Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR
Sputnik c:D (NinjaTune3
Spostiamoci su lidi cari a Zippies e ...
ULAN BATOR Sputnik c:D (NinjaTune3 Spostiamoci su lidi cari a Zippies e Cyberfreaks. Ulan Bator (magnifico nome) non lesinano gare con i BPM, d'altro canto favoriscono anche meretrici multi etnici riempiendo le composizioni di accenni caucasici e inputs orientali. La Title Track, "Laika", "Obsessive'5 e " Hymalaia" sono pure gemme della Tundra. Disco del mese n. 0 assoluto.
-
14/12/2005 13:23 -
ULAN BATOR Pur essendo tra i più degni rappresentati della ...
ULAN BATOR Pur essendo tra i più degni rappresentati della scena post-rock i transalpini Ulan Bator sono da sempre capaci di stupire con delle produzioni musicali ad altissimo tasso di talento, inventiva ed originalità. Giunti oggi al quarto album ŒEgo:Echo‚ (targato dalla label italiana Sonica e prodotto da Michael Gira) i francesi Olivier Manchon, Amauty Cambuzat e Matteo Dainese hanno forse raggiunto l‚apice della loro carriera, presentando un lavoro maturo ed avvincente, molto vicino ai Pink Floyd ed ai primi - sensazionali - Sonic Youth. Dal vivo la ricerca musicale si evolve toccando inaspettate vette pop, evidenziando sfaccettature retrò ed inanellando splendidi vortici psichedelici. Così scoprirete in che modo gli Ulan Bator stanno al rock, come i Massive Attack stanno al trip hop. ŒIn una parola grandissimi‚ (Claudio Surge, Rumore).
-
14/12/2005 13:23 - Ulan Bator Ego:Echo
Sonica/Virgin
Gli Ulan Bator sono un fenomeno piuttosto ...
Ulan Bator Ego:Echo Sonica/Virgin Gli Ulan Bator sono un fenomeno piuttosto atipico di band musicale, i critici non sanno più dove cercare le parole per definire il loro sound, hanno sprecato tempo e fatica per un gruppo che non è circoscrivibile in nessun settore della musica. Il termine che più gli si addice, a detta del gruppo stesso è europeo. Suono europeo, accostabile a signori del calibro di Einsturzende Neubauten, Faust e in Italia ai Massimo Volume, non per affinità stilistiche quanto per l’approccio originale sugli strumenti. Ego:Echo è il quarto album della band transalpina, che ha chiamato in veste di produttore artistico mister Michael Gira, ex Swans ed ora Angels of Light, ad ordinare le strutture dei brani. Nelle nove tracce del cd c’è spazio per l’esplorazione di mille universi, splendide e dolcissime ballate, l’iniziale “Hémisphère”, convivono con espressioni di pura potenza, “Santa Lucia” per giungere a lunghe suite strumentali: la splendida “Let go Ego!” che sembra dover esplodere da un momento all’altro e ti culla per i suoi sedici minuti e rotti. Brevi incursioni di elettronica minimale, accompagnati da batterie nervose ti trasportano lungo il suo incedere. L’album è un viaggio da percorrere dall’inizio alla fine, è pressoché impossibile slittare da un brano all’altro, si perde tutta la poesia che lo compone e non è poca, i testi questa volta hanno un valore importantissimo, l’edizione italiana comprende anche la traduzione. Gli ospiti fanno la loro apparizione in maniera molto discreta: la tromba di Jean Harvé Peron in “Soeur Violence”, e la voce dello stesso Michael Gira in “La Joueuse Du Tambour”, danno quel qualcosa in più ad un album destinato a scrivere la storia della musica del nuovo millennio. Andrea Alessandro Di Carlo
-
14/12/2005 13:23 - Ulan Bator
Gli Ulan Bator sono un trio francese di avantgarde ...
Ulan Bator Gli Ulan Bator sono un trio francese di avantgarde rock, con all'attivo due album, l'omonimo "Ulan Bator" del '95 e "2 Degree's" del '96. Il gruppo ha ottenuto un vero e proprio plebiscito da parte di tutta la stampa specializzata transalpina sia col primo che con il secondo LP. La rivista americana Alternative Press nel numero 100 indicava negli Ulan Bator l'unico gruppo francese degno di interesse ed il loro secondo come uno dei dischi dell'anno. La band è strutturata sulla classica line-up rock (voce-chitarra-basso-batteria). Il loro sound è avvicinabile a certe atmosfere tipiche di gruppi e solisti europei come Can e Robert Wyatt, a band americane che rispondono ai nomi di Sonic Youth, Tortoise, Labradford. Ipnotici, melodici e volutamente estremi, gli Ulan Bator potrebbero essere indicati come il gruppo più vicino a colonne sonore di lungometraggi che non sono stati ancora girati. Il loro strumentismo e la loro originalità ha permesso agli Ulan Bator di essere contattati dalla label Les Disques Du Soleil et De L'Acier che ha pubblicato i primi due 33. Con l'inserimento di "Polaire" nella collana "Taccuini" del CPI, si inaugura il loro raggio d'azione oltre i patrii confini.
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR "Ego: Echo" Sonica
Incontro con Michael Gira per il ...
ULAN BATOR "Ego: Echo" Sonica Incontro con Michael Gira per il quarto disco dei francesi Ulan Bator, distribuzione americana via Young God Records e, soprattutto, una maggiore inflessione espansiva, che trapela nell'indolenza di certe attenzioni elettriche, in alcune ripetizioni circolari, nelle pulsazioni degli strumenti che vengono usati. L'elettricità a bassa voce è ancora una volta alla base del volano di Amaury Cambuzat, come anche la pazienza nello sviluppare le proprie digressioni sonore: si può restare sospesi nella sommessità di un arpeggio, di un circolo, di un lamento accennato, per poi scuotersi con una sola, ben mirata scarica ("Santa Lucia"). Oppure si può finire negli ingranaggi delle ripetizioni a catena ed essere trasportati verso un girotondo che pian piano corrode per la sua intensità. Figlia sempre più matura dei lavori Kraut-rock dei Settanta, conoscitrice delle nenie avanguardiste che vengono (venivano?) da Lousiville e dall'America più free-oriented, questa musica si sa dosare con maggior fermezza e piuttosto che diventare troppo invasiva o monocorde ha scelto di scartare ancora di più: si passa dalla salmodia di "Etoile Astre", per esempio, alla ambient acido-siderale di"Let Go Ego!", immobilmente comunicativa e poi caricata verso un'esplosione multicolore, tra Velvet Underground e Pink Floyd primissimo periodo, con chiusura verso lo sfinimento vocale. Cosa abbia fatto Gira al suono già consolidato del gruppo traspare in una inquietudine ruvida, un po' necrofila e molto catartica, che carica gli accenti più sperimentali dei brani di uno strano vigore. "Ego: Echo" si arricchisce di qualche strumento vintage, di un pianoforte, della tromba di Jean-Hervè-Peron (Faust...) in "Soeur Violence", di attimi folk subito resi alieni, stralunati ("Hiver"), di rapimenti avanguarguardistici e ritorni terreni ("Selva"/"La Jouesse De Tambour"), di poesie lasciate a metà, a prendere la polvere del tempo e degli ascolti per esserne arricchite (la malinconica filastrocca nella parte centrale di "Echo"). Un altro lavoro stupefacente, che completa i precedenti nel delineare scelte che pochi gruppi possono permettersi di fare al momento. Un unicum in Francia ed in buona parte dell'Europa.
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR
Polaire (Mercury)
Lodati da un pò tutta la stampa ...
ULAN BATOR Polaire (Mercury) Lodati da un pò tutta la stampa francese e considerati dalla rivista americana Alternative Press una delle band più geniali nell’ambito di certo avantgarde rock, gli Ulan Bator tentano di aprirsi un varco nell’anoressico mercato italiano grazie ad una joint-venture con il Consorzio. Sotto l’egida dell’etichetta fiorentina è stato infatti recentemente pubblicata Polaire, una compilation che allinea nell’arco di 45 minuti ben 8 brani tratti da Ulan Bator e 2 Degrees, i due album finora consegnati alle stampe dalla formazione transalpina. L’operazione, che non fa mistero di aver come precipuo scopo quello di far conoscere la musica del combo francese ai cugini italiani, è sicuramente da salutare con interesse sia dal profilo artistico sia da quello “politico”, visto che questo cd - cosa rara di questi tempi - viene distribuito ad un prezzo speciale imposto di sole 16 mila lire. Venendo all’aspetto squisitamente musicale - pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà di “etichettare” una band così singolare ed atipica - potremmo definire il sound degli Ulan Bator come un intrigante viaggio nei meandri più tortuosi di certo rock sperimentale. Amaury Cambuzat, Olivier Manchion e Frank Lantignac - servendosi di una line-up rock (voce, chitarra, basso e batteria) - riescono a dar vita ad una musica ipnotica, lisergica, in bilico tra melodia e rumorismi, idealmente sospesa tra le atmosfere kraut-rock di Can e Faust e il post-rock di Tortoise e Labradford. E non è tutto. Un ascolto più puntuale ed accurato delle tracce di Polaire paleserà rimandi più o meno espliciti al decostruttivismo chitarristico dei Sonic Youth unitamente ad una spiccata attitudine psichedelica di tipo “cosmico”, alla maniera dei primi Pink Floyd del post-Barrett. Chi non avesse ancora le idee chiare, si vada ad ascoltare un brano come l’iniziale Haupstadt. Lungo i 7 minuti abbondanti di questa traccia strumentale ronzii chitarristici fanno da sottofondo all’incedere percussivo delle tablas in un crescendo ipnotico e malato degno di un film di Cronenberg che esplode catarticamente nel finale in un feedback chitarristico dissonante e liberatorio. In altre parole musica estrema che - seppur non adatta a tutti i palati - finirà inevitabilmente per ammaliare e sedurre chi del rock ha una concezione cerebrale, sperimentale ed “espansiva”. Aprire le porte della percezione diceva un tale parafrasando William Blake, poeta inglese dell’800.... Chi ha orecchie per intendere, intenda!
-
14/12/2005 13:23 - Ulan Bator
Vegetale (Les Disques du Soleil et del'Acier)
Il terzo album ...
Ulan Bator Vegetale (Les Disques du Soleil et del'Acier) Il terzo album nella storia di molti gruppi è di importanza fondamentale (sarà forse una questione di cabala?) e per gli Ulan Bator significa inoltre approdare realmente al mercato italiano con la licenza del CPI dopi la raccolta Polaire. Gli Ulan Bator affrontano l'impegno nel migliore dei modi, spostando avanti il loro suon e di novità sostanziali rispetto agli album precedenti ce ne sono diverse. Innanzitutto Ë un album molto più cantato dei precedenti e il francese prende il posto dell'inglese, le sonorità. Sembrano maggiormente influenzate dal post punk, soprattutto nell'uso della voce leggermente effettata e se le immagini che questi suoni fanno intuire rimangono le stesse dei lavori precedenti (una metropoli-il suo centro forse?-notturna) cambia la loro messa a fuoco, più nitida e definita in questo nuovo lavoro, nitidezza che avrebbe potuto rivelarsi arma a doppio taglio se la band fosse stata in carenza di idee, ma in questo disco le idee si inseguono creando degli intrecci che ci trasportano letteralmente per I 46 minuti del disco. Vegetale è uno di quei dischi che ti lascia soddisfatto per tutta la giornata, non insegue le sonorità alla moda o le strutture post-Slint, ma assorbe tutto questo miscelandolo con le emozioni e le sensazioni che vivendo si possono ricevere, perchè Vegetale è un disco vivo. Il consiglio finale è di provare a sentirlo quando leggete "Gara di Resistenza" di Emidio Clementi, potrebbe fornire un contraltare di indubbio valore alla musica dei Massimo Volume.
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR OK:KO (Ursula Minor Records/Audioglobe)
L’impressione avuta ascoltando ‘Ego:Echo’ (ultimo ...
ULAN BATOR OK:KO (Ursula Minor Records/Audioglobe) L’impressione avuta ascoltando ‘Ego:Echo’ (ultimo disco degli Ulan Bator uscito nel 2000) era quella di trovarsi di fronte a un lavoro, sicuramente buono, ma sin troppo meditato, quasi fosse il frutto di eccessive mediazioni, non so se tra la band e il produttore (Michael Gira) o se all’interno del gruppo. Fatto sta che probabilmente anche la formazione transalpina si è resa conto di aver partorito un album eccessivamente cerebrale e per questo motivo (presumo) è stato pensato ‘OK:KO’, dove troviamo brani estrapolati da ‘Ego:Echo’ e catturati in versioni live, demo, improvvisazioni libere in studio o interpretazioni inedite. Il CD esce per la Ursula Minor Records, l’etichetta del cantante e multi strumentista Amaury Cambuzat, che ha rifondato la line up, ormai fortemente italianizzata; infatti sul prossimo disco e in tour si farà accompagnare da Matteo Dainese (Meathead e Here), Egle Sommacal (Massimo Volume) e Manuele Fabbro (Oslow). Con ‘OK.KO’ ho ritrovato gli Ulan Bator che avevo lasciato ai tempi di ‘Vegetale’; la stessa scrittura piena di inventiva, la stessa voglia di forzare i limiti del cosiddetto post rock e una superiore visione d’insieme di come ci si debba rapportare con la materia sonora, senza trascurare che una traccia come la title track (noise rock decadente?) vale da sola “il prezzo del biglietto”.
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR OK: KO
Meglio dal vivo che in studio? Meglio ...
ULAN BATOR OK: KO Meglio dal vivo che in studio? Meglio le versioni alternative di quelle poi scelte per la pubblicazione ufficiale? Nel cangiante universo sonoro degli Ulan Bator le domande possono anche diventare affermazioni e le ipotesi una realtà immediatamente passibile di confronti ravvicinati. Quel che invece non sembra poter subire sostanziali modifiche è lo stupore generato dall'ascolto dei gruppo francese in ciascuna delle sue manifestazioni, una sorpresa che neppure i diversi titoli già presenti sul precedente album di studio "Ego: Echo" riescono a rovinare. Ecco allora che "Let Go Ego!" stavolta non solo fa a meno del testo che corredava la versione inclusa in quell'album, ma contrae forza e tensione strumentale per sfogarsi in una cataclismatica coda chitarristica, soluzione a suo tempo ritenuta -chissà perché?- improponibile, mentre "Al Esueuoy Ed Ruobmat", viene qui riproposta in un martellante make-up pianistico, "Hiver" restituita alla sua grezza e originale forma di demo e "Ok: Ko" trasfigurata in un'allucinante avventura sonica ai confini dell'udibile. Le selezioni dall'apparizioni live del gruppo in Italia riguardano viceversa "Hemisphere" e "La Joueuse De Tambour" e offrono un quadro a tinte assai più decise e accese di quelle che apparivano in origine, perché maggiore è l'urgenza espressiva che il gruppo avverte quando si trova di fronte ad una platea. La novità assoluta della raccolta è l'ipnotico strumentale "Hair Ov Dog", un brano che nei piani del gruppo doveva contenere un testo scritto da Theo Hakola dei Passion Fodder e Orchestre Rouge e figurare anch'esso nel programma di "Ego: Echo" e che invece anche nella sua versione più essenziale è tornato lo stesso utile all'allestimento di un album che, così come Amaury Cambuzat si fa premura di precisare, intende chiudere i conti con il passato del gruppo prima di varare la nuova line up con l'ex Oslow Manuele Fabbro e l'ex Massimo Volume Egle Sommacal.
-
14/12/2005 13:23 - ULAN BATOR RODEO MASSACRE Produzione: Jestrai Distribuzione: Venus RODEO MASSACRE ...
ULAN BATOR RODEO MASSACRE Produzione: Jestrai Distribuzione: Venus RODEO MASSACRE RACCONTATO DA AMAURY Questo disco è nato ai bordi del lago Trasimeno (PG) dove ci siamo chiusi per una settimana nell' estate del 2004. Dopo questa esperienza di "isolamento compositivo" ispirati dalla natura che ci circondava e dalle nostre ultime esperienze, siamo partiti alla volta di Bologna, per registrare le nostre idee nello studio "Alpha Dept." di Giacomo Fiorenza (Yuppie Flu) e di Francesco Donadello (Giardini di Mirò). Abbiamo deciso di produrre artisticamente da soli il disco perchè ci piaceva l'idea di dare al nostro lavoro il "sound" che ci caratterizza dal vivo da oltre 10 anni! Per la registrazione e il mixaggio ci siamo affidati al gusto e all'esperienza di Giacomo che è stato supportato dal prezioso aiuto di Francesco. Musicalmente possiamo definire "Rodeo Massacre" un "come-back" ad atmosfere più vicine ai primi dischi con testi più diretti che riflettono l' epoca in cui ci troviamo, la nostra entrata "nell'era dell'acquario", la confusione tra razze e religione, il caos politico, la comunicazione difficile nonostante i mezzi moderni di cui disponiamo... Con Rodeo Massacre chiudiamo il nostro decennio di attività, di lotta, di esperienze, di musica e sogni... L'avventura continua... - Booking + info @: ulanbator@email.it - ++39 338 64 40 106 - www.ulanbatorband.com- Suonano: 23/9 Jestrai Rock Mestre Ve; - Info: BLOOMOUT Booking & Management - 039/6067351 - 623853 - 329/5365054 - VIA CURIEL 39 - MEZZAGO (MI) - www.bloomnet.org






















































































