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14/12/2005 13:23 - Incubus
Definiti, a ragione, i naturali eredi dei Red Hot Chili ...
Incubus Definiti, a ragione, i naturali eredi dei Red Hot Chili Peppers (o se preferite, la loro evoluzione), e i Faith No More del 2000, gli Incubus hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che la California sta attraversando una fase di assoluta sperimentazione crossover, sintetizzando musiche dissimili fra loro, come funk, hip-hop, musica ritmica ed elettronica. Guarda caso le influenze principali di Brandon Cornelius, voce e guida del quintetto americano. “Mi considero un consumatore globale di musica, non penso di avere limiti nel mio approccio all'ascolto, e questo riguarda anche gli altri componenti degli Incubus. Probabilmente la nostra musica ha la struttura di un puzzle proprio perchè, ascoltando rock, jungle e drum'n'bass, oltre che al rap, siamo predisposti naturalmente alla sperimentazione”. Sei daccordo con la stampa che vi definisce funk metal? “Certamente, se intendi per funk la visione di una musica nera, alla quale siamo molto legati. In questo senso non posso che concordare”. Da che cosa è dovuto questo amore per il black sound? “Heat, calore. L'essenza del blues e dell'hip-hop. Quello che stanno dimenticando molte crossover bands attualmente. Se la musica è espressione dell'anima, allora è certamente quella di un vecchio bluesman”. Mi ha particolarmente colpito l'uso che fate degli scratches: è come se fosse un elemento di disgregazione, di frammentazione del vostro suono.. “E' esattamente l'idea principale di S.C.I.E.N.C.E.: volevamo qualche cosa che si scagliasse contro l'impostazione molto quadrata, uniforme, delle chitarre, per creare un effetto di implosione. Abbiamo interpretato il lavoro di turntables come elaboratore di schegge soniche, che, per certi aspetti, disturbasse il rock che da forma alle composizioni”.
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14/12/2005 13:23 - INCUBUS/Fungus Amongus
La prova della più completa e irreversibile inattendibilità della ...
INCUBUS/Fungus Amongus La prova della più completa e irreversibile inattendibilità della stampa musicale inglese è data dal fatto che ancora una volta è riuscita a ignorare un disco capitale come questo degli Incubus. Proprio mentre, con anni di ritardo, si celebrano i fasti del crossover (o, detto in altro modo, si incensa quello sopra cui solo fino a pochi mesi fa si sputava), ecco uscire il disco del quale si potrebbe dire che se fosse stato pubblicato nell'anno giusto, avrebbe probabilmente cambiato il corso della storia. Nel senso che, al posto dei Korn come gruppo guida, ci sarebbero stati gli Incubus (infatti le date di registrazione di Fungus Amongus sono del '93, mentre il primo album dei Korn data novembre 1994). In pratica gli Incubus inventavano la nozione di crossover, così come l'hanno portata al successo di massa Limp Bizkit e Korn, un anno prima che Jonathan Davis uscisse sulla scena. Scusate se è poco. La fusione perfetta tra funky alla Chili Pepper, postmetal helmettiano, incubi del post Nirvana e larvato industrialismo tribale (vedi un brano come Take Me To Your Leader) avevano già trovato la loro soluzione nel genio degli Incubus. Complimenti ai santoni della carta stampata britannica per averlo perfettamente capito. E già che siamo in odore di polemica, complimenti anche alla Sony, che non ebbe il coraggio di far uscire il disco allora, ma che ci mette una pezza adesso, ovviamente Italia esclusa. Fungus Amongus è in tutto e per tutto un album fondamentale. Frenetico e psicotico nell'uso rivoluzionario del funky supportato da chitarre iperpesanti, esso esplora dimensioni inusitate per il rock e suona innovativo ancona oggi, ben sette anni dopo la sua incisione.
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14/12/2005 13:23 - INCUBUS
Make Yourself
I lettori sanno quanto, in passato, abbiamo scommesso sugli ...
INCUBUS Make Yourself I lettori sanno quanto, in passato, abbiamo scommesso sugli Incubus, come prospettiva concreta e avvincente per il futuro del crossover. Ma, dopo Make Yourself, dobbiamo assolutamente rivedere la nostra posizione. Si pone un problema morale, oltre che musicale, nei confronti degli ex giovani prodigio di S.C.I.E.N.C.E.. Un problema dettato, probabilmente, dalla voglia di successo, di gratificazione. Pensandoci bene, vedersi superati agilmente da un Kid Rock di turno non deve essere molto piacevole. Però questo non giustifica la perdita quasi totale di coraggio e di voglia di sperimentare. Più ascolto Make Yourself, più mi accorgo che i Faith No More sono diventati una gabbia per gli Incubus, soprattutto per Brandon Boyd, che sembra tentare di tutto per avvicinarsi a Nike Patton. Il problema che un gruppo come i Faith No More capita ogni vent'anni, mentre un gruppo come gli Incubus può sparire in due. Canzoni perfettamente confezionate, adatte ad un pubblico di medio-consumo, che apprezza quel nuovo stile americano (quasi derivativo del grunge) in cui tutto sembra una power ballad un po' psichedelica ed un po' neo-mainstream. Con i dovuti paragoni, gli Incubus somigliano più a dei Sensefield da classifica che a dei Korn in sperimentazione. Un bruttissimo segnale. Un disco destinato a perdersi nel tempo.
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14/12/2005 13:23 - INCUBUS
Il cantante Brandon Boyd ed il batterista Jose Pasillas sono ...
INCUBUS Il cantante Brandon Boyd ed il batterista Jose Pasillas sono amici sin dai tempi delle elementari. Il chitarrista Mike Einzinger li incontra anch'esso durante i tempi della scuola, mentre il bassista Alex Katunich giunge solo poco più tardi. Insieme i quattro decidono nel 1991 di formare una band che si dedica inizialmente a suonare alle feste. Nel 1995 esce il primo album autoprodotto, intitolato FUNGUS AMONGUS. DJ Lyfe avvicina la band solo dopo averla vista alcune volte dal vivo, introducendo così un caratteristico sound hip-hop. La prima grossa etichetta ad accorgersi degli Incubus è la Immortal che pubblica a fine 1996 il mini ENJOY INCUBUS. Prima e dopo l'EP, la band gira parecchio in tour: il più famoso resterà certamente quello del 1997 con Urge e Korn. Forti del successo ottenuto suonando accanto alla band di Jonathan Davis, gli Incubus pubblicano l'album S.C.I.E.N.C.E. e vanno ancora in tour, ma stavolta con gli Sugar Ray. Nel 1998 è allontanato DJ Lyfe ed al suo posto subentra il DJ Kilmore. Ancora numerose le date, questa volta con Limp Bizkit, System Of A Down, Snot. Dopo quasi due anni di show gli Incubus ritornano in studio per registrare MAKE YOURSELF che esce a fine 1999. Poi, nell'attesa di pubblicare il nuovo album con il produttore Scott Litt, la SonY/Epic a fine primavera 2001 fa uscire una ristampa di MAKE YOURSELF con un bonus CD di quattro pezzi. "Morning view" arriva nell'autunno del 2001. E' un disco che conferma la strada intrapresa dalla band con l'album precedente: un forte crossover alternato a brani meno spigolosi che in passato, per un totale di tredici pezzi che gli Incubus promuovono, di lì a pochi mesi, con una nuova tournée.
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14/12/2005 13:23 - INCUBUS "Morning View" - A quasi due anni di distanza ...
INCUBUS "Morning View" - A quasi due anni di distanza dal pluridecorato Make yourself (quasi tre milioni di copie vendute in tutto il mondo) gli Incubus si rifanno vivi con questa nuova fatica discografica che si discosta quasi completamente da quanto il quartetto di Calabasas aveva fatto fino ad oggi. La opening track "Nice to know you" è il brano che più si avvicina alle atmosfere dei lavoro precedente: riff potente in apertura, cantato melodico ed una spruzzata di suoni "ambient" (merito dei sottovalutato dj Killmore), il tutto mescolato con maestria e naturalezza. In Cirles, seconda traccia dell'album, la band ci mostra in pieno che l'ispirazione per questo nuovo disco arriva direttamente dall'hard rock anni '70: qui la sezione ritmica è letteralmente devastante, forse Mike Heizinger ha un suono troppo hendrixiano, ma il groove del brano spacca. "I wish you where here" (ultimamente Brandon è diventato romantico?!) è il primo pezzo melodico e potenziale hit, accordoni aperti grunge-style ed un cantato veramente da paura: Mr. Boyd, almeno tecnicamente, è l'unico che attualmente può aspirare allo scettro dei grande Mike Patton, ma forse dovrebbe essere più "bastardo". In Blood on the round si fa strada il funky-rock che, con le dovute differenze, ricorda i primissimi Red Hot Chili Peppers (Freaky Styley), solo un po' più blues. A parte la parentesi completamente acustica Mexican, che però centra poco, il resto del disco risulta non molto incisivo. "Morning view" non è un brutto disco, ma non regge il confronto con "S.C.I.E.N.C.E." o "Make yourself" per il semplice fatto che risulta incompleto. L'idea c'è ma non si è ancora concretizzata: gli Incubus sono senza dubbio una delle migliori band in circolazione, ma per il grande disco che ci volevano regalare dovremo aspettare il loro prossimo lavoro.














































































































































































































