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14/12/2005 13:23 - I Supertramp nacquero nel 1969 del progressive-rock per ambizione di ...
I Supertramp nacquero nel 1969 del progressive-rock per ambizione di Rick Davies, cantante e pianista. Dopo due album passati inosservati, Supertramp (A&M, 1970) e Indelibly Stamped (A&M, 1971), il gruppo si re-invento` una personalita` e una carriera con Crime of The Century (A&M, 1974), sul quale dominavano i ritornelli pop di Bloody Well Right e Dreamer peraltro ancora pennellati con le complessità armoniche e il tripudio di suoni del progressive-rock (l'assolo jazz di pianoforte e la fanfara di fiati che aprono la prima, seguiti da riff di hard rock e pianoforte "operatico" alla Queen; le armonie alla Yes della seconda). Gli arrangiamenti facevano perno sulle doppie tastiere di Davies e di Roger Hodgson e sui fiati di John Helliwell. La pomposa Crime of The Century e l'elaborata Hide In Your Shell mostravano qualche residuo di ambizioni progressive-rock. Abbandonato definitivamente qualsiasi velleità progressive, il gruppo pervenne a Crisis? What Crisis? (A&M, 1975), che invece era proprio ciò che il titolo negava, conteso fra il loro passato intellettuale e il loro presente di star delle classifiche di vendita. Davies vi sfogava la sua passione per la musica nera (in particolare nel rhythm and blues di Ain't Nobody But Me). Even In The Quietest Moments (A&M, 1977), uscito dopo che il gruppo si era trasferito in California, fu un altro album di transizione, che comunque annovera uno dei loro capolavori, Give A Little Bit, una semplice ballata cadenzata sulle corde della chitarra. Breakfast In America (A&M, 1979) rappresenta invece il punto di arrivo della progressione iniziata nel 1974, grazie a ritornelli orecchiabili e arrangiamenti tanto attillati quanto curati nei minimi dettagli. Logical Song, uno dei loro capolavori melodici, è propulso da una semplice figura di pianoforte, librato da armonie vocali degne dei Beach Boys e nobilitato da un assolo jazz del sassofono. Breakfast In America mescola una marcetta da vaudeville, una melodia alla Yes e un assolo di clarinetto da circo equestre. Take The Long Way Home scorre semplice ed elegante alternando un'armonica blues, un organo gospel, una sezione d'archi, ma accompagnato sempre da una cadenza stentorea, battuta da organo e chitarra. Goodbye Stranger si affida al falsetto dei Bee Gees e un battito disco. Erano tutti ritornelli elementari, ma trasformati in lussureggianti esercizi di stratificazione del suono. E` l'ideologia di George Martin (il produttore dei Beatles), applicata all'era del techno-rock, delle tastiere elettroniche, dei ritmi da discoteca. Nel giro di vent'anni venderà 18 milioni di copie. Dopo Famous Last Words (A&M, 1982), che contiene ancora un colpo di reni, lo scintillante ritornello di It's Raining Again, cadenzato alla loro maniera dal pianoforte. Roger Hodgson lasciò il gruppo e intraprese una carriera solista. Davies non si sarebbe mai ripreso dalla sua partenza. Brother Where You Bound (A&M, 1985), sul quale compare Cannonball, e Free As A Bird (A&M, 1987) li ricacciarono nell'anonimato da cui erano venuti. Con Some Things Never Change (Oxygen/SilverCab, 1997) i Supertramp si sono ripresentati, sempre capitanati da Rick Davies ma ora anche da Mark Hart (ex Crowded House). Pochi gruppi degli anni '70 hanno lasciato un'eredita` di tante e tali melodie memorabili. Non avranno inventato nulla di trascendentale, ma sono stati un po' i Creedence Clearwater Revival del techno-rock.
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14/12/2005 13:23 - AA PRODUCTIONS
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