Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - Galss Tool (Slo)
Gruppo interessante ed entusiasmante dell'Est. Attitudine alla rumorosità, ...
Galss Tool (Slo) Gruppo interessante ed entusiasmante dell'Est. Attitudine alla rumorosità, alle deviazioni sonore e alla bassa fedeltà -Uberales-. Una vera rivelazione. Da scoprire !
-
14/12/2005 13:23 - TOOL
Forse perché i dischi li hanno centellinati (tre in dieci ...
TOOL Forse perché i dischi li hanno centellinati (tre in dieci anni), forse perché i Tool, a differenza di tantissimi altri gruppi, li hanno realizzati perché volevano farlo, e non perché un contratto glielo imponeva; forse perché la loro musica, a tutt'oggi, non è ancora stata codificata integralmente da nessun altro gruppo; resta il fatto che il pluri-rimandato disco dei Tool è, ad oggi, oggetto di attese spasmodiche. Sicuramente ci troveremo al cospetto di un lavoro difficile, ostico, creativo, senza barriere. Con un'apertura verso l'elettronica. Il crossover mondiale ha bisogno dei Tool per cambiare pelle, per evolversi, o forse semplicemente per avvicinarsi alla perfezione. Gli ultimi ritocchi verranno dati nel mese di Gennaio, ma il progetto è ancora assolutamente top-secret. Il mistero rende ancor più febbrile l'attesa. L'impressione è che i Tool potranno essere il gruppo del nuovo millennio.
-
14/12/2005 13:23 - TOOL/Live+Vhs
Gruppo strano i Tool. Una carriera lunga dieci anni segnata ...
TOOL/Live+Vhs Gruppo strano i Tool. Una carriera lunga dieci anni segnata solo da due album e un mini. Eppure la loro statura artistica ne fa una delle più fulgide espressioni del "nu metal" prima ancora che questo termine venisse coniato. In realtà i Tool sono ben di più, un gruppo COMPLETO. Questo semi live che comprende anche le nuove studio outtake Lamc e Message To Harry Manback II (puri divertissement) sciorina in poco più di 73 minuti tutto il loro vastissimo repertorio. Si va dall'inquietudine frammentata ed alla pesantezza di Third Eye, alla rilassatezza quasi trip hop di Pushit, dove la band dà un nuovo significato al termine psichedelia grazie ad un incedere narcolettico e ipnotico con suggestive tablas che si mischiano alla voce emozionale e sciamanica di Maynard. Mentre una chitarra zeppeliniana disegna arabeschi hard rock una sezione ritmica pulsante sorregge il tutto fra break e riprese. Un apice inarrivabile. Un cantante eccezionale come Maynard capace d'interpretazioni di potenza drammatica è il perfetto nocchiero di questa navicella che combina le migliori espressioni free form dello spirito prog, hard e psych dei tardi anni 60 trasportandola nell'urgenza claustrofobica, dura, metallica e serrata del 2000. Infatti una tensione di fondo regna sovrana sia che tratti della liturgica Mekaba che richiama ancestrali riti pagani, che nelle sferzate metal di Parf Of Me. Il gusto teatrale, l'indole visionaria ed il carattere prettamente notturno dell'album costituiscono un ensamble affascinante che deve essere gustato lentamente in tutte le sue sfumature. La psicotica strumentale You Lied, cover dei Peach, prima band del bassista Justin Chancellor mischia kraut rock e Einsturzende Neubauten mentre il tributo ai Led Zeppelin di No Quanter accentua ancora il timbro oscuro, magico e decadente del pezzo in un'interpretazione personalissima. Può essere un gruppo cerebrale ed intellettuale, ma allo stesso tempo così fisico ed emozionale? Sì, se si chiama Tool, i veri eredi dei fab four di Birmingham, per cui è lecita solo un'espressione: art rock puro. A corredo un video con i quattro clip del gruppo che comprendono Sober, Prison Sex, Stinkfist e Aenima.
-
14/12/2005 13:23 - KITCHENTOOLS Harmonoize
"Arnesi da cucina". Il nome scelto dai romani Dozzy ...
KITCHENTOOLS Harmonoize "Arnesi da cucina". Il nome scelto dai romani Dozzy (Dj del Brancaleone), Miky e Jacopo Carreras potrebbe trarre in inganno. Nell'album di esordio dei tre Kitchentools protagonisti non sono campionamenti di stoviglie, forchette e coltelli, ma un tappeto profondamente elettronico, su cui scorrono libere voci mediorientali, percussioni e chitarre che restituiscono al lavoro un suono che riesce a vibrare umanità e spazia dalla chill-out al primo Tricky, evocato dai mantra dei vocalist Kevin Ettienne in Brain without e cranium. Roma "caput mundi elettronicae"? Forse non ancora, ma i lavori che emergono dalle cantine (e dalle cucine) della capitale respirano sempre più aria internazionale, a partire dalle collaborazioni e dai luoghi di lavoro: Harmonoize è stato infatti masterizzato a Norimberga negli studi della Stereo Deluxe e contiene un bel remix dei Mo'Horizons, di casa presso l'etichetta tedesca.








































































































































































































































