 basso elettrico e acustico al "Cummunity College of Rhode Island" docente di teoria e musica d'insieme presso la Scuola di Musica di Providence dal '90 al '94; insegna privatamente dal 1979. Partecipa ad importanti Festival Nazionali ed Internazionali: Montereal, Discover Jazz Festival di Burligton, Vienne Jazz Festival, Newport, Berlino, Kool Jazz Festival all'Avery Fisher Hall e all'Holliwood Bowl, West Can Jazz Festivals a Calgary, Vancouver, Edmonton e Toronto, vanta inoltre presenze nei club, negli shows, nelle radio e in Tv. Paul Del Nero si afferma come quotato artista e stimato insegnante. Tour nazionali e Internazionali con: Hal Crook, Nick Brignola Quartet, in Francia, Orange Then Blue, tour in Nord America; Dakota Station in Giappone; Alan Dawson e Ray Santisi in Giappon, Artie Shaw Orchestra sotto la direzione di Dick Johnson con tour nazionali e internazionali. Del Nero collabora durante la sua carriera con importanti artisti come: Art Farmer, Mose Allison, Donald Byrd, Charles McPherson, James Williams, Dave McKenna, Chuck Waine, Tal Farlow, Junior Mance, Buddy....... Importanti lavori incisi con etichetta Concord sono "The Swing Shift" e "Christmas Presents", con etichetta GM incide assieme agli Orange Then Blue "Funkallero" e "While you where out"; collabora anche con Greg Abate alla reallizzazione di "Spirit" e "Dr. Jekyll & Mr. Hide", can Giovanni Moltoni realizza "Direction". Incide "Live at Bovies" con The Duke Belaire Jazz Orchestra e molti altri.
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14/12/2005 13:23 - Il gruppo PEPE NERO h nato da poco grazie all'unione ...
Il gruppo PEPE NERO h nato da poco grazie all'unione di 3 musicisti provenienti da esperienze e radici musicali sostanzialmente diverse. Nadia, alla voce, canta da anni come corista ed ha preso parte in qualit` di contralto ai concerti e alle tournhh europee della corale lauretana con la quale ha potuto vantare la collaborazione dal vivo in alcuni concerti di Gianni Morandi e dei Pooh. Marco, alle chitarre, ha fatto da accompagnatore acustico ad alcuni artisti da camera sviluppando la conoscenza della canzone napoletana e della musica d'autore italiana, e, negli ultimi anni ha girato locali e feste in tutte le Marche insieme a Rossano in gruppi sotto vari nomi. Rossano, alle tastiere e programmazione elettronica, suona dalla tenera et` di 9 anni e in questi 15 anni ha avuto esperienze musicali d'ogni genere, dalla musica d'ascolto all'heavy metal, ed ha suonato con vari musicisti della scena maceratese ed anconetana alternando partecipazioni durature a sporadici concerti. Il trio utilizza dunque l'unione di queste diverse caratteristiche per presentare un repertorio di covers, italiane e non, molto spesso riarrangiate, che si ispirano all'intramontabile genere soul (sopratutto nel canto) con commistioni pop e funky. Non hanno ni basso ni batteria acustici e gli accompagnamenti ritmici o le basi musicali sono composte da Rossano che si limita spesso a costruire semplici patterns perchi questo tipo di musica h molto piy soddisfacente suonarla che fare finta!!! Disponibili per qualsiasi tipo di locale o festa. Rossano 0368-431502 Marco 0338-3290004 Fax 071-977574
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14/12/2005 13:23 - Il gruppo PEPE NERO h nato da poco grazie all'unione ...
Il gruppo PEPE NERO h nato da poco grazie all'unione di 3 musicisti provenienti da esperienze e radici musicali sostanzialmente diverse. Nadia, alla voce, canta da anni come corista ed ha preso parte in qualit` di contralto ai concerti e alle tournhh europee della corale lauretana con la quale ha potuto vantare la collaborazione dal vivo in alcuni concerti di Gianni Morandi e dei Pooh. Marco, alle chitarre, ha fatto da accompagnatore acustico ad alcuni artisti da camera sviluppando la conoscenza della canzone napoletana e della musica d'autore italiana, e, negli ultimi anni ha girato locali e feste in tutte le Marche insieme a Rossano in gruppi sotto vari nomi. Rossano, alle tastiere e programmazione elettronica, suona dalla tenera et` di 9 anni e in questi 15 anni ha avuto esperienze musicali d'ogni genere, dalla musica d'ascolto all'heavy metal, ed ha suonato con vari musicisti della scena maceratese ed anconetana alternando partecipazioni durature a sporadici concerti. Il trio utilizza dunque l'unione di queste diverse caratteristiche per presentare un repertorio di covers, italiane e non, molto spesso riarrangiate, che si ispirano all'intramontabile genere soul (sopratutto nel canto) con commistioni pop e funky. Non hanno ni basso ni batteria acustici e gli accompagnamenti ritmici o le basi musicali sono composte da Rossano che si limita spesso a costruire semplici patterns perchi questo tipo di musica h molto piy soddisfacente suonarla che fare finta!!! Disponibili per qualsiasi tipo di locale o festa. Rossano 0368-431502 Marco 0338-3290004 Fax 071-977574
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14/12/2005 13:23 - Il pregio di " Il Bianco E Il Nero" - ...
Il pregio di " Il Bianco E Il Nero" - debutto del terzetto Punto It. Trio - è quello di saper variare (le divagazioni acid hip hop in "Hell On Earth" e "Release The Tension", ad esempio), pur mantenendosi di norma all'interno di un contesto jazz. Pare che fossero intenzionati a comporre un'ipotetica colonna sonora, inoltre occorre sottolineare come i ragazzi piemontesi cerchino di girare alla larga da facili soluzioni strumentali e dal "soft jazz da salotto bene", che non digerisco proprio. Particolarmente efficaci le ritmiche, siano esse suonate o saltuariamente programmate, mentre c'è qualcosa da rivedere per quel che concerne le parti di chitarre, a volte stereotipate (cfr. "Pagliacci" e "Naturale"). "Il Bianco E Il Nero" è stato realizzato in collaborazione con la Cooperativa In/Contro e per tre pezzi si avvale dell'apporto del CLG Percussion Ensemble, gruppo musicale formatosi (all'interno dell'associazione) un paio di anni or sono e formato da ragazzi con handicap psicofisici e i loro educatori. Per contatti: Dario Bruna - Via Vauda 20 - 10040 Lombardore (TO) - Tel.: 0119956471 - Fax: 0114360453.
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14/12/2005 13:23 - Roberto Lucanero vive a Recanati, ha studiato fisarmonica ed è ...
Roberto Lucanero vive a Recanati, ha studiato fisarmonica ed è iscritto al Dams musica di Bologna dopo una prima esperienza nel rock ha cominciato a suonare con diverse formazioni soprattutto jazz esplorando e ricercando nuove forme espressive per la fisarmonica, divide l'attività concertistica con quella di musicologo e giornalista, scrivendo regolarmente sulle maggiori riviste internazionali di fisarmonica e collaborando come musicologo e critico musicale con il quotidiano "Il Manifesto"
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14/12/2005 13:23 - "ROBERTO LUCANERO" (Porto Recanati - Mc)
Oltre ad essere fisarmonicista, organettista ...
"ROBERTO LUCANERO" (Porto Recanati - Mc) Oltre ad essere fisarmonicista, organettista e cantante dalle esperienze più disparate Roberto Lucanero è laureando in etnomusicologia al D.A.M.S. con tesi sull'organetto nelle Marche. Conclusasi la collaborazione con " La Macina" alla fine del 1999, attualmente è attivo in concerti in "solo" o alla guida di formazioni in cui ripropone canti e balli popolari da lui appresi nel corso delle sue ricerche sul campo, brani tradizionali per fisarmonica del repertorio del ballo "liscio" e sue composizioni. Interessante l'interazione strumentale che si crea tra il suo organetto e il tamburello di Stefano Amici sia negli immancabili saltarelli che in brani originali (polche o valzer) composti da Lucanero per esaltare il virtuosismo dei due strumenti: il grande tamburellista della "Damigiana" ad esempio esprime tutte le potenzialità del suo strumento nella "Polca del cembalo" scritta a quattro mani con il fisarmonicista.Ospite della formazione è anche il grande cantore di canti di questua e di saltarelli Nazzareno Gambadori di Jesi attivo da un trentennio nei gruppi "spontanei" di cantori dello jesino. Completa la formazione Francesco Favi, attore e cantante del gruppo "Lusitania" di Chiaravalle. Nel repertorio figurano anche canzoni a ballo e filastrocche trasmesse a Lucanero dalla sua nonna paterna e la tipica "recanatese" (saltarello)
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14/12/2005 13:23 - SONEROS DE VERDAD A Buena Vista: Barrio de la Habana
Domanda ...
SONEROS DE VERDAD A Buena Vista: Barrio de la Habana Domanda ingenua: siamo di fronte al seguito del bestseller "Buena Vista Social Club" oppure no? Chi ha pubblicato questo disco afferma all'incirca di si, oltre a precisare che la Word Circuit, titolare del marchio, ha impedito l'uso del medesimo per questa nuova uscita (anche se poi, come si evince dal titolo, ciò che non è passato per la porta principale è penetrato dalla finestra...). In realtà se Juan de Marcos Gonzáles rimane il direttore artistico, in questi Soneros de Verdad vengono a mancare le stelle: di Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Eliades Ochoa, Omara Portuondo, Rubén Gonzáles qui non c'e traccia. Un confronto stretto diventa dunque improponibile e lasciando perdere le beghe di mercato (che pure esistono e non vanno dimenticate) e assai meglio concentrarsi sulla musica, come se nulla fosse accaduto in precedenza. Registrato negli studi dei Los Van Van, il disco gode di una produzione piuttosto accurata, mette insieme un po' di vegliardi (Pio Leyva, Manuel «Puntillita» Licea, Manuel Torres, Rudy Calzado) con qualche giovane sonero, e trova il suo punto di forza nell'intreccio delle numerose voci maschili oppure nei bei duetti tra Juan de Marcos e Luis Frank in Longina, o dello stesso Frank con Manuel de la Cruz (La Sitiera, Ojos Malignos). Procedendo nell'ascolto risulta evidente che è proprio Luis Frank, il fondatore degli Afro Cuban Allstar, a spiccare maggiormente e a rivelarsi il vero strascinatore dell'intero progetto. Meno convincenti invece i siparietti strumentali e gli interventi pianistici di Guillermo «Rubalcaba» Gonzàles, piuttosto convenzionali. Nel complesso (e al di là delle mode), la convinzione che a Cuba i buoni musicisti abbondino non viene meno.
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14/12/2005 13:23 - GENEROUS MARIA Command Of The New Rock
I più attenti osservatori ...
GENEROUS MARIA Command Of The New Rock I più attenti osservatori del movimento heavy-psych si saranno chiesti come mai l'emergente label svedese Lunasound, dopo aver scritturato due delle migliori formazioni inglesi del genere (Black Moses, Gorilla) ed operato positivamente sul fronte USA (Roadsaw, Mark D), non avesse ancora scelto una band su cui puntare nell'esteso scenario nazionale... La risposta consiste nel debut-album dei Generous Maria, "Command Of The New Rock: se il quintetto nato a Goteborg nell'inverno 1998 ha adottato un nome eccentrico, il titolo del disco lo è ancor più, visto che la promozione è indirizzata a tutti i fans dei "generi retro", dallo stoner al revival sixties. Nelle file dei Generous Maria, che hanno alle spalle solo uno split CD con gli Skua (Alone Rec.), militano, però due musicisti già segnalatisi in passato: il chitarrista Dan Johansson con Mary Beats Jane, ed il drummer Mats Ohlsson nei bizzarri Mobile Mob Freakshow. In ogni caso, Lunasound ha colpito ancora una volta nel segno: ben al di sopra dei molti gruppuscoli scandinavi derivativi (stoner, retro o punk'n'roll che siano...) gli uomini del "Comando" mostrano sprazzi di spiccata individualità; c'é un'eleganza non comune nel forgiare riffs di heavy rock psichedelico, specialmente nelle magnetiche "All Units Are Out" e "Ashram Of The Absolute", e nonostante il notevole carico heavy dei ritmi, "All Good Things" e "Bridge Out Of Time" (gran finale per il tandem di chitarre!) sono accattivanti ed immediate. Merito anche del cantante Goran Florstrom, che pur non possedendo doti vocali svettanti, si muove lungo efficaci direttrici melodiche. Fra i brani migliori anche l'impetuoso start di "Big Shiny Limo", con la chitarra wah-wah che volteggia sul veloce tempo della sezione ritmica, e l'atipica "Soulflight": adagiato in un'atmosfera narcotica, il piano elettrico Fender Rhodes si riallaccia a certe oscure ballate dei Doors. La storia dei Generous Maria è iniziata davvero bene, dovremmo sentir parlare di loro anche in futuro.
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14/12/2005 13:23 - GENEROUS MARIA Command Of The New Rock
I più attenti osservatori ...
GENEROUS MARIA Command Of The New Rock I più attenti osservatori del movimento heavy-psych si saranno chiesti come mai l'emergente label svedese Lunasound, dopo aver scritturato due delle migliori formazioni inglesi del genere (Black Moses, Gorilla) ed operato positivamente sul fronte USA (Roadsaw, Mark D), non avesse ancora scelto una band su cui puntare nell'esteso scenario nazionale... La risposta consiste nel debut-album dei Generous Maria, "Command Of The New Rock: se il quintetto nato a Goteborg nell'inverno 1998 ha adottato un nome eccentrico, il titolo del disco lo è ancor più, visto che la promozione è indirizzata a tutti i fans dei "generi retro", dallo stoner al revival sixties. Nelle file dei Generous Maria, che hanno alle spalle solo uno split CD con gli Skua (Alone Rec.), militano, però due musicisti già segnalatisi in passato: il chitarrista Dan Johansson con Mary Beats Jane, ed il drummer Mats Ohlsson nei bizzarri Mobile Mob Freakshow. In ogni caso, Lunasound ha colpito ancora una volta nel segno: ben al di sopra dei molti gruppuscoli scandinavi derivativi (stoner, retro o punk'n'roll che siano...) gli uomini del "Comando" mostrano sprazzi di spiccata individualità; c'é un'eleganza non comune nel forgiare riffs di heavy rock psichedelico, specialmente nelle magnetiche "All Units Are Out" e "Ashram Of The Absolute", e nonostante il notevole carico heavy dei ritmi, "All Good Things" e "Bridge Out Of Time" (gran finale per il tandem di chitarre!) sono accattivanti ed immediate. Merito anche del cantante Goran Florstrom, che pur non possedendo doti vocali svettanti, si muove lungo efficaci direttrici melodiche. Fra i brani migliori anche l'impetuoso start di "Big Shiny Limo", con la chitarra wah-wah che volteggia sul veloce tempo della sezione ritmica, e l'atipica "Soulflight": adagiato in un'atmosfera narcotica, il piano elettrico Fender Rhodes si riallaccia a certe oscure ballate dei Doors. La storia dei Generous Maria è iniziata davvero bene, dovremmo sentir parlare di loro anche in futuro.
























































































