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14/12/2005 13:23 - DIANE SCHUUR
In realtà Diane Schuur è difficilmente catalogabile, essendo le ...
DIANE SCHUUR In realtà Diane Schuur è difficilmente catalogabile, essendo le sue influenze legate sia alle grandi interpreti nere, Dinah Washington in particolare, ma anche al "soul" di Ray Charles, con il quale condivide, oltre alla triste menomazione visiva, un approccio pianistico denso ed esuberante, e al blues più viscerale. La Schuur entra nel mondo della musica in tenerissima età, spronata dall'ascolto del padre musicista e dai dischi di Duke Ellington prediletti dalla madre: già a nove anni canta professionalmente e a sedici inizia a comporre canzoni. I primi successi nel 1975, quando al Festival Jazz di Monterey incontra e si esibisce con Dizzy Gillespie. Nel '79, sempre a Monterey, viene ascoltata da un altro grande jazzista, Stan Getz, che la inviterà tre anni dopo ad affiancarlo nel memorabile concerto alla Casa Bianca. Dall'84 la carriera della cantante subisce una svolta a seguito del contratto con l'etichetta GRP: la popolarità aumenta con alcuni album azzeccati, sia in ambito strettamente jazzistico (quello con l'orchestra di Count Basie le varrà il "Grammy" come miglior cantante nel 1987), sia nella musica leggera di qualità (il CD "Love Songs" del 1993, di sole ballate), sia nel campo del blues: recentissimo il disco "Heart to Heart" a fianco del leggendario B. B. King, con il quale duetta con un feeling maturo, flessibile e accattivante. Diane Schuur in effetti evidenzia un blues-feeling sorprendente, che innerva tutte le interpretazioni, sia le ballad più note, come "Unforgettable", sia i brani veloci, nei quali mette in mostra eccellenti doti pianistiche: e se le caratteristiche di show-woman sono palpabili nei bagni di folla delle grandi arene, il lato più intimista del suo stile lo si apprezza ancor più nel "chiuso" del club.
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14/12/2005 13:23 - Diane Schuur (voce); Scott Steed (contrabbasso); Reggie Jackson (batteria). Diane ...
Diane Schuur (voce); Scott Steed (contrabbasso); Reggie Jackson (batteria). Diane Schuur, la nuova First Lady del firmamento jazzistico internazionale, una delle più grandi voci del jazz mondiale, sarà ospite mercoledì 24 aprile al Teatro Villa dei Leoni di Mira (Venezia), per la rassegna "J & W", firmata da Veneto Jazz in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Mira. Si tratta dell'evento più atteso della manifestazione dedicata ai grandi protagonisti del panorama jazzistico internazionale, ma che in questo caso vuole davvero rendere omaggio ad una star, già vincitrice di due Grammies e del prestigioso premio "Ella Fitzgerald Award". Una voce, quella di Diane Schuur, potente ed estremamente flessibile, che copre magistralmente tutta la gamma dei registri musicali, dal pop al gospel, dal jazz al blues, versatile e camaleontica, "completa ed eclettica", come sostiene Philippe Charles, uno dei più autorevoli critici francesi. Cieca dalla nascita, ha sviluppato una particolare predisposizione per agli acuti "urlati" nella più tipica tradizione dirty della musica popolare, con un forte vibrato di pretta matrice strumentale e con una davvero notevole fluidità melodica che risalta in modo particolare nell'interpretazione delle ballad. Scoperta da Doc Severinsen e da Ed Shaughnessy, Diane Schuur ottenne la sua consacrazione nel 1979 al festival internazionale del jazz di Montery ove, accompagnandosi da sola, riscosse un grosso successo personale. Tra i tanti che applaudirono la sua performance c'era anche Stan Getz che la prese sotto la propria ala procurandogli diversi ingaggi, tra cui uno davvero prestigioso alla "Casa Bianca", e facendola incidere con il suo quintetto. Un exploit che attirò l'attenzione di Larry Rosen, produttore della GRP che le propose di registrare l'album "Deedles", con il quale dimostrerà non solo le sue rilevanti qualità tecniche, ma soprattutto la sua notevole versatilità, una dote che le permetteva di passare con la massima disinvoltura da un genere all'altro. Tra il 1984 e il '97 la Schuur registrava per la GRP una dozzina di dischi, tra i quali vanno segnalati quello inciso con la Count Basie Orchestra diretta da Frank Foster nel 1987, premiato meritatamente con un Grammy e rimasto in testa alle classifiche del "Billboard" per 33 settimane consecutive; "In Tribute" (1992) dedicato a Dinah Washington, la sua principale ispiratrice; "Heart To Heart" (1994) con B.B. King, a sua volta salito ai vertici della classifica del "Billboard". Nel frattempo la Schuur effettuava tournées in tutti i continenti; partecipava ai maggiori festival; si esibiva più volte alla Carnegie Hall (degno di nota il tributo reso alla Fitzgerald nel 1993); veniva invitata ai più celebri shows televisivi con il "Tonight Show" in testa. Dopo un breve soldalizio con la Atlantic (documentato dal Cd "Music is my life") nel 1999 veniva scritturata dalla Concord e per questa etichetta ha pubblicato il suo ultimo disco "Friends For Schuur" (parzialmente registrato al "Kennedy Center Honors" di Washington in occasione di uno spettacolo in onore di Stevie Wonder) nel quale è accompagnata dallo stesso Wonder, da Herbie Hancock, Ray Charles, Paulinho Da Costa e Stan Getz (attraverso il recupero per via digitale di un suo assolo per una nuova versione di Easy Living).
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14/12/2005 13:23 - DIANE SCHUUR's CARIBBEAN JAZZ PROJECT DIANE SCHUUR voce SCOTT STEED ...
DIANE SCHUUR's CARIBBEAN JAZZ PROJECT DIANE SCHUUR voce SCOTT STEED basso e direzione REGGIE JACKSON batteria ROD FLEEMAN chitarra Con la sua straordinaria forza interpretativa e la leggendaria estensione vocale di 3 ottave e mezzo, Diane Schuur, cieca dalla nascita, ha guadagnato il titolo di nuova "First Lady " del firmamento jazzistico internazionale, cinque GRAMMY nominations, due GRAMMY awards, e l'adorazione da parte della critica di tutto il mondo. La voce della Schuur, tanto potente quanto estremamente flessibile, copre magistralmente tutta la gamma dei registri, con una particolare predisposizione agli acuti "urlati" nella più tipica tradizione dirty della musica popolare, con un forte vibrato di pretta matrice strumentale e con una davvero notevole fluidità melodica che risalta in modo particolare nell' interpretazione delle ballad. Una voce, com'è stato autorevolmente sostenuto da Philippe Carles, uno dei più autorevoli critici francesi, completa ed eclettica. www.dianeschuur.com


























































































