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14/12/2005 13:23 - DAVIDE VAN DE SFROOS
Tutto risale al '90, al primo gruppo: ...
DAVIDE VAN DE SFROOS Tutto risale al '90, al primo gruppo: i De Sfroos; eravamo dei ragazzi, ma la matrice musicale era già questa. L'idea era di fare qualcosa di folk, di rock, magari un po' disordInato, ma che richiamasse un po' le nostre cose, lo spirito delle cose di paese. Naturalmente nel corso di questi dieci anni le cose sono un po' cambiate, il gruppo s'è sciolto, po' è nata la Davide Van De Sfroos Band. È una ricerca continua. Oggi la band ha nove elementi, ma potresti vedermi qualche volta in trio con fisa e violino o un flauto. Quello che più mi importa, più che un progetto per arrivare chissà dove, è riuscire a giocare sulle nostre emozioni locali sulle nostre radici e la nostra storia e mischiare il tutto in una musica che non sia schiava di niente; quindi non country & western, non punk, rock heavy metal, reggae o folk celtico, insomma non un'etichetta riprodotta pari pari, ma una roba molto libera. Quindi Tom Waits che passa attraverso i Sepoltura e arrivare a Giorgio Gaber per finire a Fabrizio De Andrè e ai Dubliners tanto per fare un esempio; pagando un tributo inconscio a una vagonata di musica ascoltata nel tempo, ma senza nessun schiavismo: c'è la ballata lentissima e c'è Cyberfolk. Si gioca sia sul punk sia sul folk che sul cantautorato.
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14/12/2005 13:23 - DAVIDE VAN DE SFROOS "... e semm partii"
Stranoto e molto ...
DAVIDE VAN DE SFROOS "... e semm partii" Stranoto e molto amato in Lombardia e Svizzera, dove sia grandi che piccini conoscono a memoria le sue canzoni, Davide Van De Sfroos è arrivato alla quinta prova discografica (se contiamo la cassetta d'esordio e il CD "Manicomi" con la prima band, De Sfroos). Non ci troviamo più di fronte all'ineludibile 'prova della maturità', ché "Breva & Tivan" del 1999 ha già abilmente assolto a questo compito. Si tratta qui di fare un po' i conti con se stesso e, come sempre, Davide (cantastorie cyber-folk?) ha ancora una volta girato le carte. Smobilitata la bandella folk che lo aveva affiancato nel trionfale tour di "Per una Poma" (lo spassosissimo miniCD del duemila con un paio di riletture davvero 'bibliche' e la ormai mitica storia del figlio di Guglielmo Tell) ha ricostituito un più tradizionale quartetto semiacustico con basso chitarre batteria e fisa (con in più, in studio, trombe, clarinetto e cori). Se proprio volete un nome di riferimento si potrebbe dire Pogues ma, se interessa un parere, si può pensare che queste ruvide ballate 'di frodo' (traduzione italiana di De Sfroos) stiano meglio tra De Andrè e Bubola. Un cantautore insomma di prima grandezza, capace di farci volare nel tempo con la sua poesia (qualcuno si ricorda di Delio Tessa, il grande milanese del Novecento? Ecco... da quelle parti lì...), parlando delle cose di oggi, appena velate da un'ineludibile nostalgia sicuramente aiutata dalle atmosfere lacustri che gli hanno dato i natali. Di solito, nel nostro panorama musicale troviamo 'personaggi' e musiche che fanno fatica a trovare dei buoni testi. In Davide si legge invece, senza nulla togliere alla validissima parte sonora, un'insopprimibile urgenza di raccontarsi, nel dialetto tramezzino che si parla dalle sue parti, sulle rive del lago di Como. Niente a che vedere con le miserie leghiste che altro non fanno che violentare, con la loro arrogante ignoranza, una cultura millenaria. L'apertura mentale del Sig. De Sfroos, le radici popolari (non popolaresche!) e la sua "tavolozza espressiva" sono senza frontiera: basta ascoltare il pezzo che da il titolo all'album (in italiano sta per 'E siamo partiti') per ritrovarsi nei panni di chi, in tempi non molto lontani lasciava queste ora ricche terre del nord alla volta dell'America ("Ha una faccia dura e ci guarda strano, sarem poi simpatici alla Libertà?"). C'è poco da fare, il blues lo puoi trovare ovunque, dal delta dei Mississippi a quel lago che, se lo guardi bene, sembra una fionda rovesciata...
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14/12/2005 13:23 - DAVIDE VAN DE SFROOS, nato a Monza l'11 maggio 1965 ...
DAVIDE VAN DE SFROOS, nato a Monza l'11 maggio 1965 (vero nome Davide Bernasconi), risiede sulle sponde del Lario. E' dunque "laghèe". Il fenomeno musicale De Sfroos prende vita e conquista immediatamente un amplissimo pubblico agli inizi degli anni '90 portando al successo musiche che spaziano dal folk, al rock, al reggae, allo ska e si sposano con una lingua familiare come il dialetto tremezzino, tipico dei laghèe e comprensibile in tutto il nord Italia. In occasione dell'edizione 1999 del "Premio Tenco" Davide Van De Sfroos viene insignito del Premio come "Migliore Autore Emergente". Il suo ultimo album si intitola "..E semm partii".
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14/12/2005 13:23 - Akuaduulza', il nuovo album di Davide Van de Sfroos Il ...
Akuaduulza', il nuovo album di Davide Van de Sfroos Il cielo e l'acqua hanno un colore perfetto, nel giorno scelto per presentare - in un ristorante sulla riva del lago di Como - 'Akuaduulza', il nuovo album di Davide Van de Sfroos. E quasi tutte queste canzoni sono pensate, prima ancora che cantate, in quella lingua magica che è il laghée: sono accomunate dal sentore umido dell'acqua dolce, raccontano storie, leggende, tradizioni e fantasie di chi vive sulla sponda di questo lago che (per fortuna, dicevo) oggi non ha niente di cartolinesco, ma sembra voler fare da scenografia ideale al muoversi di figure umane. Non a caso l'imminente tour parte il 25 febbraio da Lugano, poi gira l'Italia fino a maggio, con fughe già fissate a Berlino, Bruxelles e Madrid: rivelando l'aspirazione, del tutto legittima, a una platea internazionale. www.davidevandesfroos.com - SUONA: 16/9 Roma Parco del Ninfeo 17/9 Palamazda Milano 23/9 Centro giovanile Tremenda XXL Somaggia SO - INFO: SLANG MUSIC - Via S. Francesco 3 - 25075 Nave (BS) Italy - tel - fax 030/2531536 - 335/6715992 - www.slangmusic.com



















