Live Band
Live di questa band:
Mar 12 Giu - Roma (RM) - Italia
STADIO OLIMPICO ROMA
Gio 14 Giu STADIO SAN SIRO - Milano (MI) - Italia
STADIO SAN SIRO Via Piccolomini, 5 MILANO INFO:02/48713713 02/4046430 www.sansiro.net
Sab 16 Giu - Firenze (FI) - Italia
STADIO FRANCHI FIRENZE
Testi in archivio:
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14/12/2005 13:23 - MADONNA
A volte le vicende della musica sono davvero bizzarre. Ci ...
MADONNA A volte le vicende della musica sono davvero bizzarre. Ci sono trasformazioni che spiazzano e costringono a rivedere giudizi e pregiudizi. Il caso Madonna è esemplare. Era un'icona da odiare, ma anche, si è capito in seguito, un'icona intelligente, capace di metamorfosi. Appena sopita l'indignazione popolare per la sua partecipazione a Live Aid, in pieno periodo Lolita-adolescente-usa e getta-sfrontata-ribelle, ma inguaribilmente superficiale e spietatamente muzak, è iniziata l'irresistibile ascesa. Colpo dopo colpo Madonna ha cominciato a scalare la roccia della qualità, senza fretta, accumulando altri hit da bambola pop, poi iniziando a confondere i suoi ritmi con quelli delle produzioni più alte, scambiando le carte del grande gioco della musica, stemperando la sua vocina costruita in una visione di marketing in atmosfere più raffinate. Fino a Beautiful stranger, una botta di psichedelia in vena di giocoso recupero di antichi sogni venati d'Oriente. Madonna ha cominciato a sfogliare le pagine del passato, e non più solo per attraversare i vestiti leggeri dei vari revival. E come se non bastasse arriva ora a riproporre American pie, colonna sonora del film di John Schlesinger The next best thing (di cui è anche interprete accanto a Rupert Everett), un pezzo divino, un capolavoro che Don Mc Lean tirò fuori nel 1972 (oggi magari molti non lo ricordano e pensano che si tratti di un pezzo nuovo) e che raccontava una tagliente visione d'America, un testo densissimo che mescolava decine di riferimenti e allusioni a pezzi di musica e di storia (Beatles, Stones, Dylan, Byrds...), la conquista dello spazio, la strage di Bel Air, la perdita dell'identità generazionale, girando intorno a un evento che avvenne nel 1959, quando durante una tempesta crollò al suolo l'aereo che trasportava i musicisti Big Bopper, Richie Valens (autore de "La bamba"), e soprattutto Buddy Holly, che molti ritenevano essere il più promettente eroe nascente del rock'n'roll. Qualcuno allora definì quel giorno come "the day the music die", il giorno in cui mori la musica; ed è il tormentone che attraversa tutto il brano. Madonna ha raccolto questa canzone (le cui interpretazioni ancora fioccano e si rincorrono dopo tanti anni) e ce la ripropone con la sua consueta e sfrontata disinvoltura. Ma il fatto rilevante, é spiazzante, è che con la sua nuova maschera sta osando qualcosa che non aveva mai osato prima: cantare la coscienza d'America, recuperando un pezzo straordinario che come un piano sequenza taglia in due il rapporto, del tutto speciale, che l'America ha stabilito con la sua musica, un rapporto molteplice, dolente, talvolta ingannevole, esplosivo, ma sempre inteso come surrogato di una grande impossibile narrazione collettiva. É quello che Madonna cerca davvero oggi? Possibile che Madonna cerchi nel passato le parole che oggi neanche i più raffinati cantautori sono in frado di cantare? Se fossimo in uno sketch da commedia-italiana diremmo: ma lei, Madonna, dove vuole arrivare?
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14/12/2005 13:23 - MADONNA - "Frozen" mCD Maverick Rec. 1998
Perchè ogni ...
MADONNA - "Frozen" mCD Maverick Rec. 1998 Perchè ogni volta che si parla di Nostra Signora Impura le facce si atteggiano a moti d'orrore? Perchè le riviste serie, quelle che spacciano i Daft Punk per i nuovi Kraftwerk senza avere il coraggio di dire che sono solo onesti giocolieri con slot machines, snobbano i prodotti siglati Ciccone? 'Frozen' è gran singolo, William Orbit è gran maestro di cerimonie, i cinque remix sono (in almeno tre occasioni) capolavori electro e siamo sicuri che se fosse stato un brano della nanerottola islandese dal cognome impronunciabile le pugnette si sarebbero sprecate anche sul 'Mucchio Selvaggio'. Like a pilgrim...
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14/12/2005 13:23 - MADONNA - CYBER-RAGGA ('12) -WARNER,USA
Continua il lento avvicinamento della Ciccone ...
MADONNA - CYBER-RAGGA ('12) -WARNER,USA Continua il lento avvicinamento della Ciccone alle nostre latitudini abituali. Dopo i "matrimoni" artistici (prima quello con Orbit, ora con Mirwais) la nostra eroina tenta sempre di più la carta dell'alternativa, di quella "alla moda" e perciò "a la pàge". Peccato che oramai è soltanto una Raffaella Carrà multimediale e mondiale, una diva collettiva e perciò inutile e banale. Però... c'è sempre un "però" ed in questo caso è il retro di "Don't Tell Me", che suona maledettamente bene e con una carica elettrica così pura da far pensare alle migliori cose inglesi.
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14/12/2005 13:23 - MADONNA Music (CD/MC, Warner Bros.)
Una balla è una balla. Prima ...
MADONNA Music (CD/MC, Warner Bros.) Una balla è una balla. Prima di essere sdoganata nei tardi anni ’90 (in precedenza ci avevano già provato, senza successo, i Sonic Youth), Madonna era considerata solo una pop star bassa, senza qualità (a parte due belle tette) e un pubblico formato prevalentemente da gay, ragazzine grassocce e adolescenti sfigati (quelli un po’ più fighi avevano ragazze che già allora erano meglio della futura signora Ritchie). Poi qualcosa è cambiato, anche se nulla è cambiato veramente. Evidentemente vendere milioni di dischi non le bastava più, e Madonna ha deciso che era il momento di “mettere d’accordo pubblico e critica,” come si dice. E’ stato a quel punto – più o meno nel periodo Evita – che si è iniziato a parlare della sua “crescita artistica,” di come sia maturata come donna (es. fase new age, maternità e relativo film-propaganda con Rupert Everett – come se fossero cose che hanno in qualche modo a che fare con la musica), etc. Ma una balla è una balla, appunto: a cambiare non è stata tanto la sua musica quanto il modo in cui questa viene presentata / venduta e di conseguenza percepita / apprezzata dal pubblico. Perché Madonna ha continuato a fare quello che ha sempre fatto, vale a dire canzoncine pop arrangiate secondo la moda del tempo. Come “Like a Virgin” e “Material Girl” suonano perfettamente anni ’80, infatti, il suo nuovo singolo “Music” è un perfetto esempio di come debba suonare falsa, gonfiata e al tempo stesso estremamente godibile la musica al tempo della new economy (sic). Un bellissimo singolo, aggiungerei, uno di quelli che speri sempre di beccare alla radio. E un bellissimo video, con una quantità spropositata di fica e Ali G al massimo della forma. (Nota a margine: il fatto che il video sia così ostentatamente volgare – sesso, soldi, etc. – rende la canzone ancora più up-to-date.) (Seconda nota a margine: se oggi la musica di Madonna fa più o meno lo stesso effetto che faceva negli anni ’80, significa che la qualità del mainstream non è affatto cambiata.) (Terza e ultima nota a margine: ma non vi sembra che ci stiamo tornando, agli anni ’80?) Sì, ma il disco nuovo com’è? Questione irrilevante, direi, così come irrilevante è il nome dei produttori chiamati a rendere le sue canzoni più trendy (William Orbit e Mirwais, per la cronaca, ma potrebbero essere Graziani e Pulici, o Gianni e Pinotto, e non cambierebbe molto). Sappiate solo che ci sono altre canzoni oltre alla title-track e alla ripescata “American Pie.” Music parte forte e rallenta progressivamente (in tutti i sensi) come Ray of Light, con una voce tipo periodo Like a Prayer (quando non c’è di mezzo il vocoder, che nella ballata “Nobody’s Perfect” crea addirittura un imbarazzante effetto Eiffel 65) e non uno, ma due occhi strizzati al dance floor, anzi, alle (dance) charts. Al di là dei suoni, però, il disco si divide fondamentalmente in canzoni che seguono lo stile dance sull’asse “Into the Groove” – “Vogue” (“Music,” “Impressive Instant,” etc.) e canzoni che seguono quello melodico sull’asse “Live to Tell” – “Secret” (“Runaway Lover,” “I Deserve It,” etc.). Unica novità, una nuova escursione in quello che potremo definire il terzo polo estetico di Madonna, la canzone neo-ye ye stile “Beautiful Stranger” – “American Pie” (“Amazing”). Questo è quanto. Qualsiasi speculazione mondana e/o sociologica è inutile, come inutile è questo disco. Un disco pop perfetto – dunque ancora più inutile – come tutti i dischi di Madonna.
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14/12/2005 13:23 - EROTICA (TRIBUTE TO MADONNA)
Luisa Veronica Ciccone, in arte MADONNA, è ...
EROTICA (TRIBUTE TO MADONNA) Luisa Veronica Ciccone, in arte MADONNA, è una delle più carismatiche e poliedriche artiste di questi ultimi quindici anni. TRIBUTE TO MADONNA vuole essere un modo per ripercorrere le varie tappe della sua fortunata carriera, da “LIKE A VIRGIN” all’ultimissima “MUSIC”, partendo dai primi anni ottanta e arrivando fino ad oggi. Gli EROTICA vi faranno rivivere le emozioni “LIVE” dei suoi più grandi successi, da sempre in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Formazione: Manuela Piras (voce); Ettore Salati (chitarra); Roberto Scala (basso); Antonio Cocozza (tastiere); Ruggero Imberti (batteria); Morena Bartucci, Silvia Lambertoni, Ilenia Metelli (balletti e coreografie). Contatti: Manuela Piras 347/9317075
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14/12/2005 13:23 - EROTICA (TRIBUTE TO MADONNA)
Luisa Veronica Ciccone, in arte MADONNA, è ...
EROTICA (TRIBUTE TO MADONNA) Luisa Veronica Ciccone, in arte MADONNA, è una delle più carismatiche e poliedriche artiste di questi ultimi quindici anni. TRIBUTE TO MADONNA vuole essere un modo per ripercorrere le varie tappe della sua fortunata carriera, da “LIKE A VIRGIN” all’ultimissima “MUSIC”, partendo dai primi anni ottanta e arrivando fino ad oggi. Gli EROTICA vi faranno rivivere le emozioni “LIVE” dei suoi più grandi successi, da sempre in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Formazione: Manuela Piras (voce); Ettore Salati (chitarra); Roberto Scala (basso); Antonio Cocozza (tastiere); Ruggero Imberti (batteria); Morena Bartucci, Silvia Lambertoni, Ilenia Metelli (balletti e coreografie). Contatti: Manuela Piras 347/9317075
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14/12/2005 13:23 - MADONNA Greatest hits volume 2
Purtroppo alla fine i veri dischi ...
MADONNA Greatest hits volume 2 Purtroppo alla fine i veri dischi di Natale sono questi: questi che vanno in scena per adescare il pubblico nel momento di massima debolezza consumistica. Se non ci sono temi portanti, li si inventa. Un best è un disco senz'anima. La sua natura è quasi esclusivamente commerciale. Raramente è propedeutico (lo sono quelli della Rhino perché le selezioni sono fatte con una logica), raramente è a basso costo. I best diventano regali. Si regala Madonna perché ci si sbriga a comprarlo e quando si è pieni di pacchi, un cd non è poi così ingombrante. Ingombranti però lo sono, i cd antologici, negli scaffali dei negozi. Sono troppi. Invadenti, strapubblicizzati, a volte pericolosi perché ti abituano a ignorare il senso della carriera di questo o quel personaggio. Questo di Madonna fa luce sull'ultima decade della cantante. Non ce n'era bisogno. E' stata la sua decade più sperimentale attraente ma iperprodotta e quindi limitatissima sotto il profilo della vocalità e dell'immediatezza.


















































































































































































































































































































































































































































































