Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - IVANO FOSSATI
Ivano Fossati nasce il 21 settembre 1951 a Genova, ...
IVANO FOSSATI Ivano Fossati nasce il 21 settembre 1951 a Genova, città dove continua a vivere fino ai primi anni '80 quando decide di trasferirsi, dopo molto viaggiare fra Europa e Stati Uniti, in un piccolo paese dell'entroterra ligure. La sua passione per la musica si manifesta da bambino: a otto anni inizia lo studio del pianoforte, strumento che diventerà fondamentale nella sua vita, nonostante numerosi 'tradimenti' consumati con altri strumenti musicali come le chitarre ed il flauto. Dopo qualche esperienza nei gruppi rock-progressivi, incide il suo primo album nel 1971 ("Dolce Acqua") alla guida dei Delirium, con i quali conosce il suo primo grande successo nel 1972 con il brano "Hesahel". La sua natura fortemente irrequieta e il grande amore per la musica lo portano subito a provarsi in altri campi, superando ogni esperienza non appena sia compiuta. Inizia così la sua carriera solista che lo vedrà comunque e sempre continuare le sue collaborazioni in varie forme con musicisti e artisti italiani e stranieri. Dal 1973 al 1988, Fossati ha pubblicato 18 album, manifestando un interesse per la musica a tutto campo che lo spinge a percorrere molte delle strade possibili. Risale agli inizi degli anni '70 la sua prima musica per il teatro (Emanuele Luzzati, Teatro Della Tosse) attività che non si è quasi mai interrotta e che lo vede anche in questo periodo al lavoro in collaborazione col Teatro Stabile di Parma. Ha scritto musiche per i film di Carlo Mazzacurati ("Il Toro", 1994 e "L’Estate Di Davide", 1998). Collabora con musicisti italiani e stranieri soprattutto nell'area jazz: Trilok Gurtu, Tony Levin, Enrico Rava, Una Ramos, Riccardo Tesi, Guy Barker, Nguyen Le e con cantautori come Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori. Ha scritto canzoni per molti grandi nomi della canzone italiana tra i quali Mina, Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Anna Oxa, Mia Martini, Loredana Bertè e moltissimi altri. Ha tradotto canzoni di Chico Buarque De Hollanda, Silvio Rodriguez, Djavan, Supertramp. A fine gennaio del 2000 sarà pubblicato l'attesissimo nuovo album.
-
14/12/2005 13:23 - IVANO FOSSATI - "La Disciplina Della Terra" - Nuovo Album ...
IVANO FOSSATI - "La Disciplina Della Terra" - Nuovo Album E Nuovo Tour - "La disciplina della Terra sono i padri e i figli, i cani che guidano le pecore, tutti quei nomi dimenticati sotto la mano sinistra del suonatore". Confermata per il 28 gennaio l'uscita del nuovo album di Ivano Fossati. Prodotto da Beppe Quirici l'album (che contiene undici brani) è realizzato con un organico musicale completamente rinnovato e si avvale della voce recitante di Mercedes Martini e della emozionante, giovane voce di Luvi De André. Partirà il 14 febbraio dal Teatro Morlacchi di Perugia il nuovo tour di Fossati che lo vedrà impegnato per circa tre mesi sui palcoscenici dei migliori teatri d'Italia. Prodotto da Cose Di Musica (tel. 02/29405315 www.cosedimusica.it - cdmusica@tin.it), lo spettacolo avrà una inconsueta cornice: il poliedrico e notissimo artista Ugo Nespolo (che di Fossati è grande estimatore) gli ha infatti dedicato un personalissimo allestimento scenico. Fossati e i suoi musicisti (Beppe Quirici contrabbasso e bassi elettrici, Claudio Fossati batteria e percussioni, Pietro Cantarelli tastiere, Saverio Porcieillo chitarre, Martina Marchiori violoncello e fisarmonica) suoneranno quindi immersi in un inconsueto mare blu appositamente ideato per loro da Ugo Nespolo.
-
14/12/2005 13:23 - IVANO FOSSATI
"La Disciplina della Terra" Columbia
Siamo nel 2000 e sembra ...
IVANO FOSSATI "La Disciplina della Terra" Columbia Siamo nel 2000 e sembra passata un'eternità dall'ultima volta che Ivano Fossati fece parlare di sè, in termini discografici. Era il l996: prima Macramé e poi Anime Salve, l'album scritto con Fabrizio De André, lavori usciti a breve uno dall'altro. Quattro anni e finalmente abbiamo per le mani Invisibile che, senza tergiversare, è uno dei migliori album del cantautore ligure, ogni volta capace rinnovarsi pur rimanendo saldamente fedele a se stesso. Invisibile prodotto dal fido Beppe Quirici e con qualche ospite speciale qui e 1à (fra gli altri, compaiono elementi degli Yo Yo Mundi), è un disco introspettivo e malinconico, dove Fossati tende più a togliere piuttosto che ad aggiungere iniziando proprio dalla musica: il suono è più rigoroso, con poche concessioni world music e, di conseguenza, con l'ideale di canzone in primo piano. Parafrasando un vecchio pezzo dell'artista, qui tutto é per niente facile ma allo stesso tempo perfetto o quasi. E non ci sono nemmeno dubbi che, alla fine di questo primo scorcio d'inizio millennio, Invisibile resterà inbattuto, nell'ambito della produzione nazionale. Intanto, eccolo presentato brano dopo brano. La mia giovinezza; inizio d'album splendido e riconoscibile, nel senso che si tratta di un Fossati in grande spolvero ("/.../ Non ho mai tradito la mia giovinezza/Non devo provare1a mia innocenza/....), sul genere di passati capolavori come il talento delle donne (Time And Silence) e La musica che gira intorno. Treno di ferro (Ai ragazzi che partono, in pace e in guerra): lunga ballata con prologo piano e voce, che affronta il tema della guerra con 1a profonda leggerezza che da molti anni distingue l'artista. La disciplina della Terra; il tono riflessivo det disco inizia a prendere precisa forma e con questo brano, di nuovo introdotto dal pianoforte e quindi sviluppato dall'orchestra diretta da Gianfranco Lombardi, si ha l'ennesimo saggio del tono obliquo del musicista genovese. Invisibile: forse il pezzo più mesto della raccolta, dove a un testo lirico ("/.../E l'invisibile limpidità la misura del tempo/ La grande arte è un mestiere piccolo invisibile/.../) corrisponde una musica d'impostazione classica guidato dal violoncello di Louise Hopkins. Son tre mesi che non piove; il mood dolente dell'album è stabilito, tanto che Fossati si permette un'incursione jazz con Enrico Rava alla tromba, Angelus: lieve ballata folk, una di quelle canzoni d'amore che al Fossati riescono magnificamente e che non scadono nella tipica piaggeria nostrana del genere. Iubilaeum bolero (Ai giubilanti dell'anno Duemila) semplicemente il capolavoro di invisibile e, in assoluto, uno dei massimi vertici di Fossati; dieci minuti di feroce critica sociale, portava avanti su note e arrangiamento fra i suoi più vibranti (Rava è ancora protagonista), fino alla lunga coda strumentale free che poi si chiude con il recitativo di Mercedes Martini ("/.../Io brindo al vostro passaggio/Al piacere del ladro/Alla pubblica colpa/Bevo acqua gelida a larghe mani/Bevo agli orizzonti gobbi/Mi guardo ancora nellospecchio/E vi saluto brava gente/"). La rondine: brano tradizionale scoperto per caso da Fossati e cantato in duetto con Luvi De André, dove peraltro l'originale matrice folk resta intatta. Il motore del sentimento umano: di nuovo un'introduzione piano e voce, per un pezzo che forse è l'episodio più involuto e verbodo del disco, dove la leziosità si fà palese fin dall'attacco del testo ("/Il motore del sentimento umano/Non lascia indirizzo né traccia/Cara la mia bella faccia da straniera/E per di più l'amore che si finge/É tutto seme di gatto lacrime/E saliva leggera/.../"). Dancing sopra il mare (Panama, parte seconda e finale): inteso come epilogo a uno dei suoi brani più belli e celebri, Panama, il frammento è uno strumentale jazzato, arricchito nel finale ancora dalla voce recitante di Mercedes Martini. Finale (Al tempo che si muove): strumentale piano e orchestra per una finta conclusione. Pochi istanti e inizia una splendida ghost track, ancora piano e voce, con Fossati più che mai ispirato in un testo inno alla vita.
-
14/12/2005 13:23 - IVANO FOSSATI con Elisabetta Pozzi, Mario Arcari, Claudio Fossati, Roy ...
IVANO FOSSATI con Elisabetta Pozzi, Mario Arcari, Claudio Fossati, Roy Paci e Edoardo Lattes - Scambi pressochè telepatici in tempo reale - Ivano Fossati (pianoforte, harmonium indiano, tastiere); Elisabetta Pozzi (voce recitante); Mario Arcari (oboe, sax, flauti); Claudio Fossati (batteria, percussioni); Roy Paci (tromba); Edoardo Lattes (basso, contrabbasso). Ivano Fossati non ama stupire, ama sperimentare. Non sente la necessità di rimanere al sicuro dentro formule musicali consolidate, preferisce piuttosto rischiare pur di mettersi continuamente in gioco e uscire dai consueti schemi creativi. Da un bisogno così forte nasce questo suo concerto che è qualcosa di più di un semplice concerto antologico di un autore di culto. Da questa sua esigenza prende forma questo suo recital che è molto più di un semplice reading, ma è appunto un esperimento di "scambi telepatici sulla musica del Novecento, la parola, teatro, intuizioni, canzoni, tecnologia e altro". Un flusso che mescola canzoni e letture, improvvisazioni e libere associazioni fra i versi finora segretamente amati - da Ungaretti a Patrizia Valduga, da Eliott a Sanguineti - in un'unica traccia di sottili e delicate emozioni, dove il cantautore sonderà il suo desiderio dialettico assieme ad Elisabetta Pozzi, una delle nostre attrici più duttili e curiose, e un quartetto di partner d'eccezione, a partire dal figlio Claudio Fossati alle percussioni, e con Mario Arcari, Roy Paci e Edoardo Lattes.









































































