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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN
Nato nel ’44 in un sobborgo di Londra, JOHN ...
JOHN RENBOURN Nato nel ’44 in un sobborgo di Londra, JOHN RENBOURN è uno dei più eclettici musicisti inglesi in attività. Fu affascinato fin da giovane dal blues di Big Bill Broonzy, venendo poi fortemente influenzato dal grande Davey Graham (che per primo mescolò blues e musica antica di varia provenienza). Tuttavia fu l’incontro con l’altro giovane esploratore Bert Jansch a condurlo definitivamente sulla strada della ricerca. Grazie a lui incise il suo primo album da solo nel ’65, per la mitica etichetta Transatlantic. L’anno dopo uscirà il disco “Bert & John” ed insieme a Danny Thompson, Jacqui McShee e Terry Cox fonderanno i Pentangle, un gruppo che rivoluzionerà da quel momento l’approccio di intere legioni di giovani musicisti verso la musica. Da questo punto in avanti sarà anche molto forte l’influenza della musica rinascimentale nello stile chitarristico di John (come testimoniamo molti dei suoi album da solo ed alcune composizioni con i Pentangle). Con la fine dei primi Pentangle, nel 1973, Renbourn proseguì da solo e con il John Renbourn Group, ensemble aperto dove passarono molti musicisti tra i quali Jacqui McShee, Tony Roberts e John Molineaux. Sperimentatore autentico e grande virtuoso John è personaggio dal carisma eccezionale in grado, dal vivo, di entusiasmare anche il più accanito critico. L’abitudine all’uso di accordature inusuali e le notevoli capacità di rilettura e di riarrangiare i brani, hanno fatto di lui anche un apprezzatissimo didatta. Importante in questo settore è stata la collaborazione con lo statunitense Stefan Grossman, che ha portato alla realizzazione di dischi e manuali didattici di enorme successo tra i giovani chitarristi di tutto il mondo. I tempi più recenti vedono John Renbourn sempre impegnato sulle scene in solo, con Jacqui McShee, in duo con l’amico di sempre Robin Williamson e, sempre più raramente, con i compagni del John Renbourn Group. L’intensa attività concertistica imita la sua prolificità e le nuove uscite sono diradate nel tempo; gli ultimi episodi lo vedono con l’amico Robin Williamson nell’album “Wheel of Fortune” (Flying Fish ’94) e nell’ultimo solo “Traveler’s Prayer” (Shanachie ’98). Più numerosi i “ripescaggi” storici che lo propongono “live” o in compagnia di mille diversi compagni, in un’operazione che testimonia l’interesse dei discografici intorno alla sua mitica figura ma anche la contemporaneità di un chitarrista molto amato da tutti.
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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE (Gran Bretagna)
Importante serata dedicata alla ...
JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE (Gran Bretagna) Importante serata dedicata alla memoria di un grande chitarrista a nome Isaac Guillory, scomparso lo scorso 31 dicembre a seguito di una malattia. Americano ma da tempo residente in Inghilterra, Isaac è stato probabilmente uno dei più eclettici e nel contempo versatili strumentisti dell’area folk/blues internazionale; ha spesso collaborato con John Renbourn ed anche in Italia ha sostituito a meraviglia il grande Bert Jansch. John Renbourn e Jacqui McShee costituiscono una delle coppie più affiatate dell’intera scena anglosassone, insieme sin dagli albori dei mitici Pentangle, attraverso le esperienze medioevaleggianti del John Renbourn Group o, come spesso accade in tempi più recenti, in coppia. John, attivo di Londra, si è avvicinato alla musica attraverso l’ascolto di artisti blues, spesso in concerto in Inghilterra agli inizi dei sessanta, per poi costituire uno storico duo con l’amico Bert Jansch e condividere questo sodalizio artistico con Jacqui McShee, Danny Thmpson e Terry Cox nei Pentangle, formazione che ha veramente contraddistinto un’epoca, rivelandosi la migliore esperienze per quanto concerne la fusione di diversi stili. Tra le mille vicissitudini dei Pentangle, John si è dedicato allo studio della musica antica ed ha condensato quelle esperienze nel suo particolare sound. Per tutti è il grande maestro chitarristico del folk. Jacqui ha seguito una carriera molto simile a quella dell’amico, cavalcando le scene dei folk clubs londinesi con la sorella, per poi approdare a Pentangle e solo recentemente formare una propria formazione, caratterizzata da un sound maggiormente orientato verso lidi etnici orientali. La sua è una delle più belle e fresche voci del folk. Con loro rivivono quei miti.
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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE(Gran Bretagna)
Il grande maestro della chitarra ...
JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE(Gran Bretagna) Il grande maestro della chitarra “folk” ed una delle piu’ longeve ed interessanti voci della scena inglese. Insieme già dagli inizi dei Pentangle, la band che ha contribuito in maniera determinante a rinnovare il sound del folk d’oltre Manica inserendo elementi di jazz, classica e musica antica, i due costituiscono una delle coppie piu’ affiatate ed amate dell’intero universo “celtico”. Dai Pentangle e talvolta anche contemporaneamente, perseguono strade solistiche o in direzioni diverse che spesso s’intersecano. John Renbourn, avvicinatosi alla chitarra dalle scene blues londinesi, si è poi orientato verso studi di musiche antiche, producendo vere e proprie pietre miliari, lavori dai quali trasuda una sintesi mirabile di diverse esperienze. La sua ricerca è culminata nel John Renbourn Group, con la stessa Jacqui, e si è poi diversificata in diverse altre combinazioni con l’amico Bert Jansch, Stefan Grossman o Isaac Guillory. Jacqui ha sempre mantenuto contatti con gli amici dei Pentangle ed ora guida una propria formazione orientata verso lidi maggiormente marcati di world music. JOHN RENBOURN-chitarra acustica JACQUI McSHEE-voce
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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE (Gran Bretagna)
Il grande maestro della ...
JOHN RENBOURN & JACQUI McSHEE (Gran Bretagna) Il grande maestro della chitarra “folk” ed una delle più longeve ed interessanti voci della scena inglese. Insieme già dagli inizi dei Pentangle, la band che ha contribuito in maniera determinante a rinnovare il sound del folk d’oltre Manica inserendo elementi di jazz, classica e musica antica, i due costituiscono una delle coppie più affiatate ed amate dell’intero universo “celtico”. Dai Pentangle e talvolta anche contemporaneamente, perseguono strade solistiche o in direzioni diverse che spesso s’intersecano. John Renbourn, avvicinatosi alla chitarra dalle scene blues londinesi, si è poi orientato verso studi di musiche antiche, producendo vere e proprie pietre miliari, lavori dai quali trasuda una sintesi mirabile di diverse esperienze. La sua ricerca è culminata nel John Renbourn Group, con la stessa Jacqui, e si è poi diversificata in diverse altre combinazioni con l’amico Bert Jansch, Stefan Grossman o Isaac Guillory. Jacqui ha sempre mantenuto contatti con gli amici dei Pentangle ed ora guida una propria formazione orientata verso lidi maggiormente marcati di world music. JOHN RENBOURN (chitarra acustica); JACQUI McSHEE (voce).
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14/12/2005 13:23 - John Renbourn - Live In Italy (Folkstudio/Avvenimenti)
Questo CD è uscito, ...
John Renbourn - Live In Italy (Folkstudio/Avvenimenti) Questo CD è uscito, praticamente gratis, con il numero 5 di 'Avvenimenti', l'unica rivista rimasta a cantare fuori dal coro greggiarolo del giornalismo nostrano (insieme forse alla sola 'Famiglia Cristiana' e guardate che non sto scherzando, è proprio che si rovescia il mondo!). John Renbourn ha scritto alcune fra le più belle ed intense pagine di folk con i suoi Pentangle, che ai tempi che furono, con Fairport Convention e Steeleye Span, sono stati gli alfieri del nuovo folk inglese. Sciolta la band, lui e Bert Jansch iniziarono serie e separate carriere solistiche andandosene in giro per il mondo con la sola compagnia di sei corde ed un mucchietto di legno sagomato a corpo di modelle di Modì. Fra le varie fermate sonore, il chitarrista ne fece parecchie al Folkstudio di Roma e da quella messe di note nitide e scarne i curatori del disco ne han tratto otto brani che pescano fra tradizione e mostri sacri ('The Mist Covered Mountains Of Home' sembra difficile da credersi che sia suonata da una sola chitarra e da un essere umano e 'Little Niles' di Randy Weston è semplicemente da goose-flesh). Il disco è etereo e corposo insieme, come affondare i denti in una meringa consacrata, giocato in punta di dita (e di piedi); rotondo e cristallino come il silenzio che ne scandisce nota da nota. Avviso ai meno avvezzi al genere: non ascoltare di notte in macchina sull'autostrada, potreste schiantarvi contro il guard-rail per un colpo di sonno prima del secondo casello. Per gli altri sarà un acquisto imperdibile. Vista la periodicità settimanale della rivista, fatevelo richiedere come arretrato dal vostro spacciatore di carta di fiducia.
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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN e JACQUI McSHEE
Il grande maestro della chitarra folk ...
JOHN RENBOURN e JACQUI McSHEE Il grande maestro della chitarra folk e la splendida voce dei Pentangle, fanno rivivere un mito della scena celtica d'oltremanica. E' l'ennesimo capitolo della saga Pentangle rivissuto attraverso due grandi protagonisti ancora fortemente legati a quella splendida, immortale realtà. John fù affascinato fin da giovane dal blues, influenzato da Davey Graham, ha diviso le prime esperienze discografiche con Bert Jansch con il quale ha poi fondato i Pentangle. La sua carriera è fitta di esperienze diverse al fianco o alla testa di splendidi gruppi, e testimoniata da una discografia copiosissima. Jacqui è attualmente alla guida di una ennesima diversa formazione di Pentangle, orientata verso un sound più marcatamente etnojazz e mantiene intatta la sua splendida voce. Insieme interpretano con rinnovato gusto e freschezza, i classici del loro repertorio.
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14/12/2005 13:23 - JOHN RENBOURN e CLIVE CARROLL(Uk)
John è “il maestro” della chitarra ...
JOHN RENBOURN e CLIVE CARROLL(Uk) John è “il maestro” della chitarra folk, colui che sulle orme di Davey Graham, ha saputo coniare uno stile che sintetizza le sue diverse esperienze: il blues, il jazz, la musica antica ma soprattutto quell’immenso universo folk d’oltre Manica. Il suo nome è legato a quello dei Pentangle, storica formazione del quale fu fondatore e leader con l’amico di sempre, Bert Jansch; una band assai innovativa per l’epoca (fine sessanta-primi settanta), sia per l’organico che per il sound. Le loro vicissitudini lo hanno poi spinto a storiche collaborazioni con Bert ed in seguito prima alla costituzione di un suo gruppo e poi alla carriera solistica. Ogni suo concerto è una vera e propria lezione di chitarra e la condivisione della scena con il giovane talento Clive Carroll, non può




































































































































