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14/12/2005 13:23 - Autechre
Sean Booths e Rob Brown, provenienti dal giro dei b-boys ...
Autechre Sean Booths e Rob Brown, provenienti dal giro dei b-boys di Manchester, appassionati di electro ed hip-hop, hanno esordito come Autechre nel 1993 con un lp, Incunabola, che ha subito dichiarato l'indifferenza del duo verso la musica strutturata e la massima attenzione verso uno stile libero (free-form) che deve molto, in attitudine, al lato sperimentale del free jazz. La loro musica, perfettamente bilanciata fra influenze così disparate (electro, industrial, Detroit, ambient) e la loro spinta destrutturativa con cui interpretano e realizzano il loro suono, ha da subito conquistato pubblico e critica. La frontiera tra sperimentazione pura ed elettronica popolare, o, come la chiama qualcuno, Intelligent Dance Music.
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14/12/2005 13:23 - Autechre "Lp 5"
Sono andati. Andati via. Gli Autechre si sono ...
Autechre "Lp 5" Sono andati. Andati via. Gli Autechre si sono allontanati enormemente (e definitivamente?) da tutto il rinserrarsi di sotto-stili e sotto-codici che definiscono di stagione in stagione il suono "giusto" del circuito dance e dintorni. Hanno preso ulteriori distanze da tutti quei musicisti che definiscono la propria musica in funzione di quello che "tira" attorno a loro. A questo punto della carriera, dopo cinque album e altrettanti anni spesi nell'underground più fecondo della scena elettronica, gli Autechre suonano semplicemente come gli Autechre: intricata costruzione del ritmo, attenzione per i suoni analogici, atmosfere sospese, irreali e un po' cupe. La loro musica non è più definita da una scena, la musica degli Autechre definisce uno scenario. Com'è tipico di tutta quella techno che invece di rappresentare il mondo che la circonda, ne fabbrica di nuovi creando degli spazi abitabili nei quali proiettare le ansie del presente. Naturalmente il rischio di operazioni come questa è quello dell'ermetismo. E sì, Lp 5 è un disco ermetico: difficilmente decifrabile, ripiegato in un gioco sofisticatissimo di variazioni ritmiche e timbri cangianti. L'elettronica analogica guarda indietro, oltre i fermenti delle scene rave e post-rave che hanno caratterizzato il suo passato prossimo, e si proietta verso la riscoperta del lavoro dei grandi pionieri del suono elettronico. Con una particolare attenzione per la Germania dei Settanta, la Germania dei Roedelius e dei Gottsching, del suono come paesaggio e delle introspezioni parapsichedeliche: più pittura astratta che iper-realismo cinematografico.
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14/12/2005 13:23 - Autechre
Chiastic slide
Da una parte gli inglesi Autechre che con attitudine ...
Autechre Chiastic slide Da una parte gli inglesi Autechre che con attitudine propriamente moderna (da intendersi nel senso che questo termine potrebbe avere in architettura ad esempio, portano avanti una ricerca timbrica e musicale estremamente raffinata ed essenziale; dall'altra il finlandese Jimi Tenor che opera con l'attitudine del modernariato sul passato patrimonio del pop. Il quarto album degli Autechre svuota le strutture sonore dai ritmi pronunciati, spigolosi e industriali che avevano caratterizzato il suo predecessore (l'ottimo Tri Repetae), e si impegna ad indagare gli interstizi sonori del suono analogico digitale. Le cadenze, sempre molto spezzate, appaiono costruite su interferenze elettromagnetiche; le armonie, dilatate, sembrano provenire da un futuro remoto. I territori della incomunicabilità vengono esplorati con una partecipazione emotiva sorprendentemente viva: musica del silenzio, alle soglie dell'isolazionismo, capace di tenere sempre desta l'attenzione dell'ascoltatore con variazioni sottili ma sempre intellegibili. Dall'elettronica easy-listening di Perrey Et Kingsley (nomi cruciali in molta nuova elettronica, da Mike Paradinas a Richard James), dal soul in bassa fedeltà e ad alta intensità di Timmy Thomas (il suo album-capolavoro del '72 Why Can't We Lise Together è oggi di un'attualità impressionante: da riascoltare assolutamente!).
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14/12/2005 13:23 - AUTECHRE
"EP7"
Viene venduto al prezzo di un singolo (o pressappoco), ma ...
AUTECHRE "EP7" Viene venduto al prezzo di un singolo (o pressappoco), ma questo EP7 degli Autechre è consistente come un album: settanta minuti di musica (nella versione CD) per undici brani. Lo stile è il solito. Punteggiature analogiche appaiono e scompaiono su sciami di sibili e ronzii, mentre il ritmo procede, scarno ed obliquo. Gli Autechre, nel corso degli anni, sono riusciti a definirsi una propria e personalissima cifra stilistica. Sanno giocare con le asperità della nuova elettronica, ma senza mai risultare autoindulgenti. Né freddi. Anzi: dai loro brani affiora sempre una strana, impalpabile forma di melanconia che sembra salire come nebbia dagli intarsi elettronici. Il loro suono è, per così dire, abitato. Anche quando, ed è il caso di questo EP7, le parti musicali sembrano aggrumarsi in una coalescenza provvisoria. Schizzi, anzi che opere compiute. Eppure affascinanti. Gli Autechre hanno fatto scuola anche per questo.
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14/12/2005 13:23 - Autechre "LP5"
Punto di partenza sarebbe la techno, ma l'approdo è ...
Autechre "LP5" Punto di partenza sarebbe la techno, ma l'approdo è così lontano che quasi non ci si crede. L'enigmatico duo che incide dischi per conto della Warp Records di Sheffield impiega infatti i ritmi come oggetto di sperimentazione, anziche scandirli in modo rassicurante, e su di essi architetta complesse trame digitali. Non a caso i due album precedenti "Tri Repetae" e "Chiastic Slide" sono annoverati fra le opere più significative della scena elettronica contemporanea. Posizione dunque scomoda quella di LP5, quinto lavoro della serie: dopo aver aperto frontiere, gli autori si trovano ora nella condizione di dover consolidare il lavoro svolto. Minori intuizioni e maggiore compattezza, insomma. Nondimeno alcuni episodi del disco (il voodoo al silicio di 777, gli intricati algoritmi di Under BOAC, le sospensioni "ambientali" di Rae e Corc) riaffermano l'ambiziosa identità artistica degli Autechre, ancora fra i più temerari pionieri del suono in circolazione oggigiorno nel Regno Unito e non solo.
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14/12/2005 13:23 - AUTECHRE
Peel Sessions
Se prendiamo il nostro telescopio e lo puntiamo sull'enigmatica ...
AUTECHRE Peel Sessions Se prendiamo il nostro telescopio e lo puntiamo sull'enigmatica galassia Warp, vedremo brillare tre affascinanti pianeti dove forse non c'è vita ma (vecchia battuta) c'è speranza. La speranza è quella di ascoltare musica completamente aliena e spiazzante. John Peel lo sa ed accende i microfoni. Gli Autechre sono sempre una spanna sopra tutti gli altri, evocano mondi fatti di metallo fuso dove zampettano grilli elettronici. Se i primi due brani servono da antipasto ecco che i dieci minuti abbondanti di "Drane" possono tranquillamente essere considerati un biglietto per mondi lontanissimi. Non sono i battistiani "Giardini Di Marzo" quanto piuttosto i giardini di Marte.
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14/12/2005 13:23 - AUTECHRE Gantz Graf
Cd e/o Dvd? Questa la domanda di ...
AUTECHRE Gantz Graf Cd e/o Dvd? Questa la domanda di fronte alla nuova uscita di Autechre, alternativamente disponibile in cd con i tre brani inediti ("Gantz Graf", "Dial" e "Cap IV') oppure in versione congiunta cd/dvd con i video della stessa "Gantz Graf", di "Bass Cadet" e di "Sacond Bad Vilbel". Qualsiasi scelta facciate, sarete ugualmente premiati. Il trittico sonoro parte in extrasincope con il brano che intitola l'ep per rientrare nei parametri artificiali noti ma sempre affascinanti nelle successive due tracce, con "Dial" a rivelare un'anima insospettatamente crimsoniana! Grande curiosità per i video, la cui regia è affidata a Alexander Rutterford, J.S. Hunter e Chris Cunningham (già all'opera nel "Windowlicker" di Aphex Twin).
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14/12/2005 13:23 - AUTECHRE Gantz Graf
Cd e/o Dvd? Questa la domanda di ...
AUTECHRE Gantz Graf Cd e/o Dvd? Questa la domanda di fronte alla nuova uscita di Autechre, alternativamente disponibile in cd con i tre brani inediti ("Gantz Graf", "Dial" e "Cap IV') oppure in versione congiunta cd/dvd con i video della stessa "Gantz Graf", di "Bass Cadet" e di "Sacond Bad Vilbel". Qualsiasi scelta facciate, sarete ugualmente premiati. Il trittico sonoro parte in extrasincope con il brano che intitola l'ep per rientrare nei parametri artificiali noti ma sempre affascinanti nelle successive due tracce, con "Dial" a rivelare un'anima insospettatamente crimsoniana! Grande curiosità per i video, la cui regia è affidata a Alexander Rutterford, J.S. Hunter e Chris Cunningham (già all'opera nel "Windowlicker" di Aphex Twin).
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14/12/2005 13:23 - AUTECHRE Untilted (Warp) Esce in europa il 18 aprile l’ottavo ...
AUTECHRE Untilted (Warp) Esce in europa il 18 aprile l’ottavo album ufficiale dei redivivi Autechre, duo fuoriclasse di Sheffield che non ha bisogno di tante presentazioni, per coloro i quali invece fossero allo scuro sulle sue vicende, consiglio di documentarsi su quello che di importante è successo alla musica elettronica dal periodo post dance dei primi anni novanta fino ai giorni nostri. Rob Brown e Sean Booth sono degli autentici precursori della cosiddetta intelligent dance music, hanno sempre spinto la ricerca una spanna più avanti rispetto agli standard ed hanno sempre avuto una nutrita schiera di inseguitori e tanti più estimatori. Una ricerca che si è andata via via evolvendo negli anni passando da stilemi ambientali ad intricatissime elaborazioni digitali da perderci la testa al solo ascolto. Evoluzione inoltre caratterizzata da un abbandono progressivo delle armonie e che ha spinto i due alla deriva, fuori da ogni possibile ingabbiamento generico, nonostante abbiano dimostrato una sensibilità fuori dal comune anche nel trattare la melodia. Ecco adesso che, a 2 anni di distanza dal precedente Draft 7:30, i due si apprestano ad aggiornare il diario di bordo dell’astronave Autechre con un album senza titolo che, detto chiaramente, stavolta non spiazzerà più di tanto le aspettative di ascolto. Solite infatti sono le attitudini alle dissonanze, con disfunzioni ritmiche che, come di consuetudine, metteranno a dura prova la vostra idea di tempo e con sorprese che saranno giocate più sul corredo sonoro che sul piano architettonico. 8 tracce, più una extra nell’incisione giapponese, che seguono percorsi ambientali e tessiturali in continua evoluzione, 8 intricati e veloci mind trip che vanno via via sbrogliandosi nel loro singolo evolvere. Un album che, anche se non mostra gran che di nuovo rispetto alle ultime esplorazioni del duo, risulta leggermente più lucido e discorsivo al suo interno. Quello che si materializzerà alle vostre orecchie sarà comunque, e non potrebbe essere altrimenti, un altro gioiello di elettronica di ricerca. http://www.warprecords.com/ - SUONANO: 29/04 - Roma @ Brancaleone 30/04 - Bologna @ Link - INFO: DNA CONCERTI - Via dell'Olmata 30 - 00184 Roma - tel. 06/47823484 (booking) Fax 06/47886384 - Efax 14433390079 - Jarno (Carlo Garrè) Via Pino Baj 20 - 20086 Motta Visconti (MI) 339/4355906 - www.dnaconcerti.com





































































































































































































































