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14/12/2005 13:23 - Soundtracks For Spoken Word: ENRICO FINK: "Lokshen" . cd - ...
Soundtracks For Spoken Word: ENRICO FINK: "Lokshen" . cd - Finalmente un disco italiano di klezmer music. Infatti con la parola "lokshen" (pasta, spaghetti) gli emigrati ebrei del Lower East Side di New York chiamavano ironicamente i loro vicini di Little Italy. Un ensemble formato da clarinet, baritone and tenor sax, guitar, percussion, voice ripercorre il viaggio di molti fra gli ebrei italiani ed europei attraverso la loro cultura e la loro storia. Un racconto in musica: la storia emblematica di una famiglia nei luoghi della diaspora, dove però si parlava lo yiddish, e dove fioriva, accanto a una ricca letteratura secolare, anche la musica klezmer.
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14/12/2005 13:23 - ENRICO FINK ˆ „Lokshen‰ [CD -Materiali Sonori]
Con la parola Lokshen ...
ENRICO FINK ˆ „Lokshen‰ [CD -Materiali Sonori] Con la parola Lokshen (pasta, spaghetti) gli emigrati ebrei del Lower East Side di New York chiamavano ironicamente i loro vicini di Little Italy. Un ensemble musicale e teatrale ripercorre il viaggio di un profugo ebreo e della sua famiglia, dalla Russia zarista di inizio Œ900 all‚Italia. Un racconto in musica: l‚incontro tra l‚ebraismo est europeo dello yiddish e del klezmer, e l‚assimilato ebraismo italiano di una comunità come Ferrara, che si avvicina inconsapevolmente allo scoppio della furia razzista di mezzo secolo. Queste sono le parole del retro copertina, che spiegano in modo sintetico ed efficace l‚intero percorso di questa opera. „Lokshen‰ è la colonna sonora di un racconto, di una memoria individuale e inevitabilmente collettiva. Insieme alla voce di Fink ci sono Amit Arieli al clarinetto, Stefano Bartolini al sax e Alessandro Francolini alla chitarra e ovviamente tutto il portato storico e culturale della musica klezmer, che come spiega saggiamente Moni Ovadia, nella presentazione del cd, è tornata insieme allo shteti, ai rabbini volanti di Marc Chagall, ai santi maestri Khassidici e insieme pullulano nell‚immaginario del prospero Occidente, quell‚Occidente che in tempi recenti li ha spinti nel buco nero dell‚annientamento. Quella di Fink si rivela un‚opera romantica, nel senso che scrive in terza persona il romanzo storico ed in prima persona l‚autobiografia lirica. E questi due modi della scrittura sono vincolati da una medesima ansia, dal bisogno di appartenenza ad una sfera storica in cui la singolarità si fonde con la collettività. Il quartetto dipinge diciotto quadri di un lirismo tragico e fiabesco, in cui la musica klezmer veicola umori ed impressioni a metà strada tra Oriente ed Occidente.
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14/12/2005 13:23 - ENRICO FINK
Lokshen (CD -Materiali Sonori)
Con la parola Lokshen (pasta, ...
ENRICO FINK Lokshen (CD -Materiali Sonori) Con la parola Lokshen (pasta, spaghetti) gli emigrati ebrei del Lower East Side di New York chiamavano ironicamente i loro vicini di Little Italy. Un ensemble musicale e teatrale ripercorre il viaggio di un profugo ebreo e della sua famiglia, dalla Russia zarista di inizio ‘900 all’Italia. Un racconto in musica: l’incontro tra l’ebraismo est europeo dello yiddish e del klezmer, e l’assimilato ebraismo italiano di una comunità come Ferrara, che si avvicina inconsapevolmente allo scoppio della furia razzista di mezzo secolo. Queste sono le parole del retro copertina, che spiegano in modo sintetico ed efficace l’intero percorso di questa opera. “Lokshen” è la colonna sonora di un racconto, di una memoria individuale e inevitabilmente collettiva. Insieme alla voce di Fink ci sono Amit Arieli al clarinetto, Stefano Bartolini al sax e Alessandro Francolini alla chitarra e ovviamente tutto il portato storico e culturale della musica klezmer, che come spiega saggiamente Moni Ovadia, nella presentazione del cd, è tornata insieme allo shteti, ai rabbini volanti di Marc Chagall, ai santi maestri Khassidici e insieme pullulano nell’immaginario del prospero Occidente, quell’Occidente che in tempi recenti li ha spinti nel buco nero dell’annientamento. Quella di Fink si rivela un’opera romantica, nel senso che scrive in terza persona il romanzo storico ed in prima persona l’autobiografia lirica. E questi due modi della scrittura sono vincolati da una medesima ansia, dal bisogno di appartenenza ad una sfera storica in cui la singolarità si fonde con la collettività. Il quartetto dipinge diciotto quadri di un lirismo tragico e fiabesco, in cui la musica klezmer veicola umori ed impressioni a metà strada tra Oriente ed Occidente.
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14/12/2005 13:23 - ENRICO FINK, LOKSHEN
Scrive Moni Ovadia nella prefazione al disco: "La ...
ENRICO FINK, LOKSHEN Scrive Moni Ovadia nella prefazione al disco: "La memoria ebriaca ha il compito di costruire il futuro degli ebrei. Quando ho incontrato per la prima volta Enrico Fink, alias Riccardo Rotstein, mi ha colpito per la grazia della sua ritrosia, poi è salito su un improvvisato palcoscenico per cantare una canzone e alle prime note quella scena minima ha preso fuoco, il profilo gloriosamente senita di quel giovane uomo si è illuminato e la sua figura alta e flessibile come un giunco si è mossa con quel pathos fervido che gli ebrei pii chiamano Kavanà. Per me che ho dedicato gran parte della mia vita a tentare con modeste forze di tessere qualche brandello di quell'infranto, l'incontro con lui rappresenta una piccola luce che illumina il nostro futuro..." Le canzoni yiddish sono palesemente frutto dell' ascolto delle fonti "dichirate" di Enrico Fink: il "maestro italiano" Moni Ovadia e i "maestri americani", Brave Old World e Klezmatics. "Lokshen" (pasta, spaghetti), così gli emigrati ebrei del Lower East Side di New York chiamavano ironicamente i loro vicini di Little Italy. Enrico Fink, Alessandro Francolini, Stefano Bartolini e Amit Arieli (che poi, nato in Israele, è "lokshen" solo in parte) hanno deciso di dare questo nome al proprio progetto musicale, tanto per mettere le cose in chiaro. Ma poi lokshen, come gran parte dei termini yiddish, ha anche un altro significato. Vuole dire storielle di poco conto, raccontini: e tale vuol essere, anche se affidata in gran parte alla musica klezmer (e non solo klezmer) la vicenda personale raccontata, musicata e cantata in questo album. Un ensemble musicale e teatrale ripercorre il viaggio di un profugo ebreo e della sua famiglia, dalla russia zarista di inizio '900 all'Italia. Un racconto in musica: l'incontro fra l'ebraismo est-europeo dello yiddish e del klezmer, e l'assimilato ebraismo italiano di una comunità come Ferrara, che si avvicina inconsapevolmente allo scoppio della furia razzista di mezzo secolo. Produzione di Le Vie Dei Canti - Le Officine Della Cultura
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14/12/2005 13:23 - ENRICO FINK il ritorno alla fede del cantante di jazz ...
ENRICO FINK il ritorno alla fede del cantante di jazz the jazz singer's return to faith with Amit Arieli, clarinet Stefano Bartolini, saxophones Arlo Bigazzi, bass, percussion, programming Enrico Fink, voice, flute, programming Alessandro Francolini, acoustic guitar Filippo Pedol, double bass Guglielmo R. Gagliano, programming featuring Orio Odori & la Banda Improvvisa Materiali Sonori CD maso 90137 Un viaggio che comincia con la musica delle comunità ebraiche italiane e termina in luoghi a volte inaspettati, a cavallo tra jazz, invenzioni elettroniche e tradizione. - www.enricofink.com ; SUONANO: domenica 2 agosto . AREZZO . Chiostro della Bicchieraia giovedì 11 agosto . BERTINORO (FORLI‚) sabato 6 agosto . POMPOSA (RAVENNA) . Abbazia di Pomposa domenica 21 agosto . PITIGLIANO (GR) . Piazza sabato 3 settembre - CASALE MONFERRATO . Sinagoga - INFO: MATERIALI SONORI 055/9120363 - 943888 - www.materialisonori.it
















































































