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14/12/2005 13:23 - STINKING LIZAVETA III (Tolotta Records/Wide)
Leggo di tour in compagnia di ...
STINKING LIZAVETA III (Tolotta Records/Wide) Leggo di tour in compagnia di Zeni Geva e Today Is The Day nell’ormai lontano 1994 (anno in cui debuttarono con ‘...Hopelessness And Shame’, sotto la sovrintendenza di Steve Albini) e leggo di un secondo album (‘Slaughterhouse’) prodotto proprio da Steve Austin dei Today Is The Day. E volete che dopo simili referenze non mi interessi alla loro terza opera, ovviamente intitolata ‘III’? Impossibile, conoscendomi, e quindi eccomi qui a raccontarvi di come mi sono fatto catturare dal gruppo dell’ex Dag Nasty Yanni Papadopoulos. Basso, chitarra e batteria che se ne vanno tranquillamente in giro senza curarsi della strada percorsa, della meta finale o di quale possa essere la via più breve per arrivare a destinazione. Non un filo di voce, il tutto è rigorosamente strumentale, con l’accompagnamento saltuario e perfettamente inserito di tastiere, violino e korg per un insieme di dodici pezzi per cui sarei quasi tentato di parlare di free doom! Sostanzialmente lenti, ostici nel rivelarsi verso l’esterno, metallici senza essere
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14/12/2005 13:23 - STINKING LIZAVETA "III" (Tolotta Records/Wide)
Leggo di tour in compagnia di ...
STINKING LIZAVETA "III" (Tolotta Records/Wide) Leggo di tour in compagnia di Zeni Geva e Today Is The Day nell’ormai lontano 1994 (anno in cui debuttarono con "…Hopelessness And Shame", sotto la sovrintendenza di Steve Albini) e leggo di un secondo album ("Slaughterhouse") prodotto proprio da Steve Austin dei Today Is The Day. E volete che dopo simili referenze non mi interessi alla loro terza opera, ovviamente intitolata "III"? Impossibile, conoscendomi, e quindi eccomi qui a raccontarvi di come mi sono fatto catturare dal gruppo dell’ex Dag Nasty Yanni Papadopoulos. Basso, chitarra e batteria che se ne vanno tranquillamente in giro senza curarsi della strada percorsa, della meta finale o di quale possa essere la via più breve per arrivare a destinazione. Non un filo di voce, il tutto è rigorosamente strumentale, con l’accompagnamento saltuario e perfettamente inserito di tastiere, violino e korg per un insieme di dodici pezzi per cui sarei quasi tentato di parlare di free doom! Sostanzialmente lenti, ostici nel rivelarsi verso l’esterno, metallici senza essere metal e malinconicamente heavy retro rock. Ci si può ritenere soddisfatti.
















































































































































































































































