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14/12/2005 13:23 - ELECTRIC WIZARD Dopethrone
Che Electric Wizard siano formazione eccezionale nell'ambito dell'attuale ...
ELECTRIC WIZARD Dopethrone Che Electric Wizard siano formazione eccezionale nell'ambito dell'attuale 'stoner doom' lo dimostra il fatto che nonostante quattro anni di virtuale assenza dalle scene il loro status da culto sia levitato a livelli esponenziali. Di pari passo sono cresciute le aspettative per il terzo album atteso come un evento messianico dall'ormai lontano "Come My Fanatics" del '96. L'etichetta Rise Above esperta in 'stoners' più o meno reali giustifica i lunghi anni di forzato esilio con una drammatica e pittoresca serie di 'concause': incendi dolosi furti abuso di stupefacenti (ovviamente) e persino esperienze vicine alla morte... In realtà il silenzio dello Stregone Elettrico è stato spezzato da alcuni folgoranti episodi, il 10 Inch per la Man's Ruin "Chrononaut" e soprattutto il terrificante miniLP "Supercoven" (Bad Add) così violentemente trascendentale da far letteraimente paura e proprio questi rari ma impressionanti a salti che accentuavano il tono pesantemente psychedelico delle composizioni hanno giovato alla fama degli Electric Wizard mito underground per eccellenza. A ciò s'aggiunge la loro reputazione di personaggi pericolosamente 'reali': anche se non conosciamo gli sconfinamenti 'fuorilegge' ai quali allude la casa discografica è comunque noto che i tre musicisti hanno sempre sofferto l'isolamento nei dintorni di Dorset, una città provinciale senza sbocchi; hanno incarnato il ruolo di 'reietti della società' che li avrebbe incoraggiati nelle fughe verso altre dimensioni almeno sul piano musicale ed al contatto ravvicinato ad aspetti più inquietanti della vita reale (droga, disoccupazione, 'piccola' delinquenza, infatuazioni sataniste). Un quadro desolante che però trova una sorta di 'redenzione' artistica nella musica così Electric Wizard sono tornati in azione con un mini-tour inglese nel maggio '99 e lo sconquassante finale del loro concerto nella 'fatal dittà' di Birmingham è stato salutato dal fragore dei tuoni mentre all'esterno si scatenava la tempesta! Il 25 settembre 2000 è invece la data della rinascita discografica di Electric Wizard: con il terzo album reclamano quel "Dopethrone" che difficilmente gli può esser negato. Precisiamo che il power trio non è stato alterato dalle trascorse vicissitudini e ripresenta il leader Jus Oborn, chitarra e voce con il bassista Tim Bagshaw ed il drummer Mark Greening. Era lecito attendersi un radicale orientamento verso l'heawpsychedelia free-form prospettato da "Chrono-naut" e "Supercoven" invece "Dopethrone" cerca una forma di mediazione fra l'oppressivo 'space doom' di "Come My Fanatics" e l'assoluta carica allucinatoria degli ultimi 'Bad trips'... Oborn aveva ventilato qualche ipotesi di musica più accessibile drasticamente confutate da "Dopethrone", che rilancia una formazione incendiaria senza compromessi. Per gli Electric Wizard, la musica non è certo un 'gimmick' per seguire le 'tendenze' e l'iniziale "Vinum Sabbathi" è subito fottutamente ostile forgiata sull'insuperata pesantezza dell'unico gruppo che può reclamare l'eredità oltranzista di "Jerusalem" degli Sleep con rari momenti li 'liberazione' lisergica. Nella tetra "Funeralopolis" è evidente il perché Tim Bagshaw pretenda il ruolo di 'Lead bass' ma le outtakes più stupefacenti sono "Weird Tales", "Barbarian" e l'impressionante suggello di "Dopethrone". In esse si respira l'aria malsana e costantemente satura di tensione delle "Montagne della Follia" di H.P. Lovecraft che il gruppo invoca come grande ispiratore e la chitarra di Oborn, frammista al basso di Bagshaw genera vortici rabbrividenti di distorsione un coacervo stridente di suoni lancinanti senza uguali sferzati da una voce deturpata. Troppo eccessivi per le masse Electric Wizard restano sovrani indiscussi di innominabili riti underground.
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14/12/2005 13:23 - OPETH
Morningrise (Candlelight)
Gli Opeth, anche se non mi staccherei un dito ...
OPETH Morningrise (Candlelight) Gli Opeth, anche se non mi staccherei un dito per ogni singola nota che cavano dai loro strumenti (nel senso che almeno un paio di volte nell'album mi lasciano un pò interdetto), credo che siano musicisti dotati di talento autentico. Le loro composizioni si snodano tra decine di cambi ed intrecci sempre differenti ma non per questo ostici. Pensate che "Morningrise" contiene solo 5 brani la cui durata oscilla tra i 10.09 ed i 20.14 minuti e miracolosamente riesce a non appallarci (se penso agli altri gruppi che si sono misurati con queste lunghezze mi viene da sbadigliare!)... Certo non è da sentire quando state sollazzandovi con la vostra sbarba. Non avrebbe senso, questi brani ve li dovete ascoltare da soli, nel pi religioso silenzio, cercando di creare mentalmente immagini adeguate alla musica. Produzione favolosa! Per alcuni sarà il disco del 1996!
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14/12/2005 13:23 - OPETH "Blackwater Park"
Gli Opeth con Blackwater Park giungono alla quinta ...
OPETH "Blackwater Park" Gli Opeth con Blackwater Park giungono alla quinta prova del loro prospetto visionario e decadentista ed è impossibile non accorgersi di come anche questo nuovo affresco di maestose movenze epiche confermi l'inarrivabile genio degli svedesi. Blackwater Park assurge ad un singolare manifesto di intrecci death melodici e folk acustici capaci di recuperare a pieni polmoni l'intimismo espressionista di My Arms, Your Hearse, ma rispetto a quest'ultimo ne prodiga la sperimentazione psichedelica, sia nelle febbrili modulazioni death (The Drapery Falls, The Funeral Portrait) che nelle fragili incursioni acustico-Pink Floydiane (Harvest, Dirge For November). Questo sviluppo a ben vedere è significativo in quanto l'album è stato prodotto con la supervisione di Steve Wilson (Porcupine Tree).
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14/12/2005 13:23 - OPETH
Orchid (Candlelight)
Gothic heavy ometal per questi debuttanti che attingono tanto ...
OPETH Orchid (Candlelight) Gothic heavy ometal per questi debuttanti che attingono tanto dagli Iron Maiden quanto dagli ultimi Para~ dise Lost riuscèndo tuttavia a consegnarci un 0`la~ arorz3 personalissimo ed in grado di tenere sempre deaX la nostra attenzione tramite i continùi cambi di tempo e delle meloxdie & chitarra (strumento principe dell'intera operal). G*th, mi secca ammettere la mia ignoranza, ma è uÀ nome che mi giutwe del; tutto nuovo, Mh so nulla dei loro trascorsi (roba tipo demo, cambi di fonnazione ecc.?, tutte le mie im'pressioni si basano`Szsu ws`to '~0rchid ", un dis-& che è nuscito a sowrendermii nònostante non siiY>à uh noarellino. Finalmente una grande heavy rnetSband (erano anni ormai che ne aspettavo una!) da0 to che il generwe Xoramai mostrava grossi segni di stanca.
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14/12/2005 13:23 - OPETH - Traggono ispirazione ed influenza dall’heavy metal e dalla ...
OPETH - Traggono ispirazione ed influenza dall’heavy metal e dalla tradizione del rock “pesante delle band svedesi, gli Opeth, che devono il loro successo alla capacità, evidente soprattutto nelle esibizioni dal vivo, di saper prendere contemporaneamente diverse direzioni musicali. Peter Lindgren e Mikael Akerfeldt, entrambi chitarristi, hanno fatto di questa peculiarità il loro punto di forza e la nota distintiva delle loro performances. Nuove sonorità e influenze hanno caratterizzato i lavori successivi: “Still life” (1999) esprime una certa affinità con il prog-rock d’oltreoceano e “Blackwater Park” (2001) rivela una nuova attitudine all’heavy metal oscuro e psichedelico degli anni ’70. Nel 2002 esce il best seller "Deliverance", l'album che consente alla band di allargare il proprio raggio d’azione, gli fa vendere un copioso numero di copie nel mondo e li trascina il gruppo verso un lungo tour internazionale. Quest'anno esce Damnation, album registrato durante le sessions del precedente, e prodotto da Steven Wilson dei Porcupine Tree. Freschi della premiazione ai Sweden Grammy Awards si apprestano ora a intraprendere un nuovo tour europeo che li porterà al Motion di Zingonia per l’unica data italiana. LINE-UP: Peter Lindgren: chitarra; Mikael Akerfeldt: chitarra; Martin Mendez; basso; Martin Lopez; batteria; www.opeth.com - Info: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com















































































































































































































































































































































































































































































