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14/12/2005 13:23 - GOLDFRAPP Felt Mountain
Non so se fosse la sua prima interpretazione: ...
GOLDFRAPP Felt Mountain Non so se fosse la sua prima interpretazione: io ho scoperto la voce unica di Alison Goldfrapp nel 1996, quando ingaggiava duello con i violini nel singolo "Contrazoom" accreditato a Spacer aka Luke Gordon (col quale ha poi collaborato al secondo album Sensory Man), che appare anche nella compilazione Pussy Galore della Pussyfoot. Molti altri avranno avuto il piacere - vero - di ascoltarla in due brani del recente capolavoro di Peter Gabriel, Ovo, "The Time Caf The Turning" e "The Wavers Reel". La voce di Alison Goldfrapp possiede tutte le qualità necessarie ad una cantante dei nostri giorni: la fragilità di Elisabeth Gibbons, la potenza di Shirley Bassey, l'estensione di Yma Sumac. Al suo fianco Will Gregory elabora musiche con squisito gusto vintage, cogliendo con acume perfetto la tensione cinematografica propria dgli anni Sessanta; ricordate che in casa Mute lavora da tantissimi anni uno dei profeti di questa resurrezione, Barry Adamson. La miscela è semplice quanto Felt Mountain è perfeto: un disco di nove canzoni che sono altrettante storie indipendenti, piene di visione e di mistero. Già il singolo "Lovely Head" racchiude in sé tutto il fascino di questa opera prima: la melodia fischiettata, campioni di strumenti desueti, il vibrato della voce di Alison si allacciano in una danza notturna e stregata. "Human" è un altro dei vertici del disco: gli strumenti si addensano attorno ad un arrangiamento fragoroso, e la voce della Goldfrapp gronda energia tratenuta. Affascinano gli sbalzi d'umore di "Deer Stop Bottle" e la title track, l'una accanto all'altra eppure l'una dalla malinconia insostenibile, l'altra un volo di leggiadra serenità; "Utopia" è pervasa da una emozione montante che alla fine commuove e travolge, "HorseTears" è una ballata noir senza eguali. Felt Mountain è un disco per niente introverso, ricco com'è di pathos e sentimento: gli arrangiamenti di Will Gregory sono sempre ariosi e suadenti, e poi la voce di Alison Goldfrapp, senza ricorrere a interpretazioni estreme, catalizza infallibilmente l'attenzione. È solo più avanti, dopo ascolti ripetuti, che le canzoni rivelano tutta la loro eccentrica originalità, l'ambiguità ammaliante tra seduzione e ricerca; poche volte la tensione creativa si è sciolta in così suprema dolcezza. Un esordio che mancava, un capolavoro annunciato, un'interprete straordinaria.
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14/12/2005 13:23 - GOLDFRAPP - HUMAN ('12) - MUTE,U.K.
Terzo estratto dall'album primo dell'eterea ...
GOLDFRAPP - HUMAN ('12) - MUTE,U.K. Terzo estratto dall'album primo dell'eterea ex-vocalist di Tricky e degli Orbital, "Human" s'avvale nei rimissaggi di quella vecchia quercia Graham Massey, ex 808 State e dei (oh, curioso!) Calexico.


















































































































































































































































































































































































































































































