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14/12/2005 13:23 - AMEN
C'è chi dice che siano la più furibonda espressione dei ...
AMEN C'è chi dice che siano la più furibonda espressione dei possibili incroci tra punk e metal attualmente disponibili. Si propongono come la realizzazione dei suoni più bastardi tra quelli generati dal lavoro di Ross Robinson, ingegnere del suono, produttore e ora anche discografico. E la sua presentazione vale un'investitura: Gli Amen sono "oltre" qualsiasi gruppo io abbia mai prodotto: in loro c'è una componente distruttiva che sembra essere innata, una indubbia carica sessuale e qualcosa di malato... E' infatti con il suo marchio personale, I Am Records, che Robinson fornisce alla Roadrunner una serie di produzioni "speciali": quella dei californiani Amen, noti cinque anni fa per iniziativa di Casey Chaos, responsabile di voce e testi, è la prima. Mi è sempre venuto spontaneo spingermi oltre, superando i miei limiti personali; questa volta però credo di aver fatto di più, perché registrare questo disco è stata davvero un'esperienza devastante! Parole del cantante, per il quale la distruzione non è dunque semplice metafora, quanto piuttosto elemento insostituibile nel suono degli Amen, al punta che alla fine di alcuni brani - sul nostro disco - si possono sentire rumori di cose che si rompono, è tutto vero, c'era un'energia pazzesca, suonovamo sempre al limite... L'omonimo esordio discografico del quintetto (insieme a Casey ci sono Paul Fig e Sonny Mayo alle chitarre, John Tumor al basso e Larkin alla batteria) si presenta con un'immagine di copertina molto bella e inquietante. Nulla però, al confronto di quello che c'è dentro. Il nostro non è certo un album di intrattenimento. Tutti quelli che vogliono solo ascoltare qualcosa per fare quattro salti senza troppi problemi, possono andarsi a comprare qualcos'altro, a loro il nostro album suonerebbe solo come un mucchio di rumore di merda, ma non ce ne frega un cazzo... Sembra che in difesa di questi nuovi protetti di Ross Robinson non sia solo intervenuto lo stesso produttore, ma alcuni grandi (o meno) nomi del rock'n'roll: da Iggy Pop - si ero detto addirittura che avrebbe voluto occuparsi personalmente del mixaggio dell'album, se ne avesse avuto il tempo... - a Rat Scabies ("gli Amen? La band americana più pesante e più "punk" dai tempi di MC5 e Stooges!") - da Rozz Williams ("sono una combinazione perfetta di rabbia, intelletto ed emozioni selvagge") all'ex-Pistols Steve Jones ("mi sembrano più incazzati di quello che siamo mai stati noi..."). La verità abita le pieghe di un album indubbiamente rumoroso e pesante.
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14/12/2005 13:23 - AMEN
Seduti davanti a Casey Chaos, Tumor John, e Larkin, rispettivamente ...
AMEN Seduti davanti a Casey Chaos, Tumor John, e Larkin, rispettivamente frontman e leader, bassista e batterista degli Amen in un pub di Kensal Green, ci si accorge che il concerto della sera prima, al Garage ha lasciato un segno sul braccio di Casey. Per la veritá, si tratta di una brutta abrasione. Ma non c'è nulla che sia fuori della norma: la perfomnance è stata fin troppo tranquilla, tenendo conto che Casey, dal vivo, entra in una specie di trance violenta che lo ha portato in passato a rompersi costole ed arti vari sul palco. In quarantacinque minuti di rumorosa performance il quintetto - cui si aggiungono le chitarre di Paul Fig e S. Mayo - ha eruttato episodi dall'omonimo album d'esordio, e dal prossimo d'imminente uscita, "We have for your parents. Casey, vocalist davvero potente e ricco di personalità, a parte l'aspetto feroce e gli occhialacci color pece, è accomodante. Lo è meno la musica degli Amen, un violentissimo mélange di punk, hardcore e metal, un poco demodé nei contenuti, ma lontano anni luce nello spirito dall'autoindulgenza commerciale di molte band affini. «Noi siamo veri. Non ce ne frega niente della tecnica né della registrazione. Siamo entrati in studio con una ventina di pezzi: Ross li ha bocciati tutti perché erano troppo... melodici. Dopo averli riscritti, abbiamo registrato in un batter d'occhio, senza stare troppo lì a preoccuparci del sound come fanno le band di adesso, tutte suoni lucidati e niente anima». Steve Jones dei Sex Pistols ha dichiarato: «Gli Amen sono più rabbiosi di quanto non fossimo noi». «Quando salgo sul palco tiro fuori tutto il male che ho dentro, ma è una cosa puramente istintiva, dipende dai momenti. Ogni canzone ha il suo particolare impatto emozionale. Tanto che, dal vivo, scegliamo cosa suonare secondo l'umore. Non c'è scaletta, dico ai ragazzi facciamo questo pezzo o quest'altro, buono alla prima». E questo è vero punk.
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14/12/2005 13:23 - ANGELO BADALAMENTI The Straight Story
"La tenerezza può essere astratta come ...
ANGELO BADALAMENTI The Straight Story "La tenerezza può essere astratta come la pazzia" ha scritto David Lynch per commentare la sua ultima storia, dritta e vera. C'è invece molto metodo nella pioggia di note che precipitano dagli spartiti di Badalamenti. E se a qualcuno è capitato di pensare che quelle del Bad Angel fossero nient'altro che braccia sottratte alla mafia, si immetta lungo questa lunga corsia sonora. Non solo Badalamenti ha inaugurato e formalizzato un suono cinetico, dolce e sospeso alla Twin Peaks, per tagliar corto - ma con l'album in compagnia di Tim Booth dei James ha pure dimostrato di saperci fare con le canzonette. Qua serviva una manciata di temi, di quelli che ti fanno piangere, senza per questo cascare nella superflua maestosità di uno come Alan Silvestri, per dire. Eh, una parola. Anzi, niente parole. Bensì la conciliazione di vecchio e nuovo. Ancestrale ritorno alle radici: che sa sì di "picchi gemelli" (Laurens, Iowa; Nostalgia), ma anche di Paris, provincia del Texas (Sprinkler, Rose's Theme), e di folk contemporaneo come inteso da Rex, Oldham e Sonora Pine (Country Waltz, Laurens Walking). E se The Straight Story è uno dei pochi film degli ultimi anni a meritare dei superlativi, la colonna sonora pure.
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14/12/2005 13:23 - ANGELO BRANDUARDI L'Infinitamente piccolo
Nessun altro avrebbe potuto fare di meglio. ...
ANGELO BRANDUARDI L'Infinitamente piccolo Nessun altro avrebbe potuto fare di meglio. L'eterno "menestrello" della canzone italiana veste i panni del pellegrino e rende omaggio al Cantico delle Creature di San Francesco. Il progetto è nato con il patrocinio delle Famiglie Francescane d'Italia in occasione del Giubileo. I versi di San Francesco diventano canzoni con una musica prevalentemente acustica, allegra e coinvolgente. Partecipano ospiti straordinari come Franco Battiato (Il sultano di Babilonia e la prostituta), Ennio Morricone (Salmo), Madredeus (Nella palude di Venezia...) e ancora la Nuova Compagnia di Canto Popolare e i Muvrini. Qui, Branduardi ritrova lo spirito migliore, quello degli esordi.
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14/12/2005 13:23 - Nel concerto Branduardi proporrà le canzoni tratte dall'ultimo album "L'infinitamente ...
Nel concerto Branduardi proporrà le canzoni tratte dall'ultimo album "L'infinitamente piccolo', intense composizioni tratte dagli scritti e da episodi della vita di S. Francesco di Assisi, oltre ai suoi celebri successi, come "La collina del sonno", "La luna", "Alla fiera dell'est", "Si può fare", "Cogli la prima mela", "La pulce d'acqua".Il tour europeo è partito in maggio dal Belgio e intende idealmente ripercorrere le tradizionali vie dei pellegrinaggi verso Roma per celebrare il giubileo: la Via Romea, la Via Francigena, la Via della Madonna Nera, il Cammino di Santiago, la Via del Santo Sepolcro e la Via dei Normanni. In particolare il concerto di Urbino si inserisce nella Via della Madonna Nera. Inizio del percorso è il santuario di Czestochowa, nel sud della Polonia, dal XIV secolo uno dei più importanti centri di devozione mariana del mondo; continua attraverso la Slovacchia, l'Ungheria, l'Austria, laCroazia, la Slovenia. Giunge in Italia dal Tarvisio, e quindi prosegue e giunge ad Urbino, e poi, attraverso Fossombrone, Sassoferrato, Fabriano, Foligno, Rieti, arriva infine a Roma. La scenografia e la regia, curate da Arturo Brachetti, si ispirano al concetto francescano di 'infinitamente piccolo', secondo il quale l'atomo ha in sè l'infinito e la divinità. Il palcoscenico diventa quindi una piccola stanza che dà su una grande finestra, dietro la quale si svolge e si osserva la vita del micro e del macro cosmo: piove, nevica, albeggia, tramonta, si vede la luna, il movimento dei pianeti. Essere vicinissimi per essere lontanissimi. Il teatro è un piccolo niente per vedere il grande tutto.
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14/12/2005 13:23 - GIYA KANCHELI
Lament
Kancheli ha scritto Lament su un testo di Hans ...
GIYA KANCHELI Lament Kancheli ha scritto Lament su un testo di Hans Sahl - lo stesso autore del suo precedente Exil in memoria di Luigi Nono. Un'unica traccia di quarantadue minuti affidata alla Tbilisi Symphony Orchestra diretta da Jansug Kakhidze (l'autore della commovente The Moon Over Mtatsminda contenuta in Rites di Garbarek), alla voce di Maacha Deubner (interprete ricorrente nei lavori di Kancheli) e al violino dell'attivissimo Gidon Kremer. Scritta nel 1993 e rivista due anni dopo in occasione della prima esecuzione, deve molto all'amicizia e alle profonde affinità fra i due musicisti che avevano l'intenzione di scrivere un'opera a quattro mani se la morte di Nono non avesse bruscamente interrotto il progetto. E questo anche se l'italiano e il georgiano erano divisi da radicali, quasi opposte concezioni musicali, etiche e religiose. Ma è proprio sulle vicinanze, intorno a un certo pudore vicino al silenzio, che si dipana anche la tela di questo bellissimo omaggio, quasi la conclusione di quel progetto abbandonato non per volontà dell'uno né dell'altro.
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14/12/2005 13:23 -
COMPAGNIA FLAMENCO ANDALUZ
Pueblo gitano
La Compagnia Flamenco Andaluz nasce dall’unione ...
COMPAGNIA FLAMENCO ANDALUZ Pueblo gitano La Compagnia Flamenco Andaluz nasce dall’unione di validissimi musicisti e danzatori. Ogni artista è un solista originale nel suo genere. Un’équipe d’altissimo livello impegnata a riflettere la ricchezza e la magia della cultura popolare spagnola, resa ancora più spettacolare in scena dalle atmosfere autentiche create da musicisti e danzatori gitani. La sperimentazione di nuove fusioni del flamenco con musiche e danze più contemporanee accentua l’originalità del progetto. Ritmo e movimento si fondono dando vita ad uno stile del tutto personale.
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14/12/2005 13:23 - CRUCETA BALLET FLAMENCO
Mariano Cruceta è un ballerino con grandi doti ...
CRUCETA BALLET FLAMENCO Mariano Cruceta è un ballerino con grandi doti di esecuzione, tecnica ed espressività artistica. Nella sua carriera solistica ha realizzato le parti principali nella Carmen, Luna de Sangre, Romeo e Giulietta, Il cappello a tre punte con lo Spanish Dance Theatre raccogliendo grandi consensi al Lincoln Centre, Kennedy Centre, Chicago Auditorium, Detroit Orchestra. Tra i suoi lavori di coreografo molto apprezzato è il Bolero di Ravel realizzato con la Muncher Philarmonik Orchestra in una tournèe mondiale. In Italia la compagnia diretta da Mariano Cruceta presenta uno spettacolo di baile e cante flamenco di grande suggestione. La compagnia vede oltre allo stesso Cruceta 2 bailaoras 1 cantaor, 2 chitarristi e 1 percussionista.
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14/12/2005 13:23 - CRUCETA BALLET FLAMENCO, proveniente dalla Spagna, sarà in tour in ...
CRUCETA BALLET FLAMENCO, proveniente dalla Spagna, sarà in tour in Italia. - Cruceta Ballet Flamenco è composta da: Mariano Cruceta (direttore e ballerino); Cristina Tom "Chispi" (ballerina); Maria José Sanz "Pepa" (ballerina); Rafael Jimenez "Falo" (canto); Miguel Linares (chitarra); Pedro Esparza (flauto); José Antonio Galicia (percussione flamenca).
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14/12/2005 13:23 - FLAMENCO ANDALUZ
La Compagnia Flamenco Andaluz nasce dall’unione di validissimi musicisti ...
FLAMENCO ANDALUZ La Compagnia Flamenco Andaluz nasce dall’unione di validissimi musicisti e danzatori. E dalla loro collaborazione è nata un’équipe di altissimo livello, impegnata a riflettere la ricchezza e a magia della cultura popolare spagnola, resa ancora più suggestiva in scena dalle atmosfere autentiche create da musicisti e danzatori gitani. La sperimentazione di nuove fusioni del flamenco con musiche e danze più contemporanee accentua l’originalità del progetto. Ritmo e movimento si fondono dando vita ad uno stile del tutto personale. Ed è per questo che Flamenco Andaluz ha ricevuto sin dal debutto i più ampi consensi in teatri e piazze di grande prestigio.
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14/12/2005 13:23 - FLAMENCO DUO
Il duo, composto da Cavallucci e Paolone durante le ...
FLAMENCO DUO Il duo, composto da Cavallucci e Paolone durante le serate, eseguono essenzialmente brani di flamenco. Alessandro Cavallucci diplomatosi sotto la guida del M° M. Delle Cese, si è perfezionato in chitarra classica, in composizione per chitarra e in chitarra flamenca con il M° Manuel Santiago. Ha suonato per importanti Rassegne musicali italiane europoe e per l'Ambasciata spagnola a Roma. Ha pubblicato proprie musiche per la casa editrice "Ceccherini" di Firenze e per la "By Bess" di Pescara. Ha inoltre inciso su CD "Platero y yo" in collaborazione con l'attore G. Vallozza e il soprano A. Muscente.
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14/12/2005 13:23 - GAMMA Permanament
Un trio che mostra un modo indubbiamente originale di ...
GAMMA Permanament Un trio che mostra un modo indubbiamente originale di fare hip hop, memore delle sonorità più recenti offerte dall'elettronica e con un occhio particolammente attento alla musicalità del risultato: ottime le armonie di Slang Teacher, ad esempio, mentre la maestosità orchestrale di Factory riesce a non essere affatto pomposa e il soul di Drunken Dreams non zuccheroso. Le voci sono entusiaste e amalgamate, il sound moderno e, per certi versi, 'pop' (il che può essere inconsueto per una label come la Big Dada), ma non fraintendete: non ci sono ammiccamenti esagerati, né cedimenti commerciali. Al contrario un equilibrio notevole che fa di questo disco uno dei più interessanti prodotti di rap inglese dell'anno.
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14/12/2005 13:23 - IL GENERALE + JAKA + JHAMENTO + ONE DROP BAND
Super ...
IL GENERALE + JAKA + JHAMENTO + ONE DROP BAND Super reggae band fiorentina che si presenterà in grande spolvero con uno spettacolo alla giamaicana, tre cantanti (Il generale+Jaka+Jhamento) e una precisissima backin band (one drop band) che supporterà alla grande l'operato dei tre cantastorie fiorentini, Il Generale presenterà alcuni classici estratti dai suoi primi due album (Stupefacente e Guarda la luna e non il dito) ed inoltre presenterà il suo nuovo lavoro (Briciole) una raccolta di brani dal suo gloriosissimo passato con l'aggiunta di alcune chicche "in a different stylee", Jaka dal canto suo animerà la serata con un ragga - roots graffiante e comunicativo, shekerando parte del suo repertorio tra cui "Nun s'accuntentà" solarissimo hit cantato in siciliano ed italiano, il cui video clip è in heavy rotation da parecchie settimane su TMC 2. Si preannuncia uno show dalle cadenze sinuose e dal calore caraibico, lasciatevi rapire dal fuoco della Dance Hall e partecipate a questo evento. Good Vibes.
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14/12/2005 13:23 - KASH - "Mutamenti" (New LM)
Un pensiero si trasforma in suono, ...
KASH - "Mutamenti" (New LM) Un pensiero si trasforma in suono, un'immagine diviene vibrazione, le sensazioni umane si rendono concrete in un'unica miscela che inizia da un'attività cerebrale, segue un percorso d'intrecciata intensità per tornare alla propria essenza. I Kash basano il proprio messaggio musicale su di una psichedelia hard, nata dal risultato della crescita musicale di quattro diversi modi di vita, pensieri, abitudini, ideali, gusti che, uniti, sfociano in un suono alla continua ricerca della propria personalità. Oltre agli standard, alla rigorosa applicazione di anni di fatiche teoriche, alle regole già adottate e collaudate da precedenti nuclei, nasce, così, il desiderio di dare libero spazio al momento di vita presente, senza nulla tralasciare ma facendo sì che tutto avvenga per naturale conseguenza. Kash è la risposta di Paride LANCIANI, fondatore della formazione, all'immagine dell'entusiasmo sbandato, tramite un pensiero compositivo mirato ad un'evoluzione capace di includere tutte le dimensioni dell'animo umano. Attivo da più di dieci anni nella scena musicale di Cuneo il quartetto ha registrato il cd presso il Rockside Studio avvalendosi della preparazione di Paride, ottimo fonico oltreché musicista e mixando il tutto ai Day Records di Pesaro con la supervisione di Paul Chain. Ne emerge un sound hendrixiano che strizza l'occhio a un rigenerato stoner , vicino a certe espressioni randagie alla Blue Cheer. La formazione costruisce un modello sonoro di marchio tipicamente rock che si confronta con il proprio passato nel difficile e traumatico passaggio alla modernizzazione. Quello dei Kash, come quello di Paul Chain del resto, fatte le dovute differenze stilistiche, è un approccio alla musica da "ultimi artigiani del mestiere", prima che il regno delle multinazionali venga a rubarci pure le nostre fantasie e le nostre ossessioni. Insomma è inevitabile che il flusso musicale di band come i Kash costituisca una sorta di barricata alla morte definitiva del gusto di suonare, di ricercare la sfumatura nella piega delle corde della chitarra senza farsi dominare dalla legge cinica della concorrenza del mercato e della produzione illimitata e indiscriminata di ricchezza da parte di individui isolati e antagonisti. Questa è l'attitudine, il modo di pensare, la filosofia che sta dietro alle produzioni di Paul Chain e che i Kash, probabilmente, rappresentano nella loro forma più solida. (Contatti: PO Box 39, 12030 Manta, CN) [
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14/12/2005 13:23 - KASH "Mutamenti" (0175/86056 www.kash.it)
I Kash suonano una psichedelica collaudata e ...
KASH "Mutamenti" (0175/86056 www.kash.it) I Kash suonano una psichedelica collaudata e ben oliata dal produttore Paul Chain. In "Mutamenti" la musica esplode con grande energia anche se orecchie allenate non trovano molti spunti nuovi o almeno particolari. Qualche speranza in più potrebbe garantircela il nuovo disco del quartetto che il mago del rock Steve Albini ha prodotto. Discorso diverso per gli Euforia (Arturo Hernandez 055/6810420) che come vuole la tradizione del "fatto in casa" costruiscono una copertina del demo con un patchwork di foto e disegni. I tre musicisti applicano la stessa prassi al loro repertorio che appiccica rock, progressive e funk con molta disinvoltura, ma con scarsi risultati. Considerato il nome del gruppo si va all'ascolto con tutti i buoni propositi, ma la sorpresa è che le canzoni si trascinano grazie alla poca spontaneità e alla deludente prevedibilità degli arrangiamenti.
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14/12/2005 13:23 - La Carboneria Flamenca in concerto/Flamenco-jazz
Le musiche che affondano le proprie ...
La Carboneria Flamenca in concerto/Flamenco-jazz Le musiche che affondano le proprie radici nell’emarginazione come il jazz e la musica Gitano-Andalusa, si incontrano per accedere all’arte che le riscatta grazie a questo formidabile combo che già tanto successo ha riscontrato nei migliori teatri europei. Il gruppo è formato da: Charo Martin (voce e baile), Corrado (baile), Alberto Capelli (chitarra acustica), Alberto Rodriguez (chitarra acustica).
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14/12/2005 13:23 - La Carboneria flamenca
Formazione: Charo Martin (voce e baile); Corrado (baile); ...
La Carboneria flamenca Formazione: Charo Martin (voce e baile); Corrado (baile); Alberto Capelli (chitarra acustica); Alberto Rodriguez (chitarra acustica); Pierpaolo Di Gregorio (cajòn e percussioni). Dopo il successo della precedente esibizione, torna la Carboneria Flamenca: le musiche che affondano le proprie radici nell’emarginazione come il jazz e la musica Gitano-Andalusa, si incontrano per accedere all’arte che le riscatta grazie a questo formidabile combo che già tanto successo ha riscontrato nei migliori teatri europei.
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14/12/2005 13:23 - LIGAMENT
Halfway Between Sun Juan & Mendoza
La parabola ascendente dei Ligament ...
LIGAMENT Halfway Between Sun Juan & Mendoza La parabola ascendente dei Ligament ha conosciuto attimi di tregua dopo l'incendiario debutto "Kind Deeds" nel 1996. Tim Cedar ha cospirato con i Penthouse, Hamilton Industroes ha collaborato con i Broken Dog e Ray Hill è stato coinvolto anche lui in progetti collaterali, così abbiamo dovuto attendere sino ad oggi per un nuovo appuntamento. E che incontro! "Halfway" è una ventata d'energia muscolare che sfodera l'aspetto lucidamente frontale del suono batterico dell'underground più oscuro inglese. Siamo travolti da incandescenti fraseggi chitarristici prodotti con tattico piglio trasgressivo attraverso un intenso traffico di sollecitazioni timbrico-percussive cariche di tensione erotica. E' veramente sfolgorante "I Want To Take You Outside", corpo ribollente dominato da una melodia malata che assicura vibrazioni soniche ad impatto multiplo e continuato. Su altre latitudini si muove l'idea musicale che nutre "Binary", narcolettica danza che colpisce silenziosa in direzione di mente e spirito. "Scratched By The Hay" è una differente sublimazione di un sogno divenuto incubo, qui l'introspezione lirica provoca contatti emotivi intensissimi, ricordate i Sophial. Nelle zone sommerse dell'allucinogenia più totale si muovono rumorosamente le due parti di "The Ambassadors Reception", caos e delirio sgorga copioso dalle sincopate euritmie che cavalcano "Live And Let Lig". La ricerca dello spazio interiore trova poi applicazione in un labirinto di melodie sfuocate ed elettricità intermittente durante "Me Supreme". "Good Right Hand", tra Shellac e Fugazi, propone uno spaccato di sottile perversione sonora, dove frammenti di follia musicale esplodono nei meandri scuri dello spazio armonico. Un ritorno devastante...
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14/12/2005 13:23 - Ligament Halfway Between… Kitty Kitty Corp.
Nonostante l'abbia ascoltato ...
Ligament Halfway Between… Kitty Kitty Corp. Nonostante l'abbia ascoltato più volte non riesco ancora a capire se questo Halfway Between San Juan & Mendoza dei Ligament sia un assoluto capolavoro o un onesto disco di guitar pop tra Pavement, Fall e Polvo. Sicuramente colpiscono le indolenti note di apertura di Excitement on an Old Plane e la "marcia" I Want to Take You Outside ma non tutto il disco si mantiene sugli stessi livelli, a tratti annoiando con il suo trascinare melodie su un tessuto lo fi, o con l'incedere vuoto/pieno che caratterizza tutte le composizioni noise pop che si rispettino. Poi però c'è quel ritornello azzeccato, quell'apertura inconsueta che ti fa rivedere il giudizio, non solo sul singolo brano ma sull'intero album. Voto sospeso quindi su questo secondo album dei Ligament (anche se lasciatemelo dire: il riff di Meanjon è proprio rubato ai Polvo) che segue di tre anni abbondanti il debutto Kind Deeds del '96 e un altro disco interlocutorio per la Kitty Kitty, dopo che anche l'ultimo Quickspace non aveva confermato gli entusiasmi dell'esordio. Ma ho tutta l'impressione che il tempo, e i ripetuti ascolti, cambieranno la prospettiva sui Ligament e sul loro "Halfway Between San Juan & Mendoza".
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14/12/2005 13:23 - MARINA REI Inaspettatamente
Inaspettatamente rock. Così si presenta il nuovo ...
MARINA REI Inaspettatamente Inaspettatamente rock. Così si presenta il nuovo disco, il quarto, di Marina Rei. Una novità imprevista per chi non conosce le intime ragioni musicali della cantante romana decisa a «rendere più omogenea e riconoscibile la mia musica», diventata a suo dire troppo aliena rispetto al suo modo di sentire attuale. Un richiamo alla dimensione anche psicologica più intimma che torna continuamente nelle sue nuove canzoni: Il respiro del mio vivere, La mia felicità, Il lato oscuro, La notte. E le ragioni di questo richiamo stanno in un difficile passaggio personale che ha significato in qualche modo riassumere tutto ciò che la Rei ha fatto finora con l'obiettivo di ritrovare sicurezza in se stessa. Ma la svolta di Inaspettatamente è prima di tutto stilistica. Dove prima c'era il soul, il funk e il r&b giunge prepotente il ritmo del rock, eppure i produttori sono ancora i fratelli Micioni. Cos'è accaduto? Le ragioni stanno ancora in quel desiderio di svolta e nell'urgenza di rendere più coerente il suono in studio con quello dal vivo. Uno degli elementi di maggiore cacofonia, per esplicita ammissione di Marina Rei, fra due momenti essenziali della sua musica. E in effetti a partire dalla stessa title track, e proseguendo per Maestri sull'altare, Mentite spoglie, Abuso di potere, questo nuovo lavoro appare perfettamente omogeneo con la dimensione live, punto di forza della Rei. E ciò non potrà che agevolare il suo percorso futuro.
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14/12/2005 13:23 - P.O.D. The Fundamental Elements Of Southtown
Giustamente il rasta-look-a-like Sonny, cantante ...
P.O.D. The Fundamental Elements Of Southtown Giustamente il rasta-look-a-like Sonny, cantante e rapper dei POD, si preoccupa: 'Quando alla radio trasmettono un disco dei Beastie Boys, nessuno sta a precisare che si tratta di una band buddista. Mentre nel nostro caso, il fatto che siamo cristiani sembra quasi significare una cosa negativa". Provenienti dalla parte più difficile di San Diego, quella più a sud, verso Tijuana e il Messico, i Payable On Death si sono formati alla dura legge della strada; quando ad un certo punto, hanno incontrato Cristo e per loro è stata una svolta fondamentale. Molto simili nello stile affabulatorio e per l'impatto sonoro ai Rage Against The Machine, i POD incarnano il lato più solare e rilassato del crossover tra hip hop, rock e reggae. Non per questo la loro musica non vive di continua tensione, come subito si può capire da Hollywood, il brano di apertura del loro album di debutto, ambientato in uno scenario quasi apocalittico. In altri momenti del disco, l'approccio mistico ha il sopravvento, ad esempio nello splendido episodio reggae Set Your Eyes to Zion, o nella grandiosa versione di un famoso brano degli U2, Bullet The Blue Sky (rifatta in chiave crossover: un capolavoro). E' un modo nuovo e positivo di aggregare, quello dei POD, una sorta di lotta per l'unità spirituale delle comunità, in un territorio spesso disgregato e frammentato da guerre tra minoranze etniche come quello americano. Questa visione 'integrata' del sociale si riflette necessariamente sulla musica, un caleidoscopio incredibile di suoni e idiomi di strada. Come dice Wuv, il batterista: "Il nostro stile di musica è una parte importante della vita di molti ragazzi. Il modo in cui si pongono nei confronti della nostra musica è il modo con cui affrontano la vita di tutti i giorni".
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14/12/2005 13:23 - PINK
Sixtematicamente
Sixtematicamente è un disco tipicamente pop, con ritmi spensierati ed ...
PINK Sixtematicamente Sixtematicamente è un disco tipicamente pop, con ritmi spensierati ed estivi. Musica fruibile per un vasto pubblico, quella delle due ragazzine romane. Le Pink, infatti, hanno voluto creare un cd dai suoni naturali ed immediati, prodotto da Marco De Falco e Davide Palumbo (ovvero parte dei Poli Opposti). Le influenze sono, oltre al brit pop più facile, il beat sixties, con qualche influenza surf e ragga; ma soprattutto impera il gusto per la tipica melodia italiana. Una prova piacevole ma troppo facile.
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14/12/2005 13:23 - PUYA
Fundamental
Tutto è cominciato con Roots dei Sepultura. Fino a quel ...
PUYA Fundamental Tutto è cominciato con Roots dei Sepultura. Fino a quel momento nessun gruppo punk o metal del continente sudamericano aveva solo lontanamente pensato di inserire musiche del paese natale nella trama d'acciaio della propria musica. Con Roots è iniziata una nuova consapevolezza: ricercare le origini della propria intrinseca tribalità non nel rock, ma nelle musiche popolari autoctone. Cercando, com'è naturale, un collegamento tra i due mondi. Secondo i Puya, gruppo emergente portoricano, c'è nell'isola caraibica un mix culturale unico al mondo: in spiaggia, da una parte, le radio trasmettono salsa, rap, musica latinoamericana; dall'altra sparano Pantera, Slayer, Sepultura a tutto volume. In modo del tutto naturale, il gruppo ha cercato di mettere insieme le due cose. Come nel 1969 Carlos Santana riuscì a far convivere l'hard rock postbeatlesiano con Tito Puente, così i Puya, nel 1999, con questo Fundamental danno l'inizio a una rivoluzione che potrà avere conseguenze imprevedibili. Attenzione, perché siamo di fronte al tentativo di crossover più importante e rivoluzionario degli ultimi anni. Il rock latino è ormai diventato una realtà difficilmente negabile e i Puya ne intendono rappresentare l'appendice più dura ed estrema, al pari di altre formazioni, come gli argentini Todos Tus Muertos, il cui CD del '97 "Dale Aborigen" è una straordinaria miscela di Bad Brains, Rage Against The Macine e Mano Negra. Ascoltate brani come Fundamental o Montate. L'aspra, micidiale durezza dei riff di chitarra coniugata con gli arrangiamenti fiatistici solari tipici del latin sound. Due culture, due civiltà che convivono gomito a gomito. L'oscura, focosa brutalità metal che si lascia sedurre da una calda anima latina: l'esito è splendidamente fresco e spiazzante.
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14/12/2005 13:23 - Shamen
Hempton Manor (One Little Indian/Virgin)
Visto che il mostro di Lochness ...
Shamen Hempton Manor (One Little Indian/Virgin) Visto che il mostro di Lochness si è rivelato una grande bufala e che Highlander è diventato un telefilm da quattro soldi, in Scozia potrebbero consolarsi con il ritorno dei dinosauri Shamen i quali, seguendo l'esempio dei coevi 808 State, hanno preso la saggia decisione di mettersi a sperimentare qualcosa di nuovo. Il frutto di questa rinascita artistica (si perchè "Destination Eskaton" è stato l'apice della loro malattia pop) si intitola "Hempton Manor (The Altared Stately Home)" che si addentra in fantasmagorici ambienti sonori, accogliendo di volta in volta timide tentazioni Drum'n'Bass e soffici dilatazioniTrance-Beat. A mio consiglio, i pezzi migliori sono anche i più allusivi: "Cannabed", "Indica", "Khat (=Efedrina)" ai quali aggiungerei il conclusivo ed altamente lisergico "Monoriff". In poche parole, Hemp vuol dire Canapa e, stando a quanto dichiarato, gli Shamen vorrebbero rinverdire i fasti del British Hempire.
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14/12/2005 13:23 - TESTAMENT
Nascono nella Bay Area di San Francisco nel 1983 col ...
TESTAMENT Nascono nella Bay Area di San Francisco nel 1983 col nome di Legacy. Quando viene pubblicato il loro primo demo "di speed thrash intelligente" - come venne definito dalla critica - la scena underground rivive gli stessi fasti degli esordi dei Metallica! Nel 1986, con l'ingresso del cantante e attuale leader Chuck Billy, si ribattezzano Testament e nel 1987 pubblicano il primo album, "The Legacy" (in omaggio al glorioso passato) su Megaforce/Atlantic. La band non si tira mai indietro quando si tratta di suonare dal vivo e, in oltre 15 anni di carriera, ha suonato in un numero record di festival soprattutto in Europa (tra cui svariate volte al Dynamo olandese e al Monsters Of Rock). Proprio mentre circolavano le ennesime voci di scioglimento (il Best Of "Sign Of Satan" del 1997 sembrava dover chiudere per sempre questa bella storia), i Testament rispondono con i fatti nel 1999: il nuovo brillante album "The Gathering" (con Dave Lombardo, ex-Slayer, alla batteria in veste di ospite speciale) tocca il punto più alto dello zenith creativo della band dai tempi del leggendario "Practice What You Preach" del 1989, imponendo nuovi standard alla scena metal del 2000. Il loro thrash metal continua a brillare anche per merito dei numerosi side-project che i membri della band si sono sempre concessi (tra cui i Dragonheart del chitarrista Eric Peterson) spaziando dal jazz al metallo più estremo, a caccia di costanti nuovi stimoli. Sul palco del GOM Y2K, Billy e soci presenteranno il nuovo batterista, Jon Allen (ex-Sadus), anch'egli proveniente dalla Bay Area: "Ora siamo veramente una famiglia!".
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14/12/2005 13:23 - The Shamen - "Destination Eschaton" 2x12" ...
The Shamen - "Destination Eschaton" 2x12" promo One Little Indian Records Tornano gli Shamen, dopo un'assenza durata quasi tre anni, spesa nel mettere a punto il successore del multiplatinato "Boss Drum...." "Destination Eschaton" è il primo biglietto da visita tratto dai due lavori attualmente nei negozi: "Axis Mutatis" (incline al trasformismo pop) ed "Arbor Bona, Arbor Mala" (ormeggiato in baie ambient). La band smussa ulteriormente gli angoli più acuminati delle sue geometrie ed il singolo sembre un intelligente crossover tra determinata discottanta italiana ed i birignao degli Erasure (che - d'ora in poi dovranno guardarsi le spalle ad ogni singolo). In attesa di tonnellate di remixes beccatevi i primi otto contenuti in questa doppia versione.
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14/12/2005 13:23 - Trumans Water
Action Ornaments (Runt)
Ricordo uno show dei Trumans Water, qualche ...
Trumans Water Action Ornaments (Runt) Ricordo uno show dei Trumans Water, qualche annetto fa, qui nella capitale. Micidiali: poche altre volte, da allora, mi è di nuovo capitato di imbattermi in tanta violenza e in tanta disperazione racchiuse in quasi un'ora di deliri elettrici. Una carica empatica che solo raramente, il trio americano, è stato in grado di "riportare" su vinile; intrecci chitarristici e sferragliamenti vari che difficilmente, del resto, riescono ad esaltare il pigro ascoltatore in poltrona e ciabatte. "Action Ornaments", per fortuna, sfugge in parte a questa regola: una produzione meno hi-fi e degli arrangiamenti più ortodossi bastano quasi a rendere questo lavoro un tantino più abbordabile rispetto ai precedenti. Alla larga, come sempre, tutti quelli che proprio non riescono a stare "un minuto uno" senza armonie e melodie.
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14/12/2005 13:23 - WHITE WILLOW Sacrament
Molte formazioni di progressive contemporaneo (pur escludendo l'inflazionatissima,abominevole ...
WHITE WILLOW Sacrament Molte formazioni di progressive contemporaneo (pur escludendo l'inflazionatissima,abominevole tendenza prog-metal) non riescono a distaccarsi in modo convincente dalla mera citazione di un passato purtroppo irripetibile; i già affermati White Willow e gli esordienti The Underground Railroad non vanno invece confusi nella massa di plagiari, e la loro inventiva produce frutti niente affatto trascurabili. I norvegesi White Willow sono musicisti estremamente eleganti, e "Sacrament" è il loro terzo album dopo"Ignis Fatuus" e "Ex Tenebris". Fin dal debutto l'intento è stato quello di restituire il 'malessere gotico' profondamente radicato nell'underground europeo attraverso un arazzo di umbratili tinte progressive, ben lontane dagli abusati cliché goth-wave metal. Anch'essi puntano su una vocalist femminile, Sylvia Erichsen, che avrebbe fatto la sua parte in formazioni del tipo Dead Can Dance e Gathering, ma è soprattutto la grande raffinatezza formale della loro musica ad elevarli dalla media. Nell'iniziale "Anamnesis" è il flauto a caratterizzare un'atmosfera trasognata e quasi impalpabile, dal gusto neo-romantico à la King Crimson, nei momenti in cui erano musicisti come Ian McDonald o Mel Collins a prendere il sopravvento. "Paper Moon" esordisce su una delicata melodia pianistica, mentre "The Crucible" è uno strumentale dalle mutevoli ambientazioni, d'indubbia ricercatezza. "The Last Rose..." è inoltre un fine intrecciarsi di musica classicheggiante e folk... Certo White Willow sono controindicati per chi ama le dinamiche accese, ma le loro partiture sono da contemplare nei minimi particolari.
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14/12/2005 13:23 - LA CARBONERIA FLAMENCA - Flamenco
Josè Salguero: voce e baile; Maria ...
LA CARBONERIA FLAMENCA - Flamenco Josè Salguero: voce e baile; Maria Josè Leòn Soto: baile; Alberto Capelli: Chitarra acustica; Alberto Rodriguez: Chitarra acustica; Pierpaolo Di Gregorio: Cajòn e percussioni. Continua il successo della Carboneria Flamenca: le musiche che affondano le proprie radici nell’emarginazione come il jazz e la musica Gitano-Andalusa, si incontrano per accedere all’arte che le riscatta grazie a questo formidabile combo che già tanto successo ha riscontrato nei migliori teatri europei.
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14/12/2005 13:23 - ANDREA MIRO' Lucidamente
Musicalmente ha esperienza da vendere Andrea Mirò. E' ...
ANDREA MIRO' Lucidamente Musicalmente ha esperienza da vendere Andrea Mirò. E' stata al fianco di Ron e di Enrico Ruggeri, ha frequentato il festival di Sanremo e l'ha persino vinto, due anni fa, nella sezione giovani. Da lungo tempo compone con levità e sostanza. Gira attorno ai personali punti di vista e carica di cenni autobiografici le canzoni. Pezzi come "Il treno" che raccontano la vita in divenire, i paesaggi interiori che cambiano man mano lungo l'arco dei vivere. Come cantautrice Mirò ha dalla sua una buona sicurezza strumentale e riferimenti importanti che non nega, soprattutto quando è in concerto e non disdegna d'interpretare pezzi di Joni Mitchell o Nico, la lontana musa dei Velvet Underground. Le canzoni di Andrea Mirò sono per certi versi contraddittorie: esili nella struttura e nello stesso tempo ingombranti per i temi che affrontano. Ieri erano brani come "Nairobi-Milano", col dito puntato sulla piaga della prostituzione, o come "La scelta di Silvia", storia di donne e di rinuncia alla vita. Oggi sono le canzoni raccolte in "Lucidamente", il nuovo album prodotto dalla stessa cantautrice in collaborazione con il chitarrista Luigi Schiavone. Dodici sono i pezzi che rincorrono immagini e sentimenti: un piccolo viaggio attraverso la sensibilità di una donna che graffia la chitarra e conosce piuttosto bene l'arte dei raccontarsi e raccontare. Con un piccolo aiuto di Ruggeri in "Romanzo popolare", "Il mondo dei non vivi" e soprattutto in "Opinione di un clown", una bella canzone dal taglio ruggeriano e mitteleuropeo, liberamente ispirata ad un romanzo di Heinrich Boll. Il fiore all'occhiello arriva però al momento della cover di "The Fairest Of The Seasons", anche perché accanto a Mirò si materializza la voce di David Surkamp, l'indimenticabile cantante e chitarrista dei Pavlov's Dog.
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14/12/2005 13:23 - DECEMBER The Lament Configuration (Earache/Self)
Anche se la recensione la sto ...
DECEMBER The Lament Configuration (Earache/Self) Anche se la recensione la sto facendo nei primi giorni di gennaio, mi pare superfluo dirvi che il disco dei December l’ho ricevuto sul finire del mese di dicembre e non potrebbe essere altrimenti! Con un nome simile mi sarei aspettato un glaciale black sound di stampo nordico, invece mi trovo di fronte quattro ragazzi provenienti dal Nevada che hanno alle spalle un paio di uscite totalmente indipendenti e che sono alfine riusciti a catturare l’attenzione della Earache, che pare stia cercando di risollevarsi dalla polvere; l’importante è che non siano tutte one off band e che la qualità e l’originalità del tempo che fu vengano riportate in primo piano. Degli ultimi due aspetti citati i December possono vantare più il primo che il secondo, però occorre riconoscere loro una determinazione e una capacità intrinseca rilevante. Abilità strumentale senza la quale non sarebbe possibile proporre una formula sonora fatta di aggressione hardcore new school esasperata dalla velocità del grind più iconoclasta e supportata sempre da un dissonante impatto di stampo death metal o rock noise estremo. Ovvio che si finisca per parlare di Dillinger Escape Plan, Association Area, Deadguy, Cephalic Carnage o Kiss It Goodbye, però mi pare che la band potrebbe benissimo figurare e con merito nel catalogo di casa Relapse Records, e credo che sia il miglior complimento che si possa rivolgere loro.
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14/12/2005 13:23 - La Carboneria flamenca - Flamenco
Josè Salguero: voce e baile; Maria ...
La Carboneria flamenca - Flamenco Josè Salguero: voce e baile; Maria Josè Leòn Soto: baile; Alberto Capelli: Chitarra acustica; Alberto Rodriguez: Chitarra acustica; Pierpaolo Di Gregorio: Cajòn e percussioni. Continua il successo della Carboneria Flamenca: le musiche che affondano le proprie radici nell’emarginazione come il jazz e la musica Gitano-Andalusa, si incontrano per accedere all’arte che le riscatta grazie a questo formidabile combo che già tanto successo ha riscontrato nei migliori teatri europei.
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14/12/2005 13:23 - ANDREA MIRO’/Lucidamente
“ E’ il talento musicale più pronunciato che io ...
ANDREA MIRO’/Lucidamente “ E’ il talento musicale più pronunciato che io abbia conosciuto in vent’ anni di carriera”. Così la definisce Enrico Ruggeri. Fin da bambina Andrea Mirò dimostra una straordinaria capacità nel suonare qualsiasi strumento le capiti tra le mani: a quattordici anni è nell’Orchestra del Conservatorio di Alessandria, come violinista, ma compone già le sue prime canzoni alla chitarra e al pianoforte. Comincia a rendersi conto delle sue notevoli doti vocali e, dopo aver vinto le selezioni di Castrocaro, debutta al Festival di Sanremo con “Notte di Praga”. La critica è entusiasta e Mirò conquista anche molti suoi colleghi, che si ricorderanno di lei quando, qualche anno dopo, finiti gli studi, potrà registrare il suo primo album : Mango e Eugenio Finardi collaborano alla composizione e Roberto Vecchioni la invita a duettare con lui nella canzone “Tema del soldato eterno e degli aironi”. Personaggio complesso, carattere che non accetta compromessi, quando Mirò vede che la sua autonomia artistica è in pericolo, decide di sciogliere il contratto con la sua casa discografica, per tornare a fare la musicista a tempo pieno. Nel 1994 Enrico Ruggeri sta per partire in tour e ha bisogno di un chitarrista, un tastierista, un violinista e una voce femminile: si ricorda di quella adolescente conosciuta a Sanremo nell’87 e la chiama a far parte del suo gruppo, certo che avrebbe potuto ricoprire tutti questi ruoli. Miro’diventa così il “superjolly” in tre tour dell’artista. Dal ’96 al ’98 è con Ron, col quale duetta in molti brani, suonando sempre diversi strumenti. Alla costante ricerca di nuove esperienze, si accosta anche al musical, interpretando per alcuni mesi la parte di Maddalena in “Jesus Christ Superstar”. Nel 1999 torna a lavorare con Ruggeri, che incide con lei “Anna e il freddo che ha” nell’album “L’isola dei tesori”. Il lungo tour, la stima e l’affetto dei fans di Ruggeri fanno rinascere in Andrea Mirò la voglia di scrivere e cantare: prepara una ventina di canzoni tutte sue e comincia a proporne alcune durante i concerti. Al pubblico piace, al punto che Ruggeri, insieme a Silvio Crippa e Luigi Schiavone dell’etichetta Merak, decidono di produrre il nuovo album di questa artista che ha già esperienza e spessore come una veterana del palcoscenico e del pentagramma. Nel 2000 partecipa quindi ancora al Festival di Sanremo nella categoria “giovani” con “La canzone del perdono” tratta dall’album “Il centro dei pensieri”, classificandosi al primo posto nella prima serata ed al quarto nella finale. Durante l’estate 2001 è ancora in tour con Ruggeri, ma questo non le impedisce di comporre altre canzoni che fanno parte del suo secondo album, per l’etichetta AnyWay e si intitola “Lucidamente”. Andrea Mirò ha partecipato al recente Festival di Sanremo nella triplice veste di coautore e di arrangiatore del brano di Enrico Ruggeri “Primavera a Sarajevo” e di direttore di orchestra dello stesso. E’ una grande soddisfazione ed una stimolante esperienza per la giovane artista che ha pubblicato il suo secondo album da cantautrice “Lucidamente”, con cui ha raccolto ottimi commenti da parte della critica e importanti riconoscimenti da parte del pubblico. Dopo “Opinioni di un Clown” – il primo singolo tratto dall’album – è in programmazione il suo secondo singolo e videoclip “Stanza 24”. Andrea Mirò ha partecipato a Sanremo Rock, la manifestazione che si svolge parallelamente al Festival della Canzone e dedicata principalmente a un pubblico giovane.
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14/12/2005 13:23 - sLeGatAMenta
Il gruppo ha suonato in molti pub tra cui Macondo ...
sLeGatAMenta Il gruppo ha suonato in molti pub tra cui Macondo (Orvieto), Contrappunto (Perugia), Nexus (Terni), RockGarden (Amelia), La Pesa (Viterbo) e tanti altri, questi i più importanti. Il gruppo ha partecipato come ospite a giugno-luglio 2001 al Free Day a Torino e nel 1998 si sono esibiti anche al congresso che si é svolto a Orvieto sui diritti dell'uomo. Nel 1999 il gruppo s'esibisce a "Benvenuti in California" trasmissione trasmessa da Teleumbriaviva Registrato al Pan Pot. Presentazione: Il gruppo nasce nel 1997 a Terni inizia subito a suonare in garage poi si trasferisce in vere sala prova. Fà la sua prima esibizione al Fellini (Terni). Nel 1998 compone i suoi primi pezzi inediti. Nel 1999 produce su un cd "LICIA" il primo singolo registrato in studio. Nel 2000 il gruppo prende forza e compattezza e si dedica alle serate nei locali.Il nome unisce le diverse idee di ogni singolo componente e le concretizza nella sua diversa e imprevedibile. Info 328/9764084 - 0744/431246 - kan@libero.it
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14/12/2005 13:23 - SLEGATAMENTA
Ska-Reggae - Terni
Il gruppo è formato da 5 elementi: VOCE: ...
SLEGATAMENTA Ska-Reggae - Terni Il gruppo è formato da 5 elementi: VOCE: Simone Stella; BASSO: Mauro Antonelli; BATTERIA: Umberto Pagnozzi; CHITARRA1: Matteo Mantini; CHITARRA2: Stefano Giulianelli. Gruppo ska-reggae, nasce nel 1998 in uno skantinato ternano. Concerti: Contrappunto (Pg); Focus (Bo); Festa dell’Unità(TR); Macondo(TR), festa per i diritti dell’uomo (Orvieto), Freedays2001(TO), e tanti altri concerti proponendo musica in levare. Repertorio: vario tra cui molti pezzi inediti, alcune cover di gruppi ska reggae italiani e non solo...Il primo singolo, inciso nel 2000, è "Licia's a bitch". A gennaio 2002 è uscito il demo composto da tre brani: "Come nel west", "Anicos" e il singolo già inciso precedentemente, ma rimasterizzato appositamente per questo prodotto.
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14/12/2005 13:23 - SUONANO: 16/6 TORINO CHICOBUM FESTIVAL 17/6 ROMA TBA INFO: AF ...
SUONANO: 16/6 TORINO CHICOBUM FESTIVAL 17/6 ROMA TBA INFO: AF CONCERTI c/o ALEX FABBRO - TIBERIO DECIAN 89 - 33100 Udine - 199740726 - Tel. 0432/508323 - 348/5844800 www.afconcerti.com






















































































































































































































































































































































































































































































