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14/12/2005 13:23 - ANOUSHKA SHANKAR/Anourag
Indovinate un po' di chi è figlia la diciottenne ...
ANOUSHKA SHANKAR/Anourag Indovinate un po' di chi è figlia la diciottenne Anouskha? Esatto, proprio del leggendario Ravi (era facile). E Anourag (raccolta di sei raga composti dal padre con apparizione del medesimo nell'ultimo) è già il suo secondo disco da titolare. Come? State dicendo che è una raccomandata? Certo senza alcun dubbio, specie in considerazione del fatto che per emergere nel concorrenziale mondo della musica classica indiana spesso non basta avere del talento. D'altro canto non è nemmeno il caso di esprimere giudizi affrettati. Perché se è vero che questo cd suona piuttosto ordinario e privo della benché minima sorpresa, non vorremmo, in considerazione della giovane età della titolare, che in futuro la figlia dovesse scontare troppo la fama dell'illustre genitore.
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14/12/2005 13:23 - GOPAL SHANKAR MISRA "Out of stillness"
Il Womad Festival di Londra ...
GOPAL SHANKAR MISRA "Out of stillness" Il Womad Festival di Londra è noto per essere il palcoscenico dove avvengono gli incontri degli artisti etnici che giungono da ogni parte del mondo. Al meeting del 1999 è arrivato per la prima volta da Benares nel nord dell'India il maestro Gopal Shankar Misra eccellente esecutore di vina (vichitra veena) lo strumento orizzontale a corde tipico della tradizione carnatica e antenato del sitar e dotato di sole sette corde, quattro per la melodia e tre per il ritmo e per il brusio di fondo. La peculiarità dello strumento è di essere simile alla voce umana e pizzicare le sue corde equivale ad emettere un canto lungo un intero disco di straordinaria melodia. Ottimo per la meditazione.
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14/12/2005 13:23 - E' uscita in Inghilterra la semiautobiografia di Ravi Shankar (semi ...
E' uscita in Inghilterra la semiautobiografia di Ravi Shankar (semi perché scritta a quattro mani con Oliver Craske) e intitolata 'Raga Mala'; nel libro, Shankar afferma di essere rimasto inorridito dalle esibizioni di Jimi Hendrix ("osceno e sacrilego") e degli Who ("piuttosto che ascoltarli era meglio scappare"), di come non apprezzava che l'Occidente tracannasse in un unico beverone modaiolo i vari elementi della cultura e della religione indiana (e su questo può aver ragione da vendere). Quanto ai Beatles, il musicista dice: "Non ero attratto dalla loro musica e facevo fatica a capire le parole che cantavano. (...) Quando ascoltai per la prima volta i loro tentativi pensai che si trattava solo di suoni strani suonati con un sitar". Cantandogliela per le rime si potrebbe dire che lui è solo un cazzo di indiano che suona delle gran rotture di coglioni con un affare che assomiglia all'uccello di John Holmes in versione puntaspilli. Ma poiché non sento mie siffatte affermazioni, mi limiterò a precisare, al 'mitico' Shankar, che queste cose poteva dirle quando i Beatles lo lanciarono, al punto da farlo vivere tuttora agiatamente negli States (luogo materialisticamente antipodico al Taj Mahal, tra l'altro) e, addirittura, di permettere anche al nipote di farsi conoscere in Occidente e di suonare e incassare i suoi bravi assegnetti. Riconoscenza non è dovuta ma coerenza, porcognacco, sì! Tutto questo sparare sul rock, che nervi... Ah: premio Von Masoch a George Harrison che ha scritto la prefazione.
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14/12/2005 13:23 - Shalil Shankar
Ambasciatore culturale itinerante Sitar alla mano, Shalil Shankar è ...
Shalil Shankar Ambasciatore culturale itinerante Sitar alla mano, Shalil Shankar è uno degli strumentisti più dotati di talento e popolari sulla scena della musica professionale odierna. Fin dall'infanzia la sua unica compagnia è stata la musica e l'arte. Dopo aver terminato la scuola, iniziò gli studi sullo strumento nel 1968 e continuò fino al 1990 e fu condiscepolo di George Harrison dei Beatles sotto l'insegnamento del famosissimo maestro Ravi Shankar. Shalil sulle orme del maestro continua a viaggiare in tutto il Mondo munito solo del suo Sitar e della convinzione che si possono abbatere le barriere di casta, di credo, di religione e di lingua attraverso il linguaggio universale della musica che fluisce da anima ad anima. Shalil Shankar è uno dei suonatori di Sitar più espressivi della generazione e dimostra un incredibile sicurezza melodica e tecnica nel comunicare Ragas complicati senza minima difficoltà, vedere le sue dita sui tasti del suo Sitar è come vedere un ragno tessere una ragnatela di musica eterica, qualcosa di magico è ricorrente nelle sue melodie e nell'ascoltarlo si riesce ad avere una pace interiore che manca nella nostra vita quotidiana.
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14/12/2005 13:23 - SPINESHANK
"Stricly Diesel"
Gli Spineshank erano destinati a coprire il vuoto artistico, ...
SPINESHANK "Stricly Diesel" Gli Spineshank erano destinati a coprire il vuoto artistico, lasciato dalla mancata scrittura dei System Of A Down. Con i Fear Factory, gli Spineshank sono l'espressione più avanguardista in casa Roadrunner. Ma al di là del coposcuola cybernetico Dino Cazares (loro scopritore e sempre attento ricercatore crossover), gli Spineshank vedono nel crossover una formula più Korniana (a tratti Korn dipendente) e modernista. Però, lungo il corso dell'album, si scopre che gli Spineshank hanno ancora una buona parte di strada da percorrere prima di poter operare in completa autonomia. Ci sono diversi buoni spunti di riflessione. Ma manca ancora la personalità vincente che trasforma un gruppo in una band definitiva. Ci sono le premesse per un prossimo grande album. Non di più per ora.
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14/12/2005 13:23 - SPINESHANK The Height Of Callousness
Ritornano con il secondo album i ...
SPINESHANK The Height Of Callousness Ritornano con il secondo album i protegè di Dino Cazares ed il netto miglioramento è evidente. Non è tanto la qualità ad essersi innalzata, quanto il tasso di originalità. Se infatti il primo lavoro soffriva di una certa vicinanza al modello industrial metal dei Fear Factory, ora l'uso dell'elettronica è più personale. Si vede che il gruppo ha lavorato sugli effetti rendendo il suono più vischioso, ma anche più intrigante, cercando al tempo stesso di alternare linee vocali morbide (New Desease ad altre più aggressive (Can't Be Fixed). Se aggiungiamo il fatto anche le chitarre sanno quando è il momento di picchiare e quando fare solo da contrappunto, abbiamo il quadro di un gruppo vario e sicuramente in crescita.
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14/12/2005 13:23 - SHANK Sounds of the Infected Sounds of the Infected primo ...
SHANK Sounds of the Infected Sounds of the Infected primo nostro cd in uscita finalmente a novembre avrà come collaboratore nella distribuzione in zona la FULLBLAST di Fabrizio Giannone, da alcuni anni importante punto di riferimento per molte bands del Salento e non. R.E.S.P.E.C.T. www.shank.it - SUONANO: 17/9 - "Festa della Birra" @ Vernole (LE) - INFO: Kick Promotion Agency, Via Nomentana, 113 - Roma 338/3191266 - www.kickagency.com











































































































