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14/12/2005 13:23 - SLIPKNOT
Più psycho del circo dei Kiss e più velenosi ...
SLIPKNOT Più psycho del circo dei Kiss e più velenosi dei Marilyn Manson... Direttamente dal deserto di Des Moines, Iowa - detta "the middle of nowhere" (il centro del nulla) arriva un combo sconclusionato di 9 freaks americani che cercano uno sfogo e una ragione di vita nel loro hardcore metal alternative. E' il 1995 quando gli Slipknot muovono i primi passi nella scena USA, arricchendo la loro musica di incessanti e spietati ritmi percussivi che si trasformavano nella spina dorsale della loro colorita ultra-violenza sonica. Il loro gigante set di tamburi e percussioni è corazzato dallo stesso titanio dello Space Shuttle della NASA!!! La Roadrunner non se li lascia sfuggire e Slipknot (1999), il loro album d'esordio, prodotto da Ross Robinson, è uno dei più devastanti ed eccitanti degli ultimi anni! In America sono già delle celebrità e hanno diviso il palco con Coal Chamber e Machine Head. Loro marcia in più è l'immagine inquietante che hanno studiato e realizzato da soli, a mano: indossano inquietanti maschere in lattice e costumi da stuntmen di color rosso sangue. I vari personaggi della band hanno scelto come nomi d'arte dei numeri, dietro ognuno dei quali si nasconde un inenarrabile mistero: 0,1,2,3,4,5,6,7,8. In termini più o meno umani sono invece: il percussionista pagliaccio Shawn Crahan, il DJ Sid Wilson, il batterista Joey Jordison, il bassista Paul Grey, il batterista Chris Fehn, il chitarrista James Root, il sampler/programmer Craig Jones, l'altro chitarrista Mic Thompson e il mostruoso cantante Corey Taylor.
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14/12/2005 13:23 - SLIPKNOT
S/T
A guardarli nelle foto promozionali con quelle inquietantissime maschere da ...
SLIPKNOT S/T A guardarli nelle foto promozionali con quelle inquietantissime maschere da clown, gli Slipknot potrebbero quasi sembrare quegli incredibili pazzi scatenati dei Mr. Bungle. Di certo, l'idea di contaminazione che i nove dell'Iowa esprimono in questo loro primo disco per la Roadrunner, è molto meno "sperimentale" e caotica di quella dell'ex ensemble di Mike Patton (ebbé!) ma non per questo meno potente e trasfigurante. Se pensate ad una sorta di System Of A Down con le chitarre alla Soulfly, massicci campionamenti ed un batterista in possesso dei superpoteri speed di Dave Lombardo (ex Slayer), potete già cominciare a rendervi conto di cosa è in grado di potervi sbattere in faccia questa increbile manica di thrashers mancati. Pezzi come Eyeless, Spit It Out e Only One rappresentano probabilmente l'unica plausibile forma di coesistenza tra death ed hip hop, altri come Wait And Bleed l'immencabile riproposizione del modello tutto fearfactoryano di chitarre massicce e stracolme su linee vocali melodiche e sofferte. Insomma, la parola sul crossover post-Korn è tornata finalmente ad uno dei generi più settari (ma potenti) come il death; non lasciate assolutamente che si perda nel vento.
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14/12/2005 13:23 - SLIPKNOT Slipknot
Sono brutti, sporchi e cattivi. Inquietanti sin dal nome ...
SLIPKNOT Slipknot Sono brutti, sporchi e cattivi. Inquietanti sin dal nome che hanno scelto di darsi, Slipknot, ovvero "nodo scorsoio". Più duri di Kid Rock, più ruvidi dei Limp Bizkit, più "rumorosi" dei Pantera. E soprattutto mascherati. Nulla a che vedere però con i Kiss e il loro antico circo dell'hard rock. A vederli, tutti rigorosamente vestiti in tute industriali - come è capitato di recente nell'unica data italiana, a Milano, o nel videoclip già in circolazione che li ritrae dal vivo, oppure sulla copertina del loro omonimo disco che, in Italia, ha venduto diecimila copie a tre sole settimane dall'uscita nei negozi italiani - vengono in mente piuttosto certe maschere truci in puro stile Halloween. O, se preferite, i personaggi conturbanti dei racconti dell'orrore firmati Stephen King. A partire dal terribile clown di 'IT", una delle poche maschere ricorrenti nei loro concerti. La gustosa biografia lanciata in Internet dalla Roadrunner, la storica etichetta del rock estremo che li ha messi sotto contratto per il primo disco "ufficiale", dopo l'autoprodotto "Mate. Feed. Kill. Repeat" del '96, racconta che la loro attività ha sconvolto la pace dello Iowa da cui provengono, "stato di cereali e maiali che gran parte dei non residenti considera un buco nero geografico", bellamente ignorato dalla storia del rock'n'roll. I nove elementi della formazione (la cittadina di Des Moines è la loro comune "hometown") hanno deciso sin dall'inizio di giocarsi soprattutto a livello visivo un ruolo di curiosi outsider nell'universo del nuovo metal, presentandosi come una entità anonima, senza nomi né facce. Ciascuno di loro è ribattezzato con un numero progressivo, da O a 8, libero poi durante i concerti di indossare la maschera che più gli aggrada. Il gioco è riuscito così bene che gli Slipknot ne sono rimasti prigionieri. "Ma le maschere sono estensioni delle nostre personalità", assicura 1, il batterista (Joey Jordison all'anagrafe) "penso che la rappresentazione cambierà nel tempo insieme alla nostra musica". Come a dire: perdonate l'irruenza giovanilistica, nel futuro potremmo diventare un po' più maturi. Nel frattempo, sulle maniche delle tute gli Slipknot hanno fatto stampare dei numeri portafortuna, perché la cabala non fa paura come il diavolo e soprattutto non pretende l'anima in cambio. In attesa di futuri sviluppi, la loro formula death metal innaffiata di hip hop - l'organico prevede pure un DJ e un manipolatore di sampler - fa sfracelli. Senza memorabili innovazioni sonore, in verità, ma con una sfacciataggine verbale e programmatica che il pubblico sta premiando con comprensibile generosità.
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14/12/2005 13:23 - SLIPKNOT Iowa
Un po' di immaginazione, per cortesia. Pensate a ...
SLIPKNOT Iowa Un po' di immaginazione, per cortesia. Pensate a Scream. Poi alla sua parodia Scary movie. Infine, prestate occhi e orecchie agli Slipknot, e capirete che rientrano nello stesso gioco. A vederli dal vivo sono inquietanti per davvero, i nove monelli di Des Moines, intabarrati nelle loro tute da metalmeccanici, i volti nascosti dalle maschere, l'atteggiamento di chi intende spaccare tutto, qui e ora. Ad ascoltarli su disco, sparito l'impatto visivo l'effetto sensurround viene comunque garantito in un lavoro se possibile ancor più cinico e violento del debutto milionario del '99. Sezione ritmica tonante, chitarre spianate, la voce brutale di Corey Taylor, e poi alla console un di e un esperto in campionamenti che fanno tanto trendy: tutto sembra girare alla perfezione, nel vortice dei rock rumoroso e torcibudella, garantito qui dalla produzione del solito Ross Robinson. E anche i testi denotano n notevole scaltrezza, riflettendo il senso di nichilistica impotenza che ci è tanto familiare, e guarniti con grazioso (ma non troppo originale) assortimento d'improperi. Qualcuno magari potrebbe offendersi per un titolo come People = Shit, subito finito sulle loro t-shirt, ma non è proprio il caso. Gli Slipknot sono semplicemente l'ultima variazione sul tema della (finta) cattiveria. Bravi ragazzi, insomma. Semmai, un tantinello sopravvalutati.
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14/12/2005 13:23 - Slipknot - Vol. 3: the subliminal verses. Ormai manca solo ...
Slipknot - Vol. 3: the subliminal verses. Ormai manca solo la scaletta dei brani, quella ufficiale perché quella ufficiosa è già stata pubblicata (seppure con riserve) da Rockol, e poi del nuovo album degli Slipknot i dettagli più importanti ci saranno tutti. L’atteso CD del violento gruppo dell’Iowa è stato intitolato “Vol. 3: the subliminal verses”. C’è inoltre un altro interessante particolare. La band scenderà in campo il prossimo 30 marzo (ad Orlando, Florida) per il primo della serie di concerti USA che terrà con i Chimaira ed i Fear Factory, ed in tale occasione presenterà per la prima volta le nuove maschere. “Vol. 3: the subliminal verses” sarà in commercio, come già riferito, il prossimo 25 maggio. A restare poco chiaro, almeno per ora, è quanto riguarda il primo estratto: sebbene sia “Duality” il primo singolo ufficiale, Joey Jordison e soci pubblicheranno già il 30 marzo un altro brano, “Pulse of the maggots”. www.slipknot.de - INFO: Barley Arts Promotions - 02/76113055 - Via Carlo Poma 132 - 20129 Milano www.barleyarts.com


















































































































































































































































































































































































































































































