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06/10/2007 08:10 - Esiste un posto in Virginia. Si chiama Richmond, è stata ...
Esiste un posto in Virginia. Si chiama Richmond, è stata la capitale dei tredici Stati Confederati. Da qui proviene una band. Se solo fosse stato per il nome scelto (quello di una pornostar americana degli anni '70), difficilmente sarebbe stata presa sul serio dal mondo dell'heavy rock & roll. Invece gli ALABAMA THUNDERPUSSY non solo ci sono riusciti, ma hanno anche fatto drizzare le orecchie e attirare l’attenzione del mondo musicale verso la loro musica. Sono infatti ormai più di 10 anni che gli ALABAMA THUNDERPUSSY portano avanti il loro progetto musicale in giro per tutto il mondo, con grande rispetto di tutta la stampa specializzata. Nati con il desiderio di suonare dello sporco rock’n’roll, gli ATP si sono rivelati nella prima ondata stoner, pubblicando per la leggendaria Man’s Ruin il granitico Rise Again. Il muro sonoro degli ATP è caratterizzato da cambi di tempo e di riff blues-based smorzati da qualche episodio country. I confini dell'heavy rock vengono setacciati in lungo e largo creando degli assalti da biker forsennati, cadenzando pesantemente il blues e facendo la voce grossa su altri eccezionali episodi. Dopo una serie di album di culto e vari cambi di formazione sembra che per la band sia arrivato il tempo di passare al grande pubblico. Gli ALABAMA THUNDERPUSSY scelgono oggi infatti l’estrema Relapse Records per la pubblicazione del nuovo Open Fire, distribuito in Italia da Self, undici pezzi di violenza stradaiola, con atmosfere da assalto all'arma bianca. Per molti è il disco migliore della band ad oggi, la stampa italiana sembra essersene accorta... La band americana grazie anche all'innesto del nuovo cantante Kyle Thomas sfodera un arsenale di veri e propri inni gloriosi da urlare scendendo la collina brandendo l'ascia di guerra. Freschi nel loro incedere solenne i riff di questo episodio hanno la qualità di riscaldare i cuori permettendo di godere in maniera totale ed immediata del prodotto heavy timbrato ottanta. Poco fumo e tanto arrosto: la storia del moderno heavy rock americano sta per essere riscritta. Per i fans di: DOWN, WOLFMOTHER, BLACK LABEL SOCIETY, CLUTCH, THE SWORD, CORROSION OF CONFORMITY, SOUNDGARDEN, SAVIOURS... HYPERLINK "http://www.atprva.com" www.atprva.com HYPERLINK "http://www.relapse.com" www.relapse.com
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14/12/2005 13:23 - ALABAMA THUNDER PUSSY Constellation Man's Ruin
Man's Ruin e ormai il ...
ALABAMA THUNDER PUSSY Constellation Man's Ruin Man's Ruin e ormai il principale polo natatizzatore di moderne tendenze heavy-psych, ed il suo profeta Frank Kozik non intende assolutamente mollare la presa su questa scena, così saluta al fine del Novecento con novità ad alto voltaggio di Alabama Thunder Pussy e Drunk Horse. Alabama Thunder Pussy sono un costante punto di riferimento per chi si è invaghito di riletture heavy-fuzz del classico rock'n'roll sudista, anche per la loro incalzante produzione discografica, che esce con i ritmi serrati tipici d'inizio Seventies. Il quintetto di Richmond ha inifatti realizzato tre album nell'arco di un paio d'anni, da "Rise Again" a "River City Revival", fino all'attuale "Constellation". ATP, noti soprattutto per la loro carica primordiale, solo a tratti mitigata da divagazioni lisergiche, oggi realizzano l'opera più calibrata e matura, senza per questo deprimere l'irrinunciabile forza d'urto. Fin dall'iniziale "Crying Out Loud" il loro approccio risulta meno frenetico, ed il suono, comunque mastodontico, ne guadagna in flessibilità. In "Foul Play" un autentito anthem dove l'organo Hammond contribuisce ad un arrangiamento più versatile e vario, o nel debordante mid-tempo di "Negligence", i progressi del gruppo sono espliciti; inoltre il taglio delle composizioni si sta piacevolmente affinando a giudicare da "Ambition", dove un arrangiamento pianistico allevia la pesantezza dei riffs, ricollegandosi alla tradizione di Allmans e Skynyrd, oppure dalle chitarre acustiche che prendono il sopravvento in "Obsari" e "15 Minute Drive". "Constellation" è dunque un album di foggia più 'classica' per ATP, pur risolta con l'impronta abrasiva che li ha sempre contraddistinti.





















































































































































































































































































