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14/12/2005 13:23 - CARMEN GONZALES AND KORAL Y ESMERALDA Andarele
A nord di Quito, ...
CARMEN GONZALES AND KORAL Y ESMERALDA Andarele A nord di Quito, nell'Equador è situata la regione dell'Esmeralda, terra di Cayapas, Caras, Tolas Teaones e Atacames, popolazioni indigene che si sono fuse perfettamente con gli schiavi africani deportati nel Nuovo Mondo. Carmen Gonzales è una voce nera ammaliante che sa fondere alla perfezione i suoi geni musicali con i ritmi centroamericani della salsa e della marimba espressi dal suo gruppo, i Koral y Esmeralda. Molte sono le analogie con la musica dei peruviani neri, da Chabuca Granda a Lucila Campos, ma la voce della Gonzales trascina tutti nell'impeto dell'"Andarele" (andiamo), l'inno di identificazione di un popolo orgoglioso che continua a combattere per salvare le proprie tradizioni. Registrato quasi artigianalmente in uno studio improvvisato sulla spiaggia, "Andarele" riporta la magia di un suono, solo a tratti, confuso da qualche americanismo di troppo. L'energia passa e coinvolge anche l'ascoltatore più distratto. Grazie soprattutto alle corde vocali di Carmen Gonzales, una Mama Africa da una piccola spiaggia del Pacifico equadoreño.
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14/12/2005 13:23 - CHILLY GONZALES
THE ENTERTAINIST
KITTY-YO/WIDE
Ho visto Gonzales dal vivo un paio ...
CHILLY GONZALES THE ENTERTAINIST KITTY-YO/WIDE Ho visto Gonzales dal vivo un paio di settimane orsono, in compagnia della fida Peaches in mutande di pelle rossa e una consapevolezza mi ha colpito come fulmine a ciel sereno: la fanno loro la musica più nuova ed entusiasmante del 2000! "The entertainist", nuovo album dell'uomo lupo Gonzales, é zeppo di idee che portano una indispensabile ventata di frescura nel mondo hip hop. Niente scratching, niente tecnicismi, solo una manciata di ritmi (Groovebox über alles) per svitarsi le chiappe a furia di agitarle, con sopra il nostro che "non é un rapper, ma rappa un casino" a sputare rime dal turpiloquio pesantissimo, al confronto delle quali un Ice T qualsiasi sembra un candido seminarista che arrossisce al solo sentir nominare le parti intime femminili. E dire che le basi sono, come suoni, ricicli dell'electro anni '80, utilizzate però con senso ritmico straordinario (specialità in cui di solito l'hip hop non brilla). Quando il rapper medio (cappello da benzinaio, catenazza d'oro, scarpe ortopediche, pigiama da ginnastica e muso lungo) capirà che la tanto sbandierata "fierezza" non serve assolutamente a un cazzo, men che meno a diventare bravi, sarà un grande giorno. Questo disco diverte e travolge con intelligenza, inserendo anche alcuni episodi da "ora d'aria nel manicomio criminale". Ho visto il sole dell'avvenire sorgere dietro l'ingombrante naso (una vera canappia!) di Chilly Gonzales...
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14/12/2005 13:23 - GONZALES + PEACHES ( kitty yo Can/Ger) in concerto
Il grande ...
GONZALES + PEACHES ( kitty yo Can/Ger) in concerto Il grande intrattenitore ! Ironico, eclettico, pazzoide, improbabile incrocio fra Woody Allen e un rapper. Dopo il successo del disco Gonzales Uber Alles torna a fare faville insieme a duo xxx Peaches, nuovo acquisto dell'etichetta europea più alla moda del momento: kitty- yo. Incantano e divertono, in uno dei live act più folgoranti del momento.
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14/12/2005 13:23 - GONZALES The Entertainist
L'"intrattenitista" sostiene di non essere affatto un rapper, ...
GONZALES The Entertainist L'"intrattenitista" sostiene di non essere affatto un rapper, ma "solo uno che rappa un casino". Uno che rappa "sopra ogni cosa", potremmo anche dire buttando in parodia il titolo del disco che solo sei mesi fa ha messo a rumore i circoli dell'avanguardia pop. Chilly Gonzales ama le provocazioni e le contraddizioni, magari non in questo stesso ordine, ma tanto è bastato a farne lo stesso uno dei personaggi più chiacchierati dell'anno, di certo la proverbiale gallina dalle uova d'oro in casa Kitty-Yo. La presente cova consta di una quindicina scarsa di numeri hip hop costruiti forse con meno schizofrenica genialità di quella che balzava subito in primo piano dalle tracce di "Gonzales Uber Alles", ma l'estroso artista ebreo canadese di stanza a Berlino qualcosa doveva pur sacrificare alla sua pretesa di non essere un rapper nella più comune accezione del termine. Questi, tanto per cominciare, avrebbe sicuramente affrontato un impegno del genere caricandosi di responsabilità che il nostro sembra aver invece aggirato con una disinvoltura pari, soltanto alla naturalezza con la quale indossa i panni che pretende di non avere. A meno che... Già, a meno che il sedicente "intrattenitista" non abbia soltanto voluto recitare una parte, mettere in piedi una di quelle caricature così esageratamente credibili da sembrare persino più vere degli originali. Avete presenti i vari Galliani, Cossutta e Maldini rivisti e corretti da Teocoli? Ebbene, Gonzales dà per l'appunto esca al sospetto che questo disco sia stato prima di tutto costruito davanti ad uno specchio, con lui che provava e riprovava a convincersi di essere di volta in volta Ice Cube o Busta Rhymes, Chuck D o Eminem. Ciò che alla fine deve averlo di nuovo persuaso di essere il peggiore degli MC -un'ambizione che sembra essere diventata una sorta di ossessione se fa fede il titolo "The Worst MC Part 2", o in ogni caso qualcosa su cui indirizzare gli strali dell'autoironia, come accade nella conclusiva "Ain't No Stoppin' The Poppin"'-, salvo poi smentirsi più volte e in maniera davvero clamorosa attraverso titoli come "Futurist Ain't Shit To Me", "Higher Than You" e "The Name They Gave Me". Chi avrà adesso la faccia di rispondergli per le rime? Aspettiamo curiosi e nell'attesa facciamo ripartire daccapo il suo show. A proposito: proprio in questi giorni c'è di nuovo l'opportunità di vederlo in azione dal vivo dalle nostre parti. Con in più anche la saturnina Peaches a tenergli bordone.
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14/12/2005 13:23 - GONZALES "Uber Alles" Kitty Yo
Un debutto in grande stile ...
GONZALES "Uber Alles" Kitty Yo Un debutto in grande stile per Gonzales, one man band, canadese oggi residente a Berlino che dopo un paio di singoli "Original Prankster" e "Lefs Groove Again" definisce il suo codice d'azione in una formula eruttiva che è un concentrato d'idee originalissime e di sonorità splendide in continua ebollizione, quasi fossero fiumi di magma incandescente a base di patterns ed impulsi elettronici straordinariamente persuasivi. Si percepiscono all'ascolto di "Uber Alles" sensazioni di piacere solido rese possibili non solo dall'imponente massicciata d'ordigni tecnologici impiegati dal nostro, ma anche dalla complessa architettura utilizzata per assemblare le canzoni, dall'imprevedibilità degli sviluppi armonici e dai vortcosi giochi di loop, sequencer, sample e beats che conferiscono al disco tutto una straripante forza innovativa. "Let's Groove Again", il singolo che ha preceduto l'LP, mirabile tripudio d'intarsi ritmici ed armonie gravitazionali che disegnano un caleidoscopio di figure futuribili tra Beck e Basement Jaxx. Lo stile raffinato di Gonzales utilizzando i modelli della pop song elettronica più seducente a modo d'esprimersi in"Real Mother F**kin' Music" dove il calore della melodia prevale sulla potenza ritmica per far emergere massima comunicabilità. Regalano istanti di vero romanticismo bohemien "Why Don't We Disappear?" e ''You Are", che hanno in serbo delizie affascinanti stratosferiche. Altrove, più precisamente dalle parti di "The Worst MC", fertili campi magnetici sono colpiti da frequenze elettroniche computerizzare di grande impatto. Uno scatenamento di pulsazioni percussive incredibilmente suadenti colpisce l'oasi esotica "Gringo Star" e sarebbe a dir poco sciocco non transitarvi. Situazioni ambient estremamente oniriche occupano la ballata gotica "Walkend For Hours" che riporta alla mente le pagine più oscure di Nick Cave. Regalano attimi di dolce raccoglimento "Chilly In bb Minor" e "Chilly In d Minor", micro suite struggenti e sublimi. Tanto vicina a certi massimi momenti Massive Attack è "Clarinets'', un concentrato d'onde cerebrali che inebriano entrando subito in circolo. Sogno e magia si confondono in "Love Scene'', affresco a tinte liquide di figure mentali dilatate da chitarre aeree e magnetici velluti melodiosi e per l'occasione si potrebbero citare i nomi di Gentle People e Boards of Canada. L'avvolgente sinfonia hip hop "Past Your Bedtime", elaborata attraverso sottili percezioni metropolitane dovrebbe farvi vivere un'esperienza altamente suggestiva. Gonzales dimostra di sapersi muovere con estrema disinvoltura nel panonama musicale contemporaneo. ''Uber Alles" è un album straordinario che porta un bagliore forte nel grigiore opprimente del quotidiano.
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14/12/2005 13:23 - JERRY GONZALES (New York 1949) si è sempre diviso tra ...
JERRY GONZALES (New York 1949) si è sempre diviso tra la tromba e le percussioni esprimendosi in contesti (dal gruppo di Clifford Thornton a Kip Hanrahan) che uniscono il jazz alla tradizione latino americana, come testimonia il suo recente Rumba Para Monk, una rivisitazione in chiave latina di alcuni classici di Monk. In ambito prettamente jazzistico ha suonato, tra gli altri, con Gillespie, Tyner, Elvin, Jones, Joe Chambers e Archie Shepp
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14/12/2005 13:23 - TINO GONZALES BAND
Nato e cresciuto nella città Blues di Chicago, ...
TINO GONZALES BAND Nato e cresciuto nella città Blues di Chicago, Tino Gonzales è stato immerso nella musica tutta la sua vita. Ha iniziato la sua carriera musicale alla tenera età di 17 anni e da allora si è guadagnato da vivere facendo il musicista. Finora la sua carriera ha attraversato 3 decenni di esplorazioni musicali, spaziando dal Funky Latin Jazz al Rock'n roll, Country e Blues. Tino si considera fortunato per aver collaborato con straordinari, e tra loro diversi, musicisti come Willie Nelson, B.B. King, Etta James, Earth Wind and Fire, Electric Flag, Dan Fogelberg, Peter Cetera, Robert Cray e Charlie Musslewhite. Dai clubs ai Festival ed ogni altra manifestazione, Tino ha suonato su quasi su quasi tutti i palchi liberi attraverso gli USA, il Canada e gran parte d'Europa. Il suo stile personale è maturato tra sonorità che sono unicamente sue: fondendo il suo Blues e le sue radici latine, nasce un'unione musicale che è simultaneamente piena di sentimento, vibrante ed energetico, molto ballabile e irresistibilmente sexy. Con il suo modo virtuoso di suonare la chitarra e l'avvincente voce roca da blues, sa come far muovere il pubblico sull'onda delle emozionanti scale delle sue passionali melodie.Un concerto dal vivo di Tino Gonzales non può essere perso! The Band: Tino Gonzales: -voice, electric guitar; Alberto Marsico:-organo Hammond; Ilaria Lantieri:-electric bass; Massimo Bertagna: -drums; New CD: Modern Day Hobo mp3: Born under a bad sign; I don't wanna. Next italian tour: 13-16 Febbraio 2002 Exclusive Tour Management:
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14/12/2005 13:23 - Gonzales (Kytty Yo, D)
Gonzales: un musicista ebreo-canadese di nascita e ...
Gonzales (Kytty Yo, D) Gonzales: un musicista ebreo-canadese di nascita e prankster (burlone/situazionista) internazionale d’adozione. La sua musica? Electro-funk, hip hop di gusto Timbaland con un velo di romanticismo sonoro manipolato e torturato. Ok, pastiche sonoro se preferite. L’ultimo disco? The Entertainist, su Kitty Yo records di Berlino.
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14/12/2005 13:23 - Gonzales, “Take Me to Broadway” (MCD Kitty-Yo / Wide)
Lo sanno ...
Gonzales, “Take Me to Broadway” (MCD Kitty-Yo / Wide) Lo sanno tutti, ormai: il singolo dell’anno è “Can’t Get You Out of My Head” di Kylie Minogue, e non è difficile immaginare il perché (il ritornello, il video, Kylie). Di fronte a quello della cantante australiana qualsiasi altro brano passa in secondo piano. Beh, quasi qualsiasi altro brano, perché quando Mr. Gonzales si siede al pianoforte succede sempre qualcosa di unico e rilevante. In questo caso è successa una cosa molto semplice: la benemerita indie tedesca Kitty-Yo ha dato alle stampe un singolino intitolato “Take Me to Broadway,” che oltre alla title-track propone due B-side strumentali a presa rapida (“Return of the Sugar Plum Fairy,” basata su una melodia di Tchaikowski, e “Concerto in E Minor”). E’ in brani come “Take Me to Broadway” che la classe di questo simpatico ebreo canadese viene fuori alla grande. Gonzales, infatti, non è solo un cantante, ma molto di più. Gonzales è un intrattenitore nel senso più classico e pieno del termine; uno che davanti a un microfono è capace di fare tutto e il contrario di tutto; uno che per soldi è pronto ad affrontare qualsiasi tipo di pubblico, e per divertirsi qualsiasi tipo di situazione. Ma non è questo il punto. Il punto è un altro. Cosa si può dire di una canzone che a un certo punto recita così: “I got an extra testicle / But you’re skepticle about spectacle / These days bad taste is so detectable / And the crowd is so suggestible.” Cosa si può dire di un musicista, ma cosa dico un musicista, un uomo in grado di farti sorridere il lunedì mattina? Non c’è molto da dire, e infatti direi che l’unica cosa è procurarsi il singolino in questione, e tanto che ci siete anche tutti i dischi di Gonzales. Costano meno dell’opera omnia di Dean Martin o Sammy Davis, Jr. (due intrattenitori che al nostro piacciono molto, ne sono sicuro), e alla lunga fanno anche più figo, perché oggi ti rendono cool all’interno della scena indie, ma domani saranno un must anche a Las Vegas, Atlantic City e Reeno, Nevada.
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14/12/2005 13:23 - GONZALES Presidential suite
"Nato per esibirmi come Ozzy Osboume" (So called ...
GONZALES Presidential suite "Nato per esibirmi come Ozzy Osboume" (So called party over there), "chiamatemi pure Chilly Chaplin" o "Santa Claus Kinski" (Political platform shoes - dove le scarpe con zeppa diventano piattaforma politica, e viceversa). Non si può dire che a Gonzales - al secolo Jason Beck, nativo del Canada ma tedesco d'adozione - manchi il gusto del paradosso. Nella "suite presidenziale" in cui ambienta il terzo episodio della sua scoppiettante carriera si muove come un Eminem nella Repubblica di Weimar: hip hop da cabaret mitteuropeo. La musica non sarà gran che, e certo non passerà alla storia, ma il personaggio è fenomenale. Aspira a Broadway e bazzica nel sottobosco berlinese, cita Salieri immaginandosi Mozart (Salieri serenado, appunto) e mira al fondo dell'hit parade (Bottom of the pops). Valgono soprattutto i testi e la messinscena: spettacolare il duetto in The joy of thinking con l'abituale partner Peaches, svampita soubrette a luce rossa. E se lo si prende per quel verso, Presidential suite è un disco divertentissimo: dal vaudeville elettronico di Take me to Broadway al "crooning" post-tutto di Starlight, dove gli è complice quel crooner vero ma altrettanto svitato di Louie Austen.







































































































