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14/12/2005 13:23 - ABSTRACT Q - Selected Frequencies For Unespressed Neural Events (Staalplaat)
Rimasto ...
ABSTRACT Q - Selected Frequencies For Unespressed Neural Events (Staalplaat) Rimasto solo dopo aver realizzato due demo a sfondo jungle-ambient ed il soundtrack per un corto presentato alla rassegna 'Cinema Giovani' di Torino nel'98, Valerio Zucca Paul ha serrato le fila, accorciando la sigla da Abstract Quadrant all'attuale ed operando, come sempre più spesso succede, 'allbymyself'. 'Selected...' è la sua prima creatura, plasmata nell'elettronica di più stretta osservanza, qualcosa che va oltre il pop-style dei Kraftwerk e si addentra nei meandri della mente meno visitati (cyberq.checcazzo, avremmo scritto solo una trentina di mesi fa), come ci avevano abituato gli ultimi Clock DVA. Ed il ritrovarci, in fondo, orfani di simili sonorità, in un'epoca che avremmo invece presagito stracolma di tali produzioni, non può che rallegrarne i patiti. Quanto agli altri écouteurs, 'Selected...' è un album tutt'altro che difficile, giocato sulle scale di grigio (o di blu) e totalmente muto (nel senso tuxedomooniano: non cantato) ma che si presta a più livelli di ascolto; funziona tanto come sottofondo (music for hangin' around) che come album da ascoltare con attenzione. Liquidissimo e scorrevole ma allo stesso tempo pieno di tensione, 'Selected...' va a nozze con visioni notturne a volume zero di zappate tv intorno al mondo o con stati di alterazione provocata (occhio: la lowiana 'Dream Machine' potrebbe tenervi flippati fino a mattina!). La fluidità di 'Pulse', le cui percussioni da batteria elettronica e scie di synth provenienti da altri evi (Eighties) regalerà invece un fremito al corazòn dei semicanuti (ach! tempus fugit, Herr Teufel). 'Nerves' (titolo non casuale), una specie di cavalcata elettronica dall'incedere drummatico in odor di 'TEE', svetta sulle altre per capacità di attrazione mentre 'Brain Gate', la più diretta del mazzo, è un jazz-rock scevro dal manierismo del genere, ergo intrigante, anche grazie agli strumenti con cui è stato realizzato (tempo scandito dal synth al posto del canonico frethless, tanto per dirne una). Se fosse un film, sarebbe 'Viaggio allucinante' (ma per i più giovani andrà bene anche 'Salto nel buio'), tanto è spaziale e fisico allo stesso tempo. Piacerà anche ai depechemodiani debrufolizzati. abstract_q@hotmail.com per coloro i quali, dicendo "Staalplaat" al proprio negoziante, lo vedessero chinarsi dietro il banco fingendo che la pila dei Blink 182 stia per cadere.
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14/12/2005 13:23 - BLAKE BAXTER " Dreamsequence III: The Collective " Tresor Records/ ...
BLAKE BAXTER " Dreamsequence III: The Collective " Tresor Records/ Audioglobe Da Detroit un suono unico e irripetibile che coniuga il meglio della Techno e della Nu-House del 2001 e che con quest'ottimo doppio album Mr. Blake Baxter festeggia il decennale del proria Label e il proprio Club che da anni lo vede protagonista di uno dei migliori act di sempre. Ben 22 brani che passano da tutte le possibili diramazioni sonore dalle atmosfere Hard House di " Deepa " all'eterea " Telescopic ", dall' inusuale " 5/7/99" alla notevole forza di " Work Dat " e che non possono mancare di interessare ogni vero protagonista delle migliori Dancefloor del presente e del futuro.
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14/12/2005 13:23 - BRANDON LABELLE Text Equals CD
Il nuovo CD di Brandon LaBelle, ...
BRANDON LABELLE Text Equals CD Il nuovo CD di Brandon LaBelle, in pratica non è altro che la stampa digitale dei pezzi contenuti nelle cassette Alchemy Of The Word, The Book Of Disquite e Aroseisaroseisarose con in più, mi pare di capire, un paio di inediti. Le "dinamiche di interazione tra suono e ascolto, lingua e parola" vengono sviscerate nelle maniere più eccentriche: recitazione di poesie con oggetti in bocca che impediscono il corretto svolgimento delle frasi (e conseguente iper-salivazione con mostruosa deformazione delle parole), scrittura e dizione con microfono applicato alla punta della penna per tenere in lontananza, ovattate, le parole, e via eccentricando... Resta da dire dell'opportunissima stampa su CD e della consegna "all'eternità" di contenuti così bizzarri e istruttivi. Non nuovi forse, ma istruttivi lo stesso.
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14/12/2005 13:23 - GIOVANNA MARINI Requiem (cantata delle cinque stanze) (CD I dischi ...
GIOVANNA MARINI Requiem (cantata delle cinque stanze) (CD I dischi di angelica) Ci sono voluti quindici anni per poter porre nuovamente orecchio a queste registrazioni (1986, Amburgo, cattedrale di St. Jacobi), ma state tranquilli, l'ennesimo panegirico relativo alla lungimiranza dell'Italia discografica ve lo risparmiamo. Nel Requiem in questione, pensato nel 1984, Giovanna Marini lasciava a riposo la chitarra e la sua voce mirabile per concentrarsi sulla stesura del libretto e sulla composizione musicale. Le linee guida caratterizzanti evidenziano una mescolanza tra due tradizioni, la classica e la popolare, secondo un'interazione che ha da sempre contraddistinto l'opera dell'artista romana. Siamo di fronte a una rappresentazione, a un viaggio dell'uomo, per nulla metaforico, attraverso quattro "stanze", ciascuna resa visibile da un'insegna inequivocabile: la fame, la sete, la guerra, il freddo. L'essere umano entra nel palazzo spintovi dal terrore di un "mondo che si chiude", invivibile. E avanza sino alla quinta, la stanza del non-ritorno, del vuoto, della perdizione. E questo un Requiem per i vivi più che per le anime dei defunti ma, appunto perché ancora in vita, dedicato a chi non smette di lottare.
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14/12/2005 13:23 - CROWBAR "Equilibrium" Spitfire/Edel
Hanno vissuto il momento di maggior notorietà nel ...
CROWBAR "Equilibrium" Spitfire/Edel Hanno vissuto il momento di maggior notorietà nel '93, quando il vocalist dei Pantera, Phil Anselmo, produsse l'omonimo secondo album, che resta tuttora il loro best-seller, ma i Crowbar proseguono da oltre dieci anni una costante carriera discografica, e sono stati parte integrante del progetto Down, con lo stesso Anselmo e Pepper Keenan dei C.O.C., una side-band di cui si attende sempre un seguito. Crowbar sono considerati fra i pionieri dello 'sludge rock', una cacofonica revisione americana dei riffs ossessivi del doom inglese, innervata da tossici elementi hardcore/metal e noise, che ne hanno estremizzato le ragioni espressive. Si tratta di una formula che in qualche modo ha sfumato i propri contorni nelle frange stoner più rumoristiche, producendo gruppi di 'confine' come Nightstick, Bongzilla, Green Machine, Iron Monkey (per citar ne alcuni...). La tormentata ossessività di questo stile resta suo ingrediente specifico ma anche il limite evidente, che i Crowbar cercano di superare con qualche soluzione più possibilista nel sesto album di studio "Equilibrium". Nel nuovo disco il quartetto americano prosegue l'azione di rinnovamento melodico intrapresa nel precedente "Odd Fellows Rest", pur non rinunciando al frastornante assalto sludge che li rende immediatamente riconoscibili. Gli impulsi melodici irrorano l'iniziale e monumentale "I Feel The Burning Sun", assai vicina a St. Vitus, Obsessed e Cathedral, mentre "Command Of Myself" introduce una sofferta vena cosmica con accenti di cupe sonorità espanse. La svolta 'sprituale' dei Crowbar prosegue nel finale meditativo dell'apocalittica "Down Into The Rotting Earth", ed il loro misticismo depressivo raggiunge vertici di spleen esistenziale nel decadente arrangiamento pianistico di "To Touch The Hand Of God", un classico goth-doom. Scelte oculate hanno impedito ai Crowbar di arenarsi in una formula oltranzista senza sbocchi.
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14/12/2005 13:23 - EMPEROR
IX Equilibrium
Preparatevi a percorrere le ripide scoscese dell'inferno, a respirarne ...
EMPEROR IX Equilibrium Preparatevi a percorrere le ripide scoscese dell'inferno, a respirarne gli effluvi più acidi e malsani. Con questo nuovo capitolo gli Emperor non usano mezze misure, arrivano dritti allo scopo, aggredendo l'ascoltatore con una violenza corrosiva e graffiante. IX Equilibrium è indiscutibilmente l'opera più cruda e prorompente che abbiano realizzato i norvegesi sino ad oggi, i nostri amano Morbid Angel e Slayer e si sente, eccome se si sente!!. Lo voce di Ihsahn si mantiene gelida ed implacabile primeggiando accanto alle continue staffilate soniche partorite dalle sei corde, mentre la sessione ritmica allestisce impietosi squarci di morte (Nonus Aequilibrium, Curse You All Men, The Warriors Of Modern Death). Ciò comunque non pone a favore di una impersonale revisione death/trash, anzi, le rifiniture epico classiche vengono ben giostrate in tutto il disco ed acuiscono la verve apocalittica dell'insieme (Decrystallizing Reason, Of Blindness & Subsequent Seers). Se Anthems To The Welkin..., quindi, rappresentò l'ideale crocevia tra il black più primitivo e brutale a fianco di quello arcano/avanguardista - contraddistinto da un arguto utilizzo delle tastiere -, IX Equilibrium ne è la trasposizione più criptica e ferale. Un ritorno al verbo Mayhemiano ma all'insegna di uno stile progredito ed inusitato, quello degli Emperor appunto. Un pregevole martirio pagano.
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14/12/2005 13:23 - Equal Interest è composto da tre compositori tra i più ...
Equal Interest è composto da tre compositori tra i più interessanti del jazz contemporaneo: il multistrumentista Joseph Jarman (flauti, clarinetti, tutti la famiglia dei sassofoni, oboe, fagotto, vibrafono, marimba, pianoforte, chitarra e una miriade di percussioni) è nato nel 1937 a Pine Bluff, Arkansas. Studia clarinetto al Conservatorio di Chicago e partecipa nel 1964 alla Experimental Band di Muhal Richard Abrams. Nel 1965 suona con John Cage Imperfections In A Given Space. Da allora assume un certo rilievo l'uso dei silenzi che contribuiscono alla drammatizzazione di ogni suo brano. Incide due album a suo nome e si esibisce spesso in solo. E' tra i venti firmatari del manifesto di nascita dell'Association For The Advancement of Creative Musicians o AACM. Registra in duo con Anthony Braxton, Together Alone. E' tra i fondatori dell'Art Ensemble of Chicago, a cui si è legato per più di trent'anni registrando quasi quaranta album che hanno fatto la storia della musica afroamericana. L'Art Ensemble of Chicago è universalmente riconosciuto come il più importante gruppo del jazz contemporaneo. Jarman è un profondo conoscitore delle culture africane e i suoi concerti si svolgono come un rituale esponendo una storia non cronologica della musica nera. La sua arte, fatta di musica e teatro, forma una serie di quadri sonori disegnando di volta in volta situazioni diversissime, rifiutando così l'idea di "originalità", di "progresso" come "sviluppo nel tempo" ecc. Il critico Philippe Carles scrive: "Spesso il più sconcertante dei musicisti dell'Art Ensemble of Chicago, Jarman è anche quello che mescola più volentieri musica, gesto e impegno, affermandosi forse come la coscienza della formazione. Con qualsiasi strumento intervenga, la sua esecuzione è caratterizzata da un certo tumulto: improvvisatore totalmente imprevedibile sa imporre sferzanti rotture così come frasi di una curiosa bellezza melodica". Jarman ha anche scritto testi di prosa e poesie che ha raccolto nel volume Black Case (Return from Exile). Leroy Jenkins, nato a Chicago nel 1931 è il più grande violinista del jazz moderno e uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Suona anche la viola, il sax contralto, il flauto, l'armonica, la chitarra e l'organo. Studia il violino a otto anni; nel 1955 prende il Diploma d'Arte all'A&M University, Florida. Si unisce all'AACM di Chicago prendendo parte al primo album di Anthony Braxton. Alla fine degli anni Sessanta con Leo Smith, Steve McCall e Braxton costituisce la Creative Construction Company dalle crude polifonie. Nel 1970 forma i Revolutionary Ensemble con Sirone e Jerome Cooper. Il gruppo incide cinque album, tutti basati sull'improvvisazione collettiva. Inoltre realizza con la Jazz Composer's Orchestra, For Players Only, opera che sfrutta la distribuzione spaziale delle fonti sonore. Successivamente fonda un trio con Anthony Davis e Andrew Cyrille con cui incide il capolavoro The Legend of Ai Glatson. Ha suonato anche con Ornette Coleman, Alice Coltrane, Albert Ayler, Archie Shepp, Roland Kirk, Cecil Taylor, Alan Silva e altri grandi. Violinista di espressività, di tensione, in un singolare controllo del suono e delle dinamiche, che vorrebbe provocare l'ascolto a uscire dai suoi codici e dalle sue comodità. Jenkins, forte di una preparazione classica, durante gli assolo evita le forti distorsioni timbriche, disegnando piuttosto una linea melodica continua e sinuosa. Conoscendo tutte le deviazioni-rimodellanti dello strumento convoglia i tormentosi diagrammi del free jazz in ambito cameristico. Le sue composizioni uniscono una struttura chiara e di ampio respiro, all'impiego di linguaggi che attingono all'intera storia del jazz. La pianista Myra Melford (suona anche l'harmonium indiano) ha pubblicato in trio con Lindsey Horner e Reggie Nicholson tre album con cui si è esibita numerose volte in Europa, Canada e Stati Uniti. Per il quarto album si sono aggiunti Marty Ehrlich e Dave Douglas. Ha studiato composizione con Henry Threadgill esibendosi al suo fianco al Festival di Saalfelden. Il suo innovativo approccio al pianoforte l'ha in breve tempo portata all'attenzione della critica internazionale. Ha inciso Music Walk di John Cage per la Wergo Records. Ha vinto diverse sovvenzioni e ha composto suite orchestrali per prestigiosi spettacoli di danza e teatro. Ha suonato con Butch Morris, Fred Frith. Recentemente ha formato un proprio quintetto jazz completato da Dave Douglas, Chris Speed, Erik Friedlander e Michael Sarin. Ha fatto anche un tour e registrato con Han Bennink.
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14/12/2005 13:23 - Lo scorso anno non fui tenero nei confronti degli Equatronic, ...
Lo scorso anno non fui tenero nei confronti degli Equatronic, d'altronde il loro debutto era ingenuo e privo di spunti degni di menzione. Ora il duo tedesco torna e cambia alcune cose: innanzitutto al fianco di Oliver Thom non troviamo più Christian Scherer, ma Dorothea Brandt (voce, tastiere e flauto), inoltre le composizioni hanno acquisito un po' di concretezza, senza abbandonare l'impianto synth-pop-melodico anni '80. In quest'ottica ben vengano "Paradise Eight" e "God's Army" (entrambe vagamente alla In The Nursery), la pulsante "The Queen Is Dead" e l'oscurità ambientale di "The End", che permettono a "Motivation" (Zoth OmmogAudioglobe) di far registrare alcuni progressi.
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14/12/2005 13:23 - Mi pare ormai chiaro che il synth-pop stia trascinandosi su ...
Mi pare ormai chiaro che il synth-pop stia trascinandosi su livelli di mediocrità imbarazzante, sintomo di una crisi irreversibile, da cui, al momento, non vedo possibilità di uscita. D'altronde non saranno "Shadowland" (Zoth OmmogAudioglobe) degli Equatronic (si salva solo la cover paesaggistica) e "To Die For" EnergyAudioglobe) degli Infam a risollevare le sorti del genere. Trattasi di due lavori simili a un milione di altri prodotti synth-pop; solite melodie zuccherose (da far invidia all'AOR), mal celate velleità dance, sintetizzatori e tastiere da cui escono sempre gli stessi suoni, drum machine elementare e non bastano certo i riff introdotti dagli Infam in "Illusive (Guitar Mix)" per farmi gridare al miracolo!
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14/12/2005 13:23 - Gli Equinox sono l'ennesimo side project messo in piedi da ...
Gli Equinox sono l'ennesimo side project messo in piedi da Bill Leeb (Front Line Assembly, Synæsthesya, Noise Unit, Delerium, Intermix, Skinny Puppy...) con il suo nuovo "compagno di merende" Chris Peterson. "Holon" (Zoth OmmogAudioglobe) non è particolarmente convincente, dal momento che, pur portando ben impresso il marchio Front Line Assembly, non aggiunge nulla rispetto a quanto espresso sinora da Leeb; electro ambient spaziale e ritmata, con innesti jungle, hip hop, chemical e funky. Non da ripudiare, ma era lecito attendersi qualcosa di più.
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14/12/2005 13:23 - L'Equipe 84 nasce a cavallo del 1963; la formazione originaria ...
L'Equipe 84 nasce a cavallo del 1963; la formazione originaria è composta da: FRANCO CECCARELLI chitarra ritmica e voce, VICTOR SOGLIANI basso e voce MAURIZIO VANDELLI chitarra e voce, ALFIO CANTARELLA batteria. Dopo circa due anni di lavoro in balere, night club, come orchestra di base incidono il loro primo disco con La Vedette "Quel che ti ho dato" e "Papà e mamma". Nel giro di pochi mesi entrano in classifica e da quel momento inizia la straordinaria storia dell'Equipe 84. Inaugurano nel 1965 il "Piper" a Roma in coppia con i "Rokes": da allora ogni disco inciso entra ai primi posti delle classifiche. Nel 1966 dopo San Remo cambiano etichetta discografica e incidono "Io ho in mente te" e con questa canzone vincono il Cantagiro sezione complessi. Il successo da allora è consolidato da stampa e Tv che dedicano ampi spazi al gruppo. C'è una fortunata collaborazione con Mogol, Battisti in "29 Settembre", "Nel cuore dell'anima". Guccini, vecchio amico, scrive per loro "Auschwitz", "L'antisociale" e "Dall'amore che nasce un uomo", ecc. Nel 1984 l'Equipe 84 si ricostituisce insieme a Victor Sogliani. Nel 1989 incidono un album dal titolo "Un amore vale l'altro". L'attività principale del gruppo è comunque quella delle esibizioni dal vivo, dato che amano il rapporto col pubblico e la vita "on the road". Nel 1996 Franco pubblica per Zelig (Baldini & Castoldi) un libro dal titolo "Io ho in mente te", storia dell'Equipe 84 che diventa anche il manifesto della fortunata tournée che sta ancora portando in giro avvalendosi della collaborazione di musicisti come: PAOLO PIGOZZI piano e voce ROBERTO POLTRONIERI basso e voce CLAUDIO BONORA batteria. Lo spettacolo della durata di circa due ore comprende oltre i successi dell'Equipe 84, anche una serie di brani che sono un po' la colonna sonora dei periodi Beat e Rock che ci ha accompagnato negli ultimi trentanni.
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14/12/2005 13:23 - FLY PAN AM Sédatif en frequénces et sillons
Avevamo lasciato i ...
FLY PAN AM Sédatif en frequénces et sillons Avevamo lasciato i Fly Pan Am dell'omonimo esordio alle prese con un suono alla Godspeed You Black Emperor (dentro la band c'è appunto Roger Tellier, uno dei chitarristi dei GYBE) ma con più corposità e ruvidezza rock e li ritroviamo adesso con un CDEP che se ne parte ritmicamente sostenuto e krauto (all'incirca Neu!), si allunga in sperimentazioni rumoriste-concrete e termina pulsando come fosse un Tortoise della prima ora: è De cercle en cercle, remiscelamento e abstract dell'intero album d'esordio. Segue Efferan/Afferant, splendido funk bianco come la neve, sofficemente attraversato da rumori gentili, non distante da quello che si poteva ascoltare a Sheffield a fine anni Settanta. Chiude Micro sillons, giochino concretista. Accattatevi assolutamente questo EP: un giorno se ne parlerà come oggi accade per Gamera dei Tortoise.
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14/12/2005 13:23 - FREQUENZA VIVA: IL TRIBUTO AL SOUL AND R'N'BLUES.
Band di cinque ...
FREQUENZA VIVA: IL TRIBUTO AL SOUL AND R'N'BLUES. Band di cinque elementi specializzata nell'esecuzione di un travolgente repertorio. Un elevato livello tecnico si evidenzia negli originali arrangiamenti e nel trascinante impatto scenico grazie alla simpatia della vocalist, alle esilaranti situazioni create dal gruppo caratterizzato anche dall'abbigliamento alla blues brothers dei componenti della band. MAGIX PROMOTION MUSIC AGENCY Organizzazione E Gestione Spettacoli 0335/5230855 - magixpromotion@musician.org
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14/12/2005 13:23 - J. BUTCHER/P. DURRANT Requests and Antisongs
Tornano dopo l'ottimo "Secret Measures", ...
J. BUTCHER/P. DURRANT Requests and Antisongs Tornano dopo l'ottimo "Secret Measures", questi due veterani della scena impro inglese in pista già dalla metà degli anni Ottanta. John Butcher suona il sax e Phil Durrant ne trasforma le note rielaborandole elettronicamente in tempo reale: feedback e anelli circolari, trasfigurazioni e delicatezze, stasi e improvvisi innalzamenti, un suono di sax volutamente impersonale e asettico. Come se una mano gelida passasse sopra la musica per renderla marziana, come colonna sonora di un thriller fantascientifico (immaginate quel che assade a una voce filtrata al vocoder...). Considerato che di materiali similari continuano a uscirne a iosa, la partecipazione emotiva e il conseguente giudizio s'affidano esclusivamente alla capacità d'immediata illuminazione: che stavolta è indubbiamente minore rispetto all'uscita precedente.
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14/12/2005 13:23 -
JAH WOBBLE - "Requiem" mCD 30Hertz Rec./Wide
Il grande ...
JAH WOBBLE - "Requiem" mCD 30Hertz Rec./Wide Il grande Jah ritorna con una pretenziosa opera mistica divisa in cinque atti; abbandonate le elettroetnie degli ultimi tempi si lancia all'inseguimento di certa musica sacra. Riesce parzialmente nell'intento in quanto, se da un lato i cinque atti risultano ben presto prolissi e faticosi da seguire, dall'altro mai scadono nel gotico più becero o nelle tarde clonazioni Dead Can Dance.
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14/12/2005 13:23 - JAH WOBBLE
Requiem mCD (30Hertz/Wide)
Il grande Jah ritorna con ...
JAH WOBBLE Requiem mCD (30Hertz/Wide) Il grande Jah ritorna con una pretenziosa opera mistica divisa in cinque atti; abbandonate le elettroetnie degli ultimi tempi si lancia all’inseguimento di certa musica sacra. Riesce parzialmente nell’intento in quanto, se da un lato i cinque atti risultano ben presto prolissi e faticosi da seguire, dall’altro mai scadono nel gotico più becero o nelle tarde clonazioni Dead Can Dance.
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14/12/2005 13:23 - JET BLACK CRAYON "Low Frequency Speaker Test"
Il primo lavoro dei ...
JET BLACK CRAYON "Low Frequency Speaker Test" Il primo lavoro dei Jet Black Crayon, impresa che i due condividono con il bassista degli Swell Monte Vellier ed il batterista Tim De Gaugh. Il test tecnico dichiarato dal titolo si rivela in realtà per un'ampia e cerebrale escursione nei vasti domini della musica d'ambiente, un viaggio che in poco meno di mezz'ora e attraverso otto tappe ci invita a fantasticare sulle atmosfere generalmente dilatate e visionarie ma chi pensasse di tacciarli di eccessiva astrattezza ascolti il robusto e spigoloso funk messo in piedi in "The Tree"- che i quattro si sono ingegnati di creare sotto questa denominazione. E la traccia video c'è naturalmente anche quella e presenta la gradita particolarità di non essere compresa nell'elenco di quelle audio.
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14/12/2005 13:23 - JONIPAI Un plato pequeno
Strabiliante. Ancora Spagna. Ancora una label madrilena ...
JONIPAI Un plato pequeno Strabiliante. Ancora Spagna. Ancora una label madrilena Jabalina. Ed ancora una splendida, radiosa, lucente pop band iberica. Jonipai, di Castellon, cittadina vicino Valencia, hanno preparato Un plato pequeno; lo intendono forse come un antipasto, loro, ma visto che è impossibile non mandare il CD due volte di seguito è come fosse un album. E' il loro assoluto esordio, in tre, Juan, Felix e Miguel all'anagrafe fanno Ribes, e saranno fratelli la ragaza alla voce si chiama Maria Puig, capelli aragosta che mi fanno ripensare a Miky Berenyi. Questo è uno di quei piccoli dischi preziosi che se qualche cinico ti piomba in casa e ti sfida ostentando il suo agnosticismo sull'indie pop lo fai partire e conquisti un'anima alla fede. «Piensa en mi dolor, no estés triste, puedo imaginar un mundo feliz, siempre a solas y siempre junto a ti», osserva "Te preferia cansado", questo il tenore dei testi anche di "El es tan fatal", "El mar dibujado", "Un plato pequeno", "Paperclip People", "Bungalow", ad incrementare l'umore magicamente sentimentale di questo mini formidabile, bedroom pop che dissolve, d'incanto, ogni turbativa.
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14/12/2005 13:23 - L.O.S.D. 7 Songs/77 Frequencies
Autori di lavori sempre altamente concettuali, ...
L.O.S.D. 7 Songs/77 Frequencies Autori di lavori sempre altamente concettuali, gli olandesi L.O.S.D. non si smentiscono nemmeno stavolta (ricordiamo che il precedente "Organic 23" - un doppio costituito da un normale CD e da un vinile 5" - prevedeva l'intervento attivo degli ascoltatori sollecitati ad elaborare drones, loops e locked grooves ivi contenuti per un successiva pubblicazione di remixes). Anche "7 Songs/77 Frequencies", difatti, è frutto di complicate congetture sonologiche e numerologiche, una contorta architettura di onde sinusoidali a bassa gamma di frequenza che crescono progressivamente di 3Hz in 3Hz a formare monumentali monoliti di notevole densità elettronica. Fischi, ronzii, ritmi sporchi, muggiti improvvisi che costringono spesso e volentieri a raggiungere con affanno la manopola del volume e osservare precauzioni nella posologia d'assunzione (dal canto nostro ne suggeriamo l'ascolto, magari in modalità random, solo dopo un pasto leggero, sconsigliandone vieppiù il sovradosaggio...).
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14/12/2005 13:23 - Le Loup Garou
13 Pequenos Bau Bau (Polosud)
“La gente non merita ...
Le Loup Garou 13 Pequenos Bau Bau (Polosud) “La gente non merita buoni libri, è troppo soddisfatta di quelli cattivi” Ralph Waldo Emerson I Loup Garou (Lupo Mannaro in francese) sono nati nel 1985 grazie ad un’idea di Francesco Prota, mancato medico-filosofo-musicoprofessionista, personaggio di certo anomalo nel panorama rock nostrano e napoletano in particolare. Schivo e surreale, esente da urgenze da assolvere per ragioni di moda, ha guidato pian piano la sua creatura verso la luce (della luna s’intende) in un percorso che non è stato breve e, probabilmente, nemmeno semplice. Un primo, stupendo quanto strampalato CD nel 1993, ‘The Grave And The Trees’ (vedi ‘Music Club’ n°28), l’affermazione di due anni dopo ad ‘Arezzo Wave’, frequenti puntate all’estero dove ne viene riconosciuto il valore ed acquistano un discreto seguito (in Francia specialmente), grazie ai loro concerti, davvero coinvolgenti. In uno di questi, tenutosi in un pub, un avventore/spettatore, vedendo sfoderare dalle custodie fisarmonica, violino ed un solo piatto per batteria, oltre alla normale strumentazione ed ad un synth minimalissimo, mi chiese ‘Che genere fanno?’. Già, che genere fanno, Le Loup Garou? Cabaret Biosphere, Tom Waits parodiato, una vecchia foto stracciata di Paolo Conte, la silhouette di Jonathan Richman, musica fintoaraba, tzigana e spagnola passate agli specchi deformanti, Residents à la carte, Polyrock e Pale Nudes per la vecchia e nuova nuova onda yankee, funiculì funiculà filtrato al tritacarne della nevrosi e ripulito dal folklorrore, chanson française, La Belgique, la Russia e l’America latina che scorrono geneticamente nelle vene di metà di loro e saltano ai polpastrelli a contatto con gli strumenti, i Feelies del ritmo impazzito, Brecht und Weill un po’ alticci persi tra le stelle, colonne sonore per fiabe dadaiste, i Tuxedomoon sotto spirito, i nipotini di Nino Rota con pianola Chicco, i Talking Heads prima della ‘luce’ (Prota, uno splendido, ligneo padellone piatto dei begli anni che furono a tracolla, on stage sembra il dannato Byrne d’annata, quello psicotico e nevrotico di ‘More Songs...’), minuetto e lirica sott’effetto, rumorini, voci contraffatte e mooolta inventiva*. Il lupo mannaro ulula e si agita, scherza e mulinella, ammicca fra movenze ora sornione ora psicopatiche, ci dà dentro, dentro al ritmo ed al surrealismo: testi cantati in francese, tedesco, spagnolo, inglese ed italiano senza apparente capo né coda (“Tashiro Mifune scappa di casa”?), in onore a esercizi che avrebbero, in un sol botto, fatto felici Zappa e Breton, Beefheart e De Quincey, Barrett e Pynchon. Il delirio lucido fatto verbo sonoro. E non è che, come scritto ovunque, tale Aleph di culture ed influenze viene dalle diverse nazionalità dei quattro (Francesco è nato a Praga da padre italiano e madre russa, Carine - nomina sunt consequentia rerum - è belga ed ex-giramondo, Klaus peruviano e Tottolo napoletano e co-fondatore del gruppo), perché il sound era lo stesso fin dagli inizi; semmai, i nuovi lupacchiotti sono entrati perché si sono ritrovati in queste musiche, quasi esclusivamente opera di Prota, che prima o poi hanno riecheggiato anche quelle delle loro contrade. Da qui è nato ‘13 Pequenos Bau Bau’, un grappolo di canzoni che si attacca come il Velcro ai vostri tessuti connettivi, canzoni che pur essendo tutte ben definite sembrano dei bozzetti accennati e precari, in vista di riscrittura, troppo brevi, da lasciar l’ansia del riascolto addosso, bellissime, come ‘Nikajendo’, una specie di ‘Lucy In The Sky With Diamonds’ vista dal dentro o l’allegra rievocazione alcolica (wodka ed assenzio) di ‘Mon Ami Albert’. O ancora ‘Mary 35’, come fosse ‘E le voleva bene’ del Quartetto Cetra cantata dai coristi della Santa Bettola, e le fisocarinerie di ‘Scienta Matka’ che saltano in mente venti volte al giorno... Grande gruppo, grande disco (e grande grafica) che sinceramente fa tristezza vedere recensito frettolosamente (ancorché positivamente) nel ghetto dei vari ‘speciali Italia’. Da avere ed amare. “Brit, Frit, it is an hit”. *descrizione riveduta e corretta della recensione di ‘The Grave And The Trees’ by the Raven (MC28).
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14/12/2005 13:23 - LIMANAQUEQUA
"Limanaquequa" è una parola composta del dialetto lamense (Castel di ...
LIMANAQUEQUA "Limanaquequa" è una parola composta del dialetto lamense (Castel di Lama è un paesino dell'entroterra marchigiano sito a ridosso di Ascoli Piceno) che significa animale (limana) scuro, strano, storto (quequa). Il chitarrista Roberto Zechini ha trovato in questa espressione dialettale la formula linguistica di un progetto musicale che accarezzava da tempo. Attraverso la formula il progetto si è materializzato nelle sembianze di un gruppo stabile. L'idea di fondo è quella di costruire un repertorio che parli un "dialetto universale" un idioma specifico che, seppure intraducibile, per suono e forma riesca a comunicare a tutti la medesima idea. I musicisti della Limanaquequa sono infatti di diversa formazione, avvezzi alle tecniche dell'improvvisazione e al Jazz, disposti ad agire all'interno di un gruppo, mai in funzione del proprio strumento, sempre in funzione della partitura collettiva. Il loro sogno - condiviso senzaltro da moltissimi musicisti di tutto il mondo, conosciuti e non - è di poter suonare un'improvvisazione come se fosse una partitura e, viceversa, una partitura come se fosse un'improvvisazione. In conformità all'idea ispiratrice Limanaquequa è un'ensemble semovente: il quintetto base collabora stabilmente con altri musicisti e il gruppo si allarga o restringe a seconda della partitura e del tipo di suono, di voce che deve cantarla. Non si pone nessun obiettivo di genere: scrive musica liberamente, senza rifarsi ad alcun modello, anche se risente senzaltro del percorso compiuto da ogni suo membro. Limanaquequa scrive le musiche per "Poesia in giardino", rassegna annuale di poesia organizzata e curata da F. Scarabicchi e M. Raffaeli. Ha musicato testi dei poeti Valerio Magrelli, Giancarlo Majorino, Umberto Fiori e Franca Grisoni. In cantiere ha la stesura integrale delle musiche di "Osvaldo", operetta in diaporama basata sulla biografia e sull'opera di Osvaldo Licini, sul testo dello scrittore Daniele Garbuglia e su immagini del fotografo Giuseppe Cannoni coordinate dal designer Enrico Cannoni. Limanaquequa: Roberto Zechini, chitarra; Daniele Rossi, pianoforte e melodica; Alberto Ricci, basso acustico; Andrea Nunzi, batteria; Massimo Morganti, trombone e fisarmonica. Info http://members.xoom.it/limanaquequa
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14/12/2005 13:23 - LIMANAQUEQUA
"01" (CD-R autoprodotto)
Consigliava Juan Belmonte ad un giovane apprendista che ...
LIMANAQUEQUA "01" (CD-R autoprodotto) Consigliava Juan Belmonte ad un giovane apprendista che gli chiedeva cosa dovesse fare per diventare un buon torero: "dimentica di avere un corpo". La vita si affronta nell'arena, come nella realtà, nella sua oggettività magica o nella sua figurazione spirituale, trascendendo la brutalità degli eventi. Così succede in questo incantevole disco dei Limanaquequa. Paura e timore sono trasfigurati in viva emozione artistica. Arte di magia, creativa, festiva, quella del musicista è celebrata dall'ensemble fermano in un poetico saggio di note che si dispiegano lungo cinque espisodi intrisi di emblematico romanticismo. Nelle divagazioni jazz e nei ritmi lenti quella dei Limanaquequa sembra essere una musica silenziosa che si accorda alla medesima tonalità poetica del "nudo e semplice". Una vittoria interiore: quella dello spirito sulla materia, dell'intelligenza sull'istinto. Contatti: Roberto Zechini 0734/622223
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14/12/2005 13:23 - LIMANAQUEQUA
"Limanaquequa" è una parola composta del dialetto lamense (Castel di ...
LIMANAQUEQUA "Limanaquequa" è una parola composta del dialetto lamense (Castel di Lama è un paesino dell'entroterra marchigiano sito a ridosso di Ascoli Piceno) che significa animale (limana) scuro, strano, storto (quequa). Il chitarrista Roberto Zechini ha trovato in questa espressione dialettale la formula linguistica di un progetto musicale che accarezzava da tempo. Attraverso la formula il progetto si è materializzato nelle sembianze di un gruppo stabile. L'idea di fondo è quella di costruire un repertorio che parli un "dialetto universale" un idioma specifico che, seppure intraducibile, per suono e forma riesca a comunicare a tutti la medesima idea. I musicisti della Limanaquequa sono infatti di diversa formazione, avvezzi alle tecniche dell'improvvisazione e al Jazz, disposti ad agire all'interno di un gruppo, mai in funzione del proprio strumento, sempre in funzione della partitura collettiva. Il loro sogno - condiviso senzaltro da moltissimi musicisti di tutto il mondo, conosciuti e non - è di poter suonare un'improvvisazione come se fosse una partitura e, viceversa, una partitura come se fosse un'improvvisazione. In conformità all'idea ispiratrice Limanaquequa è un'ensemble semovente: il quintetto base collabora stabilmente con altri musicisti e il gruppo si allarga o restringe a seconda della partitura e del tipo di suono, di voce che deve cantarla. Non si pone nessun obiettivo di genere: scrive musica liberamente, senza rifarsi ad alcun modello, anche se risente senzaltro del percorso compiuto da ogni suo membro. Limanaquequa scrive le musiche per "Poesia in giardino", rassegna annuale di poesia organizzata e curata da F. Scarabicchi e M. Raffaeli. Ha musicato testi dei poeti Valerio Magrelli, Giancarlo Majorino, Umberto Fiori e Franca Grisoni. In cantiere ha la stesura integrale delle musiche di "Osvaldo", operetta in diaporama basata sulla biografia e sull'opera di Osvaldo Licini, sul testo dello scrittore Daniele Garbuglia e su immagini del fotografo Giuseppe Cannoni coordinate dal designer Enrico Cannoni. Limanaquequa: Roberto Zechini, chitarra; Daniele Rossi, pianoforte e melodica; Alberto Ricci, basso acustico; Andrea Nunzi, batteria; Massimo Morganti, trombone e fisarmonica. Info http://members.xoom.it/limanaquequa
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14/12/2005 13:23 - LOOSIN 'O' FREQUENCIES Regeneration Beard of Stars
Loosin'O' Frequencies sono di ...
LOOSIN 'O' FREQUENCIES Regeneration Beard of Stars Loosin'O' Frequencies sono di tutt'altra specie: la corposa formazione romana, di ben 6 elementi, è attiva dal '95 con il nome di Dark Awake, e solo recentemente, dopo la registrazione del MCD "Regeneration", ha deciso di ribattezzarsi. Il monicker originale denuncia la sua ispirazione doom, ancor più sottolineata dalla produzione del maestro italiano del settore, Paul Chain. L'O'F dichiarano influenze recepite dai Seventies e da più recenti 'apostoli del Destino' quali Count Raven e Solitude Aeturnus, ma le quattro tracce di "Regeneration", rivelano anche un'impronta goth accentuata dalle tastiere sepolcrali di Alessandro Renzitti, affini ai Type O Negative, mentre è la voce sofferta di Enrico Taggi ad instaurare le maggiori affinità con il doloroso clima dark dei Solitude Aeturnus. Promettenti, ma ben distanti dallo stoner, a scanso di equivoci.
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14/12/2005 13:23 - LOST GOAT
Equator
Mi sorprende che le parche note promozionali della Man's ...
LOST GOAT Equator Mi sorprende che le parche note promozionali della Man's Ruin menzionino a proposito dei Lost Goat il death rock vecchia scuola e nomi quali Venom e King Diamond, che rischiano di tenere a distanza, almeno per attuali demeriti, i potenziali acquirenti del disco. La matrice black metal farebbe piuttosto pensare agli Angel Rot altra proposta della label californiana ma i Lost Goat, nonostante il tetro pentagramma esibito in copertina, sono di ben diversa natura. Il primo album Equator li inquadra infatti nell'ottica heavy rock dall'ascendente Seventies; ed anche in questo caso occorre intendersi: non si tratta infatti del ramo commerciale dell'hard ma del suo versante più underground, animato di formazioni mitizzate dai nuovi stoners come Captain Beyond, Sir Lord Baltimore, Dust e Frijid Pink. Che permanga qualche accento sabbathiano mi pare scontato, ma i Lost Goat sono davvero molto distanti dall'attuale avanguardia doom, che si riflette idealmente nei Goatsnake. Se vogliamo paragonarli ad un nome d'attualità si può chiamare in causa M-Squad; anche i Lost Goat esibiscono uno spettacolare chitarrista, capace di jams pirotecniche ed estremamente efficace sulle note alte, mentre la voce è più melodica, vicina al classico stile dei front-men degli anni '70, senza le asprezze spesso disturbanti dei giorni nostri. Perfettamente calato in questo contesto una tarantolata versione di "Poison", non a caso tratta dall'LP più hard rock dei grandi MC5, "High Time". Le composizioni originali, a partire da "Doin' Time", riflettono invece le suddette caratteristiche, evidenziando una chitarra solista che espone timbriche innovative, da non confondersi con la citazione 'retrò' fine a sé stessa. "Downboundirain" e "White Dog/Purple Pussy" accentuano invece il gusto dell'improvvisazione strumentale, senza perdere di vista la struttura ben precisata dei brani. Certo i Lost Goat non scrivono hooklines accattivanti, ma per l'auditorio stoner si tratta di una bella rivelazione.
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14/12/2005 13:23 - SEQUENZA X PER TROMBA (1984)
Una delle novità della Sequenza X, ...
SEQUENZA X PER TROMBA (1984) Una delle novità della Sequenza X, per tromba in do, è data, rispetto alle altre Sequenze, dalla presenza obbligatoria di un pianoforte dal quale si dovranno ricavare, in momenti precisiS delle risonanze. I1 pianoforte, in altre parole, è usato come risuonatore: deve abbassare le note richieste silenziosamente - alcune di esse saranno tenute dal pedale, altre dalle dita - e attendere che nei punti previsti il trombista si rivolga verso il pianoforte aperto, accentuando, sempre con molta forza, quelle note singole che verranno fatte risuonare dalle corde del pianoforte. Non si tratta affatto di un capriccio o di un fatto puramente estroso, come a prima vista si potrebbe supporre: il semplice fenomeno acustico acquista infatti, nel complesso itinerario della tromba, un ruolo di indefinibile atmosfera, al di là della diversificazione estrema che viene ricercata sullo strumento per se stesso.
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14/12/2005 13:23 - Mantaray Pequenas Puertas Astro
Sono bastati tre ...
Mantaray Pequenas Puertas Astro Sono bastati tre pezzi di uno sfortunato set di supporto per Come di questi Mantaray a convincermi a mettere le mani su questo loro debutto su cd (gli altri sono cd single o album split con altre bands spagnole) 'Pequenas Puertas qui se abren y pequenas puertas qui se cierran'. Il minacciato intervento della polizia all'Ex Machina di Forlì a causa delle solite lamentele del vicinato ha costretto il gruppo a scendere dal palco dopo appena un quarto d'ora ma l'intensa miscela di blues, cantautorato 'maledetto', elettronica stile Suicide e noise pop proposta dal gruppo ha subito conquistato il sottoscritto. E bisogna dire che l'album non ha smentito l'ottima impressione del concerto. Dalla 'suicida' O.F.King, non a caso scelta come singolo (sembra che il duo formato da Martin Rev ed Alan Vega stia raggiungendo solo oggi il riconoscimento da sempre strameritato) all'epica ouverture di Rexa fino a Stars in Your Eyes a Sad Eyed Devil questo album è un viaggio attraverso un'attitudine romantica e disperata nei confronti della canzone rock che parte da Johnny Cash passa per Lee Hazelwood e Leonard Cohen e approda ad Alan Vega e Nick Cave. Se al tutto aggiungete un'amore per la lounge music e le colonne sonore cinematografiche avrete una idea piuttosto precisa della materia di cui sono fatti i sogni dei Mantaray. Da segnalare la partecipazione di Thalia Zedek e Chris Brokaw dei Come alla registrazione di alcuni brani. Ferruccio Quercetti
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14/12/2005 13:23 - MASONNA
Frequency L.S.D. (Alien 8 recordings)
Climi diametralmente opposti per il compagno ...
MASONNA Frequency L.S.D. (Alien 8 recordings) Climi diametralmente opposti per il compagno di etichetta Maso Yamazaki, alias Masonna, esponente dell’ultra-rumorismo giapponese celebre per i suoi concerti di massimo 5-10 minuti; di più probabilmente risulterebbero fisicamente impossibili, visto che particolarità del suo stile è sgolarsi a più non posso in un microfono, con aggiunta di adeguate distorsioni elettroniche (pare inoltre che nel suo paese Maso si diletti nell’attaccare innocenti passanti a colpi di urla). Tutti i suoi dischi appaiono dunque come il montaggio di una serie di brevi frammenti (e tutti, per qualche motivo, portano il sottotitolo Mademoiselle Anne Sanglante Ou Notre Nymphomanie Aureolé). Frequency L.S.D. inaugura la nuova apparecchiatura “psichedelica” di Masonna, forse così denominata per l’uso di una pedaliera fuzz anni 60, oltre a synth analogico spectral audio, modulatore ad anello, altri filtri e pedali e delay; l’effetto è devastante, urla e improperi ripetuti in eco e annegati in un mare di rumore agghiacciante; i singoli frammenti trovano tuttavia un certo livello di differenziazione interna (si vedano le pulsazioni della traccia 7 o i suoni “alla Barron” della 10). Package speciale nelle prime 1000 copie. (c/o Demos o P.O. Box 666, Station R, Montréal, Quebec, Canada H2S 3L1; www.alien8recordings.com).
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14/12/2005 13:23 - NOODLES - DISCOTEQUE VOLUME 1 ('12) - NOODLES DISCOTEQUE,UK
Il musicista ...
NOODLES - DISCOTEQUE VOLUME 1 ('12) - NOODLES DISCOTEQUE,UK Il musicista moderno non deve e non può più essere padrone d'un unico stile o d'un clichè, marchio di fabbrica un tempo coltivato e protetto, sinonimo di riconoscibilità e di consuetudine nell'ascolto. Il solo insegnamento che gli anni '90 hanno portato è stato esattamente l'opposto: il multilinguaggio come possibilità infinita, con gli artisti impegnati a gestire schizofreniche identità alternative, e dove è il genere a caratterizzare il suono e lo stile. Un esempio lampante possono benissimo essere i Global Comunication, due musicisti che hanno operato sotto innumerevoli sigle (vedi Jedy Knights, Reload, Link , E621, The Chameleon, Secret Ingredients, etc. etc.), frequentando praticamente tutti i generi musicali contemporanei, a parte ovviamente la salsa o il merengue. Ecco allora che di Si Begg, l'artista di cui sopra, si conoscevano finora solo due distinte personalità: quella di Buckfunk 3000, eclettico sperimentatore di nuove vie multitimbriche, e quella di Gabbageboy, in cui dà la stura a tutta la sua genia d'irridentista pazzerellone in un turbillòn d'elettrico fragore. Ora eccolo vestire nuovi panni, come imposessato da una personalità altra. Questa volta il genere è (ovvio!) la disco, ma il nostro non è il solito copia-francesi, capace solo di far versi o cori montani. Anzi, il contrario. Per lui, come già per Junior Cartier, il genere è un pretesto, una copertura per un mare di nuove possibilità, e la disco è solo un altro territorio, vergine, da scoprire per scorazzarci in libertà, reinventandolo di volta in volta.
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14/12/2005 13:23 - Ordo Equitum Solis
Leithana (voce respiro) è una vocalist naturale e ...
Ordo Equitum Solis Leithana (voce respiro) è una vocalist naturale e co-leader degli Ordo Equitum Solis ha lavorato in passato a registrazioni e tour con i Sol Invinctus. Incontrata durante i mixaggi di Animi Aegritudo ha piacevolmente partecipato con il suo inconfondibile stile alle session di Polvere Nella Mente.
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14/12/2005 13:23 - Ordo Equitum Solis
È un lungo canto questo disco, dedicato a ...
Ordo Equitum Solis È un lungo canto questo disco, dedicato a Hecate la triplice, divinità che i poeti della Grecia antica pongono vicina alle immensità marine, al cielo stellato e alla madre terra (per trovarlo: MusicaMaximaMagnetica, tel. 055/690263). Un canto dedicato alla vita, come recita il titolo di uno dei brani più belli. Loro sono gli Ordo Equitum Solis. Lei, Leithana, splendida voce e inquieto sguardo, è di origine francese. Lui, Deraclamo, polistrumentista raffinato e intenso è italiano. Insieme hanno attraversato il mondo: dalle strade polverose che già conobbero i Ninvana e tutti i campioni del rock ..alternativo.. in tour incessanti su pulmini scassati nelle metropoli e nei paesini dell'immensa America fino al cuore della più familiare Europa, soprattutto la Germania, dove gli Ordo sono ormai di casa. E poi, improvvisamente, è arrivata anche la sorpresa inaspettata di un viaggio in Russia e un concerto per la televisione moscovita, alla conoscenza di un Paese che per l'italiano medio resta ancora, culturalmente, lontanissimo. Un universo fatto di grandi disagi, racconta Deraclamo, ma anche di grandissima dignità. E di un rispetto per la tua professione che non trovi in nessuna parte della Terra. Hecate E La Luna, il mondo dell'oscurità che conserva gelosamente segreti dimenticati: sono quelli della natura di cui non seguiamo più i ritmi, quantomeno nelle grandi città. E' a queste sensazioni che il bellissimo disco dell'Ordine Dei Cavalieri Del Sole (il loro nome dal latino) è dedicato. Alla natura e al viaggio perché Hecate è anche la divinità degli incroci: ognuno di noi ha la facoltà di scegliere la sua strada. Gli Ordo hanno scelto la musica e ci regalano emozioni vere. Iievi, luminose ebrezze, lame di luce argentata nelle notti viola.
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14/12/2005 13:23 - ORDO EQUITUM SOLIS Metamorphosis-Personam Impono
Sorpresi dall'improvvisa uscita del nuovo album ...
ORDO EQUITUM SOLIS Metamorphosis-Personam Impono Sorpresi dall'improvvisa uscita del nuovo album degli Ordo Equitum Solis, in questa occasione si può ribadire il talento e la classe di Deraclamo e Leithana, ormai impostisi da tempo tra le più apprezzate realtà del panorama dark esoterico internazionale. "Metamorphosis - Personam Impono" ribadisce tutte le coordinate espressive del duo italo-francese: ambientazioni cupe e misteriose, gioielli acustici di matrice folk, impianti percussivi fieri e solenni; nessuna novità dunque, ma certo tutto quell'estro che ha permesso all'ensemble di conferire un'impronta personale agli standard espressivi del folk apocalittico. Ciò che qui non convince appieno sono i suoni delle tastiere, a volte un po' stantii, e la voce di Deraclamo che a tratti pretende di uscire dal contesto profetico che più le si addice. Stigmatizzati subito i risvolti negativi, passiamo ad analizzare gli aspetti che comunque rendono questo CD un'opera di rara bellezza; e iniziamo subito con l'esaltare le incantevoli alchimie sonore che scaturiscono dal connubio tra i soavi vocalizzi di Leithana, le arcaiche cadenze dei timpani e le serene tessiture di chitarra; l'arma più affilata degli Ordo é proprio nella capacità di tratteggiare scenari dalla straordinaria forza evocativa, di regalare finissime e misteriche suggestioni: la battaglia allora diventa impari e altro non rimane se non piegarsi e abbandonarsi alle sferzate sublimi inferte dalle loro magiche e sensuali armonie. (BM OES, London WC1N 3XX, England; www.sinope.org)
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14/12/2005 13:23 - ORDO EQUITUM SOLIS
"Planetes"
Se pensavate che il viaggio musicale degli Ord ...
ORDO EQUITUM SOLIS "Planetes" Se pensavate che il viaggio musicale degli Ord Equitum Solis avesse subito un'allarmante battuta d'arresto, siamo invece lieti di dissipare ogni dubbio ed informarvi che la band è più che mai attiva e prodiga di grandi sorprese. Tornano a noi con i frutti raccolti durante i loro ultimi vagabondaggi nelle contrade della musica europea, li hanno filtrati attraverso gli alambicchi della folk-song sino a farne delle magiche pozioni acustiche da offrire attraverso i dodici nuovi titoli di "Planetes", l'album da tempo atteso. Hanno percorso molte strade (dal Sud al Nord del Vecchio Continente), conosciuto nuove culture ed accumulato nuove esperienze prima di approdare alla giusta meta e realizzare con "Planetes" un ideale momento di continuità nella loro evoluzione artistica, una logica tappa discografica che ha anche le premesse di un ritorno in grande stile, data altresì l'accuratezza dell'operazione sia sul piano puramente tecnico che della grafia musicale. Un disco che è un crogiuolo di belle canzoni scritte con la testa e col cuore, destinate a calarsi nella sfera dei sentimenti umani ora con una vena disincantata e una punta d'ironia, ora con animo sognante e proteso alle piccole gioie della vita. Gli Ordo Equitum Solis si sono ancora una volta distinti per aver portato nuovo lustro alla canzone d'autore e rinverdito con idee personali i fasti della tradizione musicale europea: brani come "Là-bas", "A Stranger", "Furthermost", "Storie E Leggende Del Conte Da Framura", "Oublier Et Sourire" sono, fra gli altri, delle vere delizie sonore che testimoniano lo stato di grazia creativo in cui versano gli autori, i quali stanno inoltre lavorando alla pianificazione di un prossimo tour europeo e all'uscita di un nuovo mini CD. Gli Ordo Equitum Solis restano fra i pochi cantastorie moderni che incarnano lo spirito libero e schietto dei cavalieri-menestrelli d'un tempo, allo stesso modo dediti a percorrere il solco dello scibile umano fra passato e presente, leggenda e realtà, traendo da questo il sale per un arricchimento artistico e interiore.
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14/12/2005 13:23 - ORDO EQUITUM SOLIS
Signs
Questa e un'annata davvero piena per gli Ordo ...
ORDO EQUITUM SOLIS Signs Questa e un'annata davvero piena per gli Ordo Equitum Solis. Dopo l'album del ritorno "Planetes" le produzioni si sono avvicendate a getto continuo: la ristampa del primo album "Solstitii Temporis Sensus", la doppia compilation di rarità "Octo" e questo "Signs", un mini album che comprende una bella serie di canzoni composte dagli autori nel corso degli ultimi anni. Si torna così nel verde giardino degli Ordo Equitum Solis per cogliere altre delizie acustiche che accarezzano la mente, fra cui una reprise dall'ultimo album di "Signs" e la assai suggestiva "Tuere Titana", quasi mezz'ora di ascolti fatati da gustarsi soprattutto in beata solitudo.
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14/12/2005 13:23 - Tequila Jazz (Russia)
Tequila Jazz è un trio di St. Petersburg ...
Tequila Jazz (Russia) Tequila Jazz è un trio di St. Petersburg ed è composto da: Eugene "Ai-Ai-Ai" Fedorov (bassoe evoce); Konstantin "Balbess" Fedorov (chitarra); Aleksandre "Dooser" Voronov (batteria). La band debutta nel '93 ma i musicisti suonano insieme dalla precedente esperienza degli Object Of Mockery e del progetto locale dei Poopsie. Alksandre Voronov è altresì conosciuto per essere stato il batterista dei Nol. Tempo dopo aver lasciato gli Object Of Mockery i musicisti iniziarono attività indipendenti spinte dalla collaborazione alla colonna sonora del film The Wild East di Rashid Nugmanov. Konstantin Fedorov fu il protagonista e Eugene Fedorov recitò in un episodio. Nel '93 venne registrato il primo demo-mini album Maximinor di cui una parte venne riregistrata nella prima uscita ufficiale "Strelyali? (Did They Shoot?)" registrato per la Contras (etichetta indipendente di St. Petersburg) nel '94 e ripubblicato del '96. Tequila Jazz è un malato mix di hard e jazz core, musica industriale dei primi anni ottanta e rap radicale degli anni novanta. Le liriche sono in russo, escluse le cover; piene di cruda realtà mista ad illusioni romantico-rivoluzionarie e post-industriali. Terroristi europei degli anni sessanta e settanta, guerriglieri dell'america latina ed astratti pirati sono i protagonisti delle canzoni. Nel gennaio '95 Tequila Jazz firma un contratto con l'etichetta di Mosca Feelee Records. Il Cd "Aborigine" è la loro uscita per questa etichetta. Durante il 95/96 la band partecipa ai più grandi eventi indipendenti russi: Learn To Swirn (a Mosca) ed Exotica Festival. Vengono premiati nel novembre '95 al Generation '95, terzo music festival internazionale di Mosca. Le canzoni della band sono frequentemente programmate alla radio russa fm e il video di Bye Bye Bye è inserito nella rotazione delle prigrammazioni musicali. Tequila Jazz furono supporter ai Rage Against The Machine nel loro tour russo. E' in uscita il nuovo album dei Tequila Jazz su Feelee Records.
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14/12/2005 13:23 - TRAM Frequently Asked Questions
Il loro "Heavy Black Frame", per la ...
TRAM Frequently Asked Questions Il loro "Heavy Black Frame", per la defunta Piao!, era stato di bellezza alterna ma alla fine convincente, il ritorno del duo londinese, "Frequently Asked Questions", non prevede sviluppi e li rimanda al domani imponendoli come improcrastinabile, a non voler essere autolesionisti, necessità. Il titolo, malgrado la persistente malinconia da cui mai ci staffranca, prende spunto non da insistenti interrogativi esistenziali in ironica contrapposizione a frasari e pastoie tecnologiche ma anzi dalla insistita consultazione del manuale d'istruzioni del sedici tracce digitale su cui Paul Anderson e Nick Avery hanno investito i loro averi. Non so se servisse, la semplicità e l'immediateza di queste ballate si gioverà anche delle maggiori possibilità fornite dai mezzi, sicuro è che l'obiettivo, non sempre centrato, rimane graffare, o trafiggere, il cuore, e benchè il buio sia cercato con insistenza meno ostinata restano le atmosfere di Low e Spain quelle di più evidente riferimento. Incastonato in costante contraddizione tra rassegnata quiete e claustrofobica solitudine, perdente romanticismo ed imperturbabile, ostentato intimismo, questo secondo atto di Tram rimane forse sin troppo coerente con l'esordio, anche nell'alternanza tra frangenti toccanti, Now We Can Get On With Our Own Lives, Yes But For How Long, Underneath The Ceiling ed episodi che sembrano masochisticamente aspirare ad una minorità che rischia l'anonimato, su tutti la cover di Once I Was di Tim Buckley che nel tributo "Sing A Song For You" si accettava come commissione da espletare, qui è inutile accessorio.
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14/12/2005 13:23 - VOODOO BARBEQUE
I VooDoo BarBeQue costituiscono l'ultimo progetto musicale del vulcanico ...
VOODOO BARBEQUE I VooDoo BarBeQue costituiscono l'ultimo progetto musicale del vulcanico chitarrista Claudio Giammarini, elemento propulsore - da oltre quindici anni - di band storiche (e tutt'ora attive) dell'underground romano quali gli esoterici Ain Soph, i surfeggianti The Sentinels, i dissonanti Circus Joy, i 'silenziosi' Silent Pistols, nonché 'incarnazione' della one-man-band sperimentale Klau D.E.D.I. Grande appassionato di sonorità low-fi, Giammarini decide nel 1996 di costituire una 'low-fi punk'n'roll band': é inevitabile per lui tirare in ballo cinque esagitati membri di The Sentinels, Marcello 'SoftMelody' Fraioli (ex-chitarrista di Kim Squad, Circus Joy e delle one-man-band Spectra Electric e Sex Voto, tuttora attivo con gli Ain Soph), Paolo 'Paul Tastino' De Pascale, Flavio 'Ermes' Rivabella (già cantante dei Silent Pistols), Domenico 'Teknociccio' Vitucci (già attivo con gli industriali Gustoforte) e infine il polistrumentista Raffaele Cerroni (ex-membro del duo techno-pop Plastik Bros. e delle band sperimentali Blank Dolmen e Gruppo Folk Urbano Sperimentale Divisionista, membro attivo degli apocalittici Spiritual Front e leader storico dei neo-psichedelici Mushroom's Patience e della band ambient The Voluptuos Glutton's Madrigal, nonchè 'incarnazione' della one-man-band cosmica Domus Craf e della one-man-band Dither Kraf, alfiere di un folle rock italiano). Vera e propria live band, i VooDoo BarBeQue non riescono a stare lontani dai palchi romani: messi su una manciata di pezzi, eccoli proporre nei locali più sgangherati della capitale il loro punk'n'roll, qua e là venato di sonorità gotiche e nonsense-surf (inevitabili gli omaggi a Kingsmen e Trashmen).
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14/12/2005 13:23 - K.D.LANG Live by request
Concerto su richiesta. Lei in scena, il ...
K.D.LANG Live by request Concerto su richiesta. Lei in scena, il pubblico a chiedere questa o quella canzone. L'effetto in casi del genere può essare molto stimolante però che l'artista coinvolto possa contare su un repertorio adeguato. k.d.lang è fra le più intriganti performer del nostro tempo. E' canadese ma di educazione country e con lo spirito del country più delicato si è prima infilata nella torch song poi nell'easy listening da meditazione. Potevano essere voli pindarici e invece, grazie alla robustezza del soggetto, si sono rivelate scelte armoniose. Questa esibizione del 14 dicembre al John Jay College of Criminal Justice dell'Università di New York presenta caratteri teneri' e vigorosi al tempo stesso. Benché siano canzoni molto diverse, fra Summerfling e Constant craving il passo è breve perché l'organizzazione di fondo, ossia la motivazione artistica, è perfetta. E i classici, da Black coffee a Dont smoke in bed restano quel che erano, sono e saranno. «...so many hits, so little time...», sospira la cantante davanti al microfono scherzando sulla propria bravura, Che però è tanta.
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14/12/2005 13:23 - Reply-To: "giulia baldi"
To: LFO (low frequencies oscillation) Passarani Mark Bell ... Reply-To: "giulia baldi"
To: LFO (low frequencies oscillation) Passarani Mark Bell (musicista, e poi produttore di Bjork e dell'ultimo album dei Depeche Mode) e Gez Varley s'incontrano a metà degli anni '80: sono studenti di grafica a Leeds, e b-boys in opposte crew. Poi, influenzati da electro e hip hop, cominciano a creare la loro musica: sound di Detroit e di Chicago. Sono loro gli autori del primo singolo in assoluto per la Warp, LFO (una rivoluzione per il dancefloor), e di due album: Frequencies, il primo, capolavoro di cool acid-house e di electro di ascendenze hip hop (che li porterà ad essere richiesti per collaborazioni e produzioni da Plastikman come dalla r&s); Advance, il secondo, più techno, più dark, e altrettanto intrigante. Passarani è forse il musicista, dj e producer italiano di elettronica più stimato in ambito internazionale. ha suonato ai più innovativi festival in Europa, e non solo, e i suoi dischi sono inclusi in tutti i migliori cataloghi, dall'Inghilterra agli USA al Giappone. Nel catalogo Forced Exposure si legge: " il racconto di Passarani è una fusione di emozioni e dinamiche che spingono i limiti dell'hip hop, dell'electro, dell'industrial, del funk, della techno e dell'ambient verso una fusione poliritmica di musica innovativa [...] piena di idee nuove e ispirate". Inoltre la sua etichetta, la nature records/final frontier (per cui escono, tra gli altri, i jolly music) è tra le poche realtà discografiche italiane che coniugano qualità, ricerca, innovazione e capacità imprenditoriali, e che fanno di roma "one of the most productive and underestimated European City's of sonic influence". -
14/12/2005 13:23 - LIMANAQUEQUA – Carla danza in un’altra Romagna (Bob)
Il nome del ...
LIMANAQUEQUA – Carla danza in un’altra Romagna (Bob) Il nome del quintetto in dialetto lamense (Castel di Lama – AP) significa più o meno ‘strani animali’ e lo trovo simpatico ma anche molto evocativo, quasi al pari del titolo, poeticissimo perché riferito alla mamma del leader del gruppo, che era cesenate ed è scomparsa 5 anni fa. L’album, accompagnato da note brevi e felicemente esplicative, è invaso da un jazz cristallino, pudico e solare allo stesso tempo, godibilissimo. Una lucentezza che non perde nemmeno in brani più introspettivi come la bellissima Amalassunta e l’angelo ribelle (la mia preferita del mazzo) o Ballata triste (di Daniele di Bonaventura, uno dei pochissimi brani non composti dal chitarrista Roberto Zechini) che ha un’intro ed una coda parigine simili a quella che pervade la bellissima Modì di Vinicio Capossela e che Giuseppe Piccioni ha scelto per la colonna sonora del suo Luce dei miei occhi. Gran bella grafica, pulita, pressoché b&w e molto adatta al suono del gruppo (zeconio@libero.it).
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14/12/2005 13:23 - EQU (ex eku28) Gabriele, il bellissimo front-man dai lineamenti ...
EQU (ex eku28) Gabriele, il bellissimo front-man dai lineamenti anglosassoni scrive i testi e canta. Vanni, alle tastiere, scrive le musiche. Alessandro, Tommi, Roberto e Daniele suonano rispettivamente il basso, la batteria, la chitarra acustica e quella elettrica. L'esperienza di Sanremo 2005, sia dal punto di vista artistico che di marketing, è risultata un successone, la critica li ha accolti con ripetuti complimenti, gli spettatori li hanno richiesti insistentemente in tutte le radio italiane ed ora le richieste di concerti in tutta italia si sono moltiplicate. Proprio di concerti si parla, quando si parla del Click-Rock di Forlì, dove, venerdi 8 aprile, si esibiranno proprio gli Equ con il loro nuovo set live impreziosito da nuovi arrangiamenti vocali e strumentali - SUONANO: 25/5 Faenza Piazza 29/5 Predappio (FO) Piazza Ex Foro Boario 12/6 Forlì Concerto Forlì for the peace- INFO: D&D Comunicazione - VIA LOMBARDINI 4 - 20143 MILANO - Tel. 02-89420107 - Fax. 02-83240133 - E-mail: info@diedi.com - www.diedi.com











































































































