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14/12/2005 13:23 - MIKA VAINIO Kajo
Ad esempio, il secondo CD solista di Vainio ...
MIKA VAINIO Kajo Ad esempio, il secondo CD solista di Vainio dei Pan Sonic, col suo spiazzante alternarsi di vuoti, disturbi statici e ipnotiche ondulazioni di incerta origine: una (non)musica frastagliata e concettuale, depurata di ritmi e melodie, ma che all'opposto della consolatoria ambient non si dissimula con l'arredamento bensi si impone all'orecchio dell'ascoltatore, a tratti perfino fastidiosamente, spargendo con grande economia di mezzi indizi di misteriose e oniriche adventures in sound, che finiscono col catturare e avvincere. Optimus.
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14/12/2005 13:23 - PAN SONIC & CHARLEMAGNE PALESTINE “Mort Aux Vaches” (Staalplaat/Demos)
É una ...
PAN SONIC & CHARLEMAGNE PALESTINE “Mort Aux Vaches” (Staalplaat/Demos) É una spartana confezione in cartone quella che racchiude il lavoro preparato da Pan Sonic e Charlemagne Palestine per la serie “Mort Aux Vaches”. Il CD è in edizione limitata a mille copie ed è reperibile, salvo fatti eccezionali, solo attraverso il mailorder di Staalplaat, alla pagina www.staalplaat.com. I cinque brani sono stati registrati il 10 gennaio ‘99 presso gli studi della radio olandese VPRO, il giorno prima dell’esibizione congiunta della coppia finlandese e del compositore minimalista e pianista newyorchese (tornato alla ribalta nell’ultimo decennio, dopo aver fatto parlare di sé negli anni ’60 e ‘70) presso il club De Roxy di Amsterdam, pochi mesi prima della sua distruzione causata da un incendio. In passato c’era già stato un incrocio di strade tra Mika Vainio di Pan Sonic e Palestine, quando (in compagnia di Pita) incisero “Three Compositions For Machines”, ma adesso l’integrazione raggiunge il culmine, mettendo a confronto la vecchia (che tale non è) tradizione minimalista con quella attuale e portando alla creazione di un disco che prende forma dalle tonalità surreali estrapolate dall’organo di Palestine, che si evolvono in maniera lenta e su cui vanno a innestarsi le micro strutture di battiti inorganici preparate dal duo scandinavo, con esiti a tratti eccellenti (in particolare nel secondo e quarto segmento) e comunque sempre ragguardevoli. Non escludo che i drones elettro acustici che si generano possano indurre uno stato di trance avanzata, ma questo non sarebbe altro che un meraviglioso effetto collaterale. Curiosità: sul supporto ottico sono raffigurati alcuni animali di stoffa e peluche creati dallo stesso Palestine e di cui ama circondarsi durante le esibizioni dal vivo!
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14/12/2005 13:23 - PAN SONIC - "A" - (Blast FirstHelter Skelter).
La "A" che ...
PAN SONIC - "A" - (Blast FirstHelter Skelter). La "A" che manca dal nome (tolta dopo che la nota multinazionale giapponese aveva minacciato di mettere in moto azioni legali) è uscita dalla porta, ma è subito rientrata dalla finestra e la ritroviamo quale titolo del disco. Disco che segue l'eccellente "Kulma" (a sua volta preceduto dal debutto "Vakio") e che viene dopo la collaborazione con Alan Vega dei Suicide, che ha fruttato il buon "Endless". Ma torniamo indietro nel tempo, sul finire del '95 per la precisione, allorquando lessi commenti positivi inerenti gli allora Panasonic su Music From The Empty Quarter (rivista elettronica inglese defunta); da quei giorni l'eco si è sparsa in tutto il mondo, anche grazie alle date di supporto al tour definitivo degli Swans. Era palese che ci fosse attesa per questo lavoro, lavoro che (specie nella prima metà) suona meno "cattivo" che in passato, come se il freddo che congelava le manipolazioni elettroniche si fosse attenuato e il duo finlandese avesse scelto una via meno radicale per divulgare le proprie onde cacofoniche. È altresì chiaro (a volte i limiti auto imposti dalla strumentazione non possono essere travalicati) che non è il caso di parlare di stravolgimenti, però Vainio e Vãisãnen, pur operando in un ambito ristretto e ben definito - drones, percussioni, rumori analogici, techno, ambient, industrial, fruscii e disturbi in sequenza vengono sempre visti in un'ottica minimale - hanno l'abilità nel procedere per sottrazioni e somme successive, così da non rasentare mai la soglia del "silenzio" (sfiorato in "Etãisyys" e "Aktiivi") e riuscendo comunque a rendere mutevoli i layer che compongono i pezzi: infatti i brani offrono una gamma ampia di soluzioni (dalla ritmata "Lomittain" all'isolazionismo di "Aleneva"). Ancora nessuna traccia di esseri viventi; solo macchine, campi magnetici ed energia elettrostatica!
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14/12/2005 13:23 - PAN SONIC
"A"
Una "A" erasa dal nome originario che ritorna, doverosa, ...
PAN SONIC "A" Una "A" erasa dal nome originario che ritorna, doverosa, a firmare l'album (il terzo e mezzo...) più attento all'esasperazione del lavoro di Mika ed Ilpo sulle frequenze e sui battiti. Siamo alla quinta canzone del CD e dobbiamo proprio dire, pardòn, scrivere, che l'isolazionismo a cui i due si sono votati può alla lunga divenire dorata e non tanto arieggiata prigione. "A", se possibile, rarefà ancora di più le scie timbriche dei suoi fratelli, si concentra su un respiro ultraminimale, un lavorio sulle frequenze, un soffio accompagnato da un ritmo, che sembra ergersi a riprova che non c'è nulla che non possa essere sottratto, che comunque, da un unico rumore di 'spazzole', l'ambientazione meticolosa di rumori e tasselli ronzanti può generare una sua compiutezza, almeno timbrica. Non vorremmo dare precedenze ad un brano di questo percorso di fluttuazioni sulla categoria dialettica dell'udibile/inaudibile e dell'impressione trattenuta: i fan dei due finlandesi non crediamo che ne farebbero (con l'eccezione forse dell'ultimo un po' troppo 'roboante'). Per chi resta fuori da questa classe consigliamo un ascolto privo di sufficienza e pieno di attenzione. Eccesso di cerebralità? Non sapremmo dirlo. Sicuramente i Pan Sonic hanno un potere ipnotico come pochi, ci ricordano che il lavoro sperimentale (quello di un album come "Silver Apples") del primo Morton Subotnick ha avuto più figli di quanto lui stesso potesse sospettare. La sommessità di un disco del genere, talvolta, ha il pregio di suonare più espressiva ed intensa di molto power pop britannico. Tanto ci basta, e non è poco.
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14/12/2005 13:23 - PAN SONIC "Aaltopiiri"
Volenti o nolenti, MikaVainio e Ilpo Vaisanen sono ...
PAN SONIC "Aaltopiiri" Volenti o nolenti, MikaVainio e Ilpo Vaisanen sono due tipi che la sanno lunga. Dopo aver sfidato in singolar tenzone una nota industria elettronica giapponese (di qui la caduta della "A" che prima stava al centro del loro nome, poi recuperata come titolo del penultimo album...), coinvolto Alan Vega e Charlemagne Palestine in altrettanti, ipersperimentali side projects, remixato Bjork e Riuychi Sakamoto, i due "elettroartisti" finlandesi fanno il loro ritorno in grande stile con un album dalle vaste proporzioni (70 minuti di musica) che riesce a fondere in una mirabile sintesi lo sperimentalismo più radicale e una certa dose di comunicativa. Ovviamente "Aaltopiiri" non si può definire un album semplice né tantomeno gradevole per l'udito, ma i "microsuoni" preparati dal duo finnico riescono miracolosamente a comunicarci un vago, per quanto algido, senso di familiarità. Non si tratta, ovviamente, di cantabilità (la melodia, in questi solchi, è bandita per default), parlerei piuttosto di un'armonia cerebrale e metafisica che, almeno sul piano dell'ispirazione, ha molto in comune con le prime opere dei Tangerine Dream, con i viaggi mentali dei Popol Vuh o con certo post rock perso negli abissi siderali (Labradford, Flying Saucer Attack). E poco in comune, tutto sommato, con le ricorsività più astratte ed accademiche d'ascendenza minimalista. Venendo alla musica, questa volta Vainio e Vaisanen si sono affidati totalmente alle apparecchiature analogiche progettate dall'amico Geri Lehtinen, esperto di fisica. Ne consegue, dunque, un suono cupo, in perenne movimento, talvolta marcatamente rumoristico, senz'altro perfetto per l'inaugurazione di un ipotetico dance floor del 3000 su Marte. Ascoltate il crescendo di beat quasi ballabili di "Liuos", le ritmiche aliene ma passionalmente dub di "Ulottuvuus", l'etereo incedere drum'n'bass di "Johto 3" e converrete sull'intrinseca - per quanto fossilizzata - origine terrestre di questi paesaggi alieni. E poi adagiatevi sulle onde fluttuanti di "Vaihtovirta", lasciatevi pervadere dalla bellezza glaciale e oscura di "Reuna-Alue", fatevi intimorire dal tenebroso battere e levare di "Valli" e vi accorgerete che, nascosto dietro immense galassie nere e remoti pianeti generati da freddi codici binari, batte ancora un cuore insospettabilmente umano.
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14/12/2005 13:23 - BARRY ADAMSON-PAN SONIC Motorlab #3: The Hymn Of The 7th ...
BARRY ADAMSON-PAN SONIC Motorlab #3: The Hymn Of The 7th Illusion Una collaborazione sulla carta davvero intrigante, quella tra Barry Adamson, uno dei più interessanti tra i compositori di colonne sonore per film "immaginari", e i Pan Sonic, una delle unità operative più in vista della scena elettronica contemporanea. Ancora più stimolante è considerare il fatto che la collaborazione consista in un brano di poco più di dodici minuti per "coro e strumentazione elettronica". Naturalmente le parti del coro sono appannaggio di Adamson (ed interpretate dal coro islandese Hljòmeyki), e quelle elettroniche dei Pan Sonic. Ci si poteva dunque aspettare un risultato che puntasse ad una rapresentazione di tipo "cinematografico" di qualche sorta di scenario. "The Hymn Of The 7th Illusion" è in buona parte anche questo. O meglio: le suggestioni che suggeriscono, per ciò che contano, sono quelle di un qualche strano film tedesco anni Settanta, o comunque qualcosa che abbia a che fare una strana forma di science-fiction esistenzialista. Ma non è questo il punto principale della composizione. La cosa cruciale è che "The Hymn Of The 7th Illusion" suona come una cover, o meglio come una rielaborazione di una composizione di Morton Feldman per "coro e due vibrafoni" del 1986: "For Stefan Wolpe". Si tratta di uno degli ultimi lavori terminati da Feldman prima della sua scomparsa: è dedicato al suo maestro - uno dei più influenti tra gli insegnanti di musica nella New York del dopoguerra - ed è composto secondo lo stile disteso (oltre trenta minuti di durata), delicato e cangiante dell'ultimo Feldman. Nella composizione il coro e i due vibrafoni dialogano, ma senza mai sovrapporsi. Allo stesso modo, per buona parte di "The Hymn Of The 7th Illusion", coro e strumenti elettronici non si sovrappongono (soprattutto all'inizio). E quando arrivano a farlo, le loro parti restano comunque costanti e distinte, lasciando che siano le risonanze e il gioco "dei riflessi" a determinare l'efficacia della miscela. Ma le somiglianze con "For Stefan Wolpe" non finiscono qui: è lo stesso sviluppo delle parti del coro (seppure armonicamente molto più elementare di quello di Feldman) ad essere riprodotto in larga misura, nonché il modo in cui i singoli elementi vengono riproposti sempre attraverso sottili variazioni. A discapito di Adamson e Pan Sonic è il fatto che del chiaro debito con Morton Feldman non vi sia segnalazione da nessuna parte (né nelle note di copertina, né sui vari siti che riportano dett'operazione, né nette dichiarazioni dei musicisti coinvolti). Ed è un peccato, perché (e somiglianze sono tali e tante che resta davvero difficile pensare ad una coincidenza. Molto positivo invece il fatto che l'operazione, almeno in buona parte, riesca. E che, nonostante le "semplificazioni" armoniche, gli stimoli offerti dal brano siano davvero efficaci. Mostrando come coro ed elettronica possano trovare un suggestivo punto di incontro. Il CD si completa con un remix, di altre venti minuti ma non particolarmente ispirato, firmato da Hafler Trio.
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14/12/2005 13:23 - PAN SONIC Uno dei gruppi di punta della scena elettronica ...
PAN SONIC Uno dei gruppi di punta della scena elettronica europea dal 1993, Pan Sonic, già Panasonic, è formato dai finlandesi Mika Vainio e Ilpo Väisänen, il primo lavorava come deejay, il secondo come organizzatore di eventi e rave party. "Nei primi anni '80 eravamo interessati alla musica "industrial" a gruppi come Throbbing Gristle, Einstürzende Neubaten; poi i nostri gusti si allargarono all'hip hop ed al reggae e chiaramente siamo stati influenzati dai ritmi dell'acid house, ma senza seguire mai direttamente quella scena", racconta Mika Vainio per delineare le numerose ispirazioni che convergono nella proposta di Pan Sonic. Il loro primo ep, "Panasonic", ed il primo cd "Vakio" documentano la straordinaria combinazione fatta di rumori domestici, schegge di ambient e minimalismo sonoro. Le prove successive, l'ep "Osato", i cd "Kulma", "A", "Aaltopiiri", illustrano una proposta sempre più originale, dove la musica è calata in una dimensione visionaria, tra pulsazioni robotiche, silenzi e rumori improvvisi, ritmi tribali. Un'ulteriore sintesi dell'arte dei Pan Sonic riluce nel loro ultimo disco "Kesto", pubblicato nel 2004, un cofanetto di quattro cd che riassume le diverse anime della loro musica. - INFO: electric priest c/o ENRICO CROCI 338/1581182 339/4042062 - www.electricpriest.org

















































































































