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14/12/2005 13:23 - Superato lo shock violento causato dalla fine ingloriosa degli Stone ...
Superato lo shock violento causato dalla fine ingloriosa degli Stone Roses, Ian Brown, armato di suoni contraddistinti da schiettezza disarmante, assai lontani dal pomppop-rock estetizzante mai emozionale del suo ex compagno di avventura John Squire ed i suoi Seahorses, ha cercato nuovo ossigeno dentro luoghi e situazioni poco esplorati, davvero ricchi di sorprese e bizzarrie. Reduce da una propizia cura rigenerante si è ripresentato a noi con un disco "Unfinished Monkey Bussiness", registrato nella sua camera da letto di Manchester con il solo ausilio di un otto piste e poi perfezionato nei Chiswick Reach studios nella zona est di Londra. Il risultato pur non facendo gridare al miracolo, può considerarsi apprezzabile, "Unfinished Monkey Bussiness" è opera carina ed incompiuta, straordinaria nella sua disarmante semplicità, sorprendente nella sua scarna essenzialità musicale. Ma il personaggio e la sua musica possono solo migliorare, Ian è ancora un cantante unico ed indispensabile, ha talento per continuare a dominare lo scenario musicale anglosassone e non solo.
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14/12/2005 13:23 - IAN BROWN
"Golden Greats"
Nuova prestazione solista per Ian Brown, già leader ...
IAN BROWN "Golden Greats" Nuova prestazione solista per Ian Brown, già leader e cantante dei disciolti Stone Roses. Lo ritroviamo in forma smagliante alle prese con questa sua seconda e alquanto ambiziosa fatica discografica titolata "Golden Greats". Hanno contribuito in molti, fra tecnici provetti, produttori e musicisti di calibro (come l'ex chitarrista degli Stone Roses, Aziz Ibrahim e il valente Dave McCracken alle tastiere), per cesellare le dieci canzoni di "Golden Greats", una truppa ben assortita che rassicura sul buon esito di questa operazione sonica dalle mille sfaccettature. La prima sensazione che si ha ad ascolto ultimato, è infatti quella di un lavoro particolarmente variegato, ricco di prospettive stilistiche e quantomeno aperto alla pratica della contaminazione sonora nel rock. Altro requisito peculiare del disco è la scioltezza degli arrangiamenti che modellano le accattivanti strutture pop delle canzoni dando altresì risalto al colore dei timbri e delle descrizioni. Per questi ed altri motivi "Golden Greats" si presenta con tutte le carte in regola per conquistare le lusinghe di pubblico e critica; tutti gli ingredienti del caso sono dosati al punto giusto perchè gli uni non prevalgano sugli altri, ma che rispettino la logica della compostezza armonica e della godibilità auditiva senza cadute di tono. Non una nota, pausa o accordo è fuori posto, ma costituisce l'evento ideale di un disegno sonoro ben articolato che sviluppa situazioni d'ascolto in continua evoluzione e che conduce brano dopo brano a confrontarsi con esperienze differenti, dal glam-rock che rimanda nostalgicamente a Marc Bolan nell'introduttiva "Getting High", ai ritmi solidi di "Love Like A Fountain", al folk-pop crepuscolare percorso dai timbri gravi del violocello di "Free My Way"... L'autore sa destreggiarsi assai bene nel tessere le trame (non senza l'ausilio della tecnologia) di questa sua poliedrica prova, dimostrando che dopotutto è lo spirito del rocker visionario a farsi strada fra una vicenda e l'altra, il tratto maliosamente psychedelico di un talento artistico che guarda alla grande saga del rock cercando in essa uno spazio vitale in cui crescere ed affermarsi.
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14/12/2005 13:23 - IAN BROWN - Music Of The Spheres (Polydor) - Cd,U.K.
La ...
IAN BROWN - Music Of The Spheres (Polydor) - Cd,U.K. La musica dei corpi celesti è già stata circumnavigata, in lungo ed in largo, da novelli magellani sonori. Il tema torna alla ribalta nell'album nuovo dell'ex cantante degli Stone Roses. Per carità, nessuna lacrimuccia sulla band più grande e più sfigata d'Inghilterra. La sua, comunque, è una delle più belle voci d'Inghilterra, e quì non si discute. Certo avrebbe sempre bisogno d'una eguale incisività sonica per bilanciarne la forza d'urto. Pensiamo alle sue prove migliori, laddove prestava la sua ugola su musica del Dj Shadow, ed era "Be There" sotto la sigla UNKLE. Oggi Ian Brown è oggi un messia errante, pronto a cantare le lodi d'un qualche credo. Peccato che il credo sia seguire gli struggimenti dei "fans delle indies"!
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14/12/2005 13:23 - IAN BROWN Music Of The Spheres
E sono tre. Non male ...
IAN BROWN Music Of The Spheres E sono tre. Non male per uno che, ai tempi degli Stone Roses, tirava fuori canzoni con il contagocce: poche decine nell'arco di un lustro abbondante. Terzo tentativo solista, quindi, e terzo disco che si risolve, come i precedenti, in un mezzo passo falso o, a seconda della prospettiva, in un mezzo grande disco. Preferisco la seconda ipotesi, va detto, un po' per la simpatia che il personaggio ispira, un po' perché quando centra il bersaglio sono canzoni che vale la pena ascoltare con attenzione. Prendete il brano scelto come singolo, per esempio: F.E.A.R. è una di quelle canzoni che segnano una stagione, un po' Stone Roses un po' Massive Attack, semplicemente deliziosa. E poi El Mondo Pequeno, che sembra reinventare in chiave moderna il verbo soul dei primi settanta, in maniera sublime. Arrivano le sorprese meno liete, proseguendo l'ascolto, ma poco importa: quella mezza dozzina di episodi che vogliamo ricordare ci fanno sembrare il bicchiere mezzo pieno, pronto ad un brindisi in onore di un grande talento.




















































































































































