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14/12/2005 13:23 - 90° SOUTH The Barrier Silence
Abbandonando il Jaguar Sound di Cheltenham ...
90° SOUTH The Barrier Silence Abbandonando il Jaguar Sound di Cheltenham dove Kev Fox, titolare di 90° South, e Gaby Lovatt, che ha contribuito ai penetranti languori di The Barrier Silence, hanno registrato l'album, i due potevano gettar l'occhio laddove Edward Wilson visse. Costui, gloria locale, partecipò alla spedizione Terra Nova, tre anni in Antartide tra il 1911 e il 1913, dalla quale non ritornò, da un suo poema è mutuato il titolo di un lavoro che della sua romanzesca memoria è pervaso, rinnovando immaginari antichi che sembrano preistoria, che alla cronaca dovevano necessariamente anteporre la fantasia, ammantando di leggenda, suggerendo, amplificando il non visto. The Barrier Silence suona così come un affettuoso e discreto tributo, di grande, spirituale romanticismo, in un percorso che rapinoso, ammaliante, con agio familiarizza con sembianze Flowchart e Land Of Nod, affrontato col meditabondo sussiego che, al cospetto dell'esistere vano, solo sgombri orizzonti, nel fulgore di una catartica sospensione dal tempo, possono, all'infinitesimale, donare.
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14/12/2005 13:23 -
“Anomalous Silencer II”, raccolta pubblicata dalla Napal Med (label della ...
“Anomalous Silencer II”, raccolta pubblicata dalla Napal Med (label della Repubblica Ceca, reperibile presso Officine 23 - Via Bellezia 6/d - 10122 Torino), presenta 74 minuti di industrial-noise impacchettato in una confezione a tiratura limitata di 500 copie, dove la classica custodia di plastica è sostituita da una rete metallica. Nulla di trascendentale, ma sono cose che fanno sempre piacere e lo stesso dicasi per gli aspetti sonori. Tra gli undici partecipanti segnalo i britannici Red Ash & The Love Commandos (simil Scorn con voce maschile clone di Genesis P Orridge), i nipponici Mamarracho, i Noise Laboratory (ambient semi catastrofico) e gli scorbutici Napalmed (di cui è previsto un lavoro split con Ja-Lo-Paz e All Scars Orchestra, gruppo del giro Larsen, Brusaschetto, Jackson Vulvas, ecc.).
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14/12/2005 13:23 - EINSTURZENDE NEUBAUTEN Silence Is Sexy
L'album "Ende Neu" ('96) non ci ...
EINSTURZENDE NEUBAUTEN Silence Is Sexy L'album "Ende Neu" ('96) non ci aveva affatto convinti, anche se c'era l'attenuante d'un pesante cambio d'organico in seguito alla fuoriuscita di F.M. Einheit e Mark Chung e al successivo rimpiazzo di Jochen Arbeit e Rudi Moser: era come suol dirsi, un disco di transizione. Perfino Blixa Bargeld appariva svogliato e sotto tono in quel frangente, forse anch'esso spiazzato da contanto trambusto e una formazione da ricostruire insieme ad Alex Hacke rimasto al suo fianco. Gli ci sono voluti quattro anni per ristabilire gli equilibri e ritrovare l'entusiasmo perduto in direzione di una fase nuova e musicalmente stimolante. Del resto un talento visionario come quello dl Blixa Bargeld non poteva accontentarsi delle solite formule collaudate per raccontare le sue storie allucinate e usare le sue arti di tessitore d'ombre. Lo scenario appositamente allestito in "Silence Is Sexy" è quanto di più intrigante sia mai sortito dalla mente del combo tedesco, le fantasie di un 'malato immaginario' aperto ai grandi spazi della musica minimale, quasi a comunicare l'idea di una dimensione acustica ricavata dal silenzio. Una prova sostanziosa anche in termini di durata, avvolto in una bella confezione de-luxe nella quale troviamo il CD di "Silence Is Sexy" e l'allegato maxi-CD con, tenente un'unica traccia da venti minuti intitolata "Pelikano!", senz'altro il momento più oscuro dell'intera vicenda, anche se tutto il resto non scherza in quanto a scelte avventurose. E' stato definito un viaggio attraverso un sistema labirintico di gallerie, una descrizione tanto suggestiva quanto appropriata, tanto per dire che si va incontro a paesaggi nelle cui vastita è facile perdersi, adagiati su prolungati silenzi e progressioni ritmico-sonore che esplorano situazioni inaspettate prima di dare forma finita ad ogni brano. E' facile comunque riconoscere lo stile di un'estetica tutta germanica nel modo di manipolare la materia sonora, obliqua e giaciale anche in una danza a tempo di tango come "Musentango" o nella ballata romantico-decandente di "Sonnenbarke" o ancora nel blues bianco della lunare "Die Befindlichkeit Des Landes", sorta di sogno impossibile che vagheggia la nascita di una nuova Berlino. Un'esperienza adrenalinica dove ogni episodio è l'ineluttabile incastro di un puzzle mentale destinato a risucchiare in un avvolgente abisso di ghiaccio.
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14/12/2005 13:23 - Falling Silence
Maurizio e Nello, bassista e cantante, si conobbero suonando ...
Falling Silence Maurizio e Nello, bassista e cantante, si conobbero suonando nei loro rispettivi gruppi al Music Club, locale adibito all'affitto di sale prove ad ore. In seguito Maurizio trovò per il suo gruppo "Garden's Killing Of Mercy" una sala prove sperduta tra le montagne del Luganese e invitò Nello e Paolo, un suo amico chitarrista, a suonare con Davide, batterista dei "Garden's". I quattro amici suonarono tutto il pomeriggio e alla fine della Jam Session decisero di fondare un gruppo chiamato "Out Falls Silence"; era l'agosto del 1995. Come genere musicale si decise di puntare al melodico Grunge, sempre mantenendo le sonorità del buon vecchio Heavy Metal, ma dopo poco tempo Davide decise che il genere proposto non fosse per lui idoneo e lasciò il gruppo. A riempire il vuoto creatosi arrivò subito un batterista amico di Maurizio: Kuno. Egli, dopo aver provato un pomeriggio con i "Silence", accettò di buon grado di fare parte del gruppo. Il lavoro procedeva a ritmi incessanti e nel giro di quattro mesi il gruppo poteva contare nel suo repertorio una decina di pezzi fatti e finiti. Il primo concerto ebbe luogo il due dicembre 1995, sotto il nuovo nome di "Falling Silence", lieve modifica del precedente. Il gruppo suonò nella casa comunale di Origlio per un compleanno, sopra alcuni tavoli che fungevano da palcoscenico, ma l'esito estremamente positivo del concerto fece vedere il gruppo, agli occhi dei suoi componenti, sotto una nuova luce: era diventata una cosa seria! A quello seguirono molti altri concerti, sia nel Luganese che nel Mendrisiotto, ricordando in particolar modo il primo concorso ticinese per musicisti dilettanti svoltosi al Mercato Coperto di Mendrisio, dove il gruppo confermò le proprie capacità musicali e si guadagnò il sostegno e l'affetto di molti nuovi fans. Dopo circa sei mesi di attività concertistica il gruppo entrò in disaccordo con il batterista Kuno, che lo lasciò poco dopo. Era l'aprile-maggio del 1996. Da quel momento in poi ci fu un periodo critico di sei mesi nel quale i "Falling Silence" sfiorarono in più di una occasione lo scioglimento, finché arrivò l'aiuto di Disma alla batteria e di Alex alle tastiere a rivitalizzare il gruppo. Il lavoro, grazie alla professionalità di questi ultimi, ricominciò a pieno regime ed in breve tempo i "Falling Silence" tornarono sulla scena. In quel periodo il gruppo suonò in molti posti in Ticino, in Svizzera tedesca e in Italia trovando buoni consensi un po' ovunque, tant'è che i cinque componenti decisero di registrare il primo compact disc firmato "Falling Silence". Purtroppo, mentre i lavori erano sul nascere, Nello e Alex cominciarono a manifestare dissensi e dubbi rispetto alla pubblicazione del compact disc e non solo... Le cose procedettero a stenti per un po', finché Maurizio, Disma e Paolo si stancarono e salutarono i due amici. Il gruppo rimase senza cantante per circa due mesi, ma poi si trovò Daniele; con lui è solo dall'inizio del 1997 che i "Falling" sono sulle scene ma quest'ultimi con grossi sforzi e sacrifici sono riusciti finalmente a pubblicare il loro primo Compact Disc in data 30 Luglio 1997. Il Disco è stato registrato nel K-Sound Studio di Bellinzona (Svizzera) e stampato dalla Sony (Austria) tramite la casa di distribuzione City Records di Milano.
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14/12/2005 13:23 - FINNTROLL “Midnattens Widunder” (Spikefarm/Audioglobe)
SCREAM SILENCE “To Die For...” (Moonstorm/Audioglobe)
SINNER “The ...
FINNTROLL “Midnattens Widunder” (Spikefarm/Audioglobe) SCREAM SILENCE “To Die For...” (Moonstorm/Audioglobe) SINNER “The End Of Sanctuary” (Nuclear Blast/Audioglobe) I finlandesi Finntroll si vanno a collocare in quella porzione di terra musicale dove si sta cercando di far convivere una parte di pubblico proveniente dall’emisfero metal e un’altra con alle spalle un background folk o comunque formato da suoni tradizionali. A partire dai capostipite Skyclad, non sono mancate le formazioni impegnate in una simile commistione, che ha sovente generato ibridi inascoltabili o gruppi con una marcata impronta metal e quindi impossibilitati ad attrarre chi invece è legato al folklore celtico, gitano, orientale o mediterraneo che sia. Anche nel caso dei Finntroll è chiaro che, vuoi per i trascorsi (Thy Serpent, Barathrum, Rapture, ecc.) vuoi per l’impostazione data alle nove composizioni, i primi e unici a essere richiamati saranno (salvo rare eccezioni) coloro i quali hanno un cuore pulsante di nero metallo, però ciò non toglie che l’album debba avere almeno un minimo di dignità qualitativa, il che non avviene e a me non resta che decretarne l’insufficienza. Non posso credere che quelli di Orkus (notissima rivista tedesca dedicata alla scena dark-electro-goth-industrial) abbiano avuto il coraggio di assegnare al debutto degli Scream Silence il ruolo di disco del mese e di omaggiarlo con un 9.5 assolutamente esagerato. Andando avanti di questo passo si mortifica il significato stesso della critica In certi casi non c’è gusto che tenga, poiché occorre rendersi conto che i quattro volenterosi ragazzi teutonici, pur non demeritando e pur interpretando con passione il loro onesto metallo oscuro (tra Dreadful Shadows, Tiamat e Sisters Of Mercy) non sono affatto imprescindibili, fantasmagorici e geniali come vorrebbero farci credere, il che mi pare evidente, credetemi! Così come dovete credermi se vi dico che “The End Of Sanctuary”, quattordicesimo capitolo nella storia dei Sinner (capitanati da Mat Sinner e ormai “in pista” da quasi vent’anni), è infarcito di luoghi comuni e dei vari stereotipi che hanno fatto la fortuna (per certi versi) dell’heavy metal power melodico (in questo caso mescolato con un hard rock di scuola Deep Purple o AC/DC). Nonostante ciò avverto più sincerità, onestà di fondo e pure parziale piacere nell’ascolto tra queste 12 tracce che non in mille lavori degli Hammerfall o degli ultimi Stratovarius, gente ormai abbagliata dalle chimere del guadagno facile!
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14/12/2005 13:23 - LES TAMBOURS DU BRONX Silence Naïve-IRD
Ironicamente le venti individualità che ...
LES TAMBOURS DU BRONX Silence Naïve-IRD Ironicamente le venti individualità che viaggiano all'unisono col ritmo e che rispondono ai nome di Les Tambours Du Bronx, hanno intitoiato al siienzio il loro ultimo lavoro. Nati nel 1987 alla periferia di Nevers, in Francia, questi percussionisti viaggiano sull'onda di un'aggressività che si materializza soltanto nelle esecuzioni live, travolgenti e coinvolgenti insieme. L'assordante suono del metallo mal si sopporta ad un semplice ascolto discografico che offre variabili del tutto aleatorie, diversificate apparentemente dalla dozzina di titoli presenti (che sia Jungle jazz o Requiem, Sangria o Double devil, non fa differenza). Migliore è invece il viaggio attraverso le tracce in cd-rom (Bronx sound machine) presenti nel disco che fanno digerire un concetto che il semplice ascolto non riesce ad esprimere mai. Dopo l'ascolto dei 45 minuti si supplica davvero per una pausa di silenzio!
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14/12/2005 13:23 - MADRUGADA Industrial Silence
Il nome in lingua spagnola non confonda, i ...
MADRUGADA Industrial Silence Il nome in lingua spagnola non confonda, i Madrugada vengono dal freddo del Nord Europa e in paricolare dalla Norvegia. Hanno iniziato nel 1995, ma l'album d'esordio è uscito da qualche mese in patria e solo ora arriva anche negli altri paesi del Vecchio Continente, pronto a farsi ascoltare da un pubblico piu vasto. All'inizio l'idea era quella di fare un album alternativo, poi gli stessi Madrugada sono rimasti sorpresi dal grande successo. E così si sono accorti di aver confezionato un pugno di canzoni molto vicine al gusto dei giovani norvegesi. Le vendite sono andate ben oltre le aspettative e così è nato un piccolo caso attorno a questa band che sembra venire dal passato, anche se ha voglia di agganciarsi alla contemporaneità del rock. Il taglio di "Industrial Silence" è melodico, la musica nasce dai grandi spazi e dall'atmosfera che la poca luce insinua nell'animo di chi abita certe lande nordiche. Da giovani i Madrugada ascoltavano Doors e Velvet Underground, ma anche Cramps e Jesus And The Mary Chain. La musica risente questi ascolti, così come il cantante Sivert Hoyem ammette apertamente di aver subito l'influenza diretta di Jim Morrison, vuoi per l'impostazione vocale, vuoi per la presenza scenica. Il batterista Jon Lauvland Petterson ed il bassista Frode Jacobsen quando erano ragazzini suonavano cover di Iggy Pop e Rolling Stones, il chitarrista Robert Buras ha frequenuto blues e psichedelia, con una passionaccia giovanile per Link Wray e Jimmy Page. Le canzoni di "Industrial Silence" per forza di cose sanno di tutto questo, fanno venire in mente il rock chiaroscurale di Nick Cave, ma paradossalmente evocano anche il lato cupo di band da grandi spazi come Wilko. I Madrugada non se ne capacitano, ma la loro musica in verità segue percorsi strani e contraddittori, indubbiamente carichi di fascino.
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14/12/2005 13:23 - One Minute Silence Availoble in all Colours (BIG CAT/SELF)Che invece ...
One Minute Silence Availoble in all Colours (BIG CAT/SELF)Che invece è la base dei One Minute Silence. In apertura accennavo ad una latente identità per il nuovo metal britannico (Pulkas a parte). Partendo proprio dall'ele mento rap, incastonato nei classici riffs al calor bianco, ci si accorge di come ancora una band, comuque ben predisposta, come gli OMS, ricerchi neì passato (e non nel futuro) la propria ispirazione. Per intenderci, canzoni come For Want Of e Remain Calm, facevano parte dei repertorio dei Clawfinger in epoca non sospetta. Nulla di delittuoso, ma mai come ora, si avverte il bisogno di gruppi che vadano oltre. Tutto.
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14/12/2005 13:23 - ONE MINUTE SILENCE Buy Now... Save Later
Consigli per gli acquisti ...
ONE MINUTE SILENCE Buy Now... Save Later Consigli per gli acquisti da parte di una delle poche formazioni britanniche decise a contrastare ai gruppi d'oltreoceano il monopolio assoluto sul nuovo hard rock. Comprando adesso... si risparmiano sorprese in futuro: proviamo ad interpretare così il messaggio contenuto nel titolo del loro secondo album. In effetti, negli ultimi due anni il ruolino di marcia degli One Minute Silence è stato davvero serrato, tanto da condurre il quartetto guidato dal cantante Brian 'Yap' Barry a misurarsi ad armi pari sui palchi delle principali rassegne internazionali riservate ai moderni derivati del metallo pesante con le più titolate band americane che agiscono in questo ambito sonoro, dai Deftones ai Sepultura e dagli Anthrax ai Biohazard. Se all'indomani dell'uscita di "Available In All Colours" - l'uso di espressioni commerciali nei titoli dev'essere evidentemente un vezzo tipico del gruppo - il progetto aveva già dimostrato di poggiare su basi tecniche e stilistiche più che solide, il nuovo lavoro beneficia di quel tanto di esperienza e di determinazione in più necessario a sostenere adeguatamente le nuove ambizioni degli One Minute Silence. Registrate in poco più di due mesi di massicce sessioni di studio dirette da Colin Richardson - già alla consolle con i vari Machine Head, Fear Factory e Napalm Death, le quattordici tracce di "Buy Now... Save Later" offrono uno scenario sonoro sufficientemente potente e dinamico da incontrare gusto ed esigenze del pubblico contemporaneo dell'hard rock, ma anche abbastanza melodico e articolato da poter evitare che intorno a tale tipologia di consumatori si crei il solito e astioso vuoto pneumatico. Emblematici a questo riguardo sono l'arrangiamento d'archi approntato intorno al riff imperioso sul quale i quattro hanno costruito "Roof Of The World", i repentini cambi di passo di "Holy Man" e "It's Just A Ride", il tema melodico di "Fish Out Of Water" e "A Spoonful Of Sugar", il numero a metà strada fra Pearl Jam e Korn che chiude le selezioni dell'album, laddove "If I Can Change" e "On Def Ears" adombrano tentazioni hip hop e "Rise And Shine", "1845", "210 Dog Years" e "A Day In The Light Of" esibiscono il lato più crudo e veemente di un suono che deve comunque tener fede alla propria sibillina ragione sociale: "un minuto di silenzio e tutto il resto rumore".
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14/12/2005 13:23 - PWR
'Silence"
Partono con il piede giusto quelli della "3000 Records", emergente ...
PWR 'Silence" Partono con il piede giusto quelli della "3000 Records", emergente etichetta legata al circuito della Rock Planet Productions, dal momento che "Silence", debutto alla page dei devastanti PWR, è quanto di meglio (assieme a Linea 77 e, si spera, Extrema...) il new-metal tricolore sia attualmente in grado di offrirci. Oh, capiamoci, qui nessuno vuole spacciarvi per nuove le trovate per così dire "derivative" dei pur bravi PWR, ma su una cosa saremo intransigenti: i ragazzi in questione sanno come vendere cara la pelle, attenti come sono a non smarrire neppure un grammo della loro passione per accordature ribassate, campionamenti elettronici e abitudine postgrunge. Ci sono i Pearl Jam, infatti, nelle vocals melodiche di "My Name", l'ugola sdoppiata di Jonathan Davis nella (ovviamente) korniana title-track e persino un po' dell'Anselmo sudista, quello che condusse i Pantera al controverso "The Great Southern Trendkill", in un brano totalmente psycho-metal come "Time". Merito di un'ugola (Ermes Pecorari) che vanta un passato (breve) con Extrema e (decoroso) con Abnegate, ma soprattutto di un gruppo che sa andare oltre i soliti convitati di pietra (i Fear Factory, ricalcati in "Life Inside" e omaggiati un po' ovunque...) grazie alla sua innata qualità di mischiare le carte e di preservare una sana schiettezza. Certo, talvolta l'ingenuità gioca la sua parte (era proprio necessario aprire l'album con quel riff a la Sepultura?) ma di questi tempi sono cose che capitano a chi ha in casa l'intera discografia di Ross Robinson.
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14/12/2005 13:23 - Trascorso un decennio dalla nascita i Silence Gift mettono al ...
Trascorso un decennio dalla nascita i Silence Gift mettono al mondo una raccolta di materiale che ripercorre le tappe principali del loro iter artistico e lo fanno con “But The Silence Still Remains” (Focile Art TribeAudioglobe). Sedici brani (tra cui alcuni inediti di recente composizione) che danzano sulle note di un electro-dark-wave capace di colpire al cuore (“The Giving Tree”) e con un tocco raffinato che non guasta mai (artwork compreso). Presentiamo ora due uscite della francese Prikosnovenie (Audioglobe), etichetta che si segnala per la ricercatezza dei lavori pubblicati e per una particolare attenzione per le musiche etniche.
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14/12/2005 13:23 - Silence of the lambs
Ammettiamo per assurdo che la pena di ...
Silence of the lambs Ammettiamo per assurdo che la pena di morte sia giusta, ammettiamo che un assassinio debba essere lavato con un altro assassinio. Anche in questo caso, le prove contro Gary Graham erano talmente labili (una sola testimone che nel corso degli anni ha mostrato diversi tentennamenti), il processo così farsesco (il difensore d'ufficio non ha ritenuto di dover ascoltare due testimoni a favore dell'imputato ed in seguito la corte non ha convalidato la richiesta perché non regolamentare) e la caparbietà del prigioniero nel proclamarsi innocente per tutti questi anni così forte che perfino se mi fossi chiamato Bush Jr. avrei avuto q.che dubbio. Ma al Sig. Bush Jr. interessano di più, evidentemente, i calcoli politici che la vita di un presunto innocente. Sarà una questione di querce e di melaranci, che volete farci. Fatto sta che Gary Graham, nero ed incastrato, ha lottato come una bestia al macello prima di essere introdotto nella stanza della morte, ed ha guardato fino alla fine il reverendo Jackson, quasi a strappargli una promessa mentale di vendetta (staremo a vedere). "Muoio innocente. Sono stato linciato. Questo è un delitto di stato", ha detto Graham il nero, prima di andarsene. Con una convinzione troppo forte per essere finta. "La pena di morte è l'olocausto dei poveri e dei neri" ha tenuto a sottolineare ancora una volta: una frase di fuoco che dovrebbero scriver su ogni libro di scuola e che invece verrà macinata e vanificata dal blah blah blah mediatico. Ammettiamo per assurdo che la pena di morte sia giusta, ammettiamo che un assassinio debba essere lavato con un altro assassinio. Mandereste un solo innocente sulla sedia elettrica in nome della giustizia? Non vorrei essere al tuo posto, Piccolo Bush, quando farai il Grande Passo nell'aldilà. Ma non vorrei essere te neanche nell'aldiqua, a pensarci bene.
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14/12/2005 13:23 - SPEAKING SILENCE Insides
Amano disvelarsi al calar del sole, quando il ...
SPEAKING SILENCE Insides Amano disvelarsi al calar del sole, quando il crepuscolo affonda le ultime luci del giorno nelle ombre della notte. Sono i cuori romantici della scena ethereal-dark che cantano l'elegia della vita con voce raccolta e piena di sentimento. Fra questi ci sono gli Speaking Silence con la bella voce Clara Picchiantano che tesse melodie di velluto da destinare a questa incantevole magia elettroacustica intitolata "Insides", il loro nuovo album-sogno. Il fascino dell'opera è tutto riposto nell'indole sinuosamente soft-core degli autori, più che mai fedeli al respiro melodico del pop lunare che fu di gruppi come Cocteau Twins e This Mortal Coil, ma che sanno porsi con tratto personale e grande slancio, forti anche di una chiarezza d'esposizione che contribuisce a tenere sempre alto il tenore delle 13 canzoni contenute nell'albo. Musica come missive sussuranti, come carezze mentali che regalano istanti d'estraniamento dal mondo circostante e portano fra i lidi invisibili del cielo.
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14/12/2005 13:23 - Sundays "Static And Silence". Dopo averci amorevolmente insegnato a "leggere, ...
Sundays "Static And Silence". Dopo averci amorevolmente insegnato a "leggere, scrivere e far di conto", i Sundays si sono messi in aspettativa, rompendo il silenzio solo con l'anonimo Blind del 1993. Nel frattempo, le classifiche e le radio sono state invase da Cranberries e derivati, che alla formuletta dei Sundays - niente di geniale, comunque - devono pur qualcosa (un po' come Bluetones, Ash e brit-poppettari vari nei confronti di La's e Five Thirty). Forse è troppo tardi per istituire un derby tra Dolores O'Riordan e Harriett Wheeler, ma dovendo scegliere noi staremmo dalla parte di quest'ultima: innanzitutto perchè è più carina, e poi perchè la sua voce è meno leziosa ed ha il pregio di richiamare, nei momenti maggior ispirazione, vecchie e care memorie albioniche (Sandy Denny, tanto per non far nomi). In effetti, qualcosa dei Fairport e della lontana stagione del folkrock britannico rivive in alcuni brani di questo nuovo disco, e sono forse le tracce migliori: She I Can't Wait, la splendida Homeward e, guarda un po', Folk Song. In altri invece (Summertime Another Flavour e tutta la seconda parte del lavoro) prevale un'attitudine indie-pop che nulla toglie gradevolezza ma che si dimentica anche in fretta. Un bel ritorno, comunque. Aggraziata, malinconica e - al contrario dei più fortunati epigoni irlandesi - assolutamente non pretenziosa, la musica dei Sundays è una tazza di tè in un pomeriggio di fine settembre: un piacere discreto e appagante, anche se non indispensabile.
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14/12/2005 13:23 - NO-BIG-SILENCE Successful, Bitch And Beautiful (Cyberware/Audioglobe)
Onestamente credevo di trovarmi di ...
NO-BIG-SILENCE Successful, Bitch And Beautiful (Cyberware/Audioglobe) Onestamente credevo di trovarmi di fronte a qualcosa di molto peggiore rispetto a quanto le mie orecchie hanno avuto modo di “tastare”. Aggiungiamo poi pure il fatto che i No-Big Silence sono originari dell’Estonia, nazione che sinora non ha certo prodotto gruppi in serie, anzi - per quel che mi compete - questa è la prima formazione che conosco proveniente da quel Paese. Comunque sia i quattro ragazzi propongono un sound che è rimasto indietro di una decina di anni, che però pare animato da intenti sinceri, il che è già qualcosa. Nati dalle ceneri di una band speed/thrash chiamata Aggressor, ora si cimentano con quello che si può facilmente identificare come electro/rock (macchine affiancate a basso, chitarra e batteria), proposto in un contesto gotico metallico. Rapportati alla realtà entro cui si muovono potrebbero avere anche un senso, al di fuori dei patri confini avranno vita assai dura!
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14/12/2005 13:23 - VOID OF SILENCE Criteria Ov 666
Ampia e riflessiva l'ambizione che ...
VOID OF SILENCE Criteria Ov 666 Ampia e riflessiva l'ambizione che ha permesso la nascita di questo secondo capitolo a nome Void Of Silence, formazione capitana da Riccardo Conforti e spalleggiata vocalmente dal compagno di giochi Malfeitor Fabban, entrambi noti ai più per la militanza negli Aborym. Criteria Ov 666, oltre ad essere stato prodotto con la supervisione di Alan Perret (già con Nine Inch Nails e Rammstein) presso i New Harrow Studio di Londra, rappresenta la variante evocativa, immanente e inesorabile dell'apocalisse esistenziale, uno squarcio drammatico e indolente sull'ineluttabile presenza fenomenica del nulla. I Romani riescono a superare le premesse d'esordio e ci consegnano un capitolo che pur partendo dalle dinamiche doom care a My Dying Bride, Katatonia e Darkthrone (With No Half Mesures, Anthem For Doomed Youth) sa evolversi in una prospettiva capace di suggellare finissime soluzioni ambient folk industriali quali Victory!, The Ultimate Supreme Intelligence e Xtc-Elevation-Trip, momenti che raccolgono lo stendardo umorale di primi Current 93 e Mz.412.
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14/12/2005 13:23 - Ascoltando questi 5 ragazzi milanesi, sono tornato con i ricordi ...
Ascoltando questi 5 ragazzi milanesi, sono tornato con i ricordi a quando ero ragazzo, alla grinta e spensieratezza di quei giorni, alla voglia di vivere di quando si è ragazzi. Da tanto tempo non sentivo suonare il VERO metal classico, duro e puro, così come lo suonano i Silence. Ad onor del vero, queste mie considerazioni trovano un fondamento soprattutto nel ricordare i concerti infuocati e travolgenti che puntualmente i Silence offrono appena vien data loro l'occasione. In effetti "Call My Name" risulta essere un pallido estratto di ciò che i Silence sono realmente. I tre brani contenuti nel promo in questione sono da considerare come un aperitivo, un sobrio cocktail che deve provocare la fame, la fame del sound dei Silence. www.fullofsilence.com SUONANO: 11 Giugno 2005 Silence Soul Takers Rockhouse v. E. Marelli 280 SESTO S. GIOVANNI - MI - INFO: Black Dahlia Staff www.blackdahlia.it



























































































