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14/12/2005 13:23 - DARIO VERGASSOLA in "Manovale e Gentiluomo"
Quando pochi anni fa, Dario ...
DARIO VERGASSOLA in "Manovale e Gentiluomo" Quando pochi anni fa, Dario Vergassola decise di affacciarsi al mondo dello spettacolo, non aveva ancora le idee chiare su quel che avrebbe dovuto fare ed essere. Gli piaceva parlare racconta e presto si accorse che nel farlo riusciva a suscitare l'ilarità dei presenti. Partecipò così a "Professione Comico" la manifestazione diretta da Giorgio Gaber ottenendo il premio del pubblico e della critica. Poi la consacrazione, la vittoria al Festival di San Scemo che lo indirizzò definitivamente sulla via della comicità demenziale e le apparizioni frequenti al Maurizio Costanzo Show. Nei suoi spettacoli si parla di storie sfortunate dove i protagonisti non riescono mai a trovare i giusti binari entro i quali far scorrere tranquille le loro esistenze, "parlo soprattutto di me e di tutto quello che mi succede per caso: ho scoperto che riesco a far ridere la gente, altrimenti mi sarei anche pouto raccontare sul serio". Parole e musica, la chitarra é diventata compagna inseparabile, gli leva la paura del pubblico é diventata un pò come la copertina di Linus.
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14/12/2005 13:23 - IBM "The Oval Recording"
Purtroppo non è possibile dire bene del ...
IBM "The Oval Recording" Purtroppo non è possibile dire bene del vinile che vede i due Pan Sonic collaborare con l'ex Wire Bruce Gilbert (IBM = Ilpo + Bruce + Mika) e il passaggio da "19/01/995-20/01/995" a "The Oval Recording" è addiritura sconvolgente, non tanto per il cambio di supporto bensì perché quanto il primo risulta godibile tanto il secondo appare ostico. Una sgradevolezza che oltretutto non è affatto stimolante e non invita alla scoperta, dato che puzza a tratti di caos incontrollato e un po' fine a se stesso. Non sempre i tre riescono a elaborare qualcosa di articolato e quando questo succede, come nelle più ritmate 09.09 (un brano davvero strepitoso) e 04.19 o nelle affascinanti modulazioni che avvolgono 12.57, raggiungono i risultati più soddisfacenti. Quindi è inutile negare la nostra delusione per un disco dal quale ci aspettavamo molto e, en passant, ricordiamo il magistrale "Opening Sweep": nella sua realizzazione era infatti coinvolto un altro ex Wire, quell'Edvard Graham Lewis che vince nettamente questo confronto a distanza.
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14/12/2005 13:23 - LULU MUSHI
Oval Compositions (Mush Records) 12” USA
Band nuova ma già ...
LULU MUSHI Oval Compositions (Mush Records) 12” USA Band nuova ma già bella “stranina” da San Francisco, posto che (tra l’altro) già aveva prodotto gruppi “particolari” (ed epocali) come i Residents oppure i Tuxedomoon. Questi qui suonano già da grandi in questo 3 tracce variegato: in “Blue Sonoko” si producono in un samba infernale, “Moon Funk” gira lenta ed indolente come un vecchio “cajun” mentre “Stepping Out With My Baby” l’avrebbero fatta così soltanto i Red Snapper!
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14/12/2005 13:23 - MOUSE ON MARS live + OVAL + WANG INC live ...
MOUSE ON MARS live + OVAL + WANG INC live - Electronica&digital malfunctions (elettronica, Sonig, D). Ritornano i Mouse On Mars con un nuovo disco e un nuovo set dopo le meraviglie distese di un piccolo e misconosciuto capolavoro come 'Glam'. 'Niun Niggung', il loro nuovo album, distribuito questa volta da Rough Trade, riprende soprattutto il gusto ritmico, solare ed exotico dei vecchi dischi su Too Pure (Ricordate Iaora Tahiti e Autoditacker?) in modo forse ancor più complesso e scostante, ma senza rinunciare a quella certa ironia e immediatezza pop capace di rendere il loro suono assolutamente irresistibile. Oval rappresentano invece una prima assoluta, almeno per l’Italia e per noi, di fondamentale importanza. In questa seconda metà del decennio infatti, gli Oval (ormai la sola mente di Markus Popp) si sono ritagliati una popolarità, sia pur di nicchia, del tutto rispettabile. Primi cantori delle malfunzioni, delle distopie-distorsonie ed errori dell’era digitale, gli Oval han saputo creare soundfiles del tutto originali, e quanto mai seducenti. In una possibile mappa delle musiche da non consumare degli anni 90, loro opere come Systemisch o 94 Diskont sono in questo senso imprescindibili. Oggi Markus Popp sembra maggiormente interessato a minimi processi sonori in divenire, come piccoli software fatti di microarchitetture tonali in cui persino la parola armonia non è estranea all’insieme dei suoni. Non solo ardue sperimentazioni dunque, ma anche toni caldi e a loro modo leggeri, laddove il tocco Oval è sempre e comunque unico e riconoscibile.
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14/12/2005 13:23 - Novalia
La musica dei Novalia, gruppo di Rieti che nasce nel ...
Novalia La musica dei Novalia, gruppo di Rieti che nasce nel 1985, attinge a piene mani dalla tradizione del centro-Lazio. Ma l'utilizzo di organetto, ciaramella, zampogna e del dialetto reatino nei testi non ha una mera funzione di rievocazione popolare. I Novalia: infatti, fondono le proprie tradizioni con la musica del mondo (grazie a stumenti della tradizione mediorientale ed africana) e con ambientazioni elettroniche (create da chirarra elettrica e campionamenti). L'insieme proposto vuole così diventare un viaggio tra itinerari musicali di diversa matrice che intendono condurre l'ascoltatore verso percorsi non ancora esplorati della cultura mediterranea. La migliore definizione della musica dei Novalia l'ha probabilmente data la rivista canadese: "Metropole" "Le influenze utilizzate dai Novalia sono di provenienza diversa: I1 Nord Africa, il Sud Europa, la regione mediteranea, il mare turchese, il vento tiepido che colpisce le orecchie. G1i stumenti sono acustici ed elettronici e miscelano rock tradizionale ed "etnicità". Così i Novalia liberano melodie "terapeutiche", delle arie che si vorrebbe riascoltare, di una bellezza che sfiora il sublime". I1 giornalista portoghese Miguel Santos sulla rivista "Blitz" ha scritto: «Nella musica dei Novalia sembra di leggere un diario intimo, dove si scoprono i ricordi di un viaggiatore del tempo, tasportato dal vento». Formazione: RAFFAELLO SIMEONI (voce, flauti, organetto, ciaramella, cuatro); STEFANO SALETTI (chitarra, carnpionamenti, sax, percussioni); GIOVANNI LO CASCIO (percussioni, drum kit); MICHELE FRONTINO (basso). NOVALIA La musica dei Novalia nasce dalla contaminazione di sonorità e di culture differenti. I1 sound della band originaria di Rieti è fusione di suoni arcaici e tradizionali con il gusto raffinato delle ritmiche inglesi e del reggae. I1 nuovo lavoro dei Novalia "Griot" è dedicato ai cantastorie del Senegal e racconta storie di emarginazione, di rabbia, di povertà e di follia. E' uscita da poco in edicola una compilation allegata alla rivista Olis che contiene i brani "Animalanima" e "Ebla". Discografia: "Sabir", "Griot".
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14/12/2005 13:23 - NOVALIA 10
E' curioso che sia la caparbietà, o come preferiscono ...
NOVALIA 10 E' curioso che sia la caparbietà, o come preferiscono dire i Novalia, la tigna, il sentimento che caratterizza i dieci anni di attività (da cui anche il titolo del cd) del gruppo reatino dovrebbe essere infatti normale produrre musica soprattutto per una formazione che ha mantenuto una linea coerente fin dalla sua fondazione. In realtà è il destino dei gruppi impegnati nel "folk revival" dover essere sempre sottoposti a difficoltà di ogni genere: di promozione, di distribuzione, di visibilità. Invece, con tigna i Novalia ci offrono questo omaggio come una sorta di greatest hits registrato dal vivo perché ci riporta tutti i momenti forti della loro carriera compresi Rama 'e rosa, con cui furono fra i finalisti del Premio Recanati del '95, e Lu figliu pazzu, brano simbolo di quella svolta "dialettale" che li ha portati in giro per l'Italia e il Mediterraneo.
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14/12/2005 13:23 - NOVALIA 10
E' curioso che sia la caparbietà, o come preferiscono ...
NOVALIA 10 E' curioso che sia la caparbietà, o come preferiscono dire i Novalia, la tigna, il sentimento che caratterizza i dieci anni di attività (da cui anche il titolo del cd) del gruppo reatino dovrebbe essere infatti normale produrre musica soprattutto per una formazione che ha mantenuto una linea coerente fin dalla sua fondazione. In realtà è il destino dei gruppi impegnati nel "folk revival" dover essere sempre sottoposti a difficoltà di ogni genere: di promozione, di distribuzione, di visibilità. Invece, con tigna i Novalia ci offrono questo omaggio come una sorta di greatest hits registrato dal vivo perché ci riporta tutti i momenti forti della loro carriera compresi Rama 'e rosa, con cui furono fra i finalisti del Premio Recanati del '95, e Lu figliu pazzu, brano simbolo di quella svolta "dialettale" che li ha portati in giro per l'Italia e il Mediterraneo.
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14/12/2005 13:23 - NOVALIA
"Il dialetto è la nostra radice, l'espressione istintiva della nostra ...
NOVALIA "Il dialetto è la nostra radice, l'espressione istintiva della nostra sensibilità musicale. È la sapienza del popolo. La voce delle tante Italie tutte affascinanti da raccontare. E da cantare". È questa la "poetica" dei Novalia, un gruppo che fonde sonorità e culture differenti, tradizione musicale dell'alto Lazio e dub. Un mix dalla spiccata matrice mediterranea dove l'elettronica dà forza al suono degli strumenti antichi. "Griot" (dal nome dei cantastorie del Senegal) è il titolo del nuovo CD (CNI/Ludos) del gruppo che come cantastorie moderni raccontano storie di emarginazione, rabbia, povertà e follia.
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14/12/2005 13:23 - NOVALIA
Arkeo
Chi guarda dietro troverà la strada per andare avanti. Può ...
NOVALIA Arkeo Chi guarda dietro troverà la strada per andare avanti. Può sembrare un paradosso ma con questo spirito nasce il sesto disco dei Novalia: il fascino millenario di musiche antichissime rivive consegnato nelle braccia del futuro. Arkeo supera i confini stilistici più regionali dei dischi precedenti abbracciando il Mediterraneo, innanzitutto, ma anche Nord Africa e Medio Oriente in un gioco ad incastro tra stili di epoche diverse. Ecco che il drum'n'bass dà un ritmo a saltare all'estasi mediterranea di "Karalarasi", il dub e la jungle attualizzano gli antichi stornelli primaverili di "Cantamaggio" mentre la lentezza del trip hop enfatizza i canti di pellegrinaggio del XIV secolo di "Les Enfants De Giza". E in questo viaggio tra le melodie del mondo, i Novalia non potevano non dedicare una canzone ("Perzu Pe 'Na Creuza De Ma") a Fabrizio De Andrè, padre ispiratore di tutta la ricerca che si fa in Italia di nuovi suoni etnici e popolari.
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14/12/2005 13:23 - NOVALIA "Arkeo"
"Ci sono musiche ...
NOVALIA "Arkeo" "Ci sono musiche antichissime di cui si è persa la memoria. Noi, come novelli archeologi, partiamo alla scoperta di queste melodie, le cerchiamo ovunque ci sia un frammento, una traccia, una caverna da esplorare; le tiriamo fuori dall'oblio nel quale erano cadute, ne riscopriamo il fascino millenario e le gettiamo nelle braccia del futuro. Per farle rivivere". Questo scrivono i Novalia per descrivere la loro musica. Nel nuovo lavoro discografico "Arkeo", il gruppo italiano di world music presenta dieci brani inediti di grosso impatto espressivo. La loro musica è un affascinante viaggio alla scoperta di magiche melodie primitive, medievali, rinascimentali, del terzo e quarto mondo, che vengono rilette, reinterpretate e contaminate con le ritmiche della world music, della trance, della jungle, del dub, del trip-hop.
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14/12/2005 13:23 - Novalia
Non è solo la presenza di ospiti d'eccezione come il ...
Novalia Non è solo la presenza di ospiti d'eccezione come il violinista Alexander Balanescu o il gruppo egiziano Kahwa a fare di Canti & Briganti (Ludos/CNI) dei Novalia una delle migliori opere di gusto world music apparse in Italia negli ultimi anni. Col tempo si è fatta più decisa e smaliziata la scrittura di questa veterana formazione sia nei testi cantati in dialetti dell'alto lazio e dedicati a storie di vecchi e nuovi "briganti", poeti omosessuali, contadini sfruttati e ribelli sognatori sia negli arrangiamenti di ampio respiro di Stefano Saletti che, impreziositi dai numerosi strumenti etnici, spaziano da struggenti melodie mediterranee senza tempo ai ritmi quasi jungle che si muovono sotto La Banda Viola. Menzione particolare per la misurata sensibilità delle interpretazioni vocali di Raffaello Simeoni, che pare aver lasciato definitivamente alle spalle ogni tentazione a facili gigionismi.
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14/12/2005 13:23 - OVAL Ovalprocess
"Per quanto riguarda il software, che e stato presentato ...
OVAL Ovalprocess "Per quanto riguarda il software, che e stato presentato lo scorso dicembre (1998) a Berlino, ci ho lavorato negli ultimi due anni in parallelo con i progettei musicali: si tratta di un software per far creare alle persone la propria Oval-music II mio prossimo disco è uno spit tra audio e software: sarà il mio ultimo disco, dopo, tutti potranno essere Oval" (Markus Popp). Ovalprocess rappresenta il primo passo in questa nuova direzione che il geniale Markus intende esplorare, direzione che potrebbe portare a un totale ribaltamento per quanto riguarda il rapporto fra artista-creante e pubblico-usufruente ma che per noi appare ancora un'ipotesi piuttosto astratta. In attesa di capire e toccare con mano quanto ci riserva il futuro non resta che dedicarci al classico ascolto, nè più nè meno di quello che faremmo con il nuovo CD di chiunque altro. Ci accorgiamo allora che il suono degli Oval, contrariamente a quanto abbiamo sempre pensato, non ristagna affatto. Un loro disco è riconoscibile come tale fin dalle prime battute e pur tuttavia contiene sempre qualche particolare, nell'impostazione o nei suoni, in grado di differenziarlo dal precedente. In questa occasione i cambiamenti sono ancor più marcati ed è possibile intuire un interesse rivolto addirittura verso quello che fu il noise chitarristico. Meno ripetitivo, meno sinfonico e più vicino a quelle new forms di musica improvvisata che tanto devono anche a loro, Ovalprocess è, al di là dei possibili sviluppi futuri, la nuova creazione di un geniaccio che ancora una volta riesce a cavare il sangue dalle rape.
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14/12/2005 13:23 - Oval "Dok"
Quando si dice abilità per le pubbliche relazioni... All'indomani ...
Oval "Dok" Quando si dice abilità per le pubbliche relazioni... All'indomani dell'uscita del precedente 94 Diskont, a proposito di se stessi gli Oval dichiaravano: "Non siamo un gruppo e neppure un progetto artistico... Dobbiamo lavorare duro per realizzare le nostre idee e non ci divertiamo per niente. Lo facciamo senza entusiasmo. E non ci piace la musica". E ora due cazzate sul rock "del vero sentire". Dok è un lavoro singolare persino per artisti così peculiari. Per circa tre quarti d'ora suoni di campane, registrati in giro per il mondo dal ricercatore Christophe Charles, sono scomposti e ricostruiti in liquidi bordoni attraversati da sinistri ticchettii. Fanno occasionalmente capolino toni bassi al punto di essere catacombali e voci fantasmatiche. Musica industriale? Assolutamente no: organica piuttosto. Un canto buddista. Piacerà a chi ama i Panasonic e ha apprezzato l'ultimo Starfuckers. Da suonare a volume alto. Oppure bassissimo: non fa nessuna differenza.
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14/12/2005 13:23 - TWENTY FOUR HOURS
"Oval Dreams" (Musea)
Fremiti progressivi agitano la East Coast, ...
TWENTY FOUR HOURS "Oval Dreams" (Musea) Fremiti progressivi agitano la East Coast, dove riaffiora per la terza volta nel corso di questa decade la spuma inebriante di canzoni siglate Twenty Four Hours, onde che si infrangono sulla spiaggia lasciando una fragranza pungente come in una piovosa giornata di otto anni orsono, ma i non iniziati prestino attenzione agli equivoci. La East Coast in questione non è quella americana, e non parliamo di flutti atlantici bensì adriatici, cavalcati da un collettivo che spazia dalla provincia barese a quella anconetana alla riviera abruzzese, stabilizzatosi da una dozzina di anni in una formazione a quattro che comprende Nico Colucci al basso, Antonio Paparelli alla chitarra, ed i fratelli Marco e Paolo Lippe a batteria e tastiere. Otto anni sono trascorsi appunto da "The Smell Of Rainy Air", esordio autoprodotto seguito nel '94 da "Intolerance", realizzato per la Mellow Records (che ha poi ristampato anche il capitolo precedente). La lenta gestazione di questi dischi si riflette in una entusiasmante continuità evolutiva, ed il nuovo "Oval Dreams", che esce per una indie affermata come la francese Musea, moltiplica gli ingredienti della pozione sonica confermando la grande vitalità del gruppo. La matrice progressiva che parte dai Genesis di "A Trick Of The Tail", dai primi Crimson e, perché no, da certe geniali intuizioni della Premiata Forneria Marconi, si fa sempre più asciutta ed elegante, eliminando gli eccessi di sofisticazione, rimettendo in discussione i modelli e cristallizzando una cifra estetica sempre più personale. Dovessimo azzardare paragoni, sono piuttosto i Camel a tornarci talvolta alla mente, sia per il lucido fraseggio delle tastiere, sia per lo stile percussionistico di Marco Lippe, spesso sulle coordinate di Andy Ward. Ma l'iniezione più sorprendente è quella di robuste dosi di suono Paisley nella chitarra di Paparelli, che ad esempio trasforma l'acustica poesia agreste della beatlesiana "Mother Nature's Son" in una pasticca jingle-jangle (ma a proposito di covers non è male neanche "Darkness", classico Van Der Graf Genarators inciso ai tempi di "Intolerance"). I venti minuti finali di "The Bastards", una composizione di antica data, giocano un'ipotesi di suite sperimentale del tutto fuori contesto, ma la natura camaleontica dei Twenty Four Hours può essere verificata in modo ancora più eclatante: basta ordinare "Oval Dreams" direttamente a Paolo Lippe, ottenendone in omaggio un CD zeppo di registrazioni degli anni '85-'88, "Before And After The Boundary". Scoprirete che in epoca precedente all'album di debutto i Twenty Four Hours denunciavano insospettate ascendenze new-wave, circa Cure. Contatti: Paolo Lippe, Via Dei Tulipani 12 - 64025 Pineto (TE) - 0347/3666494
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14/12/2005 13:23 - HOPE SANDOVAL AND WARM INVENTIONS Bavarian Fruit Bread
Non ama rilasciare ...
HOPE SANDOVAL AND WARM INVENTIONS Bavarian Fruit Bread Non ama rilasciare interviste e dopo il buon successo con i Mazzy Star di mister David Roback grazie all'LP "So Tonight That I Might See" la statuaria ed angelica Hope Sandoval torna oggi nello show business in splendida compagnia dell'ex My Bloody Valentine Colm O'Ciosoing. Pura poesia narcotica è la musica che esce da questa affascinante avventura in dodici episodi titolata "Bavarian fruit bread". Suadenti conforti melodiosi trascinati dalla spettrale eppur calda ed avvolgente voce di Hope tracciano parabole di chitarre minimali dalle estasianti profumazioni ipnotiche, fortemente Velvet Underground. Ballate elettriche occupano spazi trasparenti regalando attimi di sublime astrazione introspettiva. Musica semplice e sensuale, dove dialoghi chitarra-voce-batteria sin dall'iniziale seduttiva trilogia "Drop", "Suzanne" e "Butterfly mornings" accarezzano melodie dove assoli brevi e fantasiosi sollevano soffici arie lisergiche. Un totale, speciale ed esclusivo senso della misura si espande attraverso "On The low", "Baby let me" e "Feeling of gaze", realmente incantevoli. Si materializzano bellissimi orizzonti d'ampie visioni ambient: loop chitarristici echeggianti conturbanti armonie, vapori elettrici screziati da ritmi accortamente dilatati, generano un fluttuante stato di finissima ipnosi. Davvero eccellenti sono poi "Charlotte", "Love me on the way" e la title track che s'accostano in estrema armonia ai tratti emozionati di "Around my smile". Un disco buio eppur fragrante eppure bello, molto molto bello.
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14/12/2005 13:23 - Luigi Carnovale eclettico e vivace signore della notte, ma con ...
Luigi Carnovale eclettico e vivace signore della notte, ma con la passione della musica elettronica fin dal 1987 convoglia tutte le sue energie allo studio dei mezzi per comporre musica elettronica collaborando nel suo cammino con artisti del calibro di Luca Spagnoletti, Roby J, Maurizio Martinucci, Saverio Evangelista Giuseppe Casagrande... stimolati sempre dalla ricerca di suoni e musiche non consueti.
















































































































































































































































