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14/12/2005 13:23 - Scrawl "Velvet Hammer" (Simple Machines, 1993)
Gentlemen degli Afghan Whigs era ...
Scrawl "Velvet Hammer" (Simple Machines, 1993) Gentlemen degli Afghan Whigs era il disco del momento. Lo ascoltavo spesso, soprattutto in treno, la sera, tornando a Forlì da Bologna e alternandolo ai Death in June (un abbinamento che avrebbe fatto i suoi danni). Ci sono tante belle canzoni in quel disco, ma la più bella di tutte si chiama “My Curse” e non la canta Greg Dulli, bensì Marcy Mays delle Scrawl, che ho scoperto proprio grazie agli Afghan Whigs. Questo è stato il primo disco della band che ho acquistato, e forse, tutto sommato, è ancora quello che preferisco.
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14/12/2005 13:23 - Some Velvet Sidewalk
Generate! (K)
Arriva con qualche mese di ritardo la ...
Some Velvet Sidewalk Generate! (K) Arriva con qualche mese di ritardo la recensione di questo disco per Some Velvet Sidewalk, una delle bands storiche del catalogo K, che torna a far parlare di se con Generate! disco tanto eterogeneo quanto interessante. Si passa infatti dal quasi garage della title track posta in apertura, al low fi sonic rock di “Consequence” che ricorda le cose più desolate dei primi Sebadoh (negli episodi firmati dal bassista Jason Lowenstein), alle atmosfere Fugaziane di “Circle” e “Split The Scene” che ricorda anche le cose più allucinate dei dimenticati e grandissimi Camper Van Beethoven. Che dire poi dello space rock di “Altocumulus?” o di “Refuse,” tra Stooges e Spacemen Three? E poi “Valley Of The Clock” uno stano ibrido tra gli Orb di “Little Fluffy Clouds” e i Fugazi percorso da gelide ondate di organo. Insomma un disco assai difficile da collocare questo Generate!, specie di sampler delle tendenze dell’underground più underground americano che a volte pecca un pò di discontinuità ma che riesce in ogni caso a conquistare l’ascoltatore grazie all’intensità delle interpretazioni di ogni singolo brano. Del resto l’autenticità è sempre stata una caratteristica fondamentale di tutti i prodotti targati K e Generate! non sembra costituire un’eccezione alla regola.
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14/12/2005 13:23 - VELVET
"Ho sempre pensato che il ritornello di una canzone fosse ...
VELVET "Ho sempre pensato che il ritornello di una canzone fosse importante, ma ultimamente questo pensiero si è trasformato in una psicosi ... adesso sogno tutte le notti un album composto da un unico, stratosferico, interminabile ritornello" (Pierluigi Ferrantini - voce, chitarra - classe 1974) - “Calcio? Perché appassionarmi ad una squadra che ogni anno cambia giocatori?" (Giancarlo Cornetta - batteria - classe 1970) - "Rimanda a dopo tutto quello che puoi fare adesso" (Pierfrancesco Bazzoffi - basso - classe 1977) - "Egli accetta le cose così come vengono, crea senza possedere, nutre senza chiedere indietro, compie senza cercare un compenso. Poiché dimentica costantemente se stesso, non viene dimenticato" (Alessandro Sgreccia - da "Tao te Ching-Iao Tzo" - chitarre - classe 1974). - Con questi pensieri, i più vari, si presentano i VELVET, giovane, fresca e determinata band romana. Suonano dal 1998 e prendono il nome dall'omonimo club nel quale erano soliti ritrovarsi prima di iniziare insieme questa avventura musicale. Beatles e Rolling Stones, Radiohead e Blur, Stone Roses e Charlatans e "My way”: la loro musica è ispirata ai loro miti, filtrata attraverso la loro fresca sensibilità melodica. E nei testi fotografano con una buona dose dì giovanile ironia, sensazioni, impressioni, reazioni legate alla vita di tutti i giorni. La loro proposta musicale è come una polaroid, musica pop in cui in tre minuti concentrano con giusta spensieratezza, sensazioni della vita. La prima canzone dei VELVET è TOKYO EYES, uno dei successi dell'estate scorsa, il calcio d'inizio di una promettente carriera. Alla cinquantunesima edizione del Festival di Sanremo presenteranno la canzone "Nascosto dietro un vetro", una moderna ballata dedicata ad un affetto che non c'è più... "Dove sei? Prima o poi mi addormenterò e tu non sei qui... ".
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14/12/2005 13:23 - Proseguiamo a tutto gas coi ritmi cybernetici di VELVET ACID ...
Proseguiamo a tutto gas coi ritmi cybernetici di VELVET ACID CHRIST, l'ultima promessa americana targata Off Beat dietro il cui nome si annida un personaggio particolarmente agguerrito rispondente al nome di Bryan Erickson (aka Disease Factory). Centra il bersaglio con "Calling Ov Dead" undici tracce di solid-pop tecnologico alla Front Line Assembly. Non è infatti un caso che la Hypno Beat già nota per aver recentemente pubblicato gli ultimi lavori dei F.L.A. abbia investito su questa giovane formazione e che fra i ringraziamenti di copertina si faccia menzione di Bill Leeb, leader carismatico del combo di Vancouver. Velvet Acid Christ è un frutto spumeggiante della nuova ondata di manipolatori e sintesisti in qualche modo legati allo scenario industrial-dance contemporaneo. Di graffianti situazioni hi-energy l'autore ne sforna a bizzeffe lungo i 63 minuti del disco brillantemente congegnate fra una scorribanda sonica e l'altra fra schioppettanti euritmie centrifughe e omicidi digitali a profusione: ascolto consigliato a 120 db e oltre.
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14/12/2005 13:23 - Nell’imminenza (presumo) del nuovo disco, i Velvet Acid Christ danno ...
Nell’imminenza (presumo) del nuovo disco, i Velvet Acid Christ danno alle stampe “Fun With Drugs” (MindbaseAudioglobe), che tradotto in parole povere significa: due versioni della title track e cinque di “Decypher”. Il tutto risulta ballabile, con voci filtrate e battiti a palla, ma così facendo (escludendo il remix di Luxt) finiscono per essere molto meno bastardi di quanto ci avevano abituato. Mi auguro che in futuro non si limitino a riprodurre suoni che potete trovare in qualunque Techno Box installata sui vostri PC!
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14/12/2005 13:23 - Il quarto capitolo della saga “The Remix Wars” (Off BeatAudioglobe) ...
Il quarto capitolo della saga “The Remix Wars” (Off BeatAudioglobe) mette di fronte Velvet Acid Christ e Funker Vogt; l’idea è semplice: uno manipola tre tracce dell’altro e viceversa, senza che ciò porti a uno scontro, ma con l’intento di far interagire i personaggi coinvolti. Risultato appagante e, particolare non trascurabile, in entrambi i casi trattasi di elettro sound per rave militari!
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14/12/2005 13:23 - Il quarto capitolo della saga “The Remix Wars” (Off BeatAudioglobe) ...
Il quarto capitolo della saga “The Remix Wars” (Off BeatAudioglobe) mette di fronte Velvet Acid Christ e Funker Vogt; l’idea è semplice: uno manipola tre pezzi dell’altro e viceversa, senza che ciò porti a uno scontro - come il Vs. che separa i nomi dei contendenti potrebbe lasciar presagire - ma con l’intento di far interagire i personaggi coinvolti. Il tutto risulta più che appagante e, particolare non trascurabile, in entrambi i casi trattasi di electro sound per rave militari!
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14/12/2005 13:23 - VELVET ACID CHRIST/Twisted Thought Generator
Tra le colonne portanti dell'attuale scena ...
VELVET ACID CHRIST/Twisted Thought Generator Tra le colonne portanti dell'attuale scena Ebm industriale, i Velvet Acid Christ di Brian Erickson (meglio conosciuto con lo pseudonimo di Factory Disease) hanno elaborato nel corso degli anni una personale interpretazione del versante ambient elettronico, distinguendosi grazie all'efficacia di metronomie acide, brutali e psicotiche, degne rappresentanti di un crollo umorale alienante ed asettico. Church Of Acid ('96), Neuralblastoma ('98) e Calling Ov The Dead ('98) in questo senso, capitalizzarono le basi di una procedura compositiva feroce ed agonizzante che seppe rielaborare le visioni allucinogene di Skinny Puppy nel calco industriale dei :Wumpscut:. Il nuovo e quinto episodio della saga Velvet Acid Christ, Twisted Thought Generator, segue a un anno di distanza le sperimentali intrusioni synth techno di Fun With Knives incupendone le movenze a favore di un approccio più scarno e claustrofobico, in grado di inglobarne le affiliazioni sintetiche. Ciò signitica che Erickson e soci hanno optato per una ulteriore ricerca elettro Ebm ma senza disperdere la follia visionaria e acida degli esordi anzi, capitoli come Dilaudid, Lysergia o Asphixia delineano ulteriori orizzonti ambient nevralgici nell'ottica paranoica e vellutata del technocrate "Cristo in Acido".
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14/12/2005 13:23 - VELVET BELLY - LUCIA (BMG)
Ad un certo punto degli anni ...
VELVET BELLY - LUCIA (BMG) Ad un certo punto degli anni Ottanta, la new wave si appiattì in suoni scipiti, badando più all'eleganza che alla sostanza, in pratica i Simple Minds (ed i loro epigoni) divennero prigionieri del proprio sbrilluccicoso schema. E si arrivò al ripristino di un pop gonfio ed inconsistente, voluminoso ma dal sapore stopposo. Come lo zucchero filato. Si arrivò alla colonna sonora di 'Top Gun', ai Missing Persons ed agli Alphaville. La proposta dei norvegesi Velvet Belly è a metà delle due strade: il suono post-new wave è quello ma anche l'elettronica, da allora, ha fatto passi da gigante: l'album è pulito, le canzoni impeccabili, i suoni ricercati, la musica occhieggia sovente ad euroetnica e jazzismi mitchelliani, la voce della (bella) Anne-Marie Almedal calda e sontuosa, la rottura di palle inevitabile. Andrebbe bene per un afterhour di FI. O di F1, che è un po' la stessa cosa. Preferiamo rotolarci nei ns trogoli. Non male 'Drift' e da segnalare ai fans di Kate Bush una coraggiosa cover di 'The Man With The Child In His Eyes'. Per chi si accontenta di ottima dinamica e voci femminili pulite.
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14/12/2005 13:23 - VELVET CRUSH "Heavy Changes"
All'attacco di "Play For Keeps", il brano ...
VELVET CRUSH "Heavy Changes" All'attacco di "Play For Keeps", il brano d'apertura di "Heavy Changes", si ha subito la sensazione di esser finiti nella verde campagna inglese, alla corte di Andy Partridge e compagni. Non è così. I Velvet Crush sono americani fino al midollo, anche se la loro musica profuma di pop lontano un miglio. Anzi di powerpop da grandi spazi. Il gruppo si è formato nel 1989, in quel di Rhode Island, anche se le radici dei Velvet Crush si estendono fino ad Ovest di Champagne, nell'Illinois, dove il cantante e bassista Paul Chastain ed il batterista Rick Menck si sono conosciuti e hanno preso ad esibirsi in pubblico. Anzi, proprio da quelle parti, Menck ha dato vita ad una piccola etichetta, la Picture Book, che è servita a pubblicare i primi dischi della band, nonché numerosi singoli di gruppi più o meno effimeri: The Springfields, Choo Choo Train, The Paint Set, Bag O'Shells. Con la stessa label hanno debuttato anche gli White Sisters, un gruppo di Milwaukee condotto da Paul Borchard, un buon chitarrista che poi entrerà nel progetto Velvet Crush. Il disco d'esordio della band risale al 1991. L'album s'intitola "In The Presence Of Greatness" e fa centro nel cuore dei critici inglesi, tant'è che la Creation si entusiasma e mette il gruppo sotto contratto. Ne nasce un album più controllato, "Teenage Symphonies Of God", prodotto da Mitch Easter, noto per il suo lavoro con i REM di Michael Stipe. Ora, dopo una lunga attesa, il nuovo album dei Velvet Crush dimostra ampiamente la riconquistata libertà di Chastain e Menck, che sono tornati ad autogestirsi, senza dover rendere conto a discografici esterni. Il risultato è perfettamente in linea con le idee che i Velvet Crush hanno in testa sin dal debutto. Le canzoni grondano melodia pop e hanno dalla loro una notevole cantabilità, e le chitarre fanno la loro parte con onesta schiettezza. E se tutto funziona a meraviglia è grazie al contagioso dinamismo sonoro dei brani, qualcosa che riporta alla memoria le felici intuizioni pop di Alex Chilton e Big Star.
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14/12/2005 13:23 - Un nome ed un po' di dischi (suspence, brividi, sguardi ...
Un nome ed un po' di dischi (suspence, brividi, sguardi d'intesa): Velvet Underground (sospiro, sguardi complici, raffreddamento, velocizzazione della lettura, spiacevole sensazione di ripetizione), entità abbastanza nota, a livello di cronache musicale, fino a qualche anno fa relegata a cosiddetto "oggetto di culto" (cioè cosa di cui tutti parlano benissimo, di cui tutti riconoscono l'immenso valore anticipatorio, fondativo, paterno/materno, ed insieme cosa che pochi realmente conoscono: nel nostro caso, fino alla metà degli anni Ottanta, i dischi dei Velvet Underground erano introvabili (ci si accontentava di 2 raccolte dal vivo, serie economica della Mercury, che presentavano i Velvet del '69, oppure bootleg australiani ) ed oggi ampiamente disponibile sul mercato: vd il recente ed apparentemente definitivo cofanetto "Peel slowly and see", in cui sono raccolti, su cd, tutti gli album (escluso "Loaded", il rinnegato, che però verrà ristampato fra poco), scarti ufficiali e doppie versioni incluse. Comodo. I Velvet Underground sono stati un gruppo Easy-Listening, che aveva però perso le coordinate di riferimento e si dibatteva tra intrattenimento e sperimentazione. Anzi. I Velvet Underground, nati nel 1965, hanno definitivamente ucciso l'Easy-Listening, trasportando in esso, per la prima volta in maniera sostanziosa (e supportati da un immaginario di riferimento, analogo a quello dei Beatles dell'ultimo periodo, vd dimensione dell'entourage, frequentazioni artisticamente connotate, perversioni varie, tensioni interne...) quelle componenti disadattanti, che trasformavano, ad esempio, l'inequivocabile leggiadria di Sunday Morning (1966), con viola, campanellini e spleen mattutino-domenicale, in un fastidioso ronzio di sottofondo, come una corda che vibra in continuazione non controllata. Inutili anche i tentativi di Lou Reed di procedere ad una manipolazione delle suddette componenti: il suo bello "Metal Machine Music" (se non altro il titolo...) è ineccepibile dal punto di vista concettuale (fare musica senza strumenti, utilizzando gli apparecchi di ricezione ed amplificazione del suono), ma, giunto su vinile/cd, improvvisamente si appiattisce: predomina, a livello immaginativo, l'aspetto del dominio dell'uomo sul rumore, la componente attiva, che rende inevitabilmente antipatico e tecnocratico il prodotto sonoro. I Velvet Underground hanno reso il famigerato "Sottofondo" (underground) qualcosa di rabbrividente, di inquietante, di non trascurabile: lo hanno però ricoperto di moquette (velvet), lo hanno travestito di rumori o di irresistibili melodie, proprio perché esso passasse in secondo piano e svolgesse così al meglio la sua opera disturbante. Ancora più importante è il fatto che tutto ciò non è stato intenzionale, prodotto piuttosto della riproduzione discografica e della ripetizione concertistica e non dell' "Artista": visti nel 1993, i Velvet Underground presentavano il loro bel repertorio, marcando il loro essere artisti, ma mostrando chiaramente di avere ormai perso ogni legame con la cultura eversiva del sottofondo, che si nutre di scarti e rimanenze e produce opere come l'incompreso "Terzo Album" ('69), dal titolo onomatopeico "Velvetandergraund", erroneo capostipite di certo rock indipendente americano degli anni 80-90. Questo è l'album dell'apoteosi, che frutterà ai Velvet Underground un lungo contratto come gruppo fisso al Max's Kansas di New York (vd disco dal vivo relativo...): e suonare in un locale, sempre con lo stesso repertorio, vuol dire essere fondamentalmente un gruppo d'ascolto, d'intrattenimento. Lo scopo è stato raggiunto, poco dopo la musica si accomiaterà dai velvet underground, lentamente, accordo dopo accordo, lasciando fortunatamente a noi un ricchissimo patrimonio di riproduzioni audio, attraverso cui immaginare di essere in un bar, a New York, ad ascoltare musica, chiusi dentro un frigorifero rotto e ronzante. Bello.
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14/12/2005 13:23 - VELVET Tokyo Eyes
"Tokyo Eyes" sono un paio di fessure a ...
VELVET Tokyo Eyes "Tokyo Eyes" sono un paio di fessure a mandorla che ti guardano sotto un ciuffo di capelli rossi, e come tu ti sposti loro si spostano, ti seguono come lo sguardo di Jack Folla. È un vecchio trucco, si trovava negli anni '60 dentro i formaggini. Due movimenti in tutto, l'illusione di una mini-televisione. E se uno guarda in basso, questo volto da Manga in carne ed ossa mostra perfino un sorriso innocente come il gioco che sta facendo. Dietro questo muso giallo, come direbbero gli americani, ci sono i Velvet, neo-band capitolina in fase di lancio, come le navette spaziali Sono in quattro, Pierluigi, Giancarlo, Alessandro e Poffy, età media 24 anni, con l'insofferenza di chi sta ai nastri di partenza da troppo tempo e non vede l'ora che qualcuno finalmente prema il grilletto. Vivono nell'area ovest di Roma, e soprattutto evitano di frequentare i luoghi topici della nuova scuola musicale romana, tipo I1 Locale. Velvet e per l'appunto il club nel quale si riunivano prima di dare il via alla loro avventura musicale, ma è anche la prima parte del nome di un gruppo storico del rock. C'entrerà qualcosa? I Velvet hanno già due anni di storia alle spalle, durante i quali hanno messo a frutto le esperienze maturate in precedenza (Pierluigi ed Alessandro con i Teenage Lust, e Giancarlo e Poffy con i Gas) cominciando a scrivere la loro musica. L'album è già finito, uscirà entro l'anno, in questi giorni i quattro Velvet stanno operando la dolorosa eliminazione dei sei sette brani di troppo. Nel frattempo "Tokyo Eyes" percuote l'etere come un martello pneumatico... La canzone rimanda ai suoni particolari dei Pizzicato Five e della musica giapponese - spiega Pierluigi - perciò ci è venuto in mente questo titolo. E' vero, c'è un richiamo ai cartoni animati giapponesi, ai Manga (che fanno da sfondo al ritratto dei quattro, ndr) ma quegli occhi potrebbero essere quelli della donna migliore della nostra vita. Oppure lo sguardo che ti dà la forza di uscire da una situazione negativ... Più che il Giappone, le sonorità di "Tokyo Eyes" ricordano molto il pop inglese.... «Si, è vero - precisano i ragazzi - ma non siamo figli degli Oasis. Piuttosto dei Beatles e della versione meno nichilista dei Cure. Insomma, di tutto quello che abbiamo ascoltato e che ha contribuito a formare la nostra cultura musical... L'album avrà gli stessi suoni del singolo? «Non proprio, il singolo è sempre uno specchietto per le allodole, è sicuramente più radiofonico... Non sarete anche voi l'ennesima boy-band costruita a tavolino? «Neanche per sogno. Suoniamo bene e scriviamo le nostre canzoni, non abbiamo nulla che ci possa accomunare con le boyband, neanche un look studiato apposta, anche se alla casa discografica dicono che siamo una boy-band per caso». Per verificare se tutto quello che hanno detto è vero, non possiamo far altro che aspettare l'album. Sayonara. La band: Pierluigi Ferrantini (voce e chitarra), Alessandro Sgreccia (chitarra), Pierfrancesco Bazzotti (basso), Giancarlo Cornetta (baueria).
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14/12/2005 13:23 - VELVET "Versomarte"
Si va avanti di tre minuti in tre minuti. ...
VELVET "Versomarte" Si va avanti di tre minuti in tre minuti. Senza lasciare mai, neanche per una strofa, la strada che fa fare il giro del quartiere concedendo ad altri il gusto di intrufolarsi nei cortili meno conosciuti. Pochi sussulti e tanta voglia di non farsi prendere la mano. Che, canzone dopo canzone, se proprio non fa gridare al miracolo, neanche lascia sfiancati da inutili ammiccamenti ai danni di fan in cerca di nuovi nomi da scrivere sullo zainetto di scuola. La lezione imparata a memoria, pop che si vorrebbe alla Verve ma che poco si allontana da quello più innocuo dei Lùnapop, diventa allora la carta migliore per gettare qua e là un ritornello da fischiettare soprappensiero (decisamente sopra la media quelli di Estate portatile e Tokyo eyes), giocandosi un linguaggio che non sciupa slogan da televendita (Istantanee e Eroe per un giorno), e rimanendo a portata di teenager senza provare a vendere facce da schiaffi spaccandole per segni di divismo. Ed è sufficiente guardarsi intorno per sapere che non saranno loro la prossima estate, a disturbare le nostre vacanze al mare.
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14/12/2005 13:23 - VELVET Biografia
VELVET: Pierluigi Ferrantini – PIER (voce e chitarra, 1974), ...
VELVET Biografia VELVET: Pierluigi Ferrantini – PIER (voce e chitarra, 1974), Giancarlo Cornetta – GIANKA (batteria, 1970), Pierfrancesco Bazzoffi – POFFY (basso, 1977), Alessandro Sgreccia – ALE (chitarra, 1974). I Velvet nascono artisticamente a Roma nel 1998 e scelgono per la loro band il nome del locale nel quale Pier, Gianka, Poffy e Ale sono soliti ritrovarsi. Le passioni musicali in comune che hanno sicuramente determinato la voglia di suonare in un gruppo sono per le grandi band di tutti i tempi e vanno dai Beatles ai Blur, passando per Radiohead, Stone Roses e Charlatans. Dopo un immancabile periodo passato a suonare nelle cantine e nei club e a scrivere le canzoni che costituirono i primi provini, il naturale passo successivo è quello di proporli alle case discografiche. Con questi brani iniziali il gruppo desta da subito l’interesse delle major e nel 1999 arriva sul tavolo della direzione artistica della EMI un cd con 4/5 canzoni. Tra queste “Tokyo Eyes” e “Nascosto dietro un vetro” che portano la giovane band romana al loro primo contratto nel Natale del 1999, proprio con la casa discografica dei loro idoli di sempre. Nell’estate 2000 esce nelle radio “Tokyo Eyes” il primo singolo dei Velvet, una sorta di giocoso omaggio al mondo dei manga giapponesi con un video ricco di citazioni cinematografiche (altra passione del gruppo), che conquista le programmazioni radiofoniche mantenendosi per oltre 20 settimane nella classifica del Music Control. I Velvet partecipano alla 51a edizione del Festival di Sanremo, nel 2001, con “Nascosto dietro un vetro”, una ballata molto intensa che conquista ancora una volta le radio e il pubblico, confermandosi uno dei brani più programmati del Festival stesso. Nel mese di marzo 2001 viene pubblicato “VERSOMARTE”, primo album del gruppo: 12 canzoni pop con chiare venature di ispirazione britannica, in cui hanno molta importanza gli arrangiamenti soprattutto di chitarre, con un grande utilizzo di archi e fiati. Nello stesso periodo la band è protagonista del Brand New Tour organizzato da MTV sui palchi dei più prestigiosi club italiani. Ma è nell’estate 2001, grazie all’uscita del terzo singolo “Boyband”, che arriva la consacrazione del grande pubblico. Impossibile non aver mai cantato “Soffro lo stress, soffro lo stress sono stanco e fuori forma…” ritornello di un’autoironica presa di coscienza del proprio stato di boyband per caso. Il brano è accompagnato da un divertente videoclip in cui i Velvet vengono esaminati da medici e stylist a caccia dei ruoli propri di una perfetta “boyband”. Il successo è davvero strepitoso e il brano diventa la canzone più utilizzata tra jingle e trasmissioni televisive e servizi estivi nei vari Tg, e scatena letteralmente le folle ad ogni tappa del Festivalbar 2001 culminando in vero e proprio trionfo alla Finale dell’Arena di Verona. Dalla sua uscita nel mese di maggio rimane costantemente nelle alte posizioni della classifica del Music Control, stazionando nella Top 10 di “Top of The Pops” per ben 16 settimane consecutive. “Boyband” entra anche nella Top 10 dei singoli più venduti in Italia e ha recentemente fatto il suo esordio anche nella Top 20 dei più venduti in Svizzera. Il 10 luglio scatenano 20.000 persone allo Stadio Olimpico, luogo particolarmente caro alla band per la forte fede calcistica (Pier, Poffy e Ale sono romanisti, mentre Gianka rappresenta i colori biancocelesti della capitale), in un grande concerto insieme ad Alex Britti, trasmesso anche in diretta radiofonica. L’estate 2001 trascorre così tra appuntamenti live nei locali, spiagge e piazze di tutta Italia, tappe al TIM Tour, feste organizzate dai principali network radiofonici, e la popolarità della band è sempre crescente, tanto da dover spesso fare ricorso al servizio d’ordine per uscire “indenni” dal tanto calore del pubblico. E proprio grazie alla loro popolarità vengono scelti dalla Wind come testimonial per una campagna di spot televisivi e radiofonici, mentre compongono appositamente per la Coca Cola una canzone che diventa jingle di spot radio per tutta l’estate. Un successo crescente per il gruppo che trova conferma anche nella vittoria assoluta dei COMET AWARDS 2001, organizzati dall’emittente musicale VIVA Germany (una delle principali realtà del mondo televisivo legate alla musica in Europa). Attraverso internet i Velvet risultano primi con il 41% dei voti nella categoria “Best Italian”, nella quale partecipavano anche 883, Gigi D’Alessio, Neffa e Irene Grandi. Alla fine di ottobre, nonostante “Boyband” sia ancora uno dei brani più gettonati e programmati dalle radio, arriva il quarto singolo “Sono vivo” che caratterizzerà la stagione invernale. Il brano è accompagnato da un originale videoclip: una storia d’amore tra una palla da basket e una da pallavolo, naturalmente a lieto fine. Anche l’autunno quindi si presenta particolarmente ricco di eventi e partecipazioni televisive, tra cui la prima puntata del nuovo show del sabato sera di Giorgio Panariello, programma di punta di Rai Uno, speciali su “Miss Italia”, “Quelli che… il calcio” e tanti altri. Inoltre Pier e Gianka entrano a far parte della Nazionale Italiana Cantanti. Ma l’appuntamento più atteso è sicuramente quello con il primo tour ufficiale nei club, ovvero il “VERSOMARTE TOUR 2001” che prenderà il via il 30 novembre da Vicenza, per toccare una decina di città, in attesa di un 2002 che già si preannuncia molto ricco di impegni e sorprese. Ufficio Stampa: LETIZIA D’AMATO ldamato@smperformance.com (cell. 335 5446154) SAN MARINO PERFORMANCE Tel. 0549-909978 fax 0549-970028
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14/12/2005 13:23 - VELVET - Biografia
VELVET: Pierluigi Ferrantini – PIER (voce e chitarra, ...
VELVET - Biografia VELVET: Pierluigi Ferrantini – PIER (voce e chitarra, 1974), Giancarlo Cornetta – GIANKA (batteria, 1970), Pierfrancesco Bazzoffi – POFFY (basso, 1977), Alessandro Sgreccia – ALE (chitarra, 1974). I Velvet nascono artisticamente a Roma nel 1998 e scelgono per la loro band il nome del locale nel quale Pier, Gianka, Poffy e Ale sono soliti ritrovarsi. Le passioni musicali in comune che hanno sicuramente determinato la voglia di suonare in un gruppo sono per le grandi band di tutti i tempi e vanno dai Beatles ai Blur, passando per Radiohead, Stone Roses e Charlatans. Dopo un immancabile periodo passato a suonare nelle cantine e nei club e a scrivere le canzoni che costituirono i primi provini, il naturale passo successivo è quello di proporli alle case discografiche. Con questi brani iniziali il gruppo desta da subito l’interesse delle major e nel 1999 arriva sul tavolo della direzione artistica della EMI un cd con 4/5 canzoni. Tra queste “Tokyo Eyes” e “Nascosto dietro un vetro” che portano la giovane band romana al loro primo contratto nel Natale del 1999, proprio con la casa discografica dei loro idoli di sempre. Nell’estate 2000 esce nelle radio “Tokyo Eyes” il primo singolo dei Velvet, una sorta di giocoso omaggio al mondo dei manga giapponesi con un video ricco di citazioni cinematografiche (altra passione del gruppo), che conquista le programmazioni radiofoniche mantenendosi per oltre 20 settimane nella classifica del Music Control. I Velvet partecipano alla 51a edizione del Festival di Sanremo, nel 2001, con “Nascosto dietro un vetro”, una ballata molto intensa che conquista ancora una volta le radio e il pubblico, confermandosi uno dei brani più programmati del Festival stesso. Nel mese di marzo 2001 viene pubblicato “VERSOMARTE”, primo album del gruppo: 12 canzoni pop con chiare venature di ispirazione britannica, in cui hanno molta importanza gli arrangiamenti soprattutto di chitarre, con un grande utilizzo di archi e fiati. Nello stesso periodo la band è protagonista del Brand New Tour organizzato da MTV sui palchi dei più prestigiosi club italiani. Ma è nell’estate 2001, grazie all’uscita del terzo singolo “Boyband”, che arriva la consacrazione del grande pubblico. Impossibile non aver mai cantato “Soffro lo stress, soffro lo stress sono stanco e fuori forma...” ritornello di un’autoironica presa di coscienza del proprio stato di boyband per caso. Il brano è accompagnato da un divertente videoclip in cui i Velvet vengono esaminati da medici e stylist a caccia dei ruoli propri di una perfetta “boyband”. Il successo è davvero strepitoso e il brano diventa la canzone più utilizzata tra jingle e trasmissioni televisive e servizi estivi nei vari Tg, e scatena letteralmente le folle ad ogni tappa del Festivalbar 2001 culminando in vero e proprio trionfo alla Finale dell’Arena di Verona. Dalla sua uscita nel mese di maggio rimane costantemente nelle alte posizioni della classifica del Music Control, stazionando nella Top 10 di “Top of The Pops” per ben 16 settimane consecutive. “Boyband” entra anche nella Top 10 dei singoli più venduti in Italia e ha recentemente fatto il suo esordio anche nella Top 20 dei più venduti in Svizzera. Il 10 luglio scatenano 20.000 persone allo Stadio Olimpico, luogo particolarmente caro alla band per la forte fede calcistica (Pier, Poffy e Ale sono romanisti, mentre Gianka rappresenta i colori biancocelesti della capitale), in un grande concerto insieme ad Alex Britti, trasmesso anche in diretta radiofonica. L’estate 2001 trascorre così tra appuntamenti live nei locali, spiagge e piazze di tutta Italia, tappe al TIM Tour, feste organizzate dai principali network radiofonici, e la popolarità della band è sempre crescente, tanto da dover spesso fare ricorso al servizio d’ordine per uscire “indenni” dal tanto calore del pubblico. E proprio grazie alla loro popolarità vengono scelti dalla Wind come testimonial per una campagna di spot televisivi e radiofonici, mentre compongono appositamente per la Coca Cola una canzone che diventa jingle di spot radio per tutta l’estate. Un successo crescente per il gruppo che trova conferma anche nella vittoria assoluta dei COMET AWARDS 2001, organizzati dall’emittente musicale VIVA Germany (una delle principali realtà del mondo televisivo legate alla musica in Europa). Attraverso internet i Velvet risultano primi con il 41% dei voti nella categoria “Best Italian”, nella quale partecipavano anche 883, Gigi D’Alessio, Neffa e Irene Grandi. Alla fine di ottobre, nonostante “Boyband” sia ancora uno dei brani più gettonati e programmati dalle radio, arriva il quarto singolo “Sono vivo” che caratterizzerà la stagione invernale. Il brano è accompagnato da un originale videoclip: una storia d’amore tra una palla da basket e una da pallavolo, naturalmente a lieto fine. Anche l’autunno quindi si presenta particolarmente ricco di eventi e partecipazioni televisive, tra cui la prima puntata del nuovo show del sabato sera di Giorgio Panariello, programma di punta di Rai Uno, speciali su “Miss Italia”, “Quelli che… il calcio” e tanti altri. Inoltre Pier e Gianka entrano a far parte della Nazionale Italiana Cantanti. Ma l’appuntamento più atteso è sicuramente quello con il primo tour ufficiale nei club, ovvero il “VERSOMARTE TOUR 2001” che prenderà il via il 30 novembre da Vicenza, per toccare una decina di città, in attesa di un 2002 che già si preannuncia molto ricco di impegni e sorprese. Ufficio Stampa: LETIZIA D’AMATO ldamato@smperformance.com (cell. 335 5446154) SAN MARINO PERFORMANCE Tel. 0549-909978 fax 0549-970028 LINK SOUND srl – Corso Lodi, 24 – 20135 Milano tel.+ 39. 02. 5457557 - fax + 39. 02. 5464639 - e-mail: info@linksound.it sede legale: Via Bismantova 2/a – Cerro al Lambro (Mi)
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14/12/2005 13:23 - GREEN VELVET Whatever
Quando nel '77 il punk alzava il ...
GREEN VELVET Whatever Quando nel '77 il punk alzava il dito medio contro il mondo, la disco music invadeva il mercato. In Inghilterra il punk diceva No, per protestare contro la struttura sociale e culturale in cui era nato, mentre negli Stati Uniti, la disco reagiva alle stesse istanze con un Sì. Quel Sì (il mondo mi fa schifo, ma voglio divertirmi) e quel No (il mondo fa schifo e voglio combatterlo), hanno scatenato l'inizio di due rivoluzioni che hanno scelto strade diverse. Da allora, la dance è costellata di personaggi che, pur essendo disc jockey, portano con se anche il No riottoso del punk- Green Velvet è uno di loro. Curtis Jones (questo il suo nome), è nato a Chicago e oltre alla ruvida produzione techno deve la sua fama alla verde capigliatura che porta sulla sua testa afro americana. La La Land è il singolo che suona nei club di tutto il mondo (anche lo schizzinoso James Lavelle l'ha inserito nella sua ultima compilation) e il testo non smentisce una vocazione da agitatore. Racconta, in modo impertinente, di piccole pasticche che bruciano i cervelli e che aprono le porte di un'altra dimensione: «Non ho voluto dire nulla a favore o contro la droga; è solamente un modo onesto di parlare di un aspetto fondamentale della clubland. La droga è parte integrante della club culture ed io ho raccontato semplicemente la realtà». Green Velvet parla della sua musica come di tekno punk: «Anche se sono ossessionato dalla house, adoro entrambe le forme di musica: quella pesante delle batterie della techno e una certa attitudine del punk. Cerco di non essere completamente nichilista, però, abbracciando una parte del pensiero punk, specialmente il rifiuto dell'autorità e il Do It Yourself". Whatever è il secondo album di Green Velvet, non all'altezza del precedente, ma reso interessante dalla mente di Curtis Jones, capace di raccontare (nel disco ci sono i testi!) frustrazione, voglia di fuga ed esperienza chimica, in modo più potente di quanto facciano, con la chitarra, i suoi colleghi punk contemporanei.
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14/12/2005 13:23 - GREEN VELVET "Whatever" - Tagliente come sempre anche la lingua ...
GREEN VELVET "Whatever" - Tagliente come sempre anche la lingua di mister Velluto Verde: in "Whatever" se la prende con gli eccessi chimici in "La La Land" ("Quelle pillole che uccidono un milione di cellule cerebrali") e con quelli tecnologici in "Gene Defekt". Rigidi quanto veloci i meccanismi ritmici elaborati per sostenere quei monologhi, invettive contro certi schemi della società americana - il razzismo o gli aspetti più allucinanti della giobalizzazione, spesso più efficaci di parecchie Rabbie Contro la Macchina o finti Prodigi, un po' come se questa fosse la sua maniera, più grezza, più punk, di intendere il rap. Del resto l'etichetta Music Man - da lui stesso fondata - ha sede a Gent, in Belgio, a riprova dello spazio maggiore che un artista come lui - scomodo e inciassificabile secondo gli schemi consueti - trova nel Vecchio Continente piuttosto che in patria. Chissà poi come gli è venuto un titolo come "G.A.T." ovvero "Great American Tracedy..."
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14/12/2005 13:23 - Green Velvet
Green Velvet non è soltanto uno degli pseudonimi di ...
Green Velvet Green Velvet non è soltanto uno degli pseudonimi di Curtis Jones, autore di musiche dance elettroniche per eccellenza, originario di Chicago e in pista dai primi anni 90; Green Velvet è il nome di un fantoccio enigmatico, di un personaggio dell’immaginario collettivo risorto per rappresentare con la musica e con il suo corpo l’immaginario post-moderno dell’America di inizio millennio. Un incrocio perfetto tra i residui della tradizione house di Chicago e le sembianze dirompenti di molti altri percorsi: la new wave e l’electro pop europei dei primi ’80, l’electronic body music di Nitzer Ebb, DAF e Front 242, l’electro e la techno di Detroit, la ruvidezza dell’attitudine punk. Quello che rende Green Velvet adatto a tutti è il suo potere comunicativo; un talento che soprattutto dal vivo si esprime nei recitati messianici da angelo dell’apocalisse, negli sberleffi all’american way of life improntati allo humour nero (non a caso il primo grande successo di mr Green Velvet si chiama “Preacherman”..). E per questo stesso motivo Green Velvet ha un look che non passa inosservato, un mix di cyber punk e di glamour molto spinto: sul palco sembra di vedere Grace Jones o Sly Stone con il suono technoide dei nostri giorni.
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14/12/2005 13:23 - VELVET
I Velvet nascono artisticamente a Roma nel 1998 e scelgono ...
VELVET I Velvet nascono artisticamente a Roma nel 1998 e scelgono per la loro band il nome del locale nel quale Pier, Gianka, Poffy e Ale (questi i 4 componenti del gruppo) sono soliti ritrovarsi. Dopo un immancabile periodo passato a suonare nelle cantine e nei club, nel 1999 arriva sul tavolo della direzione artistica della EMI un cd con 4/5 canzoni. Tra queste "Tokyo Eyes" e "Nascosto dietro un vetro" che portano la giovane band romana al loro primo contratto proprio con la casa discografica dei loro idoli di sempre. Nell'estate 2000 esce nelle radio "Tokyo Eyes" il primo singolo dei Velvet, una sorta di giocoso omaggio al mondo dei manga giapponesi con un video ricco di citazioni cinematografiche (altra passione del gruppo), che conquista le programmazioni radiofoniche mantenendosi per oltre 20 settimane nella classifica del Music Control. I Velvet partecipano alla 51a edizione del Festival di Sanremo, nel 2001, con "Nascosto dietro un vetro", una ballata molto intensa che conquista ancora una volta le radio e il pubblico, confermandosi uno dei brani più programmati del Festival stesso. Nel mese di marzo 2001 viene pubblicato "VERSOMARTE", primo album del gruppo. Nello stesso periodo la band è protagonista del Brand New Tour organizzato da MTV sui palchi dei più prestigiosi club italiani. Ma è nell'estate 2001, grazie all'uscita del terzo singolo "Boyband", che arriva la consacrazione del grande pubblico. Impossibile non aver mai cantato "Soffro lo stress, soffro lo stress sono stanco e fuori forma…" ritornello di un' autoironica presa di coscienza del proprio stato di boyband per caso. Il brano è accompagnato da un divertente videoclip in cui i Velvet vengono esaminati da medici e stylist a caccia dei ruoli propri di una perfetta "boyband". Il successo è davvero strepitoso e il brano diventa la canzone più utilizzata tra jingle e trasmissioni televisive e servizi estivi nei vari Tg, e scatena letteralmente le folle ad ogni tappa del Festivalbar 2001 culminando in vero e proprio trionfo alla Finale dell'Arena di Verona. Dalla sua uscita nel mese di maggio rimane costantemente nelle alte posizioni della classifica del Music Control, stazionando nella Top 10 di "Top of The Pops" per ben 16 settimane consecutive. "Boyband" entra anche nella Top 10 dei singoli più venduti in Italia e ha recentemente fatto il suo esordio anche nella Top 20 dei più venduti in Svizzera. Il 10 luglio scatenano 20.000 persone allo Stadio Olimpico, luogo particolarmente caro alla band per la forte fede calcistica (Pier, Poffy e Ale sono romanisti, mentre Gianka rappresenta i colori biancocelesti della capitale), in un grande concerto insieme ad Alex Britti, trasmesso anche in diretta radiofonica. E proprio grazie a questa popolarità vengono scelti dalla Wind come testimonial per una campagna di spot televisivi e radiofonici, mentre compongono appositamente per la Coca Cola una canzone che diventa jingle di spot radio per tutta l'estate. Un successo crescente per il gruppo che trova conferma anche nella vittoria assoluta dei COMET AWARDS 2001, organizzati dall'emittente musicale VIVA Germany (una delle principali realtà del mondo televisivo legate alla musica in Europa). Attraverso internet i Velvet risultano primi con il 41% dei voti nella categoria "Best Italian", nella quale partecipavano anche 883, Gigi D'Alessio, Neffa e Irene Grandi. Alla fine di ottobre, nonostante "Boyband" sia ancora uno dei brani più gettonati e programmati dalle radio, arriva il quarto singolo "Sono vivo" che caratterizzerà la stagione invernale. Il brano è accompagnato da un originale videoclip: una storia d'amore tra una palla da basket e una da pallavolo, naturalmente a lieto fine. Anche l'autunno quindi si presenta particolarmente ricco di eventi e partecipazioni televisive, tra cui la prima puntata del nuovo show del sabato sera di Giorgio Panariello, programma di punta di Rai Uno, speciali su "Miss Italia", "Quelli che… il calcio" e tanti altri. Inoltre Pier e Gianka entrano a far parte della Nazionale Italiana Cantanti. I VELVET sono: Pierluigi Ferrantini - PIER (voce e chitarra, 1974); Giancarlo Cornetta - GIANKA (batteria, 1970); Pierfrancesco Bazzoffi - POFFY (basso, 1977); Alessandro Sgreccia - ALE (chitarra, 1974).
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14/12/2005 13:23 - 10Motivi è probabilmente il miglior album dei Velvet, che sanno ...
10Motivi è probabilmente il miglior album dei Velvet, che sanno fare pop in maniera intelligente, assecondando l’ascoltatore che da un disco pretende emozioni e pensare. Di motivi per fare quest’album i Velvet devono averne avuti ben più di dieci, come sono parecchi di più di una decina quelli per accostarsi con fiducia a questo lavoro. In crisi con la loro etichetta “storica”, la Emi, i Velvet si sono stancati di sentirsi costretti ed accerchiati da più parti e hanno deciso di scommettere in proprio. La Except che pubblica 10 Motivi, infatti, è del loro management, mentre la distribuzione è stata affidata alla Universal che, tra le major contattate, sembra sia stata l’unica a non porre condizioni. 10Motivi è probabilmente il miglior album dei Velvet, anche se però sconta qualche indecisione. Il songwriting è maturo, i testi raccontano bene le loro storie, le delusioni e la rabbia, le melodie sono azzeccatissime e gli arrangiamenti ricchi di invenzioni. Q www.velvetband.it -SUONANO: 15/9 - Terni (TR) - Festa de l'Unità - - 16 - Torino TIM TOUR 24/9 - Castelgandolfo (RM) - Spiaggia del Lago - - INFO: Friends & Partners - VIA DEI SORMANNI 3 - 02/4805731 www.friendsandpartners.net



















