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14/12/2005 13:23 - "Cosa farò da grande? Datemi il tempo di diventare adulto ...
"Cosa farò da grande? Datemi il tempo di diventare adulto é ve lo dirò", sogghigna Gino Paoli, 61 anni, parafrasando una sua canzone di successo. E ha ragione: chi altro, alla sua età, riuscirebbe a cantar d'amore con la golosa intensità di un adolescente? Lui sì: ascoltare, per credere, Amori Dispari, il nuovo compact disc del cantautore ligure pubblicato recentemente. Difendere il primato dei sentimenti in piena civiltà dei computer è la sfida che rende insieme antico e attualissimo questo album, la cui canzone più emblematica è Chiara, storia di una ragazza che scaglia in faccia a un'epoca refrattaria la provocazione del proprio inguaribile e affascinante romanticismo. "In realtà", spiega: Paoli, "sono soprattutto gli adolescenti, oggi a subire i condizionamenti della nostra società, le lusinghe dello yuppismo". Forse anche in questa capacità di capirli sta la simpatia che il decano dei nostri cantautori riscuote da sempre presso le generazioni più giovani: "Con loro", ammette lui, "condivido la voglia di mettersi in discussione, l'insofferenza nei confronti dei dogmi, l'uso del dubbio. Ne è esempio il rapporto che ho con i miei quattro figli: per loro non sono né un padre né un amico, ma un vero complice". Amori Dispari è doppiamente una sfida "perché", dice il suo autore, "rifiuta i trucchi, i maquillages, i "miracoli" dell'elettronica: è stato registrato dal vivo, come un concerto in teatro, come è giusto in un'epoca in cui lo strapotere della tecnologia fa crescere il bisogno di genuinità, di suoni meno impeccabili ma più veri. Un disco "romantico"? Non mi interessano le etichette: semplicemente, ho scritto quello che mi veniva spontaneo scrivere senza pormi il problema". E così Amori Dispari è l'autoritratto di "un bambino dai capelli bianchi che parla d'amore", come Paoli si ritraeva in una canzone del '77, ben consapevole "che, come diceva Leo Ferré, amore e anarchia hanno la stessa iniziale". Ma è anche un atto di fedè nella vita, questo gioco d'azzardo "in cui perdi sempre, perché il potere è più forte di te, ma vinci se giochi per il solo gusto di farlo, senza pensare al guadagno": che è poi il senso di Partita, il brano conclusivo, dove la carta della Donna (l'amore) prevale alla fine su quella minacciosa del Re. Nell'utopia, almeno; ché nella realtà le cose vanno spesso diversamente: "Lo so bene io che, da deputato, mi sono battuto inutilmente perché la musica dei giovani avesse, finalmente, spazi suoi. Alla fine il Potere ha vinto e i concerti continuano a dover mendicare spazi in casa d'altri: del calcio, della prosa, del basket, della lirica...".
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14/12/2005 13:23 - GINO PAOLI - ENRICO RAVA "il cielo in una stanza"
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GINO PAOLI - ENRICO RAVA "il cielo in una stanza" Con ORCHESTRA REGIONALE TOSCANA Gino Paoli (voce), Enrico Rava (tromba) con Gianluca Petrella (trombone), Stefano Bollani (piano), Ares Tavolazzi (contrabbasso), Roberto Gatto (batteria) - Brass band e Orchestra d'Archi; arrangiamenti originali e direzione: Paolo Silvestri. "Il Cielo in una Stanza", l'originale progetto musicale che vede insieme il cantautore Gino Paoli ed il jazzista Enrico Rava, affiancati per l'occasione dall'Orchestra Regionale Toscana. Si tratta di un incontro decisamente fuori dagli schemi tradizionali; dopo un concerto della scorsa estate di Enrico Rava, a cui Gino Paoli ha partecipato, i due artisti hanno deciso di approfondire il progetto, di dare la sostanza di una vera e propria produzione a questo momento di incontro. Ne è quindi scaturito un incarico a Paolo Silvestri - da tempo uno dei più stretti collaboratori di Enrico Rava - per la totale ed originale riscrittura di partiture musicali celebri come Senza fine, Sassi, Sapore di sale, Vivere ancora, La gatta, o come Il cielo in una stanza, ideale titolo di questo lavoro musicale. Il risultato è un progetto del tutto nuovo, con arrangiamenti originali ed una formazione inedita: un ideale punto di incontro, diverso sia dall'uso corrente nella musica pop di ospitare nei vari tour solisti provenienti dal mondo del jazz, oppure dalla partecipazione di cortesia di qualche cantante famoso al disco di un jazzista. Gino Paoli ha rappresentato molto per Enrico Rava con le sue canzoni che hanno segnato l'adolescenza di più di una generazione di italiani. Ma anche l'incontro di Gino Paoli con il jazz è tutt'altro che casuale: per lui e per tutto il gruppo di cantautori genovesi il jazz ha rappresentato un humus ed una fonte di ispirazioni ben visibili; lo sono stati per Paoli che proprio ascoltando il jazz americano, di cui è appassionato, e la musica francese, ha maturato quel suo particolare stile che fu dirompente nel mondo della musica italiana. La produzione di questo avvenimento è stata opera di Music Pool con la collaborazione di Ph.D di Bruno Sconocchia, in occasione di Prato Festival ˆ Natale 2002.































































































