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14/12/2005 13:23 - Jad Fair & the shapir o'rama
We Are The Rage (Avant)
Fondati ...
Jad Fair & the shapir o'rama We Are The Rage (Avant) Fondati dai fratelli Jad e David Fair, gli Half Japanese sono stati tra i precursori di quello che poi negli scaffali dei negozi sarebbe stato classificato come noise (ed erano addirittura tra i gruppi preferiti di Kurt Cobain, che li volle come supporter per un tour dei Nirvana!). Non che album come il triplo "Half Gentlemen/Not Beast" ('80, ristampato da un paio d'anni) e il successivo "Loud" ('81 ) avessero molto a che fare col grunge: una miscela devastata e cacofonica di Captain Beefheart, urgenza Punk, No Ware newyorchese e scampoli dei Velvet Underground (Fair è stato tra i principali artefici del ritorno sulle scene di Maureen Tucker, che ha ricambiato il favore producendo un paio dei suoi dischi), che ha sicuramente influenzato invece gruppi come i God is my Co-Pilot (che non a caso hanno spesso invitato Fair nei loro dischi) e forse anche i grandissimi Boredoms (il cui chitarrista Yamamoto è ospite in questo "We Are The Rage"). Dall'83 Jad Fair incide parallelamente anche a proprio nome, producendo probabilmente il suo capolavoro con un LP dell'88 co-firmato assieme a Kramer, "Roll Out The Barrell", nel quale con ospiti come Kim Gordon, Thurston Moore e John Zorn inventava versioni psicotiche e personalissime di brani di Chuck Berry, Beatles, Carmichael ecc.; ma bellissimo è ad esempio anche un lavoro passato del tutto inosservato come l'EP 7" "Gunfighter Ballads And Songs Of The Old West", suonato assieme ai God is My Co-Pilot (dai quali lo si poteva acquistare in occasione dei loro concerti italiani del '95) e che, a dispetto del titolo, è un saggio di rumorismo percussivo primitivista come non se ne sentiva dai tempi appunto dei Mars. Venendo al CD Avant (stupendo anche qui il design della Mori), la vena è certo maturata dai tempi di "Loud" ma non per questo, fortunatamente, è stata addomesticata: anzi il disco è tra i più rumorosi ascoltati ultimamente (una scintillante "Instant Mayhem Production" di Don Fleming) e, ciò che più conta, con una vena compositiva assolutamente brillante (che si può permettere addirittura di troncare i brani "sul più bello" - arrivati ormai al punto - per fare posto ai successivi, tanto l'ascolto procede in crescendo), dal puro caos della title track alla travolgente accelerazione continua di "Shnella", in un clima di concitato isterismo che sostiene (con successo) il disco dal primo all'ultimo brano.
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14/12/2005 13:23 - JAD FAIR AND WILSON WILLETT
Enjoyable Songs
Ennesimo disco di Jad Fair: ...
JAD FAIR AND WILSON WILLETT Enjoyable Songs Ennesimo disco di Jad Fair: istituzione morale dell'underground americano, venerata da Kurt Cobain e responsabile d'innumerevoli progetti, ultimo dei quali l'album con gli Yo La Tengo. Ora ritrova Jason Willett già collega negli Half Japanese: assieme intraprendono un tour de force musicale che dondola tra folk dylaniato, jazz, stomp, new wave e salsa: parola d'ordine dilettantismo, bassa fedeltà e argomenti che abitano la realtà.
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14/12/2005 13:23 - JAD FAIR & YO LA TENGO
Strange But True (Matador)
Solo l'unione ...
JAD FAIR & YO LA TENGO Strange But True (Matador) Solo l'unione tra le menti degenerate degli Yo La Tengo e di Jad Fair poteva creare un mostro come Strange But True, cioè un viaggio in 22 episodi nell'America dello strano ma vero, delle leggende metropolitane, degli X-files per sfigati, in una parola White Trash Culture. Ogni episodio di questo Strange But True si ispira infatti ad una notizia incredibilmente strana (o incredibilmente falsa, fate voi) a partire dal titolo: Texano rapito dagli alieni per un giro nello spazio, oppure Bambina-genio di tre anni si diploma alla scuola superiore con il massimo dei voti e via di seguito! La musica? American Music nel senso più vasto del termine, dal blues al country, dal college rock allo pseudo metal, dalla new wave alla Space Age Bachelor Pop Music. Ma il più delle volte si tratta di tutte queste cose insieme, un concetrato di apocalypse culture trattata con ironia ma senza distacco intellettuale, quasi che queste scorie culturali facessero parte del nostro patrimonio inconscio e fossero in fin dei conti assai meno pericolose delle balle e delle menzogne che ci tocca sopportare ogni giorno da parte di chi, politico, finanziere o tutore dell'ordine dovrebbe agire in amor di verità. La de-evoluzione continua.
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14/12/2005 13:23 - JAD FAIR & D. JOHNSTON The Lucky Sperms: Somewhat Humorous
Con ...
JAD FAIR & D. JOHNSTON The Lucky Sperms: Somewhat Humorous Con la collaborazione di Chris Bultmam e spartizione a tre delle composizioni, ecco che Fair &t Johnston si rimettono in moto insieme, a distanza di un paio di mesi dalla riedizione di quello che resta(va) fino a oggi il loro unico album a quattro mani, ed era ormai vecchio di anni. Il contenuto di questo disco ve lo potete immaginate, ed è proprio come lo immaginereste. Si tratta di noise-scratch-pop (?) figlio d'un matrimonio illegittimo tra Beattes e Captain Beefheart e tratteggiato con un'arte amanuense che rimanda all'ingenuità di un Jonathan Richman o alla candida perfidia dei Fall. All'interno dello stabilissimo equilibrio raggiunto da queste due traballanti nonché genialoidi menti, la spartizione dei compiti 'esecutivi' è più equa di quella compositiva, invero sbilanciata su Johnston: il 'caos organizzato' è affare che riguarda soprattutto Jad (Yes We Can, la splendida Pancakes Flop) e il pop surreale e dolente Daniel (Movie, Stale Spaghetti, Undying Love, Death), mentre il nuovo arrivato, da parte sua, se la cava collocandosi a metà esatta tra i due 'estremi' dimostrandosi, peraltro, soggettino niente male (She Starts Fire, Grey). Ci sono anche due cover dichiarate: Michelle dei Beatles e Ruby Tuesday dei Rolling Stones, rese come da copione in forma di scombiccolati lo fi colmi d'errori e manomissioni; ma ce ne sono anche molte altre 'nascoste' dentro l'ubriachissima Melody: da Bridge Over Troubled Waters a Pretty Woman a Walking On Sunshine...
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14/12/2005 13:23 - TEENAGE FANCLUB & JAD FAIR Words Of Wisdom And Hope ...
TEENAGE FANCLUB & JAD FAIR Words Of Wisdom And Hope (Geographic/Goodfellas) Esce per la Geographic, sottoetichetta della Domino, la collaborazione a due (o meglio uno più molti) dove la situazione che si prospetta è la seguente: music by Teenage Fanclub, lyrics by Jad Fair. Mansioni perfettamente delineate quindi e altrettanto ben delineati sono i contorni dei dodici pezzi che compongono ‘Words Of Wisdom And Hope’, lavoro in cui i suoni della band scozzese riescono a integrarsi bene con la voce di Jad Fair e in cui la musica che si viene a creare fonde il sostrato brit pop dei primi con l’indie rock dalle forti propensioni per il cantautorato americano del secondo. Tra l’acustico e l’elettrico si dipanano ballate mai troppo malinconiche e canzoni che si adagiano con intelligenza sul padiglione auricolare dell’ascoltatore.

















































































































