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14/12/2005 13:23 - FLESHTONES
Hitsburg Revisited
Parlare dei Fleshtones come di leggende viventi non è ...
FLESHTONES Hitsburg Revisited Parlare dei Fleshtones come di leggende viventi non è affatto uno sproposito e questo loro ennesimo parto discografico ne ribadisce la fama. Peter Zaremba & Co. possono fermare il tempo in qualsiasi momento: basta che entrino in uno studio o che salgano su un palco per inscenare una delle loro irresistibili riviste rock'n'roll/soul/beat. L'ultima in ordine di tempo omaggia Hank Ballard, Young Rascals, Stylistics, Hi-Lites e persino Mel Tormè e Sammy Davies ed è un gran bel modo di passare poco più di mezz'ora in compagnia di grande musica e di un grande ed inossidabile gruppo.
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14/12/2005 13:23 -
Fleshtones - More Than Skin Deep (Epitaph)
Usciti indenni perfino da ...
Fleshtones - More Than Skin Deep (Epitaph) Usciti indenni perfino da una produzione di Sua Maestà Steve Albini, le immortali gradazioni di rosa si ripresentano con l'ennesimo disco, che loro stessi avvertono essere tutt'altro che superficiale. Il beat atemporale che eseguono infatti, pur essendo oggi un po' desueto (mica per colpa loro, non le dettano mica i Fleshtones le mode, no?), conta un nugolo di fedeli col coltello sotto il sellino ed il polpaccio ben innervato. E non credete nemmeno a chi vi dice che è la solita pappa, stavolta i Fleshtones ripropongono se stessi ('American Beat' è dietro l'angolo) ma con l'acceleratore bloccato, una lunga cavalcata distensiva in versione come-fosse-acustica, tanto il jangle della chitarra è secco e discosto. Anche Zaremba tiene fede a se stesso pur smatteggiando meno che in passato (tempus fugit?) e pone la voce ad una velocità di crociera costante per evitare le buche più dure e non imballare il motore nelle discese ardite (e, ovviamòn, le risalite). 'sti cazzi... sempre una grande band, di quelle che il R'n'R ed il R'n'B li prendono per le palle. Ascoltare l'intramuscolare di 'God Damn It' per credere...
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14/12/2005 13:23 - FLESHTONES Forever Fleshtones La scorsa estate, di passaggio dalle nostre ...
FLESHTONES Forever Fleshtones La scorsa estate, di passaggio dalle nostre parti, il caro Zaremba ebbe a dire che questo sarebbe stato l'ultimo capitolo della band. Coprono gli angoli appuntiti del loro armadio musicale con molta gomma DOp per evitare che le -auspicabili- nuove orecchie (convogliate qui anche dal nome di Peter "REMI Buck alla produzione) Sl facciano troppo male. L'opening track fa l'imitazione n°1.000 alla kinksiana You Really Got Me, il resto è allegra leggerezza e Der trovare i veri Fleshtones il lettore CD deve digitalmente segnare il N°g, Pickin ' Pickin '. Shadou: Line brilla vivida nella memoria, il resto è odierna e funzionale carineria. Ne riparleremo davanti a una bella bottiglia di Jack D vecchio Zar, perché so che continuerete.
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14/12/2005 13:23 - Fleshtones "More Than Skin Deep"
E' molto semplice e dà una ...
Fleshtones "More Than Skin Deep" E' molto semplice e dà una grande gioia recensire album come questi. Che non sono troppo frequenti, ormai, in un business che privilegia costantemente l'ultima tendenza, emarginando gruppi come, appunto, i Fleshtones. Il paradosso è che citare il modernariato alla Stereolab (puri anni sessanta) è considerata la cosa più figa che si possa fare oggi, mentre rivisitare i classici del rhythm and blues newyorchese dei primi sixties è invece il massimo del dejà vu. Misteri della critica rock... Con More Than Skin Deep i Fleshtones ritornano all'energia brada di album come Roman Gods e di canzoni come American Beat. Da sempre ispirata al primo rhythm and blues dance newyorchese, come dai brani di Lieber e Stoller, la gang di Peter Zaremba esce da un periodo confuso e di basso profilo con una bomba di album, che coincide con il nuovo contratto Epitaph. "Siate voi stessi": deve essere più o meno questa la frase che alla Epitaph hanno detto ai Fleshtones, e come d'incanto anni e anni di incertezze si sono volatilizzati e il gruppo è ritornato agli splendori di un tempo. Non c'è che l'imbarazzo della scelta, nella scelta dei brani: dal garage punk I'm Not Sissy (con Farfisa organ) allo straordinario strumentale Blow Job. Roba da brividi. Solo una piccola avvertenza tecnica: registratevi il CD su cassetta e ascoltate quella: vi restituirà il caldo, impastato, inimitabile impatto del vero suono dei Fleshtones.
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14/12/2005 13:23 - THE FLESHTONES
Angry Years 84-86 (AmsterdamnedHelter Skelter)
I Fleshtones si possono annoverare ...
THE FLESHTONES Angry Years 84-86 (AmsterdamnedHelter Skelter) I Fleshtones si possono annoverare tra i pionieri del garage rock “tranquillo” di inizio anni ’80 per quel che riguarda la costa est degli Stati Uniti e le dodici tracce qui raccolte sono state registrate tra il 1984 e il 1986 a New York e New Orleans. Tra i brani mi preme segnalare “In Need Of Love”, dall’andatura conturbante e perfetta per un piano bar fumoso, mentre per il resto troverete tutto ciò che vi potreste aspettare, ovvero garage psichedelico, con spruzzate di country, hammond, armonica, surf e suoni che, a distanza di quasi tre lustri, conservano inalterato il loro valore.




















































































































































































































































































