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14/12/2005 13:23 - STEPHAN MATHIEU Wurmloch Variationen
Nata come sublabel della Mille Plateaux, ...
STEPHAN MATHIEU Wurmloch Variationen Nata come sublabel della Mille Plateaux, Ritornell si è ormai creata una fama d'etichetta di prestigio, senz'altro più audace e coraggiosa della casa madre da un bel po' a questa parte. "Wurmloch Variationen" di Stephan Mathieu è un esempio abbastanza riuscito sia sul piano concettuales (soprattutto) sia su quello musicales di musica de-generativa. Il fondamento dell'intero progetto è infatti un pezzo per piano di 11 minuti curiosamente posto alla fine del disco come quinta variazione e che mi ha fatto ricordare la "Decay music" di Michael Nyman nei lontani giorni della Obscure di Brian Eno. Quel pezzo è stato poi successivamente suonato e registrato per 26 volte, fino a perderne i contorni, mantenendo però alcuni tratti riconoscibili. Mathieu parla di relazioni entropiche, di suono casuale e cita "I'M Sitting In A Room" di Alvin Luciers con la differenza che nello storico pezzo di Lucier la voce diventando sempre più inintelligibile era causa di perdita di informazione, mentre dal momento che Wurmloch è un pezzo per piano e non racconta nessuna storia, quello che accade nelle sue successive variazioni non è perdita di informazioni, ma piuttosto un variare di condizioni "entropiche" rispetto all'originale. Contrariamente (e questo è un parere del tutto personale) al brano di Lucier però, in cui contemporaneamente al costante e minimale processo di dissoluzione-de-generazione del suono cresceva anche una sorta di misteriosa fascinazione, nel lavoro di Mathieu il fascino sta proprio alla fine, nell'ultima traccia, che però è l'inizio del processo, un pezzo per piano puro e semplice. Ad ogn'uno trarre comunque le proprie conclusioni.
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14/12/2005 13:23 - STEPHAN MATHIEUEKKEHARD EHLERS Heroin (Staalplaat/Demos)
Il Brombron Project è una nuova ...
STEPHAN MATHIEUEKKEHARD EHLERS Heroin (Staalplaat/Demos) Il Brombron Project è una nuova iniziativa messa in piedi da Staalplaat e dallo studio Extrapool di Nijmegen; l’idea è quella di riunire due musicisti, di affidare loro l’apparecchiatura necessaria per produrre i suoni che più li aggradano e di vedere cosa viene fuori da tale interazione. La prima uscita della serie avrebbe dovuto vedere protagonisti Main e Antenna Farm, ma problemi di varia natura ne hanno posticipato la data di pubblicazione, quindi il debutto effettivo avviene con Stephan Mathieu (Stol e Full Swing) e Ekkehard Ehlers (Autopoieses e Auch). ‘Heroin’ è stato registrato tra il 27 dicembre 2000 e il 2 gennaio 2001 e, secondo quelli che sono gli auspici della casa discografica, dovrebbe attrarre l’attenzione sia del pubblico elettronico che di quello legato alla tradizione rock. Non penso che ciò possa accadere, non tanto per la scarsità del prodotto, quanto per il semplice motivo che i suoni rimangono fortemente legati al mondo electro, in particolare quello minimale e composto dall’addizione di micro componenti. I 13 brani non cadono però nella trappola dei “glitch da supermercato” e neppure nell’appiattimento delle strutture, generando un sound formale, seppur improvvisato, e producendosi in pezzi variabili (tra l’acustico e il digitale) e avvolti da un profondo calore umano; discretamente interessante.



















































































