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14/12/2005 13:23 - CATHEDRAL "Caravan Beyond Redemption"
"Caravan Beyond Redemption" segna il ritorno della ...
CATHEDRAL "Caravan Beyond Redemption" "Caravan Beyond Redemption" segna il ritorno della madre di tutte le bands della scena inglese space doom o se preferite stoner e ribadisce il ruolo trainante di una delle formazioni più seminali degli anni '90. Magnifici nella loro votazione controcorrente i Cathedral non hanno mai tradito l'essenza underground che li ha generati; e in malafede chi insiste nel relegarli alla parte di tributo vivente ai Black Sabbath, quando in realtà il gruppo di Lee Dorrian è nettamente più versatile di molti altri a cui viene rilasciata una discutibile patente di originalità. Il quinto album Caravan Beyond Redemption è una tappa fondamentale nel viaggio d'esplorazione dei Cathedral tra le intricate radici dell'heavy rock di fine secolo. Se "The Carnival Bizarre" assimilava in un linguaggio più conciso la sperimentazione psych-progressive del leggendario EP Statik Majik e Supernatural Birth Machine rilanciava con determinazione il credo doom dei Cathedral, mixato con l'escapismo space-rock che animerà i discepoli Orange Goblin, "Caravan Beyond Redemption" è sicuramente l'album più eclettico del quartetto inglese, e va ben oltre le posizioni consolidate del disco precedente. In apertura Voodoo Fire è tra i brani più eccentrici concepiti dai Cathedral: l'impatto incalzante dei riffs e la voce sferzante di Lee Dorian sfidano l'animus pugnandi dei celebrati stoners Fu Manchu sul loro terreno preferito ma con maggior varietà musicale, perché l'innesto di un assolo di sfrenati bongos tribali è davvero imprevedibile, inoltre la comparsa di un vero mellotron nel finale, conferisce un tocco old-fashioned di raffinatezza squisitamente inglese. Anche Unnatural World procede sulla spinta di un rifferama vicino alla nuova generazione stoner, così, quando i Cathedral ritornano al Sabba in Satanikus Robotikus il fragore di un basso rimbombante ed assoli di chitarra in levitazione, la prassi è assai meno ripetitiva rispetto alla tipica tradizione doom. Infatti se "Freedom" è un inno di libertà dal clima persino sessantottesco, sottolineato da fraseggi di chitarra funky/Hendrixiana, e se "Captain Clegg" accoglie nella sua azione dinamica uno splendido bridge, dove Gaz Jennings suona liricamente sul velluto del mellotron, il gruppo può poi concentrarsi sulla sua specialità doom, forgiando brani autenticamente memorabili. Non è dunque un caso che Caravan includa alcune delle gemme assolute in questo stile a mio avviso avvalorate proprio dalla maggior diversificazione compositiva. Per esempio "The Omega Man" è davvero cupa e liturgica, come nelle migliori tracce dei Solitude Aeternus ed ai suoi toni mesti ben contribuisce il flauto ancestrale che i Cathedral avevano già sperimentato nella loro versione di "Solitude" in "Masters Of Misery"; ed ancora il doom epico di "Dust Of Paradise" non certo basato su un solo riff, ripresenta distorsioni e voci rabbrividenti che contraddistinsero l'opera della rivelazione, Forest Of Equilibrium. Ma siccome Caravan Beyond Redemption verrà ricordato per la sua duttile vena creativa, concludiamo segnalando Heavy Load dove trovano spazio elementi bluesy e di caldo funk-rock 70s oppure l'inusuale forma melodica di Kaleidoscope Of Desire. Mentre molte vantate stelle degli anni '90 logorano rapidamente il loro potenziale espressivo sotto una patina di consumismo, i Cathedral emergono trionfanti da un quinto album ricco di soluzioni intriganti.
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14/12/2005 13:23 - CATHEDRAL
Strani Suoni dalla Cripta
Il destino sa essere ironico a suo ...
CATHEDRAL Strani Suoni dalla Cripta Il destino sa essere ironico a suo modo, il vivere umano è un continuo oscillare tra esperienze di segno opposto, il che può lasciare sbalorditi in un primo tempo, ma poi ci Sl rende conto che è proprio così che vanno le cose, che questa continua mutazione3 questo eterno divenire è il vero motore del mondo, ciò che da un po' di sale alla nostra vita. Così un bel giorno ti svegli e scopri che il cantante dei Napalm Death, Lee Dorrian, se n'è andato a suonare con una nuova band, una gothic-doom band... Nati nel 1990 per opera di Lee e del bassista Griff, ben presto coadiuvati dai due chitarristi Gary ed Adam ed il drummer Ben. Dopo alcuni mesi di prove, è già tempo per un demo: "In Memorium"3 oggi giustamente considerato un lavoro seminale, viene pubblicato. Lee, per promuovere ulteriormente il nome della band, fa inserire la song "Ebony Tears", tratta dal demo, sulla compilation "Dark Passages" (Rise Above Records, label di proprietà del cantante). Cathedral è ormai un nome sulla bocca di tutti, i tempi sono maturi per la pubblicazione del debut Ip. Manco a dirlo "Forest Of Equllibrium" esce su Earache nel 1991, ed è subito un íbest seller, ecco il disco che ha rilanciato in un sol colpo le sonorità dlel più oscuro progressive dei seventies, provocando un immediato ritorllo di interesse in tutto il mondo per quelle sonorità (nell'lp il dimissionario Ben è rimpiazzato dall'ospite Mike Smail, che aveva già militato in Pe~nce e DFeWm Death. Dopo numerosi tours a fianco di Carcass, D3apalm Death, E«~ombed, Confessor, ecc, nel 1992 è la volta del 12" "Soul SacrillQe" e nell'anno appena conclusosi, il secondo lp "The Elhe~l Mlnmr".... Ritornando al discorso fatto in apertura sulle ironie della storia, immaginate ora come sono rimasto quando ho saputo che a rimpiazzalne il fondamentale Griff, dimissionario dopo l'ultimo lp, è stato chiamato nintemeno che Scott Carlson bassista dei padri fondatori della scuola sdell'ultravelocità, i Repulsion... This is sick, man!!! L'intervista che seEsue è stata realizzata al telefono con un disponibilissimo Lee Dorrian, prima che la band partisse per il tour promozionale dell'ultimo lp.... So che non ti piace molto parlare del tuo passato coi Napalm Death, ma vorrei sapere se sei d'accordo con chi ne parla come dei Sex ristols dei 011's. Il gruppo cioè che ha aperto la strada ad un autentico scoppio di culturu giovanile, che si è espresso poi tramite nuove bands, linzines, ~~rammi radio, eccetera? «Forse è oosì, ma non mi pare giusto dare ai Napalm Death tutto questo credito, c'erano molte altre bands veloci in giro a quel tempo, e noi non abbiamo fatto altro ehe portare quello stile all'esasperazione più estrema. Sono ntolte le bands a cui i ND hanno attinto e che invece la gente non conosce affatto, mi riferisco soprattutto alle americane Siege e Repulsion. ND ha solo preso queste bands ed ha portato le cose un passo avanti, just driven it to the urtimate extreme. Ma forse sì, si può dire che poi, tutto l'estremismo che abbiamo introdotto nel rock, ha abbattuto molte barriere e si è riversato in altri generi musicali, come ad es. l'industrial che è nato proprio allora». Parlami ora dell'ultimo lp, in particolare dando rilievo all'aspetto più strettamente tecnico... <
. «lJa prima track è una intro che poi confluisce in "ltide", una SOllg nello stile dei primi B1ack Sabbath, ha un riff simile a "C/Xóildren C3f The Grave" e parla delle poche persone con cui mi piacerebe dividere questo ipiarleta, perché la mnag«:ior parte dell'umanità mi fa solo vergognare di essere nato uomo...Eppure sarebbe solo una questione di fisBetto reciproco..." Visto che hai fatto cenno ai libck S_, v~ei swere nsa ne pensi di questo revival attorno al 1~ ~e ~n qeesti ultinti tempi: pensa solo che anche bands ~e lhbal T~ e C_libal Corpse ne hanno fatto cover versions. «I iCannibal Corpse (sembra scismxato! Mi chiede quale song - "Zero The Hero" - e vuole salpere se la hanno suonata dal vivo o hanno osato iTnciderla su vinibe - il 12" "ganuNer Smashed Face".) Credo che una Tbalnd come quella non ,pò coverizzare i Sabs rendendo giustizia all'ofiginale. Non so òhe rumoragl,ia rwe possa venire fuori. I BS hanno W feeCirlg, una musicalità ecl un suolro che non appartengono ai CC. Ai loro terepi i Sa~bs sono stati reallTrne,nte fenomenali. I loro dischi erano oosì heavy e cos~, non so, pieni di itnventiva. I?er me se si vuole sentire cosa sia l'heavy metal, si dleve sello ascoltare i BS, they're the ultimate heavy rnetal ~band, ma n,ewure li chiamerei metal, c'è un sacco di gente clhe odia hard rodk ed aheavy rnetal, ehe iperò arna i BS». Ok continunamo eon le canxoni ~lel ihsot3... «Si, ie altre sono "Enter The Worn~", ehe parla del suic,idio, stare lì a pensare che l'esistenza che si vorrebbe non è q}uella che si ha nella realtà. Non è chte sto dioerldo che voglio rnorire, notl voglio fare qutesta esperienza, ne parlo solo, pongo elelle dor[.ar.de. Poi c'è "]Fobmsin Clf Innocence", riguarda il ritornare a quando si era melto giovarli e si pensava a come sarelle stato crescere, tutte quelle speranze. Poi si torna a comke si è ora e tutte l;e speranze sono state disilluse. Tutte queste false idee scompaiono qualltdo si scopre di oosa è fatta la vita, quando si sperimentano le cose peggiori. " Che n~i ~liei ~lel ~~ovo g~ ~i ~, gili Year ~3? Ili pzodono? Mi piacciono, rna sono molto diversi dai Cathedfal. lWolto più semplici. -
14/12/2005 13:23 - CATHEDRAL: The Ethereal Mirror (Earache) Secondo lp per i rinomati ...
CATHEDRAL: The Ethereal Mirror (Earache) Secondo lp per i rinomati Cathedral, sicuramente da annoverare nella rosa delle band inglesi che stanno racimolando i più vasti consensi al momento. La prima cosa che ho rilevato è la profonda diversità rispetto al precedente Forest Of Equilibrium, c'è più "swing", più movimento rispetto aoli — incredibili rnonoliti sonori del U2SS2t0. t,e atmosfere più varie vengono gestite con naturalezza dalla band che, possiamo dirlo, è costituita da autentici fuoriclasse. Ascoltate la iniziale, pesantissima Ride, e poi la liquida Foúntain Of Innocente per rendervi conto della eccezionalità degli uomini del "team" Cathedral: non vi è niente sul disco che un qualsiasi musicista con una certa esperienza non sarebbe in grado di riprodurre, ma che, ed è qui che si vedono i veri purosangue, solo Lee e compagni sembrano capaci di inventare. Per cui un disco in cui sfido chiunque a trovare qualche scompenso, come sono sicuro che starete leggendo in un po'tutti i rock magazines, però, che posso dire? A rischio di sembrare un originale a tutti i costi, voglio ribadire che FOE era un'altra cosa, ben più ammaliante di questo stupendo disco di rock virato Sabbath.
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14/12/2005 13:23 - CATHEDRAL/Endtyme
Anticipando i temi del sesto album dei Cathedral "Endtyme", Lee ...
CATHEDRAL/Endtyme Anticipando i temi del sesto album dei Cathedral "Endtyme", Lee Dorrian ha manifestato intenti minacciosi: "E' il disco più heavy e senza compromessi che abbiamo realizzato da molto ad oggi. Sento che ci siamo allontanati il più possibile dalla struttura tradizionale della canzone, impostata su un riff di base che culmina nel rifrain". Effettivamente i capostipiti del moderno doom inglese, al di là di esser identificati come tali, non hanno mai riprodotto lo stesso stile ad oltranza, perché nelle parole del loro carismatico leader, si vive per progredire, e non c'è stimolo, non c'è sfida con sé stessi se non si tenta di evolversi. Ciò che ha reso particolarmente significativi i Cathedral negli anni '90, è l'aver seguito i propri istinti nel fare musica sempre caratterizzata da un taglio differente, nonostante alcuni abbiano preteso di relegarli al ruolo di vice-Black Sabbath... In realtà, da un'attenta lettura della loro discografia, si evince come "Forest Of Equilibrium" fosse il trait-d'union con le origini death-metal, "The Ethereal Mirror" il trionfale ritorno al doom nella miglior tradizione del primo lustro Eighties, e "The Carnival Bizzarre" (dopo le favolose premesse dell'Ep "Statik Majik") rappresentasse la reinvenzione dello stile Seventies psych-progressive ammiratissimo dal gruppo. Ed ancora, se "Supernatural Birth Machine" rilanciava un'inventiva formula heavy metal, l'ultimo "Caravan Beyond Redemption" concentrava in sé gli stimoli della stoner revolution. Due anni dopo, Cathedral si riaffacciano sulle scene con il nuovo album "Endtime", che include altisonanti titoli d'ispirazione gothic-fantasy ("Sea Serpent", "Templar's Arise") e sci-fi ("Requiem For The Sun", "Astral Queen"); per saperne di più sull'esplorazione delle galassie, Dorrian ha persino trascorso una settimana in una Stazione Spaziale NASA in Alabama, sottoponendosi alle regole del centro d'addestramento per astronauti. Ma se i suddetti titoli possono sembrare cliché, non è tale il contenuto dell'album. L'intro "Cathedral Flames", suona addirittura come una resurrezione dei riffs mortiferi e rallentati di "Forest Of Equilibrium", ma questo si conferma solo nella scelta di un suono crudo e disadorno, privo di manieristici abbellimenti 'metal'. "Bearer Of The Scythe", nel suo complesso svolgimento di circa 7 minuti, è indice di tortuose variazioni d'atmosfera, dall'upbeat iniziale, alla lentezza di fasi che evocano paludi lunari, alle jams pungolate dalla chitarra thrilling di Gaz Jennings, sempre risolutiva. E se "Whores To Oblivion" e "Sea Serpent" sono tipici, incalzanti anthems della Cattedrale, dominanti dalla voce rapace/ironica di Dorrian, davvero straordinarie sono le soluzioni lisergiche della spettrale "Ultra Earth" e di "Astral Queen": quest'ultima è un capolavoro di pura psychedelia cosmica, eterea e vellutata, caratterizzata dal magistrale tocco di Jennings, un chitarrista stavolta più vicino a Floyd ed Hawkwind che dagli stessi Sabbath. Il finale, "Templar's Arise", è un altro exploit stupefacente, celebrazione del più brividoso 'orrore' gotico: Cathedral allestiscono colpi di scena teatrali diretti alla mente, da ascoltare in religioso silenzio per sentirsi imprigionati nella ragnatela dell'incubo. "Endtimes" ecco perché i Cathedral dettano ancora legge nel 2001.
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14/12/2005 13:23 - ELLIOTT False Cathedrals
Da eredi legittimi dei Falling Forward alle derive ...
ELLIOTT False Cathedrals Da eredi legittimi dei Falling Forward alle derive 'mainstream'. Il graduale trapasso ci poteva anche stare viste le caratteristiche dei louisvilliani Elliott ma è sempre doloroso doverlo riportare, soprattutto in considerazione delle loro precedenti produzioni. Adesso viene esaltato il lato più morbido e trascendente del gruppo, mentre le spigolature post-core vengono ridotte a un canonico abbraccio 'rockista'. Gli undici brani qui presenti prendono la forma di melense ballate emo che più di una volta sfiorano la pura lagna, seppur convolate in allunghi di epica passione. Che l'album nasca ambizioso si presume anche da un certosino lavoro di studio che evidenzia gli arrangiamenti e gli inserti strumentali più marginali (tra l'altro trovano spazio come non mai tastiere e pianoforte).
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14/12/2005 13:23 - MURDER IN THE CATHEDRAL
Afraid Of ...
Non possiamo proprio dire che ...
MURDER IN THE CATHEDRAL Afraid Of ... Non possiamo proprio dire che la Francia, negli ultimi dieci-quindici anni, sia stata terra di vendemmie psichedeliche particolarmente generose; è per questo che accogliamo con soddisfazione ancor maggiore il secondo LP dei Murder In The Cathedral, trio di musicisti dalle menti pericolosamente acide e dalla perizia strumentale più che apprezzabile. La formazione chitatta, basso, batteria cui si aggiunge un utilizzo alquanto parco delle tastiere, formula prescelta per l'assemblaggio di "Afraid Of", può trarre inizialmente in inganno: chiariremo subito, pertanto, che non si tratta del tradizionale powertrio di impronta heavy-psych, quanto piuttosto di un sidereo filatoio di argentee ghirlande, stregate dalle magie di Quicksilver e Spirit ed occasionalmente intrecciate con il serico luccichio di fibre Sun Dial. La solidità del basso di Pascal Moru e la sensibilità timbrica della batteria di Gilles Lepron dispiegano un particolareggiato fondale per la liquidissima, svicolante sei corde dell'altro Moru, Stéphane, sugli scudi praticamente in ciascuno dei dieci brani dell'album con il suo sound effettato e magnetico; che siano i cipollinei riverberi delle incantate "Lost Love" e "Message From The Sun", o le intemperanze wah-wah di "Chaotic Meditations'' e "War Game'' (bellissima nella strategica sovrapposizione di linee strumentali indipendenti a creare effetti di suggestiva e drammatica dissonanza), proprio dalla chitarra sgorgano soluzioni di levità e freschezza capaci di smussare i passaggi armonici più impervi, scongiurando qualsiasi caduta di tono con immaginazione fervida e creativa. Tra i momenti più inattesi e singolari, lo scarno rituale desertico di "Pagan Mass", di ispirazione prossima ai Giant Sand, il soave profumo di "Bed Of Roses'', che prende quota sul fraseggio di un elegante Farfisa, ed ancor più l'energia stralunata e ritmicamente inquieta, quasi jazzata, della purtroppo brevissima "God Above Suspicion". Ignoriamo quali siano le paure cui il titolo del disco si riferisce, con i Murder In The Cathedral si va davvero sul sicuro.


















































































































































































































































































































































































































































































