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14/12/2005 13:23 - BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB
In principio la traccia numero tre del ...
BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB In principio la traccia numero tre del loro ep d'esordio doveva intitolarsi US Governement. "Ma non ci è parso il momento giusto per inserire una canzone del genere", spiega Robert Turner, bassista/chitarrista/ cantante della formazione di San Francisco. "Conteneva delle dichiarazioni poco carine, perciò abbiamo deciso d'eliminarla all'ultimo momento. Cose che magari oggi non pensiamo neanche più, visto che la maggior parte dei pezzi incisi risalgono a due anni fa". Li si troverà tutti in fila nel debutto vero e proprio, in uscita in Europa al principio dell'anno venturo, viceversa pubblicato la primavera passata negli Stati Uniti. Per ora l'ep Whatever Happened to My Rockn'Roll (Punk Song) intende inserire un altro gruppo nel sentiero dei neo-tradizionalisti del rock, dopo Strokes e White Stripes. Gente cioè che ha alle spalle anni spesi di fronte allo stereo di casa a studiare e ristudiare i classici della musica americana. Quella più ruspante, nel caso dei Black Rebel Motorcycle Club, il cui nome proviene secco secco da The Wild One, cioè Il selvaggio, film generazionale di mezzo secolo fa dove Marlon Brando capeggiava l'omonima gang di teppistelli: "Una sera stavamo guardando la tv io e Peter (l'altro bassista/chitarrista/cantante) e abbiamo pensato che quello fosse il nome più idoneo per il gruppo. Non tanto per l'amore nei confronti delle moto, ma piuttosto per quello che rappresenta". Si palesano istantaneamente un po' di nomi: gli Stooges, per cominciare, ma anche quella maniera onnivora di comporre che hanno formazioni come i Dandy Warhols, la cui musica rievoca distintamente ogni decennio dai '60 a oggi, senza arpionare nessuno in particolare. Per non dire di una sorta di devozione - iconografica e chitarristica - nei confronti dei Jesus & Mary Chain: cioè, ancora una volta, americani innamorati della corona reale. "Oh beh, amiamo gli Stooges", continua Robert, appena sceso da un palco sistemato in qualche pertugio dell'Illinois, tre di notte circa. "In effetti coi Dandy Warhols abbiamo già suonato, ragazzi simpatici. Eravamo pronti a partire in tour anche con gli Strokes, ma poi a loro è successo quel che è successo. Ci siamo esibiti insieme già un paio di volte. Chissà, magari in futuro capiterà di nuovo". Una storia uguale a tante altre: "Prove su prove durante il college", racconta Peter.
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14/12/2005 13:23 - BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB
Trio di San Francisco formatosi nel 1998. ...
BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB Trio di San Francisco formatosi nel 1998. La loro musica è rock con riferimenti agli anni ’70 e ‘80 spesso attraversato da scosse psichedeliche. Liriche introspettive e musicisti originali distinguono i B.R.M.C. dai loro contemporanei. Il loro Ep di debutto “Whatever Happened To My Rock ‘n’ Roll” (Punk Song) è uscito il 1° ottobre del 2001, mentre il primo album “Black Rebel Motorcycle Club” uscirà nei primi mesi del 2002.
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14/12/2005 13:23 - BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB
Da San Francisco, rock psichedelico e liriche ...
BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB Da San Francisco, rock psichedelico e liriche introspettive per un giovanissimo gruppo il cui nome è un tributo al grande Marlon Brando. I Black Rebel Motorcycle Club, un power trio che arriva dagli Stati Uniti e che riporta alla mente, nel nome, il film con Marlon Brando "The Wild One", in cui l'attore era a capo di una banda di motociclisti, appunto la Black Rebel Motorcycle Club. I tre ragazzi di San Francisco, invece di andare in moto, suonano. E il loro stile è una vampata di rock noise eclettico e sperimentale, condito da testi introspettivi, che garantisce loro un posto di netto rilievo rispetto a moltissime altre band contemporanee, classificandoli come uno dei gruppi fondamentali del rock neotradizionalista americano dopo The Strokes e The White Stripes. Peter Hayes e Robert Turner, che si alternano a basso, chitarra e voce, si conoscono dai tempi del liceo. Nel 1998, anno in cui si forma la band, si aggiunge il batterista Nick Jago, inglese, e da allora i tre ragazzi, come tutti i gruppi rock che si rispettino, passano la maggior parte della loro vita in cantina, a comporre, suonare, ad affinare i loro talenti. I loro demo fanno il giro della zona, e intanto autoproducono un album a tiratura limitata, (solo 500 copie) a cui fanno seguire 6 mesi di concerti, passando a tappeto l'intera area di Los Angeles. Fino a quando la Virgin li nota e li mette sotto contratto! L'omonimo album di debutto del gruppo, preceduto nei mesi scorsi dall'uscita di un EP, "Whatever Happened To My Rock'n Roll", è stato registrato e mixato dai BRMC stessi, nel loro home studio a Los Angeles.
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14/12/2005 13:23 - BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB Howl (Echo 2005) Che i tre ...
BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB Howl (Echo 2005) Che i tre coatti giovinastri di San Francisco siano in fondo in fondo simpatici mi è parso di averlo accennato più volte in diverse indulgenti occasioni su queste stesse pagine quindi era ora che arrivasse concretamente l'occasione per un sostanziale cambio di registro. Lo dico senza mezzi termini: li preferivo senza contratto con la Rca e senza lifting sonoro, li preferivo insomma nella loro veste sfacciatamente tamarra più che in quella “anima e core” più rispettosa della tradizione musicale nazionale. La svolta (stanno davvero guidando dunque?) country/roots-oriented dei tre motociclisti ribelli suona ai miei orecchi, ahimè, soltanto terribilmente sospetta nella “post-Banhart era” quanto musicalmente semi-inconcludente. Parlano da soli i brani che mantengono caratteristiche e sonorità invece più marcatamente psichewave (dalla statica elettricità della title track alla cullante vena acoustic rock di “Weight of the World” passando per “Sympathetic Noose” tutte, in fin dei conti, di buon livello) mostrando che i figuri in questione avrebbero potuto di fatto sganciarsi in tanti altri modi dai soliti vecchi opprimenti paragoni. Peccato invece che un'avvolgente insolita ballata come “Promise” risulti alla fine troppo mielosamente Beatles-iana e che canzoni come “Ain't No Easy Way” o “Complicated Situation” rimangano, su opposti versanti, soltanto ordinaria routine BRMC. Per i brani country poi - a parte forse “Fault Line” ma non so neanche perché - mi piacerebbe poter citare le parole di un noto jazzista che commentò un'esibizione di alcuni colleghi dicendo: “ma sono seri questi [black-dressed nda.] cats?”. Peccato che lui parlasse però dei deragliamenti eterodossi di gente come Ornette Coleman. - INFO INDIPENDENTE EVENTI E PRODUZIONI SRL 0434/208631 - 524657 - Ufficio Stampa: Roberto Marziali 335/8125679 - Via del Maglio, 6/b - 33170 Pordenone www.indipendente.com




















































































































































