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14/12/2005 13:23 - Abbiamo un papa AC/DC, nel senso che va a fasi ...
Abbiamo un papa AC/DC, nel senso che va a fasi alterne (specifico perché AC/DC è anche una band di rumorosi tangheri australiani, come saprete tutti, ed un modo di dire che hanno gli americani per indicare i bisessuali, ed allora, sapete com'è: meglio essere chiari): una ne azzecca ed una no. Ultimamente aveva chiesto la testa (metaforicamente, il medioevo purtroppo per il clero è trascorso da un pezzo) del direttore di 'Famiglia Cristiana', un sacerdote che era riuscito a darle una svecchiata niente male e che era arrivato a parlare e dialogare coi lettori, senza isterismi, di argomenti delicati (delicati per i cattolici, gli altri li hanno digeriti già da un pezzo), come l'eutanasia, l'aborto, il divorzio etc. Dai e dai, il vecchio Karol ce l'ha fatta (in fondo, non è mica il due di coppe, no?) ed al coraggioso prete giornalista ci hanno messo la fatitica pietra zopra, pobbacco (si è dimesso ma sapete come va il mondo, no?).
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14/12/2005 13:23 - AC/DC Stiff upper lip
C'e da rischiare il pubblico ludibrio, a ...
AC/DC Stiff upper lip C'e da rischiare il pubblico ludibrio, a difendere il "paleolitico hard rock" degli AC/DC in pieno 2000. Certo la strategia dei fratelli Young non è cambiata neppure d'un pelo dall'epoca della fondazione, un quarto di secolo fa, distribuendo i classici ingredienti della pasticceria pre-metal (rock'n'roll semplice e diretto, schiette derivazioni blues, boogie malandrini) secondo l'assortimento di volta in volta disponibile in cucina. Certo la band australiana è costantemente sull'orlo dell'autoparodia. Certo la voce scorticata di Brian Johnson ha perduto da tempo potenza, smalto e colore. Malgrado tutte queste certezze, il plum-cake elettrico degli AC/DC (dopo 16 album e 35 milioni di dischi venduti nei soli Stati Uniti) conserva un sapore fragrante, essendo Stiff upper lip di gran lunga il miglior prodotto di studio della band dall'epoca di For those about to rock we salute you, sia dal punto di vista compositivo che strettamente strumentale. Se Angus è diventato un monumento vivente del "tarantismo" chitarristico, la produzione del fratellone George, rientrato alla base, esalta freschezza e sobrietà agli anthem del gruppo, mai così copiosi in un disco solo. E allora i casi sono due: o gli AC/DC decidono ora di chiudere in gloria e godersi un'onorata pensione oppure licenziano il cantante e ne assumono uno meno consunto.
















































































































































































































