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14/12/2005 13:23 - Chris Cutler & Fred Frith (Gran Bretagna)
Personaggi chiave delle musiche ...
Chris Cutler & Fred Frith (Gran Bretagna) Personaggi chiave delle musiche innovatrici, gli inglesi Chris Cutler e Fred Frith sono stati insieme innanzi tutto come batterista e chitarrista degli Henry Cow, il gruppo che negli anni settanta meglio ha rappresentato il legame tra rock e sperimentazione, tra musica e società, tra rigore e lirismo. Anche dopo la fine di quell'esperienza i due hanno spesso incrociato il proprio cammino - per lo più all'interno di progetti legati alla composizione o alla moderna forma canzone, come Art Bears, Domestic Stories e il recentissimo Science - destinando agli episodi di dialogo a due la più aperta e avventurosa esplorazione sonora, facendone tappe originali e illuminanti nell'evoluzione dei rispettivi strumenti. A vent'anni dalla pubblicazione del primo storico album, registrato tra Praga e Washington, il duo compie ad aprile la sua prima serie di concerti in Italia.
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14/12/2005 13:23 - CHRIS CUTLER & FRED FRITH (Regno Unito)
Personaggi chiave delle musiche ...
CHRIS CUTLER & FRED FRITH (Regno Unito) Personaggi chiave delle musiche innovatrici, Cutler e Frith sono stati insieme innanzi tutto come batterista e chitarrista degli Henry Cow, il gruppo che negli anni settanta meglio ha rappresentato il legame tra rock e sperimentazione, tra musica e società, tra rigore e lirismo. Dopo quell'esperienza i due non hanno certo smesso di incrociare il proprio cammino, ritrovandosi anzi di frequente all'interno di progetti legati alla composizione o alla forma canzone - come Art Bears, Domestic Stories, Tense Serenity e il recentissimo Science - destinando però agli episodi di dialogo a due la più aperta e avventurosa esplorazione sonora, facendone ogni volta tappe originali e illuminanti nell'evoluzione dei rispettivi strumenti. A distanza di vent'anni dal primo storico album, registrato tra Praga e Washington, il duo compie ad aprile il suo primo tour in Italia. Discografia: Live in Prague & Washington (1979, rist. cd con l'aggiunta di Moscow, 1989), Re:duo (1979), Live Vol. 2 (1994), Aa.Vv. The ReR Quarterly, Vol. 4 No. 1 (1994)
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14/12/2005 13:23 - CHRIS CUTLER / FRED FRITH 2 Gentlemen In Verona
Non sappiamo ...
CHRIS CUTLER / FRED FRITH 2 Gentlemen In Verona Non sappiamo se parte del merito sia da attribuire all'aria di Verona, l'armamentario è quello usuale (chitarre e voce per Frith, batteria acustica ed elettrificata per Cutler più qualche altro aggeggio) com è usuale il telepatico rapporto esistente tra musicisti che si frequentano da circa trent'anni, fatto il confronto con i lavori incisi in precedenza c'è qui una certa nuda semplicità - nel senso di limpidezza - che affascina. Una disinibita improvvisazione dalle continue sorprese, dove fa capolino un Bo Diddley beat, passano melodie reicheliane, si entra spavaldamente in territori che diremmo quasi kraut, si cita un'aria da cornamuse scozzesi e alla fine si va a parare in un gustosissimo blues. Frith lo sappiamo quando vuole è sempre Frith; ma interazione a parte, è il lavoro di Cutler che ci pare valere tutto il disco (e non ci rivolgiamo solo ai batteristi!), da fragorose tessiture quasi industrial a momenti di puro drumming tribale non escludendo le occasioni in cui il musicista si limita a tenere il tempo come nel già citato blues finale. Si aggiunga una registrazione di coinvolgente nitideza curata da Sergio Amadori. Riesce difficile immaginare un ascoltatore al quale non consiglieremmo la frequentazione di 2 Gentlemen In Verona; chi ama un certo rock statunitense - dalle parti del Gorge Trio e assimilabili - metta pure l'amplificatore a palla.
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14/12/2005 13:23 - Fred Frith è nato in Inghilterra nel; 1949. Ha iniziato ...
Fred Frith è nato in Inghilterra nel; 1949. Ha iniziato a prendere lezioni di violino all'età di 5 anni, e succes:sivamente ha appreso i primi rudimenti di pianoforte da autodidatta; ha cantato nel coro della chiesa e suonato nell'orchestra della scuola, finché all'età di 13 anni si dedica alla chitarra. Segue un periodo di esplorazione di tutte le possibili forme di tecnica chitarristica, da The Shadows a Villa-Lobos, passando attraverso il Blues e il Flamenco. L'amicizia con un compagno di scuola jugoslavo, che gli insegna le musiche del suo paese, gli trasmette l'interesse per la musica dei paesi baicaniGi. Nel 1968 Fred Frith partecipa alla fondazione del gruppo HENRY COW, un influente collettivo rock che contribuisce alla sua formazione politica oltre che musicaie. Durante dieci anni di vita il gruppo incide numerosi dischi e fa molte tournée in tutta Europa. Da allora Frith ha condotto una doppia vita musicale: come improvvisatore e come compositore e autore di canzoni. Come improvvisatore egli ha tenuto centinaia di concerti sia come solista, con strumenti "fatti in casa", che con grandi ensemble come la COMPANY di Derek Bailey o 2.000 STATUES di Eugene Chadbourne . Guitar Solo, inciso nel 1974, rimane una pietra miliare nella storia di questo strumento. La formazione preferita da Fred Frith rimane cornunque il duo: suona con una certa continuità con Han Bennink, John Zorn, Tim Hodgkinson, Bob Ostertag ma anche in trio con Mark Dresser e Ikue Mori. Anche come compositore, Fred Frith svolge un'ampia gamma di attività. Scrive 3 album di canzoni su liriche di Chris Cutler (ART BEARS), numerosi pezzi per altri gruppi (CURLEW, AKSAK MABOUL, MATERIAL), collabora a progetti quali SKELETON CREW, con Tom Cora e Zeena Parkins, MASSACRE con Bill Laswell e Fred Maher, ed incide con Henry Kaiser, René Lussier e Ferdinand Richard Le sue ossessioni emergono negli LP Gravity, Speechless, e Cheap at HaJf the Price. Inoltre, gli vengono commissionate musiche per balletto e teatro (insèrite in parte in The Tecnology of Tears), e diverse colonne sonore per il cinema. Molto richiesto come strumentista, Frith partecipa all'incisione di decine di album facendo tournée con regolarità nei contesti più diversi. Attualmente è il bassista del gruppo NAKED CITY di John Zorn. Il suo gruppo KEEP THE DOG si costituisce nel 1989 allo scopo di eseguire selezioni dei suoi lavori degli ultimi 15 anni. Nel 1990 trascorre sei mesi in Francia dove compone un opera con il regista teatrale Fran,coisMichel Pesenti e sedici gi0vani musicisti di Marsiglia Da questo progetto è nato il gruppo Que d'la Gueule. Fra i lavori più recenti vi sono Long on Logíc e Freedom in Fragments per il Rova Saxophone Quartet, The As Usual Dance Towards the Other Flíght To What Is Not, un pezzo per quattro chitarre, Alíies per la coreografia di Bebe Miller, The Previous Evening per la coreografa Amanda In Memory in collaborazione con la poetessa Sara Miles e il regista Pierre Hébert, commissionato dalla Brooklyn Academy of Music, e Pacifica, della durata di un'ora per l'ensemble Eva Kant. Il quartetto d'archi Lelekovice è stato presentato per la prima volta nel 1991 e da allora è stato molto eseguito. E ancora:The Guitar Quartet (con René Lussier, Nick Didkovsky e Mark Howell), Stone, Brick, Glass, Wood, Wire (partiture grafiche per un ensemble fino a 21 musicisti), e Portraits d'lnconnus, un'installazione ideata insieme alla pittrice parigina Béatrice Turquand d'Auzay. Fred Frith è il soggetto del film documentario di Nicolas Humbert e Werner Enzel "Step Across the borderl'.
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14/12/2005 13:23 - FRED FRITH & CHRIS CUTLER
Fred Frith : chitarra, basso
Chris Cutler ...
FRED FRITH & CHRIS CUTLER Fred Frith : chitarra, basso Chris Cutler : batteria, percussioni, elettronica Personaggi chiave delle musiche innovatrici, gli inglesi Chris Cutler e Fred Frith sono stati insieme innanzitutto come batterista e chitarrista degli Henry Cow, il gruppo che negli anni settanta meglio ha rappresentato il legame tra rock e sperimentazione, tra musica e società, tra rigore e lirismo. Anche dopo la fine di quella esperienza i due hanno spesso incrociato il loro cammino (per lo più‚ all'interno di progetti legati alla composizione o alla moderna forma canzone, come Art Bears, Domestic Stories, Timescales e il recentissimo Tense Serenity) destinando agli episodi di dialogo a due la più aperta e avventurosa esplorazione sonora, facendone tappe originali e illuminanti nell'evoluzione dei rispettivi strumenti. A vent'anni dal primo storico album, registrato tra Praga e Washington, il duo sarà in Italia il prossimo Aprile con una breve serie di concerti da non mancare. Chris Cutler Negli anni settanta fa parte del gruppo sperimentale inglese Henry Cow, con il qualre rimane fino allo scioglimento, nel 1978. In seguito partecipa alla fondazione dei gruppi Art Bears, News from Babel, Cassiber e The (EC)nudes. Lavora regolarmente con Lindsay Cooper al progetto Oh, Moscow, con Jon Rose a Shopping e con l'autore di canzoni Peter Blegvad. Inoltre è membro permanente dei gruppi americani Pere Ubu, Hail e The Wooden Bird. Altri progetti ai quali ha collaborato: The Residents (USA), Aqsak Maboul (Belgio), Gong (FR), Duck and Cover, Les quatre Guitaristes de l'Apocalypso Bar e il trio Lussier/Derome/Cutler (Canada). The Kalahari Surfers (Africa), Perfect Trouble (Ger), Between (Svezia), La 1919 (Italia), Telectu (Portogallo), Mieku Shimuzu (Jap), The Work (GB), The man in the elevator di Goebbels/Muller, oltre a numerosi progetti e tournée con Fred Frith. Chris Cutler è conosciuto come improvvisatore in molti contesti, nell'ambito del rock sperimentale, come musicista jazz, e nell'ambito della musica contemporanea (recentemente ha inciso ed eseguito partiture del compositore tedesco Lutz Glandien; inoltre ha da poco completato l'incisione di un disco di canzoni elettro-acustiche). Cutler è anche noto come scrittore di testi, per progetti suoi o di altri. Gestisce la casa discografica e di distribuzione indipendente ReR/Recommended, da lui fondata nel 1978. E' redattore della rivista Rer Quarterly New Music Magazine. Inoltre è l'autore del testo teorico File Under Popular e di articoli pubblicati in tutto il mondo. Ha inciso 75 dischi e CD ed ha compiuto tournée in tutta Europa, in America del Nord e del Sud e in Giappone. Inoltre tiene conferenze sulla teoria musicale e su argomenti affini. Fred Frith Fred Frith è nato in In ghilterra nel 1949. Ha iniziato a prendere lezioni di violino all'età di 5 anni e, successivamente ha appreso i primi rudimenti di pianoforte da autodidatta, ha cantato nel coro della chiesa e suonato nell'orchestra della scuola, finchè all'età di 13 anni si dedica alla chitarra. Segue un periodo di esplorazione di tutte le possibili forme di tecnica chitarristica, dagli Shadows a Villa-Lobos, passando attraverso il blues ed il flamenco. L'amicizia con un compagno di scuola Jugoslavo che gli insegna le musiche del suo paese, gli trasmette l'interesse per le musiche dei paesi balcanici. Nel 1968 Frith partecipa alla fondazione del gruppo Henry Cow, un influente collettivo rock che contribuisce alla sua formazione politica oltre che musicale. Durante dieci anni di vita il gruppo incide numerosi dischi e fa molte tournée‚ in tutta Europa. Da allora Frith ha condotto una propria vita musicale come improvvisatore e come compositore e autore di canzoni. Come improvvisatore ha tenuto centinaia di concerti sia come solista, con strumenti "fatti in casa", che con grandi ensemble come la Company di Derek Bailey o 2000 Statues di Eugene Chadbourne. Guitar Solo, inciso nel 1974, rimane una pietra miliare nella storia di questo strumento. La formazione preferita di Fred Frith rimane comunque il duo: suona con una certa continuità con Han Bennink, John Zorn, Tim Hodgkinson, Bob Ostertag, ma anche in trio con Mark Dresser e Ikue Mori. Anche come compositore, Fred Frith svolge un'ampia gamma di attività. Scrive 3 album di canzoni su liriche di Chris Cutler, numerosi pezzi per altri gruppi (Curlew, Aksak Maboul, Material), collabora a progetti quali Skeleton Crew, con Tom Cora e Zeena Parkins, Massacre con Bill Laswell e Fred Maher, ed incide con Henry Kaiser, René Lussier e Ferdinand Richard. Le sue ossessioni emergono negli Lp Gravity, Speechless e Cheap at Half the Price. Inoltre gli vengono commissionate musiche per balletto e per teatro (inserite in parte in The Technology of Tears), e diverse colonne sonore per il cinema. Molto richiesto come strumentista, Frith partecipa all'incisione di decine di album facendo tournée‚ con regolarità nei contesti più diversi. Attualmente è il bassista del gruppo Naked City di John Zorn. Il suo gruppo Keep the Dog si costituisce nel 1989 allo scopo di eseguire selezioni dei suoi lavori degli ultimi 15 anni. Nel 1990 trascorre sei mesi in Francia dove compone un'opera con il regista teatrale Francois-Michel Pesenti e sedici giovani musicisti di Marsiglia. Da questo progetto è nato il gruppo Que D'la Gueule. Fra i lavori più recenti vi sono Long on Logic e Freedom in Fragments per il Rova Saxophone Quartet, The Usual Dance Toward the Other Flight To What Is Not, un pezzo per 4 chitarre, Allies per la coreografia di Bebe Miller, The Previous Evening per la coreografia di Amanda Miller, In Memory in collaborazione con la poetessa Sara Miles e il regista Pierre Hebert, commissionato dalla Brooklin Academy of Music e Pacifica, della durata di un'ora per l'ensemble bolognese Eva Kant. Il quartetto d'archi Lelekovice è stato presentato per la prima volta nel 1991 e da allora è stato molto eseguito. E ancora: The Guitar Quartet (Con Lussier/Didkovski/Howell), Stone, Brick, Glass, Wood, Wire (partiture grafiche per un'ensemble fino a 21 musicisti), e Portraits d'Inconnus, un'installazione ideata insieme alla pittrice parigina Beatrice Turquand d'Auzay. Fred Frith è il soggetto del film documentario di Nicholas Humbert e Werner Henzel "Step Across The Border".
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14/12/2005 13:23 - FRED FRITH & HENRY KAISER
Friends & Enemies (Cuneiform)
All’incirca nel ’78 ...
FRED FRITH & HENRY KAISER Friends & Enemies (Cuneiform) All’incirca nel ’78 Frith si era trasferito a New York (in quell’anno aveva partecipato allo Zu Festival, a cui avevano preso parte anche Daevid Allen e i Material), e aveva cominciato a collaborare con i nuovi nomi della nascente scena “post-improvvisativa” (nel ’79 partecipò all’LP di Chadbourne The English Channel, con Zorn, Beresford, Horvitz, Cora, Ostertag ecc.). Di quell’anno è anche lo storico incontro con uno dei primi “improvisatori radicali” in America, Henry Kaiser; che come Frith (come abbiamo visto da tanti anni), e i Chadbourne e Zorn suoi contemporanei, era però insofferente alla assurda dicotomia tra musica improvvisata e composta (che ancora persiste in tanti musicisti europei: non esistono composizioni di Parker o Bailey, ad esempio, e neanche loro sovraincisioni in studio, ci pare), e Kaiser dopo i primissimi dischi recupererà presto le sue radici rock (già in parte del bellissimo doppio Aloha su Metalanguage). Il loro primo LP in duo fu With Friends Like These, completamente improvvisato (ma alcuni brani sembrerebbero usare la sovraincisione), dal linguaggio frastagliato e astratto; molto belli i rallentati sfregamenti diBlack Glass, l’unisono sibilante di Three Languages, e Third Rail con sparse note di piano coperte da un impressionante caos metallico degno dei primi AMM. Complementare il secondo incontro di Who Needs Enemies, dell’83, tutto di composizioni e con uso di drum machine programmata in modo alquanto irregolare (era la allora usatissima Linn Drum) e di altri strumenti (marimba, violino, Casio per Frith). All’epoca colpì moltissimoThe Golden Eighties , con la sua struttura complessa, invece ancor migliore è Everyday Objects, dallo stupendo andamento bislacco di piccole percussioni dal suono di barattolini o orsetti-batteristi-giocattolo (molto alla Ikue Mori, che però allora non aveva ancora adottato le drum machine), più ritmo saltellante para-reggaeggiante in controtempo, e piccoli tocchi di note “piegate”;The Kirghiz Light procede con un’ampia scansione di piano, violino, Casio in eco, melodia nota per nota della chitarra, più i fraseggi staccati di altre due chitarre ai lati; Roy Rogers ha pazzeschi assoli “sincretici” di Kaiser su un tappeto di marimba e di drum machine; Wool and Water è folkeggiante, con marimba caraibica e violino. Ma capolavori assoluti sono i due blues di Skip James che aprivano e chiudevano la prima facciata dell’LP, suonati dai due con chitarre acustiche: semplicemente imperdibili. La riedizione su due cd ha consentito generose bonus track: un intero album (40 minuti) registrato dal vivo nell’84, e mezz’ora di nuovi duetti in studio registrati (nello stesso studio dei primi Lp e con lo stesso engineer, Oliver DiCicco) nel ’99! I concerti dell’84 sono molto buoni, usano sempre la drum machine e (ci pare) effetti più digitalizzati di Kaiser; quelli del ’99 come prevedibile usano un linguaggio più asciutto, e (sorprendentemente?) con discreti momenti. (Cuneiform, c/o ADN o Megatalogo, o PO Box 8427, Silver Spring, Maryland, 20907-8427 Usa / http://members.aol.com/Cuneiform2/cuneiform.html)
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14/12/2005 13:23 - Fred Frith Final
per chitarra elettrica e orchestra
solista: Fred Frith - ...
Fred Frith Final per chitarra elettrica e orchestra solista: Fred Frith - chitarra elettrica Lindsay Cooper Oh Moscow Suite in cinque movimenti per due voci e orchestra Lovers Curtain Descending Prayer Forgotten Fruit Oh Moscow solisti: Maggie Nicols e Phil Minton - voce ospiti: Chris Cutler - batteria e John Edwards - contrabbasso testi di Sally Potter, arrangiamento per orchestra di Veryan Weston con la collaborazione di Lindsay Cooper “Ho desiderato di scrivere un pezzo sull’Europa per anni, e chiesi a Sally Potter se avesse avuto voglia di collaborare. Mentre stava lavorando al film Orlando in Unione Sovietica (durante l’era di Gorbachev, quando i radicali mutamenti che di lì a poco avrebbero scosso il paese stavano già manifestandosi), le venne l’idea di scrivere un ciclo di canzoni intitolato Oh Moscow lavorando con me come compositrice. L’approccio di Sally è sempre stato assai lirico: ella desiderava osservare gli aspetti emotivi e psicologici della divisione dell’Europa. Più tardi feci un arrangiamento strumentale di “Lovers” per il gruppo di sassofonisti francesi L’Orpheteon. Essi rimasero alquanto sorpresi quando spiegai loro che “Lovers” non è una tradizionale canzone romantica, ma una esplorazione della divisione dell’Europa come metafora per la separazione e la perdita di qualsiasi genere. Durante la prima dozzina di esecuzioni di Oh Moscow, Sally cantava il brano con Phil Minton. Quando cominciò ad essere troppo impegnata con il proprio lavoro di regista, chiesi a Maggie Nicols di prendere il suo posto. Veryan Weston (che sostituì Elvira durante la visita del gruppo in Unione Sovietica) ha fatto nuovi arrangiamenti per varie canzoni in occasione del concerto dato insieme a Phil, Maggie e al gruppo da camera contemporaneo Gemini allo ICA di Londra, e ha inoltre fatto l’arrangiamento orchestrale che ascolterete questa sera.” Lindsay Cooper
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14/12/2005 13:23 - Fred Frith
Nato nel 1949, nello Yorkshire.
Le prime esibizioni di Fred ...
Fred Frith Nato nel 1949, nello Yorkshire. Le prime esibizioni di Fred avvengono nell’ambiente dei folk club britannici. Da questa esperienza e da quella con il gruppo Henry Cow, costituitosi nel 1968 e destinato a una certa notorietà nel circuito indipendente europeo, deriva la sua disponibilità a cimentarsi nei campi più svariati, come la sua costante inclinazione per il lavoro collettivo e la tendenza ad affrontare la composizione dalla prospettiva di un improvvisatore e viceversa. Dopo lo scioglimento degli Henry Cow, nel 1978, Frith si trasferisce a New York, dove entra in contatto con molti dei musicisti con i quali da allora ha collaborato regolarmente, fra cui John Zorn, Tom Cora, Bob Ostertag, Zeena Parkins e Ikue Mori. I quattordici anni trascorsi a New York hanno dato vita a gruppi quali Massacre, Skeleton Crew, Keep the Dog e Guitar Quartet, quest’ultimo ancora in attività. Negli anni ‘80 ha cominciato a comporre per la danza, il cinema e il teatro, un’attività che sarebbe poi sfociata nelle composizioni per ROVA Sax Quartet, Ensemble Modern, Asko Ensemble, e numerosi altri gruppi. Ha realizzato diverse composizioni di ampio respiro, come Pacifica per l’Eva Kant ensemble di Bologna, formato da 20 elementi, Impur per 70 musicisti e un pubblico itinerante, risultato della residenza di due anni alla Ecole Nationale de Musique di Villeurbanne, Helter Skelter il lavoro di sei mesi di residenza a Marsiglia con giovani musicisti rock disoccupati, e Stone, Brick, Glass, Wood, Wire basato su alcune sue partiture (foto)grafiche, ed eseguito in varie occasioni da diversi ensemble formati per l’occasione. Forse Fred è più noto nel mondo come chitarrista improvvisatore (ha inciso il primo disco in solo nel 1974 e da allora ha suonato innumerevoli volte con gruppi fissi e occasionali; fra i musicisti con cui attualmente collabora ci sono Ikue Mori, Chris Cutler e John Zorn). Ma si è esibito in svariati altri contesti, suonando il basso nei Naked City di John Zorn, il violino nella Looping Home Orchestra di Lars Hollmer, e la chitarra in moltissime incisioni, da quelle dei The Residents e di René Lussier a quelle di Brian Eno e Amy Denio. Fred Frith è il protagonista del film-documentario di Nicolas Humbert e Werner Penzel Step Across the Border, vincitore di numerosi premi. Ha scritto saggi sulla musica, è stato tra i fondatori dell’etichetta discografica Rift, insegna e conduce workshop in tutto il mondo. Vive in Germania con la fotografa Heike Liss e i loro figli Finn e Lucia. Compare in più di 250 dischi.
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14/12/2005 13:23 - FRED FRITH
The Previous Evening (ReR)
Menzionavamo sopra Fred Frith: il Nostro ...
FRED FRITH The Previous Evening (ReR) Menzionavamo sopra Fred Frith: il Nostro da ormai otto-dieci anni sta deludendo i suoi fan (il film/cd Step Across the Border del '90 era stato il suo ultimo lavoro del tutto convincente, ed era composto da brani per metà già editi, il che porta indietro il conto a The Technology of Tears dell'88). Questo The Previous Evening è in effetti il suo penultimo cd, essendo da poco uscito anche Pacifica su Tzadik (una composizione, almeno a giudicare dalla versione presentata in prima a Bologna nel '94, semplicemente disastrosa); registrato per la danza tra il '93 e il '96, è diviso in tre parti, dedicate rispettivamente a John Cage, Morton Feldman ed Earle Brown; la prima, di gran lunga migliore, di Cage riprende anche i metodi di composizione casuale, usati per determinare il taglio dei nastri, la struttura degli eventi e le dinamiche del pezzo, che come materiali principali comprende frammenti recitati da Silence, brevi citazioni da composizioni di Cage e dello stesso Frith, i clarinetti di Christian Kaya e la chitarra suonata da Frith facendole piovere sopra una cascata di granaglie (come si vedeva nel film Step Across the Border); più sparso il pezzo dedicato a Brown, con un delicato gioco di nastri (da Schumann e Mozart) nella prima parte e una seconda che è un'ipnotico trio per chitarra, percussione e clarinetto; decisamente poco riuscito invece l'omaggio a Feldman, che non riesce a sollevarsi dall'imitazione di qualcosa che è inimitabile (come provò anche il fallimento di Redbird di Zorn).
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14/12/2005 13:23 - FRED FRITH Clearing (Tzadik/Demos)
Ci pensa la Tzadik a offrirci le ...
FRED FRITH Clearing (Tzadik/Demos) Ci pensa la Tzadik a offrirci le parole giuste per introdurre ‘Clearing’, disco solista di Fred Frith, che - come ci fa opportunamente notare l’etichetta di John Zorn - non pubblicava nulla da solo da almeno una ventina d’anni e, in studio, addirittura dal 1974, allorché realizzò ‘Guitar Solos’. L’album è stato registrato in due periodi distinti, nel gennaio del 1996 e nel luglio del 2000, con una sola appendice per ‘This Earth Is A Flower’ che è stata catturata live durante un’esibizione in Polonia nel giugno del 2000. Ovvio che l’ex Henry Cow e compagno di scorribande terremotanti con Bill Laswell nei Massacre (otre a tutta una lunga serie di collaborazioni con Henry Kaiser, Chris Cutler, Ensemble Modern, Charles Hayward, John Zorn, ecc.) si confronti con quello che da sempre è il suo strumento prediletto, ma quel che più ha rilevanza è che, come raramente mi è capitato di ascoltare trovandomi al cospetto di un lavoro che si poggia su un unico strumento “classico” pilotato da un unico artista, le undici composizioni mostrano di possedere un’anima incredibilmente umana e non convogliamo mai sensazioni di solitudine. Fred Frith non solo, come gli è usuale, si è totalmente immedesimato con la chitarra, ma ha saputo esplorarne lo spettro completo delle possibilità che essa sa offrire, dall’acustico all’elettrico, sempre rimanendo in ambiti anticonvenzionali, e transitando attraverso panorami aspramente rumorosi così come per virtuosismi mai fini a se stessi. Il tutto al di là di suoni che posso essere alienanti, quasi industriali, sicuramente improvvisati, radicati nell’avanguardia libera da costrizioni e che in episodi quali ‘Chains’, ‘Minimalism’ (un titolo a caso?) o ‘Theatre’ fanno sobbalzare dalla sedia; molto bene!
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14/12/2005 13:23 - FRED FRITH-MAYBE MONDAY Digital wildlife
Maybe Monday è un progetto quasi ...
FRED FRITH-MAYBE MONDAY Digital wildlife Maybe Monday è un progetto quasi decennale, iniziato con il contributo del compianto Tom Cora e oggi giunto a nuove formulazioni: con Frith e la sua chitarra ci sono Miya Masaoka (koto e trattamenti elettronici), Larry Ochs (sax) e come ospite speciale la cellista Joan Jeanrenaud, una colonna del Kronos originale. Una serie di composizioni che giocano sui contrasti: "acustico/elettronico, etnico/urbano, tradizione/esperimento" ma anche spontaneità, organizzazione, se è vero che i cinque brani sono stati registrati liberamente ma poi smontati e rimontati in studio dall'"architetto" Frith. Musica aspra ma con una sua delicata fluidità, suoni che muovono inquieti sulla tavola senza suscitare quei fuochi impetuosi che sono tipici della free improvisation: misteriosi gorghi di suono, incerte meditazioni. Frith lo definisce «un disco di improvvisazioni che cerca di non essere musica improvvisata», ed è una bella definizione allettante - vale credergli.



































































































