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16/05/2007 12:05 - Nick Cave
The Abattoir Blues Tour
HYPERLINK "http://www.delrock.it/24000_dischi/n/nick_cave_amp_the_bad_seeds_1.php"Nick Cave compie 50 anni ...
Nick Cave The Abattoir Blues Tour HYPERLINK "http://www.delrock.it/24000_dischi/n/nick_cave_amp_the_bad_seeds_1.php"Nick Cave compie 50 anni come nessuno avrebbe detto, soprattutto il daimon autolesionista che a lungo ha spadroneggiato in lui. È vivo, lucido, energico e ha voglia di fare, tanto che saluta la primavera con un disco (HYPERLINK "http://www.delrock.it/album/2007/grinderman.php"Grinderman, ne abbiamo già parlato) e questa doppia antologia DVD ricca ed esuberante.??Il primo disco è uno show alla Brixton Academy del novembre 2004, con il repertorio nuovo di HYPERLINK "http://www.delrock.it/album/2004/abattoir_blues_the_lyre_of_orpheus.php"Abattoir Blues e Lyre Of Orpheus che naturalmente campeggia. Non lo avevamo giudicato troppo bene quel doppio, molti fili erano sciolti, qualche canzone già ascoltata; qui però il rock suona più forte e convincente, forse per una oculata scelta dei brani o per la forza della band, brava ad azzannare musica con gesti cannibali ma ad abbandonarsi anche a suggestioni gitane, con un coro che alterna ebbrezze gospel a squarci di musical gotico. ??Il secondo DVD è più composito: uno show all’Hammersmith di Londra con un repertorio più vecchio (giugno 2003), due brevi documentari sul doppio Abattoir e sulle riprese del clip di Bring It On, e cinque video recenti. Cave parla bene con la musica ma non è ‘sto grande showman, e le immagini aggiungono poco alla sua gloria: giusto il video di Babe, I’m On Fire, di John Hillcoat, si insinua in uno sgabuzzino della mente di NC divertendosi a cavarne qualche fantasia malata o triviale.
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14/12/2005 13:23 - Birthday Party/Nick Cave
Gli australiani Birthday Party (ex Boys Next Door) ...
Birthday Party/Nick Cave Gli australiani Birthday Party (ex Boys Next Door) sono stati uno dei gruppi più creativi dell'epoca. Capitanati dal geniale Nick Cave, i B.P. affondavano le proprie radici in una musicalità schizoide parente stretta punk. Dopo tre album e numerose collaborazioni (Lydia Lunch, Einstürzende Neubauten ecc.) nell'83 la band si scioglie, lasciando spazio al progetto solista di Nick Cave al quale s'aggiungono i Bad Seeds (praticamente gli ex Barry Adamson, Mick Harvey oltre a Blixa Bargeld dei Neubauten). Poeta maledetto e menestrello dell'apocalisse, Cave, ancora oggi, continua a cantarci inferno e paradiso. Prayers on fire (1981, 4ad)/The first born is dead(1985, lute).
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14/12/2005 13:23 - NICK CAVE & THE BAD SEEDS "NO MORE SHALL WE ...
NICK CAVE & THE BAD SEEDS "NO MORE SHALL WE PART" (MUTE) E' difficile parlare con distacco e in maniera analitica di una band che ho amato per oltre dieci anni. Li vidi per la prima volta, nella seconda metà degli anni 80, apparire ne "Il cielo sopra Berlino" di Wenders. E ricordo, nel buio della sala, di esser stato scosso da un terremoto interiore. I musicisti erano relegati nella parte più buia del palco, dirette emanazioni delle tenebre, di umano rappresentavano solo il vizio, con quelle sigarette accese strette tra i denti. Nella luce solo lui, il corpo scosso da tremori e il volto pallido e inespressivo, elegante come il cadavere di un giovane uomo. Nick Cave, australiano di nascita, con l'ex compagno di scuola Mick Harvey (con cui aveva diviso le velenose malìe di Birthday Party e Boys Next Door), ha scritto alcune tra le più emozionanti pagine di quel filone musicale "maudit", dove con l'abilità di un Marquez o di uno Jodorowsky ha tracciato l'epopea allucinata di una stirpe di reietti: sgangherate carovane circensi con il loro seguito di freaks, presunti assassini nel braccio della morte ed emuli tossici di Elvis. Attraverso un peregrinare continuo tra Londra, Berlino e Saõ Paulo in Brasile le stagioni della vita di Cave si sono succedute tra eccessi e frequenti ricoveri a causa dell'eroina, demone principe delle dark stars. Quello di oggi è un Cave rigenerato che canta di sentimenti e di Dio, fortificato dalla sicurezza della famiglia che ha costruito. La sua nuova opera, meno cupa del precedente "The Boatman's Call", è pregna di una dolcezza inusuale, dove trova sempre più spazio il violino di Warren Ellis dei Dirty Three. Ma con sorpresa riemerge in "The sorrowful wife" quell'energia tipicamente Bad Seeds con il rumorismo chitarristico di Blixa Bargeld. Lontano dai fantasmi del passato, Nick Cave non scrive più come fosse l'ultima volta (partorendo opere monolitiche come "Your funeral...my trial"), più leggero ma non meno incantevole, "No More Shall We Part" è lo specchio del nuovo equilibrio raggiunto, che suggerisce una possibile continuità in altri dischi.
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14/12/2005 13:23 -
NICK CAVE E THE BAD SEEDS - Live Seeds
lElellissimo il ...
NICK CAVE E THE BAD SEEDS - Live Seeds lElellissimo il libretto fotografico (by Peter Milne) nel quale è tra l'altro possibile vedere in faGGia Daniel Miller, boss della Mute. Bene, un album dal vivo è sempre una consacrazione/focalizzazione di un artista, una specie di traguardo dal quale ripartire verso competizioni di altro genere e Nicolino Caverna si attanaglia al proprio passato recente, quello da iunkrooner per fare ciò. Ne vien fuori una testimonianza viva o pulsante che contiene anche momenti sGapestrati (Deanna, ad es.). L'unico rischio, a questo punto, è che se si ripulisce tmusicalmente e non) ancora un po' rischia di springstineggiare.
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14/12/2005 13:23 - NICK CAVE & THE BAD SEEDS
From Her To Eternity
The Firstborn ...
NICK CAVE & THE BAD SEEDS From Her To Eternity The Firstborn Is Dead Kicking Against The Pricks Your funeral My Trial Tender Prey The Good Son Henry's Dream Live Seeds Let Love In Murder Ballads The Boatman's Call The Best Of Nick Cave & The Bad Seeds (Labels/Virgin) Ebbene sì. E' giunto il momento anche per la Mute di passare la mano. La storica etichetta discografica che ha trascorso gli anni Ottanta aggiudicandosi consensi di critica e di pubblico (anche di incassi con i Depeche Mode) ha da poco ceduto le sue azioni alla Virgin, ovvero al colosso EMI. Ed ora, la prima operazione della etichetta Labels, che fa riferimento al padre discografico di cui sopra è quella di ristampare l'intero catalogo di Nick Cave e i Bad Seeds. Un'opera di non poco conto. Australiano. Segni particolari artista di culto. Una carriera iniziata in giovanissima età, quando l'eco dell'esplosione punk faceva sentire i suoi effetti anche nella lontana Australia. Una carriera iniziata con una leggendaria band chiamata Birthday Party, quanto di più violento e oltraggioso mai uscito dalla terra dei canguri. Il carisma di Nick Cave si impone immediatamente, ma sarà dopo l'arrivo in Inghilterra che la sua musica e le sue liriche troveranno la definitiva consacrazione. Dopo lo scioglimento dei Birthday Party, Cave, insieme a Mick Harvey, forma i Bad Seeds. Molto di più che una semplice band di accompagnamento. Un totale di 12 album, tourneé mondiali, sessioni in studio cementano un legame tormentato, ma indissolubile. Cave si afferma come uno degli artisti più apprezzati dalla critica e dal pubblico sin dal suo esordio "From Her To Eternity" (1984); successo che assumerà dimensioni sempre più grandi grazie ad album come "The Good Son" (1990) e "Murder Ballads" (1996). Oggi Nick Cave prosegue per il suo percorso di artista a 360° (è anche pittore di discreto successo, oltre ad avere pubblicato tre romanzi e aver recitato come attore in alcune pellicole) collocandosi musicalmente nella scia dei grandi autori della canzone contemporanea, nel solco tracciato da personaggi come Bob Dylan e Leonard Cohen. Alla riedizione dei dischi dei Bad Seeds, personalmente consigliatissima, è necessario porre una particolare attenzione. Partiamo dall'album d'esordio, "From Her To Eternity", pubblicato nel maggio dell'84. Nella nuova versione del disco troviamo inserite anche alcune chicche che ormai facevano parte del mercato da collezione. Mi riferisco alla cover di Presley "In The Ghetto", una ballata davvero maledetta e struggente che all'epoca uscì solo come 45 giri. Inoltre la ripubblicazione del primo album di Cave contiene il retro del singolo suddetto, "The Moon Is In The Gutter" e la versione di "From Her To Eternity" contenuta nella colonna sonora del film di Wim Wenders "Il Cielo Sopra Berlino". Ovviamente l'attenzione alla riedizione di episodi introvabili percorre l'intero percorso della ristampa. In "The Firstborn Is Dead", per esempio, ritroviamo, oltre alle songs contenute nel disco originale, la versione edit di "Tupelo" e "The Six Strings That Drew Blood". Su "Your Funeral - My Trial", capolavoro del 1986, è presente l'inedita "Scum", mentre "Tender Prey", da molti considerato il vertice assoluto raggiunto da NC&TBS, contiene la coinvolgente "The Mercy Seat" anche nella versione realizzata per il videoclip. Questo per quanto riguarda il primo repertorio di Cave, costellato di piccoli gioielli di difficile reperibilità, qui giustamente inseriti. Con "The Good Son", album che apre il nuovo decennio (1990), l'autore comincia ad ottenere sempre maggiori consensi. Canzoni come "The Weeping Song" e "The Ship Song" rimangono nella memoria di molti. Dopo la parentesi di "Henry's Dream" (1992), disco tormentato, che riflette una tappa più contorta che mai della vita di Nick Cave, arriva la prova dal vivo "Live Seeds" (1993) a documentare il grande impatto emotivo che la band riesce a comunicare dal palcoscenico. Registrato durante la tourneé mondiale del 1992, il disco contiene uno splendido tributo a Nina Simone, "Plain Gold Ring". Nel '94 esce "Let Love In" con numerosi ospiti presenti, a partire da Tex Perkins, a David McComb dei Triffids, fino a Warren Ellis e alle Miranda Sex Garden. E' questo il primo disco dei BS a superare il mezzo milione di copie vendute in tutto il mondo. Nel 1996 è la volta di "Murder Ballads", un album di canzoni sull'omicidio, in cui Cave reinterpreta con nero humour alcuni episodi di serial killers e delle loro vite. Grande il duetto con PJ Harvey in "Henry Lee". "The Boatman‚s Call" (1997) è il degno seguito di "Murder Ballads". Un album minimale e intimista in cui Cave dimostra tutta la sua abilità di crooner cantando con una intensità memorabile. La ristampa del catalogo dei Bad Seeds effettuata dalla Virgin prevede anche il disco uscito nel 1998, il Best, vero vademecum del suono di Cave e soci, che però in quest'edizione è privo del supplemento live (un altro intero cd) che era contenuto invece nella prima tiratura della Mute. Il lavoro della neonata Labels inzia davvero bene. Francesco Battisti
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14/12/2005 13:23 - NICK CAVE "No more shall we part"
67 minuti che potrebbero ...
NICK CAVE "No more shall we part" 67 minuti che potrebbero essere la colonna sonora del caleidoscopio delle emozioni. In dodici canzoni si nasconde il mistero del Nick Cave versione 2001. Basta spegnere la luce e guardare (ascoltare) nel cilindro con attenzione. Ad alcuni sembrerà di vedere (o di ascoltare) le facce (e le voci) di Leonard Cohen, di Gil Scott-Heron, di Tom Waits, di Bryan Ferry, del Bruce Springsteen di "The river". Ma quando la piccola giostra si ferma, l'impressione di un momento verrà spazzata via dall'immagine di un artista ispirato, colto, capace di riassumere in 67 minuti le regole del songwriting del futuro. Dopo aver affrontato e musicato le morti violente e la fine del suo matrimonio, Cave parla di metafisica e religione utilizzando un linguaggio musicale mai facile e mai banale, pieno di melodie ma non carezzevole, oscuro ma certo non disperato. "No more shall we part" è un disco musicalmente ricco, intensissimo, costruito su arrangiamenti complessi ma mai ridondanti, perfettamente a cavallo tra il pop orchestrale di facile ascolto e lo sperimentalismo cantautorale più azzardato. Cave non è, e probabilmente non sarà mai, un autore facile. Le sue canzoni inducono alla riflessione (God is in the house), commuovono (As I sat sadly by her side, And no more shall we part), inquietano (Hallelujah). Ma non lasciano mai indifferenti. Esplorando le dodici tracce del disco lo scopriamo amante, predicatore, fratello, consolatore, poeta, perdente, abrasivo, febbrile, saggio. Con lui il buio e la luce diventano improvvisamente vicini. Come in quel caleidoscopio che racchiude, senza mai mostrarli per intero, i segreti della nostra vita.
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14/12/2005 13:23 - NICK CAVE Solo performance
Nick Cave, il figliol prodigo del rock, ...
NICK CAVE Solo performance Nick Cave, il figliol prodigo del rock, in Solo performance? Sono ormai lontani i tempi in cui l’australiano Cave era a capo di una band gothic-punk che, comunque, ha fatto storia: i Birthday Party. Già all’inizio degli anni ‘80 ha formato i Bad Seeds, una sorta di supergruppo con elementi di varie band di quel periodo. Con i Bad Seeds, Cave ha ampliato l’esplorazione delle sue paranoie, mescolando in modo personalissimo le sue radici letterarie, un ibrido di gotico, poesia, anima e surreale. Il suo suono, una complessa alchimia di rock, blues, gospel e post-punk riflette alla perfezione i suoi incubi: infatti Cave ha metafore ricorrenti, che regolarmente trovano spazio nelle sue canzoni, cioè religione, amore, morte e violenza. Ha ottenuto il premio Tenco 2000 per la forza e la tenacia con cui, in vent’anni di difficile carriera, ha saputo modellare una originale forma di canzone; indagando gli aspetti più profondi e anche scabrosi dell’animo umano. La sua è una ricca pianta di parole e musica; anche un seme cattivo può dare grandi frutti. Quando Cave iniziò la sua carriera nel segno del punk più eccessivo e selvatico, nessuno avrebbe scommesso di celebrarne un giorno il ventennale. Quelle “preghiere infuocate”, per usare il titolo di un celebre disco dei Birthday Party, sembravano foriere solo di rovina. Quanto al leader, che amava ostentare la propria drog-alcolica mala vita e trasformare gli shows in violenti rituali sado-maso, l'impressione era che la sua parabola artistica, se non quella esistenziale tout court, sarebbe stata brevissima. Invece - prosegue Riccardo Bertoncelli nella sua intelligente analisi - abbiamo assistito a un difficile miracolo, e del tutto speciale. Dopo essersi spinto fino al bordo, dopo aver rischiato la vita e il carcere duro per un implacabile vizio di eroina, Cave ha trovato la forza di uscirne e di salvarsi. Non ha però cambiato il suo sguardo al mondo, e qui sta la sua specialità. Non è diventato un pentito in congedo illimitato dagli Inferi, ha evitato di proporsi come uno sfibrato buonista convinto alla fine che “la vita è una cosa meravigliosa”. No. La sua postazione rimane sempre quella di sempre, guardare il Male negli occhi, fotografarlo, cantarne le molteplici forme nella vita di ogni giorno e nelle personali ossessioni di ogni minuto. In equilibrio instabile, ma senza cedimenti. Le sue ultime opere, quelle che ascolteremo ad Ancona insieme ai grandi successi (oltre che ad alcuni inediti che andranno a costituire il nucleo del suo prossimo cd, uscita prevista in primavera 2003), parlano così questa lingua intrecciata che attende nuovi sviluppi, nel paradossale mondo di Nick Cave, forte e tempestoso come un’acquaforte biblica. Amore e Male non sono mai stati così vicini.
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14/12/2005 13:23 - Nick Cave - Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus (***) Messo ...
Nick Cave - Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus (***) Messo in discussione negli ultimi anni (metà dei fan non ha gradito l'ultimo disco, l'altra metà aveva storto il naso al penultimo), Nick Cave reagisce da testa-dura e propone non un semplice album ma addirittura due, diciassette canzoni per un'ora e mezza di ascolto. Troppo, viene il sospetto, a giudicare la qualità del materiale; che non è mai mediocre ma ripercorre strade già note, con quell'alternarsi di blues degli stracci ed ebbrezze pentecostali e strazianti melodie dal buco dell'anima che gli appassionati ben conoscono. Un suono molto più curato rispetto al solito, a tratti anche denso, con interventi orchestrali e cori gospel e la macchina travolgente dei Bad Seeds in nuovo schieramento (non c'è più lo storico fratello Blixa Bargeld, debutta il tastierista Jamie Johnson). - www.nickcaveandthebadseeds.com/ - SUONA: 7/7 Modena Mu.Vi Music Village; 8 luglio NAPOLI, NEAPOLIS Festival - www.nickcaveandthebadseeds.com - Info: Clear Channel Entertainment - Via Pietrasanta 14 - 20100 Milano - 02/530061 - 02/53006401 - 02/53006501 - 347/1040966 - www.clearchannel.it


















































































































































































































































































































































































































































































