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14/12/2005 13:23 - GENTLE TASADAY
"In The Mind's Eye Of A Blind Tasaday"
Una delle ...
GENTLE TASADAY "In The Mind's Eye Of A Blind Tasaday" Una delle più belle scoperte della scorsa stagione era legata alla pubblicazione di due CD dei Salamander, una band di Minneapolis dalle intuizioni fenomenali, ancorché troppo in anticipo sui tempi per godere del giusto apprezzamento; l'accoglienza attribuita a "Red Ampersand", uscito in veste di album postumo, aveva portato alla pronta rifondazione del sodalizio, come testimoniato dal successivo "Red Mantra". L'onda lunga di questa spettacolare risonanza ha quindi spinto la Camera Obscura a documentare le gesta dei due gruppi paralleli che vedono come protagonisti Erik Wivinus e Sean Connaughty, i principali attori di quella vicenda; si tratta ancora di compilazioni di materiale accumulato nel corso di parecchi anni, ma anche in questo caso una lucidità di ispirazione non comune fa suonare questi album attualissimi. Il contesto estetico dei due progetti è ancora più improvvisato e sperimentale di quello del gruppo-madre, soprattutto nel caso dei Gentle Tasaday. Ispirato al mito di una popolazione indigena delle Filippine il cui modello di convivenza era ritenuto tanto perfetto da divenire archetipico, il duo formato da Erik Wivinus (basso, chitarra acustica e diavolerie varie) ed Eric Hofferber (fiati, percussioni, voce, il tutto rigorosamente fuori da qualunque convenzione...) si lancia in estreme avventure psicoacustiche che partono talvolta dalla deformazione di materiale dark-folk sprofondando spesso e volentieri in abissi di astrazione. L'influenza da un lato, da parte di artisti quali Current 93 e Nurse With Wound, e l'ammirazione dall'altro per il prezioso folk lunare di Stone Breath/Mourning Cloak (entrambe esplicitamente dichiarate) li guida nella ricombinazione di ogni sorta di molecola sonora (anche tramite l'uso di samples) fino alla cristallizzazione di materia aliena che assomiglia solo a se stessa.
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14/12/2005 13:23 - L'ULTIMO TASADAY
L'Ultimo Tasaday
E' un approccio figurativo ed antropomorfizzante, sicuramente sbagliato, ...
L'ULTIMO TASADAY L'Ultimo Tasaday E' un approccio figurativo ed antropomorfizzante, sicuramente sbagliato, ma "L'ultimo Tasaday" apre una porta su un indefinibile nulla fatto di freddo, neve, tormenta... provate a fare qualche passo e vi coglierà la vertigine, l'agorafobia di un bianco accecante in cui i sensi non hanno più alcun ruolo. Sarà l'immagine del Ripamonti con in mano una grande palla di neve, presente sulle carte 'di lavoro', o saranno piuttosto i mille frammenti miscelati del disco prodotto dalla Beware!: quello che è certo e che "L'Ultimo Tasaday" è degnissimo completamento dei percorsi tortuosi Die Form o del parallelo incespicare del Nulla Iperreale. Cinque i brani del disco, presentato come progetto solista di Alessandro Ripamonti: cinque baratri davvero profondi, in cui il senso di malessere crescerà con i minuti d'ascolto, ed il nichilismo destrutturante delle sfide Die Form troverà una non-forma ancora più aperta negli echi lontani de "L'Anima Liberata" o nelle implosioni di "Devi Rinunciare A...". Musica d'ambiente! Musica rizomatica! Musica, come recitano le note del testo, che nasce «tra le rovine dei sensi»! O, meglio, solo 'suoni'.
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14/12/2005 13:23 - TASADAY Aprirsi Nel Silenzio (Wallace Records/Audioglobe)
Era il 1984 quando la ...
TASADAY Aprirsi Nel Silenzio (Wallace Records/Audioglobe) Era il 1984 quando la versione in vinile di 'Aprirsi Nel Silenzio', pubblicata dalla ADN e da tempo fuori catalogo, vedeva la luce. Il contesto storico e sonoro era profondamente diverso da quello attuale, ma il disco, nonostante siano passati 16 anni, mantiene inalterato tutto il suo valore artistico e musicale. È quindi con enorme piacere che accogliamo la ristampa in CD approntata dalla Wallace del debutto (preceduto dal nastro 'Implosione Nelle Pieghe Dell'Animo') dei Tasaday, formazione lombarda nata dalla fusione di Nulla Iperreale e Die Form (niente da spartire con il gruppo di Philippe Fichot) e che l'anno scorso ha pubblicato 'L'Ultimo Tasaday', così intitolato per sottolineare come ormai nella line up sia rimasto solo Sandro Ripamonti. Dieci brani (6 in studio e 4 live) che li collocavano in una indefinita nebulosa grigia, dove il bilanciamento tra le diverse componenti era trovato, ma non cercato, dove si potevano ravvisare gli stessi principi attivi che avevano già reso grande il Pop Group di Mark Stewart (fate riferimento a 'Fire Is Falling', 'Ende Der Geschichte...' o 'Dopo Heidegger') e che si svilupparono nei primi Einstürzende Neubauten, con l'inserimento di un sax che traeva l'indispensabile linfa vitale dal free jazz ('Un Nuovo Istante' ad esempio). Strati di percussioni metalliche e tribali ('Nel Corridoio Dei Riflessi' o la title track), che possono ricordare alcune cose di Z'ev, nastri e clangori industriali da ospedale psichiatrico ('Silenzi Incessanti') e la raffigurazione di una realtà che si sgretola e crolla sotto i colpi di un suono atemporale. Fate vostro un pezzo di storia.
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14/12/2005 13:23 - A ruota del 7" ecco l'album nuovo dei Tasaday, con ...
A ruota del 7" ecco l'album nuovo dei Tasaday, con buona parte della formazione originale: Sandro Ripamonti, Carlo Ronchi, Stefano Sangalli e Paolo Cantù... "Con il corpo crivellato di stelle" dice tutto dal titolo: fisico, violento ed etereo... sarebbe inutile addentrarsi nel descrivere "cosa suonano i Tasaday"... ci sono echi del loro passato di avanguardia industriale filtrati dagli ascolti del miglior rock indipendente degli ultimi dieci anni: bassi e chitarre, computer e televisioni, sax e oboe, voci consapevoli ed incosapevoli di essere su un CD. E ci sono un po' di amici che hanno collaborato con le proprie "musiche": Flavia e Vonsik degli Jasminshock, il maestro Roberto Mazza, Stefano Golfari, Monica Lynch, Marco Camorali, Sabrina Fiore, Viviane Mata, Emanuela, Yuli Cao, Mirko Spino. Questo disco è confezionato con una fotografia in copertina. Cioè... 100 fotografie diverse, non tutte sullo stesso CD, roba da collezionisti. Attivi come dei ventenni (in effetti il gruppo compie 20 anni di attività).
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14/12/2005 13:23 - TASADAY Con Il Corpo Crivellato Di Stelle (Wallace/Audioglobe)
Prima estemporanea (neppure ...
TASADAY Con Il Corpo Crivellato Di Stelle (Wallace/Audioglobe) Prima estemporanea (neppure troppo) annotazione: il titolo del disco è splendido. ‘Con Il Corpo Crivellato Di Stelle’. E mi ritrovo a ripeterlo a oltranza, perché so che carpendo la sua essenza carpirò anche l’essenza del nuovo album dei Tasaday, il quinto (sotto forma di LP e CD) in vent’anni di storia, storia che si interseca con quella della musica industriale e di ricerca (o avanguardia che dir si voglia) non solo italiana, vista la rilevanza della formazione brianzola. Il corpo, entità tangibile e mortalmente fisica, viene crivellato dalle stelle, anch’esse emblema della solida materialità. Ma il corpo (sonoro) è chiaramente astratto, immortale e percepibile solo con l’udito, e nel momento in cui viene crivellato dalle stelle è come se venisse frammentato, alterato e poi ricomposto da un qualcosa di “non concreto”, visto che passiamo la vita ad ammirare le stelle, a immaginare le stelle e a sognare sotto le stelle, ma senza poterle neppure mai sfiorare. E allora emerge con forza il dualismo insito nel disco; dualismo che porta al confronto tra immanenza e trascendenza, in un intrecciarsi di sonorità create e di atmosfere procreate. Dove gli echi di Einstürzende Neubauten, piuttosto che di Swans o Z’ev vanno di pari passo con squadrati pezzi noise rock (‘Smiles’), dilatate esplorazioni tribali (‘L’Ultimo Assalto’), incastri di suoni concreti, elettronica e giustificate velleità contemporanee (‘Anche A Parigi’ e ‘In Un Silenzio Luminoso’) e con uno studio approfondito su quale sia il filo conduttore che lega la prima scuola industriale con il post rock attuale. Un lavoro che offre solo certezze e garanzie assolute.
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14/12/2005 13:23 - TASADAY Con il Corpo Crivellato di Stelle
Estremo e di difficile ...
TASADAY Con il Corpo Crivellato di Stelle Estremo e di difficile fruibilità il ritorno discografico dei Tasaday. Introdotto da un titolo di rara suggestione ed impreziosito da un bellissimo art-work, "Con il Corpo Crivellato di Stelle" prosegue il percorso artistico - ormai ventennale - di questa cult-band che ha scritto alcune delle pagine più importanti dell'avant-garde italiano. Sfasando continuamente il proprio focus tra un rumorismo quasi cerimoniale, che vive sulle pulsioni tribali di un florilegio percussivo, ed una componente improvvisativa che sfocia spesso nei territori dei free jazz, il progetto di Alessandro Ripamonti (questa volta esteso a vera e propria band grazie alle presenze "fisse" di Stefano Sangalli, Carlo Ronchi e Paolo Cantà) dimostra come sia possibile attraversare l'epoca che ha decretato la nascita e la morte del post-rock senza perdere un briciolo della propria coerenza. Anche perché il "segreto" dei Tasaday è sempre stato quello di non guardare a scene e movimenti internazionali, coltivando con passione ed inventiva la propria arte orgogliosamente fuori dagli schemi.

















































































