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14/12/2005 13:23 - CARMEN MIRANDA
La Realtà è Finzione
Negli Stati Uniti, nel periodo dell'anteguerra ...
CARMEN MIRANDA La Realtà è Finzione Negli Stati Uniti, nel periodo dell'anteguerra e durante tutto il secondo conflitto mondiale, il Musical è uno dei generi di incassoNe quindi di produzione cinematografica primari; tutti i grandi studi ne producono. Il Musical da della società americana una rappresentazione fantastica, volutamente disimpegnata e libera da qualsiasi preoccupazione contenutistica. Lo spettacolo per lo spettacolo, come sui vecchi palcoscenici di Broadway, fu portato sul grande schermo; alla cui visione poteva finalmente accedere un pubblico vastissimo e popolare. Si continuava così, spettacolarizzandola, una tradizione teatrale che aveva avuto sia in America che in Inghilterra (ma anche nel resto d'Europa) un forte seguito risalente al 1800; agli anni della rivista e dell' avanspettacolo. La ricerca del puro divertimento, legato comunque ai sentimenti, rappresenta una fuga dai problemi della realtà quotidiana. Lo sfarzo e la musica carezzevole sono consumati come antidoti contro il malessere sociale; la magnificenza visualizzata nei film come sogno di grandezza e di prosperità risulta consolatoria in un momento di grave crisi sia economica che morale. Nel Musical l'attore ha una vocazione e la esprime dal punto di vista narratologico realizzando il tema primario della commedia (l'amore conquistato) parallelamente al genere avventuroso (il successo conquistato). Il lavoro del recitare nel film non costa sforzo; vi sono impedimenti, ma essi sono sempre accidentali. Il Musical rappresenta l' arte in senso totale. É il segno di un s . . A. mondo in CUI t1nalmente la realtà è il film che coincide con il sogno, con il soprannaturale e con l'amore. Tutto il resto è mediocrità; quindi non vita. Il film è l'unica realtà: sublimata, lussureggiante di sentimenti e situazioni. Le storie sono casuali; inciampano con il susseguirsi delle emozioni e degli stati d'animo. Durante la narrazione del film non lSiso~gna seguire i presupposti narrativi, cioè l'intreccio, bensì i satelliti delle vicende quindi i sentimenti dei protagonisti. Finalmente nel Musical la verosimiglianza è il vero. ~"'9ty Derkelty, genio caleidoscopico, maestro del momento visivo, fa dei suoi spettacoli, che trascendono il tempo, lo spazio scenico e trasformano la classica accoppiata canzone più balletto in pure fantasie onirico-musicali, emancipandoli per la prima volta dal modello teatrale, i più luci Musicals di Hollywood. É lui il visionario visionatore di migliaia di ballerine che, zoomando incessantemente e muovendo la cinepresa dall'alto ai più piccoli particolari anatomici, scopre in un Musical ebbro e sfrenato del 1933 Carmen Miranda, subito denominata nonostante le minute dimensioni fisiche "The BrFiliall Bomb Shell". Regina eccessiva e stravagante della Radio, quando ancora essa costituiva l'unica forma di intrattenimento domestico per milioni di famiglie americane. Lei stessa, non soltanto i suoi folli cappelli composti da cascate di frutta esotica, copricapo umano sorridente mai sguaiato sulle miserie che la guerra Yankee stava consumando nel resto del mondo (le conseguenze monopolistiche in America Latina ed il successivo asservimento e strangolamento economico di questi che diventeranno sub-continenti ancora non si erano realizzate). Donna eccessiva e bizzarra, artista vulcanica, capace però (e questo si nota soprattutto nei brani musicali da lei cantati, dove lo scarto diventa sensibile) di una dolcezza infinita e di una presa di coscienza inimitabile. Testa di ponte tra il Nuovo Mondo e la sua tradizione ispanica oramai cancellata, fu usata dall'amministrazione Roosevelt per temperare le tendenze guachiste del Brasile e presentare sullo scenario mondiale un continente americano unito. La politica del buon vicinato non cancellò comunque i vecchi stereotipi sul popolo latineamericano, anzi li rese celebri proponendoli al pubblico dei Musicals. Dopo molte pellicole in Brasile, esordì nel '40 con la Fox in Notti Argentine, poi nel 'Al Una Notte a Rio e Tre Settimane fl'Agnore e nel 1943, il capolavoro di Busby Berkeley (;an«'~ alt Mere. In questo surreale e lussureggiante poema audiovisivo la bomba brasiliana fa sbocciare dal copri capo un'intera piantagione di banane, muovendosi a passo di samba e cantando Brazil (un classi co di Ary Barroso) all'interno di una audace, struggente e ridondante illusione ottica. Nel ' 47 in Copacabana, in un c o n fronto con un serissimo per una volta Groucho Marx, è lei a reggere le sorti del film. Nel 1955 i bisogni di consumo che erano primogenitura del musical si spaccano e si divaricano; da un lato, nel cinema prendono forma le nuove tendenze realiste di un'America che ha preso coscienza del proprio potere mondiale, mentre da un altro lato, con la nascita della TV, il puro intrattenimento seppur brillante si stabilizza n questo nuovo mezzo dl comunicazione. Ed è mentre stava registrando una di queste trasmissioni che Carmen muore a soli 46 anni. Breve volo di scapigliata e strabiliante fantasia non sottomessa, in un mondo che si stava schiudendo al grande banchetto TV idiota prossimo futuro. Oggi realizzato.
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14/12/2005 13:23 - DIANA MIRANDA
Diana Miranda è una brasiliana nomade che ha ...
DIANA MIRANDA Diana Miranda è una brasiliana nomade che ha trovato la sua casa in Europa. Una casa che ha però voluto arredare con i colori, i suoni e le tradizioni del suo paese d’origine. In questo modo la Miranda, cantante e performer, è partita dal suo attuale rifugio ginevrino per conquistare prima il vecchio continente e poi anche il resto del mondo, confezionando una musica piena d’influenze e ricca soprattutto di retaggi espliciti della tradizione culturale brasiliana. Un eccezionale mistura di samba e stili latini, di caldi ritmi africani e una significativa componente funk e jazz, che ha permesso al progetto artistico della Miranda di battere innanzitutto i palchi più prestigiosi della scena jazz europea. Nata a Joào Pessoa nello stato del Nordest, in Brasile, da una famiglia di musicisti, questa vocalist prorompente dalla foltissima capigliatura rosso fuoco è sbarcata a Ginevra nel 1988 e nella cittadina svizzera ha iniziato subito ad inserirsi nel circuito dei clubs e dei teatri. Nel 1992, in seguito al confortante riscontro di queste sue prime apparizioni, ha fatto uscire il suo primo album e l’anno seguente ha celebrato il primo vero miracolo della sua carriera accettando con entusiasmo l’invito rivoltole da Quincy Jones in persona di partecipare al concerto d’inaugurazione del “New Q’s” (Quincy Jones Hall) insieme a Hermeto Pascoal, Paralamos Do Successo e Margareth Menezes. Da questo momento in poi si può dire che la sua parabola professionale abbia ricevuto una spinta decisiva disegnando un’impennata sostanziale. Nel 1994 viene invitata ufficialmente al Montreux Jazz Festival, dove registra anche il suo secondo album (un live) e inizia una serie di tornite peregrinazioni all’interno del circuito dei più grandi festival jazz: a Vienna (dove apre il set di James Brown), in Germania (con Olodum, Gilberto Gil, Youssou N’Dour), in Francia, in Italia, in Portogallo, in Africa. L’occasione africana viene raccolta da Diana Miranda, come un’occasione per elaborare ed allargare il background stilistico del proprio orizzonte musicale. All’interno del “Brasil Back To Africa Tour”, Diana decide di cantare i temi in “duala” e in altri dialetti creoli, mentre la componente ritmica della sua performance si veste, anche grazie all’incontro con i fratelli Coulibaly, due ex percussionisti dei Farafina, delle più torride e roboanti ritmiche afro-brasiliane. Con un line up che ha trovato via via partners prestigiosi come Nanà Vasconcelos, Ray Barreto, Chico Science e comprende oggi anche sax, tastiere e una folta sezione ritmica, la Miranda trova in concerto, il suo “modo” privilegiato di comunicare attraverso la musica. Il suo è anche uno spettacolo visivo, laddove i movimenti e le pieghe immaginifiche della performances assumono un ruolo e una finalità importanti. Fusione di stili, di attitudini, di storie. E ambasciatrice del Brasile, emigrata nel cuore dell’Europa, per far sentire il pulsare dei ritmi d’oltreoceano attraverso “la voce suadente, di un’esotica sirena”.
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14/12/2005 13:23 - MIRANDA JULY
10 Million Hours A Mile (Kill Rock Star)
Più che ...
MIRANDA JULY 10 Million Hours A Mile (Kill Rock Star) Più che un disco di musica, "10 Million Hours A Mile", è un disco di parole; parole recitate, parole che si muovono in libertà, fra i solchi del vinile, parole che raramente si sposano con la musica e si trasformano in canzone. E' un disco da leggere, più che da ascoltare. La musica (quando non è sostituita da passaggi di pura sperimentazione) è usata solo come sfondo, lontana da tutto, lontana dalle parole, dalle storie che la signorina (only 22 year-old, please!) Miranda July ha deciso di raccontarci. Cantante, scrittrice, regista, attrice e hostess su simulatori di volo, miss Miranda, dopo un paio di singoli, usciti sempre su KRS, tenta la difficile carta del long-cd. Registrato negli ormai mitici studi Dub Narcotic, di proprietà di Calvin Johnson, "10 Million.." è un prodotto che difficilmente troverà un suo seppur piccolo spazietto in un paese come il nostro: così diverso da un qualsiasi disco di "rock", così difficile da leggere e da interpretare per chi non abbia un minimo di dimestichezza con l'inglese. Davvero un peccato dover rinunciare al fascino dei surreali racconti di questa eclettica tipetta americana a causa di stupidi problemi di comprensione. Non credete? Gianni Farina
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14/12/2005 13:23 - MIRANDA SEX GARDEN: "Fairytales of slavery"
Letteralmente disintegrati dalla critica ufficiale ...
MIRANDA SEX GARDEN: "Fairytales of slavery" Letteralmente disintegrati dalla critica ufficiale inglese ma oltremodo sostenuti dalle sterline pesanti di casa Mute, i londinesi Miranda Sex Garden cercano maggior fortuna nel resto d'Europa ed è così che si imbattono negli Einstuerzende Neubauten; da qui la collaborazione con Alexander Hacke (che produce questo lavoro) e F. M. Einheit. Album in cui trovano posto arie classiche, citazioni weilliane, incubi medievali, musica etno-ambientale, rigurgiti noise e visioni arcane. Le premesse non sarebbero male, ma le idee sono ancora in fase di lento graduale sviluppo. Ricordo, tuttavia, che dal vivo le canzoni (al pari del gruppo) erano molto più eccitanti e convincenti. E se soffrissi di allucinazioni...
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14/12/2005 13:23 - DJ Pandaj
aka Ferdinando Miranda
Nato nel 1972 e cresciuto nella ...
DJ Pandaj aka Ferdinando Miranda Nato nel 1972 e cresciuto nella periferia est di Milano. Diventa dj nel 1995 partendo dal territorio underground dei centri sociali (Dauntaun del Leoncavallo) per poi suonare nei club italiani più importanti (Bologna, Roma, Torino, Venezia, Jesi..). Nel 1992 entra attivamente nel gruppo di improvvisazione spoken word e funky-jazz chiamato Experimental che unisce musicisti, dj e reader. Come generi proposti Pandaj spazia tra selezioni jungle drum'n'bass ed abstract hip hop, mantenendo uno stretto contatto con le radici funk e jazz, accompagnando le esibizioni con raffinati scratch. Nei cinque anni di "gavetta" e carriera ha suonato assieme a Goldie, Dj Vadim, Fun'da'mental, Laika, Funky Porcini, Seba, Storm, Antipop Consortium e tanti altri. Nel 2000 iniziano le prime produzioni in collaborazione con il polistrumentista ed ingegnere del suono Andrea Libretti (aka Attila Canarinis). Il materiale è inedito, registrato SIAE ed al momento privo di contratti discografici
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14/12/2005 13:23 - MIRANDA è un trio (Piero Carafa suona il basso, Giuseppe ...
MIRANDA è un trio (Piero Carafa suona il basso, Giuseppe Caputo chitarra, voce e sampler, Nicola Villani batteria e rumori). Inizialmente la nostra musica è stata descritta come un post-rock chitarristico melodico e spigoloso. Di recente le nostre sperimentazioni ci hanno portato verso un blues bizzarro e ricercato... :::BIOGRAFIA::: Nel 1998 Pietro Mele (batteria) e Giuseppe Caputo (chitarra, voce) formano un duo di improvvisazione rumoristica. Provano nella sala prove della radio locale, Novaradio, dove conoscono Piero, bassista, che lavorava come dj. Piero usciva dall'esperienza con i Plaster, una ottima band di indie rock melodico fortemente influenzato dal Chicago sound. Dopo un po, nel 1999, si unisce al duo: è l'inizio dell'esperienza dei Miranda's Warn. E' l'incontro di due mondi musicali diversi, ma affini. Dal vivo Miranda tesse trame sonore che puntano dritte al cervello con un grande impatto sonoro. Le atmosfere proposte sono molteplici e spesso accavallate in un susseguirsi di pause, crescendi e aperture improvvise. Anche l'improvvisazione gioca un ruolo nel live, la libertà delle forme permette di destrutturare a piacimento i brani originali. - SUONANO: 28/4 @ Elettro+ - Firenze 29/4 @ San Sepolcro (AR) - MetaMultimedia 06/5 @ Orvieto - 13/5 @ Pistoia - Circolo Oh Chi Mihn 19/5 @ Bologna - (TBA) - INFO: label 055/7130239 - 329/0266474 - giuseppe - booking 0575/401087 - 339/8226107 - alez - www.fromscratch.it















































































