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16/05/2007 12:05 - Dopo aver partecipato all’evento "Don't Look Back" pensato da All ...
Dopo aver partecipato all’evento "Don't Look Back" pensato da All Tomorrow's Parties in cui ogni band doveva suonare dal vivo un album intero della propria discografia, i Melvins, che per quell’evento scelsero di proporre il loro "Houdini". Houdini fu il primo album ad uscire per una major, grazie anche al momento di grazia che ebbe la scena indie Americana (spinta dal successo dei Nirvana). Considerato come una sorta di spartiacque con le produzioni precedenti, Houdini fu anche il disco che vide cambiare la line up storica della band. A King Buzzo e Dale infatti si aggiunse Lorax. Curiosità su Lorax; è il figlio di Shirley Temple, la famosa enfant prodige del cinema soprannominata "riccioli d'oro".
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14/12/2005 13:23 - MELVINS
ELECTRORETARD
MAN'S RUIN/GOOD FELLAS
La folle cratura di King Buzzo torna con ...
MELVINS ELECTRORETARD MAN'S RUIN/GOOD FELLAS La folle cratura di King Buzzo torna con un dischetto gustosissimo di vecchio materiale, comprendente cover di Pink Floyd, Cows e Wipers, vecchie canzoni debitamente stravolte e una inedita presa per il culo: "Shit Storm" non è altro che un cut-up di vecchi pezzi mandati al contrario! Hard rock solidissimo e dilatato ("Youth of America" dei Wipers viene trasformata in una cavalcata massiccia di 9 minuti!), ritrattato anche in versioni impressionanti (l'incalzante "Revolve", da "Stoner Witch", è scarnificata e oscura, a base di basso, batteria e bleeps vari!), oppure melodie da sepolcro di zucchero andato a male ("Missing" dei Cows è una serpe decostruita su un giro di basso cupissimo), o ancora passione malata per le incisioni nella carne di "adorabili farfalle" ("Lovely Butterflies" è resa insidiosa e viscida di elettricità, come anche "Tipping the Lion B"): si chiude coi 10 minuti di "Interstellar Overdrive", ovvero i Pink Floyd che affogano in un buco nero di catrame colorato! 20 anni di carriera sulle spalle e una credibilità costruita su un originalità e una fantasia che sembrano non avere freni: ne vogliamo ancora!
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14/12/2005 13:23 - MELVINS
‘Electroretard’ (Man’s Ruin/Goodfellas)
Ci sono molti gruppi di cui apprezzo alcuni ...
MELVINS ‘Electroretard’ (Man’s Ruin/Goodfellas) Ci sono molti gruppi di cui apprezzo alcuni dischi, ma ci sono pochi gruppi di cui apprezzo tutti i dischi. Uno di questi porta il nome di Melvins e ogni qual volta pubblica un album nuovo è una sfida, con la certezza che difficilmente sbaglierà mai un colpo. E in effetti così è, almeno per ‘Elctroretard’ (la cui grafica non può non riportare alla mente quella di ‘Houdini’), dove King Buzzo, Dale Crover e, l’ex Cows, Kevin Rutmanis hanno edificano un ideale ponte sulla loro storia discografica (di musicisti e ascoltatori). Il lavoro contiene otto tracce così suddivise; innanzitutto una specie di canzone normale mandata in reverse che risponde al nome di ‘Shit Storm’ e tre cover: ‘Interstellar Overdrive’ dei Pink Floyd, ‘Missing’ dei Cows e ‘Youth Of America’ dei Wipers. Accanto ad esse troviamo quattro interessantissimi rifacimenti di vecchi pezzi dei Melvins stessi: ‘Gluey Porch Treatments’ (dall’album omonimo), ‘Revolve’ da ‘Stoner Witch’, ‘Tipping The Lion’ da ‘Stag’ e ‘Lovely Butterflies’ da ‘Honky’. Trattasi ovviamente di operazioni di demolizione e di successiva ricostruzione e non di semplice restauro o di inutili abbellimenti estetici, facendoci comprendere come la band ormai vada collocata al di fuori di ogni genere (Metal? Noise? Free psycho rock? Elettronica non ortodossa? Freak sound? Boh!!!); in quella particolare categoria dove solo i grandi vengono accolti e dove esiste un solo aggettivo per descriverli: unici!
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14/12/2005 13:23 - MELVINS The Crybaby
L'ultimo appuntamento della trilogia presenta una carrellata di ...
MELVINS The Crybaby L'ultimo appuntamento della trilogia presenta una carrellata di guest stars a cui i Melvins fanno da spalla. Non si tratta però di una passerella VIP, gli invitati hanno il loro da fare per soddisfare le esigenze di Buzz & Co. Si comincia con l'omaggio al vecchio amico scomparso Kurt Cobain: la cover di Smells Like Teen Spirit non ha nulla di sconvolgente se non che a cantarla è un divetto del pop anni '70, Leif Garrett. Problemi seri al sistema cerebrale li causa David Yow: l'alienazione noise di Blockbuster già la conoscevamo nella versione dei Jesus Lizard, ma qui lo psicotico frontman infierisce e raddoppia la dose con Dry Drunk (inframmezzata dai campionamenti e dal free jazz dei Godzik Pink). Per rifarsi la bocca al posto del sorbetto bastano un paio di ballate country come Okee From Muskogee e la celebre Ramblin' Man di Hank Williams, cantate niente poco di meno che da suo nipote Hank Williams III con l'ex Helmet Henry Bogdan alla steel guitar. Con l'epica Mine Is No Disgrace che vede protagonista J.G. Thirlwell alias Foetus si entra poi in territori oscuri e subdoli. Ancor più inquietanti saranno però le atmosfere di una elaboratissima Divorcede della marcia decadente The Man With The Laughing Hand Is Dead: la prima interpretata insieme ai Tool, la seconda insieme all'ex femme fatale dei Pain Teens Bliss Blood. Mike Patton invece raccoglie scarti sonori e si inventa il pasticcio trash hop di G.I. Joe, mentre gli Skeleton Key orchestrano la stramba insalata grunge di Spineless. Il finale è un incubo sludge subissato dai rumorosi samples e dai gnugniti dell'ex Brutal Truth Kevin Sharp. Con questo è tutto: era necessano passare in rassegna l'intero "Crybaby" in quanto si tratta di un lavoro strano e variegato. Se da una parte i Melvins assumono un ruolo secondario, dall'altra dirigono magistralmente le operazioni traendo nuova linfa dai diversi contributi degli ospiti. Senza ombra di dubbio la trilogia si chiude col botto dopo che gli altri due episodi ("The Maggot" e "The Bootlicker") non avevano offerto una grande impressione.
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14/12/2005 13:23 - MELVINS
The Maggot
I Melvins si ripresentano con il nuovo bassista Kevin ...
MELVINS The Maggot I Melvins si ripresentano con il nuovo bassista Kevin Rutmanis (ex Cows). Questo è il primo di una serie di tre album che usciranno a tre mesi di distanza l'uno dall'altro. "The Bootlicker" e "Crybaby" sono le parti successive. L'obiettivo dichiarato è quello di rifondare l'heavy metal su basi più intellettuali. Il fatto è che il loro heavy metal d'avanguardia non fa altro che mettere in pista una cadenza mastodontica e poi sovrapporle un ritmo industriale ("Amazon"). Alcuni brani sono quasi grindcore, altri sono maldestre sperimentazioni. Raramente (forse solo in "Manky") il gruppo prova anche a fare musica, e non si tratta di musica particolarmente originale. I brani sono "doppi", nel senso che di ogni titolo vengono proposte due versioni. E' il fatto più originale dell'intero disco...
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14/12/2005 13:23 - THE MELVINS/Electroretard
I Melvins non si sono certo eclissati con il ...
THE MELVINS/Electroretard I Melvins non si sono certo eclissati con il crollo dell'impero grunge, del quale furono unanimamente riconosciuti pionieri, ed il loro ruolo seminale resta d'attualità, tant'è vero che legioni di oltranzisti heavy psych continuano a citarne la lezione. Non è un caso che il drummer Dale Crover sia anche il leader dei 'pesi massimi' southern stoner Altamont, e che abbia prodotto il doom abissale degli Acid King, allucinata creatura della moglie Lori. Ed oggi, il trio degli inossidabili King Buzzo, Dale & Kevin irrompe nel 2001 con un nuovo album per la Man's Ruin, "Electroretard": si tratta di una collezione di brani già editi, ma ri-registrati 'per il nuovo millennio', completata da covers di Wipers, Cows e Pink Floyd (il piatto forte del disco) e da una delirante intro, "Shit Storm", provocatoria come i crudeli fumetti di copertina. "Electroretard" mostra il lato più sperimentale e bizzarro dei Melvins, specie nelle rielaborazioni delle loro "Lovely Butterflies", che sicuramente piacerà ai Fatso Jetson, e "Tipping The Lion B". "Missing" dei Cows è offerta in versione ipnotica e suadente, ma non può competere con l'estesa, martellante rilettura di "Youth Of America" dei Wipers, citati fra le massime fonti d'ispirazione dagli stessi Nirvana; con la sua ritmica serrata, che funge da rampa di lancio per una jam dove King Buzzo si esercita in fughe di chitarra lancinante, appassionerà senz'altro i cultori del versante heavy del Melvins. La sfida più importante è però lanciata nel finale, perchè osare il saccheggio della leggendaria "Interstellar Overdrive" dei Pink Floyd non è impresa da poco. Ma anche gli scettici dovranno riconoscere che l'approccio dei Melvins non riduce affatto il clima di follia galattica dell'originale, ed è fedele a quello spirito di psychedelia estrema e sperimentale. "Electroretard" è il degno ritorno dei Melvins, caposaldo del rock alternativo americano; continueranno ad esserlo per anni ancora, se sapranno salvaguardare con decisione il loro miglior standard.
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14/12/2005 13:23 - FANTÔMASMELVINS BIG BAND Millennium Monsterwork (Ipecac/White’N’Black)
Certo che per essere un ...
FANTÔMASMELVINS BIG BAND Millennium Monsterwork (Ipecac/White’N’Black) Certo che per essere un progetto estemporaneo messo in piedi per una esibizione senza possibilità di replica occorre dire che i partecipanti si sono trovati subito tutti d’amore e d’accordo. D’altronde la Big Band era composta da due gruppi che non necessitano di introduzioni roboanti e per cui non servono parole falsamente eccessive; è sufficiente dire che si trattava di Melvins e Fantômas e che, nella notte del 31 dicembre 1999 (quando è avvenuto il finto trapasso dal secondo al terzo millennio; quello vero è avvenuto un anno dopo), si sono ritrovate insieme allo Slim’s di San Francisco per celebrare degnamente l’avvenimento. Adesso quel concerto viene reso disponibile sotto forma dei diciotto brani che compongono ‘Millennium Monsterwok’; in parte registrati direttamente dal DAT e in parte estrapolati da un bootleg abbastanza buono (per qualità del suono). Canzoni prese dal repertorio di entrambe le formazioni e che sono state eseguite in modo impareggiabile da Mike Patton, King Buzzo, Kevin Rutmanis, Dave Lombardo, Dale Crover, Trevor Dunn e Dave Stone. Dall’heavy metal al rock feroce, dal noise elettronico al grind, dal free-core alle bizzarrie tipiche di Fantômas e Melvins. Qui non c’è rispetto per nulla e per nessuno; solo una sana e consapevole libidine...!
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14/12/2005 13:23 - MELVINS Hostile Ambient Takeover (Ipecac White’N’Black)
Pretendere di capire i Melvins ...
MELVINS Hostile Ambient Takeover (Ipecac White’N’Black) Pretendere di capire i Melvins è come cercare di trovare una spiegazione logica a eventi irrazionali o come sostenere che la radice quadrata di un numero negativo è un numero reale, quando invece si entra nel campo degli immaginari. I Melvins sono un dogma e in quanto tali possono essere accettati e venerati, sottomettendosi incondizionatamente a qualsiasi loro presa di posizione musicale e non, oppure rifiutati, quasi aborriti; molto difficilmente potrete ignorarli. Magari trascorrerete parte della vostra vita facendo finta che non esistano e quando meno ve lo aspettate ve li trovate di fronte, sono lì che vi sbarrano la strada e vi sfidano: a quel punto o cercate di capirli o fate retromarcia e ve ne andate a gambe levate. In più di quindici anni di carriera hanno continuamente rimesso in gioco se stessi, hanno suonato con i gruppi più disparati, hanno fornito input fondamentali a gente che poi ha conosciuto il successo (Nirvana e il fenomeno grunge in generale) e hanno affrontato pressoché ogni forma sonora, riuscendo sempre a cavarsela egregiamente, sia che si fossero messi in testa di comporre un brano punk piuttosto che acustico o stoner, una canzone metal piuttosto che noise o pop, una traccia industriale piuttosto che doom o rock. Ebbene, ‘Hostile Ambient Takeover’ è l’emblema di quanto ci siamo detti sinora. Un disco che vi farà perdere l’orientamento già dopo tre pezzi; melodico e distorto, ambientale e saturo, dilatato e veloce, cadenzato e rumoroso, sintetico e grezzo. Indefinibile nella sua magnificenza.





































































































































































































































