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16/05/2007 12:05 - Daniele Silvestri
Il Latitante
(Cd, Ricordi, 2007)
Non è il Daniele Silvestri, impegnato ...
Daniele Silvestri Il Latitante (Cd, Ricordi, 2007) Non è il Daniele Silvestri, impegnato e serioso, che cantava L’uomo col Megafono, oppure Cohiba. Non è nemmeno quello scanzonato e lieve di brani di netta inflessione techno, come Amore Mio o Salirò. Il Daniele Silvestri di questo album, Il Latitante, è diverso. E ci piace un sacco. Riuscendo a fondere le due anime che in lui sono sempre convissute, quella politicizzata e quella leggera, il cantautore romano è riuscito a creare un gioiellino di ironia e freschezza, che sa coniugare perfettamente temi impegnati a melodie orecchiabili a testi divertenti e molto, molto politically uncorrect. L’apertura è affidata alla struggente e riflessiva Mi Persi, ma già con il brano portato a Sanremo, La Paranza, incontriamo un testo acido e cattivo, sdrammatizzato da trascinanti sonorità caraibiche, mentre il funky incalzante di Il Suo Nome nasconde delle parole angoscianti nella loro semplicità e quotidianità. Sulle Rive dell’Arrone, invece, è un pezzo carico di rabbia e di sofferenza, con un meraviglioso testo poetico (“e fu per lei che un giorno/si inventò l’inferno/il senso più malato/ della parola eterno/si è vero era lei /tutta la sofferenza/lei era malattia e poi e poi/e poi convalescenza”) e delle chitarre davvero da brivido. Si ritorna poi al freddo e realistico cinismo di Io Fortunatamente, con parole che pesano come macigni per la loro crudezza. Dopo le evoluzioni nel pop orecchiabile di Gino e l'Alfetta e di A Me Ricordi il Mare, si passa alla cantilena in romanesco Ninetta Nanna, dove un pianoforte ingenuo e limpido contrasta in modo stridente con un testo disincantato e straniante. L’apice del sarcasmo viene raggiunto con Che Bella Faccia, trascinante marzurka in cui sono palesi i riferimenti ironici a Berlusconi, e in Love is In The Air, brano dalla grande efficacia melodica incentrato sul fetore (metaforico) che aleggia nell’aria, con il quale Silvestri si conferma davvero come il discendente diretto del Rino Gaetano più provocante. L’album si chiude con Ancora Importante, vibrante ballata dalle sonorità esotiche a cui partecipa Jorge Coulon degli Inti Illimani. Latitante dal perbenismo, latitante dall’ipocrisia, latitante dalla banalità: Daniele Silvestri con questo album è riuscito a parlare di temi impegnativi con estrema rudezza, e tuttavia non ci ha tolto il sorriso dalle labbra. Più di così…
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16/05/2007 12:05 - HYPERLINK "http://www.rockit.it/pub/band.php?x=00754"Silvestri, Daniele
Il Latitante
HYPERLINK "http://www.rockit.it/distributori/scheda.php?id=009"Sony BMG (2007)
È un disco di ...
HYPERLINK "http://www.rockit.it/pub/band.php?x=00754"Silvestri, Daniele Il Latitante HYPERLINK "http://www.rockit.it/distributori/scheda.php?id=009"Sony BMG (2007) È un disco di Daniele Silvestri. Semplicemente. Uno stile che non si è perso nei cinque anni di assenza, sospeso tra la giocosità intelligente della sanremese "La Paranza", le potenzialità da tormentone dotato di senso di "Gino e l'Alfetta" e l'introspezione di "Sulle rive dell'Arrone". Ma anche tra la prevedibilità fuori tempo massimo di "Che bella faccia" (ennesimo pezzo su Berlusconi) e l'insipidezza di "Il suo nome". Un disco che oscilla tra pezzi ottimi e pezzi del tutto prescindibili, senza riuscire a fare il colpaccio che forse ci si aspettava dopo la lunga gestazione: perchè, paradossalmente, questo sembra un album interlocutorio, che estremizza la leggerezza di molti brani del disco precedente, aggiungendovi sonorità che rimandano anche a "Il dado" (album uscito esattamente dieci anni fa) e portando definitivamente a galla la passione per la disco anni settanta. Un lavoro eterogeneo che rischia di sconfinare nella dispersività, vittima di un equilibrio non ottimale tra i singoli brani. Da sempre Silvestri unisce pezzi importanti con brani minori o divertissement e la giustapposizione tra questi elementi è croce e delizia dei suoi lavori fin dagli esordi. Questa palese distinzione era finora netta, mentre qui viene a mancare. Apparentemente la perdita di categoricità parrebbe essere un fatto positivo, ma in realtà il risultato è una generale deriva verso una zona grigia in cui tutto si mescola e si confonde, senza creare una sintesi superiore, bensì annacquando i modelli di partenza. Ecco dunque che gli episodi migliori sono quelli che si stagliano con più forza sul panorama generale: su tutti la già citata ed intensa "Sulle rive dell'Arrone", ma anche "Ninetta Nanna", nenia in romanesco dai sentimenti quasi jannacciani, e "A me ricordi il mare", duetto con Andrea "Bove" Leuzzi degli Otto Ohm. Da segnalare anche il fatto che il politico si è ritirato nel privato, con la dimensione sociale ad emergere tra le righe nello sberleffo sanremese e in "Love is in the air", in cui, meno proditoriamente e più umanamente del solito, più che la puzza e lo schifo che aleggiano in Italia, si teme "il rischio di abituarsi". ?Nel complesso circa la metà dei pezzi convince pienamente, ma questi stessi brani vengono in fondo depotenziati dalla vacuità dell'altra metà, fino ad un'impressione globale solo di poco positiva. Paradossale davvero, ma è un disco interlocutorio.
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24/04/2007 12:04 - Daniele Silvestri
Il Latitante
(Cd, Ricordi, 2007)
Non è il Daniele Silvestri, impegnato ...
Daniele Silvestri Il Latitante (Cd, Ricordi, 2007) Non è il Daniele Silvestri, impegnato e serioso, che cantava L’uomo col Megafono, oppure Cohiba. Non è nemmeno quello scanzonato e lieve di brani di netta inflessione techno, come Amore Mio o Salirò. Il Daniele Silvestri di questo album, Il Latitante, è diverso. E ci piace un sacco. Riuscendo a fondere le due anime che in lui sono sempre convissute, quella politicizzata e quella leggera, il cantautore romano è riuscito a creare un gioiellino di ironia e freschezza, che sa coniugare perfettamente temi impegnati a melodie orecchiabili a testi divertenti e molto, molto politically uncorrect. L’apertura è affidata alla struggente e riflessiva Mi Persi, ma già con il brano portato a Sanremo, La Paranza, incontriamo un testo acido e cattivo, sdrammatizzato da trascinanti sonorità caraibiche, mentre il funky incalzante di Il Suo Nome nasconde delle parole angoscianti nella loro semplicità e quotidianità. Sulle Rive dell’Arrone, invece, è un pezzo carico di rabbia e di sofferenza, con un meraviglioso testo poetico (“e fu per lei che un giorno/si inventò l’inferno/il senso più malato/ della parola eterno/si è vero era lei /tutta la sofferenza/lei era malattia e poi e poi/e poi convalescenza”) e delle chitarre davvero da brivido. Si ritorna poi al freddo e realistico cinismo di Io Fortunatamente, con parole che pesano come macigni per la loro crudezza. Dopo le evoluzioni nel pop orecchiabile di Gino e l'Alfetta e di A Me Ricordi il Mare, si passa alla cantilena in romanesco Ninetta Nanna, dove un pianoforte ingenuo e limpido contrasta in modo stridente con un testo disincantato e straniante. L’apice del sarcasmo viene raggiunto con Che Bella Faccia, trascinante marzurka in cui sono palesi i riferimenti ironici a Berlusconi, e in Love is In The Air, brano dalla grande efficacia melodica incentrato sul fetore (metaforico) che aleggia nell’aria, con il quale Silvestri si conferma davvero come il discendente diretto del Rino Gaetano più provocante. L’album si chiude con Ancora Importante, vibrante ballata dalle sonorità esotiche a cui partecipa Jorge Coulon degli Inti Illimani. Latitante dal perbenismo, latitante dall’ipocrisia, latitante dalla banalità: Daniele Silvestri con questo album è riuscito a parlare di temi impegnativi con estrema rudezza, e tuttavia non ci ha tolto il sorriso dalle labbra. Più di così…
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14/12/2005 13:23 - Daniele Silvestri
Occhi da orientale/Bmg
Ha sempre avuto la curiosità dalla propria ...
Daniele Silvestri Occhi da orientale/Bmg Ha sempre avuto la curiosità dalla propria parte. La voglia, al limite della schizofrenia sperimentale, di appropriarsi di pentagrammi apparentemente distanti, e incastrati con la sicurezza di procedere con la scrittura giusta per poter azzardare. Così, in quattro dischi, Daniele Silvestri ha saputo mettere insieme Inghilterra e Italia, Fred Bongusto e Radiohead, restando ogni volta fedele ad una pop song che non si pone limiti. Occhi da orientale, la raccolta arricchita da tre inediti con cui l'artista si licenzia dalla Bmg, è il ritratto di un autore che non ama le tinte decise: Il flamenco della doccia, Le cose in comune, Amore mio, Aria, ricordano allora che, in Italia, la creatività è il dono di pochi. E Silvestri è senza dubbio tra quelli capaci di trasformare l'intuito musicale in poetica che rifiuta i punti fermi. Concedendosi così il lusso di esercitare la fantasia.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE
SILVESTRI
Dopo un anno e mezzo di lavoro, Daniele Silvestri sceglie ...
DANIELE SILVESTRI Dopo un anno e mezzo di lavoro, Daniele Silvestri sceglie di ritornare a suonare nei club presentando il suo nuovo disco. Ormai il musicista è diventato un cantautore tra i più grandi riconosciuti dalla critica. A Sanremo ha presentato "Aria" il primo brano estratto dal suo nuovo album la cui uscita è prevista in questi giorni. Grande attesa! Nell'occasione sarà presentato il cantautore marchigiano Marco Cardinaletti cme supporter al concerto di Daniele.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI
Sig Dapatas
Ha portato a Sanremo l'ergastolano di Aria, credendo ...
DANIELE SILVESTRI Sig Dapatas Ha portato a Sanremo l'ergastolano di Aria, credendo in una canzone tanto difficile quanto bella ed il premio della critica ha gratificato il suo gesto di coraggio. Fuori dalle mode Silvestri lo è sempre stato, divertendosi casomai a clonare generi e tendenze, sempre rivisitati con cifra personalissima: chiaro segnale questo delle (molte) musiche ascoltate negli anni di formazione. Questo album è sicuramente più rock dei tre precedenti, e concede meno spazio (senza escluderle) alle divagazioni stilistiche. Silvestri si concentra su una scrittura sempre molto accurata e su una scenografia sonora figlia di un'interessante e raffinata ricerca. Tutto ciò determina un generale tono cupo, una sorta di consapevolezza amara attraverso quale il Sig. Dapatas guarda il mondo, senza però appesantire le canzoni e anzi conferendo loro una grande intensità. Silvestri non rinuncia a dichiarare il suo imprinting musicale di stretta derivazione beatlesiana (lennoniana in particolare) e così ecco una splendida Tu Non Torni Mai dove si intravedono Sun King e Lucy In The Sky With Diamonds. Per passare poi alla deliziosa filastrocca rap di Pozzo Dei Desideri, al verso rifatto al pop di Amore Mio, agli amati ritmi latini di Desaparecido, allo struggente richiamo della conclusiva Sono Io. Dieci canzoni di grande qualità per un album che testimonia di quanto ancora si possa lavorare, e con ottimi risultati, sulla canzone d'autore.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI Occhi Da Orientale
“OCCHI DA ORIENTALE”, il nuovo album/raccolta ...
DANIELE SILVESTRI Occhi Da Orientale “OCCHI DA ORIENTALE”, il nuovo album/raccolta di Daniele Silvestri, arriva dopo quattro album di studio e sette anni di carriera discografica, ma è qualcosa di più di una semplice retrospettiva. Se infatti nel disco viene dato ampio spazio ad alcuni dei momenti più significativi della sua produzione, la presenza di alcuni inediti di valore come “Occhi da orientale” – non a caso title-track dell’intero progetto e attualmente singolo in rotazione su tutte le radio – e la splendida “Cuore di cera” (ultima arrivata nella famiglia delle canzoni di Daniele, terminata in studio poche ore prima della stampa del disco, secondo un iter ‘sconsiderato’ che ha già portato in precedenza a grandi canzoni come “Cohiba” e “Sono io”), offre anche un primo sguardo su quali saranno le rotte da navigare in futuro. Con 13 canzoni tratte dai suoi album di studio (“DANIELE SILVESTRI”, “PRIMA DI ESSERE UN UOMO”, IL DADO” e “SIG. DAPATAS”), più tre composizioni inedite che vedono Daniele Silvestri impegnato ad ampliare ancora di più il suo raggio di influenze e di potenzialità musicali, “OCCHI DA ORIENTALE” mette in mostra in 16 tracce un universo musicale quasi illimitato, come è consuetudine per il giovane artista romano sin dai tempi del suo primo e celebrato album. L’anno è il 1994. Lo scenario, quello della musica italiana, fotografato in un momento di passaggio: sullo sfondo i cantautori storici, più in primo piano le nuove leve arrivate al successo tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90, adesso in un momento di riflusso. Il primo album di Daniele Silvestri esce proprio quell’anno, e viene a sollecitare in qualche modo una ‘svolta’ artistica, che soltanto adesso, a sei anni di distanza da allora, si può dire abbia realizzato compiutamente le proprie potenzialità. Il primo album di Daniele Silvestri presenta infatti l’identikit del ‘nuovo’ cantautore, meno compromesso dei suoi immediati predecessori sul versante melodico, più attento al suono e ai tempi che cambiano di quelli ‘storici’. L’approccio di Daniele Silvestri è artigianale, fatto di continui montaggi e smontaggi di suoni, un assemblaggio operato spesso al computer di canzoni che nascono su un giro d’accordi alla chitarra o al piano, o anche dal groove di una ritmica campionata. Affiancato in breve tempo dai lavori di altri artisti di talento (Samuele Bersani, Gianluca Grignani, Carmen Consoli, Max Gazzé, Niccolò Fabi), quel disco finirà per far parte di una scena musicale nuova, ancora rispettosa della strada indicata dai cantautori ma in grado, per un verso o per un altro, di distaccarsene con sicurezza. Da quel momento a oggi sono trascorsi sei anni, durante i quali Daniele Silvestri ha dato fondo alla sua immaginazione in diversi modi: con i dischi, innanzitutto, pubblicando altri tre album di studio che possono essere letti come gli stadi ulteriori di un unico percorso artistico, che ha portato l’artista romano a cimentarsi quasi con ogni genere musicale e tipo di influenza. Tante le cose fatte, a partire proprio dalla musica: ci sono state canzoni che hanno fatto il giro di tutte le radio, da “Voglia di gridare” a “Le cose in comune”; ci sono stati due Festival di Sanremo, uno con “L’uomo col megafono” – forse la sua prima, grande canzone – e un altro, più di recente, con “Aria”, entrambe contenute in questa raccolta. Ci sono stati svariati premi, dal Tenco al Volare, legati ora a un testo ora a una canzone, e poi centinaia di concerti, nel corso dei quali l’entusiasmo esplodeva su brani come “Cohiba”, “Y 10 bordeaux”, “Il flamenco della doccia”, “Amore mio”, “Hold me”. Ma i sei anni appena trascorsi per Daniele Silvestri non sono stati soltanto sinonimo di discografia ‘ufficiale’: ci sono state colonne sonore per svariati film (uno su tutti, “Cuori al verde” di Giuseppe Piccioni), per un musical (“Frankenstein”, con Tullio Solenghi), per piece teatrali (“Domani a mezzanotte qui” di Angelo Orlando), articoli per giornali, diari di viaggio, trasferte all’estero e innumerevoli interviste rilasciate a chi vedeva in lui una sorta di rappresentante dei suoi coetanei. “OCCHI DA ORIENTALE” è un album che riassume molto bene i sette anni di musica appena vissuti da Daniele Silvestri, riportando a casa – in ordine cronologico con l’unica eccezione della title-track - tutti i brani che, per un motivo o per l’altro, sono rimasti attaccati alla memoria di chi lo ha seguito in questo lungo periodo, dai tempi di “Voglia di gridare” al brano di “Sig. Dapatas” che a Daniele sta più a cuore, “Giro in si”. E li arricchisce con la presenza di tre inediti ‘scelti’, come “Occhi da orientale” – un brano che mescola strutture cantautorali e una programmazione elettronica “house”, cioè fatta in casa -, “Cuore di cera” – con atmosfere jazz e una melodia che si collocano all’incrocio tra l’intimismo di Chet Baker e la vocalità curiosa del Quartetto Cetra – e “Testardo”, forse il primo vero tributo alla sua ‘romanità’ (anche per la forma musicale utilizzata, che è quella di un vero stornello) che Silvestri si sia concesso finora. Tre brani che dimostrano ancora una volta come l’arte di divertirsi facendo musica e la capacità di non fermarsi a quanto si è già fatto – e raggiunto – in passato, siano oggi più che mai le qualità migliori di Daniele Silvestri. DANIELE SILVESTRI – Cronologia 1968. Daniele Silvestri nasce a Roma. 1994. Esce il suo primo album, DANIELE SILVESTRI, che si aggiudica una Targa Tenco come “migliore esordio dell’anno”. Da quel disco provengono “Flamenco della doccia”, “Voglia di gridare” - canzone che a ottobre dello stesso anno gli permette di partecipare a Sanremo Giovani e di passare il turno -, e “Illuso”. 1995. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con “L’uomo col megafono”, canzone che vince il premio “Volare” - assegnato al miglior testo letterario della manifestazione – esce PRIMA DI ESSERE UN UOMO, poi inserito da Musica & Dischi tra le migliori 10 uscite del 1995. Dalle canzoni contenute sul nuovo album “OCCHI DA ORIENTALE” raccoglie “Le cose in comune” (Targa Tenco come “miglior canzone dell’anno”), “Y 10 bordeaux”, “Frasi da dimenticare e “L’uomo col megafono”. 1996. Esce IL DADO, un album singolo diviso in due facciate (e quindi in due cd), esce nell’autunno del 1996, preceduto dal singolo “Hold me”. Di quel lavoro fanno parte anche “Banalità” e “Cohiba”, dedicata a Che Guevara. 1999. Esce SIG. DAPATAS, il quarto album di Daniele Silvestri. Tra i brani si segnalano “Aria”, presentata in quello stesso anno al Festival di Sanremo, “Pozzo dei desideri” (non contenuta nella raccolta), “Amore mio” e “Giro in si”. 2000. Esce OCCHI DA ORIENTALE, una raccolta di successi con tre inediti: “Occhi da orientale” – primo singolo radiofonico, “Cuore di cera” e “Testardo”. INFO: Ufficio Stampa Arista Ricordi: Maria Neve Capitale - Tel.: 02/88812219 - Fax: 02.88812323 - e-mail: marianeve.capitale@bmgricordi.it
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI
A detta di molti è lui il vincitore morale ...
DANIELE SILVESTRI A detta di molti è lui il vincitore morale dell'ultima edizione del Festival di Sanremo: con il brano "Salirò" Daniele Silvestri ha colpito nel segno, conquistando pubblico (il brano è stato uno dei brani più gettonati della stagione estiva) e critica (Premio Sala Stampa Radio e Tv e Premio della Critica al Festivalone della canzone italiana). Romano, classe '68, Daniele Silvestri pubblica nel 1994 il suo album d'esordio, intitolato semplicemente "Daniele Silvestri". E subito fioccano le prime gratificazioni: vince il Premio Tenco come migliore opera prima dell'anno; fa il bis nel referendum della rivista "Musica & Dischi" (sempre come miglior esordio) e partecipa a "Sanremo giovani" con il brano "Voglia di gridare", che lo catapulta sul palco del Teatro Ariston. Partecipa nella sezione "Giovani" del Festival di Sanremo 1995 con "L'uomo col megafono": canta seduto su uno sgabello, mostrando alcuni cartelli colorati con le frasi più significative della canzone. Si classifica all'ultimo posto, lo stesso piazzamento ottenuto anni prima da Vasco Rossi con "Vita spericolata". E proprio come successe al Blasco, e ad altri "bocciati eccellenti", l'ultimo posto si rivelerà foriero di notevoli soddisfazioni: il suo talento viene riconosciuto subito da una giuria di autori, che assegna il Premio Volare a "L'uomo col megafono" come miglior testo letterario della gara sanremese. Il secondo album, "Prima di essere un uomo", conquista il disco d'oro e viene segnalato da "Musica & Dischi" fra i dieci migliori del 1995. Il singolo estivo "Le cose in comune", uno dei più programmati dalle radio, vince il Premio Tenco come miglior canzone dell'anno: la gioia di Daniele Silvestri raddoppia nel vedere l'altro suo pezzo, "L'uomo col megafono", votato al secondo posto. Instancabile, nel 1996 firma la sua prima colonna sonora ("Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi) e incide "Il dado", un album singolo però diviso in due facciate, quindi in due cd. A giudicare dall'accoglienza del pubblico nei concerti, la canzone manifesto di quel disco è "Cohiba", dedicata a Ernesto Che Guevara e coerente con le idee politiche di Silvestri, che si è sempre dichiarato comunista, grande estimatore del Che e sostenitore della causa cubana e dell'obiezione di coscienza (ha fatto il servizio civile presso Italia Nostra). Cohiba è la più famosa marca di sigari cubani. Nel cd "Il dado" (esattamente 6 minuti e 41 secondi dopo "Aiutami", l'ultima traccia della "facciata B") è presente una ghost-track intitolata "Rappresaglia": Silvestri suona la batteria e Max Gazzè il basso. Lo stesso Gazzè figura nella band che lo accompagna nel tour italiano durato un anno intero. Le esibizioni dal vivo, certamente utili per promuovere il disco, sono soprattutto un mezzo per offrire il proprio contributo alle cause in cui crede, a partire dal raduno musicale contro le mine antiuomo (a Roma nel novembre '96) dove canta "La bomba". Nel 1997 sale sul palco del Primo Maggio a Roma; partecipa a Milano al concerto per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani; si esibisce al Premio Città di Recanati e ad Arezzo Wave; quindi il 31 luglio vola a l'Avana (Cuba) per il Festival della Gioventù Comunista. Organizza anche un mini tour nelle scuole superiori di tutta Italia, nel quale fa suonare come band di supporto i gruppi musicali degli studenti. Il teatro offre nuove forme d'espressione al suo talento poliedrico. A maggio ricopre il triplice ruolo di autore (a quattro mani con Rocco Papaleo), attore (sempre al fianco di Papaleo) e cantante nello spettacolo "Rosso fiammante bloccato neve dubbio vetro tesi infinito": "È stata un'esperienza fantastica, che ho intenzione di riportare in scena appena possibile". La collaborazione con Rocco Papaleo prosegue nel disco di quest'ultimo ("Che non si sappia in giro") con il duetto "Foca". Pochi mesi più tardi (21 ottobre '97) va in scena a Cesena la prima di "Frankensteinmusical", un musical di Antonello Dose, Marco Presta e Tullio Solenghi. Daniele Silvestri è autore delle canzoni. Firma anche "Al fratello che non ho" e "Il fiume e la nebbia", due brani contenuti nel disco di Fiorella Mannoia "Belle speranze". Il 1998 si apre con il secondo album dei Tiromancino: Silvestri vi partecipa nella duplice veste di co-autore e co-interprete del brano "La storia" e come autore di "Dying Again". Riceve il Premio Ciampi (creato dal Comune di Livorno per commemorare il musicista Piero Ciampi) e il Premio Mariposa (sezione giovani), assegnato dall'omonima associazione culturale per i testi dell'album "Il dado". Scrive i testi di due canzoni ("Iolanda" e "Sete") per la commedia teatrale "Domani notte a mezzanotte qui" di Angelo Orlando. In questa occasione nasce la storia d'amore con l'attrice Simona Cavallari: oggi la sua compagna è in dolce attesa del loro primo figlio. Dopo il teatro, si cimenta anche nel cinema: compone le musiche del film "Barbara" (con Valerio Mastandrea), nel quale appare in un cameo recitando la parte di se stesso. Torna in gara al Festival di Sanremo nel 1999 (sezione big) con il brano "Aria" contro la pena di morte. La classifica migliora sensibilmente: ultimo nel '95 fra i giovani, in questa edizione si piazza fra i migliori otto. Immutata nel tempo, invece, la stima di giornalisti e personaggi dello spettacolo: riceve il Premio della Critica, intitolato a Mia Martini, e quello della giuria per il miglior testo. Il singolo "Aria" ha vita breve, giusto il tempo del festival, perché tutte le stazioni fm del Paese trasformano subito il nuovo singolo "Amore mio" in una strepitosa hit radiofonica. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il suo quarto album. Il titolo è l'anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco. Ci sono dispute dialettiche sull'esatta posizione dell'accento: Silvestri lo pone sulla terza sillaba (dapatàs), ma non ripudia nemmeno quello sulla seconda (dapàtas). "E' un nome di pura invenzione: ognuno è padrone di pronunciarlo come meglio crede". Un mese più tardi è di nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con "Aria", "Amore mio" e l'immancabile "Cohiba". In estate arriva un altro riconoscimento, ancora più prestigioso perché intitolato a un cantautore fondamentale per la sua crescita artistica: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la Laurea De Andrè per "Aria". In autunno, invece, esce l'album "Microchip emozionale" dei Subsonica, uno dei suoi gruppi preferiti "dell'ultima ora": Daniele canta nel brano "Liberi tutti". Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ad Augusto Daolio in occasione dell'annuale raduno dei fans dei Nomadi; suona "Aria" e "Cohiba" in un live contro la pena di morte; firma il testo di cinque canzoni ("La rivoluzione", "K.N.A.", "Automaticamente", "La quiete che verrà" e "Polvere") contenute in "Serendipity", il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, partecipa alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois, che organizza esibizioni dal vivo in luoghi inusuali come i vicoli e le piazze di Zagarolo e Genazzano e perfino nei distributori di benzina delle strade statali. Un mese più tardi pubblica il greatest hits "Occhi da orientale" con tre brani inediti: la title track, "Testardo" e "Cuore di cera". Il suo palmares teatrale si arricchisce di una nuova prestigiosa opera: compone le musiche di "Tango", lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini, trasmesso di recente dalla Rai. Il 2001 è segnato da avvenimenti personali tragici (la scomparsa del padre), piacevoli (lo scudetto della Roma) ed emozionanti (la notizia che la sua compagna, l'attrice Simona Cavallari, aspetta il loro primo figlio). Sul fronte musicale, Daniele dedica l'intero anno alla stesura delle canzoni per il nuovo disco, che inizia a registrare il giorno della Befana del 2002, anno che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, "Ferrè, l'amore e la rivolta", nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano "Non si può essere seri a 17 anni".
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI
A detta di molti è lui il vincitore morale ...
DANIELE SILVESTRI A detta di molti è lui il vincitore morale dell'ultima edizione del Festival di Sanremo: con il brano "Salirò" Daniele Silvestri ha colpito nel segno, conquistando pubblico (il brano è stato uno dei brani più gettonati della stagione estiva) e critica (Premio Sala Stampa Radio e Tv e Premio della Critica al Festivalone della canzone italiana). Romano, classe '68, Daniele Silvestri pubblica nel 1994 il suo album d'esordio, intitolato semplicemente "Daniele Silvestri". E subito fioccano le prime gratificazioni: vince il Premio Tenco come migliore opera prima dell'anno; fa il bis nel referendum della rivista "Musica & Dischi" (sempre come miglior esordio) e partecipa a "Sanremo giovani" con il brano "Voglia di gridare", che lo catapulta sul palco del Teatro Ariston. Partecipa nella sezione "Giovani" del Festival di Sanremo 1995 con "L'uomo col megafono": canta seduto su uno sgabello, mostrando alcuni cartelli colorati con le frasi più significative della canzone. Si classifica all'ultimo posto, lo stesso piazzamento ottenuto anni prima da Vasco Rossi con "Vita spericolata". E proprio come successe al Blasco, e ad altri "bocciati eccellenti", l'ultimo posto si rivelerà foriero di notevoli soddisfazioni: il suo talento viene riconosciuto subito da una giuria di autori, che assegna il Premio Volare a "L'uomo col megafono" come miglior testo letterario della gara sanremese. Il secondo album, "Prima di essere un uomo", conquista il disco d'oro e viene segnalato da "Musica & Dischi" fra i dieci migliori del 1995. Il singolo estivo "Le cose in comune", uno dei più programmati dalle radio, vince il Premio Tenco come miglior canzone dell'anno: la gioia di Daniele Silvestri raddoppia nel vedere l'altro suo pezzo, "L'uomo col megafono", votato al secondo posto. Instancabile, nel 1996 firma la sua prima colonna sonora ("Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi) e incide "Il dado", un album singolo però diviso in due facciate, quindi in due cd. A giudicare dall'accoglienza del pubblico nei concerti, la canzone manifesto di quel disco è "Cohiba", dedicata a Ernesto Che Guevara e coerente con le idee politiche di Silvestri, che si è sempre dichiarato comunista, grande estimatore del Che e sostenitore della causa cubana e dell'obiezione di coscienza (ha fatto il servizio civile presso Italia Nostra). Cohiba è la più famosa marca di sigari cubani. Nel cd "Il dado" (esattamente 6 minuti e 41 secondi dopo "Aiutami", l'ultima traccia della "facciata B") è presente una ghost-track intitolata "Rappresaglia": Silvestri suona la batteria e Max Gazzè il basso. Lo stesso Gazzè figura nella band che lo accompagna nel tour italiano durato un anno intero. Le esibizioni dal vivo, certamente utili per promuovere il disco, sono soprattutto un mezzo per offrire il proprio contributo alle cause in cui crede, a partire dal raduno musicale contro le mine antiuomo (a Roma nel novembre '96) dove canta "La bomba". Nel 1997 sale sul palco del Primo Maggio a Roma; partecipa a Milano al concerto per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani; si esibisce al Premio Città di Recanati e ad Arezzo Wave; quindi il 31 luglio vola a l'Avana (Cuba) per il Festival della Gioventù Comunista. Organizza anche un mini tour nelle scuole superiori di tutta Italia, nel quale fa suonare come band di supporto i gruppi musicali degli studenti. Il teatro offre nuove forme d'espressione al suo talento poliedrico. A maggio ricopre il triplice ruolo di autore (a quattro mani con Rocco Papaleo), attore (sempre al fianco di Papaleo) e cantante nello spettacolo "Rosso fiammante bloccato neve dubbio vetro tesi infinito": "È stata un'esperienza fantastica, che ho intenzione di riportare in scena appena possibile". La collaborazione con Rocco Papaleo prosegue nel disco di quest'ultimo ("Che non si sappia in giro") con il duetto "Foca". Pochi mesi più tardi (21 ottobre '97) va in scena a Cesena la prima di "Frankensteinmusical", un musical di Antonello Dose, Marco Presta e Tullio Solenghi. Daniele Silvestri è autore delle canzoni. Firma anche "Al fratello che non ho" e "Il fiume e la nebbia", due brani contenuti nel disco di Fiorella Mannoia "Belle speranze". Il 1998 si apre con il secondo album dei Tiromancino: Silvestri vi partecipa nella duplice veste di co-autore e co-interprete del brano "La storia" e come autore di "Dying Again". Riceve il Premio Ciampi (creato dal Comune di Livorno per commemorare il musicista Piero Ciampi) e il Premio Mariposa (sezione giovani), assegnato dall'omonima associazione culturale per i testi dell'album "Il dado". Scrive i testi di due canzoni ("Iolanda" e "Sete") per la commedia teatrale "Domani notte a mezzanotte qui" di Angelo Orlando. In questa occasione nasce la storia d'amore con l'attrice Simona Cavallari: oggi la sua compagna è in dolce attesa del loro primo figlio. Dopo il teatro, si cimenta anche nel cinema: compone le musiche del film "Barbara" (con Valerio Mastandrea), nel quale appare in un cameo recitando la parte di se stesso. Torna in gara al Festival di Sanremo nel 1999 (sezione big) con il brano "Aria" contro la pena di morte. La classifica migliora sensibilmente: ultimo nel '95 fra i giovani, in questa edizione si piazza fra i migliori otto. Immutata nel tempo, invece, la stima di giornalisti e personaggi dello spettacolo: riceve il Premio della Critica, intitolato a Mia Martini, e quello della giuria per il miglior testo. Il singolo "Aria" ha vita breve, giusto il tempo del festival, perché tutte le stazioni fm del Paese trasformano subito il nuovo singolo "Amore mio" in una strepitosa hit radiofonica. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il suo quarto album. Il titolo è l'anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco. Ci sono dispute dialettiche sull'esatta posizione dell'accento: Silvestri lo pone sulla terza sillaba (dapatàs), ma non ripudia nemmeno quello sulla seconda (dapàtas). "E' un nome di pura invenzione: ognuno è padrone di pronunciarlo come meglio crede". Un mese più tardi è di nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con "Aria", "Amore mio" e l'immancabile "Cohiba". In estate arriva un altro riconoscimento, ancora più prestigioso perché intitolato a un cantautore fondamentale per la sua crescita artistica: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la Laurea De Andrè per "Aria". In autunno, invece, esce l'album "Microchip emozionale" dei Subsonica, uno dei suoi gruppi preferiti "dell'ultima ora": Daniele canta nel brano "Liberi tutti". Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ad Augusto Daolio in occasione dell'annuale raduno dei fans dei Nomadi; suona "Aria" e "Cohiba" in un live contro la pena di morte; firma il testo di cinque canzoni ("La rivoluzione", "K.N.A.", "Automaticamente", "La quiete che verrà" e "Polvere") contenute in "Serendipity", il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, partecipa alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois, che organizza esibizioni dal vivo in luoghi inusuali come i vicoli e le piazze di Zagarolo e Genazzano e perfino nei distributori di benzina delle strade statali. Un mese più tardi pubblica il greatest hits "Occhi da orientale" con tre brani inediti: la title track, "Testardo" e "Cuore di cera". Il suo palmares teatrale si arricchisce di una nuova prestigiosa opera: compone le musiche di "Tango", lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini, trasmesso di recente dalla Rai. Il 2001 è segnato da avvenimenti personali tragici (la scomparsa del padre), piacevoli (lo scudetto della Roma) ed emozionanti (la notizia che la sua compagna, l'attrice Simona Cavallari, aspetta il loro primo figlio). Sul fronte musicale, Daniele dedica l'intero anno alla stesura delle canzoni per il nuovo disco, che inizia a registrare il giorno della Befana del 2002, anno che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, "Ferrè, l'amore e la rivolta", nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano "Non si può essere seri a 17 anni".
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI
Dopo l'ottima prova offerta al Festival di Sanremo, approda ...
DANIELE SILVESTRI Dopo l'ottima prova offerta al Festival di Sanremo, approda Daniele Silvestri. Il cantautore romano presenterà il nuovo album "Unò-duè", uscito per la sua etichetta discografica Panama. Tra i brani del nuovo disco, ovviamente, anche il successo sanremese "Saliro". "Dopo aver scritto qualcosa come 35 canzoni cercavo un modo per tirare le somme. Mi serviva una scossa adrenalinica, una data precisa per concludere tutto questo lavoro. Sanremo era l'occasione perfetta... Quanto alla musica, spiega Daniele, il titolo "Unò, duè" non è casuale. Oltre ad esprime le due facce del cantante fa venire in mente un aspetto ritmico molto presente nelle canzoni, grazie ad un deciso uso dell'elettronica... Ho fatto gran parte del lavoro al disco a casa mia, con i miei strumenti, e questo ha impostato il lavoro in un certo modo, ma alla fine ho seguito fino in fondo l'idea iniziale del disco, a differenza di quello che mi è capitato altre volte". Romano, classe '68, Daniele Silvestri si è fatto conoscere dal grande pubblico partecipando a Sanremo '95 con il brano "L'uomo col megafono" per il quale si aggiudica il premio Volare assegnato da una giuria di autori al miglior testo letterario della manifestazione. Nello stesso anno esce l'album "Prima di essere uom", destinato a riscuotere un grande successo sopratutto grazie alla canzone "Le cose in comun," una delle più programmate da tutte le radio e grazie alla quale, Silvestri riceve una Targa Tenco come miglior canzone dell'anno. Dopo la prima tournée importante che lo tiene impegnato tutta l'estate, Silvestri inizia a lavorare al nuovo album "Il dado" e contemporaneamente si dedica alla realizzazione di una colonna sonora per il film "Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, prima esperienza che verrà ripetuta successivamente in altre occasioni cinematografiche e teatrali. Nell'autunno del 1996, preceduto dal singolo "Hold me" esce l'album "Il dado", un condensato di poliedricità che spazia attraverso diversi generi musicali offrendo per la prima volta un ritratto a tutto tondo della personalità di Silvestri. Segue una tournée, che durerà un intero anno, che consentirà a Daniele al suo gruppo (tra cui figura al basso Max Gazzé) di girare tutta l'Italia in lungo e in largo e di esibirsi in contesti eterogenei riscuotendo gande successo. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il suo quarto album. Il titolo è l'anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco. Un mese più tardi è di nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con "Aria", "Amore mio" e l'immancabile "Cohiba". In estate arriva un altro riconoscimento, ancora più prestigioso perché intitolato a un cantautore fondamentale per la sua crescita artistica: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la Laurea De Andrè per "Aria". In autunno, invece, esce l'album "Microchip emozionale" dei Subsonica, uno dei suoi gruppi preferiti "dell'ultima ora": Daniele canta nel brano "Liberi tutti". Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ad Augusto Daolio in occasione dell'annuale raduno dei fans dei Nomadi; suona "Aria" e "Cohiba" in un live contro la pena di morte (il 7 luglio a Pescara); firma il testo di cinque canzoni (La rivoluzione", "K.N.A.", "Automaticamente", "La quiete che verrà" e "Polvere") contenute in "Serendipity", il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, il 23 settembre partecipa alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois, che organizza esibizioni dal vivo in luoghi inusuali come i vicoli e le piazze di Zagarolo e Genazzano e perfino nei distributori di benzina delle strade statali. Un mese più tardi pubblica il greatest hits "Occhi da orientale" con tre brani inediti: la title track, "Testardo" e "Cuore di cera". Il suo palmares teatrale si arricchisce di una nuova prestigiosa opera: compone le musiche di "Tango", lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini, trasmesso di recente dalla Rai. Il 2001 è segnato da avvenimenti personali tragici (la scomparsa del padre), piacevoli (lo scudetto della Roma) ed emozionanti (la notizia che la sua compagna, l'attrice Simona Cavallari, aspetta il loro primo figlio). Sul fronte musicale, Daniele dedica l'intero anno alla stesura delle canzoni per il nuovo disco, che inizia a registrare il giorno della Befana del 2002, anno che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, "Ferrè, l'amore e la rivolta", nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano "Non si può essere seri a 17 anni".
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14/12/2005 13:23 - Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ...
Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ad Augusto Daolio in occasione dell’annuale raduno dei fans dei Nomadi; suona “Aria” e “Cohiba” in un live contro la pena di morte (il 7 luglio a Pescara); firma il testo di cinque canzoni (“La rivoluzione”, “K.N.A.”, “Automaticamente”, “La quiete che verrà” e “Polvere”) contenute in “Serendipity”, il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, il 23 settembre partecipa alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois, che organizza esibizioni dal vivo in luoghi inusuali come i vicoli e le piazze di Zagarolo e Genazzano e perfino nei distributori di benzina delle strade statali. Un mese più tardi pubblica il greatest hits “Occhi da orientale” con tre brani inediti: la title track, “Testardo” e “Cuore di cera”. Il suo palmares teatrale si arricchisce di una nuova prestigiosa opera: compone le musiche di “Tango”, lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini, trasmesso di recente dalla Rai. Il 2001 è segnato da avvenimenti personali tragici (la scomparsa del padre), piacevoli (lo scudetto della Roma) ed emozionanti (la notizia che la sua compagna, l’attrice Simona Cavallari, aspetta il loro primo figlio). Sul fronte musicale, Daniele dedica l’intero anno alla stesura delle canzoni per il nuovo disco, che inizia a registrare il giorno della Befana del 2002, anno che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, “Ferrè, l’amore e la rivolta”, nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano “Non si può essere seri a 17 anni”.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SILVESTRI
Il cantautore romano presenterà il nuovo album "Unò-duè", uscito ...
DANIELE SILVESTRI Il cantautore romano presenterà il nuovo album "Unò-duè", uscito per la sua etichetta discografica Panama. Tra i brani del nuovo disco, ovviamente, anche il successo sanremese "Saliro". «Dopo aver scritto qualcosa come 35 canzoni - spiega Daniele a proposito del nuovo album in una intervista a Rockol - cercavo un modo per tirare le somme. Mi serviva una scossa adrenalinica, una data precisa per concludere tutto questo lavoro. Sanremo era l'occasione perfetta... Quanto alla musica, spiega Daniele, il titolo "Unò, dué" non è casuale. Oltre ad esprime le due facce del cantante fa venire in mente un aspetto ritmico molto presente nelle canzoni, grazie ad un deciso uso dell'elettronica... Ho fatto gran parte del lavoro al disco a casa mia, con i miei strumenti, e questo ha impostato il lavoro in un certo modo, ma alla fine ho seguito fino in fondo l'idea iniziale del disco, a differenza di quello che mi è capitato altre volte". Romano, classe '68, Daniele Silvestri si è fatto conoscere dal grande pubblico partecipando a Sanremo '95 con il brano L'uomo col megafono per il quale si aggiudica il premio Volare assegnato da una giuria di autori al miglior testo letterario della manifestazione. Nello stesso anno esce l'album "Prima di essere uom", destinato a riscuotere un grande successo sopratutto grazie alla canzone "Le cose in comune" una delle più programmate da tutte le radio e grazie alla quale, Silvestri riceve una Targa Tenco come miglior canzone dell'anno. Dopo la prima tournée importate che lo tiene impegnato tutta l'estate, Silvestri inizia a lavorare al nuovo album Il dado e contemporaneamnte si dedica alla realizzazione di una colonna sonora per il film Cuori al verde di Giuseppe Piccioni, prima esperienza che verrà ripetuta successivamente in altre occasioni cinematografiche e teatrali. Nell'autunno del 1996, preceduto dal singolo Hold me esce l'album Il dado, un condensato di poliedricità che spazia attraverso diversi generi musicali offrendo per la prima volta un ritratto a tutto tondo della personalità di Silvestri. Segue una tournée, che durerà un intero anno, che consentirà a Daniele al suo gruppo (tar cui figura al basso Max Gazzé) di girare tutta l'Italia in lungo e in largo e di esibirsi in contesti eterogenei riscuotendo gande successo. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il suo quarto album. Il titolo è l'anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco. Un mese più tardi è di nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con "Aria", "Amore mio" e l'immancabile "Cohiba". In estate arriva un altro riconoscimento, ancora più prestigioso perché intitolato a un cantautore fondamentale per la sua crescita artistica: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la Laurea De Andrè per "Aria". In autunno, invece, esce l'album "Microchip emozionale" dei Subsonica, uno dei suoi gruppi preferiti "dell'ultima ora": Daniele canta nel brano "Liberi tutti". Premi, concerti e collaborazioni proseguono nel 2000: riceve il Tributo ad Augusto Daolio in occasione dell'annuale raduno dei fans dei Nomadi; suona "Aria" e "Cohiba" in un live contro la pena di morte (il 7 luglio a Pescara); firma il testo di cinque canzoni (La rivoluzione", "K.N.A.", "Automaticamente", "La quiete che verrà" e "Polvere") contenute in "Serendipity", il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, il 23 settembre partecipa alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois, che organizza esibizioni dal vivo in luoghi inusuali come i vicoli e le piazze di Zagarolo e Genazzano e perfino nei distributori di benzina delle strade statali. Un mese più tardi pubblica il greatest hits "Occhi da orientale" con tre brani inediti: la title track, "Testardo" e "Cuore di cera". Il suo palmares teatrale si arricchisce di una nuova prestigiosa opera: compone le musiche di "Tango", lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini, trasmesso di recente dalla Rai. Il 2001 è segnato da avvenimenti personali tragici (la scomparsa del padre), piacevoli (lo scudetto della Roma) ed emozionanti (la notizia che la sua compagna, l'attrice Simona Cavallari, aspetta il loro primo figlio). Sul fronte musicale, Daniele dedica l'intero anno alla stesura delle canzoni per il nuovo disco, che inizia a registrare il giorno della Befana del 2002, anno che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, "Ferrè, l'amore e la rivolta", nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano "Non si può essere seri a 17 anni".
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14/12/2005 13:23 - Daniele Silvestri Livre transito ***1/2 Panama/Epic - Sony Music Di ...
Daniele Silvestri Livre transito ***1/2 Panama/Epic - Sony Music Di un live se ne parlava da almeno un paio d’anni; inizialmente doveva essere distribuito solo via Internet, ma certamente l’inaspettato successo dell’ultimo tour ha fatto cambiare idea a Silvestri & Co. Livre transito è un doppio CD che comprende l’inedito Kunta Kinte e due versioni di brani che Daniele aveva precedentemente scritto per due grandi artiste (Il secondo da sinistra, inserito nell’album di Mina Veleno, e la ghost track Il fiume e la nebbia cantato da Fiorella Mannoia in Belle speranze). Kunta Kinte, composto in coppia con Frankie Hi-NRG e pubblicato come singolo, parla in modo apparentemente scanzonato della schiavitù (un inno al blues senza essere un blues). Livre transito è interessante perché testimonia la versatilità di Silvestri e della sua affiatata band, che a ogni tour cambiano gli arrangiamenti dei pezzi in scaletta: le lunghe e distorte introduzioni rendono irriconoscibili le canzoni che seguiranno (Il Dado), cambi improvvisi da basi dance a percussioni cubane (divertono in Salirò), brani elettrici e spigolosi diventano più morbidi e viceversa. Non mancano le tipiche introduzioni parlate e, dopo la travolgente Cohiba, il finale strumentale in cui tutti i componenti della band si cimentano nel suonare in contemporanea un elemento della batteria. - INFO: TOUR DE FORCE - Tel. 06/37518551-37518615 - 335/386786 - Via Costantino Morin 27 - 00195 Roma - www.tourdeforce.it



















