Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
16/05/2007 12:05 - Tori Amos / American doll posse': 'I tanti 'io' di ...
Tori Amos / American doll posse': 'I tanti 'io' di una donna' Parla piano, con fare enfatico ma non supponente: Tori Amos, oggi a Milano per incontrare la stampa in occasione della pubblicazione del suo nuovo, torrenziale (23 i brani in scaletta) album, "American doll posse", di carne al fuoco ne ha messa tanta. Per sviscerare la sua figura, quella di artista donna in un mondo dominato storicamente dagli uomini, è stata costretta a rifarsi alle figure femminili proprie della mitologia greca classica, come Artemide e Persefone, facendosi letteralmente in cinque (l'"american doll posse", appunto, composta dai suoi alter ego Isabel, Clyde, Pip, Santa, e Tori) per interpretare cinque diversi tipi di personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. "Le donne che interpreto non sono paragonabili a nessuno", spiega lei, "semplicemente perché sono una sorta di 'collage' di tante figure femminili che ho avuto modo di incontrare. La donna è troppo complessa per essere ridotta ad un individuo singolo. E poi è ora di emanciparsi dal modello proprio della cultura occidentale, mutuato dalla tradizione biblica, che riduce la donna o a santa madre o ad un oggetto sessuale. La ragione per cui ho voluto dare voci diverse alle mie canzoni risiede nella genesi delle canzoni stesse: penso che il mio lavoro sia completare dei brani che 'capto', nell'aria, e questa volta sono state le composizioni a richiedere voci diverse. Così io mi sono limitata a dargliele". Perché riferirsi proprio alla Grecia classica? "Ho pensato anche alla cultura celtica ed egizia, ma credo che la civiltà greca sia la più popolare, nel mondo. E poi mi sono riferita al pantheon greco per andare alla ricerca della Dea Madre, piuttosto che del 'solito' Dio Padre". Un disco femminista, quindi? "'Femminista' è una parola che si presta al fraintendimento, come 'cristiano' o 'musulmano'. Preferisco immaginarmelo come disco di 'emancipazione femminile'". Ancora oggi, quando la società occidentale si fregia di aver (quasi) cancellato le differenze tra i sessi? "Certo", risponde lei, arrivando al nocciolo del discorso: "Se siete stati negli USA dopo il 2001 non potete non esservene accorti: da quando gli americani, rieleggendo Bush, hanno continuato a sostenere la menzogna, la lobby cristiana di estrema destra ha preso sempre più potere. E non credo che le cose miglioreranno, anche con la fine dell'attuale mandato presidenziale. Per questo ho pensato: come posso combattere questa avanzata? Qual è la cosa che dà più fastidio a questa gente? La risposta che mi sono data è: l'idea della Dea Madre. Le donne, che di solito fanno fatica a sostenersi l'una con l'altra, devono organizzarsi, resistere e combattere insieme, usando come armi i propri ricordi ancestrali". Ecco svelato l'arcano: un disco politico, più che femminista. "Sì. Mia figlia è cresciuta e - sul Web - si è informata su chi fossi, su cosa facessi. E un giorno mi ha detto: 'Sai, mamma? Tori quando vuole sa anche essere cattiva...'. Ha ragione. Quindi, dopo qualche hanno di tranquillità, ho deciso di disseppellire l'ascia di guerra". Come è stata presa la decisione, in famiglia? "Beh, mia madre ha benedetto l'idea. Mio padre, che è un pastore, è rimasto della sua idea, ma mi ha detto una cosa molto importante: 'Usa l'arma della parola se vuoi cambiare il mondo, perché tu questo dono l'hai'". Un brutto periodo, però, per cambiare il mondo con le canzoni, visto l'impegno civile spesso frustrato di colleghi militanti come Neil Young, R.E.M. e Pearl Jam... "Aspetto che il disco raggiunga la gente per trarre le mie conclusioni", si difende lei: "Tuttavia, io non cerco di convicere nessuno. Semplicemente, cerco di suscitare una reazione. Anche perché le giovani generazioni sono troppo concentrate su se stesse per interessarsi al mondo che le circonda. Prendete una ragazzina di oggi: è troppo preoccupata di avere un fisico accettabile per i suoi simili per dedicarsi alla politica. Io cerco di parlare loro, di addentrarmi nei loro problemi, con canzoni tipo 'Fat slut', per capirle e poi riuscire a farle uscire dal torpore". Un'immagine vera, reale, quindi, in netto contrasto con quelle pubblicizzate dai media oggi: "Prendete Britney Spears, ad esempio: conosco gente che ha lavorato con lei, so che è una ragazza dolce, ma la sua dolcezza è stata giudicata inadatta a vendere il prodotto che rappresentava: quindi l'hanno costretta ad essere qualcosa d'altro. E questo è terribile...". E come vede, Tori, la possibilità che Hillary Clinton diventi il primo presidente donna degli Stati Uniti? "Non vi dirò mai la mia preferenza, per non influenzare nessuno, ma certo è che la Clinton attualmente è forse la più titolata al titolo: dopotutto nessun altro a parte lei può vantare un'esperienza di prima mano alla Casa Bianca...". Il tour mondiale di Tori Amos prenderà il via proprio dal nostro Paese, il prossimo 28 maggio a Roma, per poi proseguire a Firenze (il 30) e Milano (il 31). Come farà la cantautrice a far intervenire la sua "American doll posse"? "Lo spettacolo sarà diviso in due atti: nel primo troverà spazio - in modo assolutamente umorale, visto che deciderò io di sera in sera - uno dei personaggi, che proporrà brani dal nuovo disco ed una cover nella quale si identifica particolarmente, mentre nel secondo ci sarò io, che avrò accesso anche al vecchio repertorio. Una bella fatica, per la mia band, che dovrà prepararsi sei spettacoli diversi più cinque cover...".
-
14/12/2005 13:23 - Ancora una volta le canzoni di Tori Amos ruotano attorno ...
Ancora una volta le canzoni di Tori Amos ruotano attorno alla sua vita, al dolore dell'esistenza alla scoperta momentanea della felicità. Alla libertà della musica, anche. Tori recentemente ha trovato l'amore e perso un bambino e le canzoni di "From the Choirgiri Hotel" nascono da quel vuoto profondo. "Sono passata attraverso sentimenti diversissimi. Ti arrabbi con quello spirito che non ha voluto nascere, continui a chiederti perché. Sono passata dalla rabbia al dolore e le canzoni hanno cominciato ad arrivare. Ancor prima che me ne rendessi conto, stavano affollandosi dentro di me. Riflettendo, è sempre stato così. Quando la mia vita si svuota, la mia interiorità si riempie di canzoni che mi raggiungono da galassie lontanissime". E così stavolta il vuoto si è riempito con "il seme della musica" e i sentimenti si sono messi a nudo in piena libertà. Tori Amos del resto riesce a vivere la musica soltanto così. Eppure il nuovo album apparentemente è meno oscuro di "Boys for Pele". E' diverso anche dalle pagine intime di "Little Earthquakes" e dal taglio impressionistico di "Under the Pink", e non lascia affatto indifferenti. "From the Choirgiri Hotel" è forse l'album più completo di Tori Amos, il più appassionato e in fondo quello che guarda l'esistenza con maggiore lucidità. La scrittura è ancora più femminile, e il gioco favorito della musica scopre il solito intreccio di emozioni, conflitti, sensualità, un intreccio intricato e fremente. Tori però sta accostando la musica da un'angolazione diversa e l'album lo testimonia apertamente. "Ho sviluppato questo disco intorno al ritmo. Volevo usare il ritmo in un modo nuovo, inedito almeno per me". E così Tori Amos non è più la ragazza col pianoforte, sola sul palco con le sue emozioni lacerate, ma condivide con altri musicisti la sua fatica di vivere. Una ricerca che passa attraverso canzoni superbe.
-
14/12/2005 13:23 - Tori Amos "From The Choigirl Hotel"
Vita dura per le folksinger! ...
Tori Amos "From The Choigirl Hotel" Vita dura per le folksinger! La tradizione incombe, con tutto il suo carico di sentimentalismo e di delicata introspezione che si suppongono così tipicamente femminili. Ma qualche volta le signore si ribellano e ambiscono allo svecchiamento. Ci provò Susan Vega ai tempi di 99.9° F, ma il suo lifting rumorista si rivelò di breve durata. Ci prova oggi Tori Amos, la cui recente incursione negli scantinati dell'elettronica (i brani rimaneggiati di Mixed Up Girl, promossi dal chiassoso e un po' datato Armand's Star Trunk Funkin' mix di Professional widow) deve averle suggerito la via per sfuggire al ruolo di "pasionaria del piano". In From The Choirgirl Hotel non rinuncia certo alle sue classiche e sofferte ballate (Jackie's strength su tutte), ma le alterna con precisione ingegneristica a più sfiziosi esperimenti electro-ritmici. Qualche percussione dall'incedere etnico e scuro (Cruel), un po' di techno (Raspberry swirl), una chitarrina funky (She's Your Cocaine), piccoli loop industriali (iieee), dissonanze e toni isterizzati (Pandora's Aquarium). Non tutto scorre, anzi lo svolgimento disomogeneo di questi episodi e il ricorso ai beats più semplici testimoniano una certa impraticità nei confronti della materia. Ma il tentativo è lodevole.
-
14/12/2005 13:23 - TORI AMOS
To Venus And Back
Definirla il più moderno esempio di ...
TORI AMOS To Venus And Back Definirla il più moderno esempio di artista di culto non è un azzardo. E l'uscita del nuovo album To Venus And Back (un doppio cd contenente registrazioni dal vivo tratte dal tour del 1998 più una serie di b-sides e rarità varie) apre un nuovo capitolo nella carriera di Tori Amos. L'artista rappresenta un caso assolutamente unico nel mondo della discografia: il fervore e la devozione dei suoi fan va ben oltre le vendite. Non ha mai avuto un singolo di grande successo, ma i suoi quattro album hanno ugualmente conquistato il disco di platino negli Stati Uniti. MTV non ha mai dato grande spazio ai suoi video, salvo poi trovarsi costretta a realizzare due special sul fenomeno Tori. Un fenomeno che raggiunge l'apice nei concerti dal vivo: in un anno, la Amos sale sul palco circa 200 volte, facendo registrare regolarmente il tutto esaurito. A lei sono dedicati centinaia di siti Internet gestiti da fan, e ogni mese la cassetta postale di Tori è invasa da migliaia di lettere che nella maggior parte dei casi contengono confidenze personali e incredibili richieste di aiuto. Tori Amos (il cui vero nome è Myla Ellen Amos) è nata 36 anni fa nel Nord Carolina. Figlia di un predicatore metodista, è entrata nel prestigioso Peabody Conservatory di Baltimora alla tenera età di cinque anni grazie al suo prodigioso talento pianistico. A 11 anni è stata cacciata dallo stesso conservatorio perché dichiarava di preferire i Led Zeppelin a Chopin, a 13 ha cominciato a suonare le canzoni di Gershwin nei bar gay, a 21 è stata violentata da un uomo che era andato a sentirla cantare in un club di Los Angeles. A 24 era una rocker gettata nel fango dalle critiche negative raccolte con l'album Ykant Tori Read, ma a 27, dopo essersi trasferita a Londra, si è trasformata in un caso grazie al successo di Little Earthquakes. Secondo l'ex batterista dei Guns N'Roses Matt Sorum, Tori era una star ancor prima di diventarlo. La sua grande forza risiede probabilmente nella capacità di comunicare con il suo pubblico, con tutti quelli che lei preferisce chiamare «la gente che viene ai concerti». Prima di ogni show, Tori risponde a dieci e-mail selezionate dal suo staff per sentirsi più vicina al suo pubblico, e molto spesso trascorre ore a "chattare" su Intemet con i suoi fan. «Ricevo lettere da ragazzi stanchi di sbattersi senza nemmeno riuscire più a capire perché. Non sanno come ritrovare se stessi e non riescono ad avere più nulla dalle droghe o dalle feste. Però riescono a seguire i percorsi della mia musica». Nonostante ambisca ad uscire dal ruolo di artista di culto, la Amos non riesce a pensare di rendere la sua musica più commerciale.
-
14/12/2005 13:23 - TORI AMOS Strange Little Girls
Tori Amos ha sempre flirtato col ...
TORI AMOS Strange Little Girls Tori Amos ha sempre flirtato col rock e da esso ha preso in questo nuovo album non tanto il linguaggio espressivo che rimane legato all'uso prevalente del piano, ma quello semantico. Ha impersonato dodici donne che interpretano alla loro maniera testi scritti da uomini cercando di riprodurne l'immaginario e l'energia. Se ci sono episodi più semplici e congeniali alla piccola artista dai capelli rossi, come i Beatles, i Velvet Underground o i anche Tom Waits o gli Stranglers che in qualche modo restano vicini alla sfera emotiva della nostra, sicuramente fare una cover di Eminem o degli Slayer, la temibile Raining Blood, peraltro irriconoscibile, ha prodotto in lei parecchie preoccupazioni. Un piano lugubre sottende un cantato sofferto, per nulla rassicurante. Nel suo intimismo vocale Tori rimane sempre una dark lady dai toni accorati, ma decisi.
-
14/12/2005 13:23 - Tori Amos - The Beekeeper (2005) La sirena al pianoforte ...
Tori Amos - The Beekeeper (2005) La sirena al pianoforte è tornata. A tre anni da "Scarlet's walk" Tori Amos propone un nuovo disco, l'ottavo per la precisione, che suona come un racconto autobiografico di un apicoltore che compie emozionanti viaggi attraverso giardini metaforici. Un concept-album farcito di poesia e dalle atmosfere fiabesche come solo Tori Amos è capace di fare con il suo pianoforte e la sua suadente voce. La narrazione si estrinseca su 19 brani dai ritmi a volte singolari come "Sweet the sting", la cui melodia ricorda non poco un pezzo di Madonna. Il folk e la melodia sono quelli di sempre e raggiungono l'apice della loro bellezza in una canzone splendida dal titolo "Barons of Suburbia". Ma anche la delicatezza di "Sleeps with butterflies" e della ballata "Mother Revolution" lascia davvero spiazzati. Lo stile di Tori Amos sembra non aver mai perso la freschezza dei primi lavori, ma anzi aver acquistato una notevole forza espressiva che esplode in pezzi come "Ribbons Undone" o "Original Sinsuality". "Cars and guitars" e "Witness" riportano alla realtà con le loro ritmiche più terrene, ma con gli elementi elettronici quasi trip-hop della title-track si ripiomba nella dimensione onirica di questo disco. Per chi ha amato Tori Amos nel tempo, "The beekeeper" è l'ennesima perla da custodire con gelosia; per chi ancora non la conosce è un ottimo modo per scoprire tutta la potenza emotiva che questa cantautrice dai capelli rossi riesce ad esprimere con i suoi lavori. http://www.toriamos.com/ - SUONA: 3/7 PARCO NOVISAD Modena 5/7 VILLA ERBA Como 6/7 VILLA SOLARIA Sesto Fiorentino FI 7/7 FIESTA Roma 8/7 NEAPOLIS Napoli - Info: Clear Channel Entertainment - Via Pietrasanta 14 - 20100 Milano - 02/530061 - 02/53006401 - 02/53006501 - 347/1040966 - www.clearchannel.it


















































































































































































































































































































































































































































































