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14/12/2005 13:23 - LUCA CARBONI
Il Tempo Dell'Amore
Il cantautore bolognese apre questa antologia con ...
LUCA CARBONI Il Tempo Dell'Amore Il cantautore bolognese apre questa antologia con un brano (La Mia Ragazza) dedicato alla recente nascita del figlio. Ed è un fatto che sorprende e consola perchè non è così frequente, né facile, che le star riscoprano la naturale eccezionalità della vita. Da un punto di vista stilistico gli unici inediti (La Mia Ragazza e Il Tempo), non fanno eccezione nel percorso artistico di Carboni. Anch'essi propongono la classica miscela di elementi un po' imperscrutabili e un po' inconfondibili, con melodie suadenti e una cantabilità immediata, uniti a testi garbatamente romantici. Questi 18 brani sono la sintesi di una bella carriera che può vantare milioni di dischi venduti e una grande popolarità presso quel pubblico che era adolescente negli anni Ottanta che oggi è giunto, come Carboni alla maturità. E, magari anche alla paternità.
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14/12/2005 13:23 - LUCA CARBONI Luca
Sgombrare il campo dal pregiudizio. Sembra un'operazione facile, ...
LUCA CARBONI Luca Sgombrare il campo dal pregiudizio. Sembra un'operazione facile, e invece è soltanto facile a dirsi. Perché coltiviamo più dubbi che certezze, e a queste ultime restiamo aggrappati come Linus alla coperta. Eppure, in un'epoca in cui si consuma tutto e tutto in fretta, dove il tempo da dedicare al'ascolto è troppo poco e troppo casuale, liberarsi da certi preconcetti può procurare piacevoli sorprese. Accade, per esempio, con Luca, il decimo disco di Carboni, che arriva a due anni dall'antologico Il tempo dell'amore. L'idea che molti si erano fatti del bolognese, sin qui, è che fosse un talento discontinuo e fuori onda. Troppo leggero per l'iscrizione al club dei cantautori, troppo pesante per il consumo del mercato usa e getta del pop tricolore. Carboni era (e resta) un animale refrattario allo zoo, ma adesso si libera definitivamente da ogni zavorra inconscia, rinuncia a vestirsi di un sorriso forzato per piacere, e neppure si rifugia dietro il filtro dell'ironia, come spesso gli capitava. Luca è il suo primo disco, dall'esordio del 1984 di ...Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film, dove il primato della parola non viene messo in discussione neppure nello spazio d'una singola canzone. Carboni è cresciuto, e non solo come artista. Ha un figlio di due anni e mezzo, Samuele, che gli ha letteralmente cambiato l'esistenza, insieme alla soggettiva prospettica sul mondo. «Effettivamente questo è il mio primo album da padre, e non vorrei far discorsi buoni per Novella 2000 quando dico che, sia umanamente sia nel rapporto col mondo, tutto è cambiato». Meglio dirottare l'analisi, immediatamente, sulle differenti modalità di composizione. «Mentre scrivevo le canzoni ho avuto il flash di mettere la musica al servizio delle parole, insieme all'idea di recuperare strumenti più tradizionali e una band di esseri umani, senza tanti artifici di campionamenti. In passato piegavo i testi alle esigenze del suono, e finivo per ingabbiarli. Stavolta li ho lasciati liberi d'evolversi». E allora, il Carboni del nuovo ciclo si cimenta con una scrittura da cantautore fatto e finito, usando armi dello spirito tutte accentate sulla A: sensibilità, semplicità, profondità. Virtù distribuite con intelligenza anche in brani apparentemente consueti, adottando titoli come Ti amo davvero o L'amore non lo sa ("Forse l'amore non sa niente/ non ha letto un libro mai/ forse non è mai andato a scuola non sa la storia/ nemmeno da che parte sta/ forse l'amore non lo sa/ forse l'amore non sa parlare/ sa dire solo sì o no/ non sa nemmeno che deve avere se deve dare/ o se invece basta già...") che invece fendono come un trinciapolli l'infinita antologia dei luoghi comuni italioti. Ma gli episodi che meglio rivelano il "new deal" carboniano vengono alla fine, con la notevole "talkin' song" sociale I problemi della gente e l'omaggio ai maestri di Stellina (dei cantautori), densa di citazioni trasparenti.
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14/12/2005 13:23 - LUCA CARBONI ha una voglia autentica di suonare. Dal vivo: ...
LUCA CARBONI ha una voglia autentica di suonare. Dal vivo: «...E’ tanto tempo che non faccio un lungo tour e ho voglia di tornare nelle città che conosco bene e mi piace la possibilità che mi da questo tour di arrivare in posti in cui, addirittura, non ho mai cantato...». In effetti sarà anche un tour che, con un pizzico di originalità, percorrerà anche lunghi tratti d’Europa in quanto, oltre alle località italiane, secondo un normale criterio di distanze e date, esso si inoltrerà anche in vari paesi europei. Un continuo superamento di confini che, insieme alla circolazione dell’Euro, sottolinea una volta di più la consapevolezza della nuova, collettiva, ormai acquisita, cittadinanza europea. Per quanto riguarda la tipologia del tour, la scelta di privilegiare i teatri si rivela pertinente con l’atmosfera di questo suo nuovo progetto musicale. Quasi indispensabili, perché «...i teatri sono spazi in cui è possibile avere una buona acustica... dove riuscirò anche, in alcuni momenti, a mettermi al pianoforte... oppure vivere alcuni momenti acustici solo con le chitarre...». In essi, l’intima energia delle canzoni del nuovo disco si alternerà «...alle canzoni del passato, anche quelle che non suono da tempo nei concerti, ma che penso possano rendere molto bene nella dimensione acustica/elettrica...». Il compito di liberare la sotterranea tensione rock delle sue ballate, macinando suono, atmosfera, spessore e impastando emozione e tecnica, è affidato alla “live band” di sempre: ANTONELLO GIORGI alla batteria, IGNAZIO ORLANDO al basso, FABIO ANASTASI al pianoforte e alle tastiere, MICHELE VANNI alle tastiere e alle chitarre, MAURO PATELLI alla chitarra. LUCA CARBONI sta pensando «...ad un concerto molto "puro", l’idea è di suonare tutto dal vivo, senza “macchine e computer”. Non cerco nemmeno effetti speciali e grandi scenografie, penso ad un gioco di passaggi tra il bianco ed il nero, a una che accenda il palco e, simbolicamente “guidi” la nostra creatività, la nostra musicalità.. anche se, fino alle prove generali può sempre succedere che ci siano nuove idee, sorprese e cambiamenti!»


































































